L'Agricolo mi porta 3 gg a Genova x il concerto di Capodanno, in piazza, del Simò.
In 16 anni, è la prima volta che andiamo ad un Capodanno fuori provincia.
C'è sempre una prima volta.
Ha accettato di scendere in treno, cosa che non faceva dal 2003 quando andammo a Roma e poi a Modena x i concerti (poi saltati) del Davide: mitico weekend rapido ed indelebile, + il tempo passato in treno che quello trascorso con gli amici, ma fu bellissimo.
E' la sola volta che mio marito è stato con me fuori casa + di un giorno x qualcosa che non sia un rally, esclusa l'unica vacanza estiva che abbiam fatto in 16 anni (10 gg dai miei parenti in Sicilia. Non c'era mai stato.).
Ha accettato di trascorrere il tempo con amici MIEI e non suoi o nostri. Altro enorme record.
Ha accettato di avere come unica certezza la prenotazione del treno e dell'albergo, ed il fatto che a mezzanotte saremo in una piazza genovese x un concerto. Tutto il resto sarà "alla randagia", come piace a me.
Giuro che se farà anche finta di divertirsi lo sposo un'altra volta.
O2. LUGLIO - ROMA - WAY TO BLUE (Omaggio a Nick Drake) Villa Pamphili 07. LUGLIO - SCORRANO (LE) - esibizione Chit. e voce 13. LUGLIO - VIGNOLA (MO) - Live 14. ROMA - CASTEL S. ANGELO - Omaggio a Cesaroni 16. LUGLIO - GENOVA - Live 21. LUGLIO - VENEZIA - Venice Music Awards - esibizione 22. LUGLIO - BIENNIO (BS) - Festival Sciamano/Showman - C.I.M. 23. LUGLIO - CECINA - Admo Festival - esibizione 25. LUGLIO - CATANIA 26. LUGLIO - FORLI' - Esibizione per Radio Bruno 31. LUGLIO - VICENZA - Esibizione per RAdio Bella&Monella
03. AGOSTO - SPOLETO - Piazza Duomo - Live 06. AGOSTO - TAURASI (AV) - Live 15. AGOSTO - GIRIFALCO (CT) - Live 17. AGOSTO - OSPEDALETTI (IM) - Live 18. AGOSTO - RECCO (GE) - Live
PRIMA Scendere dal treno alla stazione di Santa Maria Novella, a Firenze, e provare quella sensazione che nei libri trovi descritta come “avere le farfalle nello stomaco” è un tutt’uno. C’è l’eccitazione e la leggera ansia di chi non viaggia poi molto, e soprattutto rarissimamente viaggia da sola. C’è la fame di scoprire di persona i luoghi x anni visti nei film o costruiti mentalmente leggendo un libro. C’è l’impazienza di ritrovare volti noti che sai in trasferta, come te. C’è la curiosità di dare finalmente un viso a dei nick ormai familiari. C’è la voglia (quasi necessità, a dire il vero), di riprovare le emozioni che già hai provato agli altri spettacoli di Simone. E di ricevere un sorriso ed un abbraccio. Tutti x te. Percorri le strade del centro di Firenze, un occhio alle indicazioni stradali ed uno a ciò che ti circonda. Fai frequenti deviazioni attardandoti di fronte a bancarelle (e qui la nostalgia di quando vendevi giocattoli al mercato si fa sentire….) o girando attorno a chiese e monumenti che ti piacciono perché son fatti in quella maniera, anche se non sai nomi, stili, date….tanto sai che tra breve ci sarà chi, ben volentieri, colmerà questa tua lacuna architettonica… e mentre arrivi al B&B programmi già il pomeriggio: prendere possesso della stanza, mollar giù lo striminzito bagaglio, fiondarti di nuovo fuori x una delle tappe a cui non vuoi rinunciare. Su Ponte Vecchio ci devi andare, non ci sono storie. E siccome non vuoi imporre il tuo tragitto al resto della truppa che raggiungerai in serata…tempo ce n’è, via che si parte! Ma (c’è sempre un ma). Entri nella tua stanza, in piccionaia al 3° piano, e ti incanti alla vista di quella finestra aperta sui tetti di tegole e su guglie e torri merlate in lontananza. Ma. Colta da improvviso raptus non puoi non condividere, almeno a parole, questa finestra aperta…e parte un messaggio…che ha come risposta una gradita sorpresa, un orario x l’inizio della cena al Circo-lo del Teatro del Sale e, un infinitesimo dopo, la richiesta di una piccola cortesia. Pronti, certo, ci mancherebbe altro. Di che si tratta? “Mi recuperi un paio di bretelle marroni?” Ma. Dopo l’ennesimo negoziante e l’ennesimo ambulante che ti guarda come se fossi una strana bizzarria e ti parla usando il tono che tu useresti con un bambino particolarmente insistente e purtroppo non eccessivamente sveglio, cominci a capire che le bretelle son forse lievemente fuori moda, almeno a Firenze, e disperi di riuscire nell’intento… Ma. Tra un sandalo ed un mocassino, in una vetrina di una strada ovviamente diametralmente opposta a Ponte Vecchio, scorgi un paio di bretelle. Disegni cashermire. Chiedi se ne hanno in tonalità marroni, tinta unita… Ce le hanno. Chiedi se hanno il color “terra di siena”. Non ce l’hanno. O forse non era la tonalità giusta da chiedere ad un esercente fiorentino… chissà se gli avessi chiesto un color verde prato… Morale: esci dal negozio con delle bretelle beige. Giri ancora alla ricerca della tinta “terra di siena”. Ripassi dal negozio a prendere anche le bretelle “testa di moro”. Ti senti una trovarobista degna di cinecittà e ti premi con una stupenda lama ad artiglio, decorata ad acido, che ti chiama dal negozio di un armaiolo xchè brama di entrare a far parte della tua collezione di “armi bianche” (un eufemismo x non ammettere nemmeno nella tua mente di essere incline al teppismo con i coltelli). Torni nella tua stanza in piccionaia, recuperi le chiavi x chi arriverà tardi, ti fiondi in doccia e ti prepari x la serata. Ponte Vecchio aspetterà l’indomani mattina.
DURANTE
Il Simone al Teatro del Sale: intenso e scanzonato, regala conferme e nuovi stupori; raccoglie nel suo sguardo tutti i nostri occhi e ci riflette una visione prismatica, dove la luce bianca viene frammentata nei colori che la compongono, ed alcuni di quei colori li riconosci. Ad uno di quei colori, il nome glielo hai dato tu, ad esempio... Il pubblico è complice e partecipe, apprezza e lo fa capire rilanciando le emozioni-boomerang verso il palco, da dove sono giunte, tra note di chitarre, fisarmonica, mandolino e pianoforte...tra canzone e teatro...tra luci e penombra. Simò svela e riammanta di continuo il suo essere artista, in bilico tra profondità di pensiero e dissacrante ironia (e l'una non esclude mai l'altra), miscelando come sempre, con acuta intelligenza, percentuali variabili di risate e buone lacrime. Quelle della commozione. Quelle che si affacciano a tradimento al di sopra del sorriso, e lo completano anziché coprirlo. I particolari, nelle esibizioni di Simone, sono le cose che + mi colpiscono: fin dalla prima volta che ho assistito ad un “C.I.M. live” sono rimasta oserei dire folgorata dalla mimica, dalla gestualità con cui sottolinea la sua recitazione. In particolar modo da come muove le mani quando “pendola”: è stato il particolare che + di tutti mi ha fatto capire che davvero sapeva ciò di cui stava parlando, che la scelta del tema e del personaggio erano frutto di un’osservazione accurata. Prima di venire a sapere della sua esperienza di volontario in un Centro di Igiene Mentale, il modo in cui una mano sfregava sulla gamba dei calzoni mentre l’altra si chiudeva e “pastrugnava” a ripetizione tra loro i polpastrelli… quei gesti la dicevano lunga. Ogni volta, mi riportano di botto alla realtà degli ex-ospiti del “San Martino”, l’ospedale psichiatrico che c’era a Como. Gli “internati”. Il “mànicòmii”. Dove i corridoi non finiscono mai. Devo fare “outing” e dire qual è stata l’emozione prevalente, a fine serata, dopo aver visto il resto del pubblico (che immagini esigente, visto il luogo) così coinvolto, dopo aver sentito di straforo i commenti positivi: ero orgogliosa. Mi sentivo orgogliosa io x Simone. Come dev’essere quando sei felice della felicità altrui, quando sei coinvolto in prima persona nei successi e nelle aspettative confermate di qualcuno a cui vuoi bene. Come puoi essere orgoglioso della laurea a pieni voti di un parente, della promozione sul lavoro di un amico fraterno. Non che il successo altrui ti faccia risplendere di luce riflessa, ma la semplice, semplicissima felicità quando vedi qualcuno a cui tieni che è felice. Ragionamento idiota, lo so. Ma così è, se vi pare…
DOPO Finito lo spettacolo, raggruppate tutte le persone, dopo presentazioni, saluti, baci-abbracci-e-cotillons, restituzioni di pezzi d’ombra e corse x consegnare regali ipercalorici…ecco. Allora comincia il dopo-serata. “Ma poi cos’avete fatto, ieri sera?” S’è passeggiato, parlato, ascoltato, riso, conosciuto, imparato, ricordato, raccontato, scoperto, confermato, pensato. Immagazzini parole, sguardi, sensazioni, immagini, strade, atmosfere e mattoni. Anche una discreta dose d’umidità, a dire il vero. Fino alle 3 di notte. Ed il mattino dopo s’è ricominciato da capo. E ti ritrovi immersa in qualcosa di bello: la sensazione di condividere passioni, idee, pensieri, anche segreti… o almeno quelli che, di te stessa, hai sempre maneggiato come tali. Li racconti con una spontaneità che non ti riconosci ed è difficile credere di aver fatto bene, che se così è andata così doveva essere. Ma così è stato, e tanto ti basta. Ti basta insieme ai luoghi che percorri, ai piccoli riti personali che fai gettando finalmente, giù da Ponte Vecchio, frasi che non vorresti mai aver nè letto nè sentito. Cattiveria che ti hanno gettato addosso. Fogli che volevi si portasse via l'Arno. Per questo corri da un lato all'altro del ponte: per vedere i fogli essere portati via dalla corrente... ma gli aquàlites hanno dato ascolto alla tua silenziosa preghiera e, da sotto quel ponte, quelle parole non sono mai uscite. Non feriranno +, racchiuse ormai tra muro ed acqua. Alla scoperta di piacevoli narratori, all’ascolto di interessanti interventi, a tutte queste nozioni da metabolizzare. Ci metterai una settimanella, a metabolizzarle. Ed ancora non hai inquadrato ogni cosa nella giusta casellina. Lasci che si proietti di nuovo, ogni tanto, il filmato di quelle ore in trasferta… a volte togli il sonoro… a volte ascolti i ricordi senza richiamare le immagini…e ti incuriosisci di come chi era lì con te possa aver vissuto la stessa esperienza sotto il proprio punto di vista. Ripensi a tutto ed apprezzi il potere liberatorio di una Buona Lacrima.
Macchina del tempo: dal Forum Cauboi (23 giugno 2004)
Ti aspetti una conferenza: ci vai xchè l'argomento ti interessa...ci vai presto perchè così avrai il tempo di gironzolare mooooooooolto lentamente tra i banchetti in modo da non essere d'impiccio a chi arriverà poi a farti compagnia. Ci vai accompagnata da tuo padre perchè il marito non è ancora arrivato dal lavoro, e il buon papà non solo fà da taxi alla figlia stampellata, ma decide di gironzolare anche lui tanto per vedere un po' che succede..... Già: che succede? Che ci fa il Lorenzi sul palco insieme ad un Tuareg con la chitarra in mano? fai qualche metro in avanti: Perchè quel Tuareg ha la chitarra del Davide? Anzi: come mai il Davide è vestito da Tuareg? E ti sei trovata lì, col papy che dopo un po' deve andare a casa ed il marito bidonista che era troppo stanco x muoversi, a seguire un crescendo di emozioni. cascate di parole nel microfono, cascate di fogli da un libricino nero, cascate di note da una chitarra, con il cuore che va al ritrmo di un tamburo sacro. Parole e canzoni, preghiere e visioni. Poi tieni il tempo con le mani mentre un vero Tuareg suona una chitarra elettrica così nuova da avere ancora il cartellino del prezzo attaccato, un'altro suona il tamburo sacro di un Azteco, il quale accetta l'invito a condividere le loro tradizioni e si unisce alla danza di un altro continente... ed un laghèe vestito come gli uomini del deserto non resiste a lungo, si alza e partecipa al rito che, davanti ai tuoi occhi, simboleggia davvero lo Spirito del Pianeta intero, mentre un bergamasco vestito da peruviano guarda tutto e sorride... Ed io, che ho sempre usato le parole un tanto al kilo, non trovo quelle giuste per dire cosa sia stato ascoltare il Davide ieri sera.
Toccata e fuga in quel di Firenze, dopodomani: da Como h 11:05 arrivo h 14 e cifùla, unica stanza disponibile per unica nottata nel B&B dove notteggia parte del resto della truppa. In loco la decisione se accamparmi altrove x la notte di venerdì o se tornarmene a casinabbèlla.
Un giro d'orologio a disposizione x gironzolare tra le meraviglie architettoniche (e non) che son lì apposta. Previsto giretto sul lung'Arno, se a portata di zampa attraverserò Ponte Vecchio, tappa dove hanno arso il Savonarola? Direi di sì. Allacciamento Slacciati vari previsto nel tardo pomeriggio, spettacolo del Simò al Teatro del Sale, varie&eventuali in compagnia. Mattino dopo: non pervenuto.
Sto macchinando spudoratamente di saltare il rally in Valtellina di ven-sab e partirmene giovedì x Firenze. Avendo in testa una canzone triste nulla di più indicato del sedermi in riva all'Arno a mugolare...
"...ricordo i suoi occhi strano tipo di donna che era quando getto' i suoi disegni con rabbia giu' da Ponte Vecchio..."
e buttar giù anch'io, nell'acqua, un po' di passato. Sempre che mi paghino per tempo l'ultimo stipendio, è ovvio. Altrimenti mi attacco e tiro...