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scuolapaolo20112012

esempio saggio breve svolto

Posted in Non specificato

Il danno ambientale

Il degrado dell’ambiente nasce da complessi mutamenti sociali ed economici

che hanno investito l’intero territorio urbano e rurale, ma, spesso, è anche

frutto di interessi economici miopi e criminali.

Documenti

• Lo smog continua ad essere uno dei problemi ambientali più sentiti dai cittadini e dai

media a livello nazionale, soprattutto nei mesi invernali. L’aria sempre più irrespirabile

e la normativa sempre più stringente sulle polveri sottili (PM10) hanno imposto a tanti

sindaci di ricorrere a provvedimenti d’urgenza, ma di scarsa efficacia, per limitare il

traffico privato, anche alla luce dei risultati sempre più preoccupanti forniti dagli studi

epidemiologici. E il problema dello smog cittadino da polveri sottili è diventato patrimonio

anche dei cittadini meno sensibili ed è riuscito a occupare finalmente le prime

pagine dei giornali. […] La stessa attenzione data al traffico privato, come causa di inquinamento

atmosferico, non è stata prestata ad un’altra fonte altrettanto importante,

soprattutto in alcune parti del Paese. Si tratta della fonte industriale, che continua

ad essere trascurata e non è ancora diventata nell’immaginario collettivo un problema

da affrontare, a parte qualche rara eccezione come avvenuto ad esempio negli ultimi

due anni a Taranto con il suo polo siderurgico.

Fonte: Rapporto Mal’aria industriale 2010 di Legambiente

• Secondo il Rapporto Ecomafia 2009 di Legambiente, 25.776 sono gli ecoreati accertati,

quasi 71 al giorno, 3 ogni ora. Si va dal traffico di rifiuti pericolosi, all’abusivismo edilizio,

al saccheggio del patrimonio culturale, boschivo, idrico, faunistico. Più del 48 % si

consuma nelle quattro regioni italiane a tradizionale presenza mafiosa (Campania, Calabria,

Sicilia, Puglia), il resto in modo omogeneo in tutta Italia.

• I traffici e gli smaltimenti illeciti di rifiuti investono anche diversi Paesi europei, soprattutto

Danimarca, Olanda, Germania e Belgio, come emerse già anni fa dal Rapporto sulla

criminalità organizzata nell’Unione Europea.

• «Per fermare la morte del nostro mondo sono necessari un movimento d’opinione e una

grande leadership, simili a quelli che portarono al crollo del muro di Berlino. […] Soltanto

un nuovo ordine mondiale basato su maggiore giustizia ed eguaglianza potrà invertire

la tendenza...» (M. Gorbaciov).

Negli ultimi cinquant’anni, in tutto il mondo si sono verificati numerosi

fenomeni di inquinamento di diversa natura: da quello urbano e industriale,

causato soprattutto dai gas di scarico delle autovetture e dal problema della

gestione dei rifiuti, a quello agricolo, legato allo sfruttamento delle colture

e degli allevamenti e all’uso di pesticidi, a quello ecologico, dovuto alla creParte

Seconda 112

scente diminuzione delle aree naturali e di verde. Fenomeni che stanno mettendo

a dura prova la vita e l’equilibrio ecologico del pianeta.

L’inquinamento ambientale, in Italia, ha purtroppo offerto alle organizzazioni

criminali l’opportunità di accrescere le loro attività illecite. L’«ecomafia

», infatti, trae vantaggi economici enormi dal controllo degli smaltimenti illeciti

di rifiuti (inclusi i grandi quantitativi di mangimi messi al bando e di residui

di macellazione dovuti al fenomeno della «mucca pazza»), dall’abusivismo

edilizio, dal commercio clandestino di animali e dall’attacco al patrimonio

archeologico ed ecologico nazionale. Dai dati forniti da Legambiente apprendiamo

che i profitti realizzati da queste organizzazioni, grazie anche alla

mancata applicazione delle leggi e all’assenza di denunce da parte dei cittadini,

sono di entità notevole.

Tuttavia, alcuni episodi lasciano intendere che sia l’opinione pubblica sia

gli organi dello Stato abbiano percepito la gravità della situazione, come dimostra

il vero e proprio tracollo di consensi intorno all’abusivismo edilizio,

manifestatosi in maniera eclatante in occasione dell’abbattimento di alcuni

edifici abusivi, i cosiddetti «ecomostri», nella Valle dei Templi di Agrigento.

Contemporaneamente l’approccio legislativo alle tematiche ambientali ha

maturato un interesse profondo per la centralità della persona, per l’uomo inteso

nella sua integrità, come soggetto protagonista e responsabile della custodia

e della preservazione dell’ambiente. Recenti dibattiti scientifici si stanno incentrando,

inoltre, sui rapporti tra cambiamenti climatici e lo sviluppo sostenibile.

I governi si stanno mostrando più sensibili alle prove fornite dagli scienziati

sul fatto che i cambiamenti climatici sono più veloci di quanto non si fosse

previsto fino a pochi anni fa e sul fatto che è rilevante l’effetto indotto dalle

emissioni prodotte dall’uomo, ovvero il metano e l’anidride carbonica derivanti

dai diversi processi di combustione: naturale (incendi, eruzioni), biologica (la

respirazione di animali e piante) e artificiale (ciminiere, motori).

È sempre più pressante, quindi, l’esigenza di dar vita a un pensiero innovativo,

a una nuova civiltà dell’umano, in cui sia recuperata quell’integrità

e quell’appartenenza originaria dell’uomo all’ambiente. È evidente che la

questione ecologica non può essere circoscritta a una discussione tra opposti

schieramenti, sia nella politica, e dunque nei governi, sia nella società. Qui è

in gioco il destino stesso dell’uomo, che si compie anche attraverso la possibilità

di trasformare la prospettiva ambientalista in una battaglia educativa e

culturale aperta agli apporti più diversi, che riesca a incidere sugli stili di vita

e sui comportamenti umani. Piccoli esempi possono aiutare a comprendere

quale impatto — educativo e culturale — può avere un approccio alla questione

ecologica che tenga l’uomo saldamente ancorato al tessuto ambientale

che lo circonda. È possibile agire, innanzitutto, adottando una serie di accorgimenti

quotidiani, cambiando qualche nostra abitudine, affinché sempre

Il saggio breve

113

meno rifiuti solidi e industriali finiscano nelle discariche: acquistare prodotti

con minore quantità di imballaggio, scegliere quelli che abbiano confezioni

riutilizzabili, evitare prodotti «usa e getta». È indispensabile, inoltre, promuovere

il ripensamento e la riprogettazione dei metodi di produzione dei beni,

adottando tecnologie che consumino meno energia e impieghino meno risorse,

facendo, quindi, attenzione al cosiddetto «costo ambientale globale».

Per quanto riguarda l’ecomafia, che ha costruito un business a partire dalle

violazioni della normativa ambientale, è chiaro che senza azioni di contrasto

locali e nazionali ogni processo di riforma ambientale sarebbe vanificato.

Il problema di strumenti d’indagine e di sanzioni penali più efficaci ed effettive

per coloro che commettono reati contro l’ambiente, in particolare contro le

associazioni create per compiere questi reati, è cruciale. Su questo argomento

si deve insistere per inserire nel Codice Penale un apposito titolo riguardante

i «delitti contro l’ambiente». Lo stesso Michail Gorbaciov, premio Nobel per la

pace, ha affermato chiaramente che per evitare la morte del nostro mondo è

necessario un movimento d’opinione guidato da una grande leadership e finalizzato

a creare un nuovo ordine mondiale basato su maggiore giustizia ed

eguaglianza. In senso più ampio, bisognerebbe riconsiderare la politica, intesa

non come strumento di egemonia di schieramenti di parte, ma come corrispondenza

e passione al destino dell’uomo e della civiltà. Dunque, una politica

non solo delle istituzioni ma anche dei singoli cittadini, vissuta come tentativo

di superare la diversità delle esperienze, delle scelte di vita e dei valori per incontrarsi ed operare per una causa comune

08:34 - 19 October 2011 - post comment


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