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PIERLUIGI MICHELI - Medico di Dio nella città dell'uomo

UMANIZZAZIONE O DIVINIZZAZZIONE DELL’UOMO ?

16:28, 16 January 2007 .. Link

 

UMANIZZAZIONE O DIVINIZZAZZIONE DELL’UOMO ? 

 

 

Leggendo la prima lettera ai  Corinzi si ha l’impressione che Paolo abbia scoperto come funziona il cervello. Secondo lui le cose vanno così:

·         c’e l’uomo psichico,

·         c’è l’uomo pneumatico.

 

Qui gli scienziati ridono. Non è che Paolo non dimostri, ma non può scientificamente dimostrarlo:

“ 11 Nessuno può conoscere i pensieri segreti di un uomo: solo lo spirito, che è dentro di lui, può conoscerli. Allo stesso modo solo lo Spirito di Dio conosce i pensieri segreti di Dio.

12 Ora, noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito che viene da Dio; perciò conosciamo quel che Dio ha fatto per noi.

13 E ne parliamo con parole non insegnate dalla sapienza umana, ma suggerite dallo Spirito di Dio. Così spieghiamo le verità spirituali a quelli che hanno ricevuto lo Spirito.

14 Ma l'uomo che non ha ricevuto lo Spirito di Dio non è in grado di accogliere le verità che lo Spirito di Dio fa conoscere. Gli sembrano assurdità e non le può comprendere perché devono essere capite in modo spirituale.

15 Chi invece ha ricevuto lo Spirito è capace di giudicare ogni cosa, ma nessuno è in grado di giudicarlo “. (1 Cor 2,11-15)

 

L’uomo pneumatico, “spirituale”, cioè l’uomo condotto dallo Spirito Santo, e perciò pienamente neotestamentario, giudica ogni cosa, senza poter essere giudicato da nessuno, dal momento che egli ha la mente (nous) stessa di Cristo :

 

“15 Chi invece ha ricevuto lo Spirito è capace di giudicare ogni cosa, ma nessuno è in grado di giudicarlo".

 

Così succede che l’uomo psichico, quando sente fare certi discorsi, diventa matto solo all’idea di trattare con persone che sembrano pazze o di un altro pianeta.

 

Alcuni cristiani giungono oggi – come è già avvenuto più volte nei secoli passati – a rifiutare e a considerare come formulazioni disprezzabili e nocive quelle che asseriscono che il progetto di Dio sul mondo, e dunque la sua salvezza, è la gratuita divinizzazione dell’uomo, per opera dello Spirito Santo.

 

Chi ama interpretare  il messaggio cristiano, riducendolo tutto alla “umanizzazione dell’uomo e del mondo”,  pensa di avere trovato una formulazione dell’evangelo più consona all’ “uomo di oggi”, il quale non nutrirebbe  più alcuna seria aspirazione a diventare Dio.

 

In questa lettura dell’evangelo, Gesù sarebbe, per eccellenza, l’Uomo umanizzatore dell’umanità.

 

 Contentarsi(!) di una tale riduzione è in realtà:

 

  • disperare dell’evangelo di Dio;
  • che equivale a perdere la speranza di essere perfetti come lo è Dio:

 

“48 Siate dunque perfetti, così com'è perfetto il Padre vostro che è in cielo”  (Mt. 5,48).

 

“36 Siate anche voi pieni di bontà, così come Dio, vostro Padre, è pieno di bontà.” (Lc.6,36)

 

“15 Non seguite più i desideri di un tempo, di quando eravate nell'ignoranza. Di fronte a Dio che vi ha chiamati, siate come figli ubbidienti; egli è santo e anche voi siate santi in tutto quel che fate.

 

16 Nella Bibbia infatti è scritto: Siate santi, perché io sono santo.

 

17 Quando pregate Dio, voi lo chiamate Padre. Egli giudica tutti con lo stesso metro, ciascuno secondo le sue opere. Perciò nel tempo che dovete passare in questo mondo, comportatevi con grande rispetto verso di.” (1 Pt.1,15-16)

 

  3 Come Cristo è puro, tutti quelli che fondano in lui la loro speranza si purificano dal male.”(! Gv.3,3)

 

  • disperare di quella gioia che nessuno può toglierci, e che è la gioia specificamente cristiana :

 

22 Anche voi ora siete tristi, ma io vi rivedrò, e voi vi rallegrerete, e nessuno vi toglierà la vostra gioia.

23 Quando quel giorno verrà, non mi farete più nessuna domanda. «Io vi assicuro che il Padre vi darà tutto quel che gli domanderete nel mio nome. “(Gv. 16,22-23)

 

  • quella gioia che ci permette di vivere e di operare al di là degli orizzonti e della dialettica del piacere e del dovere:

 

“1 Poi Gesù entrò nella città di Gèrico e la stava attraversando.

2 Qui viveva un certo Zaccheo. Era un capo degli agenti delle tasse ed era molto ricco.

3 Desiderava però vedere chi fosse Gesù, ma non ci riusciva: c'era troppa gente attorno a Gesù e lui era troppo piccolo.

4 Allora corse un po' avanti e si arrampicò sopra un albero in un punto dove Gesù doveva passare: sperava così di poterlo vedere.

5 Quando arrivò in quel punto, Gesù guardò in alto e disse a Zaccheo: «Scendi in fretta, perché oggi devo fermarmi a casa tua!».

6 Zaccheo scese subito dall'albero e con grande gioia accolse Gesù in casa sua.

7 I presenti vedendo queste cose si misero a mormorare contro Gesù. Dicevano: «È andato ad alloggiare da uno strozzino».

8 Zaccheo invece, stando davanti al Signore, gli disse:

- Signore, la metà dei miei beni la do ai poveri e se ho rubato a qualcuno gli rendo quel che gli ho preso quattro volte tanto».

9 Allora Gesù disse a Zaccheo:

- Oggi la salvezza è entrata in questa casa. Anche tu sei un discendente di Abramo.

10 Ora il Figlio dell'uomo è venuto proprio a cercare e a salvare quelli che erano perduti.“ (Lc. 19,1-10)

 

“52 I suoi discepoli lo adorarono. Poi tornarono verso Gerusalemme, pieni di gioia.

53 E stavano sempre nel tempio lodando e ringraziando Dio.” (Lc.24,52-53)

 

“25 Verso mezzanotte Paolo e Sila pregavano e cantavano inni di lode a Dio. Gli altri carcerati stavano ad ascoltare.  “(At. 16,25.34)

 

 

Un cristiano che si mettesse in mente, da cristiano, di spostare l’orizzonte della speranza e dell’impegno degli uomini dalla loro divinizzazione alla loro umanizzazione, è come se negasse e rifiutasse che l’uomo sia chiamato a fare di Dio quella esperienza diretta, immediata e trasformante che Gesù risorto e asceso al cielo ci partecipa donandoci lo Spirito:

“ 32 «Questo Gesù, Dio lo ha fatto risorgere, e noi tutti ne siamo testimoni. 33 Egli è stato innalzato accanto a Dio e ha ricevuto dal Padre lo Spirito Santo che era stato promesso. Ora egli ci dona quello stesso Spirito come anche voi potete vedere e udire. “ (At.2,32-33)

 

Questa negazione costituisce la più grande eresia che possa attecchire tra cristiani.

 

  • Essa implica la negazione del fatto che Gesù Cristo, il Verbo di Dio, è venuto in carne:

 

“1 Miei cari, se uno dice di avere lo spirito, non credetegli subito: prima, esaminatelo bene, per vedere se davvero ha lo spirito che viene da Dio. Perché molti predicatori bugiardi sono andati a predicare nel mondo.

2 La prova che uno ha lo spirito di Dio è questa: se riconosce pubblicamente che Gesù è il Cristo che si è fatto uomo, ha lo spirito di Dio.

3 Se non lo riconosce non ha lo spirito che viene da Dio, ma quello dell'anticristo. Voi sapete che l'anticristo deve venire: ebbene, è già nel mondo.  “(1 Gv.4,1-3),

 

  • e che nella carne si possa sperimentare la Gloria, la Grazia e la Verità:

 

“14 Colui che è "la Parola" è diventato un

uomo

e ha vissuto in mezzo a noi uomini.

Noi abbiamo contemplato

il suo splendore divino.

È lo splendore

del Figlio unico di Dio Padre

pieno di grazia e di verità!

15 Giovanni aveva dichiarato:

«Dopo di me viene uno che è più grande di me, perché esisteva già prima di me». Quando vide Gesù gli rese testimonianza dicendo: «È di lui che io parlavo!».

16 La ricchezza della sua grazia si è riversata su di noi, e noi tutti l'abbiamo ricevuta.

17 Perché Dio ha dato la sua legge per mezzo di Mosè, ma la sua grazia e la sua verità sono venute a noi per mezzo di Gesù, il Cristo.

18 Nessuno ha mai visto Dio: il Figlio unico di Dio, quello che è sempre vicino al Padre, ce l'ha fatto conoscere. (Gv.1,14-18)

 

  • E una negazione che equivale a negare lo Spirito Santo, o almeno il fatto che egli ci è donato davvero:

 

“ 5 La speranza poi non porta alla delusione, perché Dio ha messo il suo amore nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci ha dato. “(Rm.5,5)

 

  • E’ la negazione del Nuovo Testamento:

 

“14 Infatti quelli che si lasciano guidare dallo Spirito di Dio sono veramente figli di Dio.

15 E voi non avete ricevuto in dono uno spirito che vi rende schiavi o che vi fa di nuovo vivere nella paura davanti  al peccato,alla morte e alla legge, ma avete ricevuto lo Spirito di Dio che vi fa diventare figli di Dio e vi permette di gridare "Abbà", che vuol dire "Padre", quando vi rivolgete a Dio.

16 Perché lo stesso Spirito ci assicura che siamo figli di Dio.

17 E dal momento che siamo suoi figli, parteciperemo anche dell'eredità che Dio ha promesso al suo popolo: saremo eredi insieme con Cristo perché, se soffriamo con lui, parteciperemo anche all’eredità che Dio ha promesso al suo popolo: saremo eredi insieme con Cristo perché, se soffriamo con lui, parteciperemo  anche con lui alla gloria “ (Rom. 8,14-17).

 

Donandoci il suo Figlio unico, il Padre ci ha donato tutto. (Rom.8,32). E il Figlio, donandoci lo Spirito, che procede dal Padre per mezzo di lui, ci ha aperto la sua propria condizione di figlio. Egli ci ha fatti entrare nella sua preghiera, nella sua alleanza con il Padre,

  • mediante la partecipazione consapevole alla sua Cena;
  • nella sua missione salvifica;
  • nella sua pace;
  • nel suo saluto di risorto “shalom”, che egli ci invia a trasmettere a ogni città e villaggio della terra.

 

A me sembra che queste sottolineature, apparentemente aride, da un lato dovrebbero sbalordirci per i destini cui siamo chiamati; dall’altro, ci aiutano a inquadrare sempre meglio il Micheli che ci sta tanto a cuore.

 

 




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