TUTTI PAZZI PER CABIRIA
Il Museo Nazionale del Cinema di Torino presenta il primo grande capolavoro italiano: il colossal Cabiria a questo proposito cito una pagina esplicativa dal sito ufficiale del medesimo: http://www.museonazionaledelcinema.it
Cabiria & Cabiria Presentazione in prima mondiale del duplice restauro del film “Cabiria” di Giovanni Pastrone, con la ricostruzione della versione originale del 1914 e della versione sonorizzata del 1931 Il Museo Nazionale del Cinema presenta il nuovo restauro di Cabiria, capolavoro di Giovanni Pastrone realizzato nel 1914 con la collaborazione di Gabriele D’Annunzio. I progressi nelle tecniche e nelle modalità relative ai restauri, ma soprattutto una nuova acquisizione - effettuata dalla Regione Piemonte - di importanti documenti riguardanti la lavorazione di Cabiria, hanno reso possibile qualcosa che fino a dieci anni fa appariva quasi impensabile: la ricostruzione della versione originale di Cabiria, risalente al 1914 e considerata perduta, e il restauro della versione sonorizzata dallo stesso autore nel 1931, con il recupero della colonna sonora originale (diversa dalla prima partitura di Ildebrando Pizzetti e Manlio Mazza) e incisa su dischi di ceralacca conservati al Museo. Le due versioni sono diverse per lunghezza e differiscono non poco nel montaggio, che Pastrone ha modificato con l’introduzione di nuove sequenze e l’eliminazione di altre. Il progetto, avviato nell’autunno 2004 in associazione con João S. de Oliveira di Prestech Film Laboratories di Londra, ha fatto ricorso alle più sofisticate tecnologie fotochimiche e digitali. La ricostruzione ha consentito di recuperare lo splendore delle immagini create da Pastrone con il fido operatore Segundo de Chomon, restituendo la profondità di campo, le sfumature di grigio e il colore originario, ottenuto per imbibizione. Nel contempo, è stato restaurato il sonoro originale dell’epoca, inciso da Pastrone per la versione del 1931, attraverso una complessa operazione di trascrizione digitale, seguita dalla pulizia, stabilizzazione e rimasterizzazione del suono senza alterarne le caratteristiche e il “rumore” di fondo.  La duplice operazione di restauro – sostenuta e presentata da Martin Scorsese, con una prefazione al catalogo e un contributo video che sarà proiettato prima del film – è un progetto speciale realizzato nell’ambito delle “Olimpiadi della Cultura”, collegate ai Giochi Olimpici di Torino 2006. Per l’occasione, il Museo ha realizzato il volume Cabiria & Cabiria, a cura di Silvio Alovisio e Alberto Barbera, pubblicato in collaborazione con l’Editrice Il Castoro, che si propone di rilanciare l’autorevole tradizione degli studi su Cabiria con nuove proposte d’interpretazione. E’ inoltre prevista la realizzazione di un cofanetto DVD con le due versioni di Cabiria e numerosi extra, tra i quali i materiali di lavorazione e gli outtakes del film, la riproduzione di documenti originali e alcune interviste inedite. La versione del 1914 sarà proiettata in prima mondiale al Teatro Regio di Torino la sera del 20 marzo 2006, accompagnata dall’orchestra Filarmonica ‘900 del Teatro Regio, diretta da Timothy Brock, che eseguirà la partitura originale di Ildebrando Pizzetti e Manlio Mazza. La versione restaurata del 1931 sarà invece proiettata il 21 marzo al Cinema Massimo, la multisala del Museo Nazionale del Cinema. La proiezione del 20 marzo 2006 è realizzata in collaborazione con il Teatro Regio di Torino.
La scheda del film
CABIRIA (Italia 1914)
di Giovanni
Pastrone
Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Pastrone; didascalie:
Gabriele D'Annunzio; operatori: Natale Chiusano, Augusto Battagliotti, Carlo
Franzeri, Giovanni Tomatis, Vincent Dénizot; effetti fotografici speciali:
Segundo de Chomón; scenografia: G. Pastrone, Camillo Innocenti; musica:
Ildebrando Pizzetti (La Sinfonia del Fuoco) e Manlio Mazza (edizione del 1914) /
Luigi Avitabile e José Ribas (riedizione sonorizzata del 1931); interpreti:
Lydia Quaranta (Cabiria), Umberto Mozzato (Fulvio Axilla), Bartolomeo Pagano
(Maciste), Italia Almirante Manzini (Sofonisba), Teresa Marangoni (Croessa),
Alexandre Bernard (Siface), Vitale De Stefano (Massinissa), Raffaele Di Napoli
(Bodastoret), Emile Vardannes (Batto), Edouard Davesnes (Asdrubale/Annibale),
Enrico Gemelli (Archimede), Dante Testa (Khartalo), Didaco Chellini (Scipione
l'Africano), Domenico Gambino, Luigi Comelli, Ignazio Lupi, Elviro Schirru,
Felice Minotti, Giuseppe Ferraris, Amedeo Mustacchi; produzione: Itala Film
(Torino); prima proiezione pubblica: 18 aprile 1914 al Teatro Vittorio Emanuele
di Torino e al Teatro Lirico di Milano; lunghezza originale: 3364 metri
(indicazione del visto di censura, n. 3035, 31 marzo 1914), durata 185’ più 2
intervalli; lunghezza della riedizione sonorizzata del 1931: 3132 m, durata
145’.
Catana, III secolo a. C. La piccola Cabiria, figlia di Batto, gioca
con la sua nutrice Croessa. Nella notte l'armonia è sconvolta dall'eruzione del
vulcano: Catana è distrutta. I servi di Batto, dopo avere rubato le ricchezze
del padrone, cercano riparo sulla spiaggia. Croessa e Cabiria sono con loro. Una
banda di pirati fenici cattura gli scampati. Cabiria, sempre custodita da
Croessa, è condotta a Cartagine. Qui la bambina viene comprata dal sacerdote
Khartalo, che intende sacrificarla al dio Moloch. Nella città punica si è
stabilito anche il latino Fulvio Axilla con il suo fedele schiavo Maciste:
Fulvio deve spiare i movimenti della repubblica rivale. Croessa, ormai disperata
per l'imminente sacrificio di Cabiria, incontra Axilla, e ottiene il suo aiuto,
offrendogli un anello sottratto al bottino dei servi di Batto. Durante la
cerimonia sacrificale nel tempio di Moloch, Axilla e Maciste riescono a salvare
la bambina e si rifugiano nella locanda del bettoliere Bodastoret. Intanto il
conflitto tra Cartagine e Roma si inasprisce: Annibale ha trovato un varco sulle
Alpi e minaccia la repubblica. A Cartagine Asdurbale rafforza la sua alleanza
con il re della Numidia, Massinissa, promettendogli in sposa la figlia
Sofonisba, che lo ama in segreto. Axilla e Maciste stanno per tornare in Italia
con Cabiria, ma Bodastoret li denuncia. Axilla riesce a fuggire, mentre Maciste,
intrufolatosi nei giardini di Asdrubale, convince Sofonisba a custodire Cabiria
prima di essere catturato. Passano gli anni ma la guerra continua. Axilla
partecipa all’assedio di Siracusa: la flotta romana viene distrutta dai raggi
solari riflessi negli specchi ustori inventati da Archimede, e Axilla approda
sfinito sul litorale di Catana. Qui, grazie all'anello che gli aveva offerto
Croessa, viene accolto da Batto. Intanto, sul fronte africano, Siface, re di
Cirta, ha sconfitto Massinissa. Asdrubale decide di donare in sposa al potente
alleato la figlia Sofonsiba, mentre il re numida, in cerca di vendetta, si allea
con Roma. Axilla, tornato in terra punica al seguito di Scipione, riesce a
introdursi in Cartagine e a liberare Maciste. I due fuggono dalla città, ma si
perdono nel deserto e vengono catturati dalle truppe di Siface e condotti a
Cirta. Khartalo convince Sofonisba a consegnargli Cabiria: solo così, egli dice,
sarà possibile placare l’ira di Moloch che turba il sonno della donna. Cabiria è
nella mani del sacerdote, sta quasi per essere violentata, quando viene salvata,
ancora una volta, da Maciste, che nel frattempo è riuscito a liberarsi. Maciste,
raggiunto anche da Fulvio, cerca di fuggire con Cabiria, ma la ragazza cade
nuovamente nelle mani dei nemici. Fulvio e Maciste si barricano dentro una
cantina piena di viveri, e si preparano a una lunga resistenza. Intanto i
Romani, dopo un furioso assedio, riescono ad entrare in Cirta. Massinissa può
finalmente ricongiungersi con l’amata Sofonisba. Maciste e Axilla sono liberati,
ma Sofonisba dice che Cabiria è stata uccisa. Scipione, temendo che Sofonisba
convinca Massinissa a rinnegare l’alleanza con i Romani, rivendica la donna come
parte del bottino. Massinissa non può che accettare, ma invia a Sofonisba un
anello contenente del veleno. La donna capisce il messaggio dell’amato, e si
toglie la vita. Poco prima di morire Sofonisba rivela ad Axilla che Cabiria è
viva. Cartagine, piegata dalla disfatta di Zama, è definitivamente sconfitta.
Sulla nave che li conduce verso Roma, Axilla e Cabiria, accompagnati dal flauto
di Maciste, si stringono in un tenero abbraccio e scoprono di amarsi.
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