Sintomi mononucleosi

mononucleosi-e-bacioLa mononucleosi si trasmette attraverso il contatto con la saliva di un soggetto infetto, nota come la malattia del bacio poiché colpisce soprattutto gli adolescenti, si può contrarre attraverso un colpo di tosse, condivisione di posate, contatto diretto attraverso le mani o parti del corpo entrate a contatto con la saliva.

La mononucleosi può presentarsi anche totalmente asintomatica, il malato non sa affatto di essere colpito dal virus e quindi da seguito ad una trasmissione della malattia. Nella grande maggioranza dei casi, questa malattia infettiva si presenta con dei sintomi ben precisi come infiammazione del cavo oro-faringeo, placche sulle tonsille e mal di gola. L’incubazione del virus è mediamente di 6 settimana e il periodo di massimo effetto del virus dura almeno 10 giorni. Ecco nel dettaglio i sintomi della mononucleosi. La mononucleosi è accompagnata da febbre, stato di malessere generale che può divenire anche molto accentuato, il virus va infatti ad indebolire il sistema immunitario con una conseguente perdita di vitalità. Si verifica una faringite, segni comunemente indicati al medico come mal di gola, placche sulle tonsille, linfonodi del collo ingrossati. La mononucleosi, nei giorni successivi al manifestarsi dei primi sintomi, comporta inoltre dolori muscolari e inappetenza.

Trattandosi di una malattia infettiva si deve procedere sotto consulto del medico il quale, dopo aver esaminato la condizione clinica del paziente andrà a stabilire la terapia farmacologica. Come indicato, la mononucleosi si manifesta con sintomi classici, la frequenza dei casi in età adolescenziale, tra i 15 e i 25 anni, porteranno subito il medico a diagnosticare il contagio. Tra i sintomi rari possiamo infine indicare, Disfagia, difficoltà a deglutire gli alimenti, eruzione cutanea con macchie rosse irregolari sul corpo, mal di testo, perdita di peso, sudorazioni notturne, aumento del volume della milza, quest’ultima condizione impone il riposo e la cessazione di attività sportive anche nei mesi successivi alla guarigione.