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MastraLucertolaia "Sparsa anime fragmenta recolligam" ovvero "miracoli & cazzate". Punto. Mi fermo.

L'Etna ha eruttato 100 domande...

18:03, 15 December 2006 .. Posted in Di palo in frasca .. 0 comments .. Link

...e sono arrivate in riva al Lago.

Raccolgo il testimone in un Viale di Ciliegi (tra l'altro proprio nella giornata in cui ho deciso di ascoltarmi tutto il possibile dei BeatiPaoli...ma sappiamo bene che neanche le coincidenze accadono per caso, vero?) e rimpolpo un po' questo trascuratissimo blog con un poi di cazzi miei.

1.Ti chiami? Con troppi nomi. Almeno 5, ma hanno tutti lo stesso significato.
2.Età? Ancora 30, grazie.
3.Il tuo peggior difetto?  Io Mi Fido
4.Il tuo miglior pregio? Io Mi Fido
5.L'ultima volta che hai riso? Dipende: che tipo di risata? Quelle risate che, come dicono, "sgorgano dal cuore" o quelle di semplice divertimento ad una battuta, che so, letta o sentita da qualche parte? Comunque sia, credo che riderò stasera all'incontro "natalizio" della Protezione Civile: dovrebbe ripresentarsi un'elemento parzialmente disperso con il quale la risata "di cuore" è d'obbligo.

6. Nomignolo? Lola x i familiari e gli amici di vecchissima data, Loh x quasi tutti gli altri amici, Ta x mio marito, Lulù x una zia ed un'amica, Lohanina x uno zio. Poi  ci sono i nomiglioni che qualcuno mi da ma non mi dice.
7. Colore degli occhi?.Castamo scurissimo, a volte dicono quasi nero. C'è stato uno che una volta mi ha detto che non aveva mai visto degli occhi marroni così scuri. Essì che era un pugliese, hai voglia lì di quanti occhi scuri circolino...
8. Ti sei già ubriacato? Uuuff!!! Hai voglia...

9.L’ultima volta che hai pianto? Stesso ragionamento che x al risata: che tipo di pianto? Rabbia, dolore, vergogna? Di rabbia e vergogna venerdì scorso, di dolore "fisico" stamattina, d'altro ne ho pieni i coglioni di piangere.

10.Cosa dici quando rispondi al telefono? Se è un numero che non conosco con un banalissimo "pronto", altrimenti con uno dei miei "Ohj".

11. Ti sei già innamorato(a)? Yeah.
12.Il tuo animale/insetto preferito? Lucertola.
13.Come impugni la forchetta o la penna? Allo stesso modo.

14.La prima cosa che ti viene in mente? Vuoto assoluto.

15. Di che segno sei? Acquario ascendente Acquario

16.Riesci a fissar a lungo le persone negli occhi? Dipende da quel che ci vedo.
17.Quanto fa 1698 più 1? 1699...ma questa l'ho capita ancora meno delle altre...
18.Dimmi cosa potresti fare in questo momento invece che perdere tempo? Scrivere qualcosa sul fatto che i Beati Paoli si siano sciolti, me l'ha riferito 3 domande fa l'Ale Mancuso.
9.I tuoi biscotti preferiti? I biscotti al burro che faceva la "nonna " che viveva nell'appartamento sopra quello dei miei.
20.Il più bel gesto che si possa ricevere? La sincerità.

21.I nomi dei sette nani? Mammolo-Brontolo-Dotto-Cucciolo-Eolo-Pisolo e Gongolo. Ne manca sempre uno, di solito, ma ormai nn mi fregate +.

22.I nomi dei sette colli romani? Ahia, qui si che mi fregate: palatino, esquilino, campidoglio, quirinale, viminale e poi? Aventino e Celio (grazie wikipedia...)
23.I nomi dei sette re di Roma? Romolo-Numa Pompilio-Tullo Ostilio-Anco Marzio-Tarquinio Prisco-Servio Tullio-Tarquinio il Superbo. E ricordo ancora la faccia della maestra quando glieli elencai, in 3° elementare. Ma la risposta che ha lasciato la Tabby è + bella: "Chuck Norris, Romolo e Remolo, Gesù, Giulio Cesare, Giulio Andreotti, Napoleone, Slivio Berlusconi.( lascio la risposta che ho trovato perchè è troppo simapatica)". Tra l'altro, Napoleone fu davvero insignito del titolo di Re di Roma.
24. Ossessioni? 'Na cifra...
25.Prima di partire per un lungo viaggio? Sono una bimba molto felice. Durante il viaggio sono una bimba felice. Mentre torno sono una bimba felice. Quando sono tornata dal viaggio sono una bimba felice con un ricordo in più.
26.Il primo giocattolo che ti hanno regalato? Ricordo un grosso gatto bianco di pelouches che chiamavo Kimba. Non è di certo il primo, ma è il primo di cui mi ricordo la scena.
27.Il tuo più bel ricordo? Troppo bello x affidarlo alla parola scritta.
28.Il momento in cui ti sei sentita meglio? Quest'estate girando in piena notte, da sola, tra i vicoli di Genova. Ero io, non ero io, ero tutte le mie "io" ed erano una + libera dell'altra.
29.In che posizione ti addormenti la sera? Quando mi riesce d'addormentarmi, sono di solito a pancia sotto, con la parte superiore del corpo leggermente girata a sx, braccia incrociate, mani sulle spalle.
30.Quando cammini per strada stai a testa bassa o guardi i passanti in faccia? Un po' in un modo ed un po' nell'altro.
31.Trio o coppia? Sola.
32.Cip o Ciop? A morte quei due maledetti scoiattoli.
33.Piper, Phoebe o Paige (se necessario anche Prue)? Nessuna delle tante, non guardo quel telefilm.
34.Yoghi o Bubu? Assolutissimamente Yoghi.Aha-ah.
35.Qui, Quo o Qua? Trigeminamente tutti e tre. Ma nei primi fumetti di Barks, quando erano tre gran rompicoglioni.

36.Topolino o paperino? Paperino. Quel topastro lo vivisezionerei.
37.La cosa che ti fa più paura? La paura.
38.La tua parola preferita in italiano? Lupo.
39.la tua parola preferita in inglese?  Non ne ho.
40. la tua parola preferita in tedesco? Neppure.
41.Il ricordo più vecchio che riesci a trovare? Il parasole del mio passeggino, un ombrellino di tessuto giallo fissato alla mia dx con una molla lunga, fitta e sottile che faceva da sostegno. Lo facevo dondolare.
42.Ti sposerai? Già fatto, grazie.
43.Hai mai pensato di fare il prete o la suora? Ho sempre pensato che sarebbe stato di una noia mortale.
44.Ti addormenti facilmente se... se Morfeo vuole. O se mi sono adeguatamente alcolizzata, prima.
45.Credi nell’oroscopo? L'oroscopo non è quello che ti predice il futuro. L'oroscopo ti dice, secondo nè + nè meno che un calcolo statistico, quali sono le caratteristiche ricorrenti nei nati in un certo periodo di tempo. A quello credo, agli altri no.
46.Un cantante che odi? più che odio direi disprezzo: ce ne sono parecchi che se li sento x radio cambio stazione. Gigi D'alessio, ad esempio.
47.Moriresti per qualcun altro? Può darsi.
48.Amore o amicizia? Amicizia.
49.La cosa che ti fa arrabbiare di più? Chi mi dice "non è vero" quando intende "non ci credo".
50.Ami te stesso? A volte.
51.Più degli altri? Che ne so?

52.Hai fiducia più negli altri o in te stesso? Io Mi Fido.Punto.
53.Il primo nome che ti viene in mente? Eddie.
54.L’ultima parola che vorresti dire? L'ultimissima? Nessuna. Guccini docet: "senza un'ultima parola, frase saggia da citarsi, chinò il capo sul cuscino quasi per addormentarsi..."

55.L’ultima persona con cui hai parlato al telefono? Mia mamma, nella sua solita telefonata di metà giornata.
56.Hai la bolletta salata? Consumo una discreta quantità di schede del cell, principalmente x sms.
57.Non ti sembra di stare giocando alle iene? Ma anche no.
58.Tira un urlo: Non posso, sta dormendo la gatta, la farei skizzare fuori dalla pelliccia.
59.Batti le mani:  ma st'ciòpa...e poi?

60.Non ti senti stupido? No, annoiata piuttosto.
61.Lo sei parecchio? dalla domanda n° 2, grossomodo.
62.La tua prima parola? Papà, così m'è stato riferito.
63.Quando dici ad una persona "tvb" lo dici pensando al suo significato o ti viene automatico? se dico "ti voglio bene" ad una persona, non uso codici fiscali, innanzitutto. E lo dico nel significato letterale del termine. Voglio il suo bene. Non lo do via un tanto al kilo.
64.Quante ore dormi di solito? 3 ore x notte è la mia altissima media di quest'autunno. La media estiva lasciamola perdere.
65.Quando sbagli numero al tel che fai? Se me ne accorgo prima che venga inviata la chiamata, rifaccio il numero giusto. Se me ne accorgo xchè me lo dice chi ha risposto, chiedo scusa x il disturbo, riattacco e rifaccio il numero controllando che sia giusto.
66.Descrivi il tuo vicino di casa? Il mio dirimpettaio: un uomo di mezza età, magro, alto un metro e settanta circa, capelli corti, castani lievemente brizzolati, volto ovale, occhi chiari, sempre cordiale e mai invadente, con una vaga aria di tristezza da quando, recentemente, s'è separato dalla moglie che s'è portata via il bambino.
67.Se io ti dico testa tu cosa mi dici? Croce.
68.E’ il primo test che fai? no.
69. Come ti vedi da qui a 10 anni? Non mi vedo.
70. Gusto di gelato preferito? Limone.
71. Hai già amato qualcuno al punto di piangere? Si.
72.Rispondi al tel anche se è un numero che non conosci? Si.
73.Il regalo che hai fatto più spesso? Regali inutili, di vario genere. Sono un'accanita sostenitrice dei regali a vanvera.
74.A chi hai scritto l’ultima mail? Ad un'amica.
75.L’ultima persona con cui hai litigato? E' un po' che non litigo come dio comanda. L'ultima persona con cui ho avuto una discussione molto accesa è stato mio padre.
76.L’hai perdonato? Certo che si. Fino alla prossima volta.
77.Che ti ha fatto? Troppa insistenza nel voler consigliarmi cosa fare o non fare.
78.Il primo giocattolo che ricordi? Un telefono di plastica rosso. Con la ruota dei numeri bianca ed il filo della cornetta bianco. Credo sia antecedente al primo regalo ricevuto di cui alla domanda 26.

79.L’ultimo oggetto che hai buttato nel cestino? Il pacchetto vuoti di sigarette.
80.La cosa a cui sei più legato? Ai miei ricordi.
81.E la persona a cui sei più legata? Io, MeStessa e Me.
82.Il primo proverbio che ti viene in mente? La legge del menga: chi l'ha in culo se lo tenga.
83.Metti a posto la tua camera? Per forza, o finirei sepolta dai calzini di mio marito.
84.L’ultima volta che l’hai fatto? Stamane.
85.Il massaggio più rilassante? Spalle e collo, il classico "massaggino".
86.Se partecipassi a uno di quei programmi dove trovi come sorpresa una persona famosa che ammiri, chi sarebbe? Mi piacerebbe Scialpi, il mio "scheletro musicale nell'armadio", il mio primo amore di bambina.
87.Appena la vedresti che faresti? Lo guarderei negli occhi, l'unica parte che, pare, ancora non si sia ritoccato. Poi gli racconterei, col suo permesso, come lo vedevo in quegli anni e cosa trovavo nelle sue canzoni.
88.La prima persona che avviseresti? Mio marito, che mi darebbe della rembàmbita senza speranza, o della scema di guerra in tempo di pace.
89.La qualità che stimi di più? La sincera schiettezza.
90.La cosa che ti rimane più impressa al primo impatto con una persona? Lo sguardo.
91.Ciò che fai meglio? Cazzeggiare.
92.Preferisci sole e caldo o afa e temporale caldo e temporalone estivo, o sole e basta? Dipende dagli stati d'animo.
93.L’oggetto più inutile? I cappottini x i cani.
94.Quello più utile? La tessera di una biblioteca.
95. Frase di un film? Signor Gideon? Lei non presta attenzione!
96. Preferisci dare o ricevere? Dare. Ma ricevere non è affatto male.
97.Il modo più semplice per comunicare le cose? Quello diretto.
98.Non sopporti una persona quando? Quando vuol prendere le tue decisioni al posto tuo.
99.I personaggi dei cartoni di cui ti sei "innamorato"? Marin di Baldios, Capitan Harlock, Kiashan, Mark Lenders di Holly e Benji...sempre dei bei tenebrosi, m'invaghivo...

100. Come era qsto test? Decisamente lungo.



Bella giornata.

17:59, 6 December 2006 .. Posted in Di palo in frasca .. 2 comments .. Link

Piove, fa un freddo biscio e mi è andata in stallo la caldaia.

I panni stesi da due giorni non hanno alcuna intenzione di asciugarsi nonostante abbia portato lo stendino in salotto dove il camino acceso dalle 8 di stamane assicura una temperatura  di 24 gradi nel punto + lontano della stanza rispetto al fuoco, il grado d'umidità prodotto dalla lentissima evaporazione è pari a quello della foresta pluviale e l'odore dell'ammorbidente alla rosa risulta gradevole dopo le prime 4 ore, ma adesso comincia ad essere lievemente inquietante.

Però è una bella giornata, xchè due amici che latitano da un bel po' di tempo (uno chiuso in uno studio di registrazione, l'altro in giro a percorrere autostrade su un camion) hanno deciso di farsi vivi nel medesimo pomeriggio.

Mi sono mancati, ma sapere che mi pensano m'ha tatutato un sorriso che nemmeno il dover andare a prender la legna sotto la pioggia m'ha affievolito...



Genova, settembre 2006

14:12, 16 November 2006 .. Posted in Di palo in frasca .. 4 comments .. Link

 

Foto scattata da un barista greco con la fissa x i giochi d'ingegno. Mette le foto di chi risolve i suoi enigmi sul suo sito, ma noi gli eravamo particolarmente simpatici e c'ha fotografati anche se nn abbiamo giocato. Forse xchè era l'ora di chiusura e ci ha lasciati fuori ai tavolini con la richiesta di far poco casino, di nascondere i bicchieri sotto la panca quando avessimo finito e di tirar giù la serranda della finestra alle mie spalle, prima d'andarcene. Ottimo.



Las cadenas también pasan a los blogs..

17:00, 3 November 2006 .. Posted in Di palo in frasca .. 1 comments .. Link

Collegamenti italo-cileni….perdonate la traduzione approssimativa delle domande. (e scusa, Rox, se ho aspettato così tanto)

1.-Da quanto tempo blogghi?
Dalla fine di maggio di quest’anno.
 
2.- Come sei venuta a conoscenza dell’esistenza dei blog e perché hai deciso di parteciparvi?
Il primo blog che ho letto l’ho trovato x caso gironzolando in rete, poi pian piano ne ho “scovati” altri, di vario genere. Ho cominciato a tenerne uno nel momento in cui ho capito che gli “esorcismi” con i quali racchiudevo tutte le mie paturnie nei miei taccuini stavano funzionando, e probabilmente il ragionamento è stato “se funziona in una pagina di carta, magari funziona meglio in una pagina elettronica…”….ma anche no. Forse è stata semplicemente una reazione all’aver tenuto x me tutto quanto troppo a lungo.

3.- Cinque blog che segui giornalmente o con molta frequenza?
L’altro mio blog, xchè non ci scrivo da sola ed è una sorta di “servizio sms gratuito”, il
Cristicchiblog  e la succursale Slacciati Regionali (Redazione Slacciata di cui sono co-direttrice), il blog di un pazzo scatenato che mi risolleva immancabilmente il morale, quello di una nuova amica capitolina, oltre a quelli linkati qui a fianco e ad un’altra dozzina, che sono il mio sentiero notturno nella Rete…

4.-
Sei lettore anonimo di qualche blog? Se si, di quali?
Di parecchi, ma se li elencassi non sarei + anonima…

5.- E riguardo gli autori, nominane 5 che ti sono particolarmente simpatici.
Solo 5? Difficilmente, nonostante la via vena polemica, frequento blog di chi mi sta sulle palle…

Sono particolarmente affezionata alla Rox, che mi ha “passato” questo gioco-test-testimone, che mi manda amicizia e sostegno dall’altra parte del globo, così come le altre due “blog-slacciate” Tabby e Vale, l’angelo nero prima menzionato è una recente e piacevolissima scoperta, e la “capitolina” me fa taja de le risate…
 
6.- Quali blog consideri di miglior qualità?
Dipende da molte cose, e dalla “linea generale” del blog in questione… e oltre gli argomenti, credo sia il modo di scrivere e  di impostare il blog, che lo renda qualitativamente meritevole ai miei occhi. Il blog del Giocatore, quello del SaltoDelCanale, quello della grande donna sono diversi tra loro ma ineccepibili, per me.
 
7.- Con quale bloggers ti faresti una bevuta?E ne hai mai conosciuto qualcuno al di là della tastiera?

Alcuni bloggers li conosco da prima che aprissero il loro blog, altri li ho conosciuti di persona prima di iniziare a leggere le loro pagine, ma la bevuta me la farei con quell’elemento instabile a cui già ho lasciato pagato un drink al lido, quest’estate. E con l'uomo-ombra ed il Giocatore, che non mi stanco mai di sentir parlare.


8.-Con quali tre bloggers passeresti una notte di sesso sfrenato?
Mumble mumble…uno: quello lì….due: quello là….tre:mmm…massì, quell’altro, và… ma…non tutti e 3 insieme, vero? 3 volt is megl che uàn…


9.-Ti sei mai innamorata di un blogger?

No, innamorata mai, ma ad alcune di queste persone voglio davvero bene.

10.-Sei soddisfatto del tuo blog?
Ultimamente del Lucertolaio non molto, si nota, eh? E’ che non è il momento della MastraLucertolaia. Prima deve assestarsi per bene Amoxchtèotl.Quando accadrà, si sveglierà fuori anche la Mastra e forse anche Lohana.

11.-Scegli dai tre ai cinque bloggers che risponderanno a queste domande sul loro blog.
Mmmmm…secondo me, la Tabby e la Vale lo farebbero…lo farebbe anche il Tuareg Isterico.



Quasi quasi mi preoccupo...

11:29, 6 October 2006 .. Posted in Di palo in frasca .. 1 comments .. Link

...del fatto che tendo a dare sempe maggior importanza alla mia vita sociale virtuale piuttosto che a quella reale, e che leggere gli aggiornamenti ed i commenti di certi blog o scrivere "pezzi introduttivi" su commissione di un'amica (reale, lei, però...) comincia ad interessarmi + delle nuove puntate del Doctor House.

Ma tanto la settimana prossima la mia vita sociale reale subirà una brusca accelerazione: niente di meglio di due o tre giorni di reclusione in un reparto neurologico x conoscere gente. Che la metà di quella gente abbia addosso il pigiama e l'altra metà il camice bianco non importa.

Magari trovo pure Doc Greg.

Se si, mi faccio prestare il bastone da infilare sù x il condotto di scarico di chi mi ci ha mandato così poi lo sventolo come una bandiera.



Tirèmm innàànz...

16:59, 25 September 2006 .. Posted in Di palo in frasca .. 3 comments .. Link

Piove governo ladro, L'Agricolo è a letto con la febbre (ma ieri m'ha portato fuori a cena x farsi perdonare l'ultima piazzata e siamo pure andati a fare un po' di camel-trophy notturno col LandRover che ha rimesso a nuovo, su e giù x la montagna: sentieri dello Zoccolo, del Buco del Piombo, del Camino...abbiam deciso che la jeep la sa ciàma "La Sconcia"), domani devo accompagnare mia cugina S. a San Donato x delle visite, dopodomani x l'operazione in dayospital. Domani sveglia alle 6, dopodomani alle 5. Chissefrega? Tanto ancora non mi riesce di dormire, quindi l'orario della sveglia è un eufemismo.

L'Agricolo fa i capricci come tutti gli uomini malati. "Taaaaaaa......mi porti l'acqua?"toh, bevi"non la voglio l'aspirina!"toh, bevi!"non voglio mettere la maglietta"'sti cazzi?Sudato con la febbre in mutande sotto le coperte con la finestra aperta che come ti giri ti scopri fino al culo tu non ci stai, chiaro?"Taaaaaaa.....son le 5 di mattina, chiama il G. e digli che sto male"Sta piovendo che Dio la manda, tempo le 5 e 10 e ti chiama lui a dirti che oggi non andate in cantiere"Taaaaaaaa......c'ho mal di schiena"Atro motivo in + prendere l'aspirina, mostricino mio bello"Ma l'aspirina non la voglio"e allora st'ciopa, che l'infuso di malva non te lo posso fare che quest'anno se l'è mangiata il cavallo.Guarda che vado in banca ed in posta, torno subito, ho dietro il telefono. Passo dal supermercato, vuoi qualcosa?"no.torna presto che ho fame" Son tornata,son stata via neanche un'oretta, che vuoi da mangiare?"mi son fatto un panino che non arrivavi più"buon pro ti faccia, amor mio."Taaaaaaaaaa.....dov'è la Shendra?" a cazzeggiare come qualsiasi altro gatto. Rifugge il pensiero di star lì sul tuo letto di dolore a farsi torturare psicologicamente da te che credi di farla giocare muovendo la mano sotto il piumone. E' gatta, mica fessa. "Taaaaaaaaaa............."

Arrivo amore bello. Arrivo io, arriva l'aspirina, arriva il termometro, rettale, se non la pianti ed arriva un bel caffè caldo. Mettici questo zucchero vanigliato. Sì, sa lievemente di mandorle amare, ma è normale.

Per del cianuro.

Poi sta male sul serio, lui che non s'ammala mai, e sto lì ad accarezzargli la testa mentre s'addormenta via un attimo. Una mano sul mio ginocchio, l'altra sulla pancia, come un bambino. Suda, trema,non russa. Lo copro meglio, gli cambio il cuscino bagnato. Scappo in farmacia appena si sveglia x comprargli altra aspirina da fargli buttar giù tappandogli il naso. E' l'unica concessione alla medicina moderna che son riuscita a fargli accettare.Torno, dorme di nuovo. Ha i brividi, poverino. Se l'è beccata proprio bene 'sta volta. Si sveglia, mi chiede di guardare la televisione con lui, quindi mi sdraio a fargli compagnia. Non aspetta nemmeno la pubblicità "Taaaaaa............" 



Non ne ho voglia.

22:25, 20 September 2006 .. Posted in Di palo in frasca .. 5 comments .. Link

Di pulire casa.

Di lavare i piatti.

Di raccogliere i panni stesi.

Di raddrizzare lo stendino che il vento ha portato a spasso x tutto il balcone.

Di fare il cambio di stagione negli armadi.

Di buttare i vestiti che mi stanno larghi.

Di togliere le ragnatele dal soffitto del salotto.

Di sostituire la lampadina fulminata in questa stanza.

Di cucinare.

Di alzarmi dal divano.

Di smetterla di augurare un'afonìa fulminante a mia cognata quando sgrida i bambini.

Di smetterla di gridare AAARGH a squarciagola quando passa la vicina stronza col cane.

Di smetterla di cantare a voce + alta del volume dello stereo.

Di abbassare il volume dello stereo.

Di rispondere alla telefonata delle 12 e 45 di mia madre.

Di smetterla di spedire sms visionari ed assurdi.

Di aggiornare 'sto blog con ciò che di carino può essermi successo.

Di condividere ciò che di carino può essermi successo.

D'altronde.

Non.

E'.

Ancora.

Successo.

 

Cazzo! 



...E VIA ANDARE!

12:42, 8 September 2006 .. Posted in Di palo in frasca .. 0 comments .. Link

Oggi è il giorno della Madonna.Tradizionalmente, da 'na cifra di anni a questa parte, questo giorno all'Agricolo porta una sfiga esagerata.

Quattro anni ha cioccato la macchina: una volta gli è andato in corto l'impianto del CB, fumo nell'abitacolo, ed ha tamponato una (questa era la renault Fuego verde bottiglia metallizzato), una volta l'han tamponato (questa era la fiat Marengo bianca), un'altra volta 'na tipa è passata col rosso e gli ha centrato la fiancata (questa era la Uno Rap, bianca pure lei), l'anno scorso una cosa simile, ma almeno la macchina non era sua ma della ditta.

Un anno s'è sparato nel braccio con la pistola sparachiodi.

Un anno mentre tagliavano una pianta, mio padre non ha tirato il ramo dalla parte giusta e l'ha centrato sul torace, incrinandogli 3 o 4 costole e fornendomi così di un marito parzialmente color puffo x un mesetto buono.

Potrei continuare.

Sette anni fa, niente.

Ma il giorno dopo m'ha sposata.

Quest'anno ancora non so, xò non risponde al telefonino.

Comincerò a preoccuparmi verso ora di cena, dato che tra l'altro dobbiamo andare a mangiare dai nostri soci del rally.

Domani e domenica trasferta x il Rally della Valcamonica. Faccio finta che mi porta fuori x l'anniversario.

In fondo son anche contenta: siam fuori con amici comuni, in un ambiente che a lui piace molto (xchè è più suo che mio), a fare cose che lo rendono contento. Di conseguenza dovrei riuscire a passare un anniversario tranquillo e sereno, rischia pure di essere divertente, con quella bella marmaglia in giro. Non dovrebbe avere attacchi di rompiballismo, L'Agricolo.

Mi fa pure un regalo: mi sgancia qualche soldo x farmi andare al concerto di Simò di lunedì prossimo.

Scriverò un libro, sulle mie trasferte estive in questi anni: il titolo di questo capitolo potrebbe essere "1 giorno e 1/2 a Genova: tutto in 70 carte. Treno compreso."

E foooooooooooorse non romperà i maroni xchè mi fermo fuori a dormire.

Ah...ha appena richiamato. Fin'ora la Madonna non l'ha colpito.

Ma la mezzanotte è ancora lontana.

Ecco, in effetti mi girano un po' le balle xchè nemmeno quest'anno riesco ad andare alla Fiera di Alzate.

Era una delle mie tradizioni. Anche se non compravo niente, anche se non andavo sulle giostre, almeno la notte dei fuochi alla fiera ci son sempre andata, da che ne ho memoria.

Vabbè, non si può avere tutto, dalla vita.



L( ' )una e l'altra

07:55, 6 September 2006 .. Posted in Di palo in frasca .. 2 comments .. Link

Nottata completamente insonne.

"Dov'è la novità?"

La novità è nel fatto che ultimamente un paio d'ore riuscivo a dormirmele, e nel fatto che ho ottimizzato il mio tempo giocando con un programmino troppo godurioso: http://www.planearium2.de/lash/spstudio.html

così mi sono SouthPark-izzata in versione diurna

e in versione "nottata di libertà alle paranoie"

Adoro quel cartone animato! Sono i miei "amicHi cattivi"! Soprattutto "hannouccisoKENNYbruttibastardi!"

Ma ora, siòre e siòri......ECCO A VOI L'AGRICOLO!!!

 

 

PRATICAMENTE PERFETTI

 



da "La Provincia" di Como del 04/09/2006

16:32, 5 September 2006 .. Posted in Di palo in frasca .. 0 comments .. Link
 

La magia del lago? «Cercatela negli abissi» L'artista laghée Davide Van De Sfroos svela ai lettori de «La Provincia» il segreto del Lario, a cui si ispira per canzoni e racconti «Contemplare quest'acqua è pensare a quello che non si vede, dai pesci ai fantasmi. Di sicuro Dan Brown ci andrebbe a nozze»

Non saprei indicare un punto d'inizio, un anno, un momento in cui i vip hanno iniziato a frequentare il lago di Como. Se non erro, so che gli storici non sono concorsi, il primissimo tour operator delle nostre parti fu tale Caio Giulio Cesare cui piacquero le nostre zone (è il caso di dire «in tempi non sospetti») al punto da creare una colonia. Forse, fra qualche anno, in un film storico hollywoodiano, George Clooney indosserà una toga e interpreterà proprio quel personaggio: allora il cerchio sarà completo (e allora potrebbe pure succedere qualcosa di fantastico o di terribile, perché, come vedremo in seguito, questo specchio d'acqua evoca più di una suggestione magica). Da Plinio a Madonna, passando, alla rinfusa, per Stendhal, Richard Wagner, Alfred Hitchcock, Liza Minnelli o Luchino Visconti, i fan del lago non si contano più. Cosa li attrae? Cosa li affascina? Sicuramente questa è sempre stata una terra magnetica, proprio per la sua struttura. In senso paesaggistico: una zona veramente strana, con una distesa d'acqua irregolare. In certi punti è così stretta che sembra quasi un fiume: a Torno, a Laglio, ti sembra di poter salutare il dirimpettaio sventolando un fazzoletto tanto sei vicino all'altra sponda. In altri punti, invece, è vasto, vastissimo. E quando sei lì in mezzo alzi gli occhi e vedi l'altezza di quelle montagne, li abbassi e pensi a quanto è profondo. Contemplare l'acqua, questa acqua, non si riferisce soltanto alla tavola di piccole onde ma anche a tutto quello che il lago cela, nasconde nei suoi abissi, tutto quello che non si vede, dai pesci ai fantasmi. Qui un autore come Dan Brown, o un altro appassionato di esoterismo andrebbero a nozze: tre elementi si scontrano prepotentemente in mezzo al lago: l'acqua, naturalmente, la terra delle montagne e il vento che ti solletica oppure ti spazza con forza. Proseguendo questa interpretazione non si può non restare incuriositi dalla sua forma, come accadde anche agli antichi. Sui banchi di scuola, da ragazzino, rimasi incantato dalla lettera “lambda” dell'alfabeto greco: è il Lario (oltre a essere il nome di un'automobile). Se lo guardi da un'altra direzione è un'altra lettera, la ipsilon (che è anche un'altra vettura: deve esserci qualcosa sotto...). Con la mia fantasia, che è indubbiamente fervida, può ricordare anche il triskelion, un simbolo antichissimo che Plinio il vecchio ha studiato e raccontato: lui scrisse che era una rappresentazione della Trinacria, secondo me non perché non avesse colto la vicinanza di questo disegno con la forma del lago ma perché, da buon comasco un po' geloso della sua terra, voleva sviare gli interessi. Perché queste forze misteriose, in continuo divenire, ci sono e agiscono. Queste zone possiedono aspetti paesaggistici che possono attirare, certo, il pensionato come il poeta o il viandante, ma ci sono anche degli aspetti misteriosi, dei punti da cui si sprigionano forze che mi colpiscono, e che colpiscono altri, inspiegabilmente. Il Ponte del Diavolo di Lezzeno, la Pietra Pendula a Montepiatto, anche il Prà de la Taca, a pochi metri da casa mia a Mezzegra, oppure oggetti come il Santo Chiodo di Torno. Tutti angoli di potente suggestione. Questo per quanto riguarda l'occulto, ma ci sono anche tantissimi riferimenti sacri, nel vero e proprio senso del termine. Tutti i paesi e gli anfratti delle montagne sono pieni di luoghi di culto, chiese, chiesette, santuari con le loro icone miracolose, le loro tradizioni, le loro feste. Le due facce della spiritualità: da una parte le streghe e le leggende, dall'altra i frati di Piona o la Madonna del Soccorso. E anche i turisti che arrivano sul lago sono di due tipi: ci sono quelli che lo adorano quasi religiosamente, che restano in contemplazione, che vedi passeggiare lungo le rive con un alone quasi mistico. Poi, ovviamente, ci sono anche altri visitatori. Mettono in acqua il motoscafo, da che parte tira il vento, guarda che bel sole, oh che paesaggio, magnifica giornata, e partono rombando, spezzando un po' l'incanto. Diverso il discorso per chi è nato qui oppure vi abita da tanto tempo. Il locale ha imparato a rispettare il lago, rimane colpito dalla sua bellezza ma lo teme, pure, perché lo conosce. Il Lario è profondo, profondissimo e traditore. I suoi venti possono essere alleati o pericolosissimi nemici. Quando si arrabbia fa paura anche ai pescatori più esperti: bisogna saper leggere il cielo, altrimenti è meglio non provarci nemmeno. Ma il lago non è fatto solo d'acqua: c'è tutta la terra che lo circonda impervia ed enigmatica. Gli abitanti devono capire il modo giusto di affrontare questa acqua e terra come ho cantato in decine e decine di canzoni perché chi vive qui sa di appartenere al lago molto più di quanto il lago non appartenga a lui (e non saprei neanche contare quante volte, lontano da qui, sono entrato in contatto con persone che poco o nulla sapevano del lago ma che ha deciso di venire a vederlo dopo aver ascoltato un mio pezzo o hanno letto un mio racconto; so, però, che non vengono per me: il vero divo è il lago). C'è chi scappa, poi. Moltissimi, nel corso delle epoche, hanno sentito il bisogno di andare altrove per non rimanere dei fossili in questa terra. Ma tutti, giovani o vecchi, devono tornare e quando si ritrovano qua avvertono qualcosa di familiare, qualcosa che è fortemente “casa”: sanno che quel qualcosa se lo porteranno dietro per sempre. Bisogna, anche, dire una cosa molto particolare dei “laghée”. Quasi tutti, diciamo un buon sette su dieci, hanno un desiderio occulto e irrealizzabile: svegliarsi, una mattina, e scoprire che il lago si è prosciugato, senza più neppure una goccia d'acqua. Dovrebbe rimanere così anche solo per un giorno, così tutti potrebbero, finalmente, vedere cosa c'è là in fondo. Come tutti sanno, in certi punti si possono superare i 400 metri di profondità: un pensiero che fa venire le vertigini. E là in fondo non ci saranno solo l'oro di Dongo o il Lariosauro o quelle due o tre cose che non si sa neppure se esistono. Guardarlo tutti i giorni e non sapere, non conoscere il fondo, è anche sconfortante: come alzarsi tutte le mattine, andare a fare colazione e trovare una valigia sul tavolo che non puoi spostare e neppure aprire. Un enigma che non può avere soluzione. Invece bisogna “accontentarsi” di quello che il lago è e di quello che dà, o meglio, che vuole dare. Il suo magnetismo è un potere non facilmente decodificabile, riducibile al suo aspetto o al riflesso dell'onda in una bella giornata. Da sempre mi rifiuto di accettare che il fascino di Como dipenda da qualcosa che si può vedere nelle cartoline. C'è qualcosa di più che prende tutti, prima o poi, alcuni in senso positivo, altri in quello negativo: chiamatelo spleen, malinconia, non saprei dire. Certo non tutti sono pronti ad abitare qui o a rimanervi anche solo per pochi giorni, non è da tutti entrare in sintonia. Ci sono due facce: da una parte quella luminosa che affascina e conquista immediatamente. Poi c'è un lato oscuro che ti possiede, lentamente. E questo lato può arrivare anche a scacciarti, a rifiutarti, oppure ad attirarti definitivamente verso di lui. Come una donna? Sì, come una donna dalla bellezza oscura, dal carattere imprevedibile. “Lago” è un sostantivo maschile ma questo lago, nella fattispecie, ha soprattutto caratteristiche femminile, anche solo a guardarne la forma. Femminile è anche il comportamento e quanto vuole stregare qualcuno è molto più Morgana che Merlino. Come mi è capitato spesso di dire, il lago è una donna che ti fa cambiare il colore degli occhi.

Davide Van De Sfroos

Foto di MarinaCauboi 



5 MIE STRANE ABITUDINI

15:37, 5 September 2006 .. Posted in Di palo in frasca .. 3 comments .. Link

Stanotte ho letto di 'sto giochino in giro x la rete, e giusto stamane trovo l'invito dell'Isterico Tuareg a partecipare

Mipiacemipiacemipiace.

Ovviamente sto barando e dico solo le meno incasinate, di abitudini...

 

Regolamento:
Il primo giocatore inizia il suo post con il titolo 5 MIE STRANE ABITUDINI, e le persone che vengone invitate a scrivere un post sul loro blog, a proposito delle loro strane abitudini, devono anche indicare chiaramente questo regolamento. Alla fine, dovrete scegliere 5 nuove persone da indicare. Non dimenticate di lasciare un commento sul loro blog o journal, che dice, SEI STATO SCELTO (si accettano commenti), e dite loro di leggere il vostro.

 

STRANA ABITUDINE N° 1

Quando mangio la pizza, la taglio sempre alla stessa maniera: sei spicchi, ai quali taglio un triangolino in punta che mangio accompagnandomi con la forchetta. Le fette restanti invece, con le mani. Il tutto rigorosamente prendendole in senso antiorario.

Quando mangio quasiasi altra cosa tagliabile, riempio il piatto di pezzetti piccolissimi prima di cominciare a mangiare. In pratica la bistecca è sì tagliata ma strafredda, quando inizio a mangiarla.

 

STRANA ABITUDINE N° 2

Quando levo tutta la rottameria che indosso (x fare la doccia, x lavare i piatti o altro) seguo un ordine ben preciso, mentre altro ordine è quello usato al momento di indossare di nuovo la mia ferraglia ed il mio cuoio: TOLGO anello mignolo dx-anelli pollice dx-bracciale polso dx-anello mignolo sx-anello pollice sx-orologio polso sx-collana. METTO collana-bracciale polso dx-anelli pollice dx-anello mignolo dx-orologio polso sx-anello mignolo sx-anello pollice sx.

gli anelli al medio e all'anulare di entrambe le mani non li tolgo MAI.

 

STRANA ABITUDINE N° 3

Non sopporto antine aperte od accostate, di qualsiasi mobile.Men che meno le ante dell'armadio in camera da letto o la porta del bagno della nostra camera, qui a casa. (vedi, Daniele? Mal comune, mezzo gaudio)

Quando vedo un'antina aperta devo chiuderla.

 

STRANA ABITUDINE N° 4

Quando inizio a leggere un libro, prima di cominciare leggo l'ultima parola prima della fine. Non l'ultima frase. Solo l'ultima parola.

 

STRANA ABITUDINE N° 5

Nel mio disordine totale ed assoluto, interiore ed ambientale, c'è una cosa che non posso non mettere con un ordine preciso, dopo l'uso. I colori. La scatola dei pastelli, i gessetti, i pastelli ad olio, le penne colorate, la pittura x stoffa: DEVONO stare assolutamentein ordine, formando una gradazione che sfuma dal nero al bianco (indicativamente seguendo l'ordine nero-marrone-verde-giallo-arancio-rosso-viola-blu-azzurro-bianco con tutte le sfumature in mezzo al posto giusto.).

 

Ora, il dilemma "a chi far fare 'sto giochino" si pone.....

-Roxana (vediamo un po' le abitudini cilene, dai....)

-Giocatore (massì, potrebbe anche accettare)

-Tabby

-Lothar

-VertigoVerde

 




Macchina del Tempo: dal Forum Cauboi, aprile 2004

15:21, 30 August 2006 .. Posted in Di palo in frasca .. 5 comments .. Link

          

Il post di oggi dell'Isterico Tuareg mi ha fatto

compiere un giro d'associazioni mentali che ha

portato, come risultato, il ricordo di quanto

riportato qua sotto. Sono colleghi, 'sti due.

Si assomigliano alquanto, fuori e forse forse

anche dentro, x quel poco che posso saperne,

e dato che questa è stata l'estate dei

"sosia dentro&fuori"

faccio un bel gemellaggio Daniele/Alessio nel

mio crapino che oggi è battuto dal vento,

dall'emicrania e, tra breve, dal muro.

 

 

Messaggio

 





MessaggioInviato: Lun Apr 26, 2004 9:19 am    Oggetto: da "La Provincia" del 26-04-2004 Rispondi citando Modifica Cancella messaggio

Si stima che 5mila spettatori abbiano assistito alla performance sulle nevi, a quota 2500 metri.
VAN DE SFROOS, PIU' FAN DI BAGLIONI
Trasferta di massa ieri a Livigno per il concerto delle due star

di Alessio B

Sempre più in alto, sempre più in alto. Davide Van De Sfroos ha consumato la sua esibizione sulle nevi dei 2500 metri di Livigno, di fronte ad un pubblico numerosissimo (5 mila persone, ndr) che ha approfittato di una giornata limpida e illuminata da un sole a picco.
Non sono poche le difficoltà per chi deve esibirsi ad alta quota. L'aria più rarefatta potrebbe mandare in iperventilazione chi deve cantare a squarciagola (per non parlare di strumenti delicati come il violino, la tromba ed il trombone che risentono assai degli sbalzi di temperatura). Fortunatamente il problema non si è posto nè per Davide nè per i Desfans giunti in massa, e non è stata una passeggiata, per applaudire il cantore del lago sul cucuzzolo della montagna. All'arrivo una sorpresa che ha scontentato tanti fan: per Van De Sfroos un palchetto risibile, quasi come quelli, improvvisati, sui quali si esibiva all'inizio della carriera. Dall'altra parte un signor palco, con copertura antivento, per l'idolo Claudio Baglioni. Ora, che questi due artisti non sembrino neppure animali della stessa specie è quasi superfluo scriverlo. Di certo Van De Sfroos e i suoi non si sono lasciati intimidire e hanno proposto un set tiratissimo che ha spinto tutti a ballare sulla neve alta così. Si è trattato quasi di un esperimento antropologico:sì, è possibile saltare sugli scarponi andando a tempo, reggendo una birra e gridando, gridando, gridando. Come sempre in prima fila i Cauboi, che la sera stessa si sarebbero esibiti a Cermenate con il loro coro, hanno fatto le prove ad alta quota. E non si può nascondere, non è campanilismo in trasferta ma un dato di fatto, che quando Baglioni ha guadagnato il suo bel palco in tanti avevano già ripreso l'ovovia per ritornare a valle. Ma era un confronto improponibile già in partenza: a ciascuno il suo pubblico, come è giusto. Baglioni, del resto, è apparso in perfetta forma, certo meno arruffapopoli del <> sul palchettino. Il quale ha ben pensato di estrarre dal cilindro anche qualche canzone che sembrava perduta per sempre come Lo sconcio e Ave Maria. Tutti quelli che a Cermenate avevano lamentato la scomparsa di Cyberfolk dalla scaletta sono stati ampiamente ripagati da una versione a cento all'ora che ha scatenato l'abominevole pogo delle nevi. Ma non si è registrato nessuno scivolone nè da parte del pubblico, che non poteva risparmiarsi anche la creazione del consueto serpentone saltellante che accompagna La curiera (con abbondante salva di palle di neve nel finale), nè da parte dei musicisti. Da registrare come la sezione di fiati di Alessio Canino e Pier Giorgio Muccio (alla tromba e al trombone), la fisarmonica di Saro Calandi e la chitarra dalle mille battaglie di Alessio Lorenzi si siano ben amalgamati con gli storici Angapiemage Persico (violino e bouzuki), Alessandro Parilli (basso) e Diego Scaffidi (batteria).
_________________
 "Mastra Lucertolaia".
".... 'na stéla giàamò crépàda che ségüüta a lüsìi de la ràbbia..."

 

 

Alessio



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MessaggioInviato: Lun Apr 26, 2004 6:55 pm    Oggetto: La recensione segreta di Livigno Rispondi citando

Partiamo da alcuni fondamentali presupposti. Innanzitutto i giornalisti non scrivono mai in prima persona a meno che non si chiamino Montanelli (R.I.P.), Feltri (non R.I.P.) o Ferrara (stra R.I.P.). Visto il bell’elenchino potreste anche sospettare che questo mestiere abbisogni di una discreta dose di stronzaggine innata… Al vostro buon cuore. Continuiamo. L’articolo propriamente detto, non è solo il frutto delle spontanee elucubrazioni di chi lo scrive: spesso viene tagliato, allungato, diluito. A volte ci si castra da soli pensando per righe, condensando tutto in pochissimi concetti. Ancora. Un presupposto fondamentale della critica musicale è che chi scrive non deve, ripeto, non deve in nessun caso diventare intimo, o amico o anche semplice conoscente di chi canta. Regole validissime a Manhattan o a San Francisco ma difficilmente rispettabili nella realtà geograficamente ristretta del triangolo lariano (uso sempre con piacere questa espressione per me alquanto evocativa…). Quindi si finisce per conoscere tutti. Ma bisogna far finta di no. Allora nelle interviste si darà del “lei” a chiunque. Anche a chi potrebbe essere tuo figlio, anche a chi del “lei” non lo ha mai preso da nessuno, neanche dalla tributaria. Quindi scrivere pezzi su un artista, il Bernasconi Davide in questo specifico caso, richiede sempre aplomb, distacco e inattaccabile obiettività (su quest’ultimo punto mi rendo conto di scarseggiare parecchio ma che ci volete fare?). Bene: rompiamo, anzi, rompo, per una volta, queste auree regole e vi scrivo le cose come andrebbero scritte una volta per tutte prendendo spunto da Livigno. Fatene ciò che volete.

La partenza per la cima innevata è legata ai tempi tecnici di Paolo Battocchi che ho obbligat… (pardon) che si è offerto di offrirmi un passaggio fino alla mèta. Meglio tacere, per carità di patria, delle conversazioni in macchina, della quantità industriale di telefonate che il manager di Van De Sfroos è capace di effettuare mentre guida e taglia i tornanti con una velocità di crociera di poco inferiore a quella del Concorde. Ma già durante il percorso (la mia promessa di non fumare viene infranta clamorosamente all’altezza di Lipomo) si addensano fosche nubi sull’evento: pare, così dicono “talpe” d’alta quota, che a Davide sia stato riservato un palchettino mentre a Baglioni spetta un signor main stage. Insomma: Van De Sfroos sarebbe l’avanspettacolo del Claudio nazionale. Leggermente adirato, Battocchi scarica tutti i santi del Paradiso addosso a tutta la sua agenda telefonica. Il che contribuisce a inchiodare il suo piede all’acceleratore. Il mio modesto consiglio è: aspettiamo, controlliamo di persona. Arrivo a Livigno, Hotel Paradiso (non quello dei santi di prima). Sul posto troviamo N°1 cane lupo bolso, N°1 cantautore in maglione, N°1 Stefano Gerosa, responsabile security e organizzazione (cacciato dall’A-Team perché faceva paura a Mr. T) che ha perfettamente organizzato la salita a Mottolino per incontrare gli organizzatori e, soprattutto, cenare. In breve (per capirci, manco il tempo di vedere le camere) ci raggiungono N°1 Pocahontas e N°1 Scaffidi, armati di furgone. Dopo essere sopravvissuto alla guida del Battocchi affronto senza timore l’ovovia (per inciso: mi terrorizzano anche le motorette, figuriamoci quel coso certamente malsicuro e destinato a un inevitabile disastro, come tutti gli aerei, del resto). Il ragionamento è: perché il buon Dio mi avrebbe permesso di arrivare fin qui solo per farmi schiantare sulla neve a bordo di questo coso? Avevo ragione. Arriviamo allo chalet che sembra un Autogrill versione montagna. Temperatura: fuori -6, dentro +38. L’impatto è devastante. Bastano pochi istanti per renderci tutti conto di un’incontestabile realtà: è un figodromo (dall’unanimità della considerazione resta escluso il solito Battocchi in quanto munito di consorte…). Ma noi non ce lo godremo: veniamo relegati in un angoluccio a dividerci una cena che tarda ad arrivare. Non prima di aver rinvenuto un pensoso Alessio Lorenzi che scruta il tramonto tra i monti (per forza, se no che razza di tramonto sarebbe? Ah! Ah! ehm…). Durante la cena cerco orrendamente di arruffianarmi lo Scaffidi il quale, fresco morosato, frustra le mie speranze di fare capolino nell’altra stanza dove, immagino, si svolgono baccanali luculliani in un turbinare di fanciulle generosamente svestite che si producono nella danza del ventre oscena. La realtà, invece, è quella del Parilli che non tocca un pezzo di carne se vi è stato appoggiato a fianco un pomodoro, scarta la verdura da qualsiasi piatto e considera contaminata qualunque cosa sia venuta a contatto con un vegetale. E poi dicono che io sono un tipo strano… Finita la cena (ottima, per la verità) mi rendo conto che siamo a Livigno. Livigno, dove pullulano i locali notturni. Livigno, dove l’alcol costa cifre irrisorie. Livigno, dove il divertimento notturno, lecito e illecito, è assicurato. Invece siamo a Livigno, dove Gerosa richiama tutti all’ordine: “Ragazzi, adesso in branda (sic)! Domani mattina appuntamento alle sette nella hall, partenza con il pulmino alle sette e trenta, arrivo a Mottolino alle otto e sound check che deve terminare tassativamente (sic bis) entro le dieci meno dieci”. Vorrei chiedere se io posso andare, ma ho paura di beccarmi due giorni di consegna. Mi resta solo un veloce drink in una simpatica bettola dove suonano musica dal vivo ma che, invece, spara a tutto volume “Aserejé” (Apro una lunga digressione. L’irresistibile pezzo delle pomodorine è uno spartiacque di incalcolabile portata. Quando le sue note risuonano nell’aere osservate le fanciulle che vi circondano: se continuano a chiacchierare ma, intanto, muovono meccanicamente le mani completamente prigioniere del riflesso incondizionato del balletto c’è sicuramente qualcosa che non va…). Finalmente riesco a vedere la mia stanza che è un buco sovrariscaldato, il materasso è durissimo, il cuscino è croccante. In televisione c’è la consueta offerta di Rai e Mediaset del sabato sera, una cosa che non ero costretto a guardare da anni. Purtroppo ho dimenticato a casa i libri che sto leggendo in questo momento (“Ermeneutica della filologia romanza”, “L’estro armonico” e “Zio Paperone pesca lo skirillione”, per inciso) e non mi resta che rifugiarmi in un soft core teutonico (ve lo riassumerei ma senza i sottotitoli sono schiacciato dall’impenetrabilità della lingua). (Mi rendo conto solo ora che l’ultima frase mi contraddice e riassume, in parte, il soft core…). Sveglia di buon ora (col cacchio che mi becchi alle sette, Gerosa…), ritrovo con il Battocchi pronto a trasformarsi nello Yeti di fronte al palco. E alla fine lo vediamo, questo palco. Non è che è più piccolo di quello di Baglioni, non è neanche più brutto… Diciamocelo: è proprio una merda di palco. Nemmeno nella lontana era dei Tavernelli Davide si era ritrovato su un tavolato di geometria non euclidea in pendenza, senza protezioni dalla pioggia e dal vento. Eccheccacchio! A constatare la miserrimità di questo schifo il manipolo dei Cauboi, giunti da ogni dove per inerpicarsi fino in cima. Non temono il freddo e il sole. Io e il Baffo siamo, come sempre, i più temerari: niente protezione solare, niente occhiali da sole. Constatato pressoché immediatamente che siamo anche i più pirla incarichiamo via cellulare la prode Natalia dell’acquisto di lenti scure (lei, beata, almeno ha visto Livigno downtown di giorno) con una fondamentale raccomandazione: “di poco prezzo, grazie”. Intanto osservo le attrezzature da neve di chi mi circonda e mi distinguo subito: indosso la mia mise da centro Como come sempre. Intanto parte il sound check di Baglioni e qui scattano alcune considerazioni. Punto primo: va bene i Pooh (no, non va bene ma facciamo finta), va bene gli 883 (ma no, non va bene, ma ho detto facciamo finta), va bene Ligabue (evabbé, sono incontentabile, in realtà non mi va bene neanche il Liga), almeno fanno musica un po’ mossa, fanno saltare la gente. Ma chi ha volglia di ascoltare “Sabato pomeriggio” di domenica mattina a 2500 metri con un freddo biscio? Quelle del Baglioni sono canzoni da sentirsi sul divano di casa, con la morosa/moglie accoccolata sulla spalla, sorseggiando Oropilla e commentando “Cara, quanti ricordi…” (personalmente lo trovo intollerabile anche così: immagino l’Inferno come un ascensore guasto, io sono chiuso dentro per l’eternità e per l’eternità la filodiffusione trasmette “W l’Inghilterra!”). Punto secondo: ma chi cavolo è Baglioni per provare la voce senza farsi vedere. Ah Clà, ma datte ‘na calmata che qui nun te pija a ppalle nessuno. Intanto sulla stia di Davide compare un triste personaggio che si porta dietro la Casalegno (qui potrei fare un’ennesima digressione ma so che ci sono minorenni che frequentano il vostro sito). Peccato che non dica che si tratta di lei e la coppia venga bellamente ignorata da quelli che si accalcano sotto il palco. Quello sbagliato (sbaglionato?). Intanto il Baffo mi propone una chiave di lettura impubblicabile: “Rompe il ghiacchio Davide Van De Sfroos, rompe i coglioni Claudio Baglioni”. Peccato non poterlo scrivere da nessuna parte. Parte anche il concerto del Bernasconi. I fiati sono freddi, il violino perderà l’accordatura, Lorenzi rischia di tagliarsi le dita con le corde gelate, Poca sembra un effetto speciale di Alien. Ma non importa, bisogna fargliela vedere. La parola d’ordine, ancora una volta, è solo e sempre quella: “Viuleeeeeeeeeeeeeeeeenza!!!!!!!!!!!!!!!!!”. E’ un concerto tirato, a cento all’ora, da saltare dall’inizio alla fine. Ci sono anche due simpatici ragazzetti in taglio nazi che brandiscono due bionde (nel senso delle birre) urlando a squarciagola. Davanti a me c’è una bimbetta di circa sei anni che zompa centrando, inevitabilmente, il mio piede destro. Non fa male. Che sia congelato? Intanto la gente si sposta, capisce di avere sbagliato palco, si accalca, salta, canta, piange, scia (va bé). A Cermenate erano intimiditi, era la prima data, erano sotto un tendone, forse erano anche troppo certi che sarebbe andato tutto bene. Qui sono incazzati, umiliati e infreddoliti. E girano a mille. Qualcuno si era lamentato dell’assenza di “Cyberfolk” nell’ultimo concerto. Eccola qua, più lanciata del Battocchi in curva. Qualcuno tenta il pogo nella neve. Confesso di avere paura. E’ quasi finita, non resta che “La curiera” e, devo farlo, mi unisco al trenino per non esserne travolto ma anche perché mi sto divertendo come un pistola (intanto scruto con gli occhi per individuare il collega fotografo della redazione di Sondrio, non si sa mai…). Alla fine è un trionfo. Quando Davide e i suoi scendono dal palco la gente inizia a sciamare. Se è vero che c’erano cinquemila persone, almeno quattromila hanno mollato il colpo prima di Baglioni. In proporzione Davide batte Claudio 5 a 1. Cicca, cicca, cicca! E andiamo via: stateci voialtri ad ascoltare “Strada facendo” a meno sei. Noi andiamo giò, che stasera c’è chi deve cantare a Cermenate e non ha più uno straccio di voce a disposizione. Aaaaaahhhhhh, che bello. E diciamolo che tutte le volte che quel tizio canta “Pulenta” io ho il groppo in gola, che quasi piango quando sento parlare del Genesio, che ho un mancamento su “Poor Italia”. Sì, sono tre accordi, li sanno fare tutti. Ma non così. In più sono pure milanese e quella lingua lì in certi punti mi è oscura quanto il turcomanno antico. Ma non c’è niente da fare. Intanto è finita. Mi attende un altro viaggio a duecento all’ora. Ma non importa… Visto, sottoscritto, non pubblicato Alessio B G


Ultima modifica di Alessio il Lun Apr 26, 2004 9:51 pm, modificato 1 volta in totale

 


MessaggioInviato: Lun Apr 26, 2004 8:51 pm    Oggetto: Rispondi citando Modifica

Alessio, già ne avevamo il vago sospetto...dopo questo "articolo-che-più-de-sfroos-non-si-può" (inteso proprio fatto de scundònn) direi che abbiamo la certezza: per i tuoi meriti sul campo in quel di Livigno verrai proposto al titolo di "Descüsìì honoris causa". Ritengo che il resto del comitato direttivo non possa che appoggiare la mozione (vero Michi?). Prossimamente ti spiegheremo, forse e sottolineo forse, cos'è(chi è) un descüsìì. Nel frattempo ritieniti debitamente onorato e anche alquanto favorevolmente impressionato, prego.....anzi, grazie! Grazie x la compagnia e x il tenores del quale purtroppo nn è rimasta traccia alcuna...
_________________
 "Mastra Lucertolaia".
".... 'na stéla giàamò crépàda che ségüüta a lüsìi de la ràbbia..."

 



Messaggistica notturna

01:13, 19 August 2006 .. Posted in Di palo in frasca .. 1 comments .. Link

Orari normali x parlare non ne abbiamo.

Con F.DoC si tira mattina sia in chat, che in msn, che con gli sms (finchè non crolla miseramente addormentata a metà di una risposta, ma ha la scusante che è un po' malata, ultimamente.).

Con S. detta VertigoVerde si tira mattina e basta.

E' normale che all'una passata di notte si cominci un discorso con "ma, esattamente, cosa cazzo ci è venuto in mente di dire che io e te dovevamo avere delle cose da condividere?" e continuare con Elementi Destabilizzanti comuni, articoli x signora a pile e non, cameratismo, sorellismo, lupe solitarie e branchi a fasi alterne.Sapendo che ci si vedrà tra qualche ora e si passeranno 2-3 giorni insieme.

Ottimo!



Blog-empatia

01:07, 18 August 2006 .. Posted in Di palo in frasca .. 3 comments .. Link

Ultimamente mi sto riscoprendo ad affezionarmi a vanvera.

Nel senso:

leggi vari blog, ti scegli quelli, x te, + interessanti,diventano tappa fissa nel tuo giringirare notturno in Rete, commenti perchè ti senti di farlo, sei felice quando rispondono ad un tuo commento

e poi

cominci a pensare agli autori di quei blog con affetto, gioisci delle loro gioie, ti incupisci per i loro momenti bui, fai parallelismi tra ciò che raccontano loro e ciò che hai tu, da raccontare.

Li senti vicini. Ti senti loro vicino.

Potente, il farsi i cazzi degli altri, nevvero?

Eppure, certi blog li apri ogni volta con un sorriso.

E di questi tempi non è mica poco.



Necessità primarie di metà agosto.

01:08, 16 August 2006 .. Posted in Di palo in frasca .. 0 comments .. Link
  • un clima estivo degno di tale nome.
  • una vita sessuale degna di tale nome.
  • riscontri telefonici, messaggistici nonchè vocali.
  • un Elemento di Disturbo che si annoi meno velocemente.
  • la possibilità di prendere e partire quando cazzo ne ho voglia e soprattutto quando serve.
  • una flebo d'Akuadüülza x quando torno a casa.
  • la possibilità di estrarmi i pensieri dalla testa come Albus Silente, x riporli altrove. Scriverli non è abbastanza. Scriverli non è liberatorio. Scriverli non è sicuro.
  • una fontana di benzina v-power nel giardino di casa, così da non dover rinunciare alla liberazione che mi dà il guidare solo perchè non c'ho 'na breccola x fare il pieno al mio catorcio.
  • un filtro-segreteria telefonica che risponda alle telefonate di mia madre con le cose che si aspetta di sentire, così ch'io possa evitare di farmi smaronare 2 volte al giorno, puntuale come l'esattore delle tasse.
  • la capacità di sbattermene altamente di tutte le cazzate che invece mi fanno male.
  • la capacità di fare male a chi ne fa a me.
  • la capacità di lasciarmi scivolare addosso tutto quello che non voglio.
  • un teletrasporto funzionante da tenere in garage.
  • 6 ore di sonno filate tutte le notti.
  • ok, anche una notte sì ed una no va bene uguale, basta poter fare un sonno come si deve.

DICHIARO WOLVERINE COME MIO UOMO IDEALE:

CINICO

SPIETATO

PASSIONALE

DOLCE SUO MALGRADO

SELVATICO AL PUNTO GIUSTO

E

CON LAME D'ADAMANTIO INCORPORATE.

non potrei pretendere di più, dalla vita.



Si prospetta un'estate...

16:50, 2 August 2006 .. Posted in Di palo in frasca .. 5 comments .. Link
...psicologicamente impegnativa ed intrigante.

La Collezionista di Sassi

23:13, 5 July 2006 .. Posted in Di palo in frasca .. 2 comments .. Link

# E’ sempre lì, circondata dalle sue pietre: le prende, le sposta, le colora, le incide… poi le dispone in cerchio, attorno a sé, come a creare un muro tra lei e ciò che quei sassi le ricordano.
Dice che certi sassi le parlano. Quando ne raccoglie uno, è perché l’ha chiamata per nome e le ha sussurrato il suo, di nome. Quello segreto, che gli altri sassi non sanno.
Non mi ha mai detto quando ha cominciato a sentir parlare le pietre; so solo che conosce altri come lei, altri che le sanno ascoltare e che però sono fuori di qui. Nessuno dice loro che non è vero, nessuno mette in dubbio le loro parole… forse in definitiva nessuno gli crede.
Alla Collezionista di Sassi invece hanno creduto e l’hanno spedita qui, dove non può rivelare i segreti della roccia, le storie diverse ed uguali che i sassi le raccontano: c’è quel sasso che ha volato dritto contro l’amico della mano che l’ha lanciato, c’è quello che si è fatto calpestare da un’ombra e ne ha strappato un pezzo, quell’altro invece prima era un sentimento, ma lo usavano così poco che quando è diventato troppo pesante ed è caduto non si sono nemmeno accorti di averlo perso... e lei l’ha raccolto, ha sentito il suo richiamo, ha dipinto un fiammante cuore rosso su un lato ed un occhio spalancato sull’altro.
Se ne stà lì, con i sassi attorno, e li consola uno alla volta ricordando per loro. #




16:22, 5 July 2006 .. Posted in Di palo in frasca .. 0 comments .. Link

Devo dire a David Lynch di piantarla: + vado avanti + sembra che sia il regista di cio' che sogno, solo che Twin Peaks era la brutta copia.

Se il "fire" vuole "walk with me" veda un po' di contribuire alle spese di viaggio, eccheccavolo!



La mia t-shirt x l'estate!

17:09, 25 June 2006 .. Posted in Di palo in frasca .. 2 comments .. Link



E' giunta l'ora?

21:37, 24 June 2006 .. Posted in Di palo in frasca .. 0 comments .. Link

# E adesso l'ora è quella di raddrizzare il mio, di cuore, ed indosso nuovamente i simboli dei quali mi hanno voluta spogliare. Lucertole ed amuleti. Un passo indietro x difendere i miei confini, mentre ascolto la mia vecchia musica, le canzoni di quando ero bambina, ragazzina. Non posso rinunciare al nascondiglio creato da 'ste note conosciute, legate a tante cose. Non scelgo coscientemente se aprire ricordi belli o brutti. Tutti sono mattoni del muro che mi accompagna, come lo sono le storie dei libri che rileggo all'infinito. non riesco a farne a meno e non voglio neanche. Ora c'è Scialpi a dirmi che "non ci sono show, niente + spettacoli" da una cassetta frusciante sempre + smagnetizzata, ma ogni volta che sento l'introduzione è un brivido e l'immagine di me bambina ad imitarne il balletto prendendo a pugni l'aria, sul balcone. Ho appena riletto "il nome della rosa" e non so + che fine abbia fatto la prima copia che ho comprato, di quel libro. Mentre l' "Herbert Fanucci" che il Davide m'ha regalato la notte dell'incidente son riuscita a leggerlo una volta sola. Ancora non riesco a riaprirlo, sapendo cosa ci troverò. Ma tutti gli altri son lì ammonticchiati sulla libreria, su ogni ripiano in giro x casa. M. ha detto che il Simone sta scrivendo un libro. Forse ci metterà uno dei racconti del concorso. Io ho mandato "La Collezionista di Sassi". Ho solo dovuto aggiungere 2 frasi. Sarebbe incredibile sentire il Simò che interpreta le mie parole, come sa fare lui. Che effetto farebbe vederle stampate? Quando le xsone che fin'ora hanno letto le mie le mie accozzaglie di parole si contano sulle dita di una mano? Il F. voleva fare un libro con le poesie mie e della M. Lei sa che cosa c'è dietro le mie parole. F. è talmente poeta che non andrebbe al di là della parola scritta. Come dev'essere sciogliere le pastoie e lasciare che tutti vedano i tuoi pensieri? Che li giudichino? Che li travisino? Se ne impadroniscano? Come fanno il Davide, il Simone, il Peppe, l'Ale? Come possono affidare parte di sè stessi alle parole ed alle note x poi liberarle al mondo, tra gente che, è giocoforza, difficilmente o quasi x niente le accoglierà con lo stesso stato d'animo con il quale loro le hanno concepite? Questo x me è coraggio, signori! E' coraggio come lo è andare avanti senza aver paura di guardare indietro, non dimenticando nulla di ciò che hai già vissuto, nel bene o nel male. Sento le prime parole "un palazzo fatiscente, una stanza piena d'ombre". Hallò, che sto già piangendo come una cogliona! Non voglio rinunciare a queste cose, reazioni automatiche come i cani di Pavlov, ma DioBono son mie! "Finalmente sto volando ma con ali di cemento". E' una frase che mi ha accompagnata fino ai miei 30anni. "Nessuno che mi aiuta e l'anima è xduta". Dovrei ripulire casa, è conciata da far spavento, invece sono stravaccata sul divano con in mano la penna. Al solito. Dovrebbe essere il mio motto, molto + che "io mi fido". Il mio epitaffio, anche.

Xchè no? Tanto quando schiatto io voglio essere cremata. E se chi di dovere non butta almeno una cucchiaiata di cenere dal Bollettone in una nottata di vento lascio scritto di portare le ceneri alla Schiapparelli e di farci fare le supposte, così se non ci son riuscita da viva glielo metto nel culo da morta, quindi cazzo mi frega di quel che scriveranno sulla lapide, se non ci sarà una lapide? "DJ cambia musica che questa qui è umidaaa!". Vecchia musica, vecchi libri, vecchie foto e vecchi film. Fossilizziamoci! Cambia qualcosa? No. Attendo sempre ciò che deve arrivare, immersa nel ricordo di ciò che è stato prima, finchè non arriva, lo vivo e diventa automaticamente un altro ricordo. Un altro mattone. E così via, e così via. E' così. Via. #



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