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Il 19 novembre 2009 presso l'Aula Magna dell'Università di Trapani, Hermann Haken interverrà al convegno "Oggettività verso interazione: una crisi necessaia per le scienze?"
Hermann Haken ha pubblicato in Italia il libro "Nel senso della sinergetica" per Di Renzo Editore
12:28 - 10.9.2009 - {1} -
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Giuseppe Sermonti
Tra le quinte della scienza
Profeti e Professori Pagine: 128 - Prezzo: € 11.00 ISBN: 8883231759 - Anno di pubblicazione: 2007 DI RENZO EDITORE |
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La Scienza è il regno del relativo e del provvisorio. Essa è sempre a rischio, specie alla fondazione dei suoi grandi sistemi, di trasformarsi in assoluto e dogma. Le commedie della serie “Profeti e Professori” presentano la scienza prima che diventi scienza, prima che diventi storia. Senza scenari, costumi e maschere, esse vanno lette da due o tre lettori seduti a un lato di un tavolo, per un piccolo pubblico. Privilegiano la parola scandita, i giochi intellettuali, le controversie. Nelle cinque di questo volume, si tratta di equivoci, sogni, imbrogli e crudeltà, che non mancano tra le quinte davanti a cui va in scena la scienza. Incontrerete un profeta malinteso, il tempo all’incontrario, falene boschive, un cranio falsificato, un pigmeo disperato.
Giuseppe Sermonti, nato a Roma nel 1925, si laurea in Agraria e in Biologia. Dal 1950 compie ricerche di Genetica microbiologica. È Chairman della International Commission for Genetics of Industrial Microorganisms. Tiene cattedra di Genetica a Palermo e a Perugia e presiede l’Associazione Genetica Italiana. Dal 1980 dirige la Rivista di Biologia. Ha pubblicato oltre cento lavori scientifici e prodotto alcuni libri sulla ricerca dei princìpi della scienza nelle fiabe del focolare. Nel 2005 gli è stato assegnato il Premio Speciale della Vice-Presidenza del Consiglio per la Cultura nel Settore della Ricerca Scientifica.
Recensioni e
14:27 - 14.3.2007 - {0} -
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Luciano Caglioti è docente di chimica alla Sapienza di Roma. In questo libro-intervista racconta quello che il popolo italiano forse già sa, ma che detto da un professore universitario prende valore. La totalitaria assenza da parte delle autorità, di gente che conta nel portare avanti le idee nel mondo della tecnologia proposte dagli studiosi italiani. il racconto parte dalla seconda guerra mondiale con i suoi ricordi di bambino un po’ più fortunato degli altri, cresciuto in una famiglia colta e conoscendo personaggi illustri della scienza ma non per questo senza i problemi affrontati dalla gente che hanno vissuto la follia della guerra. Passano gli anni, l’università e dopo la laurea il primo viaggio all’estero verso Zurigo al politecnico e la difficile partita tra Dio e la scienza, e la differenza tra scienziati atei e scienziati credenti. Il libro scorre tra i ricordi personali e le tante delusioni di vedere uno stato assente nel supportare tanti uomini valorosi e capaci di fare ma stanchi di vedersi chiudere porte e portoni chiusi in faccia. Ho scoperto tanti lati oscuri, o Notizie che si sapevano ma erano così, detti e mai scritti. Lo sapevate che il mouse è un’invenzione italiana e che la famosa logithec è fondata da due italiani? Questo è solo uno dei tanti “segreti” svelati in questo piccolo volume di 90 pagine edito da Di Renzo Editore. (lele74)
12:08 - 18.2.2007 - {0} -
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Sulla scia degli interessi culturali, che recentemente affiorano con sempre maggiore frequenza nei dibattiti sul mondo antico, rivisitato nei più diversi aspetti con gli strumenti della filologia e dell'antropologia, si colloca La tradizione classica nella letteratura italiana, progettata dall'Autore per dare organicità, in una qualificata scelta divulgativa, a una materia complessa e affascinante a un tempo. L'impegno principale si basa sull'esigenza di rivolgersi a un pubblico ampio e variamente motivato, coniugando a tal fine la precisione scientifica con la chiarezza espositiva nell'intento di porgere al lettore questa suggestiva materia in maniera accessibile, senza cadere in pedanterie o imboccare scorciatoie. Ma il libro appare soprattutto incentrato sull'idea che non si può tracciare una convincente panoramica della letteratura italiana ove si prescinda dalla componente classica; pertanto il discorso complessivo, scandito per fasi storiche, tende a sottolineare l'incidenza del patrimonio culturale greco-latino nei momenti costitutivi, riguardanti non solo le opere degli scrittori italiani, ma anche le nostre vicende civili, sociali, politiche, le varie forme della cultura e dell'arte, degli usi e dei costumi. Il libro non è indirizzato soltanto agli specialisti della materia, ma indistintamente a tutte le categorie di lettori, in quanto l'esposizione piana e ordinata evita di proposito riferimenti complicati, disquisizioni puntigliose, tecnicismi da iniziati e, in linea con questa intenzione, presenta persino una lineare sintesi delle letterature classiche per semplificare e agevolare raffronti ed anticipazioni. Un altro pregio dell'opera consiste nello svolgimento dell'assunto che spazia dall'antichità ai più recenti fenomeni letterari. (Gabriele di Giammarino, La tradizione classica nella letteratura italiana, Roma, Di Renzo Editore, 2006)
12:06 - 18.2.2007 - {0} -
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di Piergiorgio Odifreddi
Per la maggior parte del pubblico televisivo italiano, “quark” è l’oscuro titolo di una fortunata trasmissione di divulgazione scientifica. Per i letterati, è una parola inventata da James Joyce in “Finnegans Wake”, nella frase «three quarks for Muster Mark»: probabilmente come storpiatura di “quart”, “quartino”, visto che il libro descrive il sogno di un proprietario di pub. Per i fisici, infine, “quark” è il nome assegnato da Murray Gell-Mann, premio Nobel nel 1969, ai costituenti fondamentali della materia al livello della fisica quantistica: un analogo, cioè, degli atomi per la fisica atomica o delle molecole per la chimica. La scelta del nome è dovuta al fatto che neutroni e protoni sono appunto costituiti da tre “quark”, di tre “colori” diversi (chiamati rosso, verde e blu, benché si tratti in realtà piuttosto di un tipo di carica elettrica). A causa della presenza di questi “colori”, la teoria che regola il comportamento quantistico dei quanti si chiama “cromodinamica quantistica”, abbreviata QCD, e uno dei suoi aspetti più misteriosi è il cosiddetto “sconfinamento”: il fatto, cioè, che i “quark” non si possono mai osservare isolatamente, perché sono tenuti insieme da una forza nucleare che ha la strana proprietà di crescere all’inverosimile quando essi cercano di allontanarsi, e di diminuire fino praticamente ad annullarsi quando invece essi stanno vicini. Lo scopritore della QCD è David Gross, che nel bel monologo-intervista “L’universo affascinate” (Di Renzo Editore, pp 75, € 9,50) narra come è arrivato a formularla insieme al suo studente Frank Wilczek, in un’impresa intellettuale che ha meritato loro il premio Nobel nel 2004. Da leggere e meditare, per capire cosa fa e come si fa la scienza.
12:06 - 18.2.2007 - {0} -
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Federico Capasso
Avventure di un designer quantico
Pagine: 72 - Prezzo: € 9.50 ISBN: 8883231058 -
Di Renzo Editore |
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Federico Capasso, fisico italiano trapiantato negli Stati Uniti, ci racconta le sue affascinanti avventure di ricercatore e la sua esperienza di manager presso i leggendari Laboratori Bell, il principale centro di ricerca industriale nel mondo. I suoi studi interdisciplinari, al confine tra la ricerca di base e applicata, hanno aperto nuovi orizzonti alla fisica delle nanostrutture, alla fotonica, all’elettronica e alla scienza dei materiali. Di particolare rilevanza sono le sue ricerche pionieristiche sull’ingegneria dei semiconduttori artificiali e sui dispositivi quantici, tra cui spicca l’invenzione del rivoluzionario laser a cascata quantica, e le sue recenti ricerche sull’effetto Casimir. Un racconto, ci dice l’Autore, “che forse potrà essere di qualche utilità ai giovani” che vogliono intraprendere la carriera scientifica, perché non serve una “vita importante” alle spalle per avere successo, ma tanti “passi piccoli e apparentemente insignificanti”.
Federico Capasso, laureatosi a Roma in Fisica nel 1973, è dal 2003 Robert Wallace Professor of Applied Physics alla Harvard University. Ha alle sue spalle 27 anni di attività presso i Laboratori Bell dov’è stato ricercatore, manager e vice presidente della Divisione Ricerche Fisiche. Vincitore di numerosi premi internazionali, tra cui la recente Edison Medal dell’Institute of Electrical and Electronics Engineers, il Premio Arthur Schawlow della Società Americana di Fisica e il Premio Internazionale Tommasoni e Chisesi dell’Istituto di Fisica di Roma, è autore di oltre 300 pubblicazioni e di 52 brevetti USA.
12:04 - 18.2.2007 - {0} -
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Francesco Paresce
Tra razzi e telescopi
Pagine: 112 - Prezzo: € 10.50 ISBN: 8883231163 - Anno di pubblicazione: 2005 DI RENZO EDITORE
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La scienza tende continuamente alla ricerca di spiegazioni sempre migliori, più esaustive, e di una modalità interpretativa dei fenomeni realmente efficace. È questa l’opinione di Francesco Paresce il quale, con ironia e semplicità, qui ripercorre le tappe del suo itinerario scientifico, dei suoi studi e delle sue straordinarie conquiste. Deciso a non sfruttare il suo legame di parentela con Guglielmo Marconi, suo nonno, Paresce ha affermato la volontà di farsi strada appellandosi unicamente alle proprie forze, risorse e caratteristiche psicologiche. Umile e tenace, Paresce narra al lettore il suo vissuto di uomo, ancor prima che di scienziato, dinanzi alle meravigliose conquiste dell’Astrofisica, di cui egli ha saputo rendersi pioniere e divulgatore.
Francesco Paresce, fisico e astronomo, ha ricoperto incarichi di ricerca nel settore dell’Astro-nomia presso università statunitensi, italiane, l’Agenzia Spaziale Europea e l’European Southern Observatory (ESO). Dal 1991 al 1993 è stato astronomo straordinario presso l’Osservatorio di Torino. Responsabile Scientifico del Very Large Telescope Interferometer dell’ESO a Garching, è consigliere di amministrazione dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e Presidente della Marconi Society presso la Columbia University di New York. Autore di oltre 150 articoli scientifici ampiamente divulgati e pubblicati da molte riviste specializzate, ha ricevuto diversi premi dalla NASA.
12:03 - 18.2.2007 - {0} -
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Anne A. Schützenberger e Ghislain Devroede
Una malattia chiamata "genitori"
Pagine: - Prezzo: € 12.00 ISBN: 8883231678 - Anno di pubblicazione: 2006 DI RENZO EDITORE |
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In maniera del tutto inconsapevole, i nostri genitori, i nostri nonni, i nostri avi, ci lasciano in eredità problemi non risolti, traumi non “digeriti”, segreti indicibili. Quando le cose non vengono dette, il corpo – lui sì – deve per forza esprimerle: questa è la somatizzazione. Il corpo del bambino – figlio, nipote o pronipote che dir si voglia – qualunque sia la sua età, si trasforma nella voce dell’antenato ferito, nella “parola” del suo trauma. Diventa allora necessario “tirare fuori lo scheletro dall’armadio”, decodificare le ferite non rimarginate e occuparsene, per liberarsi – alfine – dal “freddo” che ci hanno portato dentro.
Anne Ancelin Schützenberger è professore emerito di psicologia all'Università di Nizza e co-fondatrice dell'Associazione Internazionale di Psicoterapia di Gruppo. La sua esperienza è nota a livello internazionale, soprattutto per la psicoterapia di gruppo e lo psicodramma. È autrice di numerosi libri sull'argomento. Con Di Renzo Editore ha già pubblicato La sindrome degli antenati (2004).
Ghislain Devroede, specialista in disfunzioni dell’apparato digestivo, professore di chirurgia all’Università di Sherbrooke, in Québec, è autore di testi sul rapporto tra malattia e problemi psicologici.
12:01 - 18.2.2007 - {0} -
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Giordano Bruno
Il terzo libro della Clavis Magna
ovvero La logica per immagini (a cura di Claudio D'Antonio) Pagine: 256 - Prezzo: € 14.00 ISBN: 8883231732 - Anno di pubblicazione: 2007 DI RENZO EDITORE |
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Di quest’opera si deve ripetere quanto Bruno ebbe a dire a proposito del primo libro della Clavis Magna, che chiunque ne può trarre vantaggio, naturalmente secondo le proprie capacità, e nessuno rischia di rimanere a mani vuote. Infatti basta entrare in contatto con questi insegnamenti per restarne “segnati”, cioè per intuire l’esistenza di modi differenti di pensare e scoprire in se stessi nuove potenzialità.
Claudio D’Antonio, laureato in Scienze Politiche, è esperto di politica internazionale. Ha effettuato numerose ricerche su temi di filosofia, sia in Italia che all’estero, in particolare in India. Profondo conoscitore delle opere di Giordano Bruno che personalmente ha tradotto in italiano. Attualmente collabora con l’Università di Chieti.
Altri libri di Giordano Bruno: De Umbris Idearum Il primo libro della Clavis Magna Il secondo libro della Clavis Magna Il quarto libro della Clavis Magna L’Incantesimo di Circe Due Orazioni (a cura di Guido del Giudice)
12:01 - 18.2.2007 - {0} -
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Jacob Levi Moreno
Who shall survive?
Principi di sociometria, psicoterapia di gruppo e sociodramma Pagine: 416 - Prezzo: € 24.00 ISBN: 8883231589 - Anno di pubblicazione: 2007 Note: a cura di Maurizio Gasseau DI RENZO EDITORE |
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Per Moreno la sociometria, insieme allo psicodramma e alla psicoterapia di gruppo, rappresenta uno dei tre vertici di un lavoro triadico di trasformazione nei gruppi. Sconosciuta alla maggior parte degli psicoterapeuti, la sociometria proposta da Moreno in questo testo diventa uno studio matematico delle caratteristiche psicologiche delle genti, una tecnica sperimentale basata su metodi quantitativi, una scienza delle relazioni interpersonali dove le idee di Moreno precorrono gli studi psicoanalitici sull’intersoggettività. Il ruolo nello psicodramma avrà per lui la funzione di penetrare nell'inconscio sociale e di dare ad esso forma e ordine; ma è anche quella di strutturare l'evolversi della personalità individuale in sistemi di ruoli che trovano i loro riferimenti evolutivi in varie matrici di ruolo che i controruoli e le relazioni hanno concorso a consolidare.
Jacob Levi Moreno (1889-1974) è entrato nella storia della psicologia e del teatro come creatore dello psicodramma e pioniere della psicoterapia di gruppo. A lui si deve l’idea rivoluzionaria di considerare l’individuo nel suo sistema di relazioni sociali e affettive. Rivelando l’importanza del gioco di ruolo, del corpo e dell’immagine, Moreno ha proposto agli inizi del secolo una regia terapeutica basata sul fare oltre che sul dire. Le sue innovazioni hanno influenzato la Gestalt Therapy, la terapia della famiglia e la tecnica delle costellazioni familiari, e sono alla base dello psicodramma analitico.
Dello stesso autore: Gli spazi dello psicodramma (1995) Il profeta dello psicodramma (2002) Un matrimonio da fare (2005) Psicomusica (2006) Il teatro della spontaneità (2007)
12:00 - 18.2.2007 - {0} -
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Valeria Patera
La mela di Alan
hacking the Turing Test Pagine: 120 - Prezzo: € 12.50 ISBN: 8883231708 - Anno di pubblicazione: 2007 DI RENZO EDITORE |
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Cosa c’è dietro il computer? Qual è la storia di questa macchina con la quale ormai conviviamo? Chi furono i pionieri di questa straordinaria invenzione? Cosa accade al confine tra società e tecnologia? Questo testo è nato cercando di rispondere a queste domande, giocando con il teatro e si definisce come una cybertragicommedia poiché si tratta del viaggio in Internet di due giovani navigatori della Rete attraverso i quali assistiamo ai passaggi più significativi della storia di Alan Mathison Turing (1912-1954), matematico, ingegnere informatico, biologo, criptoanalista, pensatore che ha profondamente segnato la storia del nostro secolo. Come criptoanalista ha reso possibile la vittoria su Hitler da parte delle forza alleate, decodificando, attraverso l’utilizzo di Colossus, l’antenato del computer, il codice della macchina Enigma usata dai tedeschi durante la guerra per mascherare le loro comunicazioni strategiche; come matematico e ingegnere ha sviluppato le teoria alla base dell’attuale informatica e dell’intelligenza artificiale, da cui la genesi dei primi calcolatori elettronici e dell’attuale computer il cui diffuso sviluppo fu da lui profeticamente intuito. Condannato per omosessualità fu costretto a subire iniezioni di estrogeni che provocarono inquietanti mutazioni al suo corpo: morì suicida mangiando una mela da lui stesso avvelenata con cianuro di potassio. Alcuni pensano che sia stato ucciso dai servizi segreti e intorno a questa morte rimane tuttavia un alone enigmatico.
Valeria Patera, nata nel 1964, ha vissuto gli anni della sua formazione a Milano (Civica Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi e Facoltà di Filosofia presso l’Università degli Studi) e vive attualmente a Roma dove gestisce Timos teatro-eventi Associazione. Seguendo la ricerca di un teatro multicodice ha firmato diverse regie e pubblicato numerose opere teatrali.
11:59 - 18.2.2007 - {0} -
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I fisici si raccontano
di Umberto Bottazzini
Quattro scienziati della materia: Parisi, Gross, Gates, Perl. Storie diverse, accomunate dalle difficoltà di fare ricerca. “Tante domande, qualche risposta”
Sono preziosi i volumetti della collana “Dialoghi” che l’editore Di Renzo manda con assiduità in libreria. Dialoghi con protagonisti della scienza, che raccontano la loro storia e la storia delle loro scoperte. In questi ultimi tempi sono apparse biografie e interviste con fisici. Le storie individuali sono naturalmente diverse. James Gates racconta le difficoltà ad affermarsi di un giovane afro-americano, ammesso a studiare al Mit in un periodo, gli anni Sessanta, in cui ancora gli abitanti di Boston manifestavano esplicitamente la loro intolleranza razziale. Completamente diversa è la biografia di David Gross premio Nobel per la fisica nel 2004. Figlio di genitori ebrei, Gross ha trascorso l’infanzia a Arlington, vicino a Washington. Il padre, impiegato nella pubblica amministrazione, perse il lavoro nel 1952, dopo la sconfitta dei democratici e l’elezione di Eisenhower. Fu trasferito in Israele, dove David trascorse l’adolescenza, prima di iscriversi a Harvard, quando la famiglia ritornò negli Stati Uniti. Di famigli a ebraica è anche Martin Perl, premio Nobel per la fisica nel 1995. Cresciuto a Brooklyn, negli anni Quaranta studia ingegneria chimica e, dopo qualche esperienza di lavoro, nel 1950 si iscrive a un dottorato in fisica alla Columbia University di New York dove comincia la sua carriera di fisico sperimentale. Più familiare per il lettore italiano è l’esperienza di Giorgio Parisi, uno dei grandi fisici teorici del nostro Paese. Formatosi all’Università di Roma, dopo un periodo trascorso alla Columbia a New York, decide di tornare in Italia, “anche se avevo ricevuto molte offerte allettanti all’estero e non mi sono mai pentito di questa decisione”. Quello che accomuna le loro storie è la passione per la ricerca, per le sfide sempre nuove che pone lo sviluppo della conoscenza scientifica. “La natura cela i suoi segreti”, afferma David Gross, ed “è molto più astuta di quanto non lo siamo noi”. Nella scienza ci sono “tante domande, qualche risposta”, dice Perl. Invece, osserva James Gates, “molti sistemi di credenza partono dall’assunto che la risposta è già nota. Nella scienza, è esattamente l’opposto: prendiamo le mosse ammettendo di non conoscere la risposta”. Insomma, si procede come nella storiella dell’ubriaco, che cerca una chiave sotto un lampione anche se non è sicuro di averla persa lì, ma è lì che c’è la luce. “Gli scienziati fanno le cose che riescono a fare”, spiega Parisi. “Quando si accorgono di disporre dei mezzi per studiare qualcosa che fino a quel momento era stato trascurato, allora s’impegnano per quella strada”. “L’arte della fisica” coltivata da Gates, da Gross e da Parisi si svolge sul terreno teorico, dove la matematica gioca un ruolo decisivo. Tuttavia, non c’è bisogno di essere un genio in matematica. Le teorie e le congetture della scienza son in ultima analisi soggette alla domanda: sono state verificate in laboratorio? Esistono delle evidenze che le confermano? “Io ho una buona conoscenza della matematica – dice Martin Perl – ma non sono un matematico geniale, così sono diventato uno sperimentatore”. Qual è il segreto del successo? “Devi solo avere una volontà di scoprire cose nuove sulla natura, e avere la forza di continuare a lavorare su un esperimento anche e soprattutto quando nessuno conosce la risposta che se ne può ottenere. La gioia più grande è sapere di essere il primo ad aver trovato quella risposta”. Una gioia, quella della scoperta, che ogni giovane studente che si avvia agli studi scientifici spera un giorno di provare.
- James Gates Jr., “L’arte della fisica. Stringhe, superstringhe, teoria unificata dei campi”, Di Renzo Editore, Roma, pagg. 90, € 10,50; - David J. Gross, “L’universo affascinante. La futura rivoluzione della fisica”, Di Renzo Editore, Roma, pagg. 76, € 9,50; - Giorgio Parisi “La chiave, la luce e l’ubriaco. Come si muove una ricerca scientifica”, Di Renzo Editore, Roma, pagg. 76, € 10,00; - Martin Perl, “Tante domande, qualche risposta. Cinquant’anni di fisica delle particelle elementari”, Di Renzo Editore, Roma, pagg. 98, € 11,00.
11:58 - 18.2.2007 - {0} -
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Psychomedia
Prof. Dr. Ion Manzat
1 - La Psicologia Sinergetica
La psicologia sinergetica concepisce l'essere umano come un universo
dinamico, complesso e multidimensionale, con la capacità di
auto-organizzazione, auto-trasformazione e auto-sviluppo. Il prefisso
"auto" tradisce sia la discreta influenza della "coscienza di
sé" che quella del preconscio di sé e del inconscio di sé. Quindi, c'è la
presenza attiva ed eterna del Sé - generatore dell'organizzazione, della
trasformazione e dello sviluppo della coscienza multidimensionale.
Nel mio libro "La psicologia sinergetica. Alla ricerca dell'umano
scomparso" (Manzat, Ion, 1999) spiego come la scienza contemporanea ha
cominciato a svegliarsi dal sonno dogmatico della razionalità, rendendosi conto
che ha tralasciato l'essere umano e soprattutto ha tralasciato il suo universo spirituale.
Mediante la scienza e la tecnologia, la super-industrializzazione e la
cibernizzazione, l'essere umano si è allontanato dal Sé. Gli scienziati, tra i
quali i fisici e biologi, hanno incominciato a porre l'essere umano al centro
delle loro preoccupazioni. Il segnale è stato dato da Ilya Prigogine con la
"Nuova alleanza" e dalla psicologia umanista americana di A. Maslow,
Carl Rogers ed E. Fromm dopo il 1960. Per essere giusti, bisogna dire però che
il primo psicologo umanista che si è battuto fermamente per la dignità
dell'uomo e la sua spiritualità, è stato C.G.Jung (1875-1961).
Erich Yantsch nel 1980 definisce l'uomo come "universo
auto-organizzato", mentre Ron Atkin nel 1981 parla dell'"uomo
multidimensionale". Lo psicologo americano H.Rugg (1963) nei suoi studi
approfondisce la struttura architettonica dello psichismo umano dove ogni
componente svolge una determinata funzione nella creatività. Il processo
creativo è globale e comprende non soltanto le zone psichiche, ma anche quelle
subpsichiche (neurofisiologiche) oppure sovrapsichiche (spirituali). Il Sé è la
luce misteriosa che orienta e spinge l'essere umano verso una architettura del
genere. La coscienza di sé dà all'uomo l'iniziativa, ma anche l'autonomia nella
progettazione e lo sviluppo della propria personalità. Henry Ey afferma che:
"pensando al proprio progetto la persona lo rifà continuamente".
1.1 Il nuovo inquadramento mentale globale della scienza attuale e futura
Per comprendere l'uomo multidimensionale e la sua coscienza multidimensionale
è necessario un cambiamento del nostro inquadramento mentale: "bisogna
imparare a guardare il mondo con un altro sguardo" diceva Carl Sagan. M.
Maruyama introduce il concetto psicologico "mind scape" (guardare la
mente) per poter descrivere l'inquadramento mentale, corrispondente ad
"una struttura intellettuale per ragionare, conoscere, percepire,
concettualizzare, progettare, pianificare e decidere , struttura che può
variare a seconda del soggetto, della professione, della cultura e del gruppo sociale
di appartenenza" (Maruyama, 1980).
V.Tonoiu ci fa notare che l'attuale scienza incomincia ad abbandonare
l'immagine classica della sua natura come praxis culturale. Non interessano
anzitutto i sistemi stabili e permanenti, bensì le evoluzioni, le crisi e le
instabilità. Le motivazioni della libertà, delle attività spontanee e creative,
delle biforcazioni e delle scelte, incominciano ad essere assimilate
nell'universo della scienza. La nozione di "qualitativo" viene
reintegrata e riabilitata. Si nota uno spostamento della visione della natura
verso il multiplo, il temporale ed il complesso. Questo spostamento ho prodotto
nuovi punti di vista, tanto che E. Morin si impegna a costruire
un'epistemologia della complessità fondata sul concetto di auto-complessificazione.
L'infinito non può più essere concepito soltanto quantitativamente. E' risaputo
che dal punto di vista quantitativo (dimensionale) la scienza classica
ammetteva il grande infinito, il macrocosmo, e l'infinito piccolo, il
microcosmo. Possiamo ammettere anche un terzo infinito, non classico, che è lo
spirito umano. Questo può essere chiamato anche "infinito complesso,
qualitativo" che è caratterizzato dalla multidimensionalità,
trasformazione e massimo raffinamento nelle interazioni e nelle co-operazioni
spirituali. Lo spirito umano concentra e sintetizza il razionale e
l'irrazionale, il subrazionale ed il sovrarazionale. La dialettica soggettiva
non classica, inaugurata da S. Kierkegaard, avanza fino a livello al quale
l'interiorità si esteriorizza, per poter poi interiorizzare l'esteriorità,
cercando, in questo modo, di unificare in un solo campo lo spirito ed il fisico
come sfaccettature complementari.
1.2 La psicosinergetica nella ricerca dell'umano scomparso
La sinergetica è una metascienza, un nuovo orientamento generale della
scienza, dell'arte, della tecnologia, ecc. che viene fondata nel 1971 dal
fisico Hermann Haken, professore all'Università di Stuttgart. La sinergetica
studia l'auto-organizzazione dei sistemi dinamici e complessi mediante la
co-operazione sincronica dei componenti interni.
"Avete mai pensato - ha chiesto H.Haken ai suoi studenti - perché nel
laser gli atomi emettono una luce ordinata, coerente e monocromatica mentre in
una normale lampada la luce viene prodotta con il massimo del disordine ? Se
potessimo supporre di sentire la luce, allora potremmo costatare che la lampada
farebbe un rumore confuso, non omogeneo, simile alle onde del mare, mentre il
laser ci darebbe una sola nota musicale con una chiarezza e purità perfetta.
Quindi, per ottenere un simile effetto, gli atomi emessi dalla luce LASER
devono organizzarsi in modo da muoversi in una perfetta sincronia. Ma perché
succede questo? Chi dirige e governa gli atomi ?" Haken non indica una
forma responsabile, ma suggerisce un processo dinamico, un'interazione
complessa, qualcosa somigliante alla lotta per la sopravvivenza descritta da
C.Darwin.
La sinergetica non è una teoria del laser, poiché il laser non è altro che un
modello rappresentativo che illustra l'efficienza della sinergia; infatti la
co-operazione sinergica degli elementi è molto più di una semplice interazione,
è un'interazione diretta verso una meta. Per poter comprendere immediatamente
ed esattamente la sinergia, dobbiamo immaginare che quest'ultima si riferisce,
nella sua essenza, ai componenti che lavorano "insieme e di colpo e non
gli uni dopo gli altri e tanto meno alcuni dopo gli altri". (Manzat, I.
,1999 , p10).
Attraverso la corrispondenza che ho avuto con il prof. Haken nel periodo
1985-1987, un periodo buio per me in quanto ero stato condannato a lavorare
come bibliotecario all'Istituto Politecnico di Bucarest, escluso dalla
professione di psicologo fino al 1990:
* ho scoperto che la sinergetica è stata applicata in quasi tutte le branche
della scienza, della tecnica, dello sport, e che il mio progetto di una
psicologia sinergetica era l'unico nella psicologia europea;
* ho proposto agli psicologi un'estensione e una valorizzazione differenziata
dei concetti e dei principi della sinergetica (Manzat, I. 1991);
* ho tentato un accomodamento accurato dei principi della sinergetica al
funzionamento specifico e all'organizzazione della psiche umana. Il Sé può
essere considerato come:
1. un "operatore dinamico" che si auto-organizza seguendo i principi
della sinergetica, mediante la co-operazione di processi e funzioni psichiche,
oppure:
2. come "stati" di coscienza dotati di capacità di trasformazione e
retroazione.
* Ho costruito un modello di apprendimento sinergetico come una chance
dell'armonizzazione della persona (Manzat, I. 1994). I concetti scientifici,
metafore rivelatrici di scienza (Manzat, I. 1992), sono stati spiegati e
compresi come "sistemi" sinergetici specifici. La fede religiosa si
trova in relazioni sinergiche complesse con la speranza e l'amore (Manzat, I.
1997). L'intuizione creatrice non è soltanto un prodotto con la caratteristica
di esplosione o eruzione, ma si svela come un processo autentico multifasico se
viene concepito e corretto come psico-sinergia (Manzat, I. 1995 ; M. Tanase,
2000).
La transcoscienza umana, la coscienza del trascendere e della cosmizzazione
ossia il quarto "stato" di coscienza, può essere spiegata soltanto
come una co- operazione sinergetica di secondo grado, ovvero come una
psicosinergia dei tre stati di coscienza stabilite dagli psicoanalisti. La
coscienza multidimensionale si unisce mediante la sinergizzazione di tutte le
trasformazioni della coscienza.
Insieme all'ingegnere e psicologo C.C.Giosan ho pubblicato uno studio
intitolato "Synergetic Psychology - A New Perspective" nella rivista
americana "A Journal of Human Behavior" vol.32 , n.2, 1995. Alcuni
studenti hanno scelto temi di psicologia sinergetica per la tesi di laurea. In
un volume pubblicato nel 1994 dall'Accademia di Alti Studi Militari, lo psicologo
Dr. Duvac I. , un mio ex studente, ha elaborato un lavoro che si riferisce a
"L'approccio sinergetico dell'aggressione psicologica, premessa
teorico-metodologica per una strategia di eccedenza".
Il prof. M. Zlate nella sua "Introduzione alla psicologia" (2000) al
capitolo IX° intitolato "L'approccio sistemico e sinergico della
psiche" rivela che la psicologia sinergetica è una nuova prospettiva della
psicologia romena ed europea, aprendo nuovi orizzonti alla ricerca psicologica
non soltanto sul piano della descrizione e della spiegazione , ma anche su
quello della costruzione dell'umano.
La psicologia sinergetica può contribuire in modo sostanziale alla comprensione
della ritmicità psichica e allo sviluppo dell'armonicità dell'Essere Umano.
Essa può trasformare il sogno e la nostalgia dell'uomo in un progetto
realizzabile di nuova spiritualità e questo le permetterà di dominare tre campi
problematici:
1 l'integrazione dell'uomo nel universo;
2 la conoscenza e la massima valorizzazione delle capacità umane, paranormali e
transcoscienti;
3 l'accrescimento del proprio potenziale psichico fino ai più elevati gradini
di spiritualità.
La psicologia sinergetica si trova sulla via della ricerca dell'umano scomparso
inscrivendosi sulle coordinate profondamente umanistiche della psicologia.
1.3 L'auto-organizzazione
indice della libertà interiore
L'auto-organizzazione psichica significa la capacità di creare ed è indice
della libertà . Promuovendo il concetto di auto-organizzazione sinergetica la
psicologia che è alla "ricerca dell'umano scomparso" passa dalla
genesi alla autogenesi (esigenza compresa già nella logica di Hegel,
G.W.F.,1812-1816), dallo sviluppo all'autosviluppo, attraverso l'accento posto
sulla ricerca del Sé come generatore dello sviluppo e della crescita della
persona. Il motore motivazionale principale dello psichismo umano è il bisogno
di attività del Sé, dal quale deriva la necessità di autosorpasso mediante
l'Auto-trascendenza (Frankl, V., 1963).
Facendo riferimento all'organizzazione organizzatrice di Piaget, ho coniugato
l'orga-nizzazione del soggetto orientata verso il futuro con lo scopo
dell'autosviluppo; essa è un'organizzazione costruttiva, attiva e creativa in
quanto non si compie mai, anzi prolifera e fa progressi continuamente. Allport,
G.W. parla, in senso stretto, del principio dell'organizzazione in espansione,
da cui deriva che la persona è un sistema aperto la cui organizzazione è un
continuo ininterrotto sviluppo.
Il principio dell'ottimizzazione, un altro principio della psicologia
sinergetica derivato dalla teoria del laser, sposta l'accento dalla ricerca del
massimo rendimento dell'organizzazione, caratteristica del pensiero
meccanicista, al perseguimento dell'optimum, l'ottimale, il livello
dell'equilibrio.
Nelle nostre ricerche inerenti alla formazione del ragionamento scientifico
degli adolescenti (Manzat, I., 1981) ci siamo accorti che le interazioni e le
connessioni realizzate dal ragionamento devono avere un'intensità ottimale (né
massima nè tantomeno minima) in quanto soltanto così si garantisce un'elevata
flessibilità funzionale dell'organizzazione del pensiero. Le interazioni troppo
forti favoriscono la formazione di alcune strutture forti, che rischiano di
divenire rigide, mentre quelle più deboli portano a delle strutture
inconsistenti. La psicologia sinergetica ricerca il livello dell'ottimizzazione
nell'organizzazione delle strutture dello psichismo umano (Manzat, I. 1999,
p.24-25, 153-154).
1.4 Le virtù creative della psicosinergia
La sinergia è l'effetto globale di cooperazione e/o la competizione delle
parti e l'accondiscendenza di quest'ultime verso l'intero. La sinergia è
prodotta dal rapporto organizzazione-movimento come risultato del gioco delle
interazioni, del "gomitolo" di invarianti di interazione. Nella realtà
accessibile della conoscenza, compaiono dei comportamenti dell'intero che
oltrepassano la somma delle parti prese singolarmente. Quindi, a causa di
questo "eccedente", di questo effetto non lineare, che caratterizza
l'intero in rapporto con la sommazione delle possibilità delle parti, si
costituisce la causa della genesi delle nuove proprietà emergenti dell'intero.
Poiché la sinergia di un sistema si forma e si sviluppa mediante movimento e
organizzazione, essa ci può aiutare a capire la genesi di tutti i sistemi
dell'universo. La sinergia generale di movimento e organizzazione presuppone
non soltanto il generare dell'ordine dal disordine ("il caos
determinato"- H. Haken), ma anche la comparsa di un ordine esplicato
(manifesto) dall'ordine implicato (nascosto). Dunque, la genesi dell'ordine dal
caos e dell'ordine esplicato in adiacenza dall'ordine implicato in subiacenza
rappresentano le condizioni necessarie per la genesi della sinergia. La
psicosinergia è una modalità di sinergia tra le più dinamiche e complesse. Le
virtù creative della psicosinergia sono più evidenti che in altri campi.
Se proviamo ad individuare gli obbiettivi della sinergetica, possiamo affermare
che essa affronta i seguenti problemi:
1 l'auto-organizzazione mediante la co-operazione sincronica dei componenti
interni;
2 il "comportamento" dei sistemi che si trovano "lontano
dall'equilibrio";
3 "le transazioni di fase" spettacolari del sistema attraverso il
superamento di un punto critico;
4 la comparsa dell'ordine dal caos;
5 il problema della caoticità ordinata , ...e così via.
Pavelcu, V.(1972), ci spiega come la ricerca dell'uomo come intero è una
tendenza della "psicosintesi" (Assagioli R.) o
"psicosinergia", ed è un sintomo dell'orientamento scientifico
contemporaneo. Oboljea S. pone, in accordo con i principi della psicologia
sinergetica, alla base della sua psicologia consonantista le relazioni di
risonanza. Ceausu, V. nel 1970 e 1972 trattando la psicologia
dell'organizzazione e la psicologia della decisione, analizza, in sintonia con
lo spirito della psicosinergetica, le relazioni di co-operazione tra superiori
e subordinati ed il sinergismo delle fonti differenti di influenza del
comportamento decisionale.
Studiata nella prospettiva psicosinergetica l'intuizione creatrice ci è parsa
come un processo sinergetico. Sempre nelle nostre ricerche sullo sviluppo del
ragionamento scientifico degli allievi e studenti (Manzat, I. 1994),
l'intuizione non è apparsa come un processo, ma come un'eruzione irrazionale,
un passaggio rapido nel quale la successione è un'apparente simultaneità.
1 In una prima fase si realizzano co-operazioni sinergiche locali tra i
processi cognitivi, specialmente l'immaginazione ed il pensiero, che si
raggruppano nell'"immaginazione concettuale".
2 In una seconda fase compaiono le co-operazioni sinergiche tra la cognizione,
l'affettività e la motivazione.
3 Nell'ultima fase, queste co-operazioni locali comunicano rapidamente tra di
loro e si combinano così inaspettatamente che scoppia come un'eruzione
vulcanica la co-operazione globale di tutti i processi e funzioni psichiche,
consce e inconsce, razionale e irrazionale. Questo è il momento finale durante
quale l'individuo percepisce questa psicosinergia globale come un'intuizione
(Manzat, 1995).
1.5 Il laser- un modello di "pioniere" della sinergizzazione
Facendo un confronto del laser con una mera nota musicale e la lampadina con
il rumore delle onde del mare, Haken H. riesce a fare una metafora rivelatoria.
La fisica quantistica si è prolungata e sviluppata nella fisica del laser ed il
laser ha servito come modello, come rappresentazione ideale, per Haken nella
costruzione della sinergetica. Dunque, non dobbiamo trarre la conclusione
erronea e frettolosa che la sinergetica sia soltanto una "teoria del
laser". Come abbiamo già sottolineato, la sinergetica è una metascienza,
una nuova mindscape.
Il laser però è considerato un "pioniere", un crocevia per la
sinergetica , un modello di sistema dinamico e un emissione simulata. La luce
più pura che attualmente è a nostra disposizione è quella prodotta dal laser
che emette un fascio di raggi nel quale tutte le onde hanno la stessa
frequenza, che somigliano alle onde prodotte da un sassolino lanciato in un
lago perfetto. Nella lingua inglese le iniziali del Light Amplification by
Stimulated Emission of Radiation formano la parola L-A-S-E-R. Il laser è,
quindi, il sistema nel quale la luce viene amplificata mediante la stimolazione
dell'emissione di radiazioni. Questo processo fisico, attraverso il quale la luce
viene amplificata, è stato annunciato da A. Einstein nel 1917.
Le proprietà fondamentali del laser sono:
* la monocromaticità,
* la direzionalità (l'emissione in una sola direzione),
* l'intensità,
* la coerenza.
In modo sorprendente queste sono anche le caratteristiche della coscienza umana
e se teniamo conto anche della auto-organizzazione, allora siamo tentati di
pensare alla coscienza di Sé. Forzando leggermente il potere rivelatorio della
metafora potremmo considerare il Sé come il Laser dell'individuo, con la
differenza che il Sé non è solo emissione, ma anche attrazione, assorbimento.
Nella sua qualità di sinergizzatore, il Sé è simultaneamente attrattore ed
emittente, generatore e stimolatore, dinamizzante e stabilizzante; in poche
parole è un "discreto direttore", un "manager abile" delle
trasformazioni della coscienza multidimensionale.
2 - I principi della psicologia sinergetica
Vengono presentati ora i principi più importanti della psicologia
sinergetica, dedotti dalla fisica del laser, assunto, assieme alle altre teorie
moderne dell'interpretazione delle realtà fisiche, quale modello esplicativo
più adeguato alla comprensione della complessità psichica.
2.1 Il principio della psicosinergetica efficente
Esso si riferisce all'azione concomitante e co-ordinata di tutti i processi
ed attività psichiche che, grazie alla co-ordinazione, si potenziano
reciprocamente. L'efficienza, cioè il valore, l'utilità e l'organizzazione, di
tipo sinergetico è più incline verso il generare-trasformare che verso
l'organizzazione pragmatica. Difatti essa consiste non tanto nella crescita
quantitativa, cioè nel numero dei processi attivi o nel numero di co-operazioni
psichiche, quanto nella crescita qualitativa, vale a dire attraverso la
stimolazione di alcuni meccanismi combinatori e mediante l'accelerazione e la
diversificazione della comunica-zione tra i processi e le operazioni psichiche.
Soltanto in questo modo si spiega la forza misteriosa che compare in fenomeni
quali "peak experience" e "plateau experience" descritti da
A.Maslow, o nell'intuizione creatrice come spiegata della psicosinergia
(Manzat, 1995).
2.2 Il principio di dominanza della variabili
Esso chiede allo psicologo sperimentale di separare mentalmente le variabili
di un sistema sottoposto alla ricerca in variabili dominanti, ossia instabili e
dinamiche, e variabili dominate, quindi stabili e rigide. Lo psicologo
ricercatore rivolge il suo interesse sia verso le variabili dipendenti e
indipendenti sia verso alcuni "invarianti funzionali" (J.Piaget),
come per esempio le attitudini caratteriali, le tradizioni, i riti, le
concezioni, gli stereotipi, gli stili cognitivi, e così via. Contemporaneamente
egli insegue la possibilità di dominio di questi sulle altri invarianti non
funzionali o disfunzionali, per esempio gli algoritmi rigidamente fissati, le
regole e gli schemi inoperanti, i pregiudizi, le informazioni obsolete, gli
istinti, le credenze cieche, e altre ancora. Le variabili instabili e dinamiche
insieme alle invarianti funzionali devono dominare in tal modo le variabili
stabili e le invarianti disfunzionali, così che non si possa perdere
l'informazione e la comunicazione con quest'ultima, tenendoli costantemente
sotto controllo.
2.3 Il principio di organizzazione gerarchica
Esso impone l'organizzazione flessibile e senza tregua delle operazioni e
dei processi psichici a livelli gerarchici, inferiore - intermedio - superiore,
promuovendo alcune relazioni dinamiche di subordinazione e sovraordinazione,
come la relazione di comando e sottomissione (P.Janet) dal superiore
all'inferiore, ma non senza ricorrenza dall'in- feriore al superiore. La
psicosinergia applica, di continuo, la co-ordinazione, senza escludere la
subordinazione e la sovraordinazione. Nello psichismo umano nessuna
organizzazione gerarchica è definitiva ed eterna; nello spirito della
psicologia sinergetica, qualsivoglia gerarchia guadagna perpetuamente in
complessità e dinamismo e si adatta ai contesti culturali nei quali vive ed
agisce il soggetto. L'organizzazione e la ri-organizzazione delle varie
gerarchie locali o zonali segue il principio del sinergismo psichico: tutte le
gerarchie comunicano e co-operano tra di loro.
2.4 Il principio della relazione complementare tra l'organizzazione e la
disorganizzazione psichica
L'ordine proviene dal caos, mentre il caos richiede l'ordine. L'ordine non
elimina mai totalmente il caos generatore d'ordine, cosi come il caos non è mai
tanto "caotico" da eliminare totalmente l'ordine; la caoticità
rinnova, riceve l'ordine e gli impedisce di diventare un ordine gelato ossia
statico; l'ordine "lotta" ininterrottamente con il caos, senza però
escluderlo definitivamente. Soltanto "insieme e di colpo" l'ordine ed
il caos mantengono la vita psichica e la rinnovano, trasformandola. La
trasformatività è prioritaria ed è più importante della sistemicità. Per questo
motivo non siamo d'accordo con il termine "stati", che è un pò
infelice nella lingua rumena e nelle lingue di derivazione latina, e proponiamo
la sua sostituzione con "trasformazioni" della coscienza.
Nell'ambito dello psichismo umano l'organizzazione è talmente viva e dinamica
che si alterna con la disorganizzazione, combinandosi frequentemente. Non
esiste una organizzazione psichica perfetta che non contenga, nella sua
struttura intima, alcuni elementi disorganizzanti che mantengono la tensione
necessaria alla trasformazione, cosi come non possono perdurare le
disorganizzazioni totali, eccetto che nei casi patologici. La disorganizzazione
psichica, entro certi limiti, può essere addirittura funzionale, come per
esempio nei processi creativi, nell'intuizione, nella dissonanza cognitiva, e
così via.
2.5 Il principio dell'organizzazione generativa
Lo strutturalismo genetico piagetiano (J.Piaget, 1973) è in sintonia
perfetta con la psicologia sinergetica quando sostiene che qualsiasi sviluppo
presuppone una organizzazione e che qualsivoglia organizzazione conduce allo
sviluppo.
L'organizzazione psichica cosciente è, difatti, auto-organizzazione, coscienza
di Sé, caratterizzata dalla generatività descritta da Chomsky: l'organizzazione
genera altre organizzazione, ed altre ancora, all'infinito. Le co-operazioni
sinergetiche sono anch'esse generative: si sviluppano co-operazioni delle
co-operazioni. La generatrice, la matrice generatrice, è il Sé.
2.6 Il principio della selettività multipla
Esso consiste nel scegliere le condizioni ottimali di funzionamento mediante
l'eliminazione concomitante dei fattori perturbanti. A secondo del contesto e
delle possibilità, l'essere umano può scegliere i metodi ed i procedimenti più
adatti al raggiun-gimento delle mete. L'uomo può optare nel scegliere le vie
della conquista della sua libertà, come insegna l'esistenzialismo. La
selettività multipla è un principio importante nei processi decisionali, quando
l'individuo deve scegliere tra più motivi tenendo presente i sentimenti e le
attitudini. Nella scelta di una professione, del compagno di vita come nelle
scelte politiche, è necessario che l'uomo debba saper scegliere.
2.7 Il principio dello sviluppo e del processo
A.N.Whitehead, nel 1929, lancia nell'epistemologia il principio del
processo. "Il modo nel quale un'entità attuale diventa, costituisce quello
che quella entità è, così che entrambe le descrizioni dell'entità attuale non
sono indipendenti. Il suo essere è costituito dal suo divenire. Questo è il
principio del processo" (I.Parvu, 1990).
Il processo è pertanto il passaggio di un'entità dallo stato 1 allo stato 2 a seguito delle interazioni,
interne ed esterne, che portano tale entità allo stato di non-equilibrio o di
quasi-equilibrio.
2.8 Il principio della trasferibilità
Nelle nostre antecedenti ricerche (Manzat, 1979, 1981, 1994) abbiamo
dimostrato che la trasferibilità intellettuale è una capacità che si
costituisce e si sviluppa nel processo di apprendimento. Il transfert è il
passaggio dallo stadio "lontano dall'equilibrio" allo stadio
"vicino all'equilibrio" senza mai arrivare a toccare lo stadio di
equilibrio stabile. La psicologia sinergetica sostiene che lo psichismo umano
si distingue non nel raggiungimento dell'equilibrio, bensì nella tendenza verso
l'equilibrio. M.Draganescu (1990) avanza il principio della tendenza del
divenire e non il determinismo, in quanto anche il determinismo è subordinato
alle leggi delle tendenze. Il trasfert può essere spiegato facendo un'analogia
con la "transazione di fase" della sinergetica: un'instabilità
provoca il passaggio da una fase di equilibrio verso un movimento disordinato;
ad un certo grado di accumulo di energia avviene il passaggio verso un nuovo stato
di "stabilità dinamica".
Le nostre ricerche inerenti al ruolo del transfert nello sviluppo del
ragionamento scientifico dello studente (Manzat, 1979, 1992) hanno rilevato che
il transfert facilita le co-operazioni fra diversi piani e strutture psichiche,
agendo sia come una penetrazione nella profondità, in verticale, sia come
un'estensione in orizzontale, l'estensione del campo di co-operazione allo
stesso livello.
2.9 Il principio dell'ottimalità
Nell'attività psichica dell'uomo l'organizzazione e lo sviluppo non devono
raggiungere un livello massimo e tantomeno un livello minimo, bensì un livello
ottimale, ovvero il livello che soddisfa di più lo psichismo normale, in quanto
favorisce la ricostruzione e la crescita senza tregua, ininterrotta.
L'americano R. Coan ha introdotto nel 1974 il concetto di personalità ottimale:
l'uomo conquista un'esperienza "dolce", un'armonia interiore e un
sentimento di "comfort psichico" senza asperità; egli vive
un'esperienza di "adattamento interiore" libero da gravi conflitti interni,
intriso di flessibilità nelle sue relazioni con il mondo e con sé stesso.
2.10 Il principio della coerenza e del sincronismo
La coerenza ed il sincronismo sono gli attributi più importanti del laser e
si evidenziano anche nella sinergia psichica. La coerenza è la compatibilità e
l'unità interna degli elementi che compongono un insieme. Nelle discipline
formali, come la matematica e la logica, ha preso forma la teoria della
coerenza, un'interpretazione epistemologica della natura della verità, la quale
sostiene che la verità è una proprietà che corrisponde sia ad un sistema, in
quanto costituito da proposizioni compatibili, sia ad una qualsiasi
proposizione appartenente ad un sistema, in virtù della sua qualità di parte
del sistema.
Questa coincidenza significativa tra eventi, ha condotto C. G. Jung a postulare
il principio della sincronicità (1951). Il sincronismo si riferisce alla
co-operazione sincronica, tutte insieme, delle parti dello psichismo. La
coerenza e la sincronia psichica debbono essere capite come modalità di
compenetrazione. La psicologia sinergetica non prende in considerazione il
fatto che i processi si sviluppino "gli uni dopo gli altri" bensì
"gli uni attraverso gli altri". Questo sta a significare una compenetrazione,
una transpenetrazione dei processi e non soltanto una co-operazione tra entità
con "membrane" chiuse e impenetrabili. Quindi, nell'ambito dello
psichismo umano esiste, ad esempio, una compenetrazione delle motivazioni con i
processi affettivi, vale a dire che nella struttura delle motivazioni
intrinseche si infiltrano le emozioni e i sentimenti intellettuali, le passioni
e le attitudini cognitive. I sentimenti si consolidano e si amplificano se
vengono sostenuti dalle motivazioni. Compenetrazioni spettacolari sono state
rilevate fra apprendimento e ragionamento (G.Nicola, 1994), oppure tra
inclinazioni e atteggiamento nella stimolazione della creatività (P.P.Neveanu,
1980). La compenetrazione coerente e sincronica si manifesta, nello psichismo e
nello spirito, mediante la ritmicità, l'armonicità e la risonanza.
2.11 Il principio della concentrazione calma
H.Rugg nel 1963 formula il teorema della concentrazione calma -
"relaxed concentration" - nel quale la trasformazione ottimale porta
ad un'insight profondo e alla comparsa di una moltitudine di idee co-operanti.
Lo stato di concentrazione calma si porge come punto nodale nel passaggio dalla
concentrazione al rilassamento e della oscillazione alla fissazione ferma.
P.P.Neveanu (1977) apprezza molto la completezza del modello creativo che Rugg
espone e sottolinea la predilezione del autore per il mistero e il chiaroscuro;
di fatto "l'immaginazione creativa è stata trattata tradizionalmente in
tonalità chiaroscuro rembrandtiano".
2.12 Il principio dell'orientamento cosciente verso uno scopo
La co-operazione sinergetica è l'interazione orientata verso una meta. Nello
psichismo umano la meta è frequentemente lo scopo. K.Lewin definisce lo scopo
come valenza positiva oppure "un campo di forze" dove tutte le forze
sono orientate verso la stessa regione. Lewin sottolinea il fatto che possono
svilupparsi oppure si possono evocare delle forti tensioni. L'orientamento
cosciente verso una meta si realizza mediante la volontà come la
"regolazione delle regolazioni" (J.Piaget): siccome la volontà
organizza tutte le regolazioni dei processo psichici, quali la regolazione
cognitiva e la regolazione affettivo-motivazionale, come regolazioni di 1°
grado, la regolazione delle regolazioni viene considerata regolazione di 2°
grado.
3 - Le operazioni PsicoSinergetiche
Vengono qui illustrate brevemente le più importanti operazioni della mente,
naturali applicazioni dei principi sopraelencati, studiate dalla psicologia
sinergetica.
3.1 La Sinergizzazione
E' la prima operazione e consiste nella co-ordinazione e nella
sincronizzazione di tutti i processi psichici nella realizzazione del medesimo
scopo; è l'impegnare tutti i componenti dello psichismo "insieme e di
colpo" e "gli uni attraverso gli altri". Le motivazioni, le
operazioni, i processi, le strutture psichiche co-operano in modo sinergico
incrementando l'efficienza ed il dinamismo dello psichismo. La successione si
realizza cosi rapidamente che si trasforma in simultaneità: essa rappresenta
quindi la concen-trazione e la coerenza di tutte le energie che lavorano in
modo sincronico (Manzat, 1999).
La psicologia sinergetica considera la motivazione intrinseca lo stimolatore
interno principe. Ma questo ruolo attivante lo può assumere solamente attraverso
la co-operazioe sinergetica con i processi affettivi positivi e volitivi. In
qualsivoglia co-operazione psicosinergetica di alcuni componenti interni, deve
esistere una componente centrale, un nucleo che organizza e dinamizza i
restanti componenti e l'intero come unità. Questo nucleo centrale è una specie
di regista, ossia una sorta di direttore co-ordinatore. Nel quadro dello
psichismo umano questo ruolo di centro sinergizzatore lo riveste il Sé, che
con-centra e sintetizza tutti i processi, orientandoli verso la medesima meta:
l'individualizzazione della persona oppure la realizzazione del individuo con
una personalità unica e originale.
3.2 La complementarizzazione
La complementarizzazione delle tendenze opposte è un'operazione di origine
quantistica che prepara e sostiene la sinergizzazione. Mediante il cambiamento
di prospettiva della mente ("a new mindscape", Maruyama), gli
elementi contrari possono diventare complementari, ossia sinergicamente
co-operanti attraverso corrispondenze e reversibilità flessibili; in questo
modo, la relazione di opposizione tra i due elementi viene vista in un'ottica
diversa. La relazione non possiede più la caratteristica opposizione dei
contrari, bensì la loro complementarità, conforme al principio elaborato da N.
Bohr nel 1927 - contraria non contradictoria sed complementa sunt - che è
diventato il metodo del pensiero sia scientifico che nel campo
dell'extrafisica, aprendo le porte del pensiero non-classico nella storia del
scienza.
Allo stesso modo, lo sviluppo della coscienza multidimensionale è la sintesi
creatrice acquisita mediante la complementarizzazione di alcune trasformazioni
opposte: il conscio e l'inconscio, il subconscio e il sovra-conscio, coscienza
del mondo e coscienza di Sé, coscienza individuale e coscienza sociale,
inconscio cosmico e coscienza cosmica. Il Sé è il complementarizzatore
principale delle trasformazioni dei contrari della coscienza multidimensionale.
3.3 L'organizzazione
organizzatrice
E' un'operazione di secondo grado, "l'operazione sull'operazione"
descritta da Piaget. Operazioni di questo tipo sono: l'analisi delle analisi,
la sintesi delle sintesi, la generalizzazione delle generalizzazioni, e così
via. Nella psicologia sinergetica l'organiz-zazione è un'operazione generativa,
la generatività di N. Chomsky: l'organizzazione agisce permanentemente sulle
organizzazioni esistenti, rinfrescandole e rinnovandole ininterrottamente.
Dunque, l'organizzazione genera di continuo altre organizzazioni.
3.4 Il transfert strutturale
E' un'estensione dei campi operatori che mette in relazione organizzazioni
concettuali, operazionali o processuali (Manzat, 1979, 1988). A differenza del
transfert elementare, che corrisponde ad una generalizzazione inclusiva nel
quale l'intero è più povero delle parti e non le genera, il transfert
strutturale corrisponde ad una generalizzazione costruttiva, mediante il quale
si costruiscono classi potentemente strutturate, in modo da poter ricostruire
una sottoclasse a partire da qualsivoglia sottoclasse, così come l'intero nella
sua totalità.
3.5 La selezione sinergetica
E' un'altra operazione psicosinergetica che, in analogia con "la
selezione naturale" della biologia darwinista, agisce o simultaneamente
attraverso due suboperazioni apparentemente contraddittorie ma realmente
complementari : da una parte accetta nuovi acquisti mediante un tipo di
inclusione attraverso quale si assimilano gli stimoli favorevoli, e d'altra
parte respinge mediante un tipo di esclusione ( simile al "principio di
esclusione" del quantista elvetico W. Pauli) che allontana, rifiuta o
previene le informazioni obsolete, confuse o poco chiare, che non si accomodano
con la situazione esistente. Ogni esclusione riduce l'indeterminazione
("relazioni di indeterminazione di W. Heisenberg, 1972), l'incertezza
iniziale, ma contemporaneamente completa il contenuto semantico delle
informazioni tesaurizzate e mediante questo incrementa la coerenza dei sistemi
informazionali. Quindi , mediante la selezione , si riduce lo spazio
problematico, diminuisce la "dissonanza cognitiva" (L. Festinger) e
si amplifica la capacità dei metodi e dei processi per quello che riguarda il
loro potere di generalizzazione e di transfert.
3.6 La matricializzazione creativa
E' operazione psicosinergetica mediante quale la mente umana apprende alcune
"matrici da scoprire", tabelle matriciali che includono, su righe
orizzontali e su colonne verticali, tutti i componenti di una struttura,
organizzandoli secondo un criterio scientifico che è dotato di capacità di
previsione; un esempio sono le caselle vuote della tabella periodica degli
elementi di Mendeleev, che sono state completate ulteriormente.
La matrice più conosciuta da scoprire in psicologia è stata realizzata da
J.P.Guilford con "il modello tridimensionale dell'intelletto umano".
Guilford pensava che è molto importante lo sviluppo di una teoria unitaria
dell'intelletto umano che possa riunire certe capacità specifiche o
fondamentale in un sistema unificato.
Conclusioni
L'uomo può essere concepito come un sistema sinergetico vivo di 2° grado
L'essere umano può essere considerato un sistema, nel senso classico del
termine descritto dalla teoria generale dei sistemi o dalla cibernetica, in
quanto è un essere culturale, spirituale e capace di trascendere e cosmizzare.
Con alcune riserve, l'uomo può essere concepito come un sistema sinergetico
vivo e di secondo grado. Un tale Homo Sinergeticus è sinergetico poiché dentro
di sé sono concentrate tutte le energie e i potenziali dell'universo, ed è di
secondo grado perché l'uomo può autocrearsi il sinergismo, lo può conoscere ed
amplificare in modo cosciente.
Al sinergismo, completamente coscentizzato, l'uomo arriva attraverso due vie:
1. mediante l'intuizione (H. Bergson),
2. mediante il ragionamento analogico.
La psicologia sinergetica, alla ricerca dell'umano perduto
La psicologia sinergetica, alla ricerca dell'umano perduto, apre le porte
della delimitatezza e della spiritualizzazione dell'uomo, gli rivela che nel
suo spirito dimora un infinito potenziale psico-energetico; gli dimostra che il
suo psichismo, innalzato fino all'altezza difficilmente accessibile dello
spirito trascosciente, è la forza più grande dell'universo conosciuta fino a
questo momento. La grande concentrazione di sovraenergia psichica, dimostrata
dalle capacità paranormale, dalle performance degli yoghini e di quelli che
praticano arti marziali, nonché dalle creazioni delle menti geniali, si
spiegano in modo plausibile e scientifico partendo dalle coordinate teoriche
della psicologia quantistica e della psicologia sinergetica.
La co-operazione sinergica di tutte le energie dell'organismo umano e la
complementarizzazione di tutte le forze opposte, umane e transumane, possono
trasformare l'individuo in un "sistema sinergetico al quadrato".
L'uomo vive e fatica nel contesto dinamico dell'ambiente naturale e
socioculturale, con archetipi specifici, ed è in risonanza sia con l'ambiente
cosmico che con quello quantico. Nel campo senza margini e confini dello
psichismo umano, possono comparire tante co-operazioni che possono trasferirsi
ed estendersi illimitatamente fino ad una co-operazione globale e sinergetica,
una co-operazione universale.
I processi trascoscenti sono co-operazioni globali e generative,
"co-operazioni al quadrato" (co-operazioni delle co-operazioni).
L'uomo e il cosmo (macro- o micro-) misurano le proprie forze come
"fratelli nemici" (yin e yang), come esseri che co-operano in modo
sinergico. Nel mistero della creazione si svela la natura infinita dello
spirito umano; ed è per questo che la libertà creatrice è trascendente e
trascoscente, in rapporto al dato universale, con il cerchio chiuso della
necessità universale.
La psicologia sinergetica può trasformare il sogno e la nostalgia dell'uomo in
un progetto di ricostruzione e rispiritualizzazione dell'essere umano, e questo
progetto gli permetterà di abbordare e di dominare tre orizzonti problematici :
1. l'integrazione
dell'uomo nell'universo;
2. la conoscenza e la valorizzazione massimale delle capacità umane paranormale
e transcosciente;
3. l'accrescimento del suo potenziale psichico fino alle vette più alte di
spiritualità e iniziazione.
La psicologia quantistica e la psicologia sinergetica rappresentano la suprema
musicalità del pensiero umano e illuminano la corrente postmoderna della
psicologia.
08:26 - 13.9.2006 - {0} -
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Osservata e interpretata "nel senso
della sinergetica", la realtà che ci circonda può davvero assumere
tonalità sorprendenti. Partendo dalla fisica, con il trascorrere del tempo la
sinergetica è penetrata in settori sempre nuovi del sapere, come la chimica, la
biologia, la sociologia e la psicologia. Ma cosa si intende esattamente con il
termine "sinergetica" e cosa significa adottare il punto di vista di
tale particolare modalità interpretativa del reale? A queste come ad altre
fondamentali domande Hermann
Haken risponde nel stimolante libro “Nel
senso della sinergetica” (Di Renzo
Editore, Roma 2005), accompagnando il lettore lungo un rivoluzionario
viaggio conoscitivo. Tutto l'itinerario di vita e di studio dell'Autore,
narrato con simpatica ironia, è stato caratterizzato dalla convinzione che si
potesse - e dovesse - creare un nuovo settore che si rivolgesse in modo
interdisciplinare alla fisica, alla chimica e alla biologia, ma non solo.
Osservare e interpretare il mondo "nel senso della sinergetica",
dunque, non significa certamente utilizzare soltanto i metodi della matematica
e della fisica, ma anche altre innovative e particolari strategie conoscitive.
L'idea di Haken che molti fenomeni appartenenti a discipline diverse potessero
essere ricondotti a pochi comuni principi di base, venne inizialmente valutata
con circospezione e giudicata quanto meno bizzarra: sarebbe dovuto passare
diverso tempo prima che il mondo della scienza comprendesse la validità di
questi concetti. Con gli anni, però, divenne sempre più evidente come questa
idea fosse molto efficace, perché mostrava come applicare con successo
conoscenze relative alle diverse discipline scientifiche. Il testo di Haken
ripercorre questi passaggi ma con uno sguardo rivolto al presente, ricordandoci
che oggi la sinergetica penetra nei settori più disparati, come l’urbanistica e
persino nelle questioni inerenti la realtà virtuale. Ma attenzione ai
fraintendimenti! Come più volte sottolineato dall'Autore, sebbene la
sinergetica sia applicabile a diversi settori non intende assolutamente
spiegare tutto!
Anche se la sinergetica si occupa di sistemi complessi nei diversi campi,
limita però il proprio raggio di osservazione a contesti e circostanze dove il
comportamento macroscopico di un sistema cambia qualitativamente. Un approccio
stimolante, da sfruttare mossi dal bisogno di compiere continuamente nuove
scoperte.
Per ulteriori notizie sull'argomento: www.sinergetica.eu
10:58 - 6.9.2006 - {0} -
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 AA.VV. Majorana Legacy in Contemporary Physics Ettore Majorana (1906-1938) passed through theoretical physics like a meteor. In fact, his official fundamental papers are just nine. They were all written in the short period from 1928 to 1933. They are audacious and strongly beautiful works which impose themselves over and over again on any generation of theoretical physicists as the paradigm of a style able to fuse - by a singular critical thinking - both the attention for the experimental data and the freedom of theoretical reasoning in a mathematical formulation reaching the essential core of the problem. During the last years, a new kind of interest for Majorana legacy has grown. The widening of theoretical physics’ spheres has favoured an increasing awareness of the deep connection between symmetries and interactions, and a renewed conception of theoretical physics and mathematics relation. How Roger Penrose effectively wrote, the deeper our understanding of physical laws becomes, the more we penetrate into the abstract world of mathematical concepts. Which thing allowed the new generation of theorists to get out new topics from Majorana work and to approach theoretical physics according to what we can define as the Majorana style. This anthology has been thought not only as an owed celebrative act, but especially as a meeting of researchers on some presently debated aspects in physics in Majorana spirit. Contributors: Erasmo Recami; S.I. Kruglov; Mikhail S. Plyushchay; Leonardo Chiatti; Attilio Maccari; L.I. Petrova; R. Nobili; Tomislav Ivezic; Jason Zimba; G.W. Semenoff and P. Sodano; Zhi-zhong Xing and He Zhang; Ignazio Licata; E. Di Grezia; Valentino A. Simpao; A. Drago and S. Esposito; S. Esposito; Eliano Pessa; Ed Fradkin. Including: E. Majorana - Scattering of an alpha Particle by a Radioactive Nucleus, Unpublished 1928, Courtesy by S. Esposito, E. Majorana jr, A. van der Merwe and E. Recami (eds.) Ettore Majorana: Notes on Theoretical Physics, Kluwer, New York, 2003.
10:01 - 29.7.2006 - {0} -
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Benoit Mandelbrot Nel mondo dei frattali In questo libro Benoit Mandelbrot ci racconta l’iter che, dalla semplice capacità di rappresentare le forme e dallo studio delle stesse in natura, lo ha condotto allo sviluppo dei frattali e alla loro applicazione non solo in matematica, ma anche in altri campi del sapere. Benoit Mandelbrot è Sterling Professor di Scienze Matematiche all’Università di Yale. Nel 1958 entrò a far parte del Centro di ricerca Thomas J. Watson dell'IBM, lavorando dal 1974 al 1993 in qualità di IBM Fellow in Fisica. È membro dell'Accademia Nazionale delle Scienze degli Stati Uniti e di altre importanti istituzioni sparse in tutto il mondo, da cui ha ricevuto numerosi riconoscimenti. Nel 1993 ha ricevuto il Wolf Prize per la Fisica.
10:22 - 8.7.2006 - {0} -
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Giorgio Parisi La chiave, la luce e l'ubriaco “Mi viene in mente una vecchia barzelletta. Un ubriaco, di notte, si mette a cercare una chiave sotto un lampione. Arriva un tale che lo aiuta, ma, non trovando nulla, gli chiede se è proprio sicuro di aver perso lì la chiave. L’ubriaco risponde: No, non sono affatto sicuro, ma è qui che c’è luce”. Con questo esempio scherzoso, ma non troppo, Giorgio Parisi ci spiega come si muove la ricerca scientifica fondamentale. “Gli scienziati fanno le cose che riescono a fare. Quando si accorgono di disporre dei mezzi per studiare qualcosa che fino a quel momento era stato trascurato, allora s’impegnano per quella strada.” Se lo scopo è migliorare la capacità dell’uomo di conoscere e di controllare i fenomeni della natura, ogni problema, al quale si possano applicare teorie in corso di verifica, diventa immediatamente interessante ai fini della ricerca: ogni aspetto che viene chiarito può aiutare a comprenderne altri. Per il momento si tratta di ricerca pura. Le applicazioni, se verranno, arriveranno dopo. In una conversazione animata e straordinariamente comprensibile, uno dei più importanti fisici teorici italiani ci aiuta a capire come è cambiata la fisica, di quali problemi si occupa oggi, che interazioni ci sono tra ricerca di base e sviluppo tecnologico, quali scenari futuri potrebbe aprire la sinergia tra la fisica dei sistemi complessi e la biologia.
10:20 - 8.7.2006 - {0} -
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Ignazio Licata Osservando la SfingeDi Renzo Editore
La fisica quantistica ha avuto un singolare destino tra tutte le teorie scientifiche: pur essendo di importanza fondamentale per la comprensione della Natura, spesso i suoi sottili problemi concettuali hanno scoraggiato sia l'umanista, che preferisce leggerne versioni poco corrette dalla dubbia serietà, sia lo scienziato, che nella maggior parte dei casi si limita ad usarne l'efficiente apparato matematico nella soluzione di problemi specifici, accettando le stranezze quantistiche come un dato di fatto al quale opporre un atteggiamento pragmatico. In questo libro, versione completamente rinnovata della prima edizione del '92, viene proposta in modo unitario ed esauriente una visione della meccanica quantistica affascinante, eppure poco conosciuta anche tra i fisici, quella offerta dalle interpretazioni realistiche, nate dalle critiche di Einstein alla scuola di Copenhagen, e sviluppatesi con i lavori di David Bohm e J. P. Vigier. L'Autore, allievo e poi collaboratore di David Bohm, J. P.Vigier e Giuseppe Arcidiacono, offre un panorama esauriente delle possibilità offerte da queste interpretazioni, mostrando come leggere diversamente la MQ non è un vezzo filosofico ma pone nuove domande ed apre nuove prospettive in campi di frontiera quali la gravità quantistica e le teorie unitarie, come le supercorde e la M-Theory. Una particolare attenzione è data al ruolo della non-località nella teoria quantistica dei campi, in particolare nello studio degli stati coerenti, che suggerisce una nuova stagione della teoria quantistica ed un suo ruolo centrale non soltanto per la costruzione di una Teoria del Tutto, ma anche nella costruzione delle future Teorie dell'Organizzazione. È opinione comune che sia stata la relatività a trasformare profondamente la fisica del nostro secolo, ma è stata la sfinge quantistica a proporre gli enigmi più fecondi per la nostra concezione della realtà. Questa teoria non ha soltanto posto le basi per indagare la microfisica, ma rimette in discussione la natura dello spazio, del tempo e della materia, la relazione tra osservatore ed osservato, il caso e la necessità. Il dibattito Bohr-Einstein, le teorie con variabili nascoste, i lavori di De Broglie, J.P. Vigier e David Bohm sono le tappe di un’altra storia della fisica quantistica, nella quale la richiesta di realismo porta alla visione di una struttura pre-quantica e non-locale, non direttamente osservabile nel senso di Heisenberg, ma dalla quale emerge il comportamento delle forme note di materia e di energia. L’indeterminismo della meccanica quantistica non nasce da un’intrinseca casualità della natura, ma piuttosto da una causalità inosservabile e dunque virtuale, suscettibile però di una descrizione matematica rigorosa. L’opzione ontologica di una struttura fondamentale si traduce nella ricerca di un nuovo linguaggio per connettere topologia e dinamica, in grado di indagare gli aspetti sottili dello spazio, del tempo e della loro natura. I problemi di frontiera posti dalla gravità quantistica e dalle teorie unitarie trovano in questo scenario nuove domande e nuove prospettive, imponendo il superamento definitivo di una visione ingenua del rapporto tra teoria ed esperimento. Ignazio Licata è un fisico teorico. I suoi principali interessi riguardano i fondamenti della meccanica quantistica, le teorie di campo, le dinamiche non-lineari e l’approccio sistemico nello studio della complessità. Nel 1998 ha fondato l'IxtuCyber for Complex Systems. Membro di numerose associazioni scientifiche e culturali, è autore di pubblicazioni su argomenti di fisica teorica, matematica, cosmologia, reti neurali, teoria dei sistemi ed epistemologia. È Editor dell'Electronic Journal of Theoretical Physics per l'area “Computation in Physical & Biological Systems”. Recentemente le sue ricerche sono centrate sui processi non-locali in teoria dei campi, sullo sviluppo di una teoria della computazione dei sistemi formali continui in grado di esibire comportamenti sub e super Turing, e sulla teoria semantica dell’informazione (sistemi logicamente aperti).
10:17 - 8.7.2006 - {0} -
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 Federico Capasso Avventure di un designer quantico
Federico Capasso, fisico italiano trapiantato negli Stati Uniti, ci racconta le sue affascinanti avventure di ricercatore e la sua esperienza di manager presso i leggendari Laboratori Bell, il principale centro di ricerca industriale nel mondo. I suoi studi interdisciplinari, al confine tra la ricerca di base e applicata, hanno aperto nuovi orizzonti alla fisica delle nanostrutture, alla fotonica, all’elettronica e alla scienza dei materiali. Di particolare rilevanza sono le sue ricerche pionieristiche sull’ingegneria dei semiconduttori artificiali e sui dispositivi quantici, tra cui spicca l’invenzione del rivoluzionario laser a cascata quantica, e le sue recenti ricerche sull’effetto Casimir. Un racconto, ci dice l’Autore, “che forse potrà essere di qualche utilità ai giovani” che vogliono intraprendere la carriera scientifica, perché non serve una “vita importante” alle spalle per avere successo, ma tanti “passi piccoli e apparentemente insignificanti”. Federico Capasso, laureatosi a Roma in Fisica nel 1973, è dal 2003 Robert Wallace Professor of Applied Physics alla Harvard University. Ha alle sue spalle 27 anni di attività presso i Laboratori Bell dov’è stato ricercatore, manager e vice presidente della Divisione Ricerche Fisiche. Vincitore di numerosi premi internazionali, tra cui la recente Edison Medal dell’Institute of Electrical and Electronics Engineers, il Premio Arthur Schawlow della Società Americana di Fisica e il Premio Internazionale Tommasoni e Chisesi dell’Istituto di Fisica di Roma, è autore di oltre 300 pubblicazioni e di 52 brevetti USA.
10:13 - 8.7.2006 - {0} -
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Hermann Haken Nel senso della sinergeticaDi Renzo Editore
Osservata e interpretata “nel senso della sinergetica”, la realtà che ci circonda può davvero assumere tonalità sorprendenti. Partendo dalla fisica, con il trascorrere del tempo la sinergetica è penetrata in settori sempre nuovi del sapere, come la chimica, la biologia, la sociologia e la psicologia. Ma cosa si intende esattamente con il termine “sinergetica” e cosa significa adottare il punto di vista di tale particolare modalità interpretativa del reale? A queste come ad altre fondamentali domande Hermann Haken risponde in questo eclettico e stimolante testo, accompagnando il lettore lungo un rivoluzionario viaggio conoscitivo. Tutto l’itinerario di vita e di studio dell’Autore, narrato con simpatica ironia, è stato caratterizzato dalla convinzione che si potesse - e dovesse - creare un nuovo settore che si rivolgesse in modo interdisciplinare alla fisica, alla chimica e alla biologia, ma non solo. Osservare e interpretare il mondo “nel senso della sinergetica”, dunque, non significa certamente utilizzare soltanto i metodi della matematica e della fisica, ma anche altre innovative e particolari strategie conoscitive. Hermann Haken, è professore emerito di Fisica teorica all’Università di Stoccarda. Oltre a essere il fondatore della sinergetica, è uno dei padri della teoria del laser, e per queste ricerche ha ricevuto numerosi riconoscimenti: il premio Max Born nel 1976, la medaglia del British Institute of Physics e della Deutsche Physikalische Gesellschaft.
10:05 - 8.7.2006 - {0} -
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E' un termine coniato da Hermann Haken. Poi utilizzato in alri contesti, a volte in modo improprio.
Vogliamo parlarne? Avete cognizioni di tale argomento?
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