L’Assunzione di Maria nel blog di Mons. Massimo Palombella

Riceviamo e pubblichiamo dal blog di Monsignor Massimo Palombella questo bellissimo approfondimento sull’Assunzione di Maria al Cielo. Il calendario liturgico della Chiesa ne festeggia la solennità il 15 Agosto. Si tratta dell’Assunzione di Maria al Cielo. Cuore del culto mariano e dogma della fede, con la festività dell’Assunzione di Maria, la Chiesa fa memoria della Madre di Gesù che, al termine della sua esistenza storica e terrena, è ascesa al Cielo in corpo e anima. Unica creatura umana a poter godere di questo privilegio, Maria, infatti, non ha conosciuto la corruzione del sepolcro, in virtù della sua Immacolata Concezione, essendo stata preservata dal peccato originale e avendo mantenuta intatta la sua verginità. In particolare, l’Assunzione di Maria al Cielo è, per i cristiani, la prefigurazione della “Resurrezione della Carne”, professata anche nella preghiera del Credo, ed evento che si realizzerà unicamente alla fine dei tempi e al momento del Giudizio Universale per tutta l’umanità, quando Cristo tornerà nel mondo per la seconda volta. Anche le Chiese ortodosse le Chiese ortodosse orientali condividono con i Cristiano – cattolici la solennità dell’Assunzione di Maria. Un piccolo gruppo degli aderenti alla religione anglicana accetta questo titolo conferito alla Vergine Maria, ma solo in qualità di “adiaphora”, dunque come principio che non nasconde obblighi morali, né designa azioni proibiti dal punto di vista morale stesso. Al contrario, il resto della comunità anglicana, come gli aderenti alla religione protestante ed evangelica non accettano questo dogma di fede. Il Vangelo non parla apertamente dell’Assunzione di Maria al Cielo in nessuna delle 4 versioni presentate dagli autori, né la Bibbia ne fa espressa menzione. Eppure le Sacre Scritture ne presentano riferimenti impliciti importanti, soprattutto nell’ultimo libro, l’Apocalisse di San Giovanni Apostolo ed Evangelista. All’interno del capitolo 12, nei versetti da 1 a 18, l’autore parla di “un segno grandioso nel cielo”, di “una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul capo una corona di 12 stelle”.

Arriviamo alle indagini degli studiosi con Massimo Palombella.

I Padri della Chiesa vedono in quest’immagine proprio l’Assunzione della Vergine, che vince la morte (poiché la luna indica proprio l’essere finito e mortale dell’umanità) ed è al contempo Regina dell’Antico e del Nuovo Testamento (le 12 stelle indicano, infatti, contemporaneamente le 12 Tribù d’Israele e i 12 Apostoli). Nonostante i testi biblici non ne parlino apertamente, l’Assunzione di Maria è stato uno degli eventi della storia della salvezza in grado di attrarre l’interesse di molti studiosi, fin dal II secolo. Infatti, le prime fonti scritte e i primi documenti che parlano dell’Assunzione della Vergine al Cielo in anima e corpo sono attribuibili a Leucio Carino, proprio nel II secolo. Secondo alcune indagini portate avanti dagli studiosi del tempo, Leucio Carino pare abbia conosciuto, direttamente o grazie all’intervento di altre persone, l’evangelista e apostolo Giovanni. Il suo pensiero influenzò  quello di molti teologi ed insegnanti. In particolare, Leucio Carino teorizzò che il Signore prese l’anima della Madonna, consegnandola a san Michele. Quest’ultimo ne custodì il corpo, per poi restituirlo a Pietro, che era in compagnia di Giovanni e degli altri apostoli. Pietro, il capo dei 12, depose il corpo della Vergine nella valle del Cedron.

Trascorsi 3 giorni, poi, anima e corpo si riunirono. In particolare, il corpo fu assunto grazie all’azione degli angeli, che lo trasportarono nel Paradiso Terrestre; questo avrebbe rappresentato nient’altro che il luogo da cui avrebbe avuto inizio il fenomeno dell’Assunzione. Tutto ciò che viene narrato successivamente, invece, ha offerto quanto avvenuto nel post – mortem, evidenziando in modo netto come la Vergine Maria non abbia conosciuto la permanenza nel sepolcro e la conseguente corruzione. Poi, tra la fine del IV e la fine del V secolo, si sono susseguiti altri studi sull’Assunzione di Maria al Cielo, tutti concordi nell’affermare come la Madre del Cristo non abbia fatto esperienza della corruzione del corpo all’interno della tomba. Tuttavia, il documento più antico e ascrivibile al tema dell’Assunzione di Maria al Cielo è il Liber Requiei Mariae, giunto ai giorni nostri intatto ed in lingua etiope.

Credits: https://massimopalombella.com/

CONTINUA A LEGGERE DAL BLOG DI MONS MASSIMO PALOMBELLA. Datato all’incirca verso il IV secolo, probabilmente risale ad un tempo ancora precedente. Un altro scritto che introduce all’Assunzione della Vergine Maria è sicuramente “Six Books”. Dormition narratives, anch’esso del IV secolo, seppur giunto a noi solo qualche tempo più tardi. Inoltre, sempre contemporanei a queste opere, è possibile annoverare ancora altri studiosi e opere, che hanno trattato l’Assunzione della Vergine Maria. I più importanti sono: Efrem il Siro, santo, scrittore e studioso di teologia, oltre che uno dei massimi cultori e rappresentati della lingua sira. Quest’ultimo ha affermato che, in seguito alla sua morte, la Vergine Maria abbia conservato intatto il suo corpo; Timoteo, patriarca di Gerusalemme, che ha sostenuto, invece, come la Madonna fosse rimasta immortale, perché Gesù l’aveva trasportata nei luoghi dove era avvenuta anche la sua Ascensione al Cielo; Epifanio di Salamina, conosciuto anche come Epifanio di Costanza di Cipro, ha ricoperto la carica di Vescovo, oltre che essere stato uno scrittore greco. Quest’ultimo ha esaltato ancor di più la figura della Vergine Maria che, secondo i suoi studi, ha vissuto la fine della sua esistenza terrena e storica come un evento “pieno di prodigio”, poiché era già in grado di entrare nel regno dei cieli, “possedendolo con la carne”; Obsequia Beatae Virginis, un’opera di origine sira, che affermava come la Vergine Maria avesse riunito la sua anima al corpo, in seguito alla sua morte. Inoltre, sempre risalenti a questa epoca storica, si hanno anche due opere apocrife di carattere cristiano: il De Obitu S. Dominae, in italiano la Dormizione della Santa Madre di Dio, la cui stesura è stata attribuita a Giovanni Apostolo ed Evangelista; Il Transito della Beata Vergine Maria, di difficile attribuzione. Infatti, alcuni studiosi affermano come sia stato scritto da Giuseppe di Arimatea, uomo di spicco al tempo di Gesù.

Citato da tutti e quattro gli evangelisti e protagonista della sepoltura del corpo martoriato del Cristo, Giuseppe d’Arimatea mise a disposizione il lenzuolo dove avvolgere il cadavere di Gesù, gli oli profumati con cui ungerlo e profumarlo, oltre che il sepolcro, dove deporre il Cristo morto. Altri esegeti, invece, hanno attribuito l’opera a San Melitone Vescovo di Sardi. A prescindere da questo dibattito sull’autore, scrive Mons. Massimo Palombella che gli studiosi convengono come entrambi i probabili autori siano stati d’accordo nell’affermare che la Beata Vergine abbia vissuto il resto della sua vita terrena a Gerusalemme e non ad Efeso, senza però fare cenno né all’episodio della morte né dell’Assunzione al Cielo. Contro la tesi di Giuseppe di Arimatea e San Melitone ci sarebbe il pensiero di Epifanio di Salamina che, invece, ha sostenuto che la Vergine Maria, dopo un periodo di vita trascorso a Gerusalemme, abbia seguito l’Apostolo ed Evangelista Giovanni nel corso della sua predicazione in Asia, fino ad Efeso.

Epifanio non avrebbe certezze sulla fine vissuta dalla Vergine, ma si diceva convinto di come quest’ultima fosse stata assunta in Cielo dal profeta Elia. In questo secondo scritto, attribuibile a Giuseppe di Arimatea o a San Melitone, si racconta che la Madonna abbia richiesto a Gesù di essere avvertita 3 giorni della sua morte. La richiesta fu esaudita; così, due anni dopo l’Ascensione del Figlio al Cielo, Maria si trovava in preghiera ed ebbe l’apparizione dell’Arcangelo Gabriele, lo stesso dell’Annunciazione. Quest’ultimi recava tra le mani un ramoscello di palma e, rivolgendosi alla Vergine, disse: “Fra tre giorni sarà la tua assunzione”. Avvisata della sua vicina dipartita, la Vergine Maria annunciò la sua partenza per il Cielo a Giuseppe di Arimatea e altri discepoli di Gesù. Nel testo de Il Transito, la dipartita della Vergine Maria è così narrata: “Venuta la domenica, all’ora terza, come lo Spirito Santo discese sopra gli apostoli in una nube, discese pure Cristo con una moltitudine di angeli e accolse l’anima della sua diletta madre. E fu tanto lo splendore di luce e il soave profumo mentre gli angeli cantavano il Cantico dei Cantici al punto in cui il Signore dice: <<Come un giglio tra le spine, tale è la mia amata fra le fanciulle>>, che tutti quelli che erano là presenti caddero sulle loro facce come caddero gli apostoli quando Cristo si trasfigurò alla loro presenza sul monte Tabor, e per un’intera ora e mezza nessuno fu in grado di rialzarsi. Poi la luce si allontanò e insieme con essa fu assunta in cielo l’anima della Beata Vergine Maria in un coro di salmi, inni e cantici dei cantici. E mentre la nube si elevava, tutta la terra tremò e in un solo istante tutti i Gerosolimitani videro chiaramente la morte della santa Maria”. Sempre stando al racconto riportato nel testo, il Demonio ha tentato di rapire il corpo della Vergine per bruciarlo, ma gli Apostoli riuscirono a portarlo presso la Valle di Giosafat. Qui, il corpo di Maria fu deposto in un sepolcro ma, proprio in quel momento, gli Apostoli furono avvolti da una grande luce e caddero a terra. In quel momento, il corpo della Madonna fu assunto dagli Angeli verso il Cielo. Ringraziamenti al team di Monsignor Massimo Palombella.