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PIERLUIGI MICHELI - Medico di Dio nella città dell'uomo

IL SEDUTTORE

15:34, 16 January 2007 .. Link

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IL SEDUTTORE

 

 

La vita di Pierluigi per il momento non è ricca di aneddoti appetitosi. Forse sarebbe opportuno che qualcuno frugasse nella memoria della consorte, la vivacissima donna Augusta e che venissero intervistati i testimoni oculari, amici, colleghi e pazienti, prima che i ricordi sbiadiscano.

 

Il poco che si sa è materiale prezioso.

 

Appare evidente che un Pierluigi Micheli non s’improvvisa. Egli non è piovuto dal cielo né, tanto meno è emerso sul nostro grigiore per la  provocazione di avvenimenti eccezionali.

 

Tutto ciò che in lui oggi desta ammirazione, è stato preparato, costruito lentamente, pezzo per pezzo, ogni giorno, in un lavoro oscuro, certosino, fin dagli anni giovanili, prima nella sua casa, nel paese, poi al liceo nel collegio Villoresi – San Giuseppe di Monza, all’università e via via…

 

In tutti questi passaggi si nota una coerente e sconcertante continuità. Si potrebbe affermare che la Famiglia ( con la mamma che resta vedova quando Pierluigi ha quattro anni) spiega il ragazzo; il ragazzo spiega il medico, e Dio spiega tutto.

 

La saggezza popolare vorrebbe che tra moglie e marito nessuno azzardasse di metterci il dito. Prezioso suggerimento. A meno che…

 

Quando i coniugi Elvira Annovati ed Alfredo Micheli concepirono Pierluigi, vi fu un’intrusione: il Creatore, trascurando la saggezza umana e forte dei suoi pensieri che non sono i nostri pensieri, il dito ha voluto mettercelo. Egli infatti ha stabilito per il nuovo nascituro un progetto: “sarai medico”. Inoltre gli ha fissato dei tempi di realizzazione: 85 anni, 5 mesi e 27giorni, se i calcoli sono esatti.

 

C’è un periodo, una data, una circostanza in cui Pierluigi riferisca di aver sentito la chiamata del Maestro a seguirlo per  “diventare pescatore di uomini”, come direbbe Marco, ossia a imparare il mestiere di Gesù, medico dell’uomo?  Non lo sappiamo. E’ certo che  Pierluigi era ancora bambino quando per la prima volta espresse il desiderio di diventare medico. Sappiamo  che la mamma ed  il Conte zio sono stati i suoi sostenitori, opponendosi a chi lo avrebbe voluto militare, secondo la tradizione familiare. Per il momento non c’è altra testimonianza che quella riferita  dalla moglie.

 

Le nitide ragioni e finalità della sua scelta di vita sono da lui così sintetizzate:

  Un antico avrebbe scritto che il medico vale più di molti uomini: egli possiede uno spirito di ampio respiro, tollerante, generoso, universale. La medicina è la grande arte del volere e dell’azione dell’uomo e si può dire con Dante (Inf. XI, 105): “Sì che vostr’arte a Dio quasi è nipote”. Ricorda i grandi medici Cosma e Damiano anargiri!

 

La medicina è come la filosofia: non astrazione della mente dalla realtà, ma conoscenza del reale; e, come la famiglia accende nuove vite, la funzione del medico è di cooperare al processo naturale che tende alla guarigione: medicus curat, natura sanat “. (f.47)

 

Senza bisogno di  documenti, possiamo affermare con certezza  che la “seduzione di Dio” e la risposta che ciascuno deve pronunciare liberamente, avviene nel segreto. E’ il Signore che posa gl’occhi su una creatura, il Signore che ne ha bisogno.

 

Il perché fondamentale dello sguardo, della scelta del Signore non ci appartiene. La seduzione di Dio è segreta. Interrogando direttamente Pierluigi, la risposta che giunge è la stessa proferita dal profeta Geremia: “ Mi ha sedotto, Iahvé, e io mi sono lasciato sedurre”. (Ger 20,7) Se non fosse così, perché mai saremmo qui a parlarne? E’ che da tale seduzione, ne usciamo sedotti un po’ tutti.

 

E’ inutile ricordare che il “Seduttore Divino” non costringe, non forza nessuno. Si limita a lanciare un appello, restando in rispettosa attesa di risposta all’invito. Va detto, inoltre, che le trattative – invito e risposta, insistenza e temporeggiamenti, proposte e consenso, richiami e adesione o rifiuto – si svolgono sempre a due. Senza testimoni. Senza curiosi. Fuori trapelano soltanto briciole. Ma la trama essenziale dell’avvenimento resta segreta. L’interessato stesso, se anche lo volesse, saprebbe soltanto balbettare la sua confusione, il proprio stupore, senza riuscire a spiegarlo.

 

Per la nostra sete di sapere,  una spiegazione invece la troviamo nel Vangelo di Matteo: “1 Gesù e i discepoli stavano avvicinandosi a Gerusalemme. Quando arrivarono al villaggio di Bètfage, vicino al monte degli Ulivi, Gesù mandò avanti due discepoli.

2 Disse loro: «Andate nel villaggio che è qui di fronte a voi, e subito troverete un'asina e il suo puledro, legati. Slegateli e portateli a me.

3 E se qualcuno vi domanda qualcosa, dite così: È il Signore che ne ha bisogno». Mt 21,1-4)

 

E’ il Signore che posa gl’occhi su una creatura, il Signore che “ ne ha bisogno”.

 

Consacrati a Dio nel matrimonio o nella vita religiosa, in ogni chiamata, quando si decide di seguire il Cristo, la strada è unica: “Poi a tutti diceva: ‘Se qualcuno vuol venire con me, smetta di pensare a se stesso ma prenda ogni giorno la sua croce e mi segua” (Lc 9,23).

 

Qualcuno ha scritto che  “quando si decide di seguire Uno che arranca verso il Colle del Teschio portando la croce, non si può farlo come turisti”. Forse è per questo  che il club  per il  turismo spirituale “ è superaffollato, mentre i santi sono tanto ammirati e poco imitati.

 

Tutto ci fa pensare che Pierluigi sia entrato fin dall’infanzia nel gioco di Dio. La Bibbia non esita a dirci che Dominus ludit in orbe terrarum. Il ragazzo è entrato docile, aperto, disposto ad accettare tutte le regole del gioco. Probabilmente nessuno si è accorto di nulla. Oggi constatiamo a quali risultati lo ha condotto quel gioco apparentemente insignificante.

 

Per comprendere la sua vocazione di medico cristiano bisogna passare al Vangelo. Matteo nel descrive ciò che faceva il Maestro, indica indirettamente ai discepoli che cosa significa fare il suo stesso mestiere.

 

Il  “venite, vi farò diventare pescatori di uomini”, di cui riferisce  Marco in  1,17, è l’equivalente del dire: vi insegnerò il mio mestiere. Eccolo:

 

“23 Gesù percorreva tutta la regione della Galilea: insegnava nelle sinagoghe, annunziava il regno di Dio e guariva tutte le malattie e le infermità della gente.

24 Così si parlava di lui anche in tutto il territorio della Siria. Gli portavano allora malati di ogni genere, anche indemoniati, epilettici e paralitici; ed egli li guariva.

25 Grandi folle lo seguivano: venivano dalla Galilea, dalla regione delle Dieci Città, da Gerusalemme, dalla Giudea e dai territori al di là del fiume Giordano.” ( Matt. 4, 23-25)

 

L’evangelista Luca scrive che Gesù, dopo aver scelto i settantadue,  ( ci siamo dentro anche noi ) dice loro:

 

“ Quando andate in una città (leggo “la città ospedaliera”), se qualcuno vi accoglie, mangiate quel che vi offre (leggo “condividete”). Guarite i malati che trovate e dite loro: Il Regno di Dio ora è vicino a voi! ( leggo “evangelizzare attraverso il sanare ” “ (Lc.10,8-9).

 

Il Dr. Micheli ha fatto il mestiere di Gesù, ha marciato in quest’ottica. Che fosse motivato evangelicamente, lo dimostrano i suoi appunti, lo certificano i suoi pazienti.

 

Scrive: “ Gli uomini con il loro gran parlare hanno reso meno credibile Gesù. I clamori hanno soffocato la sua voce” (f.110). Poi entra nel particolare, parla di se stesso: “ Ho capito che non dobbiamo chiuderci nel nostro particolare   ma dobbiamo scendere in mezzo agli uomini. Ho visto che i quotidiano è sofferenza se non accettato evangelicamente: “ Io vi ho mandato come agnelli in mezzo ai lupi” (Lc 10,3) Ma ho imparato che solo attraverso la tribolazione si può entrare in comunione con gli altri uomini e trovare il senso della vita. Il senso della vita è comunione: Il Regno di Dio è comunione” (f.92).

 

La prova del nove per verificare la santità di Pierluigi è di processarlo anticipatamente secondo il criterio che Dio terrà nell’annunciato giudizio finale. Noi sappiamo su che cosa verterà. Ce lo spiega molto chiaramente Matteo:

 

“34 «Allora il re dirà ai giusti:- Venite, voi che siete i benedetti dal Padre mio; entrate nel regno che è stato preparato per voi fin dalla creazione del mondo.

35 Perché, io ho avuto fame e voi mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato nella vostra casa;

36 ero nudo e mi avete dato i vestiti; ero malato e siete venuti a curarmi; ero in prigione e siete venuti a trovarmi.

37 «E i giusti diranno:

- Signore, ma quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere?

38 Quando ti abbiamo incontrato forestiero e ti abbiamo ospitato nella nostra casa, o nudo e ti abbiamo dato i vestiti?

39 Quando ti abbiamo visto malato o in prigione e siamo venuti a trovarti?

40 «Il re risponderà:- In verità, vi dico che tutte le volte che avete fatto ciò a uno dei più piccoli di questi miei fratelli, lo avete fatto a me! “ (Mt. 25, 24-40)

 

Se dipendesse da me: promosso con 110 e lode.

 




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