PIERLUIGI MICHELI - Medico di Dio nella città dell'uomo | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
UMANISTA O SANTO ?
17:47, 16 January 2007
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UMANISTA O SANTO ? Per ora Pierluigi appartiene alla legione dei santi ignorati, di cui s’è parlato. Forse più d’uno s’è accorto che lì, in quella stoffa, c’è il santo. Per eccesso di prudenza, si tende a sottolineare in lui l’umanista, che è soluzione non compromettente, asettica, senza rischio. Il fatto però che se ne parli, una qualche ragione ci dovrà pur essere. I motivi sono elencati nell’inno dell’agàpe:
Chi non s’è accorto che in queste poche righe c’è il ritratto di Pierluigi? Santità eroica quella del Micheli?
Stabilirlo è impresa delicata e, fortunatamente, non ci compete. Lo farà la Chiesa milanese, se un giorno avrà gli elementi fondati per sostenerlo e promuoverne un processo canonico. Ma santità resta. Se dovesse dipendere dal suo umanesimo, Pierluigi Marchesi sarebbe destinato a fare la fine di quasi tutti gli umanisti: giacere nel dimenticatoio della storia. Morti coloro che l’hanno conosciuto, su di lui calerebbe il sipario e si spegnerebbero le luci. La parola “umanesimo” non mi ha dato tregua in questi giorni. Ho continuato a chiedermi: cosa sarà mai un “Medico Umanista”? Sono andato a leggermi Tommaso Moro, Erasmo da Rotterdam, i sacri testi di filosofia, ma in queste letture, indubbiamente affascinanti, mi sono perso. Ecco la definizione che si può leggere sul dizionario Oli-Devoto: “ Umanesimo è il periodo letterario il cui inizio si riferisce convenzionalmente agli ultimi decenni del 1300 e culminante nel XV° secolo, caratterizzato da un rinnovato fervore per gli studi classici, che si esplica in una intensa attività filologica alla luce di un’adeguata comprensione della civiltà antica. Culturalmente trova spiegazione in una accentuata consapevolezza della posizione privilegiata dell’uomo nel mondo della natura; da qui la ricerca della misura più alta della sua capacità e dignità attraverso la ricognizione di quanto ha prodotto nel campo delle leggi, delle arti e delle lettere, come base di un’educazione integrale su cui si innesta, attraverso l’imitazione e l’emulazione, il momento creativo rinascimentale. Umanesimo è anche atteggiamento spirituale e culturale, di un periodo storico o di un singolo autore, caratterizzato dal culto dell’uomo classico, e da una conoscenza profonda della lingua e letteratura greca e latina spesso esplicatesi in esercizi di imitazione o composizione prosastica o poetica. Infine, per umanesimo s’intende una corrente di pensiero che tende alla esaltazione del valore e della dignità dell’uomo. Per umanesimo scientifico s’intende la concezione moderna che attribuisce anche agli studi scientifici e tecnici valori di educazione integrale, una volta escluso da essi un fine meramente economico o strumentale”. Lo dico sinceramente: il Micheli che mi affascina, che sa parlare al mio cuore è un altro. Non è nelle dotte citazioni, ma nelle pieghe dello spirito di quest’uomo di fede. Per i piaceri della mente basterebbe anche un’antologia filosofico-letteraria e una comoda poltrona.
Questa nostra civiltà è popolata di idoli ben più insidiosi dei Cesari divinizzati dell’antica Roma: la Scienza, la Tecnologia, il Progresso, la Classe, la Nazione, lo Stato, i nuovi Umanesimi. A mettermi in guardia è sempre Jean Guitton, il filosofo del Concilio Vaticano II. Nel libro In che cosa credo? ha scritto una pagina che fa per noi: “ Dato che sono uno spirito portato alla critica, constato in me quel difetto così ben descritto da san Paolo, che consiste nell’essere felice di vedere quello che non va. Provo sempre una segreta soddisfazione nell’accusare le tare della Chiesa. Mi dico, parlando con me stesso: “Non sono come quei teologi sorpassati, come quei cardinali arretrati, come quei vescovi ignoranti. Fortunatamente non ho i difetti degli altri. Dentro di me, la Chiesa è completamente pura; in me potrebbe ricominciare”. Ma, quando ritorno ai miei punti di riferimento abituali e ritrovo il buon senso, mi dico: “Senza la Chiesa, e dico la Chiesa dei poveri diavoli, la Chiesa istituzione, la Chiesa tradizione, la vecchia Chiesa sfigurata dai suoi riti, la madre agli occhi dei malati, non sarei quello che sono. I rimproveri che posso farle a ragione non sono niente se confrontati con i suoi meriti, e non appartengono allo stesso ordine di cose”: Sento spesso parlare dell’umanità, che significa la comunità di tutti gli uomini al di là delle loro differenze. Ma dove si trova questa umanità, se non in un’astrazione, un presentimento, una vaga fratellanza? Dove si trova veramente realizzata se non in qualche congresso scientifico? Per me la Chiesa è già da due millenni questa comunione concreta dell’umanità. E’ la mia Internazionale. E’ la fine della lotta finale tra il puro e l’impuro. E’ l’ultima sera e il primo mattino: tutta la genealogia della specie, tutta l’evoluzione creatrice, quello per cui il mondo è fatto. Qual è infatti la ragion d’essere ultima della biosfera e della cosmogenesi? A mio parere, è quella di produrre, su un punto forse solitario, una specie pensante capace di provare la vera felicità, temporanea ed eterna allo stesso tempo. Posso cercare fin che voglio sul nostro pianeta, ma non vedo alcuna società durevole e permanente al di fuori dei discendenti di Abramo e dei cristiani. Sì, se il destino del cosmo e dei mondi è quello di produrre dei super-esseri, cioè (per mezzo di un meccanismo che comprenda un caso teleguidato) degli esseri capaci di capire e di amare, di unirsi tra loro tramite la libertà e di unirsi a Dio, non vedo nella nostra storia altra realtà che possa garantire tutto ciò se non questa società due volte millenaria, che, nel caso venisse scossa, non invecchierebbe in alcun modo nella sua sostanza più intima”. Il Dr. Micheli, che percorre i corridoi dell’ospedale, passando di letto in letto, uomo cresimato e, quindi, annunciatore del Regno di Dio, chiamato per vocazione a curare le malattie e le infermità della gente, è un umanista? Lo credo. Ma va onorato con il titolo nobiliare che più gli s’addice: cristiano, ossia della famiglia regale di Cristo, erede dei suoi beni. Un cristiano, non può non essere umanista. Egli, nel laboratorio di scienze umane, ha pieno titolo di accesso. Ma… c’è un ma…?!
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