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Scivolare tra le pieghe di un pensiero perdersi in uno sguardo cupo e profondo come il mare annegare nell'abisso di un dolore muto per poi immergersi nelle maree di un sogno. Era là, con il suo sorriso stanco, lieve come una carezza, ruvido come le mattine di gennaio, la donna con gli occhi di pioggia, bambina senza memoria né passione: una canzone nelle orecchie, per ingannare il giorno e un cuore troppo grande per dimenticare la notte. La gioia, sua antica compagna ha smarrito la strada, tra i rivoli di un desiderio rosso come il sangue, dolce come la nostalgia: E' un fiume che non esiste, che scorre sottoterra si nasconde agli occhi e non ricorda il suo nome. Raccontami di te, dolce straniero, riportami ai pomeriggi della mia luminosa infanzia; cullami con una melodia antica, colora il mio silenzio. Solitudine,mia dolce amica mi hai accompagnato in questo lungo peregrinare: lasciami sulle rive dell'ignoto, prosegui sull'altra sponda il tuo viaggio e porta con te il rimpianto.
22:13 - 8 May 2012
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