UNA VITA IN VIAGGIO... | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Gusto di pioggia
01:37, 20 May 2008
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Amo ascoltare l'odore della pioggia. Non il rumore ma l'odore. Il gusto che la pioggia assume quando smette di cadere, mi parla. Quando si confonde con la terra che lei stessa ha saziato. La pioggia è misteriosa e affascinante come la vita. La pioggia è un pò come la vita. Non ti chiede nessun permesso, decide lei quando arrivare e come schiantarsi sull'asfalto. D'inverno mi mette malinconia invece d'estate mi da un senso di libertà, sembra quasi pioggia asciutta, sembra pioggia da cui non per forza bisogna ripararsi. E' pioggia d'estate non può fare male. La pioggia scivola, come la vita, come i ricordi, come noi. Noi che a volte non siamo in grado di stare in piedi, noi che a volte ci perdiamo anche in una goccia d'acqua per poi ritrovarci in mare aperto, ed accorgerci che sappiamo ancora nuotare. Basta solo avere coraggio, uno straccio di motivo per lottare, che non sempre ci sono ombrelli aperti, le nuvole non obbligatoriamente sono passeggere. Non si deve aspettare la pioggia per piangere, le lacrime non sono sinonimo di vergogna ma di umanità. Questo post rileggendolo non ha quasi un senso logico. Ma chi ama la pioggia come me, leggendo, capirà ciò che ho scritto.
Buona notte. Se non si era capito, stanotte piove! 50 DAYS
01:25, 9 May 2008
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Saranno una cinquantina di giorni che manco dal mio blog. Una mancanza voluta. Una mancanza dovuta. In questi giorni ho preso distanza dalla vita. A volte quando le cose si guardano da una distanza troppo ravvicinata,può capitare, che esse appaiano sfuocate. Stare accovacciati sul proprio cuore non fa mai cosi male. In questi cinquanta giorni ho camminato tanto: nelle strade del mio quartiere, nelle strade parallele alla natura. Mi sono accorta che il sole batteva sulla mia schiena, che il cielo aveva un sorriso di colore azzurro e mentre io mi perdevo tra le mie malinconie, la primavera era seduta ad aspettarmi. La mia mente per tanti mesi è stata coperta da fiori appassiti che cercavo di rianimare con le lacrime, le mie lacrime, perchè ci ho sempre creduto che anche dalla sofferenza può nascere un sorriso. Infatti cosi è stato. Stare lontana da questa vita che ormai riuscevo ad intravedere solo tra gli spazi della polvere che si era posata su di essa, mi ha fatto capire che amo ancora quetso blog, amo ancora scrivere, amo ancora il mare, amo ancora l'amore anche se non lo trovo, amo ancora la pizza strapiena, amo ancora me stessa, amo ancora la pioggia fredda, amo ancora il caffè bollente, amo ancora i tramonti,amo ancora le scie di aerei, amo ancora ridere. Stare da sola dentro me stessa, mi ha fatto guadagnare la voglia di tornare a gustarmi per davvero la mia vita, la stessa che stavo perdendo con la stessa velocità con cui si perde un anello che scivola in un lavandino. Ma ho deciso di riprendermela. Rieccomi tra di voi. Chi sarò io?
13:47, 20 March 2008
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Un giorno mi sono svegliata e non mi sono mai più sentita la stessa, quella che ero fino alla sera prima. Dopo attimi di confusione guardandomi allo specchio ho capito che ero cresciuta. E tutto ciò che ero, tutto ciò che avevo avuto , tutte le sensazioni che avevo provato fino a un attimo prima se ne erano andate con il vento appena passato. Ho pianto. Piangevo pensando che la vita mi aveva svuotato della mia stessa vita. Ma guardandomi bene intorno ho notato che la mia casa era sempre li, le poche persone buone c'erano ancora, le mie cose c'erano ancora. Sono solo cresciuta, mi sono ripetuta tra me e me andando a dormire la sera. Sentirsi grandi è una cosa ma esserlo per davvero è molto più difficile. Soprattutto in quei momenti in cui vorresti tornare indietro ed abbracciare quelle speranze che ti facevano sentire diversa, a tratti migliore degli altri. Quando c'era ancora il numero dell'amica da chiamare, l'amica che ti ascoltava e che ti consigliava solo quando tu avevi finito di parlare, ascoltava senza interrompere. Quando avevo ancora la possibilità di dire non me ne frega niente se sbaglio. Ora non si può. Qualcosa, quasi tutto,è cambiato dentro e fuori di me. Ed il cielo resta li, in alto, con le nostre speranze e i nostri pianti, muto,impassibile ai nostri giorni a volte anche alle nostre richieste. Ma alla fine sono conspaevole dle fatto che mano a mano che cresco e le cose che prima mi sembravano enormi oggi le vedo piccole, mentre tutto nella mia vita cambia dimensione, il cielo resta li. Unico punto di riferimento. L'unica cosa immensa che ho visto per la prima volta e che resterà tale fino all'ultimo. L'unico che può raccontarmi dei miei giorni che non ricordo più. Vorrei chiedergli cosa è successo tra la sera e quella mattina in cui non mi sono più sentita la stessa. Perchè a domandarmelo da sola è solo uno spreco di tempo, dato che non abbiamo la certezza di sapere chi saremo domani. Io non ho paura di vivere
01:11, 9 March 2008
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Sto capendo che non si può vivere la vita, nascondendosi dietro di essa. E' come bere in un bicchiere vuoto.Quanti respiri profondi ho disperso in questo mondo.Quante paure, a volte troppo grandi.Paure che ho superato, non per coraggio, solamente perchè mi faceva paura, avere paura. E quando ci pensavo le mie gambe tremavano e il mio cuore se la faceva addosso. Quelle mattine in cui ti svegli e sai che ad aspettarti c'è una paura, vorresti nasconderti sotto le coperte, ma ti alzi ugualmente e ci cammini a fianco. Credo che l'uomo è in questi momenti che dimostra quanto può essere forte un uomo. Con una paura sul cuore. Alla fine la vita è tutto un grande bum, un palloncino che gonfiamo troppo senza accorgecene e che ci scoppia tra le mani. E non c'è più tempo per i rimpianti, per i se e per i ma, per la felicità. Il gioco finisce, il nostro gioco, e sapremo solo noi se avremo vinto o perso. Agli altri non potremo dirlo mai. Ad ognuno il proprio turno. Ad ognuno il proprio risultato. Ad ognuno la propria vita, che gli piaccia oppure no.La mia mente è graffiata, anche se è giovane,la mia mente pensa troppo. Più passano i mesi ed ho sempre meno paura di vivere, passo dopo passo sto venendo fuori da dietro l'angolo, in cui mi ero nascosta. E non chiudo gli occhi anche se incontro il vento, caso mai piango ad occhi aperti.E la paura è sempre li, sul cuore,la stringo tra le mani perchè alla fine è lei che mi fa andare avanti. La paura di non riuscire a vivere e cosi facendo vivo a mille all'ora. Che non vuol dire fare chissà quali esperienze, semplicemente vivere con il cuore. Ora lo so. Io non ho paura di vivere perchè ho scelto di vivere. MANCANZE CHE ARRIVERANNO
01:28, 18 February 2008
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Il mio cervello molto spesso viene sfiorato da questo pensiero.Che un giorno mi troverò a piangere come non ho mai fatto. E mi sentirò sola come non mi sono mai sentita. Sarà il giorno in cui purtroppo e maledizione, il cuore di mia mamma si addormenterà per sempre. Quel giorno il mondo non esisterà più. Ed inizio a maledirmi già da ora per il carattere che mi ritrovo. Mi imbarazza dire un ti voglio bene. Sono troppo nervosa e mi scaldo facilmente per cui molte volte la tratto male quando invece dovrei baciare ogni giorno il pavimento perchè, grazie a Dio, io una mamma accanto ce l'ho. Allora quando ho questo momento mi fermo e ci penso a quando non ci sarà più. E piango. Piango perchè so che mi mancherà fino alla fine dei miei giorni, perchè so che non sarà più lo stesso, perchè avrò dei rimpianti troppo grandi. Non averle detto ti voglio bene, quelle porte sbattute troppo forte quando si poteva evitare,quando vuole chiaccherare e io ho altro da fare al pc ,quelle risposte secche ed acide quando avrei potuto contare fino a dieci prima di rispondere, quando sono nervosa e me la prendo con lei, perchè so che lei mi capisce, perchè lei mi perdona. Sempre. Poichè quando sto male è lei l'unica a capirlo e a chiedermi sottovoce"che hai?ti vedo nervosa". E mi accarezza la mano senza dirmi niente, senza chiedermi più niente, resta li vicino a me. Perchè quando lei mi fa una carezza sento che qualcuno a proteggermi fino alla morte in questo cazzo di mondo maledetto c'è ancora. Perchè quando stavo male e dei dottori non riuscivano a capire cosa avevo c'èra lei vicino al mio letto, c'era lei in ospedale, c'era lei due settimane fa. Perchè io una mamma cosi non me la merito e Dio me l'ha mandata lo stesso, solo per questo non dovrei desiderare più niente dalla vita. Invece chiedo. Invece me lo dimentico che ho questo fortuna. Ma un giorno tutto questo non ci sarà più ed io non saprò come fare per continuare a vivere. E niente e nessuno potranno slavarmi da quel dolore lacerante, forse i figli se mai ne avrò. Parlo al futuro, un futuro lontano, quando invece non metto in conto che potrebbe accadere anche domani. Perchè accade cosi che le persone le perdiamo nel giro di un minuto, ci chiediamo come cazzo sia successo e perchè. E capisci di avere perso del tempo quando di tempo non ce ne più. Solo per questo vorrei avere la capacità di non perderne più di tempo.Ma non ne sono capace. Dovrei/dovremmo per un attimo fermarci e pensare a quanto amore abbiamo intorno ma non lo valorizziamo. Dovremmo essere capaci di capire quanto siamo amati ed essere felici. Perdonami mamma se quel giorno in cui ci separeremo non saremo capaci di dirci "ti voglio bene". So già che te lo dirò con un mazzo di fiori in mano, aggiungendo "mi mancherai". E tu arrivando nel sogno mi dirai "sono qui". Comunque ti voglio bene. L'arte di tacere
21:25, 31 January 2008
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L'arte di sapere tacere. E un arte rara, che si regala a poche persone. A quelle persone che sono in grado di osservare la propria vita invece di sputare sentenze su quelle degli altri senza badare alla propria. E' da un pò che manco e non mi sento nemmeno un pò in colpa. In questi due mesi per fortuna ho in contrato l'arte del sapere tacere.L'altro giorno uscivo dal supermercato in cui lavoro e mentre mi avviavo verso la macchina, ho guardato verso il cielo, come non facevo da un pò- Pur essendo ancora gennaio il cielo era azzurro, quell'azzurro d'estate, quell'azzurro che sigillato con il sole ti fa stare bene. Ho sorriso osservando il silenzio della città. Ero felice di vedere quei colori. Ho capito che va bene cosi per adesso, senza parole, senza risposte, anche con quelle domande accantonate li in fondo al cuore. Va bene cosi senza le persone che non ho, va bene cosi lontana dai sogni che ho amndato via, va bene cosi con i pochi amici rimasti, ma buoni. Va bene cosi con queste speranze che mi domando ogni sera semmai diventaranno realtà. Va bene cosi senza amore. Perchè io l'amore ce l'ho dentro, verso il mondo, verso le persone a cui voglio bene, verso il mio di mondo. Va bene cosi anche se non ne ricevo. In questi due mesi qualcosa dentro di me è cambiato, in meglio. E' vero a volte le parole non servono.
p.s. Si ieri era il mio compleanno..grazie degli auguri...sono 21...dicono che ora volano in fretta, è vero?
A presto Giò (S)FESTE
23:19, 5 January 2008
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Non ho scritto niente a Natale. Non ho scritto niente a capodanno. Non scriverò niente dopo il ritorno dalle feste, perché non sono mai partita. Non ho scritto per le feste perché non mi andava. Quest’anno non avevo voglia di queste feste. Che tutti chiamano di Natale quando di natalizio ci sono solo il 24 e il 25. Quel giorno non ho scritto a nessuno gli auguri mi sono solo limitata a rispondere a chi me li faceva. Semplicemente perché quest’anno non mi andava, soprattutto perché non ho respirato nessuna aria natalizia, quest’anno mi hanno toccato meno degli altri anni, anzi non mi hanno toccato proprio. Eppure prima ci credevo, me ne importava qualcosa , non so tutto questo cinismo da dove sia uscito solamente non vuole andare via. Che poi andiamo non sarò la prima a constatare che in questo mese di fuoco l’ipocrisia si spreca. Vorrei trovare una persona che riesca a rispondermi SI, a questa domanda: “sei riuscito/a ad attuare almeno UNO dei buoni propositi che ti eri promessa/o l’anno scorso?”. Diciamo che i buoni propositi che ci promettiamo li dimentichiamo dentro le confezioni vuote di panettone. Già il capodanno mi sta più simpatico poiché non c’è nulla di forzato. Non ti devi incatenare i polsi con i parenti, non devi ucciderti a suon di pandoro e lasagne lo stomaco, non devi sentirti una merda se ti senti sempre la solita stronza anche quel giorno. Non so se sono io a parlare o se è la mia solitudine. Ah, bell’argomento la mia solitudine appurerò insieme a voi anche questo tassello della mia esistenza. Che mondo sarebbe senza la malinconia? Pensateci un attimo. Poi rispondetemi se volete. Tornando al simpatico capodanno, quest’anno mi sono divertita l’ho trascorso insieme a belle persone, che sanno come farmi ridere, come farmi sentire a casa, come farmi sentire me stessa. Le ringrazio per tutto ciò. Mentre i fuochi illuminavano il cielo ho espresso un desiderio. Ma non posso confessarvelo, se lo farò, sarà diventato realtà. Comunque felice simpatico anno. Destinazione paradiso..un giorno disumano.
01:20, 16 December 2007
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A che punto eravamo rimasti? Eh caro M.???Ah si, eravamo rimasti a quei giorni che aspettavamo la campanella addormentati sul banco. Motorini truccati, mode che a volte definivano un quartiere, un gruppo, una persona. Adolescenti che avevano bisogno di una chiave per entrarci, dentro, questa società. Eravamo rimasti al punto in cui tutto era un gioco e noi lo vedevamo come un macigno da spostare o abbattere. I giorni della scuola . Eravamo rimasti a quando avevamo ancora la forza di tuffarci subito in acqua che tanto il sole ci scalda, quando il mare era il più grande divertimento estivo. Eravamo rimasti a quei giorni in cui potevamo ancora permetterci di essere noi stessi, giusti o sbagliati, in fondo non dovevamo dimostrare niente a nessuno. Una pagella discreta, un amico a fianco e una pizza. Eravamo rimasti a questa vita. Ma ora non c'è più questa vita, caro M. Non so davvero se puoi vederci ancora, ma io che ho ancora gli occhi per farlo qualcosina voglio regalartela. C'è che adesso bisogna essere un pò più seri, c'è che adesso anche un tuo caro amico che incontro ogni tanto si veste con la giacca elegante, hai capito di chi parlo, ti viene da ridere lo so. C'è che al posto dello zaino adesso abbiamo una busta paga e bisogna sudarsela . C'è che quella vita che tu hai dovuto abbandonare non c'è più. Quella vita che hai perso tu l'abbiamo persa anche noi. L'unica cosa che mi fa incazzare è che noi ci viviamo quella nuova e tu no, ma in compens sarai un eterno giovane caro amico ventenne. C'è che ogni tanto trovo il coraggio di venire al cimitero. C'è che in questo momento vorrei dedicarti tante canzoni ma sono tutte tristi e allora lascio stare. C'è che alcuni non ti hanno dimenticato, mai. C'è che sono passati due anni da quel giorno e sembra ieri. C'è che la tua morte a vent'anni ci ha fatto scoppiare il cuore, è questo dolore a permettermi di essere adolescente per sempre, poichè alcune esperienze non si cancellano. C'è che adesso la vita è dura per noi. Come è strano: per te è stato duro partire per noi è duro restare. Scommetto che fai ridere gli angeli come facevi ridere noi. Forse anche tu sei un angelo adesso, col caschetto nero sdraiato su una nuvola bianca , fumi e ogni tanto guardi giù, e ridi. Perchè si può solo ridere di questo mondo. Sei stato un grande e lo sarai per sempre. Sei stato un grande per come non hai permesso ai tuoi tumori di umiliarti. E chissà se quando sei partito avresti voluto afferrare tutta quella vita, la tua, che ti si sfilava e allontanava davanti agli occhi. Spero tu non abbia sofferto tanto. Eravamo rimasti a quel giorno in cui ti sei spento. Un giorno disumano. Ciao immenso amico. Stammi bene come sempre.
Un viaggio ha senso solo senza ritorno QUALCOSA è RIMASTO
13:24, 10 December 2007
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Qualcosa è rimasto dentro quella scatola conservata in fondo al letto. La scatola dei segreti e dei ricordi. Riempita da foto, lettere, scontrini, biglietti, oggetti che rivedere scatenano troppa emozione, a volte dolore, ma sono cose che non si possono buttare perchè hai bisogno di sapere che sono li, anche se quella scatola non si apre quasi mai. Ne è passato di tempo dall'ultima volta che l'ho aperta, quasi due anni se non sbaglio i conti. So a memoria cosa ho conservato li dentro. So a memoria cosa provo ogni volta che la riapro. Vengo invasa dai ricordi come una pioggia furiosa, dagli odori che mi fanno viaggiare indietro nel tempo e mi strappano anche una paio di sorrisi.Mi viene un pò di magone. Quasi tenerezza per quei giorni morbidi come il burro. Il tempo passa.....e rivedere quelle date su biglietti e scontrini mi fa pensare che abbiano avuto un significato importante in precedenza, mi causa quasi nervoso non ricordare perchè alcune cose le ho conservate li. Forse sarebbe il caso di buttarle..ma poi penso che non mi danno nessuno fastidio..Sono contenta che oltre la mia memoria barcollante, oltre le date e i ricordi sbiaditi, oltre i giorni passati..qualcosa del mio tempo in quella scatola è rimasta. Quel giorno
22:16, 4 December 2007
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Quel giorno ero felice. Sentivo la vita tra le dita. Avevo gli occhi pieni di spensieratezza. Il cielo era azzuro, era estate e si viveva e mangiava in modo leggero. Il mare era sempre li ad aspettarmi. Come i sogni. Che adesso sono scappati a gambe levate. Li capisco troppo dura da affrontare questa realtà. Noi umani dobbiamo restare, purtroppo. Quel giorno sentivo di spaccare il mondo, potevo prendere a calci tutta la tristezza e la razionalità senza che il cuore sanguinasse.Avevo più coraggio quel giorno.Avevo anche l'amore di qualcuno quel giorno, forse era anche quello a darmi più forza. Quel giorno ormai è lontano e insieme lui anche quelle sensazioni, chissà..dove sono finite. Dicono che con gli anni arriva la sicurezza ma non la penso proprio cosi..credo arrivi tanta tanta razionalità che poi si trsforma inevitabilmente anche in paura. Paura a volte di rischiare. Credo si viva di più con il cervello che con l'impulso e mi domando se sia una bene o un male. Non lo so distinguere. Quel giorno avevo 18 anni, la mia strada era già spianata dalla scuola, non avevo ancora tanti tormenti su cosa avrei fatto, più che altro non me ne preoccupavo. Il mondo bigotto della scuola ordinava ed io eseguivo anche se a volte da incazzata. Poi è arrivato il grande boom: la scuola è finita, gli amici non sono più a brindare con me e il lavoro somiglia alla bocca di un leone, che non ti riprende quando sbagli ma timangia direttamente. Perchè in giro c'è troppa fame e pochi soldi. Ed io mi sono ritrovata in mezzo al vento e mi sono dovuta ri-inventare per sopravvivere, un pò come hanno fatto tutti credo. I sogni li ho chiusi in un cassetto. Non c'è più tempo purtroppo. O lavori o sogni. Maledettamente i sogni non riempono la pancia. Come vorrei tornare indietro nel tempo, quando la vita era più leggera e colorata come i vestiti dell'estate. Forse quel giorno ero solo più ingenua e ignorante di adesso.
Cose della vita
22:14, 3 December 2007
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Ci sono parole che non vanno ne su ne giù. Rimangono a metà gola come un uovo sodo, un pezzo di grande uovo sodo che ti asciuga la gola e ti blocca il respiro. Ed hai bisogno di un pò d'acqua per mandarlo giù. Ma non vanno giù queste parole. Ci sono persone che fanno su e giù per le scale del nostro cuore, con passi pesanti e indecisi perchè non lo sanno nemmeno loro ciò che vogliono fare: se entrare o uscire per sempre dall nostra vita. Ci sono sogni che si muovono come fantasmi nella nostra mente, appaiono e scompaiono nei momenti più impensabili. Sogni che si avvertono ma che non si possono nè toccare ne vedere. Ci sono voglie a volte di cioccolato altre di sesso, che sfamandole poi quando ti guardi allo specchio ti fai un pò schifo. Perchè tanto lo sanno tutti che la cioccolata e il sesso sono nocive per la dieta contro la solitudine. Ci sono alcune foto che si animano, riprendono vita e ti riportano indietro fino a quel giorno. Ti guardi dall'esterno domandandoti: cosa sono diventato? Ci sono canzoni che non si possono ascoltare perchè fanno troppo male. Perchè le lacrime vanno nascoste. Ci sono abbracci che non arriveranno mai. Ci sono giorni che non torneranno più Ci sono situazioni in cui la voglia di correre forte e veloce come da bambini è davvero grande, coem il sorriso che faceva da protagonista sul nostro viso, come l'amore e la magia che c'erano in quegli anni. Ci sono cose nella vita che non si possono capire. Ma l'importante è che la vita c'è.
-KIURINA-* |
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