TUOBLOG.IT

La vita mia

I bambini imparano ciò che vivono

12:23, 22 April 2010 .. 3 comments .. Link

I bambini imparano ciò che vivono.

Se un bambino vive nella critica impara a condannare.

Se un bambino vive nell'ostilità impara ad aggredire.

Se un bambino vive nell'ironia impara ad essere timido.

Se un bambino vive nella vergogna impara a sentirsi colpevole.

Se un bambino vive nella tolleranza impara ad essere paziente.

Se un bambino vive nell'incoraggiamento impara ad avere fiducia.

Se un bambino vive nella lealtà impara la giustizia.

Se un bambino vive nella disponibilità impara ad avere una fede.

Se un bambino vive nell'approvazione impara ad accettarsi.

Se un bambino vive nell'accettazione e nell'amicizia impara a trovare l'amore nel mondo.

Doret's Law Nolte

 

 

 

 



E CRESCENDO IMPARI.......

08:22, 20 April 2010 .. 2 comments .. Link
E crescendo impari che la felicità non e' quella delle grandi cose.
Non e' quella che si insegue a vent'anni, quando, come gladiatori si combatte il mondo per uscirne vittoriosi...
La felicità non e' quella che affanosamente si insegue credendo che l'amore sia tutto o niente,...
non e' quella delle emozioni forti che fanno il "botto" e che esplodono fuori con tuoni spettacolari...,
la felicità non e' quella di grattacieli da scalare, di sfide da vincere mettendosi continuamente alla prova.
Crescendo impari che la felicità e' fatta di cose piccole ma preziose....
...e impari che il profumo del caffe' al mattino e' un piccolo rituale di felicità, che bastano le note di una canzone, le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore, che bastano gli aromi di una cucina, la poesia dei pittori della felicità, che basta il muso del tuo gatto o del tuo cane per sentire una felicità lieve.
E impari che la felicità e' fatta di emozioni in punta di piedi, di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore, che le stelle ti possono commuovere e il sole far brillare gli occhi,
e impari che un campo di girasoli sa illuminarti il volto, che il profumo della primavera ti sveglia dall'inverno, e che sederti a leggere all'ombra di un albero rilassa e libera i pensieri.

E impari che l'amore e' fatto di sensazioni delicate, di piccole scintille allo stomaco, di presenze vicine anche se lontane, e impari che il tempo si dilata e che quei 5 minuti sono preziosi e lunghi più di tante ore,
e impari che basta chiudere gli occhi, accendere i sensi, sfornellare in cucina, leggere una poesia, scrivere su un libro o guardare una foto per annullare il tempo e le distanze ed essere con chi ami.

E impari che sentire una voce al telefono, ricevere un messaggio inaspettato, sono piccolo attimi felici.
E impari ad avere, nel cassetto e nel cuore, sogni piccoli ma preziosi.

E impari che tenere in braccio un bimbo e' una deliziosa felicità.
E impari che i regali più grandi sono quelli che parlano delle persone che ami...
E impari che c'e' felicità anche in quella urgenza di scrivere su un foglio i tuoi pensieri, che c'e' qualcosa di amaramente felice anche nella malinconia.

E impari che nonostante le tue difese,
nonostante il tuo volere o il tuo destino,
in ogni gabbiano che vola c'e' nel cuore un piccolo-grande
Jonathan Livingston.
E impari quanto sia bella e grandiosa la semplicità.
( Anonimo ) 

 

 

 


 



E' scomparso Raimodo Vianello.

13:19, 15 April 2010 .. 3 comments .. Link

Con lui scompare un mito. Uomo raffinato ed ironico che rimarrà sempre nei nostri cuori per la sua innata simpatia. Non potremo mai dimenticarlo in coppia con la sua adorata Sandra e le sue ironiche battuttitene che le lanciava continueranno a farci sorridere.

Il 7 maggio avrebbe compiuto 88 anni  e, anche se fisicamente non è più con noi, resterà per sempre simpaticamente nei nostri ricordi.

 

Raimondo Vianello (foto Kikapress)

 

 



Aprile colorato

15:38, 8 April 2010 .. 2 comments .. Link

Aprile mese gentile

adorna i prati di fiori colorati

ove bimbi gioiosi fan mille capriole.

Tenere gemme spuntan sugli alberi

e nel cielo turchino gli uccelli fan festa.

Scorre  lieto il limpido ruscello

donando acqua fresca al mite agnello.

Lieve il vento soffia tra i rami

e rallegra i cuori di tutti gli umani.

 

Amedeo Minghetti

Image Hosted by ImageShack.us gif animate pecore (48)

 

 



Buona Pasqua a tutti!

10:53, 26 March 2010 .. 5 comments .. Link

Con qualche giorno d'anticipo, auguriamo a tutti voi una felicissima Pasqua :-)))

Noi domani mattina partiamo per il Messico dove resteremo una decina di giorni.

Auguriamo ai nostri amici aquilani che possano avere a distanza di un anno dal devastante terremoto una Pasqua più serena e ritrovare un pò di pace e tranquillità.

Vi abbracciamo tutti con grande affetto

Ami   Erika  e  Mattia  

    

 

          

 

 



Il piccolo scoiattolo

08:35, 25 March 2010 .. 2 comments .. Link

Lo scoiattolo non riusciva
più a dormire…
Schiuse le palpebre, fece
capolino da sotto la gran coda
in cui era avvolto, sbirciò da
uno spiraglio del tettuccio, il sole lo guardava.
Presto presto si strofinò gli
occhietti, arruffò il letto, afferrò
una noce e si pose
a sedere.
Aveva molta fame, ma era
anche ben provvisto: tutto
il nido era foderato di noci.
Ne vuotava una, gettava via
il guscio e ne tirava fuori
un’altra da sotto il letto.
Così, quando nel pancino non
ce ne stettero più, si diede
una lisciata ai baffi e si
mise a fare capriole.
Era arrivata la Primavera.

 

 

 

File:Eastern Grey Squirrel in St James's Park, London - Nov 2006 edit.jpg



Zeppole di San Giuseppe

07:53, 19 March 2010 .. 2 comments .. Link

 

‘E canuscite ‘e zeppule?

Si pruvenite ‘a Napule

‘a cosa è assaje  probabile.

P’e fà  nunn’è difficile:

acqua e farina, impastale,

e po’ miettele a frijere

pe dint’all’uoglio cavere.

Al finale, c’ea stennere

nu’ velo fatt’e zucchere.

Si nun ce crire, pruovale:

par’o magnà dell’Angele!

E’ vero o no; sti zeppule

nun songo irresistibile?

 

Non conosci le zeppole?

Se non vieni da Napoli

la cosa è assai probabile.

Preparale, ch’è facile:

procurati – è fattibile –

farina ed acqua. Impastale,

e poi nell’olio friggile.

Di zucchero cospargile:

ti mangi anche le briciole!

Se non ci credi, provale,

e poi dirai: ‘ste zeppole,

che gusto irresistibile!

 

Ingredienti per 6/8 persone:

-confettura di amarene o amarene sciroppate

-Olio per friggere

Per la pasta:
-6 uova
-300 gr. di farina
-50 gr. di burro

-1/2 litro di acqua

-zucchero a velo

Per la crema pasticcera:
-50 cl. di latte
-2 uova
-100 gr. di zucchero
-80 gr. di farina
-1 limone

 

preparazione pasta:

1 - Versare in una pentola l'acqua con il burro e il pizzico di sale, accendete il fuoco a fiamma media, quando l'acqua comincerà a fare le prima bollicine, ma non a bollire, versatevi la farina setacciata tutta insieme e mescolare energicamente per 10 minuti con la frusta fino a quando il composto non si staccherà dai bordi della pentola.

2 - Spegnere il fuoco e aggiungere le 6 uova, uno alla volta sempre girando con forza ed eventualmente con una frusta elettrica finchè si sarà amalgamato tutto il composto. Lasciar riposare per 20-25 minuti.

Preparate ora la crema pasticcera:

1 - lavorate in un recipiente lo zucchero con i tuorli di 2 uova fino a ottenere un composto bianco e spumoso. Aggiungere la farina setacciandola con un colino per non formare grumi, il latte e due pezzetti di buccia di limone.

2 - porre il recipiente su fuoco a fiamma media e addensare la crema senza far bollire, mescolando continuamente con un cucchiaio di legno. Togliere le bucce di limone e lasciar raffreddare.

Procedete alla frittura delle zeppole:

1- riempite di olio per friggere una casseruola dai bordi alti, in quanto le zeppole devono essere immerse completamente nell'olio altrimenti non si gonfiano. Mettete la casseruola sul fuoco a fiamma media.

2 - riempite di pasta una siringa da pasticcere con la bocca larga e premete il composto in un piattino da caffè unto di olio, dandogli la forma di una ciambella.

3 - lasciar scivolare una zeppola alla volta nell'olio ben caldo, ma non fumante e cuocerla fino a quando si gonfierà. Alzare leggermente la fiamma per farla colorire, toglierla senza perforarla e appoggiarla su una carta assorbente.

4 - procedere alla cottura di un'altra zeppola e assicurarsi ogni volta che l'olio non sia troppo bollente.

5 - quando le zeppole si saranno raffreddate, cospargetele di zucchero a velo, porre nel mezzo poca crema e mezzo cucchiaino di confettura di amarene o di amarene sciroppate e servire.

 

 



Saint Patrick's Day

08:13, 17 March 2010 .. 2 comments .. Link

Saint Patrick's Day (in italiano: Giorno di San Patrizio; in irlandese: Lá ’le Pádraig or Lá Fhéile Pádraig), spesso chiamato anche St. Paddy's Day o più semplicemente Paddy's Day, è una festa di origine cristiana che si celebra il 17 marzo di ogni anno in onore di San Patrizio, patrono dell'Irlanda.

Il 17 marzo è festa nazionale nella Repubblica d'Irlanda, mentre è una Bank holiday nell'Irlanda del Nord. Celebrazioni vengono fatte anche nell'isola di Montserrat, in Canada, nel Regno Unito, in Australia, negli Stati Uniti d'America, in Argentina e in Nuova Zelanda; Paesi dove comunque non viene riconosciuta come festa ufficiale.

Il giorno di festa per San Patrizio è stato inserito nel calendario liturgico della Chiesa cattolica già all'inizio del XVII secolo su pressione dello storico, nonché frate francescano, Luke Wadding, nato a Waterford (nell'Irlanda sud-orientale). Il santo missionario veniva però già celebrato in alcune chiese irlandesi da parecchio tempo prima.

Saint Patrick's Day cade spesso durante il periodo della Quaresima. In passato è anche capitato qualche volta che cadesse proprio durante la Settimana Santa. È successo per esempio nel 1940 e allora le celebrazioni in onore di San Patrizio furono spostate al 3 aprile, proprio per evitare che coincidesse con la Domenica delle Palme. E ancora, nel 2008, furono anticipate al 15 marzo per lo stesso motivo. St. Patrick's Day non cadrà più durante la Settimana Santa fino al 2160, quando cioè coinciderà con il lunedì precedente la Pasqua. Nel Nord America, dove buona parte della popolazione ha origini italiane, le celebrazioni per il Giorno di San Patrizio vengono spesso unite con quelle per San Giuseppe, festività che cade due giorni dopo: il 19 marzo.

Il Giorno di San Patrizio viene ormai festeggiato in quasi tutto il mondo e non più solamente da chi abbia discendenze irlandesi. Le celebrazioni sono generalmente incentrate su tutto ciò che abbia a che fare con l'Irlanda e il verde (simbolo dell'isola). In questo giorno infatti si suole mangiare cibo di quel colore e vestirsi della stessa tonalità. In particolare, sui vestiti ad esempio, non può mancare il trifoglio.Questa pratica era diffusa già agli inizi delle celebrazioni in onore del Santo; questo perché la tradizione afferma che egli spiegò la Santa Trinità agli irlandesi pre-cristiani proprio attraverso questa pianta a tre foglie. Di conseguenza vestirsi di verde il 17 marzo e il trifoglio stesso, sono diventati simbolo di quel giorno. Caratteristiche del Paddy's Day sono anche le sfilate per le vie cittadine, soprattutto a Dublino, in Canada e negli Stati Uniti. Ogni anno le acque del fiume Chicago (che scorre nell'omonima città) vengono tinte pure loro di verde.

 

Tantissimi auguri di buon onomastico al nostro carissimo amico Patrick!

 

^__^      ^ . ^      ^_^

 

Ami      Erika     Mattia    



Primavera è sulla soglia

11:24, 15 March 2010 .. 2 comments .. Link

Primavera è sulla soglia:
verzica l'erba sul prato
e si beve il sole grato
per la pùnta d'ogni foglia.
I monti escono dalla bruma,
peschi e mandorli novelli
sorgon ricchi di gioielli
su la terra nera che fuma.
Primavera è sulla soglia:
Le fontane tintinnano leggiere,
trema il cuore di piacere
e di cantare s'invoglia.
Canta, o cuore! Canta e suona!
E' così bello il creato
col suo mistero e il suo fato
e la vita è così buona.

 

Angiolo Silvio Novaro

 

 

 

 

 

 



DONNA

09:54, 8 March 2010 .. 1 comments .. Link

Nel tuo esserci l’incanto dell’essere,
La vita, tua storia,
segnata dal desiderio d’essere
semplicemente donna!
Nel tuo corpo ti porti,
come nessun altro,
il segreto della vita!
Nella tua storia
la macchia dell’indifferenza,
della discriminazione, dell’oppressione…
in te l’amore più bello,
la bellezza più trasparente,
l’affetto più puro
che mi fa uomo!

 

Eliomar Ribeiro De Souza

(Poeta brasiliano)

 

 

 

Nel giorno della vostra festa  ripropongo quella bellissima poesia per dire ad Erika e alle donne di tutto il mondo quanto siete importanti non solo oggi ma sempre!

        

 



L' INVERNO E LA PRIMAVERA

10:23, 2 March 2010 .. 2 comments .. Link

La Primavera e l'Inverno sono due stagioni completamente opposte che non sono mai riuscite a trovare la corretta armonia per andare d'accordo. Fortunatamente esse non devono convivere, infatti, quando compare una deve umilmente ritirarsi l'altro.

Un giorno il signor Inverno si trovò faccia a faccia con la giovane signorina Primavera. L'anziana stagione, con quella sua aria sapiente prese a dire: "Mia cara amica, tu non sai essere decisa e determinata. Quando giunge il tuo periodo annuale, le persone e gli animali ne approfittano per precipitarsi fuori dalle loro case o dalle loro tane e si riversano in quei prati che tu, con tanta premura, hai provveduto a far fiorire. Essi strappano i giovani arbusti, calpestano senza pietà l'erba e assorbono ogni sorso di quel sole splendente che, col tuo arrivo diventa più caldo. I tuoi frutti vengono ignobilmente raccolti e divorati e infine, con il baccano e la cagnara che tutti fanno, non ti permettono neppure di riposare in pace. Invece io incuto timore e rispetto con le mie nebbie, il freddo e il gelo. La gente si rintana in casa e non esce quasi mai per paura del brutto tempo e così mi lascia riposare tranquillo".

La bella e dolce Primavera, colpita da quelle parole, rispose: "Il mio arrivo è desiderato da tutti e le persone mi amano. Tu non puoi nemmeno immaginare cosa significhi essere tanto apprezzati. E' una sensazione bellissima che non potrai mai provare perché con il freddo che porti al tuo arrivo anche i cuori più caldi si raggelano". L'inverno non disse più niente e si fermò a riflettere. Forse, essere ammirati ed amati dagli altri, poteva anche essere una bella sensazione.

Per ottenere rispetto ed amore non serve utilizzare la forza ed incutere paura invece i migliori risultati si ottengono con la bontà a la sensibilità.

favola Esopo

 

 



La leggenda del Piumino d'Oca

15:16, 18 February 2010 .. 1 comments .. Link

Era rimasto sulla terra, solo, nel punto in cui l'oca si era accovacciata. Si trattava di un piumino non più grande di un'unghia di pollice, candido e morbido, leggero come l'aria .... così leggero che un soffio di vento giovane, che passava di lì per caso, l'aveva raccolto portandolo con sé nell'aria senza confini.
Quanto si erano divertiti! Soffio di Vento giocava sia a sospingerlo in alto, facendogli poi fare delle impetuose scivolate su di un ottovolante d'aria, sia a farlo ciondolare mollemente come fanno le foglie quando si staccano dal ramo e ciondolano poi lentamente verso terra. Quando vedeva Piumino d'Oca stanco, lo faceva riposare un po' su di un morbido cuscino d'aria.
E poi ..... quante cose da vedere! Tutto un formicolio sulle strade: interminabili code d'auto che, viste da lassù, davano l'impressione di tanti rattoppi colorati in viaggio tra un rumore ed una puzza da mozzare il fiato. Una vera e propria babilonia!
Ed il treno, poi? Sembrava un grosso baco senza fine che si snodava in mille curve, galoppando su due guide d'acciaio lucente. Si erano divertiti un mondo e tre quarti a corrergli dietro mentre filava come una freccia, ma poi avevano dovuto lasciar perdere perché, a parte il rumore assordante, sollevava da terra nembi di polvere che impedivano di vedere qualsiasi cosa!
I due amici avevano poi sorvolato laghi, colline, boschi ed il fiume .... ah, il fiume!! Sembrava un grande ed interminabile nastro illuminato che si muoveva adagio facendo increspare la corrente. Insomma, una sorta di coperta celeste dello stesso colore del cielo che rifletteva candidi velieri di nuvole che navigavano anch'essi, spostandosi pigramente da una riva all'altra e cambiando continuamente colore e forma. Una meraviglia da perdercisi dietro!
E la gente, poi? Un andare e venire senza sosta, simile a piccole formiche scure. Tutti correvano o camminavano lesti, sia i giovani sia i meno giovani, ... va un po' a sapere perché! Non avrebbero potuto, anche loro, farsi portare in aria da un gentile Soffio di Vento, dimenticando tutti i loro grattacapi e fastidi anche solo per un momento, godendosi così la gioia profonda e sottile di viaggiare sospesi tra cielo e terra? Eppure, era già tanto quando qualcuno di loro, forse un poeta, si fermava sollevando gli occhi al cielo. In quel momento i suoi occhi cambiavano colore ed espressione, il suo sguardo si faceva teso e nello stesso tempo disteso: forse, in quell'attimo, la sua anima si riempiva di tutte le cose belle e dimenticate che il cielo e la terra sanno offrire ......
I due amici si erano abbassati su di una piccola macchia d'alberi quando, all'improvviso, Piumino d'Oca avvertì un piccolo strappo, trovandosi poi fermo: era rimasto impigliato sull'estremità di un ramo dalle verdi foglie sottili. Istintivamente diede una voce a Soffio di Vento che stava proseguendo per la sua strada: "Aiuto, ... aiuto!".
Per un solo attimo, Soffio di Vento si voltò indietro, senza fermarsi, urlando: "Non posso, ... non posso tornare indietro a riprenderti. Devo sempre proseguire, non posso fermarmi ......".
"Perché? Era cosi bello ..…", rispose Piumino d'Oca.
"Lo so, ma non posso proprio!", disse Soffio di Vento già così lontano che la sua voce si avvertiva appena.
Piumino d'Oca rimase lì, bello e mortificato, in preda a mille timori. Non aveva ancora capito che un gioco, per piacevole che sia, non può durare per sempre. Ed adesso?
Di lì a poco, lo richiamò dalle sue incerte riflessioni un leggero chiacchierio proveniente da un altro ramo, poco discosto dal suo. Un uccellino colorato lo stava guardando con gli occhietti lucenti di gioia. Un momento dopo, saltellando leggero, gli era vicino e lo scrutava attento. Poi, sempre con quel suo ciarlare leggero, lo prese delicatamente col becco trasportandolo proprio sotto la cima dell'albero dove si trovava un minuscolo nido intrecciato con rametti e foglie. In men che non si dica, Piumino d'Oca fu sistemato su di un letto di tiepide pagliuzze che raccoglievano, nel loro cuore, tre minuscole uova grigie picchiettate color cioccolato.
"Finalmente!", cianciò ancora l'uccellino, "Era da un bel po' di tempo che avevo piacere di rifinire il mio nido con un piumino d'oca. È tanto morbido e tiene così caldo! Finalmente sono riuscito a trovarlo. Chissà come staranno bene i miei piccoli quando nasceranno!".
Piumino d'Oca ascoltava pieno di meraviglia, sentendo crescere dentro sé una piacevole sensazione di sollievo. Dunque, non sarebbe rimasto per niente solo: attorno a lui, si stava approntando una famiglia. Con il cuore improvvisamente rallegrato, guardò in alto: dal suo posto di osservazione poteva scorgere una larga fetta di cielo. Come in un sogno, proprio in quel momento stava proprio passando Soffio di Vento che portava al pascolo un piccolo gregge di nuvolette bianche sullo sfondo azzurro. Lo chiamò a gran voce e l'altro, sentendolo malgrado la distanza, abbassò lo sguardo e gli gridò: "Mi sono trovato un lavoro: devo spostare tutte queste belle nuvole! Come vedi, è finito il tempo di pensare soltanto al divertimento. Ora ho trovato un'occupazione utile ...". E così dicendo aveva proseguito la sua corsa senza neppure fermarsi un secondo.
"Anch'io ho un lavoro!", rispose Piumino d'Oca sebbene, ormai, Soffio di Vento non lo potesse più sentire.
Quell'affermazione gli era scaturita dalle labbra prima ancora che il suo cervello avesse avuto il tempo di riflettere e di formularla. Era proprio vero, ora anche lui aveva un lavoro e, con quello, la possibilità di rendersi utile. La sua vita aveva assunto un nuovo significato ....... trascorrere il proprio tempo ad accudire piccole creature, tenendole al caldo! Si, certamente la vita era tornata ad essere, da quel momento, più bella che mai!

 

Mario Cerutti

File:Lesser.snow.goose.white.arp.750pix.jpg

 

File:Gouldian finch.jpg



A Carnevale

13:55, 16 February 2010 .. 1 comments .. Link

A Carnevale (ed è divertente)
tutto il paese si riempie di gente
stelle filanti, coriandoli in volo
nessun bambino si sente solo.
Passa sui trampoli un saltimbanco
passa una maschera col viso bianco.
Passa Arlecchino con Pulcinella
e Colombina insieme a Brighella.
Passano i carri e siam fortunati
che questa volta non sono armati.
Questa è la festa che più mi piace
molti sorrisi, tantissima pace.
E questo mondo sarebbe ideale
se fosse ogni giorno un bel Carnevale.

 

 

 





Le Maschere di Carnevale

11:22, 10 February 2010 .. 2 comments .. Link

ARLECCHINO ti presento
tutte toppe ma contento

e BRIGHELLA suo compare,
cosa pensa di brigare?

SCARAMUCCIA faccia buffa
sempre pronto a far baruffa

e TARTAGLIA che non sbaglia,
quando canta non tartaglia.

MENEGHINO che, pian piano,
va a passeggio per Milano

e PIERROT vediamo qui
che è venuto da Paris.

Vuoi sapere chi è costui?
PEPPE NAPPA, proprio lui

PULCINELLA saggio e arguto
che da Napoli è venuto

e GIANDUIA piemontese
che di tutti è il più cortese.

Da Bologna ecco che avanza
BALANZON dalla gran panza.

Tutti insieme fan colazione
e chi paga è PANTALONE!

 

 

carnevale brighella

 

TARTAGLIA

 

 

Meneghino carnevalepierrot carnevale

 

 

 

nappa.JPG - 6803,0 K

 

gianduia

 

carnevale balanzone

pantalone carnevale

 



I doni della vita

10:35, 9 February 2010 .. 0 comments .. Link

Un giorno la Vita prese le sembianze di un bel giovane e si mise in cammino per le strade del mondo. Al margine della foresta vide una capanna ed entrò.Vi trovò un povero uomo malato di elefantiasi: tutte le sue membra erano gonfie e deformi tanto che si muoveva a fatica. "Oh,qual buon vento ti conduce da me?" disse il malato. "Chi sei tu?" "Sono la Vita" rispose l’altro. Alcuni mi riconoscono quando vengo ma non quando torno. Io vado e vengo; tornerò da queste parti fra sette anni. "Ma perché gemi tanto?" "Ho una malattia orribile; ha distrutto il mio aspetto umano e mi ha tolto ogni gioia di vivere". "Se vuoi" disse la Vita "Ti guarisco. Ma tu mi dimenticherai" "No!" assicurò il malato. "Chi mi guarirà resterà eternamente nella mia memoria e godrà della mia riconoscenza per sempre." Allora la Vita sparse una polvere misteriosa sul malato e questi guarì per incanto. Ripreso il cammino, la Vita giunse presto alla capanna di un lebbroso. "Oh benedetto, tu che vieni da me!" esclamò il lebbroso al vedere il bel giovane. "Posso sapere il tuo nome?" "Io sono la Vita" disse il nuovo arrivato. "Alcuni mi riconoscono quando vengo ma non quando torno. Vado e vengo. Tornerò da queste parti fra sette anni. Ora ti guarisco, ma tu ti ricorderai di me?" "Non ti dimenticherò finché campo." Disse il lebbroso. La Vita lo guarì e riprese il suo cammino. All’ingresso di un villaggio, ecco un cieco che avanzava cercando la strada col bastone. Sentendo dei passi, il poveretto si fermò e chiese: "Chi è? Attenzione al povero cieco." "Io sono la Vita. Alcuni mi riconoscono quando vengo ma non quando torno." Guarì anche il cieco e scomparve.  Passarono gli anni e a suo tempo la Vita tornò come aveva promesso. Ma questa volta s’era nascosta sotto le sembianze di un cieco. Era sera quando venne alla capanna dell’uomo che aveva guarito dalla cecità e bussò alla porta. Era assente, ma c’era sua moglie. "Pietà per questo povero cieco." Disse la Vita. "Conosco vostro marito, potrei avere qualche ristoro mentre lo attendo? Mi basta un po’ di acqua." "Il mio uomo è proprio uno stolto!" borbottò la donna. "Tira in casa tutti gli straccioni che incontra." Mise un po’ di acqua sporca in una vecchia zucca e la diede al finto cieco con mala grazia. Finalmente giunse il padrone. La Vita andò verso di lui. "Sono di passaggio." Disse "Puoi accogliermi in casa fino a domattina?" L’uomo brontolò qualche parola, poi stese una stuoia in un angolo della capanna e diede al cieco una manciata di arachidi. Quando l’alba spuntò, la Vita chiamò l’uomo e gli disse:"Non ti avevo detto che alcuni conoscono la Vita quando viene e non quando torna? Eccomi qua, e tu non mi hai riconosciuto perché la tua cecità è rimasta nel tuo cuore. Perciò tornerà anche nei tuoi occhi." Così dicendo uscì, lasciando dietro di sé una traccia di polvere. Quell’uomo ritornò cieco come sette anni prima. La Vita raggiunse presto il villaggio del vecchio lebbroso e si coprì di una lebbra orribile tanto che sciami di mosche la perseguitavano. Bussò alla porta, ma quell’uomo visto il lebbroso, rifiutò di farlo entrare e di dargli da mangiare dicendo che era troppo sporco. "Non te lo avevo detto che alcuni conoscono la Vita solo quando viene e non quando torna?" Così dicendo partì lasciando dietro di sé la polvere misteriosa. L’uomo ingrato si trovò di nuovo coperto di lebbra tanto che la sua carne cadeva a brandelli. Giunta alla capanna del malato di elefantiasi, la Vita si gonfiò le membra in modo che a stento poteva camminare.Si affacciò alla porta e disse: "Buon uomo, un po’ di ristoro per carità." "Avanti! Avanti! Entra!" disse l’uomo affrettandosi ad aiutare il finto malato. "Anch’io una volta avevo questa brutta malattia, ma un brav’uomo passando di qua mi guarì. Chissà..". E mentre parlava mise a cuocere un piatto di riso, diede al malato delle noci di kola e una zucca piena di latte fresco, poi preparò un arrosto di montone e prestò al malato ogni cura. All’alba la Vita si presentò per il bel giovane che era e disse: "Tu hai riconosciuto la Vita anche al ritorno. Sei uno che non dimentica i benefici ricevuti e sai soccorrere chi soffre ciò che tu stesso hai sofferto. Perciò resterai sempre sano e godrai di ogni prosperità." L’uomo volle dare alla Vita qualche regalo, delle mucche. Ma il giovane ringraziò dicendo: "Non ho bisogno delle ricchezze. Voglio che ti ricordi una cosa importante: la vita può cambiare e portare oggi bene e domani male, ma spesso dipende da voi renderla migliore o peggiore."

 

Fiaba del Ghana

 

 

 



Di nuovo a casa

10:54, 8 February 2010 .. 1 comments .. Link

Ieri, verso le 11, sono tornato a casa portandomi dietro il ricordo di gente che aveva negli occhi dolore e sofferenza. Haiti e la sua gente resteranno per sempre dentro di me. Le immagini che avevo visto prima di partire non danno l'idea del disastro che c'è. Nei pochi giorni che sono stato ad Haiti ne ho viste tante di cose brutte che mi hanno lasciato un senso d'impotenza e nessuna voglia di parlarne e non per vigliaccheria ma per non aver potuto fare di più. Nei pochissimi momenti che avevo per me mi è stato molto d'aiuto pensare a tutti voi e soprattuto alla mia famiglia.

Vi abbraccio tutti con affetto e vi ringrazio per la dimostrazione d'affetto che avete dato non solo a me ma ad Erika e Mattia :-)))

 

 

 



Die Strauben

11:31, 2 February 2010 .. 1 comments .. Link

Sono un dolce fritto a forma di chiocciola  che prende il nome dalla sua forma arrotolata. Straub in lingua tedesca significa arrotolato, contorto, tortuoso, arricciato, disordinato, scompigliato. Si usa quasi sempre la parola al plurale : Die Strauben e quasi mai al singolare Straube che è di genere femminile.

E' un dolce molto usato nella parte tirolese dell'Austria ma anche nel sud Tirolo-Alto Adige in Bavieva e nache nel Trentino dove si chiamano Straboi e in altri modi.

Si usano moltissimo nelle fiere paesane ma a casa mia , queste deliziose frittelle, le facciamo tutto l'anno e anche per il Carnevale sono molto adatte.

Per fare questo dolce fritto si deve fare un impasto composto da farina, latte, burro, grappa, uova. Si versa il composto direttamente nell'olio bollente attraverso un imbuto per dare la forma arrotolata . A fine cottura, cioè quando la grossa frittella è ben dorara da entrambe le parti, viene scolata e l'eccesso di olio fatto assorbire dalla cartapaglia e si mette in un piatto che deve essere appena più grande della frittella e si cosparge con lo zucchero a velo. Noi usiamo metterci su anche un pò di marmellata di mirtilli rossi ma vi potete sbizzarrire come volete.

 

Dosi:

 

farina 200 gr.

latte 250 ml.

burro 25 gr.

grappa un bicchierino da liquore

uova 3 di misura media

sale un pizzico abbondante

zucchero 50 gr.

marmellata mirtilli un cucchiaio da cucina per ogni frittella

zucchero a velo necessario per spolverizare ogni frittella

 

Queste dosi bastano per otto frittelle circa (dipende da quanto sono grandi).

Sono buonissime!

 

Erika  ^.^

 

File:Funnel cake 20040821 172200 1 1655x1275.jpg

 

 



Amedeo è partito per Haiti.

10:10, 25 January 2010 .. 6 comments .. Link

Amedeo è partito per Haiti con una voglia immensa di aiutare quel popolo così martoriato dal terremoto. Io l'ho lasciato andare con orgoglio e, se non avessi un bambino, ci sarei andata anch'io. Ho letto alcuni commenti su tiscali che mi hanno inorridito. Come si può dire che li avremmo dovuti lasciare al  loro destino e che gli haitiani invece di aspettare aiuti avrebbero dovuto cominciare a sacavare con le mani? Nessun terremoto è paragonabile a quello di Haiti e leggere certe cose mi riempie di rabbia e tristezza. Fare paragoni con il Friuli è pazzesco!

Si rendono conto di quanto sia diverso il Friuli da Haiti?

Chi ha un cuore dovrebbe dare il suo aiuto.

Amedeo è andato sul posto ma ci sono altri modi per rendersi utili e non scrivendo idiozie su un forum o cose simili.

Un abbraccio da Ami a tutti i suoi amici del blog e non.

 

Erika

 

Terremoto ad Haiti

 

Terremoto ad Haiti

 

Terremoto ad Haiti

 

Terremoto ad Haiti

 

Terremoto ad Haiti

 

Terremoto ad Haiti

 

 



Brodo di giuggiole

09:15, 15 January 2010 .. 2 comments .. Link

Ricetta tipica del Veneto.

 

Ingredienti:

 

1 kg. di giuggiole appassite

1 kg. di zucchero

2 grappoli di zibibbo

2 bicchieri di vino bianco

2 mele cotogne sbucciate e tagliate sottilmente

buccia grattugiata di 1 limone non trattato

1 litro d'acqua

 

Preparazione:

 

Se le giuggiole sono fresche si lasciano appassire un paio di giorni, non si sbucciano ma si toglie il nocciolo, si mettono in una pentola e si ricoprono con acqua.

Si pulisce l'uva e si aggiunge alle giuggiole insieme allo zucchero.

Si cuoce il tutto per 1 ora a fuoco basso e si aggiungono le mele e il vino alzando la fiamma  in modo che il vino evapori.

Verso la fine della cottura, quando si ottiene un composto gelatinoso, si aggiunge la buccia di limone grattuguata e si porta a ebollizione fino ad ottenere uno sciroppo cremoso che deve essere passato e fatto raffreddare. Compiute queste operazioni, mettete lo sciroppo in bottiglie sterili che andranno sigillate,  capovolte e messe al buio in un luogo fresco.

E' un'ottimo digestivo, piuttosto dolce, che ha dato origine al detto andare in brodo di giuggiole" cioè essere felici.

 

 

  

 

Vino Bianco Veronese IGT  

 

 

 



Giuggiole

10:08, 12 January 2010 .. 4 comments .. Link

Le piante appartenenti alla famiglia delle Rhamnaceae sono a portamento arbustivo, talvolta raggiungono dimensioni e aspetto di piccoli alberelli, spesso sono spinosi.

Le foglie sono semplici e a lamina intera, e presentano delle piccole stipole caduche.

I fiori sono piccoli di colore chiaro, poco appariscenti caratterizzati da un ricettacolo profondamente incavato a forma di coppa, e si trovano riuniti in infiorescenze ascellari di tipo cimoso.

Sono fiori ermafroditi, regolari e con involucro fiorale completo, ed hanno geometria pentamera: petali, sepali, e stami tutti in numero di cinque, questi ultimi sono in posizione opposta ai primi e sorgono al di fuori del ricettacolo.

L’ovario è posizionato alla base della coppa in una posizione apparentemente infera, ed è formato da due-quattro carpelli, con uno-due stili.

Il frutto è una bacca o una cassula.

A questa famiglia appartengono molte piante importanti, soprattutto come piante medicinali quali la frangula e la cascara, mentre l’unica di una certa importanza come pianta alimentare è il giuggiolo.

Descrizione botanica

Il giuggiolo si presenta come una pianta dal portamento arbustivo o come un piccolo alberello, ed è caratterizzato da rami principali con una forma molto particolare, sono infatti piegati a zig-zag ed hanno una corteccia rosso brunastra; poi dai nodi di questi rami partono i rametti secondari, sottili e di colore verde che portano le foglie, alterne in modo regolare tanto da rendere questi rametti fogliati simili a rachidi di foglie composte.

Le foglie sono ad inserzione alterna, lamina obovato-ellittica leggermente asimmetrica, hanno il margine seghetatto e presentano tre nervature principali che nascono assieme alla base, divergono, e poi vanno riunendosi verso l’apice; alla base del picciolo sono presenti due spine, una lunga e dritta, e l’altra corta ad uncino.

All’ascella delle foglie stanno i fiori, che sono riuniti in corte cime in un numero che varia tra tre e cinque; sono fiori piccoli, pentameri di colore bianco.

Da questi piccoli fiorellini si sviluppano a fine estate i frutti: delle drupe molto somiglianti alle olive, di colore rossastro-marrone a maturità, settembre-ottobre, e con polpa giallastra.

Habitat

La zona di origine e diffusione del giuggiolo pare essere la Siria, e attualmente cresce in un areale che va dalla Cina, dove la sua coltivazione avviene da tempi remotissimi ed ha portato allo sviluppo di numerosissime specie, fino alla Spagna, anche se in occidente la sua importanza è sicuramente molto minore.

In Italia si può trovare, oltre che coltivato, qua e là inselvatichito in zone soleggiate, richiede però una discreta quantità d’acqua.

                                            

                                                                  Storia

 

Il giuggiolo è stato introdotto in Europa in tempi antichissimi di sicuro era già presente nel primo secolo dopo Cristo, e sembra che il loto citato già nell’Odissea fosse proprio il giuggiolo; Erodoto ne parla dicendo che per dolcezza assomiglia al dattero e che facendone fermentare la polpa è possibile ottenerne un vino inebriante.

Abbiamo detto che l’area di diffusione del giuggiolo è molto ampia e diverse specie si sono diffuse fino all’India, dove i frutti vengono ritenuti espettoranti e leggeri lassativi.

Interessante è l’utilizzo che ne veniva fatto nei paesi arabi, dove le giuggiole venivano preparate in vario modo, e consumate per ridurre l’ansia e l’insonnia. Un’altra preparazione, probabilmente già conosciuta dagli egizi e dai fenici, e usata dai guaritori islamici consisteva in un decotto di giuggiole, datteri, fichi secchi e uva sultanina fatto bollire fino ad ottenere uno sciroppo denso e molto dolce da bere come rimedio contro malattie delle vie respiratorie dovute a raffreddamenti ed infezioni, preparazione nota nella medicina popolare col nome di preparazione dei “quattro frutti pettorali”. Questa bevanda è arrivata fino ai romani che la servivano più come tale che non a scopo medicamentoso.

In Europa i primi utilizzi come medicamento risalgano solo al ‘500; e sembra che proprio da questo preparato abbia avuto origine il cosiddetto brodo di giuggiole, in seguito usato, se bevuto prima di coricarsi, perché sembrava avere un certo effetto sedativo.

In Italia, fino a qualche decennio fa, si preparava invece una gelatina a base di giuggiole che veniva poi confezionata in cubetti venduti come caramelle, e che venivano detti pasta di giuggiole.

Utilizzi

I frutti del giuggiolo vengono utilizzati sia per scopi alimentari sia per le loro proprietà medicinali riconosciute fin dall’antichità.

Il periodo balsamico è in autunno quando i frutti sono maturi di colore rosso ruggine; e si preparano eliminando i semi e lasciandoli avvizzire per un certo tempo al sole in modo che la polpa diventi più dolce e morbida, dopo di che vengono utilizzati al naturale o tostati.

La giuggiola si può consumare anche bollita e cosparsa con miele e succo di limone, ed è indicata per marmellate e gelatine grazie alla consistenza mucillaginosa della sua polpa; è poi usata in infuso per prevenire e contrastare i sintomi da raffreddamento. I frutti hanno un buon valore nutritivo, infatti contengono acidi organici, sali minerali, e sono estremamente ricchi di vitamina C; hanno proprietà epatoprotettive, ipocolesterolemiche, antipiretiche ed antiinfiammatorie, e per il contenuto in zuccheri e mucillagini sono emollienti ed espettoranti. Il loro decotto è lenitivo per pelle e mucose, dunque usato contro le infiammazioni alla bocca e alle vie respiratorie.

Come medicamento la giuggiola ricopre un ruolo importantissimo soprattutto nella medicina cinese dove si utilizzano sia i frutti sia i semi.

I principi attivi individuati sono: saponine triterpeniche, piccole quantità di alcaloidi, glicosidi flavonoidici, notevoli quantità di polisaccaridi ad elevato peso molecolare.

Il frutto agisce su milza, fegato e polmoni tonificandoli ed è anche attivo contro disturbi di tipo psicologico e nervoso, esempio tipico lo stress, e come sedativo.

Da studi relativi a questa attività si è visto che la giuggiola intensifica e prolunga l’effetto di farmaci di sintesi ad azione ipnotica e sedativa, e aumenta l’intensità del sonno diminuendone la durata; sembra che questo sia dovuto alla presenza nel frutto di adenosina, considerata un potente ipnotico, non si sono rilevati effetti secondari, col passare del tempo, però si è osservata una certa tolleranza e la diminuzione dell’efficacia ipnotica.

Sono stati dimostrati anche effetti anticonvulsivanti e, sul medio o lungo periodo, una azione normalizzante sulla pressione arteriosa che si mantiene nel tempo, e pare che alcuni particolari glucosidi e un flavonoide quercetin-3-o-glucoside siano i responsabili di questa attività.

Anche i semi contengono le stesse saponine presenti nel frutto e vengono anche questi usati per i disturbi nervosi, in particolare irritabilità, insonnia e palpitazioni connesse ad ansietà; sembra poi che abbiano proprietà stomachiche e toniche, e che ridotti in pasta insieme alla polpa siano utili contro le ustioni.

Vengono utilizzate le foglie per produrre colliri e decotti per impacchi palpebrali, la radice e le parti erbacee del fusto contro anemie, nefriti e disturbi nervosi.

 

 

Ziziphus zizyphus foliage.jpg 

 

 



{ Last Page } { Page 2 of 21 } { Next Page }

About Me

Home
My Profile
Archives
Friends
My Photo Album

Links



adopt your own virtual pet!

Uaz
Hellcat
picciosa 77
ivy phoenix
pam
vento
stregagatta
faraluna
sweet moon
Campanellino
marisavestita
Lucia

Categories


Recent Entries

Il leone e il lupo
Cascata Stuibenfall
Alpi dello Stubai
Breve vacanza in Austria
L'ANANAS

Friends

elisagrasselli
190277
Nephele83
sheikka
benea
Trylly89
valedeg
minga85
123
pimpa
signorafantasia
Valeria83
scontrosetta86
yesterday
lazietta
Nina
Dimenticamai
Girasole91
Alena
eli83
pinkangel91