SHORTBUS
l'ho visto. ancora sto interdetto. è molto bello. si vede tutto. ma è molto bello. ma tutto tutto tutto eh. ma bello. mi sono sempre chiesto se fosse possibile arrivare a rappresentare in un film anche il sesso, quello vero, quello senza malizia, non da pornazzo insomma. se fosse giusto chiedere agli attori di giungere ad un simile livello di immedesimazione. a me in questo caso il tentativo sembra riuscito. perchè in shortbus non c'è pornografia, non c'è proprio nulla che non sia finalizzato alla storia. il film parla di sesso e di sentimenti e di emotività, e lo mostra, punto. gli attori sono davvero incredibili. si respira un'aria di confidenza, di intimità, sembra di trovarsi lì insieme a loro in quel posto strano e grottesco. e la colonna sonora mi è sembrata stupenda, yo la tengo, ok, e Scott Matthew, che non conosco e mi ha molto colpito. la scena iniziale è davvero spiazzante e la prima sensazione è quella di quando vedi una scena di sesso davanti ai tuoi, moltiplicata per 1000. ma se ti rilassi, e guardi il film con spirito aperto, molto aperto, non ci fai più caso. e la scena finale è bellissima. rimango intedetto perchè ancora adesso non riesco a capire se, in questa pellicola, da qualche parte la bellezza finisca e inizi la semplice provocazione. ma bella.
m.
a sostegno della tesi della bellezza e della naturalezza porto questa intervista a John Cameron Mitchell che mi sembra davvero illuminante..
"Il produttore Howard Gertler, il direttore del casting Susan Shopmaker e io nel 2003 abbiamo deciso di fare dei provini. Abbiamo evitato gli agenti e le star – le star non hanno sesso. Inoltre sapevo che avrei voluto fare un workshop della durata di un anno circa e le star non fanno cose del genere. Invece, siccome non avevamo soldi per mettere degli annunci, abbiamo pubblicizzato le audizioni su diversi giornali alternativi invitando chiunque - attori esperti e non – a visitare il nostro sito, a leggere quello che stavamo cercando di fare e spedirci delle cassette. Io suggerivo che nelle cassette parlassero di un’esperienza sessuale che per loro era stata particolarmente significativa dal punto di vista emotivo. Gli dicevo di mettere qualsiasi cosa potesse aiutarci a conoscerli. Il sito ha avuto più di mezzo milione di contatti e abbiamo ricevuto circa 500 cassette. Molti parlavano davanti alla macchina da presa, altri hanno realizzato dei cortometraggi, altri ancora cantavano, altri si masturbavano. Alla fine per i provini abbiamo scelto una quarantina di persone. Avevamo pochissimi soldi e gli attori si sono dovuti pagare il viaggio da soli. A tutti era stato detto che le audizioni si sarebbero basate sull’improvvisazione ma che non ci sarebbe stato del sesso – non volevo che si spaventassero. Volevo che dalle audizioni uscisse qualcosa di profondo, volevo che gli attori creassero insieme a noi e che man mano si costruisse fra di noi un rapporto di fiducia. All’epoca ogni mese facevo una festa (che si chiamava Shortbus). Volevo creare un’atmosfera da festa di liceali, mettevamo qualsiasi tipo di musica. I miei amici e io eravamo dei dj molto eclettici – io mi ero specializzato in lenti. Ho fatto una festa Shortbus per i 40 attori che avevamo selezionato per le audizioni. Abbiamo fatto il gioco della bottiglia con un centinaio di persone. Così siamo riusciti a rompere il ghiaccio. Il giorno dopo, tutti gli attori hanno guardato le loro cassette insieme agli altri. E’ stato difficile, i contenuti delle cassette spesso erano veramente personali. Ma questo ha fatto sì che ognuno di noi capisse che ci trovavamo tutti nella stessa barca. Abbiamo passato solo pochi giorni insieme e avevo bisogno di capire subito chi era sessualmente attratto da chi, chi aveva il potenziale per far parte di una coppia nel film. Avevamo un’urna segreta e ognuno doveva dare un voto, su una scala da 1 a 4, a tutti gli altri, così ci saremmo potuti rendere conto della situazione. Era tutto molto strano e divertente. Alla fine abbiamo fatto un enorme cartello - una griglia con delle croci che mostravano chi era attratto da chi. Ci ha fatto risparmiare moltissimo tempo. Per le prime improvvisazioni abbiamo messo insieme le persone che si erano date il massimo dei voti. A quel punto è venuto fuori molto velocemente chi fossero gli attori naturali, sia che avessero studiato oppure no. Volevamo delle persone che fossero in grado di improvvisare sulla base di un testo scritto pur mantenendo una struttura della scena piuttosto precisa. Non è proprio pura improvvisazione. Stavamo cercando persone intelligenti, carismatiche, che riuscissero a interagire bene con gli altri. Quelli che volevano fare i protagonisti a tutti i costi li abbiamo eliminati. Ho scelto gli attori più interesanti e compatibili gli uni con gli altri e abbiamo cominciato il nostro primo workshop di improvvisazione. Avremmo trovato insieme i personaggi e la storia."
lo dicevo io..
m.
“I mostri che abbiamo dentro”…come nella canzone di Gaber…li sento ora dopo aver visto Short bus..è troppo complicato raccontare tutto. Non importa. Dopo aver visto questo film ho scoperto di avere paura di inseguire solo quello che mi fa bene e piacere come in omaggio ad una fede che in realtà sento radicata in me più per timore che per rispetto..più che omaggio ad una fede, un omaggio al senso del peccato…come una fiamma che rimane accesa grazie ai piccoli gesti pensieri atteggiamenti quotidiani che tengono cheta la propria immagine di qualcosa. Sarebbe bello spogliarsi di tutto per non dover vivere ad immagine di qualcosa… In questo film di comportamenti assurdi all’inizio e tanto normali alla fine, persino privi di un qualunque anche il più banale dei significati…il desiderio di smitizzare tutto per vivere se stessi e scoprire dove andare, e soprattutto come. La libertà… ma poi mi dico: davvero libertà?…non capisco cos’è la libertà: imparare ad esserlo è già un controsenso…ma esserlo senza sapere cosa cercare ..bè, come si fa a sentircisi..liberi intendo… Il dramma che questo film rappresenta e che mi ha toccato profondamente è la grandezza di cui è capace il mondo là fuori e la possibilità che si fermi a un passo da te, incapace di penetrare oltre lo strato della tua pelle...la diffcoltà di sentirti parte del mondo anche quando hai tutto per sorridere, come una persona da amare... La dolcezza della scena finale ti fa uscire dalla sala con la voglia se non altro di provarci:inseguire quello che sei senza timori. chiara
La sensazione che hai quando si accendono le luci è quella di aver visto qualcosa che non è proprio un film, se non fosse per il fatto che poi ti rendi conto di essere in sala e non lì dentro. non sembra proprio un film ma uno spaccato sulla vita di qualcuno, qualcuno che puoi essere tu o il tuo vicino di posto se solo hai dentro tutta la libertà che viene urlata lì, se solo puoi non sentirti così frenata dal pudore o dall' ignoranza dei tuoi sensi. non c'è niente di volgare se riesci a vederlo così. se riesci a vederlo così riesci anche a cogliere la sofferenza per il bisogno di condividere la tua intimità, quella che credi di non poter confessare a nessuno ma che grazie forse anche ad un "film" sai che puoi vivere e comunicare senza vergona, senza paura di essere solo perchè il tuo vicino, e tutti i tuoi vicini hanno gli stessi tormenti e le stesse passioni. quello che è diverso è solo il modo di liberarle.o non. se poi scopri che l'eros, quello vero, è uno tra i due tuoi primi istinti ed è quello che ti fa sopravvivere allora scopri anche che è vero che puoi permetterti tutto come vuole Shortbus e come in fondo vuoi anche tu...certo solo un "film" non basta, però aiuta. M.M.
saturday night fever
sabato sera avrei voluto andare "in viaggio con evie", ma ho fatto tardi e lei è partita senza di me. perciò ho preso un piccolo bus.. che e m'ha portato al cinema. in una new york a forma di presepe, molto al passo col periodo, mi sono fermata in questo locale dove ho incrociato personaggi particolari. una sessuologa preorgasmica, che preferisce essere chiamata terapista di coppia una coppia gay di jamie, in cui uno dei due è, oltre che regista di se stesso, anche un aspirante suicida, e una masochista dal nome equivoco, jennifer aniston (ma come le dicono: al mondo c'è posto per due) storie di vita sessuale che si intrecciano, metaforicamente e non solo un film strano, se si definisce porno un film in cui il sesso è di quello vero, direi che posso dire di avere visto il primo porno della mia vita. non imbarazza (anche perché a 30 anni ci facciamo ancora imbarazzare?) diverte pure e riesce a essere stranamente "sottile" nota la scena: jamie che canta l'inno americano nel buco del culo del suo amante. che sia una metafora? mah... lois lane
..per ringraziare lafamigglia per qualche giorno rimettiamo su questa.. m.
QUADROPHENIA

nel contesto del movimento modernista sorto nella londra dei primi anni sessanta, una storia di presa di coscienza della confusione mentale che assilla un giovane, ma che investe un pò tutti a quell'età, alle prese con falsi miti, ideali superficiali, amicizie vere e passioni passeggere. la contrapposizione tra i mods, vespe-parka-vestiti su misura, e i rockets, moto-giacche di pelle-gelatina, è soltanto lo spunto dal quale il regista franc roddam e i produttori, ed effettivi padri del progetto, gli who, sono partiti per descrivere un momento della vita in cui è facile perdersi nell'apparenza, per sfuggire alla piatta realtà. ma ciò che ha fatto di questa pellicola un piccolo oggetto di culto è proprio l'ambientazione, la testimonianza di un momento di ribellione agli standard imposti dalla società inglese degli anni 50, e la musica, spettacolare, non solo degli who, anche l' r&b americano a cavallo fra fifties e sixties e il modern jazz, al quale il movimento, tra l'altro, deve il proprio nome. in modo autoironico e autobiografico, gli who hanno scelto proprio l'ambiente che li ha lanciati per descrivere quella sensazione di smarrimento, di scissione della personalità, quella schizofrenia che nemmeno questo termine riesce a spiegare fino in fondo.. quella quadrophenia.. appunto.
m.
PETIZIONE NESSUN HOBBIT SENZA PETER JACKSON!

A tutti coloro che hanno amato la trilogia del Signore degli Anelli e il cinema di Peter Jackson,
la casa di produzione della trilogia di Tolkien ha tolto di mezzo Mr Jackson dalla produzione dell'adattamento in due parti dello Hobbit, avendo una causa in corso con il regista a cui spettano ancora delle percentuali sul primo film della trilogia, i fans si sono già scatenati in tutto il mondo, facciamo anche noi la nostra parte andando al seguente link:
http://www.theonering.net/perl/newsview/8/1164129588
su questa pagina troverete vari link a petizioni e alla lettera che Mr Jackson ha scritto ai suoi fans.
c'è ancora speranza per questa magnifica saga, infatti la MGM che detiene parte dei diritti, vuole ancora Peter Jackson! aiutiamo a chiarire le idee alla New Line.
THE DEPARTED

non ci sono più i brutti di una volta
de niro, harvey keitel, joe pesci. le loro pulsioni i loro pensieri. il fatto è che erano brutti, magari affascinanti persino magnetici, ma brutti. ci puoi mettere tutto l'impegno del mondo ma se sei un ragazzone biondo con gli occhi azzurri e l'aria da fico non mi trasmetterai mai sensazioni sincere. la mano è sempre quella. storia colonna sonora movimenti di camera. ma a mio parere è sempre più debole, manca quel coraggio infinito che era quasi incoscienza, nel dare peso alle emozioni più che alle azioni. ti ci affezionavi a quei disgraziati, pure i peggiori, perchè non erano semplicemente cattivi, come anche nicholson stavolta, erano pure brutti. avevano sogni da poco e storie da poco e donne da poco. un po come sto film, che per essere di scorsese mi sembra proprio da poco. ben vengano i film d'intrattenimento ma da un autore che considero un artista mi aspettavo altro.
m.
PROFUMO - storia di un assassino

Profumo, storia di un assassino, tratto dal Romanzo di Süskind, un libro amato tra gli altri da Stanley Kubrick, che ne avrebbe voluto trarre un film, purtroppo non abbiamo potuto vedere realizzato questo sogno, come avremmo voluto vedere ogni idea di Kubrick realizzata per lo schermo, ma ieri perdendomi nella visione di questo adattamento firmato da Tom Tykwer, regista di Lola Corre, ho avvertito dei fremiti, delle emozioni che mi hanno ricordato da vicino, la cura del dettaglio, il realismo delle atmosfere, l’utilizzo pressochè perfetto ed instillato come gocce di rugiada, della musica, di film che ho amato, come Barry Lindon di Kubrick e i Diavoli di Ken Russell, dove, come in quest’ultimo troviamo emozione in ogni angolo del film, scenografie, meravigliose, stilisticamente perfette, costumi e make-up regalano al film un atmosfera di realismo estremo, fatto di immondizia, sporcizia,, fango, malattie, un immersione totale in un epoca così troppo spesso trattata nei film come uno spettacolo teatrale e non come uno squarcio temporale in un’altra epoca, la musica enorme, magnifica, un emozione distillata goccia a goccia, con una cura, non da regista, ma da autore che propaga le sue emozioni e il suo punto di vista in ogni singolo frame di questa perla con un anima, come di rado si vede oggi giorno, un romanzo che tutti hanno giudicato difficilmente adattabile, Tom Tykwer è riuscito nell’intento, soddisfando, sia il lettore innamorato del romanzo, sia l’incosciente spettatore, è riuscito ad inebriare il pubblico, sostituendo gli odori alle immagini, attori straordinari sopra a tutti, il grande protagonista, Ben Whishaw, poche parole durante tutto il film, regala un intensità straordinaria, uno sguardo che buca lo schermo e regge un personaggio difficile da rendere con un bagaglio di sfumature ed emozioni calibrate senza mai cadere nel “di più”; un interpretazione dalla rara bellezza.
Dustin Hoffman, grande come sempre è stato, anche nella più piccola parte riesce a regalare grandi momenti e ci fa credere di essere esperto in tutte le arti, qui interpreta il mastro profumiere e quando insegna l’arte del profumo al protagonista, sembra impartire lezioni di recitazione, uno dei pochi attori che riesce a far vivere un personaggio in costume con estrema naturalezza, come a volerci ricordare che in ogni epoca è esistita la naturalezza dei gesti e degli sguardi, non contemporanei, ovviamente, ma più vicini di quello che solitamente propongono registi e attori, per i personaggi d’epoca, gente imbalsamata, dove il costume è più vivo del personaggio.
Questo film è di una bellezza estetica immensa, musica, immagini, montaggio, interpretazioni, donano un impatto emotivo di altissimo livello, un film che non si dimentica. Un capolavoro
a.a.
"CINE DE MIEDO" - IL TERRORE ARRIVA DALLA SPAGNA
"Io non amo gli effetti speciali, preferisco quelli meccanici più realistici. Somigliano di più al tipo di cinema che cerco di fare, perchè il film d'orrore non abita solo nella paura, è dentro alle storie d'amore, nella fragilità degli uomini, nel complesso di emozioni che la paura prende corpo. E i luoghi sono il riflesso di tutto questo, devono palpitare come veri organismi. Parlare di fantasmi non significa raccontare di gente morta, ma di gente viva. E la presenza dei fantasmi parla della difficoltà dei vivi di accettare la morte. E' qui la paura vera, non in un effetto speciale.". Jaume Balaguerò su 'L'Espresso'. La ricetta appare semplice, gli ingredienti sono lì a portata di tutti, eppure le parole del giovane regista spagnolo stupiscono e lasciano il segno. Il modello americano di cinema horror, quello ripetitivo, seriale, che punta tutto sull'effimero stupore da effetti speciali, sul coinvolgimento soltanto sensuale e non intellettuale dello spettatore più sprovveduto, da tempo ha abbandonato i propri veri amanti, costretti a tradirlo saltuariamente con generi diversi per trovare ancora un po' di tensione, un po di "miedo", appunto. Soltanto i grandi vecchi del genere, Carpenter, Craven e qualche outsider proveniente dal thriller, sono riusciti negli ultimi anni a farci sentire qualcosina, ma niente a che vedere con l'orrore degli anni '70 e '80, che ancora oggi risulta molto più destabilizzante. La rinascita del genere, sperando che di rinascita vera si possa parlare, sembra allora poter arrivare dai continenti più vecchi, dall'Asia e dall'Europa.
In Spagna, in particolare, il "cine de miedo" sembra trainare l'intera industria cinematografica, riscuotendo successi e apprezzamenti anche da parte dei più affezionati del genere. Quest'anno le nostre sale saranno invase da moltissimi titoli di registi giovani, alle loro prime o seconde opere, venuti sù a forza di Argento, Bava e D'Amato, che non sono improbabili doni di magi impazziti, ma maestri indiscussi dell'horror, che hanno fatto scuola in tutto il mondo partendo dall'Europa con pochissimi mezzi, ma con tante idee. Sceneggiature colte e profonde, scenografie artigianali curatissime nei dettagli, locations evocative, personaggi carichi di spessore drammaturgico, strutture narrative che richiamano gli schemi classici del genere e non solo, questa è la lezione che hanno cercato di mettere in pratica Balaguerò ("Fragile" e "Para entrar a vivir"), Hernandez ("Oculto"), de la Madrid ("La Monja"), Camara ("Dementia"), Baròn ("H6"). Alle spalle di questo fenomeno c'è un intelligente lavoro produttivo, nato grazie alla capacità imprenditoriale venata di genialità del signor Julio Hernandez. Già attivo in vari settori del mercato, dalla ristorazione all'immobiliare, l'imprenditore galiziano, negli anni '80, entrato in possesso di vaste strutture industriali da riconvertire nei pressi di Barcellona, decide di farne una città del cinema. Per realizzare il progetto chiama Stuard Gordon e Brian Yuzna, maestri del B movie americano, affidando loro il compito di produrre film a basso costo, in lingua inglese, con attori sconosciuti e tecnici europei di scuola arigianale. La Filmax-Fantastic Factory vede così la luce alla fine degli anni '90 e ben presto conquista il mercato spagnolo e quello asiatico, grazie alla fiducia riposta nei suoi giovani talenti e nelle loro "historias para no dormir". L'onda di questo successo sta per arrivare anche qui.. vediamo se fa davvero così paura.
m.
HORROR MADE IN ENGLAND
 
Per chi ama l’Horror, vi consiglio due film, “Dog Soldiers” e “The Descent”,
di Neil Marshall, 36enne regista inglese, che con questi due film ha rinvigorito il genere, dimostrando all’america che il genere Horror può dare ancora emozioni e soprattutto può ancora sfornare ottimi prodotti, Marshall, infatti, pur lavorando a basso costo, riesce a regalare buonissimi film di genere, riuscendo a mantenere la tensione per tutto il film ad alti livelli e una buone dose di ironia.
Nei suoi film, tra l’altro scritti da lui, riusciamo ad avere, come di rado capita in questo sottovalutato genere, delle ottime interpretazioni, made in england, gli attori lavorano con naturalezza e profondità, come se non fossero in un film horror, ma in un film dalle forti componenti drammatiche, donando ai personaggi uno spessore difficile da ottenere in questo tipo di film e un senso di verità, che spinge lo spettatore ad un maggiore coinvolgimento. Le sceneggiature sono originali e i finali non propongono mai l’ormai stanco clichè del finale rocambolesco tutto effetti speciali, al quale ci ha abituati la produzione americana e tutti i suoi stanchi remake di grandi Horror anni ’70 e ’80, che sembra aver invaso le menti di tutti i produttori americani.
Da vedere entrambi.
Buona visione
a.a.
HELP TO SAVE POIROT SERIES!

Next January 12, 2007, marks the 31-year anniversary of the death of Agatha Christie. What better Tribute to Agatha Christie than a special effort from her fans to save the wonderful Poirot series to complete her Poirot canon?
For those of you unfamiliar with the problem occours on this wonderful series:
The main sponsor A&E (USA) have pulled out of investing in UK based films. The other company involved , PBS do not have the resources to fund the episodes. Granada Television who is the UK channel which Poirot goes out on are making four "Miss Marples" instead as these are much cheaper.
There are still 12 books + 1 short story collection, 1 short story and 1 Stage Play of "Poirot" which haven’t been filmed yet, including "Orient Express"!!!!
Here below the list of all titles not yet filmed:
The Big Four Murder on the Orient Express Three-Act Tragedy Appointment with Death Mrs McGinty's Dead Dead Man's Folly Cat Among The Pigeons The Clocks Third Girl Hallowe'en Party Elephants Can Remember Curtain The Labors of Hercules (Short Story Collection) The Lemesurier Inheritance (Short Story)
Black Coffee (Stage Play)
WE WANT EVERY SINGLE AGATHA CHRISTIE’S POIROT ADVENTURE TO BE FILMED WITH THE GREAT DAVID SUCHET.
PLEASE DON’T INTERRUPT THIS WONDERFUL SERIES! COMPLETE THE CANON!
JOIN THE CAMPAIGN ON JANUARY 12, TO SAVE POIROT SERIES TO COMPLETE THE CANON!
So, what's the plan? Write to A&E, GRANADA, PBS, CHORION and let our voices be heard! We want to bombard A&E, GRANADA, PBS, CHORION with letters all mailed on the same day: JANUARY 12, 2007, to honor the GREAT AGATHA CHRISTIE’S OPERA and this wonderful and very special POIROT SERIES. And overall David Suchet and his astonished portrayal of Poirot, he will be forever the most great actor in this role.
Poirot won two BAFTA awards in 1990, then had more BAFTA nominations as Best Drama Series in 1991 and 1992. This shows how prestigious the series are considered today.
While we're planning a snail mail campaign, feel free to send e-mails, too.
Please join us in our campaign, and tell all your friends.
Below, we've provided the addresses for the PRODUCERS, if you have more and fresh address, mail me or sign in the comment section.. in your letters please be polite.
Note: please remember to ONLY send them on JANUARY 12, 2007.
object:SAVE POIROT SERIES!
Address all correspondence to:
A&E:
http://www.aetv.com/ , scroll down and click on contact us.
PBS
http://www.pbs.org/aboutsite/aboutsite_emailform.html
GRANADA:
http://www.itv.com/page.asp?partid=1215
Granada -
The London Television Centre, Upper Ground, London SE1 9LT United Kingdom
CHORION
Chorion Limited Aldwych House 81 Aldwych London, WC2B 4HN
Tel: +44 20 7061 3800 Fax: +44 20 7061 3801
Banner Ad: To put the Campaign banner on your website, just right-click (or Control-click on the Mac) on the image above and save it to your hard drive. When you set up your link, point to: http://www.tuoblog.it/movieaters/
Another great petition is start here, please sign this one too!:
http://www.petitiononline.com/Poirot06/petition.html
"If A&E continues to want to do them, then of course I’ll do more. It all remains to be seen whether they want to make more because now they have the option. It’s not with ITV—it’s not with England anymore. But it was really great coming back to the character.." -- David Suchet --The Strand Magazine, April-July, 2002 --
"The last story, Curtains, is different from all the rest, and I'd love to do that eventually. He's in retirement, as thin as a rake, and he's crippled with arthritis - Dame Agatha REALLY wanted to kill off her creation, but her publishers wouldn't allow her to bring out the book until after her own death. And when he was killed off, the event made the front page of the New York Times - now you tell me which other fictional character has ever achieved that? Remarkable, isn't it! It IS somewhat daunting to know that you are creating, in the flesh, one of literature's most popular characters......... I've filmed all over the world, and you know, if you go into a bookshop, whether it is in Tunisia, Morocco, The Far East or where-ever, there's a Poirot mystery on the shelf somewhere".
-- David Suchet --
" . . .The great comfort is that I once went to lunch with Ms. Christie's daughter Rosalind and her husband Anthony Hicks, and she revealed that she never thought that Dame Agatha had never thought that any previous Poirot was right, that most of them had all been too jokey. But that Mrs. Hicks thought that she would have approved wholeheartedly of what I do. The whole point is to serve Agatha Christie, and to get it right. And Mr. Hicks, bless him, gave me another vital clue. He said 'Never forget, we can laugh with Poirot, but never at him', and I think that's so true". -- David Suchet --
Sites That Have Joined the Campaign:
http://www.stylescourt.net/index2.html
http://www.freewebs.com/poirot/
http://www.chez.com/herculepoirot/
http://marys-agatha-christie-blog.blogspot.com/
http://www.all-about-agatha-christie.com/hercule-poirot.html
Many thanks to everyone who will join our Poirot series campaign.
a.a.
SUPERMAN II : Richard Donner Vs Richard Lester

Per chi non conoscesse la Genesi tortuosa del seguito di "Superman - The Movie", ecco un'introduzione che vi farà completamente cambiare visione su "Superman II" così come ci è stato propinato per 3 decadi.
30 anni fa, dei produttori europei, i Salkind, padre e figlio, ebbero la grande idea di produrre Superman per il grande schermo.
Ingaggiarono Marlon Brando e Mario Puzo, per assicurarsi dei nomi titanici per il cast e per ottenere i giusti contatti per distribuire su grande scala il film.
Così ebbe inizio la pre-produzione di questo enorme progetto.
Inizialmente il film doveva essere girato a cinecittà, per diminuire i costi e doveva essere diretto dal britannico Guy Hamilton, ma, per problemi di evasione fiscale, il regista non poteva girare in Italia; stessa sorte per Marlon Brando, che, dopo le vicissitudini per ultimo tango a Parigi di Bernardo Bertolucci, non poteva più rientrare in Italia.
Fu così che la produzione fu spostata in Inghilterra e iniziò la ricerca di un altro regista.
A pre-produzione avviata fu finalmente proposto il film a Richard Donner.. e qui la giusta chiusura sarebbe…"e tutto il resto è storia" … e invece qui inizia una storia diversa, non detta, o meglio poco conosciuta e non ancora chiarita, sulla complicata produzione di questo capolavoro.
Eccone una parte raccontata dallo stesso Donner nel corso di un'intervista sul progetto "Superman" pubblicata su Starlog nel 1989:
“Il mio contratto era per due film, così ad ogni persona sotto contratto è stato detto che stavano facendo due film. Abbiamo iniziato simultaneamente le riprese di tutti e due i film e abbiamo filmato ogni cosa con Marlon Brando, Gene Hackman, Ned Betty e Valerie Perrine, dopodichè ci siamo resi conto che, se la nostra scadenza per il primo film era per Natale, avremmo dovuto fermarci e impiegare tutte le nostre forze su quello. Avendo gia completato tutto con questi attori, abbiamo messo da parte "Superman II" e ci siamo concentrati solo sul primo film. Le cose andavano così male tra me e i produttori, che hanno voluto un arbitro e hanno suggerito Richard Lester, io conoscevo Dick, perciò per me non poteva che essere un'ottima cosa..”.
Per la cronaca Lester aveva diretto "I tre moschettieri" e il suo seguito, sempre prodotto dai Salkind, altra produzione che ebbe molti problemi, e infatti lo stesso Lester confessò a Donner che l’unica ragione per cui era contento di unirsi al progetto "Superman" era riuscire ad ottenere i soldi che i Salkind gli dovevano ancora per i film sui moschettieri.
“..Il suo contratto prevedeva che non dovesse essere presente giornalmente o essere sul set se non invitato e in questo Lester si dimostrò molto gentile, una persona deliziosa, abbiamo avuto dei bei momenti insieme..” dice Donner “..qualsiasi cosa mi dovessero dire i Salkind la dicevano a lui e vice versa. Fu quello il suo compito sul film, così siamo diventati grandi amici. Ma tutto è cambiato quando ha preso in mano "Superman II" senza farmi nemmeno una telefonata..”.
Dopo la Prima di "Superman", Donner si aspettava di completare "Superman II", per una probabile realizzazione entro dicembre del ’79.
“Superman è stato un successo, ma i Salkind, per qualche ragione, hanno scelto di non richiamarmi. Dopo aver aspettato circa 6 o 8 settimane, ho ricevuto un telegramma che diceva: ‘i tuoi servizi non sono più richiesti’, come ha riportato un giornale, metà di "Superman II" era già stato filmato" (ora sappiamo che addirittura l’80% del film era già stato completato da Donner). Queste riprese includevano scene chiavi con Marlon Brando come Jor-el che furono tagliate per problemi legali tra l’attore, i Salkind e la Warner.
Lester prese le redini del film continuando le riprese nel luglio 1979.
"Superman II" non vide la luce prima di dicembre 1980 (in Europa) e 1981 (in USA).
Lester rifilmò molte scene già perfettamente realizzate da Donner, per fare in modo, secondo Donner, che i Salkind potessero negargli i credits come direttore.
L’avarizia dei Salkind ha negato al pubblico gran parte dell'interpretazione di Brando nelle vesti di Jor-el.
Furono boicottati da alcuni dei membri del cast e della troupe.
Margot Kidder fu così insistente riguardo al ritorno di Donner, che i produttori le affidarono solo un cameo in "Superman III".
Gene Hackman rifiutò di rifilmare alcune delle sue scene con Lester, e giustamente, visto che aveva già terminato le riprese di "Superman II" con Dick Donner. Per coprire l’assenza di Hackman, per alcune scene, fu necessario l'utilizzo di una controfigura e di un imitatore vocale.
Come la Kidder, anche Christopher Reeve si arrabbiò per il licenziamento di Donner, ma fu contrattualmente obbligato a partecipare al rifacimento di "Superman II".
Ma forse la conseguenza peggiore del licenziamento di Donner è stata la corruzione del tono e dell’unità narrativa che il direttore e lo scrittore Tom Mankiewicz avevano in mente per Superman e il suo seguito. Mankiewicz fu coinvolto nel progetto da Donner per aggiustare lo script originale diviso in due parti, che fu inizialmente scritto da Mario Puzo, in seguito rivisto da David Newman e Robert Benton e poi ancora da Newman e sua moglie Leslie. L'aspetto profondo concepito da Mankiewicz, delle allegorie religiose sottese al mito di Superman, fortemente presente nel primo film, fu un'altra perdita che seguì il licenziamento di Donner. Lester infatti riprese i Newman.
Molte delle revisioni di Mankiewicz furono di conseguenza buttate via e alcuni degli aspetti più deboli dello script originale, come la super-amnesia di Lois, furono reinseriti.
I due film sono sempre stati pianificati come una “miniserie” di 4 ore, come i film sui moschettieri, prodotti sempre dai Salkind, ma la sostituzione di Donner con Lester ha reso "Superman II" un mostro a due teste, o, come recentemente ha dichiarato Michael Thau (montatore/produttore del rimontaggio di ''Superman II donner’s cut'') “una sorta di mostro di Frankenstein”, con le connessioni tra il primo e il secondo molto più sconclusionate, o addirittura inesistenti, rispetto a quanto sarebbe stato se la visione di Donner fosse rimasta integra. A differenza di Donner, Lester ha avuto il lusso di completare l’epica sui Moschettieri senza che nessun’altro subentrasse a metà della lavorazione del secondo film, distruggendo o mettendo in ridicolo il suo lavoro. Il tono dei due film avrebbe dovuto essere molto più armonico, come dimostrano le scene filmate da Donner utilizzate nel seguito e probabilmente è per tutte le ragioni esposte che questo materiale sembra infinitamente superiore a quello girato da Lester e soprattutto molto più simile al primo Superman.
Raccontata la premessa storica, passiamo ora ad un confronto tra le scene volute da Donner per la sua visione di "Superman II", e del materiale filmato rimasto nel limbo per 30 anni, e quello che ha rigirato Lester e che ci hanno fatto passare come il seguito del primo film per tutto questo tempo:
la storia, ovviamente, rimane praticamente la stessa, ma il tono, la narrativa epica, i contenuti e la continuità con il primo cambiano radicalmente.
Prologo Donner:
ripresa degli eventi del primo, concentrandosi sul processo ai tre criminali su Krypton, che Jor-el imprigiona nella zona fantasma, dopo che Zod urla a Jor-el che "un giorno si inchinerà di fronte a lui, lui e i suoi eredi"; presentazione dei personaggi e degli eventi del primo film, fino ad arrivare a Superman che lancia uno dei due missili nello spazio, missile che libererà i tre criminali di Krypton.
Qui abbiamo il primo punto di continuità con il primo film, dove Superman per salvare la terra libera i nemici del padre, che hanno giurato vendetta contro Jor-el e i suoi discendenti. Titoli di testa in linea con il primo.
Prologo Lester:
ripresa eventi del primo, con un montaggio musicale sui titoli di testa.
Prima scena Donner:
Daily Planet il giorno dopo gli eventi del primo film, Lois, guardando una foto di Superman sul giornale, nota la somiglianza con Clark e disegna cappello, giacca e occhiali sulla foto, pochi minuti più tardi dichiara a Clark la sua idea e rischia la sua vita, gettandosi dalla finestra dell’ufficio del capo, per provare la sua teoria; Clark correrà velocissimo giù per le scale e farà cadere Lois sulla bancarella di frutta, ritornerà su e si affaccerà dalla finestra, così da far credere a Lois di aver commesso un errore, per se stessa, quasi fatale.
Lois nella visione di Donner è una reporter investigativa molto brillante, già nel finale del primo il regista fa emergere in Lois il sospetto che Superman e Clark siano la stessa persona e subito, nella prima scena del secondo, continua ed esplora quella linea narrativa, che rende senz’altro il personaggio di Lois molto più intelligente, intuitivo ed intraprendente.
Prima scena Lester:
Lois si trova a Parigi per fare uno scoop su un gruppo di terroristi che hanno preso degli ostaggi sulla torre Eiffel e che minacciano di fare esplodere una bomba; la bomba si attiva, Superman arriva, salva Lois e manda la bomba nello spazio.
Questa scena è stata girata per eliminare la continuità con il primo film, e con la versione di Donner, nella quale è il missile che Superman manda nello spazio nel primo episodio a far esplodere la zona fantasma.
Già dalla prima scena i produttori si sono preoccupati di non far avere i crediti come regista a Donner.
La scena è girata male, con un ingenuità da cartoon (vedi Lois che riesce a salire sulla torre distraendo un gendarme francese chiedendogli di cercare la traduzione della parola “stairs” sul dizionario).
Lex Luthor in carcere e la sua fuga:
qui tutte le scene sono dirette da Donner, visto che, come detto prima, Gene Hackman non è voluto ritornare a rigirare le sue scene, ma, ovviamente, montate da Lester.
Super-criminali sulla Luna:
tutta la sequenza sulla luna è stata girata da Donner, tranne i momenti all’interno della sala controllo Nasa che sono di Lester.
Cascate del Niagara:
purtroppo tutta la sezione delle cascate del Niagara è stata girata da Lester.
Ma fortunatamente possiamo comunque distingure le due versioni, grazie ad uno screen-test, vale a dire un provino, tra Margot Kidder e Christopher Reeve, che ha permesso di ricostruire la visione di Donner per questa parte di storia.
Niagara Donner:
Lois e Clark vengono mandati ad investigare sulle truffe degli alberghi ai danni degli sposini, fingono così di essere una coppia e, dopo che Superman salva un ragazzino che cade nelle cascate del Niagara, Lois torna ad insospettirsi, a tal punto che in camera, parlando con Clark, confessa di aver commesso un errore, di aver sbagliato a rischiare la sua vita al Daily Planet, a quel punto tira fuori una pistola e la punta a Clark per verificare la sua tesi, convinta che una pallottola non farà nulla a Clark, perché Clark è Superman; Clark nega, fingendosi spaventato, Lois spara e non succede nulla; Clark a quel punto è costretto a svelare la sua vera identità e dice a Lois che se Clark fosse stato una persona normale l’avrebbe ucciso e Lois risponde “come? Con una pistola a salve?!...beccato!” e i due sorridono.
N.B: Questa scena non è mai stata girata da Donner, ma è stata filmata, per fortuna, come parte degli screen–test, durante il periodo dei casting; esistono, infatti, sia il provino di Margot Kidder, che quello di Christopher Reeve, nei quali entrambi hanno recitato questa scena, è stato così possibile assemblarla e completare la struttura narrativa secondo la visione di Donner per questo seguito.
Niagara Lester:
qui Lester riutilizza l’idea della scena iniziale di Donner, facendo vedere Lois che si butta in un torrente per svelare l’identità di Clark dopo aver visto Superman casualmente alle cascate del Niagara; Clark riesce a salvarla senza diventare Superman; più tardi, in camera, Clark inciampa nell’orso rosa sintetico che funge da tappeto nella stanza, i suoi occhiali cadono nel fuoco, egli velocemente tenta di recuperarli con la mano, ma a questo punto Lois nota che non si è fatto nessun tipo di ustione.
Il segreto è dunque svelato, ma non per un'intuizione di Lois e il personaggio inevitabilmente si appiattisce rispetto al primo film e alla visione di Donner della reporter.
Lex Luthor scopre la fortezza della solitudine:
questa scena è stata integralmente girata da Donner; di fatto tutte le scene all’interno della fortezza della solitudine sono state completate da Donner, ma poi sostituite o alterate, come quest’ultima, da Lester.
Qui vediamo Luthor scoprire l’utilizzo dei cristalli e venire a conoscenza dell’esistenza dei tre super-criminali; ma vi è una differenza sostanziale tra le due versioni:
Donner:
in questa scena ritroviamo Brando nei panni di Jor-el, che recita una poesia e parla con il figlio svelando la storia dei tre criminali di krypton che sono stati imprigionati nella zona fantasma e spiegando in che modo potrebbero essere liberati.
Un punto focale di continuità tra il primo e il secondo episodio di Donner è riscontrabile proprio nella presenza di Jor-el come unico interlocutore di Superman all’interno della fortezza della solitudine; è un dettaglio che genera forza drammaturgica sia a livello narrativo per lo sviluppo profondo del rapporto padre-figlio, sia come allegoria di Dio che invia sulla terra il proprio figlio per salvare l’umanità, concetto caro a Donner e Mankiewicz.
Lester:
qui Lester utilizza le scene di Hackman e Valerie Perrine girate da Donner, ma inserta il suo nuovo girato nei controcampi, utilizzando un nuovo interprete per la poesia e la madre di Superman, Lara, per svelare la storia dei tre criminali.
Motivazione…? Evitare l’utilizzo di Brando in questa scena; questo comporta un ennesimo allontanamento da tutte le regole stabilite da Donner nel primo film.
Le registrazioni nei cristalli non sono solo di Jor-el, idea che va a scontrarsi contro tutta la logica del primo film; Jor-el, in realtà, è l’unico, che registra i messaggi per il figlio e l’escamotage di Lester altera tutta l’importanza che la figura paterna riveste nel primo e che avrebbe dovuto avere, in maniera esponenziale, anche nel secondo capitolo.
Zod & Co. Arrivano sulla terra:
questa parte purtroppo non è mai stata girata da Donner, ma da Lester.
Donner:
la visione di Donner, per questa parte del film prevedeva, un incontro con dei rangers dai quali i criminali avrebbero avuto nformazioni sul nome del nostro pianeta e sul presidente degli Stati Uniti e di seguito, in un vero e proprio momento catastrofico per tutto il mondo, i tre super-criminali, avrebbero imperversato sul nostro pianeta come in una ”guerra dei mondi”; avremmo visto Zod & co. distruggere monumenti chiave in tutto il mondo, e solo dopo finire a Washington dove Zod avrebbe proclamato il nuovo ordine, il suo, come leader assoluto.
Purtroppo nulla di tutto questo è stato mai girato, quest’ultima sequenza avrebbe senz’altro elevato la scala epica del film e il senso di grandiosità che Donner aveva in mente per questo sequel.
Lester:
di tutto quanto citato prima Lester e i produttori, per diminuire i costi, hanno tenuto solo l’incotro con i rangers, ma stravolgendone il taglio.
Infatti, come possiamo vedere nel film di Lester, i due rangers diventano dei personaggi macchiettistici e la scena perde ogni tipo di tensione drammatica; la stessa cosa capita nella scena precedente, girata da Lester, dove vediamo un pescatore uscito dalle comiche che vede zod camminare sull’acqua e butta via la tazza dalla quale stava bevendo; successivamente il regista fa il medesimo errore nella scena girata al villaggio a est di Houston, nella quale i personaggi e le situazioni sono da fumetto, nel brutto senso del termine: vi sono vari sketch, tipo quello dei militari che rimangono intontiti dopo essere stati scaraventati da per tutto e persino i cattivi sono sopra le righe.
In tale frangente, inoltre, Lester stravolge totalmente e per l’ennesima volta tutte le basi solide di verosimiglianza che Donner aveva stabilito nel primo film, dando ai cattivi poteri mai visti prima, come raggi che escono dalle dita e alzano e spostano oggetti e persone, un elemento che ritornerà anche nel finale rigirato da Lester, che manda all'aria tutto l'impegno profuso in tal senso da Donner nel primo film, e che riduce l'episodio a un mero film-fumetto che quasi sembra parodiare il genere invece di rispettarlo.
Zod & co. Alla Casa Bianca:
tutta la sequenza dell’invasione alla Casa Bianca è stata girata e diretta da Donner, anche se nel montaggio di Lester vi si possono trovare degli elementi comici girati, appunto, dallo stesso Lester.
In linea di massima, in tutto il film, gli episodi nei quali si possono trovare momenti da film parodia costituiscono inserimenti e idee di Lester, che non fanno altro che togliere totalmente la sensazione di tensione che certe scene avrebbero dovuto trasmettere.
In generale i cattivi, come ideati da Donner, dovevano essere, invece, molto più minacciosi di come appaiono nella versione uscita nelle sale.
Clark e Lois alla fortezza della solitudine:
come ho scritto precedentemente, tutte le scene nella fortezza sono state completate da Donner prima del licenziamento, ma nella versione cinematografica non ne troviamo, praticamente, traccia, e quasi tutto è stato rigirato da Lester.
Un punto fondamentale per notare la differenza tra il girato di Donner e quello di Lester è Margot Kidder: nelle scene di Donner sembra essere più in salute, al contrario nelle scene rigirate da Lester risulta essere smagrita, le sue guance sono molto più scavate e la pettinatura è differente.
Donner:
Superman presenta delle immagini della sua vera famiglia a Lois, mangiano insieme e fanno l’amore, successivamente Clark, in abiti civili, parla a Jor-el (qui avremmo avuto ancora Brando) e gli chiede di diventare un uomo normale per amore di Lois; Jor-el mette in guardia il figlio sull’importanza e il valore della sua scelta, ma, nonostante questo, Superman decide di rinunciare ai suoi poteri.
La perdita dei poteri di Superman si sarebbe dovuta vedere da angolazioni alte e lontane della fortezza della solitudine immersa da colori, con Lois che assisteva a questa trasformazione con indosso la parte superiore del costume di Superman.
Lester:
come detto prima Lester ha rigirato molte cose, tra cui tutta la sequenza della perdita dei poteri, con la madre di Superman, Lara, al posto di Jor-el; Superman, nel suo costume, una volta entrato nella camera per perdere i poteri, per magia non solo perderà i poteri, ma anche il costume, uscendo dalla camera in abiti civili.
Qui per risparmiare sugli effetti speciali Lester ha riutilizzato una scena inedita del primo film, inedita fino alla director’s cut del primo film uscito in dvd, dove si vede che l'episodio con Superman avvolto nelle fiamme, non è altro che la scena in cui Luthor testa i poteri di Superman sotto Metropolis.
Un altro errore commesso da Lester in questa parte è stato mostrare Superman in pena durante la perdita dei poteri; infatti, come più avanti evidenzierò, qui viene totalmente abbandonato per strada uno dei climax finali concepiti da Donner.
Egli, infatti, nella sua versione, non mostra un Superman sofferente nella camera, anzi, come si può desumere leggendo la sceneggiatura, non fa vedere affatto Superman: tutta la scena è ripresa in lontananza, così da mantenere vivo il climax finale in cui Superman fa perdere i poteri ai cattivi facendo il doppio gioco.
Nel finale Kal-el, mentre manda i raggi all’esterno, resta protetto all’interno della camera dove precedentemente era entrato per rinunciare ai suoi poteri, ma in quella sequenza non si vedono i cattivi soffrire mentre perdono i poteri, a differenza di ciò che Lester ci ha mostrato con Superman, ad ennesimo esempio dello script totalmente sconclusionato del film uscito nelle sale.
Luthor si presenta alla Casa Bianca a Zod & co.:
tutto girato da Donner, tranne i momenti iniziali prima dell’arrivo di Luthor, dove ovviamente i cattivi sembrano più stupidi.
Clark umiliato:
la scena dove Clark viene umiliato nel diner da un camionista che lo prende a pugni è tutta di Donner, tra l’altro, poco prima che Clark e Lois scendano dall’auto, si può veder sfilare Donner stesso di fianco alla macchina, come amava fare Hitchcock nei suoi film.
Clark ritorna alla fortezza e riacquista i poteri:
questo è il momento più importante di tutto il film per molti motivi: è la scena che, così come ideata da Donner, racchiude tutto il significato della relazione padre-figlio; è la chiusura del cerchio del passaggio che vede il padre diventare il figlio e il figlio, il padre; è il momento allegorico di Dio che tocca l’uomo, come nella creazione di Michelangelo; ed è l’unica scena in tutti e due i film in cui vediamo Marlon Brando e Christopher Reeve, entrambi purtroppo scomparsi, recitare insieme.
Donner:
tornato alla fortezza, Clark parla al padre, umiliato e cosciente di aver commesso un errore enorme, di aver peccato di egoismo nei confronti di tutta l’umanità, ma il padre non può sentirlo, il pannello di controllo è inutilizzabile dopo l’esplosione scaturita durante la perdita dei poteri; vediamo Clark solo e immerso nel silenzio di un luogo ormai privo di vita, in quel momento il cristallo verde che il padre ha messo nella sua astronave, dicendo alla moglie “non sarà mai solo”, lo stesso che lo ha chiamato a 18 anni e che lo ha condotto a nord a creare la fortezza stessa e a ricevere gli insegnamenti di Jor-el, quel cristallo lo chiama per un ultima volta, inserendolo nella console Clark vede comparire nuovamente il padre, che gli comunica che sarà l’ultima volta che potranno parlare: “ora il cerchio è completo, il padre diventa il figlio e il figlio, il padre” ... “ricordati di me figlio mio…”; Clark viene investito da una luce luminosissima e vede per un breve momento
Jor-el materializzarsi accanto a lui, dopodichè troviamo Clark svenuto, Jor-el ha donato la sua energia vitale, rimasta nel cristallo, al figlio, commettendo, di fatto, un suicidio, per ridare i poteri a Kal-el. Dio ha dato vita all’uomo.
Lester:
Lester ha tenuto esclusivamente la prima parte fino a quando il cristallo chiama Clark, ma senza dare nessuna spiegazione su come Clark riacquisti i poteri, direi che si tratta di un buco enorme di sceneggiatura che i produttori e Lester ci hanno lasciato in dono per 30 anni.
Zod & co. invadono il Daily Planet:
come per la fortezza della solitudine, tutte le scene interne al Daily Planet sono state completate da Donner; nel montaggio di Lester figurano dei suoi innesti, ma in linea generale è tutto di Donner.
Battaglia a Metropolis:
per quanto è dato sapere, Donner non ha potuto finire di girare questa parte di film, avendo girato solamente gli interni del Daily Planet e alcune scene aeree, quasi tutta la parte del combattimento in strada è di Lester e “la sua mano” si nota negli aspetti parodistici.
Invece di creare tensione, in questo modo, non ha fatto altro che ucciderla con scene buffe, vedi la scena dei tre criminali che spazzano via tutto con il respiro: si possono notare scene come un uomo sui pattini che va all’indietro, parrucchini che volano, un uomo nella cabina che cade e continua a parlare, gelati in faccia. Etc.
Scontro finale alla Fortezza:
totalmente rigirata da Lester.
Donner:
vediamo i tre criminali infrangere uno scudo protettivo e fare irruzione nella Fortezza, tutto è più drammatico e dialogato, vediamo Superman tentare il doppio gioco con Luthor a danno dei tre super-criminali, la trappola riesce: Superman, come spiegato in precedenza, è protetto nella camera e i rossi raggi del sole di Krypton balenano all'esterno della stessa, in tutta la fortezza, i criminali non si accorgono di nulla e nemmeno gli spettatori, proprio perché, come ho gia detto, non si è vista la reazione di Superman all’interno della camera, quando realmente ha perso i poteri, così il climax è salvo; Superman sconfigge i criminali ormai senza poteri e li fa portare via, insieme a Luthor, dalla polizia artica, in vero stile Superman.
Lester:
per l’ennesima volta, Lester ci regala dei momenti totalmente fuori luogo non sense e attribuisce ai kryptoniani dei poteri inverosimili.
I super-criminali arrivano alla fortezza senza problemi, e qui inizia “la battaglia”: Non, uno dei Cattivi, si scaglia contro Superman, che prontamente gli lancia contro una “S” gigante di cellophane, che lo avvolge e lo fa cadere a terra! (Ma che super-potere è?!); da qui in avanti Lester da il meglio di se, infatti inizia una lotta senza quartiere tra Superman e i tre Cattivi, i quali prima ripropongono il raggio dal dito, che il nostro super-eroe ferma con la mano e restituisce al mittente; successivamente iniziano tutti a giocare a nascondino, con un altro inspiegabile super-potere, il dono dell’ubiquità, Superman e i Cattivi spariscono e ricompaiono in altri luoghi e si sdoppiano fino a che il trucco riesce e Superman blocca Zod; poi si torna all’idea di Donner, il doppio gioco con Luthor, che però è totalmente rovinato, perché Lester ha mostrato nella scena precedente che la perdita dei poteri provoca sofferenza, mentre quando i raggi investono i cattivi, rendendoli "umani", loro non manifestano alcun disturbo, anche se non sono coscienti di quello che sta avvenendo.
Lester poi ci mostra un Superman più vendicativo, perché i tre Cattivi finiscono nella profondità della fortezza, dopo di che non se ne sà più nulla, quindi dobbiamo dare per scontato che sono morti.
Luthor viene portato via assieme a Lois da Superman e sicuramente tornerà in carcere, sempre procedendo per intuizione.
Epilogo:
Donner:
per il finale Donner ci ha regalato due scene toccanti ed emozinalmente profonde e mature, riguardo all'impossibilità di Superman di vivere una storia con la persona amata, senza rischiare l’incolumità della stessa.
Le scene sono due: una successiva all’arresto dei criminali, in cui Superman porta lontano dalla fortezza Lois, i due i parlano in maniera molto sincera, dichiarandosi innamorati ma con la consapevolezza di non poter rimanere insieme, perché, come Lois sostiene, il loro è un triangolo d’amore dove c’è lei, Superman e nell’altro angolo il mondo intero e dopo questo lucido discorso Superman distrugge la fortezza; nell'altra Lois e Superman, giunti a Metropolis, si danno l’ultimo addio sul terrazzo che li ha visti per la prima volta insieme, durante la prima intervista e da dove hanno spiccato il volo per quella magica, poetica, danza notturna sospesi al di là delle nuvole; Lois piangendo assicura a Superman che il suo segreto è al sicuro con lei, lui commosso le accarezza il volto e se ne va, guardandola un ultima volta.
N.B.
Da qui in avanti, non vi è chiarezza sul finale nella versione di Donner, infatti il finale originario per il secondo episodio era quello che è stato poi spostato sul primo, vale a dire il giro intorno al mondo che Superman fa per riportare indietro il tempo; su internet molte voci sostengono che il finale nel nuovo montaggio sarà sempre questo, ma per il momento nulla è certo, da un’indiscrezione, che proverrebbe dello stesso Donner, sembrerebbe che il montatore Michael Thau abbia avuto una nuova idea per il finale, ad ogni modo Donner, a suo tempo, aveva girato la sequenza successiva all'inversione del tempo, nella quale vediamo il Daily Planet ricostruito e Lois senza memoria.
L’ultima scena rimarrà comunque quella in cui Clark torna al diner dell’umiliazione per dare una lezione al camionista bullo, dopo aver incontrato al Daily Planet un altro bullo che lo aggredisce a parole uscendo dall’ascensore.
La chiusura è come quella del primo, con il grande Chris che vola e sorride alla camera sparendo dall’inquadratura.
Lester:
tornati dalla fortezza della solitudine vediamo Lois e Clark il giorno dopo al Daily Planet, lei è disperata perché non riesce a vivere conoscendo la verità e perchè non può rimanere assieme all'uomo che ama e qui Lester ci regala l’ultimo “gioiello”: Superman bacia Lois che magicamente dimentica tutto… un altro super-potere senza senso; ultima scena con il ritorno al diner dove Clark da la lezione al bullo e chiusura uguale a quella descritta prima.
Ecco tutto, mi rendo conto di non essere stato neutrale nel corso dell'articolo, spero comunque di aver fornito un quadro generale un po' più chiaro riguardo alla realizzazione di "Superman II", rispetto a quello che ci hanno fatto credere a lungo, e, così facendo, mi auguro di aver omaggiato, nel mio piccolo, il grande Richard Donner e il valore da lui dimostrato nell’ideare un film, a novembre finalmente completo, che rimarrà per sempre nella memoria di tutti noi e che sarà visto e riconosciuto dalle generazioni future, quale di capostipite di un genere cinematografico.
A fine novembre vedremo il vero seguito di "Superman The movie", "Superman II The Donner’s Cut"!
Buona visione a tutti!
a.a.
SUPERMAN II DONNER'S CUT DVD TRAILER!

Finalmente dopo 30 anni di attesa, il vero e unico sequel di Superman the Movie uscirà a Novembre su DVD, ecco i link al trailer:
http://rapidshare.de/files/32224423/e28615_wmp_700.asf (per scaricarlo)
http://www.totaleclips.com/player/Splash.aspx?formatid=2&bitrateid=214&custid=235&playerid=65&clipid=e28615&affliateid=-1 (per vederlo online)
e per saperne molto, ma molto di più, su questo inedito montaggio, andate a dare un occhiata a questi meravigliosi siti:
http://supermancinema.co.uk/ (in inglese)
http://www.capedwonder.com/ (in inglese)
in questo nuovo montaggio vedremo scene inedite di Marlon Brando, Christopher Reeve e molto altro, che all'epoca dell' uscita nei cinema di Superman II erano state rimosse dal montaggio finale, in seguito al licenziamento di Richard Donner, il grande regista del primo film, più tardi tornerò con un articolo, dove spiegherò un pò del dietro le quinte di questo secondo capitolo, compresi i problemi di produzione.
per me, questo rimontaggio sarà il vero ritorno di Superman!
a.a.
AGGIORNAMENTO:
Ecco i link all'intera sequenza di apertura del Donner's cut!!!
http://trailers.warnerbros.com/web/player.jsp?client=HomeVideo&group=HomeVideoNewReleases&trailer=sm2_rdcut_comicon_reel1_loissuspects&format=windows&speed=300000
http://trailers.warnerbros.com/web/synmedia/HomeVideo/HomeVideoNewReleases/trailers/us/windows/300000/sm2_rdcut_comicon_reel1_loissuspects.asx
SUPERMAN RETURNS

SUPERMAN RETURNS
“This is not fantasy. No careless product of a wild imagination.” Con queste parole Marlon Brando ci introduceva nell’universo di Superman The Movie, un film che ha fatto la storia del suo genere, ma non solo, un opera epica con il fascino dei vecchi kolossal, una messa in scena impareggiabile, musica, fotografia, scenografia, sceneggiatura e casting regalano al film uno spessore che va oltre lo standard del genere Fantasy o del film Fumetto, come è inteso oggi.
Richard Donner, il regista, ci ha donato un opera che dura nel tempo, grazie al suo approccio realistico, più vicino ad un certo tipo di Fantascienza che non al genere Fantasy.
Bryan Singer il regista di Superman Returns in molte interviste dichiara di amare il film di Donner e nel suo film per tanti aspetti è possibile verificarne le parole (vedi: Brandon Rough, titoli di testa e scena chiusura film, utilizzo del Main Theme, etc.) ma sembra non carpirne l’essenza magica e soprattutto la chiave di lettura realistica, che hanno reso intramontabile il capostipite.
Intendiamoci il lavoro che ha fatto Bryan Singer è meritevole, ha dovuto sopportare il difficile compito di riportare questo personaggio al cinema dopo ben 19 anni dall’ultimo episodio cinematografico, dovendosi confrontare con il ricordo del primo film e con le incarnazioni televisive dei recenti anni, sicuramente il peso di voler rendere questo film un prodotto fruibile per tutti i tipi di fans ha influenzato negativamente l’identità del film.
Singer ha dichiarato di aver trattato questo film come un ideale seguito dei primi due film della serie con Christoper Reeve, infatti il film è disseminato di riferimenti/omaggi/reinvenzioni dei primi due film, ma allo stesso tempo non tiene conto di altri aspetti cercando, forse un identità assestante, che però rimane a mio parere indefinita.
Ad ogni modo cercando di non anticipare nulla a chi non ha ancora visto il film, passerò a parlare di cose specifiche:
Brandon Rough (Superman/Clark Kent)
è molto simile al Grande Christopher Reeve, ma senza la medesima presenza scenica, ne lo stesso carisma, ne maturità e soprattutto senza la stessa capacità espressiva, sembra la sua versione più giovane e ingenua.
Durante il film si possono osservare molti tentativi, riusciti e non, di ricreare la gestualità di Cristopher Reeve, ma sembra ancora immaturo per reggere un ruolo da protagonista, ha una bella sensibilità che emerge nelle scene più delicate del film, ma sotto altri aspetti non riesce ad emergere come richiederebbe il personaggio, nelle sequenze di azione o di volo in generale, risulta inespressivo e ci ricorda che sta volando attaccato a dei cavi sul un fondale blu, probabilmente in questo, la regia, non ha aiutato il giovane attore al primo ruolo da protagonista e alle prime armi con gli effetti speciali a dare spessore alle sequenze di volo. Migliorerà sicuramente nei seguiti.
Lois Lane
In questo caso la sospensione dell’incredulità deve essere portata ai massimi livelli, il plot del film ci informa che Superman è stato via all’incirca per 5 anni e successivamente scopriamo che Lois ha un figlio, ma Kate Borsworth risulta esageratamente giovane per risultare verosimile come mamma e come reporter d’assalto.
Abbiamo lasciato i personaggi del primo film a circa 30 anni Superman e 25 Lois, perché li ritroviamo a circa 25 lui e 20 lei?! Singer avrà sicuramente scelto lei perché ricorda le figure femminili degli anni 30, periodo in cui hanno preso vita i primi fumetti su Superman, ma non è credibile durante tutto il film, non ha né la grinta, né la personalità che il personaggio in generale e i primi due film ci hanno abituato ad apprezzare.
A più riprese nel film Lois è protagonista di scene movimentate dove prende un sacco di colpi senza riportare il minimo segno di colluttazione e qui il primo accenno di verosimiglianza tanto caro a Richard Donner se ne và…in qualche altra galassia…probabilmente sarà perfetta tra un paio di sequel.
Lex Luthor
Kevin Spacey, ci regala….no a pensarci bene, non ci regala proprio niente, forse solo la somiglianza estetica con Gene Hackman, ma per il resto è di un piatto spaventoso, è terribile vedere un attore di così grande talento, non riuscire a dare niente, se non la sua presenza sul set e di conseguenza nel film, in un intervista gli hanno chiesto come si fa ad interpretare Luthor senza finire ad imitare Gene Hackman, risposta: “ basta non guardarlo”, bene non so perché ma la sensazione e che per molti aspetti sia al contrario, la fotocopia bidimensionale del Lex Luthor proprio di Gene Hackman, il tentativo di renderlo più dark è fallito in pieno, riportando a forza il personaggio in una dimensione fumettosa (vedi introduzione del personaggio e il piano di lex nel film) e drammaticamente enfatica (vedi gli anni di vita persi in carcere come motivazione per infliggere dolore a Superman), dovè finito tutto lo charme di Luthor?, dov’è la mente sopra i muscoli che tanto caratterizzava Luthor? Quando Gene Hackman pronunciava la frase “mio padre mi diceva sempre…” “terra, gli uomoni avranno sempre bisogno di terra” per spiegare la sua speculazione edilizia, risultava mellifluo, accattivante e rendeva concrete in modo realistico le sue azioni, quando le pronuncia Spacey…sembra dire ”soldi, soldi” e così rende visibile la motivazione dell’attore per essere in questo film e non la motivazione del personaggio, che vuole far nascere un continete di roccia inospitale e senza preoccuparsi se questo porterà delle conseguenza, non al continente americano, ma alla stabilità del pianeta Terra! E qui un altro punto di verosomiglianza se ne và….
Trama
Sconclusionata, quello che c’è di buono è nelle scene minimaliste del film, le scene d’azione sono scontate, gli effetti speciali , non stupiscono probabilmente per l’utilizzo scontato che ne fa la storia, non c’è pathos né tensione drammatica, nemmeno nei momenti creati con questo intento.
il primo atto del film, ritorno e smallville sono troppo brevi e poco approfonditi, cosa invece doverosa da affrontare per un ritorno in grande stile, in un mondo che sembra non avere più bisogno di un superman.
Il secondo atto, il ritorno a Metropolis e il ritorno di Superman come salvatore, poco approfonditi sotto il profilo delle relazioni, va bene l’indifferenza in ufficio per Clark, ma tutti lo accolgono come se sia stato via una settimana e non come se sia scomparso ben 5 anni.
Il Terzo atto, che dire, sarebbe totalmente da rimontare tagliando tante banalità e sequenze doppie per i contenuti trattati, l’azione è debole ed inverosimile sotto tanti aspetti, se per lo meno avessero sovrapposto i vari momenti d’azione intervallando tutto quello che succede avrebbero ottenuto molto più pathos, rispetto a montare le sequenze una di seguito all’altra.
Epilogo
Delicato e sincero può essere valutato positivamente, ma tralasciando tutti i momenti doppi che anticipano il finale.
Il vero neo del film
John Ottmann, il montatore/compositore che Singer si trascina fin dal suo primo film, credo che il suo apporto al film sia la vera pecca di questo film, che ad ogni modo è diretto bene e ha una bella estetica, rileggendo il tutto trovo che se c’è una cosa che non aiuta il film è proprio il montaggio senza un idea di ritmo e la musica senza personalità, composizione banale esclusivamente da accompagnamento immagini, di conseguenza il problema grande di questo film è proprio John Ottmann!....e gli sceneggiatori ovviamente…Singer è un buon giovane regista, che con un altro Team può fare delle grandi cose con il personaggio di Superman.
Ecco questo è un po’ il mio pensiero, ma forse, come dice una persona a me molto cara, mio padre che mi ha fatto innamorare del primo film portandomi a vedere Superman The Movie come primo film della mia vita “l’altro film è un altro pianeta”, quindi probabilmente è inutile cercare di mettere a confronto un film fatto 30 anni fa, a fine anni 70, dove la libertà espressiva e l’arte erano ancora qualcosa di tangibile e un film nato per essere un blockbuster, ma senza la stessa cura del dettaglio, che in un'altra epoca gli avrebbe garantito una premessa di realizzazione migliore.
Ad ogni modo una cosa veramente buona questo film la fa….fa venir voglia tornando a casa, di vedere Superman The Movie con Marlon Brando, Christopher Reeve, Gene Hackman, Margot Kidder e dietro la macchina da presa Richard Donner…del quale finalmente a novembre vedremo la vera versione di Superman II, la vera seconda parte del capolavoro.
a.a.
Quei vecchi sapori di una volta
mi ricordo che da piccolo quando sotto natale mandavano in onda superman in tv era bello e io me lo vedevo a casa mangiando la torta al limone fatta da mia nonna. adesso la torta al limone la vendono al supermercato confezionata già pronta e l'aspetto sembra proprio lo stesso di quella delizia fatta in casa. quando la compri qualche dubbio rimane ma del resto condito con la fame è buono tutto e mia nonna da mò che non c'è più. e devo dire che ieri al cinema ci sono andato con un certo appetito e ne sono uscito sazio anche se un po disgustato. perchè al primo morso ho avuto l'ennesima conferma che l'apparenza inganna e che, malgrado l'odore e il colore la ricordassero vagamente, la consistenza lo spessore e il sapore non avevano nulla a che vedere con la cara vecchia torta. certo quella nuova è più leggera e digeribile e comunque me la sono mangiata..
ma non vale nemmeno una briciola di quella fatta da mia nonna. m.
MILLIONS

io sono uno di quelli a cui piacciono i film di danny boyle. ho visto un film di danny boyle. leggero, ironico, pieno di immagini e inquadrature e movimenti di macchina che trasmettono emozioni dirette come poesie per bambini, che sono i bravissimi e dolcissimi protagonisti del film, e così intenso nei momenti più espressivi e così discontinuo e fragile e superficiale e imperfetto, come dopo trainspotting sono tutti i suoi film. mi piacerebbe avere ancora gli occhi di chi si perde nelle storie nei cinema, ma con la vista a raggi X della critica i miei non si sono riempiti di lacrime come quelli dei miei vicini di posto, anzi hanno indossato uno sguardo duro di fastidio per quella dose eccessiva di gas lacrimogeno sparato in un finale troppo troppo troppo rassicurante. ma è una storia di bambini, vista da bambini e raccontata da bambini. molti grandi ne avevano una dentro e l'hanno regalata a tutti noi. non è un grande, non so se lo sarà mai, danny boyle l'ha fatto a modo suo. come ogni regalo può piacere o non piacere. io sono uno di quelli a cui piacciono i film di danny boyle. m.
L'UOMO IN PIU'

Dopo lo stupore per le conseguenze dell’amore roberto diceva.. ma certo! ma non l’avete visto in italia l’uomo in più? Qui da noi a Napoli è un cult, quando è uscito non si parlava d’altro.. non l’avevamo visto.. in italia.. quindi visione carica di aspettative.. e si sa che quando uno inizia con le aspettative di solito finisce poco convinto.. e invece no.
Una trama.. e già questo negli ultimi tempi.. una storia forte.. questo poi in Italia specialmente.. mostrata con distacco e freddezza tutt’altro che italiani.. e fa ridere e rattrista anche.. senza cedere mai al solito affetto per Napoli e senza sfruttare i consueti logori temi tanto cari ai registi nostrani che ci hanno fatto stancare e nel corso degli anni staccare dal nostro cinema.
Un cast inappuntabile, migliore delle conseguenze, su tutti ovviamente toni servillo che impressiona ancora di più dopo il confronto fra titta di girolamo e tony pisapia, due personaggi ricchi di spessore e sfumature, resi con forza e intelligenza.
L’unica leggerezza è nel finale un po’ frettoloso, lasciato forse troppo all’intuitività dello spettatore, che può rimanere volutamente confuso, ma di certo non dal punto di vista emotivo, anche grazie alla musica che accompagna e a volte quasi trascina i protagonisti.
Regia, sceneggiatura, fotografia, attori, colonna sonora.. finalmente un film.. m.
FIRMA X MARATONA SUPERMAN! PROIEZIONI SPECIALI DI SUPERMAN E SUPERMAN II DONNER'S CUT AL CINEMA!
Carissimi Fans,
tra circa due mesi, finalmente arriverà, in dvd il rimontaggio per mano di Richard Donner di Superman II, per questo storico evento, in America la Warner Bros, farà delle proiezioni speciali nei cinema, la mia intenzione è chiedere alla Warner Italia di omaggiare alla stessa maniera Superman II The Richard Donner's cut, facendo delle proiezioni speciali, appositamente atte a promuovere questa nuova versione e poter fare ammirare a tutti i fans i primi due film al cinema, come Richard Donner li ha ideati.
Con il vostro aiuto, intendo quindi proporre alla Warner Italia, attraverso una lista di firme elettroniche, delle maratone cinematografiche dei primi due film, come voluti da Richard Donner, nella fattispecie: Superman The Movie director's cut e Superman II The Richard Donner's cut, in sale come Warner Village e Multiplex Arcadia di Melzo, etc. nelle settimane precedenti o nella stessa settimana che vedrà sbarcare in tutti i negozi questo nuovo montaggio.
Uniamoci per ammirare in grande stile i due film di Richard Donner, prima di poterli vedere esclusivamente nelle propie case.
N.B.
Basta lasciare un commento a questa petizione scrivendo: nome, cognome, città e per chi volesse indirizzo mail.
un ringraziamento a chi appoggerà questa campagna!
a.a.
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