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La vita mia

I doni della vita

11:35, 9 February 2010 .. 0 comments .. Link

Un giorno la Vita prese le sembianze di un bel giovane e si mise in cammino per le strade del mondo. Al margine della foresta vide una capanna ed entrò.Vi trovò un povero uomo malato di elefantiasi: tutte le sue membra erano gonfie e deformi tanto che si muoveva a fatica. "Oh,qual buon vento ti conduce da me?" disse il malato. "Chi sei tu?" "Sono la Vita" rispose l’altro. Alcuni mi riconoscono quando vengo ma non quando torno. Io vado e vengo; tornerò da queste parti fra sette anni. "Ma perché gemi tanto?" "Ho una malattia orribile; ha distrutto il mio aspetto umano e mi ha tolto ogni gioia di vivere". "Se vuoi" disse la Vita "Ti guarisco. Ma tu mi dimenticherai" "No!" assicurò il malato. "Chi mi guarirà resterà eternamente nella mia memoria e godrà della mia riconoscenza per sempre." Allora la Vita sparse una polvere misteriosa sul malato e questi guarì per incanto. Ripreso il cammino, la Vita giunse presto alla capanna di un lebbroso. "Oh benedetto, tu che vieni da me!" esclamò il lebbroso al vedere il bel giovane. "Posso sapere il tuo nome?" "Io sono la Vita" disse il nuovo arrivato. "Alcuni mi riconoscono quando vengo ma non quando torno. Vado e vengo. Tornerò da queste parti fra sette anni. Ora ti guarisco, ma tu ti ricorderai di me?" "Non ti dimenticherò finché campo." Disse il lebbroso. La Vita lo guarì e riprese il suo cammino. All’ingresso di un villaggio, ecco un cieco che avanzava cercando la strada col bastone. Sentendo dei passi, il poveretto si fermò e chiese: "Chi è? Attenzione al povero cieco." "Io sono la Vita. Alcuni mi riconoscono quando vengo ma non quando torno." Guarì anche il cieco e scomparve.  Passarono gli anni e a suo tempo la Vita tornò come aveva promesso. Ma questa volta s’era nascosta sotto le sembianze di un cieco. Era sera quando venne alla capanna dell’uomo che aveva guarito dalla cecità e bussò alla porta. Era assente, ma c’era sua moglie. "Pietà per questo povero cieco." Disse la Vita. "Conosco vostro marito, potrei avere qualche ristoro mentre lo attendo? Mi basta un po’ di acqua." "Il mio uomo è proprio uno stolto!" borbottò la donna. "Tira in casa tutti gli straccioni che incontra." Mise un po’ di acqua sporca in una vecchia zucca e la diede al finto cieco con mala grazia. Finalmente giunse il padrone. La Vita andò verso di lui. "Sono di passaggio." Disse "Puoi accogliermi in casa fino a domattina?" L’uomo brontolò qualche parola, poi stese una stuoia in un angolo della capanna e diede al cieco una manciata di arachidi. Quando l’alba spuntò, la Vita chiamò l’uomo e gli disse:"Non ti avevo detto che alcuni conoscono la Vita quando viene e non quando torna? Eccomi qua, e tu non mi hai riconosciuto perché la tua cecità è rimasta nel tuo cuore. Perciò tornerà anche nei tuoi occhi." Così dicendo uscì, lasciando dietro di sé una traccia di polvere. Quell’uomo ritornò cieco come sette anni prima. La Vita raggiunse presto il villaggio del vecchio lebbroso e si coprì di una lebbra orribile tanto che sciami di mosche la perseguitavano. Bussò alla porta, ma quell’uomo visto il lebbroso, rifiutò di farlo entrare e di dargli da mangiare dicendo che era troppo sporco. "Non te lo avevo detto che alcuni conoscono la Vita solo quando viene e non quando torna?" Così dicendo partì lasciando dietro di sé la polvere misteriosa. L’uomo ingrato si trovò di nuovo coperto di lebbra tanto che la sua carne cadeva a brandelli. Giunta alla capanna del malato di elefantiasi, la Vita si gonfiò le membra in modo che a stento poteva camminare.Si affacciò alla porta e disse: "Buon uomo, un po’ di ristoro per carità." "Avanti! Avanti! Entra!" disse l’uomo affrettandosi ad aiutare il finto malato. "Anch’io una volta avevo questa brutta malattia, ma un brav’uomo passando di qua mi guarì. Chissà..". E mentre parlava mise a cuocere un piatto di riso, diede al malato delle noci di kola e una zucca piena di latte fresco, poi preparò un arrosto di montone e prestò al malato ogni cura. All’alba la Vita si presentò per il bel giovane che era e disse: "Tu hai riconosciuto la Vita anche al ritorno. Sei uno che non dimentica i benefici ricevuti e sai soccorrere chi soffre ciò che tu stesso hai sofferto. Perciò resterai sempre sano e godrai di ogni prosperità." L’uomo volle dare alla Vita qualche regalo, delle mucche. Ma il giovane ringraziò dicendo: "Non ho bisogno delle ricchezze. Voglio che ti ricordi una cosa importante: la vita può cambiare e portare oggi bene e domani male, ma spesso dipende da voi renderla migliore o peggiore."



Di nuovo a casa

10:54, 8 February 2010 .. 1 comments .. Link

Ieri, verso le 11, sono tornato a casa portandomi dietro il ricordo di gente che aveva negli occhi dolore e sofferenza. Haiti e la sua gente resteranno per sempre dentro di me. Le immagini che avevo visto prima di partire non danno l'idea del disastro che c'è. Nei pochi giorni che sono stato ad Haiti ne ho viste tante di cose brutte che mi hanno lasciato un senso d'impotenza e nessuna voglia di parlarne e non per vigliaccheria ma per non aver potuto fare di più. Nei pochissimi momenti che avevo per me mi è stato molto d'aiuto pensare a tutti voi e soprattuto alla mia famiglia.

Vi abbraccio tutti con affetto e vi ringrazio per la dimostrazione d'affetto che avete dato non solo a me ma ad Erika e Mattia :-)))

 

 

 



Die Strauben

11:31, 2 February 2010 .. 1 comments .. Link

Sono un dolce fritto a forma di chiocciola  che prende il nome dalla sua forma arrotolata. Straub in lingua tedesca significa arrotolato, contorto, tortuoso, arricciato, disordinato, scompigliato. Si usa quasi sempre la parola al plurale : Die Strauben e quasi mai al singolare Straube che è di genere femminile.

E' un dolce molto usato nella parte tirolese dell'Austria ma anche nel sud Tirolo-Alto Adige in Bavieva e nache nel Trentino dove si chiamano Straboi e in altri modi.

Si usano moltissimo nelle fiere paesane ma a casa mia , queste deliziose frittelle, le facciamo tutto l'anno e anche per il Carnevale sono molto adatte.

Per fare questo dolce fritto si deve fare un impasto composto da farina, latte, burro, grappa, uova. Si versa il composto direttamente nell'olio bollente attraverso un imbuto per dare la forma arrotolata . A fine cottura, cioè quando la grossa frittella è ben dorara da entrambe le parti, viene scolata e l'eccesso di olio fatto assorbire dalla cartapaglia e si mette in un piatto che deve essere appena più grande della frittella e si cosparge con lo zucchero a velo. Noi usiamo metterci su anche un pò di marmellata di mirtilli rossi ma vi potete sbizzarrire come volete.

 

Dosi:

 

farina 200 gr.

latte 250 ml.

burro 25 gr.

grappa un bicchierino da liquore

uova 3 di misura media

sale un pizzico abbondante

zucchero 50 gr.

marmellata mirtilli un cucchiaio da cucina per ogni frittella

zucchero a velo necessario per spolverizare ogni frittella

 

Queste dosi bastano per otto frittelle circa (dipende da quanto sono grandi).

Sono buonissime!

 

Erika  ^.^

 

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Amedeo è partito per Haiti.

10:10, 25 January 2010 .. 6 comments .. Link

Amedeo è partito per Haiti con una voglia immensa di aiutare quel popolo così martoriato dal terremoto. Io l'ho lasciato andare con orgoglio e, se non avessi un bambino, ci sarei andata anch'io. Ho letto alcuni commenti su tiscali che mi hanno inorridito. Come si può dire che li avremmo dovuti lasciare al  loro destino e che gli haitiani invece di aspettare aiuti avrebbero dovuto cominciare a sacavare con le mani? Nessun terremoto è paragonabile a quello di Haiti e leggere certe cose mi riempie di rabbia e tristezza. Fare paragoni con il Friuli è pazzesco!

Si rendono conto di quanto sia diverso il Friuli da Haiti?

Chi ha un cuore dovrebbe dare il suo aiuto.

Amedeo è andato sul posto ma ci sono altri modi per rendersi utili e non scrivendo idiozie su un forum o cose simili.

Un abbraccio da Ami a tutti i suoi amici del blog e non.

 

Erika

 

Terremoto ad Haiti

 

Terremoto ad Haiti

 

Terremoto ad Haiti

 

Terremoto ad Haiti

 

Terremoto ad Haiti

 

Terremoto ad Haiti

 

 



Brodo di giuggiole

09:15, 15 January 2010 .. 2 comments .. Link

Ricetta tipica del Veneto.

 

Ingredienti:

 

1 kg. di giuggiole appassite

1 kg. di zucchero

2 grappoli di zibibbo

2 bicchieri di vino bianco

2 mele cotogne sbucciate e tagliate sottilmente

buccia grattugiata di 1 limone non trattato

1 litro d'acqua

 

Preparazione:

 

Se le giuggiole sono fresche si lasciano appassire un paio di giorni, non si sbucciano ma si toglie il nocciolo, si mettono in una pentola e si ricoprono con acqua.

Si pulisce l'uva e si aggiunge alle giuggiole insieme allo zucchero.

Si cuoce il tutto per 1 ora a fuoco basso e si aggiungono le mele e il vino alzando la fiamma  in modo che il vino evapori.

Verso la fine della cottura, quando si ottiene un composto gelatinoso, si aggiunge la buccia di limone grattuguata e si porta a ebollizione fino ad ottenere uno sciroppo cremoso che deve essere passato e fatto raffreddare. Compiute queste operazioni, mettete lo sciroppo in bottiglie sterili che andranno sigillate,  capovolte e messe al buio in un luogo fresco.

E' un'ottimo digestivo, piuttosto dolce, che ha dato origine al detto andare in brodo di giuggiole" cioè essere felici.

 

 

  

 

Vino Bianco Veronese IGT  

 

 

 



Giuggiole

10:08, 12 January 2010 .. 4 comments .. Link

Le piante appartenenti alla famiglia delle Rhamnaceae sono a portamento arbustivo, talvolta raggiungono dimensioni e aspetto di piccoli alberelli, spesso sono spinosi.

Le foglie sono semplici e a lamina intera, e presentano delle piccole stipole caduche.

I fiori sono piccoli di colore chiaro, poco appariscenti caratterizzati da un ricettacolo profondamente incavato a forma di coppa, e si trovano riuniti in infiorescenze ascellari di tipo cimoso.

Sono fiori ermafroditi, regolari e con involucro fiorale completo, ed hanno geometria pentamera: petali, sepali, e stami tutti in numero di cinque, questi ultimi sono in posizione opposta ai primi e sorgono al di fuori del ricettacolo.

L’ovario è posizionato alla base della coppa in una posizione apparentemente infera, ed è formato da due-quattro carpelli, con uno-due stili.

Il frutto è una bacca o una cassula.

A questa famiglia appartengono molte piante importanti, soprattutto come piante medicinali quali la frangula e la cascara, mentre l’unica di una certa importanza come pianta alimentare è il giuggiolo.

Descrizione botanica

Il giuggiolo si presenta come una pianta dal portamento arbustivo o come un piccolo alberello, ed è caratterizzato da rami principali con una forma molto particolare, sono infatti piegati a zig-zag ed hanno una corteccia rosso brunastra; poi dai nodi di questi rami partono i rametti secondari, sottili e di colore verde che portano le foglie, alterne in modo regolare tanto da rendere questi rametti fogliati simili a rachidi di foglie composte.

Le foglie sono ad inserzione alterna, lamina obovato-ellittica leggermente asimmetrica, hanno il margine seghetatto e presentano tre nervature principali che nascono assieme alla base, divergono, e poi vanno riunendosi verso l’apice; alla base del picciolo sono presenti due spine, una lunga e dritta, e l’altra corta ad uncino.

All’ascella delle foglie stanno i fiori, che sono riuniti in corte cime in un numero che varia tra tre e cinque; sono fiori piccoli, pentameri di colore bianco.

Da questi piccoli fiorellini si sviluppano a fine estate i frutti: delle drupe molto somiglianti alle olive, di colore rossastro-marrone a maturità, settembre-ottobre, e con polpa giallastra.

Habitat

La zona di origine e diffusione del giuggiolo pare essere la Siria, e attualmente cresce in un areale che va dalla Cina, dove la sua coltivazione avviene da tempi remotissimi ed ha portato allo sviluppo di numerosissime specie, fino alla Spagna, anche se in occidente la sua importanza è sicuramente molto minore.

In Italia si può trovare, oltre che coltivato, qua e là inselvatichito in zone soleggiate, richiede però una discreta quantità d’acqua.

                                            

                                                                  Storia

 

Il giuggiolo è stato introdotto in Europa in tempi antichissimi di sicuro era già presente nel primo secolo dopo Cristo, e sembra che il loto citato già nell’Odissea fosse proprio il giuggiolo; Erodoto ne parla dicendo che per dolcezza assomiglia al dattero e che facendone fermentare la polpa è possibile ottenerne un vino inebriante.

Abbiamo detto che l’area di diffusione del giuggiolo è molto ampia e diverse specie si sono diffuse fino all’India, dove i frutti vengono ritenuti espettoranti e leggeri lassativi.

Interessante è l’utilizzo che ne veniva fatto nei paesi arabi, dove le giuggiole venivano preparate in vario modo, e consumate per ridurre l’ansia e l’insonnia. Un’altra preparazione, probabilmente già conosciuta dagli egizi e dai fenici, e usata dai guaritori islamici consisteva in un decotto di giuggiole, datteri, fichi secchi e uva sultanina fatto bollire fino ad ottenere uno sciroppo denso e molto dolce da bere come rimedio contro malattie delle vie respiratorie dovute a raffreddamenti ed infezioni, preparazione nota nella medicina popolare col nome di preparazione dei “quattro frutti pettorali”. Questa bevanda è arrivata fino ai romani che la servivano più come tale che non a scopo medicamentoso.

In Europa i primi utilizzi come medicamento risalgano solo al ‘500; e sembra che proprio da questo preparato abbia avuto origine il cosiddetto brodo di giuggiole, in seguito usato, se bevuto prima di coricarsi, perché sembrava avere un certo effetto sedativo.

In Italia, fino a qualche decennio fa, si preparava invece una gelatina a base di giuggiole che veniva poi confezionata in cubetti venduti come caramelle, e che venivano detti pasta di giuggiole.

Utilizzi

I frutti del giuggiolo vengono utilizzati sia per scopi alimentari sia per le loro proprietà medicinali riconosciute fin dall’antichità.

Il periodo balsamico è in autunno quando i frutti sono maturi di colore rosso ruggine; e si preparano eliminando i semi e lasciandoli avvizzire per un certo tempo al sole in modo che la polpa diventi più dolce e morbida, dopo di che vengono utilizzati al naturale o tostati.

La giuggiola si può consumare anche bollita e cosparsa con miele e succo di limone, ed è indicata per marmellate e gelatine grazie alla consistenza mucillaginosa della sua polpa; è poi usata in infuso per prevenire e contrastare i sintomi da raffreddamento. I frutti hanno un buon valore nutritivo, infatti contengono acidi organici, sali minerali, e sono estremamente ricchi di vitamina C; hanno proprietà epatoprotettive, ipocolesterolemiche, antipiretiche ed antiinfiammatorie, e per il contenuto in zuccheri e mucillagini sono emollienti ed espettoranti. Il loro decotto è lenitivo per pelle e mucose, dunque usato contro le infiammazioni alla bocca e alle vie respiratorie.

Come medicamento la giuggiola ricopre un ruolo importantissimo soprattutto nella medicina cinese dove si utilizzano sia i frutti sia i semi.

I principi attivi individuati sono: saponine triterpeniche, piccole quantità di alcaloidi, glicosidi flavonoidici, notevoli quantità di polisaccaridi ad elevato peso molecolare.

Il frutto agisce su milza, fegato e polmoni tonificandoli ed è anche attivo contro disturbi di tipo psicologico e nervoso, esempio tipico lo stress, e come sedativo.

Da studi relativi a questa attività si è visto che la giuggiola intensifica e prolunga l’effetto di farmaci di sintesi ad azione ipnotica e sedativa, e aumenta l’intensità del sonno diminuendone la durata; sembra che questo sia dovuto alla presenza nel frutto di adenosina, considerata un potente ipnotico, non si sono rilevati effetti secondari, col passare del tempo, però si è osservata una certa tolleranza e la diminuzione dell’efficacia ipnotica.

Sono stati dimostrati anche effetti anticonvulsivanti e, sul medio o lungo periodo, una azione normalizzante sulla pressione arteriosa che si mantiene nel tempo, e pare che alcuni particolari glucosidi e un flavonoide quercetin-3-o-glucoside siano i responsabili di questa attività.

Anche i semi contengono le stesse saponine presenti nel frutto e vengono anche questi usati per i disturbi nervosi, in particolare irritabilità, insonnia e palpitazioni connesse ad ansietà; sembra poi che abbiano proprietà stomachiche e toniche, e che ridotti in pasta insieme alla polpa siano utili contro le ustioni.

Vengono utilizzate le foglie per produrre colliri e decotti per impacchi palpebrali, la radice e le parti erbacee del fusto contro anemie, nefriti e disturbi nervosi.

 

 

Ziziphus zizyphus foliage.jpg 

 

 



Diplomatici

11:52, 8 January 2010 .. 3 comments .. Link

Per utilizzare il pandoro avanzato eccovi una gustosa ricetta:

 

Ingredienti:

 

200 gr. di pandoro avanzato

200 gr. di pasta sfoglia

Alchermes (una quantità che basta per bagnare il pandoro)

zucchero a velo

 

Per la crema pasticcera:

 

6 tuorli

150 gr. di farina

200 gr. di zucchero

1  litro di latte

vanillina

 

Preparazione:

 

Stendete la pasta sfoglia in modo da ottenere 2 quadrati molto sottili che vanno punzecchiati, cotti e fatti raffreddare appoggiati su un piano.
Preparate la crema pasticciera mettendo in un pentolino le uova e lo zucchero che monterete bene con la frusta  fuori dal fuoco, aggiungete la farina e incorporate  poco alla volta il latte bollente mescolato alla vanillina. A questo punto mettete il pentolino sul fuoco molto basso e fate cuocere, mescolando sempre, fino a quando la crema non si sarà addensata. Fate raffreddare.
Mettete la crema pasticciera su un quadrato di sfoglia e sopra mettete il pandoro bagnato con l'alchermes, spalmate col resto della crema pasticciera e chiudete con l'altro quadrato di pasta sfoglia. Pareggiate i lati del quadrato e poi con un coltello molto tagliente dividetelo in tanti quadratini di 3 cm. per lato. Per tagliare bene i quadratini è importante che la pasta sfoglia non sia eccessivamente cotta e quindi troppo croccante. Al momento di servire, cospargeteli con lo zucchero al velo.

 

 

Pasticcini Diplomatici



Buonissime Feste a tutti!

12:11, 23 December 2009 .. 5 comments .. Link

Carissimi amici,

mancano ormai meno di 2 giorni al Natale e poco più di una settimana al nuovo anno. Auguro a tutti voi di trascorrere serenamente queste Feste e che il 2010 sia un anno migliore del precedente per tutti.

Mi sento particolarmente vicino agli amici aquilani che sono stati colpiti dal tremendo e devastante terremoto del 6 aprile.

A tutti loro auguro una ripresa più rapida possibile e di ritrovare un pò di serenità e soprattutto un tetto sulla testa!

Buonissime Feste!

Amedeo

 

 

 



L'albero di Natale

08:14, 18 December 2009 .. 4 comments .. Link

Mentre i Re Magi si avvicinavano a Betlemme, seguendo le indicazioni della stella che indicava loro il cammino, d'un tratto il cielo si rannuvolò e si accorsero che non potevano proseguire oltre. Disorientati, decisero di fermarsi e lasciar riposare i cammelli. Ciò fu molto saggio, perché, di lì a poco, cominciò a piovere copiosamente, come accade nel deserto, all'improvviso. I doni che i Magi portavano con sé rischiavano di rovinarsi, ma per fortuna riuscirono a trovare riparo sotto una palma molto grande, che con le sue lunghe fronde protesse i Magi, i cammelli e i doni dall'acquazzone. Da allora deriva l'usanza di tenere i doni sotto l'albero, che si è tramutato da palma in abete nella tradizione, perché Santa Claus è di origini nordiche.

 

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Che Vergogna!

10:04, 15 December 2009 .. 9 comments .. Link

Avevo deciso di non postare nulla sul gravissimo fatto avvenuto domenica a Milano ai danni di Silvio Berlusconi ma non ce la faccio.

Da ieri continuo a leggere su Tiscali i commenti di gentaglia che incita alla violenza e all'odio e la Redazione  non li cancella anzi non pubblica quelli di gente come me che è a favore di Berlusconi.

La cosa più idiota che ho letto è che, secondo gente che definire stolta e inutile è un complimento, sarebbe stata tutta una finzione.

Ma l'hanno visto il suo volto insanguinato o erano troppo occupati a farsi le solite pippe mentali?

Sono disgustato e indignato nel vedere che si permetta di scrivere certi commenti e che ci sia in giro tanta ottusità e mancanza di buon gusto.

Mi vergogno  di come si sia caduti in basso.

Questo post mi porterà sicuramente molta impopolarità ma è una cosa che dovevo assolutamente fare e ne sono orgoglioso.

Forza Silvio Berlusconi, sei un grande e per questo susciti l'invidia di inetti poveri di mente!

image

 



La ghirlanda con l'alce

08:58, 11 December 2009 .. 1 comments .. Link

Materiale occorrente

  • Una ghirlanda di 24 cm di diametro
  • 5 metri di nastro dorato alto 4 cm
  • Un alce di stoffa
  • Feltro o panno lenci di colori diversi (rosso, arancio, verde chiaro e verde scuro)
  • Perline di legno colorate
  • 3 palline i cui colori si abbinino al feltro
  • Cordoncino dorato
  • Spilli da sarta
  • Ago e filo
  • Forbici
  • Carta bianca

La ghirlanda è molto semplice e si realizza in poco tempo. Potete farvi aiutare anche dai vostri bambini.
Per prima cosa dovete scegliere una ghirlanda in cui potete inserire degli spilli per velocizzare il lavoro; vanno benissimo quelle di spugna o comunque di materiale morbido.
Cominciate ad avvolgere il nastro intorno alla ghirlanda in modo da coprirla perfettamente. All'inizio e alla fine fissate il nastro con degli spilli da sarta sul retro del lavoro lasciando libero l'ultimo lembo.
Posizionate l'alce e fissatelo usando sempre gli spilli.
Preparate il fiore. Disegnate sulla carta bianca 4 sagome di fiori a 5 petali con dimensioni via via sempre più piccole. Ritagliatele e usatele come modello per ottenere il vostro fiore dal feltro. Nello stesso modo realizzate 2 foglie di colori diversi. Sovrapponete tutti i pezzi e uniteli con ago e filo al centro fissando contemporaneamente anche le perline. Il fiore è pronto e può essere attaccato alla ghirlanda con gli spilli.
L'ultima fase riguarda le palline. Legatele insieme con un cordoncino dorato in modo che pendano con lunghezze diverse e fissate il cordoncino alla ghirlanda sempre sul retro.
Per ulteriori particolari osservate con attenzione la fotografia e il suo ingrandimento.
Potete decorare il portoncino d'ingresso, la porta della camera dei bambini o semplicemente una parete.

 

alce di Babbo Natale - ghirlanda

 

E' facilissima da fare,  provateci!

Io l'ho messa in una parete nella cameretta di Mattia ed è carinissima!   



Un bel regalo per i bimbi

11:37, 9 December 2009 .. 1 comments .. Link

Natale con la Pantera Rosa

 

Questa classica avventura della Pantera Rosa è finalmente disponibile in DVD, con altri due episodi che vedono come protagonista il felino più divertente del mondo!
Siamo a Natale e mentre a New York tutti stanno festeggiando, la Pantera Rosa ha una disavventura dopo l’altra, vestendo i panni di Babbo Natale, spalando neve e persino aiutando la polizia ad arrestare un malfattore – tutto nella speranza di trovare qualcuno di buon cuore e…. una bella cenetta calda!
Alla fine la Pantera Rosa impara il vero significato del Natale e dell’amicizia.
Nelle altre due avventure, in Olym-pinks vediamo il nostro eroe impegnato nei massimi sport invernali, mentre in Pink At First Sight si cimenta con i telegrammi cantati, appena in tempo per San Valentino.

 



Spaghetti con le polpettine

12:12, 27 November 2009 .. 4 comments .. Link

INGREDIENTI :

 

spaghetti (numero 5) 400 g

  •     carne macinata di manzo 250 g
  •     pomodori pelati 500 g
  •     2 uova
  •     2 cucchiai di pecorino grattugiato
  •     2 cucchiai di grana grattugiato
  •     1 cipolla
  •     2 spicchi di aglio
  •     pangrattato
  •     1 bicchiere di vino bianco secco
  •     prezzemolo fresco
  •     basilico fresco
  •     olio extravergine di oliva
  •     sale
  •     pepe macinato al momento


    Preparazione:

    In una terrina mettete la carne macinata, il prezzemolo ben lavato e tritato finemente, i due formaggi, le uova e una manciata generosa di pangrattato.

    Regolate di sale e pepe e lavorate il composto a lungo, in modo che la carne si condisca bene; con le mani formate delle polpettine che farete rosolare con 4 di cucchiai di olio in una padella. Quando avranno raggiunto un colore dorato, scolatele, asciugando l’unto in eccesso con la carta assorbente.

    Nello stesso olio fate soffriggere sia l’aglio che la cipolla tritati finissimi e quindi rimettetevi le polpette.

    Unite il vino e lasciate evaporare, poi versate i pelati scolati e sminuzzati e lasciate cuocere a fuoco lentissimo per una mezz’ora.

    Salate, pepate e profumate con prezzemolo e basilico.

    Fate cuocere gli spaghetti in acqua salata e conditeli con il sugo, mettete le polpette in cima e servite. 

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    spaghetti con polpette



    Giornata mondiale contro la violenza sulle donne

    13:14, 25 November 2009 .. 0 comments .. Link

    Ad una donna

     

    Donna, scruto i tuoi occhi di speranza,

    mutati da un passato di paure,

    che ti volle sempre debole,

    sempre schiava, d’un Dio, che era uomo.

    Non fermasti mai il tuo cammino,

    poiché, tu eri anche lì, sola,

    dove lo stesso Cristo esangue,

    decise di spirare a questa terra,

    ma tu, col fardello che ti lasciava,

    continuavi ad adorare, quel viso morto.

    E nessuno, volle ascoltare il tuo messaggio,

    e ancora sola, non t’arrendevi,

    lasciavi una carezza, ad un figlio che moriva,

    baciavi sulla fronte, un marito che partiva,

    e nello strazio, del tuo dolore,

    continuasti a rammendare quel lenzuolo.

    E il tuo pianto, la tua collera,

    a nessuno mai fece pena,

    bruciata come strega in una piazza,

    lapidata, per la rabbia d’un marito,

    violentata da un branco senza volto.

    Non c’è giustizia in questa storia,

    c’è un passato, che nel tempo si tramuta,

    ma non cambia o non vuol farlo.

    E quella donna, che nel buio d’una stanza,

    accarezza sul suo ventre, il suo bambino,

    spera che quel futuro, che porta in grembo,

    sappia sempre da dove è nato,

    poiché egli sappia, che se Dio stesso

    nacque uomo, fu sempre donna il suo passato.

     

    Poesia tratta da: Racconti Oltre

    Testo di Gosefe

     

    Madonna del parto piero della Francesca.jpg

     



    DONNA

    11:22, 23 November 2009 .. 2 comments .. Link

    Nel tuo esserci l’incanto dell’essere,
    La vita, tua storia,
    segnata dal desiderio d’essere
    semplicemente donna!
    Nel tuo corpo ti porti,
    come nessun altro,
    il segreto della vita!
    Nella tua storia
    la macchia dell’indifferenza,
    della discriminazione, dell’oppressione…
    in te l’amore più bello,
    la bellezza più trasparente,
    l’affetto più puro
    che mi fa uomo!

     

    Eliomar Ribeiro De Souza

    (Poeta brasiliano)

     



    Un avvocato a Roma...

    08:26, 19 November 2009 .. 2 comments .. Link
    Un avvocato si è appena aperto un ufficio a Roma... è il suo primo giorno di lavoro e prima di entrare nel suo ufficio nuovo comunica al custode:
    "Se viene qualche cliente mi avvisi prima che salga."
    "Va bene, non si preoccupi."
    Dopo un po' suona il citofono... è il custode:
    "Avvocato sta salendo una persona per voi."
    Allora l'avvocato socchiude la porta, si mette dietro la scrivania e fa finta di parlare al telefono per farsi trovare impegnato e darsi una certa importanza.
    Entra la persona e lui fa segno con la mano di accomodarsi, nel frattempo parla di cause risolte con un amico immaginario e si dilunga nel discorso per far sentire al potenziale cliente di cosa lui è capace.
    Dopo un paio di minuti conclude la telefonata dicendo:
    "Ora ti devo salutare che ho qui una persona, ci risentiamo... e fammi sapere per quella causa che aggiusto tutto io, come le altre volte..."
    Quindi, riattaccata la cornetta, l'avvocato si rivolge alla persona e chiede:
    "Prego, mi dica in cosa posso esserle utile?"
    "Dotto'... so er tecnico de 'a Telecom, so' venuto ad attaccà er telefono..."
     
    uomini 45
     


    Il cuoco cinese

    10:59, 18 November 2009 .. 4 comments .. Link
    In piena stagione, un ristoratore di Viaregggio viene abbandonato dal cuoco e si mette a cercarne un altro, d'urgenza.
    Ma siamo in alta stagione e non se ne trovano.
    Poi si presenta uno, ma è un cinese, col codino, gli occhialoni, i denti in fuori...
    L'oste lo guarda e scuote la testa.
    - No, non posso, qui vogliono la cucina locale.
    E il cinese: - Ma io so fale tutta cucina toscana, libollita, fiolentina, tutto, tutto
    - Mah - fa l'oste, dubbioso - i miei clienti poi vengono in cucina e parlano col cuoco...
    - Oh, ma io parlale benissimo italiano, io abituato.
    - Eh, ma bisogna sapere anche le cose di cultura, i poeti...
    - Io studiato poeti, Nel mezzo del cammin di nostla vita... Chiale flesche dolci acquje... I ciplessi che Bolgheli... Tutto conosce!
    - Ma bisogna anche sapere cose più popolari. I proverbi...
    - Conosce, conosce plovelbi. Tu dile uno e vede che io so!.
    - Tanto va la gatta al lardo...
    E il cinese: - ... che ci lascia lo zampino.... sapele, sapele...
    -Il diavolo fa le pentole...
    - Ma non i copelchi.
    Oste: - La gatta frettolosa ...
    - Fatto gattini ciechi...
    Oste: -- Can che abbaia...
    Cinese: - ... poco cotto!
     
    Gif 270


    Al Ristorante russo

    12:03, 17 November 2009 .. 1 comments .. Link
    Due amici si recano a Mosca per una gita.
    Durante il viaggio, uno dei due esterna all'altro le proprie preoccupazioni derivanti dall'assoluta ignoranza della lingua russa, l'altro lo tranquillizza:
    "Non ti preoccupare, il russo e' uguale all'italiano, basta aggiungere in fondo asky e osky e non c'è problema!!".
    Difatti la sera vanno al ristorante ed iniziano ad ordinare:
    "Allora: cavialosky per mesky e salmonesky per il mio amicosky".
    Il cameriere torna con  un piatto di caviale ed uno di salmone.
    "Hai visto che funziona?" dice il tizio all'amico.
    "Camerierosky!! Scusisky: due piattosky di storionosky ed un vinosky biancoski!".
    E arrivano lo storione ed il vino bianco.
    "Visto, che ti dicevo, non ci sono problemi con il russo!".
    E continuano ad ordinare; alla fine:
    "Camerierosky!! Il contosky!".
    Il cameriere porta il conto e dice:
    " Ecco il conto! Regà! Si nun ce stavo io cor cazzo che magnavate!!!".
     
    russi 5            russi 1            russi 14


    Adozione di un figlio Cambogiano

    09:16, 16 November 2009 .. 3 comments .. Link

    Un carabiniere e sua moglie decidono di adottare un figlio.
    Vanno in Cambogia e scelgono un piccolo cambogiano di pochi mesi.
    Tornati in Italia si recano a Napoli dove ha sede l'Istituto di Lingue Orientali e chiedono al Direttore di poter frequentare i corsi di lingua khmer.
    - Come mai? chiede il Direttore.
    E il carabiniere:
    - Abbiamo adottato un piccolo cambogiano. Fra poco incomincerà a parlare e vorremmo capire che cosa dice!

     



    San Martino (Dolce veneziano)

    09:47, 11 November 2009 .. 3 comments .. Link

    Vi propongo la mia ricetta del dolce veneziano con qualche  modifica.

     

    INGREDIENTI

    Per la frolla:
    • 250 g di farina 00
    • 125 g di burro
    • 2 tuorli d'uovo
    • 100 g di zucchero al velo
    • scorza di limone grattugiata
    • sale q.b.

    PER LA GUARNIZIONE:

    Smarties

    mandorle tritate grossolanamente e granella di nocciola

    50 gr. di cioccolato fondente

     

    PREPARAZIONE:

     

    Per la frolla: amalgamare burro, zucchero, tuorli, limone e sale. Impastare velocemente amalgamando tutti gli ingredienti. Lasciare riposare la pasta per un'ora in frigo coperta da un panno di cotone. Poi stenderla sulla carta forno alta 1 cm. Intagliare un cavallo e un cavaliere. Con la pasta rimasta creare 2 spaghi lunghi e sottili. Attorcigliarli e disporli su tutto il contorno della sagoma cavallo-cavaliere. Cuocere in forno già caldo a 180° coprendo la superficie con carta forno e legumi secchi (poi non più utilizzabili). 20' di cottura dovrebbero bastare. Far raffreddare il cavallo-cavaliere e spennellare le superfici a piacere con il cioccolato fuso a bagnomaria definendo i dettagli con la frutta secca. Usate un po' di cioccolato fuso come collante per attaccare gli  smarties sulla treccina di contorno.

     Il risultato dovrebbe essere più o meno questo!

     

    sanmartinodolce.jpg

     



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