PIERLUIGI MICHELI - Medico di Dio nella città dell'uomo | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
VITA SECONDO O SPIRITO
15:19, 16 January 2007
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VITA SECONDO LO SPIRITO La chiave di lettura di questa santità può essere anche un’alta, ossia la lettera di Paolo ai Romani, 8,5: “5 Quanti si lasciano guidare dallo Spirito si preoccupano di quel che vuole lo Spirito. Quanti si lasciano guidare dalla propria debolezza cercano di soddisfare il loro egoismo. 6 Seguire l'egoismo conduce alla morte, seguire lo Spirito conduce alla vita e alla pace “ (Rom 8,5-6) . Micheli è un uomo spirituale. Che cosa significa? Ha vissuto una “vita secondo lo Spirito” (Rom.8,5). Detto così però, sappiamo come prima. Ma chi è in grado di commentarci adeguatamente questo passo? Un piccolo fatto di cronaca. La mia casa dispone di una cantina resa abitabile, dove non si conserva vino ma soltanto libri e mie tele di nessun valore. Per me è rifugio, pensatoio, laboratorio artistico e non, deposito di ciò che non trova altra collocazione. L’altro giorno, scendo a cercare un libro di Carlo Carretto, pensando che, forse, avrebbe potuto aiutarmi ad inquadrare Pierluigi nella spiritualità contemporanea. Nel mio ordine di catalogazione, affidato semplicemente alla memoria, non lo trovo. Mi cade l’occhio su un volume ricoperto con carta da settimanale. Lo sfilo dal parcheggio e mi esce un altro Carlo: una raccolta di scritti dell’ Arcivescovo Carlo Maria Martini. Per curiosità lo apro a metà e finisco puntualmente nel commento al citato passo della Lettera di Paolo ai cristiani di Roma: “vita secondo lo Spirito”. Stupisco, sorrido a Pierluigi per gli scherzi della Grazia e ringrazio il Prestigiatore. Del resto, si sapeva: Dominus ludit in orbe terrarum. Avrei voluto riassumere questa lunga relazione tenuta dal Cardinale alla facoltà di architettura di Milano il 30 marzo 1992. Vi ho rinunciato perché ogni concetto è concatenato. Trattandosi di parole così illuminanti, vale la pena affrontare una piccola fatica, prontamente compensata. Il Cardinale ci indica i criteri di lettura della spiritualità e, quindi, della santità contemporanea. Vale la pena di avviarsi su questi sentieri sassosi, in salita, sulle alture del mare di Galilea. E’ un antidoto sia per evitare di parlare a sproposito di santità che per il suo contrario: non osare a parlarne, per pudore o per imbarazzo. L’Arcivescovo, riferendosi alla lettera ai Romani che parla di “una vita secondo lo Spirito” inizia col chiedersi:
In maniera preliminare si può intendere per “spirito” l’autotrascendenza umana, il desiderio di autenticità, quel qualcosa dentro di me, che mi spinge ad andare oltre, ad andare sempre più in là.
Ovviamente si tratta di un pleonasma, dal momento che sulla terra non c’è che spiritualità umana; ogni spiritualità, anche religiosa, è umana. Cerco di specificare meglio. Se la “spiritualità” umana è (come abbiamo detto) la condizione di chi accetta di autotrascendersi, di andare al di là di sé, di camminare verso la propria autenticità, possiamo aggiungere che tale movimento è leggibile in ogni storia dello spirito umano. Consideriamo, per esempio, la formazione del pensiero scientifico; essa consta fondamentalmente di quattro tappe:
Possiamo dunque affermare che la spiritualità umana si pone in obbedienza a quattro precetti essenziali: sii attento, sii intelligente, sii responsabile, sii capace di giocarti per quanto appare giusto e vero. Senza questo cammino quadruplice non si ha sforzo di autenticità, non si ha vita secondo lo spirito, non si ha spiritualità; si ha invece approssimatività, o deriva o degrado. Quando il cammino viene percorso secondo le quattro tappe, allora fioriscono vari ambienti della spiritualità umana: culturale, sociale, civico, politico, scientifico, filosofico, artistico, religioso. E la spiritualità delle religioni è, appunto, un caso serio, forte, della spiritualità umana; un caso serio e forte perché non settoriale, ma globale, di autotrascendenza e di autenticità.” L’Arcivescovo ha evidenziato molto chiaramente sia il senso che il contesto della spiritualità cristiana. Mi sembra che Pierluigi Micheli abbia camminato su questo binario facendo suoi i quattro precetti essenziali: · sii attento, · sii intelligente, · sii responsabile, · sii capace di giocarti per quanto appare giusto e vero. Il Cardinale però ci aiuta a fare un altro passo fondamentale, rispondendo a una precisa domanda: 3 “ Che cos’è la spiritualità cristiana? La definizione non cambia: è “vita secondo lo Spirito”, dove però non si intende più lo spirito in senso universale e generico, ma determinato e concreto, cioè lo Spirito di Gesù Cristo. Per il cristiano, vivere “secondo lo Spirito” significa lasciarsi muovere, ispirare, condurre da quello Spirito che ha mosso, ispirato, condotto Gesù Cristo. La spiritualità cristiana ha quindi il suo punto di riferimento principale e preciso in Cristo, così come è presentato dai quattro Vangeli (pensiamo alle beatitudini, al discorso della montagna, alle parabole). In secondo luogo, essa ha come punti di riferimento concreti le figure storiche a cui, lungo i secoli, è stato riconosciuto il carattere di “quinto evangelio”, come direbbe Pomilio, cioè di ripresentazione autentica, nel proprio tempo, della vita secondo lo Spirito o della spiritualità che era in Gesù Cristo. Così è possibile parlare di spiritualità di un s. Ambrogio o di un s. Agostino nel IV secolo e inizio V secolo; di un s. Gregorio Magno nella fine del V secolo e nell’inizio del VI secolo; di un s. Bernardo nel secolo IX; di un san Francesco d’Assisi nel XXII secolo; della spiritualità di Ignazio e Giovanni della Croce ( ed aggiungo io della spiritualità di Giovanni di Dio, creatore dell’ospedale moderno ) nel XVI secolo; di Giovanni Bosco nel XIX secolo; di Massimiliano Kolbe e di Edith Stein nel nostro secolo. E’ secondo questi canoni concreti che si può parlare di spiritualità cristiana senza cadere in ideologie lontane dalla vita o addirittura alienanti.” { Last Page } { Page 20 of 35 } { Next Page } |
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