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Buon onomastico papà!

Posted by Ami on 30 March 2012 at 09:30

 

Mattia

Io sono la primavera

Posted by Ami on 20 March 2012 at 11:10

Lucciole belle, venite da me;
son principessa, son figlia di re.
Ho trecce d'oro filato fino
ho un usignolo che canta su un pino,
una corona di nidi alle gronde,
una cascata di glicini bionde,
un rivo garrulo, limpido, fresco,
fiori di mandorlo, fiori di pesco.
Ho veste verde di vento cucita
tutta di piccoli fiori fiorita;
occhi di stelle nel viso sereno,
dolce profumo di viole e di fieno
e per il sonno dei bimbi tranquilli
la ninna nanna felice dei grilli.

 

Dolce primavera!

Al mio grande papà!

Posted by Ami on 19 March 2012 at 09:34

Mattia

 

 

Storia della mimosa

Posted by Ami on 8 March 2012 at 09:23


La mimosa, fragile e gentile.

In un paese lontano, all'altro capo del mondo, nell'isola di Tasmania, ed in un tempo altrettanto lontano, nacque il fiore della mimosa. 
Gli abitanti dell'isola ne raccontano la leggenda.
In quel tempo, l'isola era dominata da un re guerriero, molto coraggioso e bello, alto ed agile, di pelle scura e coi capelli neri e lucenti come l'ala dei corvi, ma col cuore indurito dalle numerose battaglie. Così era tutta la sua gente: alta, scura di pelle e brusca di modi, con lunghi, lisci capelli a incorniciare il viso severo. Essi amavano i combattimenti contro le numerose tribù nemiche, e le cacce pericolose alle belve che infestavano l'isola. Combattimenti e cacce che affrontavano con altre grida crudeli, per spaventare il nemico.
Un giorno, durante l'ennesimo combattimento, il re venne gravemente ferito. 
La madre e la sorella del re amavamo molto il loro caro, ma non amavano affatto la sua bella e giovane moglie, che non giungeva gradita al loro cuore, duro quanto quello di lui. La giovane regina era una creatura del tutto diversa, piccola di statura, timida e gentile, con i capelli arruffati in corti riccioli, biondi come batuffoli d'oro, la pelle dorata come miele puro e una bassa voce soave che sembrava una musica. 
Pareva giunta lì da un altro mondo, la piccola regina, da un mondo di fiori, di sorrisi e di pace. Le due donne, scarne, scure e crudeli come il loro congiunto regale, erano inevitabilmente gelose della dolce, tenera bellezza di lei.
Approfittando della timidezza della piccola sposa, le due donne si precipitarono a curare il loro congiunto, trattenendo con vari pretesti la moglie lontana dalla tenda dove giaceva il ferito. Lei si disperava, perché era molto innamorata di quel suo marito rude e forte, ma non osava far valere i propri diritti di moglie, dimentica, nel suo sgomento, che erano anche doveri, temendo di far cosa sgradita alla suocera ed alla cognata, e quindi di turbare la convalescenza dell'uomo che amava. 
La piccola regina era sola, nessuno la consigliava, perché i cortigiani, con la viltà dei deboli, si erano schierati dalla parte che intuivano più forte, e crudele, in quella lotta silenziosa per impadronirsi del cuore del Re.
Passarono i giorni, che divennero settimane, e poi mesi. Quando infine il Re fu guarito era ormai solo desideroso di punire la piccola regina le cui visite aveva tanto aspettato, senza che il suo orgoglio di re gli avesse permesso di ordinare la presenza della donna che nel suo cuore invocava. E dunque il Re bandì dal suo cospetto, senza esitazione, la giovane moglie innocente, senza nemmeno volerne ascoltare le ragioni, tanto il solo vederla, ormai, gli riusciva sgradito.
Giunse infine il fratello a riprendersela, il fratello, della stessa impietosa razza del Re. 
Venne per riportarla a casa, ripudiata, libera, lei che era cinque volte madre, di darsi ad un altro uomo. 
Ed in soli sette giorni il fratello la rimaritò ad un Principe di luoghi lontani, distanti dal regno dal quale la piccola regina era stata senza colpa bandita.
Pure, timida e dolce com'era, la piccola, infelice Azar, ormai senza più lacrime né desideri, non si ribellò al suo destino. Chiese soltanto, come dono di nozze, un velo che le consentisse, nel lungo viaggio per raggiungere la sua nuova dimora, di coprirsi il volto ed il corpo, per non essere riconosciuta quando fosse passata dalle terre di Asan, padre dei suoi figli e crudele signore, poiché l'incontro coi suoi piccoli le avrebbe senza alcun dubbio spezzato il cuore.
Il Principe suo nuovo sposo era meno duro di cuore di Asan, e in qualche modo la disarmata dolcezza della piccola regina scacciata dal suo regno ebbe a parlare al suo cuore. La giovane ebbe dunque il suo velo, col quale si ricoprì interamente. Ma quando passò davanti alla reggia che era stata sua, i figli di lei, che ogni giorno spiavano dall'alto delle torri il ritorno della madre, la riconobbero nonostante il lungo velo ed accorsero piangendo e invocando a gran voce il suo ritorno.
Ancora una volta, Azar fece appello alla pietà del suo nuovo Signore, chiedendo che le fosse consentito fermarsi un momento, e lasciare un dono a ciascuno dei figli. Ed il Principe ebbe ancora una volta pietà della piccola sposa disperata, e acconsentì alla richiesta. Così, Azar poté regalare ai suoi bambini stivali trapunti d'oro, e lunghe, ricche vesti alle fanciulle, e lascio un abitino per il più piccolo, che dormiva ignaro nella culla. Il padre però, da lontano, vide tutto questo, e richiamò a sé i figlioli, che dimenticassero in fretta la madre indegna di loro.
Azar sentì quella voce dura dettare ancora una volta il suo destino, e ancora non seppe trovare parole a difesa della sua inutile innocenza. Si accasciò allora, ormai sfinita dall'ingiustizia e dal dolore, e sopra di lei il lungo velo di nuova sposa si posò pietoso a coprirla da tutti gli sguardi.
Andò più tardi il suo nuovo Signore a riprendersi l'infelice creatura, deciso a regalarle una vita intera di felicità. Ma ormai il destino di Azar era giunto a compimento. 
E fu così che il Principe pietoso, sotto il lungo velo che era stato il suo dono di nozze, non trovò che un fragile arbusto fiorito di mimosa, ben abbarbicato con le sue radici alla terra, deciso a non lasciarsi strappare dal luogo dove era tutto il suo cuore, i piccoli fiori odorosi a ricordare ai figli di Azar i batuffoli biondi che ricoprivano il capo della loro madre, al tempo in cui era stata felice.
Ad Azar, così dolce, remissiva, obbediente e infelice, il tempo renderà poi giustizia alla sua bizzarra maniera: perché il fiore nato da lei verrà riconosciuto da tutte le donne come il simbolo della propria presa di coscienza, e della capacità di decidere esse stesse il proprio destino. 
Apparentemente delicato, in realtà forte e resistente, impossibile da sradicare, contro il suo volere. 


  by Rossana

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Fiori & Leggende

Ciao Lucio

Posted by Ami on 2 March 2012 at 08:23

 

4 Marzo 1943

 

Dice che era un bell'uomo e veniva
veniva dal mare
parlava un'altra lingua
pero' sapeva amare
e quel giorno lui prese mia madre
sopra un bel prato
l'ora più dolce
prima d'essere ammazzato
Cosi' lei resto' sola nella stanza
la stanza sul porto
con l'unico vestito
ogni giorno più corto
e benchè non sapesse il nome
e neppure il paese
m'aspetto' come un dono d'amore
fino dal primo mese
Compiva sedici anni
quel giorno la mia mamma
le strofe di taverna
le cantò a ninna nanna
e stringendomi al petto che sapeva
sapeva di mare
giocava a far la donna
con il bimbo da fasciare
E forse fu per gioco
o forse per amore
che mi volle chiamare
come nostro Signore
Della sua breve vita il ricordo
il ricordo più grosso
e' tutto in questo nome
che io mi porto addosso
E ancora adesso che gioco a carte
e bevo vino
per la gente del porto mi chiamo
Gesù Bambino
E ancora adesso che gioco a carte
e bevo vino
per la gente del porto io sono
Gesu'Bambino
E ancora adesso che gioco a carte
e bevo vino
per la gente del porto mi chiamo
Gesu' Bambino
Gesu' Bambino

Crocus

Posted by Ami on 24 February 2012 at 10:56

Questi piccoli fiori variopinti sono tra i primi a spuntare nei terreni a fine inverno rallegrando i nostri cuori e portandoci una ventata di primavera.

Ciao Whitney!

Posted by Ami on 14 February 2012 at 09:43
All At Once

All at once
I finally took a moment
And I'm realizing that
You're not coming back
And it finally hit me all at once.
All at once
I started counting tear drops
And at least a million fell
My eyes began to swell
And all my dreams were shattered
All at once.
Ever since I met you
You're the only love I've known.
And I can't forget you
Though I must face it all alone.
All at once
I'm drifting on a lonely sea
Wishing you'd come back to me.
And that's all that matters now.
All at once
I'm drifting on a lonely sea
Holding on to memories.
And it hurts me more than you know.so much more than it shows
All at once.
All at once
I looked around and found that you
Were with another love
In someone else's arms
And all my dreams were shattered
All at once.
All at once
The smile that used to greet me
Brightened someone else's day.
She took your smile away
And left me with just memories
All at once
Ever since I met you
You're the only love I've known.
And I can't forget you
Though I must face it all alone.
All at once
I'm drifting on a lonely sea
Wishing you'd come back to me.
And that's all that matters now.
All at once
I'm drifting on a lonely sea
Holding on to memories.
And it hurts me more than you know
So much more than it shows.
All at once.
All at once
I'm drifting on a lonely sea
Wishing you'd come back to me.
And it hurts me more than you know
So much more than it shows.
All at once.
Holding on to memories.
All at once
I'm drifting on a lonely sea
Wishing you'd come back to me.
Wishing you'd come back to me.
All at once
 
Whitney HoustonWhitney-Houston.jpg
 
 

Dopo la festa

Posted by Ami on 9 January 2012 at 12:13

Dopo la festa
di S. Marsak

L'abete si rannuvola. Fa buio.
Le fiammelle scoppiettano spegnendosi,
e un altro abete attraverso la brina
guarda nella finestra il giardino nevoso.


Io vedo che la luna accende
i suoi aghi vestiti di neve
e, tutto infiammandosi, annuisce
al mio abete che si sta spegnendo.
Mi spiace che sugli aghi del mio abete,
la bufera non abbia sparso polvere,
che il vento non culli i suoi rami
distesi come ali nere.

 

Buone Feste a Tutti!

Posted by Ami on 21 December 2011 at 08:40

 

Erika Mattia Amedeo

 

 

 

L'ultima foglia

Posted by Ami on 24 November 2011 at 16:01

Se ne stava lì, aggrappata al ramo del grande albero che alcuni mesi prima, in una tiepida giornata di primavera, l'aveva vista nascere insieme alle sue sorelle e crescere giorno dopo giorno. Era di un tenero verde che diventava sempre più brillante. Il sole la baciava ogni giorno e man mano diventava sempre più caldo fino ad essere rovente nella torrida estate. Era arrivato settembre con l'aria più fresca ed il sole più clemente. Era tanto felice con le sue sorelle. Venne anche ottobre e tutte le foglie assumevano calde tinte che andavano dal giallo oro all'arancione per finire con il rosso, anche lei  prese ad una ad una tutte le tonalità ed era felice di cambiare abito. Un giorno di novembre venne un forte vento ed una pioggia insistente che era molto diversa da quella pioggerellina primaverile e dai temporali estivi. Le sue sorelle si staccarono ad una ad una dai rami del maestoso albero che le aveva ospitate, solo lei era rimasta attaccata al ramo con tenacia e non aveva nessuna intenzione di staccarsi da lui e di abbandonare l'albero che considerava suo padre. Era triste perchè si sentiva sola e sapeva che prima o poi se ne sarebbe andata anche lei. Guardava le sue sorelle ai piedi dell'albero e pensava se anche lei, come le più fortunate  tra loro, sarebbe stata raccolta da qualche bambino che l'avrebbe conservata per sempre. L'albero la consolava dicendole che sarebbe tornata la prossima primavera più bella e verde che mai e che avrebbe ritrovato tutte le sorelle con l'abito primaverile ma lei pensava che il suo papà albero le dicesse così solo per non darle dispiacere ed in cuor suo sperava che fosse davvero così.

 

AMEDEO MINGHETTI

 

Questo racconto mi è venuto in mente ieri mentre ero in campagna e guardavo una foglia rattrappita su un ramo ed era proprio sola soletta ed ho immaginato cosa pensasse.

 

 

 

Riflessioni...

Posted by Ami on 16 November 2011 at 09:20

Sono diversi giorni che penso insistemente alla prima volta che sono entrato a far  parte del mondo del blog, sono passati più di 7 anni e 9 da quando partecipavo ad un forum dedicato ad Amedeo Minghi. Quante cose sono cambiate e quante amicizie!

Ne ho trovate delle nuove ed altre si sono perse per strada!

Ma cosa faranno ora le mie amicizie di un tempo?

Io mi sono sposato ed ho già un figlio di 4 anni abbondanti ed anche i miei compagni di università Patrick, Matteo e Gianluigi si sono sposati con le rispettive ragazze Grace, Chiara e Carla ed hanno avuto un figlio a coppia e tutti maschi che giocano con Mattia che è il più grande e questo lo fa sentire importante.

Io ero più piccolo di circa 2 anni dei miei amici ma ero il capogruppo, che bei tempi!

Ora, quando entro nel blog,  trovo sempre qualcuno che rinuncia e piano piano diventiamo sempre meno!

Dove sono finite le lunghe chiacchierate, gli schezi ed anche le litigate spesso feroci?

Dite che stiamo invecchiando?!?

Mi mancano queste cose e divento triste pensando che tutto passa ma mi rendo anche conto che siamo sempre più impegnati e che il tempo a disposizione è sempre meno, pazienza!

Ho una bella famiglia e questo mi ripaga.

Sono semplici riflessioni di un nostalgico ventisettenne!

 

IL GIORNO DIVENTÒ PICCOLO…

Posted by Ami on 4 November 2011 at 09:53

Il Giorno diventò piccolo, circondato tutto
Dalla precoce, incombente Notte -
Il Pomeriggio in Sera profonda
La sua Gialla brevità distillò -
I Venti smorzarono i loro passi marziali
Le Foglie ottennero tregua -
Novembre appese il suo Cappello di Granito
A un chiodo di Felpa -

 

EMILY DICKINSON

(1866, da “Tutte le poesie”)

 

 

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ALBERO SPOGLIO

Posted by Ami on 21 October 2011 at 11:55

Povero albero spoglio
che tendi i tuoi rami al cielo
come braccia imploranti.
Con gli occhi velati di nostalgia
di quel verde che ti vestiva
sei lì, immobile e paziente
aspettando giorni migliori.
Poi quando arriva sera
ti addormenti sotto il nudo cielo
e sogni l'amata primavera...

 

Il ritorno di Autunno

Posted by Ami on 10 October 2011 at 12:52

Ormai non ci speravano più! Ogni volta che si incontravano, Estate e Inverno si guardavano intorno per un pò, poi si davano il cambio, l'uno al posto dell'altra. All'arrivo di Primavera, era sufficiente guardare Inverno negli occhi per capire che per l'ennesima volta aveva fatto gli straordinari. E proprio Primavere era la più malinconica per la scomparsa di Autunno. Aveva sempre avuto un debole per lui. E' vero che non si incontravano mai, ma erano così simili che avrebbero potuto scambiarsi di posto e nessuno se ne sarebbe accorto! Anche se gli abiti di Autunno avevano dei colori così speciali, così caldi... rosso, arancione, giallo... con certe sfumature che nessuno avrebbe potuto imitare. Poi un giorno, finalmente, proprio quando meno se lo aspettavano, Autunno tornò, accompagnato da una brezza gentile e calda, dai suoi colori unici e avvolgenti, che non mancavano mai nelle sue valigie. Estate partì tranquilla e Inverno tirò un sospiro di sollievo: aveva ancora un paio di mesi di riposo. E questa volta avrebbe potuto rincuorare Primavera per il ritorno del suo amato.

 

Autunno...

Ottobre

Posted by Ami on 7 October 2011 at 09:10

Un tempo, era d'estate,

era a quel fuoco, a quegli ardori,

che si destava la mia fantasia.

Inclino adesso all'autunno

dal colore che inebria;

amo la stanca stagione

che ha già vendemmiato.

Niente più mi somiglia,

nulla più mi consola,

di quest'aria che odora

di mosto e di vino

di questo vecchio sole ottobrino

che splende nelle vigne saccheggiate.

(V. Cardarelli)

 

SETTEMBRE

Posted by Ami on 9 September 2011 at 09:33
Chiaro cielo di settembre
illuminato e paziente
sugli alberi frondosi
sulle tegole rosse

fresca erba
su cui volano farfalle
come i pensieri d’amore
nei tuoi occhi

giorno che scorri
senza nostalgie
canoro giorno di settembre
che ti specchi nel mio calmo cuore.


ATTILIO BERTOLUCCI  “Sirio” 1929

Albero verde foglia nel paesaggio - illustrazione a colori. Archivio Fotografico - 7630241

Alta Val Pusteria e Tirolo Austriaco

Posted by Ami on 11 August 2011 at 13:30

Ecco alcune immagini dei luoghi delle nostre prossime vacanze che inizieranno il 13 e finiranno il 21.

 

 

Dobbiaco - Panorama

 

Panorama di Dobbiaco

 

 

 

Panorama di San Candido

 

 

 

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Panorama di Sesto

 

 

 

 

 

Panorama Villabassa

 

 

Pragsertal

 

Braies

Pragser Wildsee 2009

 

Lago di Braies

 

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Lienz (Tirolo austriaco)

Innsbruck

 

Innsbruck (Tirolo austriaco)

 

Un saluto

 

Erika, Mattia e Amedeo

 

 

 

 

 

 

 

 

La torta per il mio compleanno

Posted by Ami on 9 August 2011 at 15:08

Ieri è stato il mio 27° compleanno ed Erika con l'aiuto di Mattia ha realizzato una torta originalissima che ha visto su internet ed il risultato è sorprendente.

Sono un appassionato delle Harley Davidson e dai 18 anni in poi ne ho sempre avuta una nera, mai la stessa!

La sorpresa nel vedere cosa sono stati capaci di fare Erika e Mattia è stata immensa!

L'immagine della torta non è quella della mia che ieri è sparita in un baleno ma è quella che li ha ispirati.

Che ne dite?

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P.S. Nella mia torta la moto era tutta nera, realizzata con la liquirizia.

       Il ripieno è fatto con Nutella che è un'altra mia passione!

 

 

LA LEGGENDA DELLA STELLA ALPINA

Posted by Ami on 3 August 2011 at 11:05

Molti e molti secoli fa, quando quelle meravigliose montagne, chiamate oggi Dolomiti, emersero dalle acque che a quei tempi sommergevano buona parte del nostro globo, scesero sulla Terra delle Creature favolose fatte di fumo e di nebbia, di lembi di nuvole e di arcobaleno.
Erano gli Spiriti-delle-Cose-non-create che cominciarono a dar forma e vita agli alberi, alle erbe, ai fiori.
Gli alberi si moltiplicarono in poco tempo e ricoprirono molte zone sotto le pendici di quelle montagne. Erano abeti, larici, pini. Sulle colline nacquero le betulle e il sorbo, il frassino e il castagno. Le erbe formarono immense distese di prati lussureggianti, che discendevano dai ghiaioni fino alle piane in dolci declivi o arditi pendii. I fiori spuntarono: nei boschi c'erano i piccoli garofani cremisi e i ciclamini, nei prati anemoni gialli, clematidi viola, primule bianche e colchici lillà. E fiori spuntarono nelle paludi: erano giaggioli, gladioli, narcisi...
Altri ne nacquero sulle rive dei laghi e sugli specchi d'acqua, come le ninfee bianchissime e i nannufari gialli. Ancora spuntarono le aquilegie, le pulsatille, le peonie e i papaveri alpini. E moltissimi altri dai colori delicati e luminosi.
Sotto le ultime rocce ecco prosperare i primi "baranci" o pini mughi. Accanto sorsero gli arbusti dei rododendri color rosso, i raponzoli di roccia e le meravigliose genziane turchine. Cosi ogni cosa ebbe il "suo" fiore e le genti che vivevano in quelle vallate fra le montagne ne godettero e ringraziarono il cielo e la natura.
Ma in mezzo a tutte quelle meraviglie c'era qualcuno che soffriva in silenzio: era la Grande Montagna di Lavaredo, nuda e dirupata, scanalata da lunghi camini verticali nei quali colava- no le gelide stille dei ghiacciai perenni, tagliata orizzontalmente dalle cenge e scarnita dalle acque in orridi strapiombi...
Solo le sue pareti altissime, spesso lisce e diritte come pale, riflettevano la luce del sole che alla sera le accarezzava con gli ultimi raggi infuocati. La Grande Montagna allora sembrava diventare trasparente come cristallo, diafana come un lembo di nuvola...
Ma quella straordinaria carezza del sole non poteva renderla felice. Essa ammirava dall'alto i sottostanti pianori verdi, rigogliosi e fioriti, le fìtte abetaie, i laghetti verdazzuri... Ognuna di queste "cose" possedeva un "fiore"! Perfino la neve ne aveva uno: un timido fiorellino bianco, a forma di campanellino chiamato Bucaneve, che all'inizio della primavera forava quella bianca coltre per emergere diritto e luminoso.
La Grande Montagna cominciò a lamentarsi: "A cosa serve essere cosi alta e imponente se la natura non mi vuole donare neanche un piccolo fiore? Le mie rocce sono aspre, nude, scarnite e tristi... Se la Terra non si vuole ricordare di me, io mi rivolgerò al Cielo!".
E nella notte profonda essa tentò di raggiungere la cupola del cielo per prendere almeno una stella che adornasse le sue rocce così cupe.
Invano!
Le stelle brillavano misteriosamente nel cielo turchino, troppo lontano e la Montagna si sentiva sempre più triste e si lamentava con la voce del vento che vorticava attorno alle sue alte cime. Allora le slavine scendevano a valle, i macigni ruzzolavano dalle sue pareti scabre e tenebrose rimbalzando con cupo rumore di roccia in roccia, la tempesta scendeva in lunghi rivoli d'acqua in un diluvio di lacrime.
La udì finalmente il vento del Nord, che riportò i suoi lamenti alla più bella delle Fate: Samblàna, che viveva da tempo lontanissimo fra gli spalti delle Dolomiti.
La Fata comprese l'angoscia della Grande Montagna e una notte si levò nell'alto del cielo per cogliere una stellina lucente.
Presala delicatamente fra le sue dita, ella si diresse verso la più alta vetta delle Tre Cime di Lavaredo e la depose fra le rocce. Poi la toccò e la trasformò in un meraviglioso fiore stellato, dai petali vellutati, bianco come la neve e la chiamò 'stella alpina'.
Così la Grande Montagna ebbe anch'essa il suo magnifico fiore!
In seguito le 'stelle alpine' si moltiplicarono; nacquero sulle Crode, sugli spalti rocciosi, sui picchi inviolati...
E diventarono i fiori più pregiati delle Dolomiti.

Da "Dolomiti: storie e leggende" di G. Monfosco

Tre Cime di Lavaredo

 


File:Leontopodium alpinum Szarotka alpejska 01.jpg

Buon compleanno Mattia!

Posted by Ami on 1 August 2011 at 09:58

Sono passati già 4 anni da quella mattina del 1° agosto quando sei nato.

Ricordo ancora la mia grande emozione pochi minuti prima del lieto evento e alle 7 la mia grande gioia nel sentire il tuo primo vagito.

Eri già bellissimo ed ero orgoglioso perchè mi somigliavi tantissimo.

Erika era ancora più bella del solito e c'era una luce particolare nei suoi occhi blu.

Ora sei cresciuto e sulla tua torta ci saranno 4 candeline e mamma, io, i nonni, lo zio e tutti gli amici a festeggiarti.

Buon compleanno Mattia!

 

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Lago di Carezza

Posted by Ami on 25 July 2011 at 11:04

Il lago di Carezza (Karersee in tedesco) è un piccolo lago alpino situato nell'alta Val d'Ega a 1.534 m nel comune di Nova Levante (BZ), a circa 25 km da Bolzano. È incastonato tra fitti boschi di abeti e si trova sotto le pendici del massiccio del Latemar, che si specchia nella sua acqua cristallina.

Il lago è noto per i suoi meravigliosi colori e per questo nella lingua ladina viene chiamato anche "Lec de Ergobando" (o "arcoboàn"), cioè "lago dell'arcobaleno". Il nome del lago deriva, secondo la Guida del Touring Club Italiano, dalle "Caricaceae", famiglia di piante dalle foglie larghe lobate ("carezza" sarebbe l’adattamento italiano del termine dialettale locale che indica queste piante).

Il lago è privo di immissari visibili ed è alimentato da sorgenti sotterranee. La sua estensione e la sua profondità variano a seconda della stagione e delle condizioni meteorologiche: il livello più alto è raggiunto normalmente in tarda primavera con lo scioglimento delle nevi. In tale periodo raggiunge una larghezza di 287 m ed una larghezza di 137 m, mentre il punto più profondo corrisponde a circa 17 m. L'acqua di supero scorre nel ruscello che sgorga ad ovest del lago. Nei mesi successivi, il livello dell'acqua cala, finché verso la fine di ottobre il lago raggiunge il livello dell'acqua più basso, con una profondità di soli 6 m. In inverno il lago di solito gela.

La temperatura massima dell'acqua (13 °C) viene registrata nel mese di agosto.

Il lago è oggi una delle mete turistiche classiche del Trentino-Alto Adige/Südtirol. Anche nella stagione invernale viene spesso visitato da sommozzatori, che effettuano volentieri le loro riprese subacquee sotto uno spesso strato di ghiaccio e registrano nei documentari i giochi di colori delle acque sotterranee. Il piccolo lago di montagna è celebre soprattutto per le sue placide acque, di colore verde cupo, e per il bel panorama di montagna con il gruppo del Catinaccio ed il Latemar sullo sfondo.

È raggiungibile attraverso la strada statale 241 (strada statale della Val d'Ega). La strada, molto trafficata soprattutto d'estate, attraverso il passo di Costalunga, situato nelle immediate vicinanze del lago, porta a Vigo di Fassa, dove si collega con la strada statale 48 delle Dolomiti.

Attorno al lago è percorribile un sentiero attrezzato, ma non è consentito accedere alle sue rive. È particolarmente bello alla sera e al primo mattino, quando il gruppo montuoso del Latemar con il verde della foresta di Carezza si specchia nelle acque cristalline del lago.

 

Lo spettacolare aspetto del lago ha da sempre generato ammirazione e meraviglia. Intorno ad esso si raccolgono molte leggende altoatesine e numerosi scrittori e poeti ne hanno fatto il motivo di ispirazione dei loro dipinti e racconti. Le sue caratteristiche derivano dalla leggenda della bellissima Ondina, ninfa che ne abitava le acque. Lo stregone del Latemar se ne era innamorato e tentò più volte di rapirla. Un giorno, consigliato dalla Stria del Masarè, fece apparire sopra il Lago di Carezza un bellissimo arcobaleno allo scopo di attrarre la ninfa. Quando quest'ultima uscì dalle acque vide lo stregone e fuggì spaventata. Allora il mago, preso da gran furore, prese l'arcobaleno e lo gettò in mille pezzi nel lago. Da quel giorno nelle acque del Lago di Carezza si rispecchiano tutti i colori dell'iride.

 

File:Lago Carezza.JPG

 

 

 

Si riapre!!!

Posted by Ami on 21 July 2011 at 16:58

La vacanza è finita, si riapre!!!

 

In vacanza dall'1 al 20 luglio

Posted by Ami on 30 June 2011 at 10:39
Un carissimo saluto a tutti da Erika, Mattia ed io
^.^     ^_^      ^__^

Vento di Prima Estate

Posted by Ami on 23 June 2011 at 15:06

A quest'ora il sangue
del giorno infiamma ancora
la gota del prato,
e se si sono spente;
le risse e le sassaiole
chiassose, nel vento è vivo
un fiato di bocche accaldate
di bimbi, dopo sfrenate
rincorse.
G. Caproni

 

La mia lunga assenza...

Posted by Ami on 16 June 2011 at 11:25

E' quasi un mese e mezzo che non posto più  e sono passato raramente nel blog non perchè non ne avessi più voglia ma per mancanza di tempo.

In questo lunghissimo periodo sono successe molte cose  e per fortuna tutte piacevoli. L'11 maggio mio padre ha compiuto 50 anni, l'1 giugno li ha compiti mia madre e in entrambi i casi abbiamo festeggiato alla grande. Il 4 giugno un doppio avvenimento, Erika ha compito 26 anni  ed è stato anche il nostro 4° anniversario di matrimonio ed anche in questo caso non sono mancati i festeggiamenti.

Stiamo tutti benone e voi come ve la passate?

Erika, Mattia ed io vi salutiamo con grande affetto

 

Un passo dal cielo

Posted by Ami on 3 May 2011 at 08:18

 

File:Pragser Wildsee und Seekofel 2.jpg

 

San Candido hotel e vacanza in Alta Pusteria

 

 

 

Bellissime immagini del lago di Braies e di San Candido in Alta Val Pusteria, posti incantevoli che mi sono carissimi e che voglio regalarvi!

 

Buona Pasqua!

Posted by Ami on 21 April 2011 at 09:23

 

 

Buonissima Pasqua a tutti da

Amedeo, Erika e Mattia

Sera quieta

Posted by Ami on 5 April 2011 at 18:29

Pioggerella d'aprile, friggìo di mille grilli
sullo specchio sognante dell'acqua cristallina;

smorza un usignoletto tra il fogliame i suoi trilli,
scende, dolce pispiglio, la mia pioggerellina.

Momenti cheti, semplici, in cui vivere è santo.
Sembra che nulla accada, molto accaduto è già...
La pioggia e un uccellino t'hanno intessuto un canto;
serbalo fresco in cuore, forse ti servirà.

 

Jarl Hemmer

 

 

Cioccolato per dimagrire

Posted by Ami on 1 April 2011 at 08:18

In Olanda è stato inventato  un cioccolato disponibile in tantissimi gusti che,  pur se mangiato in grandissima quantità, riesce in pochissimo tempo a far perdere molto peso anche a chi ha provato tutte le diete senza alcun risultato. Il cioccolato è molto gradevole e può essere consumato in formato tavolette, cioccolatini ed anche cacao in polvere e tutti di qualità eccellente e presto verrà importato anche in Italia. Non è una notizia strepitosa?

 

 


 

 

Primavera

Posted by Ami on 22 March 2011 at 13:11

Oggi la primavera



é un vino effervescente.



Spumeggia il primo verde


sui grandi olmi fioriti a ciuffi:


Verdi persiane squillano


su rosse facciate


che il chiaro allegro vento


di marzo pulisce:


Tutto è color di prato.


Anche l'edera è illusa,


la borraccina è più verde


sui vecchi tronchi immemori


che non hanno stagione.


Scossa da un fiato immenso


la città vive un giorno


d'umori campestri.


Ebbra la primavera


corre nel sangue.


(V.Cardarelli) 
 

 

 

E' quasi Primavera...

Posted by Ami on 9 March 2011 at 08:47

La natura si risveglia!!!

 

Festa della Donna

Posted by Ami on 8 March 2011 at 10:55

Festa della Donna

 

Auguri a tutte le donne!

 

Il girotondo delle maschere

Posted by Ami on 3 March 2011 at 16:30

E' Gianduia torinese



Meneghino milanese.


Vien da Bergamo Arlecchino


Stenterello è fiorentino.


Veneziano è Panatalone,


con l'allegra Colombina.



Di Bologna Balanzone,


con il furbo Fagiolino.


Vien da Roma Rugantino:


Pur romano è Meo Patacca.


Siciliano Peppenappa,


di Verona Fracanappa


e Pulcinella napoletano.


Lieti e concordi si dan la mano;


vengon da luoghi tanto lontani,


ma son fratelli, sono italiani.


G. Gaida

 

     

 

 

     

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Micio miaooo!!!

Posted by Ami on 17 February 2011 at 09:51

Auguri a tutti i gatti del mondo!

 

 

 

 

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MEDICI...

Posted by Ami on 15 February 2011 at 08:49

Quattro chirurghi discutono in ospedale della loro professione in un momento  di pausa.

1.        Il primo comincia: "Preferisco avere degli ingegneri sul mio tavolo operatorio. Quando li apro, tutto all'interno è numerato correttamente..."  
2.        "Si, ma dovreste vedere gli elettricisti! Tutto è codificato a colori all'interno, impossibile sbagliarsi!", aggiunge il secondo.
 
3.        "Io penso sinceramente che i bibliotecari siano i migliori. Tutto è classificato in ordine alfabetico", replica il terzo.
 
4.        L'ultimo chirurgo prende quindi la parola: "I più facili da operare sono i capi. Non hanno cuore, non c'è cervello, niente colonna vertebrale ed inoltre la faccia e il c..o sono intercambiabili".

 

Questa simpaticissima barzelletta mi è stata inviata da un carissima amica e mi ha fatto ridere di cuore, spero piaccia anche a voi!

 

 

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Ciambella di S. Biagio

Posted by Ami on 3 February 2011 at 08:49

Ingredienti:


250 gr. farina 00

250 gr. di farina manitoba

75 gr. di zucchero

75 gr. di strutto

20 gr. di lievito di birra

340 ml. di acqua e latte in parti uguali

5 gr. di sale

2 cucchiai di semi di anice
 
 
Preparazione:
 
Impastare tutti gli ingredienti mettendo per ultimo lo strutto e mettere a lievitare fino a raddoppiare l'impasto.
Formare con l'impasto delle trecce ed arrotolarle a forma di ciambella.
Far riposare per una quarantina di minuti e cuocerla in forno a 170° fino a farla diventare dorata.
E' buonissima!

 


 

La vera storia di Cappuccetto Rosso riveduta e corretta da me medesimo

Posted by Ami on 25 January 2011 at 08:29

C'era 'na vorta 'na regazzina che portava sempre 'na mantella cor cappuccio rosso.

Un giorno su madre je disse:"Cappuccetto va da tu nonna a portaje sto cesto co' a roba da magnà. Nun te fermà a parlà co' nessuno."


Cappuccetto Rosso partì cor cesto e attraversò er bosco pe' annà da su nonna ma er lupo, che nun magnava da giorni, co' 'na scusa se fece dì 'ndò annava e se mise a corre pe' arrivà prima de lei. Quanno arrivò se magnò a nonna co' 'n boccone e se mise li vestiti sua.

Cappuccetto bussò a la porta de su nonna e sentì 'na voce che je disse:"Entra, entra regazzì che nun me posso arzà pe' apritte!"

Cappuccetto, che era 'n pò tonta, nun s'accorse der lupo travestito e cominciò a fajie 'n sacco de domanne. Er lupo che s'era stufato d'arisponne je disse:"Nun me rompe li cojioni" e se la magnò senza tanti complimenti...

Er cacciatore c'aveva de mejio da fà e nun passò a sarvà a regazzina e su nonna e er lupo se ne annò sazio e contento!

 




Ritornata :D

Posted by Ele on Tuesday 18 January 2011 at 09:32 PM in Attimi di Vita
Dopo un bel po' di tempo che non entravo...mi è venuta voglia di scrivere...alla fine scrivendo rendiamo il nostro spirito più leggero...e capiamo meglio tutta la confusione che abbiamo in testa :) forse era proprio questo che mi mancava...ed ora eccomi qui!!!Buon 2011 in ritardo amici :D

Gennaio

Posted by Ami on 11 January 2011 at 08:49

Respirano lievi gli altissimi abeti



racchiusi nel manto di neve.



Più morbido e folto quel bianco


splendore


riveste ogni ramo, via via.


Le candide strade si fanno più zitte:


le stanze raccolte, più intense.


Rintoccano l'ore. Ne viene


percosso ogni bimbo, tremando.


Di sovra gli alari, lo schianto di un ciocco


che in lampi e faville, rovina.


In niveo brillar di lustrini


il candido giorno là fuori s'accresce,


diviene sempiterno, infinito.
 
Rainer Maria Rilke 
 

abeti innevati,ghiaccio,paesaggio con neve,paesaggio invernale,neve,svizzera,foresta,pini

 


Merry Christmas

Posted by Ami on 22 December 2010 at 07:53

Ancora tornerà Natale
ognuno lo vedrà.
La stella che lo benedice
su tutti brillerà
per chi non ha mai voce
e chi,non l’ascolterà.
Chi segnerà la pace
per tanta umanità
è questo
il giorno
Se vuoi
Che unisce
Lenisce
se vuoi.
Ancora tornerà Natale
spero ritroverà
una speranza da sognare
chiunque lo vorrà.
Per chi si cerca al sole
della serenità
si accenderà una luce
Che non si spegnerà
E quando finirà Natale
forse ci resterà
un mondo che sarà migliore
così si canterà:
“Merry Christmas”
Per tutti Buon Natale
senza diversità.
Dovunque sia Natale
fermi le avversità
“Merry Christmas”
Per tutti Buon Natale
senza diversità
dovunque sia Natale
fermi le avversità.
Per chi non è Natale
vita comunque avrà.
Ritornerà Natale
stella ti aspetterà
….”Merry Christmas”

Amedeo Minghi

 

Fiaba di Santa Lucia

Posted by Ami on 13 December 2010 at 09:18

Quando S. Lucia salì in cielo, tutti si meravigliarono nel veder arrivare una persona così giovane. Ben presto la Santa con i suoi modi dolci ed i suoi occhi pieni di luce conquistò tutti e, persino lo scontroso S. Pietro si prese cura di lei come fanno i nonni con i nipoti.Così trascorrevano i giorni allietati di serenità e pace e Lucia si godeva questa sublime situazione, riflettendo su quanto fossero lontane da lei le sofferenze e la cattiveria che regnavano sulla Terra. S. Pietro, che nonostante la sua lunga barba bianca, aveva ancora una vista acutissima, si accorse che un sottile velo di tristezza si era posato sugli occhi celestiali di Lucia e, così, decise di chiamarla a sé per parlarle. S. Lucia gli disse che avrebbe tanto desiderato anche per un solo minuto poter rivedere il suo paese in Sicilia e i suoi poveri.S. Pietro, fu talmente colpito da quella richiesta che passò giorni e notti fra le morbide nuvole del Paradiso a pensare come potesse esaudire il suo desiderio, finché prese coraggio e decise di parlarne col Padre Eterno. S'incamminò un po' timoroso e quando fu da Lui espose la richiesta tenendo sempre china la testa in segno di profondo rispetto. S. Pietro restò immobile ad aspettare una risposta poi, inaspettatamente, udì uno strano e metallico tintinnio; socchiuse gli occhi e vide che il buon Dio teneva in mano una piccola chiave d'oro. "Tieni Pietro, questa é la chiave che apre una finestrella che dà sul mondo, prendila e portala a S. Lucia" disse il Signore. S. Pietro fu così meravigliato che afferrò la chiave e corse come un ragazzino a cercare la sua Santa bambina, felice di aver esaudito il suo desiderio. Immediatamente gli occhi della santa s'illuminarono e i due salirono su di una nuvoletta che li portò alla magica finestrella. Quando arrivarono, Lucia con la mano tremante, infilò la chiave nella fessura e, come d'incanto, le apparve laggiù il mondo.La giovane fu soddisfatta di quella visione e, per lungo tempo,non desiderò più aprire gli occhi sulle cose terrene. Una notte però, il suo sonno venne turbato da lontani lamenti e pianti. Lucia, preoccupata decise di prendere la chiave per vedere cosa stesse accadendo. Fu in quel momento che la santa vide tutte le cose ingiuste, la vita dissoluta, il male, ma soprattutto vide bambini che soffrivano e piangevano. Rammaricata richiuse piano la finestrella e, una profonda tristezza, calò sui suoi dolcissimi occhi celesti.Lucia sperava di vedere presto migliorare le cose sulla Terra; la sofferenza dei bambini l'angosciava tantissimo, non sopportando che proprio loro, così immacolati ed indifesi, potessero subire angherie fisiche o morali da parte degli adulti. S.Pietro nel frattempo la osservava in silenzio e, notava man mano che passavano le giornate, il mutamento d'umore di Lucia.Nemmeno al Padre Eterno passò inosservata la cosa e decise di chiamare S. Pietro. "Caro Pietro," disse il Signore "Io so quello che turba S. Lucia. Ella soffre per i patimenti dei bambini e le privazioni alle quali sono sottoposti."disse ed aggiunse: " Ho deciso, daremo l'incarico proprio a Lei di portare una volta all'anno un po' di allegria sulla Terra e, tu Pietro, le dirai che il Signore l'autorizza a scendere il giorno del suo martirio cioè il 13 dicembre per portare doni a tutti i bambini della Terra. Ora vai, corri, voglio che torni la luce in quei santi occhi." S. Pietro fu talmente felice, che, abbracciò il Signore e poi si affrettò a cercare Lucia per darle la bellissima notizia. Subito la santa rimase incredula, ma poi si convinse riempiendosi il cuore di letizia. Ormai mancavano pochi giorni al 13 dicembre, ma Lucia capì ben presto che non disponeva di nulla ed, in Paradiso, non esistevano né pasticcerie, né negozi di giocattoli. Questa volta S. Pietro fu veramente geniale; chiamò S. Lucia e la invitò a prendere la chiave d'oro dicendole di seguirlo."Apri la finestrella e guarda bene"disse Pietro. "Vedi là nello spazio?Eccolo, lì c'é un cavallino, una bambola, un trenino, là c'é una trombetta, una trottola, li vedi? Sai cosa sono tutti quei giochi? Sono i giochi superflui, inutili, abbandonati e dimenticati dai bambini viziati e mai contenti. I giochi sono come le persone, cercano compagnia e, se nessuno li vuole più, preferiscono andare nello spazio, sperando d'incontrare qualche bimbo disposto a giocare con loro.. su' dai forza, prendine quanti ne vuoi e portali a chi ne ha veramente bisogno" concluse Pietro. "Oh, nonno Pietro, grazie, grazie di cuore" disse S. Lucia e cominciò ad afferrare tutti quei giocattoli abbandonati. La santa lavorò fino alla sera del 12 dicembre e mise tutti i giocattoli in grandi sacchi che appoggiò sulle spalle. Ma cara Lucia, così non arriverai mai con tutto quel carico,pesa troppo" disse Pietro e col suo vocione esclamò: " C'é qualcuno qui che sarebbe disposto ad aiutare S. Lucia?" "Iho...Iho..."Tu, mio dolce asinello? Se a Lucia va bene, andrà bene anche a me" disse Pietro guardando la santa. "Bravo asinello, tu sarai il mio fedele accompagnatore, vedrai, quando ci vedranno i bambini che gioia sarà per loro"disse Lucia accarezzando la generosa bestiola. Ecco come nacque il viaggio di S. Lucia e del suo asinello; da allora non hanno mai mancato all'appuntamento ogni 13 dicembre con i bambini buoni e bravi.

 

 

 

Topolini e porcospini di marzapane

Posted by Ami on 9 December 2010 at 08:39
Ingredienti:


1 panetto di marzapane (pasta di mandorle) di 225 gr.
pastiglie di zucchero colorate (tipo ginevrine)
codette colorate e confettini argento
3 tubetti (circa 6 ml ciascuno) di coloranti alimentari di colore verde, giallo e rosso


Preparazione:


1 Colora il marzapane. Disponi il panetto di marzapane sul piano di lavoro e taglialo in 3 pezzi uguali. Premi con un dito la parte centrale del primo pezzo di pasta di mandorle, in modo da creare un piccolo incavo; versaci dentro 3 gocce di colorante rosso e lavora la pasta con le mani, fino a ottenere un impasto omogeneo di colore rosato. Lava le mani, asciugale e ripeti la stessa operazione con i 2 panetti rimasti, colorandoli rispettivamente con il giallo e con il verde.



2 Modellalo. Dividi ciascun panetto colorato in 2 parti, stacca un pezzettino di pasta, ricavane un salsicciotto per fare la coda, e tienilo da parte. Modella il marzapane, dandogli la forma del topino e attaccagli la coda nella parte posteriore. Procedi nello stesso modo con tutti i panetti, fino a ottenere 6 topolini (per i porcospini non mettere il codino).


3 Completa i topini. Per fare le orecchie, disponi sulla parte anteriore di ciascun topino 2 ginevrine, facendole penetrare leggermente nel marzapane. Completa con occhi e baffi: per inserire la granella di zucchero, aiutati con le pinzette. Se vuoi creare anche piccoli porcospini, fai gli aculei inserendo con le pinzette le codette o i confettini sulla schiena dei topini.


Perchè non fare una bella settimana a casa??

Posted by Ele on Wednesday 8 December 2010 at 09:45 PM
E se io dmn non volessi tornare sui banchi di scuola??!!!infondo..il letto è caldo, la colazione alle 9 è più bella...uffi...:( ma almeno il natale è vicino...e mi assale un enorme punto di domanda...QNT SOLDI DEVO TIRAR FUORI QST ANNO X I REGALI????!!o.O

Gelmini fuck you!!!

Posted by Ele on Thursday 2 December 2010 at 08:53 PM
MA ti pare giusto qll che sta facendo qll tizia li??!!!!stai rovinando già un stato scolastico orribile..+ metti i tagli dove non servono..e non pensi invece che sia l'intero Stato a far cagare??!!!

QUANNO NASCETTE NINNO

Posted by Ami on 2 December 2010 at 15:18
Quanno nascette Ninno,



quanno nascette Ninno a Betlemme,


era notte e pareva miezojuorno...


Maje le stelle,


lustre e belle,


se vedèttero accussí


e 'a cchiù lucente,


jette a chiammá li Magge a ll'Uriente.


Maje le stelle, lustre e belle,


se vedèttero accussí


Se vedèttero accussí






De pressa se scetajeno


de pressa se scetajeno ll'aucielle


cantanno de na forma tutta nova:


Pe' nsi' 'agrille,


co' li strille,


e zompanno 'a ccá e 'a llá:


- E' nato! E' nato! -


- decévano - lo Dio che nce ha criato! -


Pe' nsi' 'agrille, co li strille


e zompanno 'a ccá e 'a llá


E zompanno 'a ccá e 'a llá






Co' tutto ch'era vierno,


co' tutto ch'era vierno, Ninno bello,


nascettero a migliara rose e sciure


Pe' nsi' 'o ffieno,


sicco e tuosto,


ca fuje puosto sott'a te,


se 'nfigliulette


e de frunnelle e sciure se vestette


Pe' nsí' 'o ffieno,


sicco e tuosto,


ca fuje puosto sott'a te,


se 'nfigliulette


e de frunnelle e sciure se vestette






A no paese che,


a no paese che se chiamma Ngadde,


sciurettero le vvigne e ascette ll'uva.


Ninno mio sapuretiello,


rappusciello d'uva si' tu


ca, tutt'ammore,


faje doce 'a vocca e po' 'mbriache 'e core!


Ninno mio sapuretiello,


rappusciello d'uva si' tu


ca, tutt'ammore,


faje doce 'a vocca e po' 'mbriache 'e core!






Non c'erano nemice


non c'erano nemice pe' la terra:


La pecora pasceva co' 'o lione


Co''o capretto, se vedette


'o liupardo pazzeá


Ll'urzo e 'o vetiello


e, co' lo lupo, 'mpace 'o pecoriello.


Co' 'o capretto,


'o liupardo pazzeá


Ll'urzo e 'o vetiello


e, co' lo lupo, 'mpace 'o pecoriello.






S'arrevotaje 'nsomma


s'arrevotaje 'nsomma tutt''o munno:


lo cielo, 'a terra, 'o mare e tutt''e ggente


Chi dormeva, se senteva


'mpiett''o core pazzeá


pe' la prejezza;


E se sonnava pace e contentezza


Chi dormeva, se senteva


'mpiett''o core pazzeá


pe' la prejezza;


E se sonnava pace e contentezza






Guardavano le ppecore,


guardavano le ppecore, 'e Pasture


E n'Angelo, sbrennente cchiù d''o sole,


Comparette e lle decette:


- No ve spaventate, no!


Contento e riso!


la terra è addeventata Paraviso!


Comparette e lle decette:


- No ve spaventate, no!


Contento e riso!


la terra è addeventata Paraviso!






A vuje è nato ogge,


A vuje è nato ogge, a Bettalemme,


d''o munno, ll'aspettato Sarvatore...


Dint''e panne 'o trovarrite,


non potite maje sgarrá, arravogliato


e dint'a lu Presebbio corecato


Dint''e panne 'o trovarrite,


non potite maje sgarrá, arravogliato


e dint'a lu Presebbio corecato






A meliune ll'Angiule


a meliune ll'Angiule calaro...


co' chiste se mettettero a cantare;


- Gloria a Dio, pace 'nterra


Nu' cchiù guerra...è nato giá


lo rre d'ammore


che dá prejezza e pace a ogne core


- Gloria a Dio, pace 'nterra


Nu' cchiù guerra...è nato giá


lo rre d'ammore


che dá prejezza e pace a ogne core






Sbatteva 'o core 'mpietto


sbatteva 'o core 'mpietto a sti Pasture


e ll'uno po' deceva 'nfacci'a ll'ato:


- Ché tardammo? priesto, jammo


ca mme sento ascevolí


pe' lo golío


ca tengo de vedé stu Ninno Dio!


- Ché tardammo? priesto, jammo


ca mme sento ascevolí


pe' lo golío


ca tengo de vedé stu Ninno Dio!






Zompanno comm'a ciévere


zompanno comm'a ciévere ferute,


jettero li pasture a la capanna


Llá trovajeno a Maria


co' Giusepe e 'a Gioja mia


e 'nchillo Viso


provajeno no muorzo 'e Paraviso


Llá trovajeno a Maria


co' Giusepe e 'a Gioja mia


e 'nchillo Viso


provajeno no muorzo 'e Paraviso






Restajeno 'ncantate


restajeno 'ncantate e voccapierte


pe' tantu tiempo senza di' parola...


po' jettanno, lacremanno,


no sospiro pe' sfogá...


da dint''o core,


cacciajeno, a migliara, atte d'ammore.


Po' jettanno, lacremanno,


no sospiro pe' sfogá...


da dint''o core,


cacciajeno, a migliara, atte d'ammore.






C''a scusa de donare


c''a scusa de donare li presiente


se jettero azzeccanno chiano chiano...


Ninno no' li rifiutaje


ll'azzettaje, comm'a che,


po' lle mettette


la mano 'ncapa e li benedicette


Ninno no' li rifiutaje


ll'azzettaje, comm'a che,


po' lle mettette


la mano 'ncapa e li benedicette






Piglianno confedenzia


piglianno confedenzia a poco a poco,


cercajeno lecenzia a la Madonna


Se magnajeno li pedille


co vasille, 'mprimma e po'


chelle mmanelle


a ll'urdemo, lo musso e 'e mascarielle


Se magnajeno li pedille


co vasille, 'mprimma e po'


chelle mmanelle


a ll'urdemo, lo musso e 'e mascarielle






Po' assieme se mettettero


po' assieme se mettettero a sonare


e a cantá co' ll'Angiule e Maria


co' na voce, accossí doce,


ca Gesù facette: Aaaah - há...


e po' chiudette


chill'uocchie aggraziate e s'addurmette.


Co' na voce, accossí doce,


ca Gesù facette: Aaaah - há...


e po' chiudette


chill'uocchie aggraziate e s'addurmette.






La nonna che cantajeno


la nonna che cantajeno a me mme pare


ch'avett''a èsse' chella ca mo dico:


Ma 'nfrattanto io la canto,


'mmaggenateve de stá


co li pasture


vicino a Ninno bello vuje pure


Ma 'nfrattanto io la canto,


'mmaggenateve de stá


co li pasture


vicino a Ninno bello vuje pure






Viene suonno da lu cielo,


viene adduorme a sto Nennillo


pe' pietá ch'è piccerillo,


viene suonno e nun tardá.


Gioja bella de sto core,


vorría suonno addeventare,


doce doce pe' te fare


st'uocchie belle addormentá






Ma si Tu, p'essere amato,


Te si' fatto Bammeniello


Sulo Ammore è 'o sonnariello


che dormire te pò fá


Ment'è chesto puó' fá nonna


pe' te st'arma è arza e bona


T'amo t'a...Uh, 'sta canzona


giá t'ha fatto addobbecá!






T'amo Dio, bello mio


t'amo Gioja, t'amo, t'a'






Cantanno po' e sonanno


cantanno po' e sonanno, li Pasture,


tornajeno a le mantre n'ata vota:


ma che vuó' che cchiù arrecietto


non trovajeno 'int'a lo pietto


a 'o caro Bene,


facevano ogne poco 'o va' e biene


ma che vuó' che cchiù arrecietto


non trovajeno 'int'a lo pietto


a 'o caro Bene,


facevano ogne poco 'o va' e biene






Lo 'nfierno solamente


lo 'nfierno solamente e 'e peccature


'ncocciuse comm'a isso e ostinate


se mettettero appaura,


pecché a 'o scuro vonno stá


li spurtagliune,


fujenno da lu sole, li briccune


se mettettero appaura,


pecché a 'o scuro vonno stá


li spurtagliune,


fujenno da lu sole, li briccune






Io pure sóngo niro


io pure sóngo niro peccatore


ma non boglio èsse' cuoccio e ostinato



Io non boglio cchiù peccare


voglio amare, voglio stá


co' Ninno bello


comme nce sta lo voje e ll'aseniello


Io non boglio cchiù peccare


voglio amare, voglio stá


co' Ninno bello


comme nce sta lo voje e ll'aseniello






Nennillo mio Tu si'


Nennillo mio Tu si' sole d'ammore!


Faje luce e scarfe pure 'o peccatore


Quanno è tutto niro e brutto


comm'a pece, tanno cchiù


lo tiene mente


e 'o faje addeventá bello e sbrennente


Quanno è tutto niro e brutto


comm'a pece, tanno cchiù


lo tiene mente


e 'o faje addeventá bello e sbrennente






Ma tu mme diciarraje


ma tu mme diciarraje ca chiagniste


acciò chiagnesse pure 'o peccatore!


Aggio tuorto! Ahje! fosse muorto


n'ora primma de peccá!


Tu mm'haje amato


e io, pe' paga, t'aggio maltrattato


Aggio tuorto! Ahje! fosse muorto


n'ora primma de peccá!


Tu mm'haje amato


e io, pe' paga, t'aggio maltrattato






E vuje uocchie mieje


e vuje uocchie mieje, doje fontane


avit''a fá, de lacreme, chiagnenno


pe' lavare,


pe' scarfare,


li pedille de Giesù


chisá, placato,


decesse: "Via, ca t'aggio perdonato!"


pe' lavare,


pe' scarfare,


li pedille de Giesù


chisá, placato,


decesse: "Via, ca t'aggio perdonato!"






Viato a me si aggio


viato a me si aggio 'sta fortuna!


Che maje potesse cchiù desiderare?


O Maria,


speranza mia


mentr'io chiagno, prega tu;


penza ca pure


si' fatta mamma de li peccature.


O Maria,


speranza mia


mentr'io chiagno, prega tu;


penza ca pure


si' fatta mamma de li peccature.


(di S.Alfonso Maria de Liguori)
 
 
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Scirocco e Tramontana

Posted by Ami on 30 November 2010 at 14:54

Narra una leggenda che un tempo molto, ma molto lontano, Scirocco e Tramontana si dovevano sposare. Lei, per apparire più bella al suo sposo, si abbigliò nel modo migliore, ornandosi di tanti ghiacciolini luccicanti. Quando giunse l'impetuoso sposo, che si era formato nel deserto nord africano ed aveva attraversato il mare, cominciò a soffiare, focoso com'era, il suo alito caldo. Tutti i ghiacciolini che ornavano la sposa si sciolsero. Lei indignata lo rifiutò; lui dal dolore pianse lacrime di fuoco.
Ancor oggi, nonostante tutto il tempo che è passato, Scirocco e Tramontana non si possono vedere. Se giunge l'uno, va via l'altra. Ognuno dei due distrugge l'opera dell'altro. Se la tramontana dallo spirito artistico in una notte di estro si mette a costruire gli splendenti candelotti di ghiaccio, nelle scoscese ripe vicino alle sorgenti, giunge lo scirocco e li scioglie in poche ore. Se lo scirocco bagna il terreno, con la sua pioggia calda e carica di sabbia del deserto, la tramontana viene e presto l'asciuga.

 

 

vento 13

La leggenda dei pini

Posted by Ami on 26 November 2010 at 12:08

Molto tempo fa,un piccolo uccello si ruppe un’ala proprio all’arrivo dell’inverno e non potendo volare verso il sud cominciò a saltellare nella foresta alla ricerca di un riparo.

Per iniziare chiese aiuto ad una betulla:
Splendida betulla,ho rotto un’ala e bisogna che mi trovi un riparo per restare al caldo.Mi faresti rimanere fra i tuoi rami fino a quando arriverà la primavera?

Certamente no,rispose la betulla.Ho già abbastanza problemi con le mie foglie durante l’inverno.Non ho tempo per occuparmi di te.

Il piccolo uccello saltellò fino ad una immensa quercia.

Potente quercia,chiese educatamente,mi lasceresti vivere fra i tuoi rami fino a primavera?

Sicuramente no,rispose la quercia,conosco quelli della tua specie,ti mangeresti tutte le mie ghiande.

Vattene!!!
Il povero uccellino arrivò fino ad un salice:

Gentile salice,implorò l’uccellino,potrei vivere fra i tuoi rami fino a primavera?

Tu scherzi,rispose il salice.Può darsi che qualche albero accetta degli estranei.Io,no di certo.
Vattene!!!

Debole e respinto,l’uccellino cominciò a vagare non sapendo dove andare.

Dove vai piccolo uccelino?Chiese una voce preoccupata.

L’uccellino si voltò e vide una picea(abete rosso)che aveva un’aria amichevole.

Non lo so,rispose tristemente,la mia ala è rotta e io non posso volare verso sud e ho bisogno di un riparo al caldo per passare l’inverno.

Vieni a vivere tra i miei rami,disse la picea,sarei contenta di avere compagnia durante l’inverno.

L’uccellino svolazzò con gratitudine verso un ramo basso.
Si stava sistemando quando un pino lì accanto gli disse:

Benvenuto piccolo uccellino.Mi dispiace che tu sia ferito.Io ti aiuterò proteggendo te e la picea dai venti gelidi dell’inverno.

Anch’io,disse una piccola voce,era un piccolo ginepro.Io ti aiuterò dandoti i miei piccoli frutti da mangiare per tutto l’inverno.

Voi siete molto gentili,rispose l’uccellino.

Grazie tante.

Lo rimpiangeremo,dissero sospirando la betulla,la quercia e il salice.

Il mattino dopo,Jack il Gelo,fece uscire i suoi bambini per portarli a giocare.

Noi toccheremo tutte le foglie degli alberi della foresta così vedremo a cosa somigliano quando non hanno più le foglie e sono nudi.

Possiamo papà,possiamo papà,chiesero i bambini di Jack il Gelo saltando per la gioia.

Un momento,disse Jack che aveva fatto un giro durante la notte e aveva visto quel che era successo al piccolo uccellino,non dovete toccare gli alberi che sono stati gentili con l’uccellino.

Essendo dei bravi ragazi,i figli di Jack Il Gelo obbedirono al loro papà.

Ecco perchè la picea,il pino e il ginepro rimangono verdi tutto l’anno.

(Leggenda della regione di Vancouver Canadà)


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Proverbi per Santa Caterina

Posted by Ami on 25 November 2010 at 11:18

Per Santa Caterina la neve si avvicina.
Per Santa Caterina o neve o brina.

Da Santa Caterina il freddo si raffina.
Per Santa Caterina tira fuori la fascina.
Per Santa Caterina la neve alla collina.
Per Santa Caterina la neve sulla spina.
A Santa Caterina le giornate s'accorciano un passo di gallina.
A Santa Caterina, le vacche tornano dal pascolo alla cascina.

 

 

 

 


Uomo di colore

Posted by Ami on 24 November 2010 at 12:24

Che disordine!!!

Posted by Ami on 19 November 2010 at 11:21

Adamo, fammi il favore, raccogli i vestiti che hai lasciato in giro!

 

Adamo, fammi il favore, raccogli i vestiti che hai lasciato in giro!

Il nero snellisce!

Posted by Ami on 18 November 2010 at 08:14
immagine-8

La mia collezione di vini

Posted by Ami on 17 November 2010 at 08:26

 

 

Arrostata tra amici!!!

Posted by Ami on 16 November 2010 at 11:21
barbecue

Che sollievo!!!

Posted by Ami on 15 November 2010 at 13:18

Un'eccellente equipe medica!!!

Posted by Ami on 15 November 2010 at 09:04

Oggi è il mio compleanno <3

Posted by Ele on Monday 8 November 2010 at 08:32 PM in Attimi di Vita
Tanti auguri a me, tanti auguri a me...tanti auguriiiiiiii ;D ;D ;D Piove :( xò aspetto il weekend x festeggiare...x ora mi accontento del profiterol :D (gnam)!!!

E' novembre

Posted by Ami on 8 November 2010 at 12:46

Gli alberi lasciano andar via le ultime foglie stanche
che lentamente si adagiano a terra formando un tappeto multicolore.
Un soffio di vento le solleva delicatamente facendole volteggiare come in una danza.
Nel cielo si rincorrono le nuvole cariche di pioggia nascondendo il timido sole.
Presto scende la sera e nel cammino scoppiettano allegramente le caldarroste.
Nei bicchieri viene versato il vino novello loro allegro compagno.

 

LA MIA ALLUVIONE :(

Posted by Ele on Thursday 4 November 2010 at 08:43 PM in Momenti
Lo so che è tanto che non scrivo..ma ho avuto un orribile problema : L'ALLUVIONE :( Acqua e fango ovunque...case, scuole, edifici completamente sommersi :( e io li..ad aspettare che un'onda gigantesca mi invada la casa :( X ora sono ancora salva...ma hanno messo pioggia ancora x sabato e domenica!!! ç.ç

Tartufini di marroni e noci

Posted by Ami on 28 October 2010 at 10:14

Ingredienti per 20 tartufini:

1 Kg. di marroni

70 gr. di cacao
100 gr. di burro
100 gr. di zucchero semolato
1 bicchierino di nocino
20 noci
cacao per la copertura (regolarsi ad occhio)

Preparazione:

Lessate i marroni e privateli della buccia e della pellicina.
Riduceteli in purea e metteteli in una terrina aggiungendo tutti gli altri ingredienti tranne le noci.
Impastate il tutto accuratamente e lasciate riposare per qualche minuto.
Formate 20 palline con il purea di marroni ed inserite una noce spezzettata per ogni pallina.
Mettete in un piatto il cacao per la copertura e rotolateci le palline fino ad una copertura omogenea.
Ponete i tartufini in frigorifero per almeno 2 ore.

Sono squisiti!!!


 

La spiga

Posted by Ami on 27 October 2010 at 08:31

Un giorno un chiccolino
giocava a nascondino.

Nessuno lo cercò
e lui s’addormentò!

Dormì sotto la neve
un sonno lungo e greve
infine si svegliò
e pianta diventò.

La pianta era sottile
flessibile,gentile
la spiga mise fuor
d’un esile color.

Il sole la baciava
il vento la cullava
di chicchi allor s’empì
pel pane d’ogni dì.

 

 


RITORNO DA BARCELLONA :D

Posted by Ele on Monday 25 October 2010 at 09:43 PM in Attimi di Vita
Beh che dire...W BARCELLONA!!città merivigliosa...ragazzi meravigliosi...sole..mare...aaaah *-* Sono rimasta solo 4giorni ma cavoli...è stupenda!!!devo assolutamente ritornarci =) =) =) Altro che il maltempo che si aggira qua :( ufffffffffffff..voglia di cioccolata calda xD

Perché le castagne hanno il riccio

Posted by Ami on 25 October 2010 at 13:02

Tanto tempo fa in un bosco un castagno si chiedeva perché non faceva i frutti ed era invidioso degli altri alberi perché facevano dei frutti e gli animali li andavano a mangiare. Un giorno il castagno stava osservando i frutti degli altri alberi e provava a immaginare come potrebbero essere stati i suoi frutti e all’improvviso gli nacquero dei frutti dalla forma strana ma che gli piacevano e decise di chiamarli castagne. In un giorno di ottobre, le castagne dissero- Abbiamo freddo castagno, vogliamo qualcosa che ci tenga al caldo e che ci protegga- allora il castagno chiese alla quercia, che era l’albero più saggio del bosco, che cosa poteva fare e la quercia gli disse:- I ricci sono attirati dalle castagne, prova a chiedere a loro- il castagno lo ringraziò.
La mattina dopo, quando i ricci passarono nel bosco, il castagno li chiamò, raccontò tutto e i ricci dissero:- Saremo molto contenti di proteggere le tue castagne.- i ricci salirono sul castagno e si misero attorcigliati alle castagne.

E così le castagne ebbero il riccio.

 

 

   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La castagna con il cappotto

Posted by Ami on 20 October 2010 at 12:15

Una castagna, chiusa nel suo riccio spinoso, pendeva da un ramo.


Un giorno aprì un occhio, vide il suo cappotto giallastro e inorridì.


Subito si mise a strillare: Che brutto colore, che brutta stoffa, che brutta forma! Orribile, orribile!


Ignorante! - disse una voce.


Chi è stato? Chi mi ha offeso? - strillò ancora la castagna.


Ignorante! - ripetè la voce. -Sono tuo padre, il castagno.


Quel cappotto è il piu adatto a te.


Non lo voglio e me lo tolgo.


Provaci, piccola, provaci e vedrai!


La castagna cominciò a scalciare, a tirare, a spingere.


E sbuffa e scalcia, riuscì a fare uno squarcio nel cappotto e a sgusciare fuori.


Oh, finalmente! - gridò mentre precipitava verso terra.


Con questo vestitino marrone attillato e lucente sono proprio carina...


Già, sei proprio carina e sei la prima di quest'anno - disse un cinghialetto che la vide battere il sedere a terra. S'avvicinò alla castagna e se la mangiò.

 

 

 



Il cinghialetto e il cerbiatto

Posted by Ami on 13 October 2010 at 12:20

Un cinghialetto ed un cerbiatto cuccioli sono amici e giocano felici correndo nel bosco. Improvvisamente, non vedendola, cadono in una buca e picchiano la testa. Si svegliano e non ricordano più nulla, nemmeno chi sono e come si chiamano.

Al che, il cerbiatto dice al cinghialetto "Senti proviamo a descriverci reciprocamente, se tu mi dici come sono fatto dalla tua descrizione magari mi ricordo chi sono".

Il cinghialetto lo scruta attentamente e comincia a descriverlo: "Dunque, sei snello, affusolato, un bel pelo corto e lucente color castagna, un musino delicato, due grossi e dolci occhioni scuri, delle gambette affusolate e delicate e mandi un fragrante profumo di bosco"...

Il cerbiatto riflette serio e poi con un grido di gioia esclama: "Si, ora ricordo, sono un cerbiatto, si, si, un cerbiatto!!!"

Tutto eccitato per la ritrovata memoria del suo compagno il cinghialetto sprona il cerbiatto a fare lo stesso e descrivergli come era fatto.

Il cerbiatto allora lo guarda attentamente ed inizia: " Dunque sei bassotto, tracagnotto, hai le gambe corte, il pelo scuro ruvido e stempiato, le orecchie grosse, hai i denti storti, hai gli occhi incavati, sei mal proporzionato, ti muovi a passetti veloci tutto impettito, hai un aspetto ridicolo e mandi un cattivo odore..."

Il cinghialetto ci pensa un po' su ed improvvisamente cade a terra sconfortato ed esclama:

"C...O, NOOOOO... SONO BRUNETTA!!!"


 


 

Al mio piccolo Mattia

Posted by Ami on 7 October 2010 at 13:28

Caro piccolo Mattia,
ricordati sempre che le vere bestie non sono gli animali che uccidono per fame ma noi uomini che lo facciamo per motivi assurdi e sporchi.

Oggi ho il cuore pieno di rabbia e di dolore per la morte di Sarah  e un desiderio che venga fatta immediatamente giustizia.
Io e la mamma ti proteggeremo sempre ma tu dovrai stare motlto attento e imparare a fidarti solo delle persone che ti amano veramente e non di tutti gli uomini.
Capisco che non è bello diffidare di qualcuno ma il mondo non è sempre così bello come vorremmo che fosse e ci sono persone cattive. Tu dovrai imparare a riconoscerle e a starne lontano.
Ora sei circondato dal nostro Amore e da quello di tutta la famiglia e dei nostri amici ma presto dovrai imparare a difenderti da persone che non sono altrettanto buone.
Potrai contare sempre sulla mamma, su me e tutti quelli che ti amano.
Papà Amedeo

 

 


Venerdì 8ottobre..SCIOPERO CONTRO LA RIFORMA!!!

Posted by Ele on Wednesday 6 October 2010 at 10:20 PM in Momenti
Ebbene si..l'8 ottobre si terrà lo sciopero generale contro la riforma gelmini e x i problemi con la disoccupazione e la mancanza di lavoro...! Punto primo, il ritorno ai voti in pagella per elementari e medie. Ricordiamo che nel sistema-scuola fuoriuscito dal fervore ideologico sessantottino si era deciso di mutare i voti in giudizi perché meno traumatici nei confronti dei bambini/ragazzi. Ricordo lo spiazzamento generale quando ciò avvenne (a me capitò a metà delle elementari) e le continue domande ai professori. “Cosa vuol dire più che discreto? A che voto corrisponde il buono? Grazie per il distinto, ci tenevo a presentarmi bene, ma l’interrogazione com’è andata?” Gli insegnanti erano esasperati. Ora si torna alla chiarezza, anche se alle elementari il giudizio accompagnerà ancora il voto, mentre sarà reintrodotto il voto in condotta con bocciatura in caso di 5. Punto secondo, il risparmio per le famiglie sui testi scolastici. Sarà introdotto l’obbligo per gli insegnanti di adottare solo libri i cui editori si siano impegnati a mantenere invariati i contenuti per tutto il quinquennio. Stop quindi al lucroso mercato degli aggiornamenti, che spesso costringeva gli alunni a cambiare il testo ogni anno solo perché vi erano state introdotte piccole modifiche. Punto terzo, l’educazione civica. La materia sarà incentrata su educazione ambientale e Costituzione e dopo anni tornerà a essere obbligatoria per tutte le scuole secondarie di primo e secondo grado. Punto quarto, e pomo della discordia, il ritorno al maestro unico. Si comincerà a reintrodurlo nella prima classe dal 2009-2010 e gradualmente entrerà a regime in tutte le classi successive; non ci sarà dunque alcuno scioccante cambiamento per i bambini partiti col vecchio sistema. Il maestro unico porterà un grandissimo risparmio con il taglio di circa 87.000 insegnanti in tre anni, cosa che ha ovviamente causato la sollevazione della categoria e di tutte le forza politiche e sociali che la appoggiano. Dal punto di vista pratico il maestro unico è incontestabile e appare quantomeno difficile trovare vantaggi nel sistema attuale che ne giustifichino la conferma. In condizioni di equivalenza non si vede dunque perché non privilegiare il risparmio per un sistema-scuola che avrebbe urgente bisogno di investire in settori diversi dagli stipendi al personale. Chi si batte contro questo punto dovrebbe forse spiegare che la battaglia non ha nulla di filosofico ma è semplicemente un tentativo di difendere i posti di lavoro inutili che ha creato, un po’ stile Alitalia per intenderci. La mia tuttavia non è che un’opinione. Siete liberi ora di esprimere la vostra, o di portare contributi nuovi nello spazio riservato ai commenti.

San Francesco

Posted by Ami on 4 October 2010 at 10:36

San Francesco e il lupo

 

Vicino alla città di Gubbio c'era un lupo ferocissimo.
Assaliva le persone. Tutti avevano paura.
Più nessuno osava uscire dalla città.
S. Francesco lo seppe e disse:
Voglio andare a trovarlo.

Il lupo era nel bosco con gli occhi rossi e la bava alla bocca.
Quando vide S. Francesco balzò per addentarlo.
S. Francesco tese la mano verso di lui e lo chiamò: - Fratello.
Il lupo si fermò meravigliato.

Fino allora tutti gli avevano gettato sassi, gridando parole cattive.
Come era bella quella parola di amore!

Fratello, non fare più male. Se sarai buono tutti ti ameranno.
Fratello lupo, promettimi che non ucciderai più nessuno.

Il lupo posò la sua zampa sulla mano del Santo e la promessa fu fatta.
S. Francesco lo portò con sé dentro in città. Da allora il lupo fu sempre buono.
Tutti gli davano da mangiare ed esso andava nelle case come un cane.
Quando morì, la gente di Gubbio provò molto dispiacere.

 

 

 

San Francesco e gli animali mansueti

Un giorno S. Francesco incontrò un ragazzetto che portava al mercato alcune tortore.
Il Santo guardò le bestiole con occhio pietoso e:
O buon giovane, disse, ti prego, dammi codeste tortorelle semplici, innocenti e pure.
Se tu le venderai, certo cadranno nelle mani di uomini crudeli che le uccideranno.

Il buon ragazzo gliele diede tutte e San Francesco, ricevendole nel suo grembo, disse loro con dolcezza:
O mie sorelle tortore, semplici e timide, perché vi lasciate pigliare?
Ecco io vi salverò da morte e vi preparerò il nido.

Così fece e ,da quel giorno le tortore non abbandonarono più
il conventino di S. Francesco e dei suoi frati.

 

 

 

WEEK_END TI LOVVO <3

Posted by Ele on Saturday 2 October 2010 at 09:24 PM in Attimi di Vita
E' arrivato finalmente un altro weekend!!!una pausa finalmente dopo un'altra settimana da incubo!!!e ora si esce e si si diverte!!!WOWWWW!!!! E dmn una bella dormita :) Siiiiiiiiiiiiii :)

Da Harrods

Posted by Ami on 30 September 2010 at 11:09

Un cliente entra da Harrods, famoso Grande Magazzino inglese, noto per essere in grado di vendere di tutto. "Buongiorno, stavo cercando metà anguria..." Il commessolo guarda stupito "Mi scusi signore ma devo controllare e chiedere al direttore". Arrivato dal direttore: "Direttore mi scusi ma c'è un imbecille che vorrebbe metà anguria". Il principale si accorge che il cliente è dietro il suo commesso e cerca di farglielo capire. Al che il commesso si gira e dice "...e poi c'è questo gentleman che vorrebbe l'altra metà". Andato via il cliente, il direttore si rivolge al commesso "Complimenti lei ha dimostrato un gran sangue freddo ragazzo! Mi dica, da dove viene?" "Da Liverpool signore dove gli uomini sono tutti calciatori e le donne sono tutte t...e!" "Ma mia moglie è di Liverpool!" "Ah si ?! E in che ruolo gioca?"

 

 

Sole di settembre..I LIKE IT :)

Posted by Ele on Tuesday 28 September 2010 at 08:53 PM in Momenti
Sono guarita..apparte un po' di tosse stronzetta...!!!Oggi sono andata dalla mia best friend a mangiare il pasticci ^^ che buonoooo!!!!!!! Dmn ho una giornata pesantissima...ma ho già voglia del sabato!!!!!! Che pacco la scuola!!!!!!!!

IL SONNO DELLA NATURA

Posted by Ami on 28 September 2010 at 16:41

Nell'estate
ha consumato tutto il suo vigore,
ed ora, stanca,
ha voglia di riposo.
Toglie gli orpelli al mondo
e al verde il suo colore;
timida, ad una una,
stacca le foglie,
e le depone nel suo scrigno d'oro:
la terra.
Dà la buona notte al tempo,
un arrivederci al sole;
stanca, poi, si addormenta
con una foglia verde tra le dita:
futuro germoglio della vita.

 

Vincenzo Riccio

 

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Perdere delle persone..forse meglio...

Posted by Ele on Sunday 19 September 2010 at 12:11 PM
Voglio mollare la pallavolo..xk devo studiare..e 3allenamenti sono troppi...e cose mi viene detto??"tu ci molli così, non pensi alla squadra e bla bla bla"....ma scusami...se ho deciso così e con la mia famiglia...a voi che cazzo ve ne frega???!!!! Allora non saremo + tue amiche....beh MEGLIO!!!!

LA VENDEMMIA

Posted by Ami on 16 September 2010 at 10:13
 
Viti piegate sotto er peso d'oro
de trecce da li grappoli maturi,
che dopo ‘n anno intero de lavoro
fatto de sagrifizzi li più duri
mo danno er premio ar bravo contadino
che già se fa er conteggio der bon vino.
Dentro la vigna è tutta 'na gran festa:
       canti e storneli in coro delle donne
       che co' li secchi pieni su' la testa
       sfileno dritte ar paro de colonne.
Ogni bigonzo pieno e ben pressato        ­
viè messo sopra ar carro, allineato.
       L' ommini stanno tutti affaccennati
ner pressà l'uva ne li recipienti,
mentre le donne in viaggi continuati
ariveno sur posto a passi lenti,
e in una variopinta fila indiana
ognuna vota er secchio e s'allontana.
Spoje der frutto,dopo, le filare
acquisteno un aspetto desolante
co' quele foje rinsecchite e chiare
che spiccheno tra er verde circostante.
La vigna mo, co' l'uva annata via
dà ‘n certo senzo de malinconia.
Ma quanno 'st'uva ariva ner tinello
e dopo schiacciata va nella botte
dove fermenta co' quer ritornello
der "glù - glù" de prospettive ghiotte,
co’ ‘na lavorazione rifinita,
diventa vino, Nettare de Vita.

 

Massimo Gherardini – 2^ B
Istituto Comprensivo di Ariccia

L'ultima rondine

Posted by Ami on 15 September 2010 at 08:34

Partì lo stormo a volo..



ma il tuo nido



serbava ancora un solo


implume rondinotto, e sei rimasta.


Ora con ala che non ha altre al


fianco


t'avventi


a sorvolare i mari


e a lottare coi venti.


Vai: se piccola è l'ala ed indifesa


il cuor non si spaura.


L'anima mia, oggi, si sente presa


al sommo del tuo volo.



Antonio Anile

 


Ore piccole...

Posted by Ele on Friday 10 September 2010 at 10:38 AM
Sarà l'ultimo tour-de-fors prima di ritornare alla giornata tipo... Sarà anche così...ma ormai sono + fuori che dentro...e alla mattina a cioò un sonnoooooo ;D E ho un mal di testa...altro che la pubblicità del vivin-C che fa "mi sento la testa come un pallone!!!" Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaah sonnooo +_+ Cmq l'ora si è automatica...ma la barra non ce l'ho -.-" Sfiguzzzz...AIUTO o.O

Dolce di pesche settembrine al moscato in salsa d'uva

Posted by Ami on 9 September 2010 at 11:15

Ingredienti:

per il dolce



1 kg di pesche bianche


300 gr di zucchero


6 uova


1 dl di moscato


poco burro per la pirofila



per la salsa


300 gr d’uva nera


40 gr di vino moscato


30 gr di zucchero



per decorare


1 pesca


1 piccolo grappolo d’uva


foglie di menta


Preparazione:


Sbucciare le pesche, eliminare il nocciolo e porle in una casseruola con lo zucchero e il moscato. Far cuocere finché l’umidità non sarà tutta evaporata; frullare insieme alle uova. Versare il composto in una pirofila imburrata e cuocere a bagnomaria per circa 25’. Per la salsa portare ad ebollizione i chicchi d’uva con il moscato e lo zucchero. Cuocere qualche minuto a fiamma alta, frullare, passare al colino e rimettere la salsa sul fuoco fino al raggiungimento della giusta consistenza. Servire il dolce freddo o tiepido decorato con fettine di pesca fresca, chicchi d’uva e menta. Accompagnare con la salsa d’uva.

 

 

 

Il sole della mia vita ^^

Posted by Ele on Thursday 9 September 2010 at 10:13 AM in Momenti
Apparte che oggi almeno qua non piove...ho ricevuto un mex che mi ha fatto arrossire...un mex che anche se lo rileggi mille volte sorridi come un ebete...xk una persona speciale ha avuto qst pensiero x te...Che bello <3 Mi piacciono sempre le persone che escono dagli schemi e hanno la forza di sorprendermi!!! Ho cominciato proprio bene qst giornata ^^

Freddinooo *-*

Posted by Ele on Wednesday 8 September 2010 at 08:28 PM
Sono solo io che sento tutto sto freddo??!Siamo passati dai nostri bei 30gradi...al pieno autunno!!! Nooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo!!! Pioggia = capelli crespi, freddo = felpe, autunno = scuolaaaaaaaaaaaa >.> DISATRO!!! Soleeee, dove 6??? Estateeeee???!!! Ke tristezza ;(

Alla fiera...

Posted by Ami on 8 September 2010 at 08:32

Alla fiera un tizio vuole comperare un maialino. Ne sceglie uno in un recinto e quindi domanda il prezzo: "5 euro al kilo". "Benissimo, me lo pesi". Il contadino succhia un po' la coda al maialino poi esclama: "25 kg fanno 125 euro". "Scusi sa, non per sfiducia, ma potrebbe metterlo sulla bilancia?". Detto fatto, messo sulla bilancia pesa esattamente 25 kg. "Meraviglioso, ma come fate?". "E' una dote di famiglia, anche mio figlio e mia moglie ci riescono. Pierinooo, vieni a pesare". "Mi pesi quello...". Pierino prende un maialino, succhia la coda e dice: "23 kg e 3 etti". "Impossibile, anche gli etti???". Il maialino viene pesato e il risultato e' proprio 23, 3 kg. "Strabiliante" esclama il cliente. "Glielo avevo detto, e' un dono di famiglia. Pierino, chiama la mamma...". Il bimbo corre via e poco dopo ritorna: "Papa', papa', la mamma non puo' venire, sta pesando il postino...".


Che noia certe persone...

Posted by Ele on Tuesday 7 September 2010 at 09:44 PM
La gente sa solo parlare, parlare, parlare, parlare...ma più del 70% NON SA UN CAZZO!!! Mannaggia che nervi...e quale ira funesta...<.< Criticano le cose che non hanno, ma appena possono le comprono...o se non le possono comprare perchè possono essere persone allora PARLANO PARLANO PARLANO!!! Sciopè che se mejo....grrrr grrrr grrrr....persone false e ignoranti VI ODIO!!!

HELP!!!!!

Posted by Ele on Tuesday 7 September 2010 at 01:58 PM
Non riesco a caricare le immagini nei miei inserimenti...qualcuno gentilmente me lo spiega??:( grazie mille...Vi prego rispondete *-*

Ieri sera ho mangiato giapponese *-*

Posted by Ele on Tuesday 7 September 2010 at 08:57 AM
Ieri sera con mio immenso piacere sono andata con amici e amiche a mangiar giapponese!!! Era già la seconda volta che lo mangiavo...trovo A-D-O-R-A-B-I-L-E e D-E-L-I-Z-I-O-S-O il sapore del cibo e la composizione dei piccoli tavolini :) Ci siamo abbuffatti (era buffet tutto a 10euro :D) e devo ammettere che tutto quel riso IMPIENA ;D Aaaaaaaaaaaaaaaaaaahhhhh che bontà <3 A largo le opinioni....piace o no il cibo giapponese?? Intanto Konichiwa xD

Voglia di caffé con cornetto...

Posted by Ele on Monday 6 September 2010 at 08:43 AM
Mmmmm...quale profumo e aroma ti può svegliare al mattino...se non un'inteso e sublime caffè...con il suo gusto deciso...e semmai accompagnato dal un cornetto???! Aaaaaaahhh che bontà *-*

Apertura del mio blog

Posted by Ele on Monday 6 September 2010 at 08:35 AM
Oggi ho deciso di tenere un blog...per me...per te..e chi ha voglia di passare...

Il leone e il lupo

Posted by Ami on 1 September 2010 at 08:57

C'era una volta nella foresta un leone che ogni volta che incontrava il lupo gli diceva: "Lupo, hai i capelli troppo lunghi!" e con questa scusa lo gonfiava di botte. Questa storia si ripete per molti giorni fino a che il lupo si lamento’ con la volpe. La volpe, allora, ando’ a parlare con il leone: "Ascolta leone, vabbe' che sei il re della foresta, ma non puoi picchiare il lupo solo perche’ ha i capelli lunghi. Devi trovare una scusa migliore". "Cosa mi suggerisci, volpe?" chiese il leone. "Non so, ad esempio puoi chiedergli di andare in paese a prenderti un pacchetto di Marlboro. Se te le porta 'dure' lo picchi perche’ le volevi 'morbide'. Se te le porta 'morbide' lo picchi perche’ le volevi 'dure' ". "D'accordo" rispose il leone soddisfatto. Il giorno dopo il leone incontro’ il lupo e gli chiese: "Lupo, va in paese e prendimi un pacchetto di Marlboro! ". "Morbide o dure? " gli chiese il lupo. E il leone: "Oh insomma, lupo, HAI I CAPELLI TROPPO LUNGHI!" 

 

      


      

 

Cascata Stuibenfall

Posted by Ami on 25 August 2010 at 10:10

La più grande cascata del Tirolo si trova a Umhausen, poco prima della località Längenfeld nel Tirolo Settentrionale.

La cascata Stuibenfall a Umhausen nella valle Oetztal è la cascata più alta del Tirolo: Con 159 m l’acqua cade nella profondità. La storia della cascata risale a ben 8.000 anni fa. A quel tempo, una valanga aveva deviato la via naturale del fiume Horlachbach, il quale infine dovette cercarsi una nuova via. Così è nata la cascata di ben 159 metri!

Il fiume Horlachbach nasce nei ghiacciai Zwieselbach, Larsti e Grastalgletscher e sfocia nel fiume Oetztaler Ache. Il suo “tragitto” è vermente impressionante e può essere facilmente esplorato con un’escursione lungo di questo. Ed inoltre, ben cinque piattaforme svelano all’escursionista i segreti della flora e fauna del paesaggio.

I più coraggiosi tra di voi possono anche avventurarsi nella cascata, cioè arrampicarsi su una via ferrata di media difficoltà. Il punto di partenza per questa avventura è il parcheggio presso il paese di Oetzi a Umhausen. Da qui un sentiero forestale porta direttamente all’accesso alla via ferrata. L’adrenalina vi è garantita! In inverno invece la cascata è completamente ghiacciata.

 

 

 

Alpi dello Stubai

Posted by Ami on 19 August 2010 at 14:50

Le Alpi dello Stubai si collocano a sud-ovest da Innsbruck tra le valli Wipptal e Oetztal.

Le Alpi dello Stubai, un gruppo montuoso delle Alpi Retiche Orientali, si trovano non solo nel Tirolo del Nord, ma anche l’Alto Adige/Italia. Assieme alle Alpi di Oetztal, le Alpi dello Stubai rappresentano la catena montuosa più grande della Alpi Orientali.
La catena montuosa è costituita soprattutto da gneiss. Inoltre ci sono anche diversi ghiacciai, situati nella parte anteriore della valle Stubaital. Il famoso ghiacciaio dello Stubai, un’amata area sciistica, si trova qui.

Le Alpi dello Stubai confinano a est con le Alpi di Tux, a sud-est con le Alpi dello Zillertal, a sud con le Alpi di Sarentino e ad ovest con le Alpi dell’Oetztal. Il confine a nord rappresenta inoltre anche il confine tra le Alpi Centrali e le Alpi Calcaree Nordtirolesi. Le Alpi dello Stubai vengono suddivise in ben 15 gruppi.

Cime: Le dieci vette più alte sono le seguenti: Pan di Zucchero (3.507, ted. Zuckerhütl), Schrankogel (3.497 m), Sonklarspitze (3.467 m), Pfaffenschneide (3.489 m), Roderhofspitze (3.473 m), Wilder Pfaff (3.458 m), Wilder Freiger (3.419 m), Östliche Seespitze (3.416 m), Schrandele (3.393 m) e Hohes Eis (3.388 m).

Escursioni: Attraverso le montagne del gruppo montuoso passano innumerevoli sentieri, fra i quali anche la famosa alta via “Stubaier Höhenweg”. Questo sentiero è lungo 120 km e passa da ben otto rifugi. Naturalmente vi aspettano anche vari altri sentieri, sia facili che più impegnativi. Ed anche per chi è appassionato di scalate o sci alpinismo trova le perfette condizioni.

 

Stubaier Alpen 2009

 

Breve vacanza in Austria

Posted by Ami on 12 August 2010 at 12:01

Nel pomeriggio parto per una breve vacanza in Austria con Erika, Mattia ed il resto della famiglia. Vi auguro di passare un allegro Ferragosto e vi abbraccio tutti anche se solo virtualmente

 

L'ANANAS

Posted by Ami on 4 August 2010 at 07:56

L'ananas (ananas comosus) e' una pianta appartenente alla famiglia delle Bromeliaceae, ed il termine deriva dal nome del frutto nella lingua degli indiani Guaranti. E' originaria del Sud America; fu portata nelle isole caraibiche dagli indiani Caribi, ed a Guadalupe fu vista per la prima volta nel 1493 da Cristoforo Colombo che la porto' in Europa; da qui, gli inglesi e gli spagnoli la distribuirono nelle isole del Pacifico. Si trovano piantagioni nelle Hawaii, nelle Filippine, nell'Asia sud-orientale, in America Latina, in Florida e a Cuba: l'ananas e' di gran lunga il frutto esotico piu' conosciuto.
Le foglie di questa pianta sono lunghe e coriacee, lanceolate, con un margine seghettato e riunite in grandi rosette: dal centro di quest'ultime si forma il fiore, piuttosto compatto e robusto, dal quale si sviluppa il frutto. L'ananas ha una scorza formata da grandi scaglie fuse tra loro che lo fanno assomigliare ad una pigna, e la cui colorazione e' verde quando il frutto e' acerbo, per diventare poi giallo o arancio con il proseguire della maturazione, che avviene dal basso verso l'alto; ha un ciuffo verde sulla sommita' ed una polpa gialla molto aromatica. E' presente nei mercati tutto l'anno e, solitamente, viene raccolto ancora acerbo.


Esistono diverse varieta', tra le quali:


- la "Queen", del peso di circa un kg.; a differenza dell'ananas grande, ha una buccia piu' gialla e sottile ed un bel ciuffo verde-grigio; la polpa e' soda ed intensamente profumata.


- la "Cayenne", piuttosto pregiata, dalla polpa chiara, succosa e dolce, adatta per essere conservata in scatola;


- la "Red Spanish", di media grandezza e dalla scorza leggermente aranciata, con una polpa pallida molto aromatica, dal sapore acidulo e leggermente fibrosa.

Quando si acquista, bisogna fare attenzione che le foglie del ciuffo abbiano una colorazione verde brillante e che la scorza sia uniforme e soda, priva di tagli e macchie, piu' matura e colorata nella parte inferiore e di profumazione intensa; la scorza verde o grigia, indica infatti che il frutto e' troppo acerbo, mentre quella marrone segnala un frutto eccessivamente maturo.
E' presente sul mercato tutto l'anno. Se l'ananas e' maturo, si puo' conservare per una settimana nella parte meno fredda del frigorifero; se invece e' ancora acerbo, puo' durare anche due settimane tenuto a temperatura ambiente e favorendone cosi' la maturazione.
A seconda dell'utilizzo che se ne vuole fare, l'ananas si puo' tagliare a fettine o a spicchi, procedendo come segue:


a fettine:

1) si elimina il ciuffo e la base;



2) si elimina la buccia con un coltello ben affilato;


3) si taglia a fette e si elimina la parte centrale legnosa, formando un tondo;




a spicchi:



1) si taglia l'ananas a meta' e poi in quarti senza staccare il ciuffo;


2) si incide un solco tra la buccia e la polpa lasciando un'estremita' attaccata;


3) si taglia la parte centrale legnosa nel senso della lunghezza lasciando un'estremita' attaccata;


4) si taglia la polpa a fettine senza danneggiare la parte centrale legnosa;


5) con una forchetta, si dispongono asimmetricamente le fettine tagliate.

In cucina l'ananas si presta per la preparazione di numerose ricette, dai primi ai dolci; si utilizza a crudo nelle macedonie e nelle bibite, mentre in cottura e' un ottimo ingrediente di torte e crostate e si abbina molto bene con il pollo, il maiale e i gamberi in agrodolce (preparazioni tipiche della cucina orientale) sia grigliato che in padella o flambe'.
L'ananas ha tantissime proprieta' terapeutiche: contiene vitamina A, B, e C (e' pertanto un buon antiossidante e potenzia le difese immunitarie), ferro (migliora quindi l'ossigenazione del sangue) e potassio (che aiuta a riequilibrare la presenza di liquidi nell'organismo ed e' un efficiente aiuto al sistema cardiovascolare); contiene la bromelina, che ha proprieta' digestive, antinfiammatorie ed aiuta a perdere i liquidi (viene pero' distrutta dal calore, pertanto non e' presente nell'ananas in scatola e quando e' sottoposto a cottura, come per le marmellate e le crostate); proprio per quest'ultima virtu', favorendo l'eliminazione del sodio dall'organismo, rappresenta un valido alleato nella lotta contro la cellulite. Nonostante sia dolce e' poco calorico (100 g. hanno appena 40 kcalorie) e quindi ottimo nelle diete; ovviamente, quello sciroppato, ne contiene un po' di piu': circa 64. 



 

3 candeline per Mattia

Posted by Ami on 3 August 2010 at 07:58

Domenica sulla torta di Mattia c'erano 3 candeline azzurre che ha spento dicendo:" Ora sono grande!!!"

Ho pensato che, se lui si sente già grande a soli 3 anni, io che l'8 ne compio 26  come sono?

 

Immagine

L'anacardio

Posted by Ami on 29 July 2010 at 08:54

L'anacardio (Anacardium occidentale) e' un albero appartenente alla famiglia delle Anacardiaceae, originario del Brasile e poi diffusosi in India e nell'Africa orientale.
La pianta, dal punto di vista economico, riveste un notevolissimo interesse per i molteplici usi che si fanno di ogni sua parte: dal guscio si estrae un inchiostro indelebile, il succo e' un potente antidoto alle tarme e viene usato in medicina per il suo potere altamente caustico, dal frutto si ricavano alcool ed aceto e, previa pressione, un olio pregiato; inoltre, dalla pianta si ottengono una gomma ed un liquido lattiginoso usati come basi per le vernici.Dal punto di vista strettamente alimentare, fornisce due tipi di frutti: la mela d'anacardio (chiamata in Brasile "pomme cajou") che rappresenta quello fresco, e la mandorla o nocciola d'anacardio (chiamata in Brasile "noix de cajou") che e' invece quello secco. La prima e' botanicamente un falso frutto, perche' deriva dall'ipertrofia del peduncolo floreale che arriva a raggiungere le dimensioni di una mela piu' o meno piriforme; la sua superficie e' liscia, sottile e fragile, il colore va dal giallo al rosso vivo, la polpa e' fibrosa e dal sapore acidulo e rinfrescante; i paesi produttori la mangiano estraendone dalla polpa un succo che viene bevuto dopo essere stato leggermente fermentato. La mandorla o nocciola d'anacardio, invece, costituisce il vero e proprio frutto, ed e' una noce a forma di rene, dal guscio liscio all'esterno e contenente un seme quasi bianco all'interno, oleoso e commestibile. La nocciola d'anacardio contiene all'origine un olio irritante che deve essere eliminato con il calore, facendo estrema attenzione a non contaminarne il seme destinato all'uso alimentare; trasformare gli anacardi in seme commestibile e' una procedura complicata e richiede molta mano d'opera: soltanto il 10% della produzione grezza passa indenne attraverso le varie fasi della trasformazione (prima di essere rotto, il guscio dell'anacardio viene tostato e l'apertura che vi segue viene fatta esclusivamente a mano; il frutto viene poi nuovamente scottato per facilitare la rimozione della leggera pellicola scura che lo ricopre e salato) e del confezionamento, e questo spiega il loro costo elevatissimo sul mercato europeo.
L'anacardio e' un frutto che tende ad irrancidire molto facilmente e va quindi conservato limitandone il piu' possibile il contatto con l'aria.
Per quanto riguarda le proprieta' terapeutiche, l'anacardio e' ricco di sali minerali come il magnesio, il fosforo, il calcio, il potassio e, soprattutto, il selenio (un minerale che protegge dai radicali liberi); possiede anche molta vitamina B1 e B2 ma, per l'alto contenuto calorico, e' sconsigliato nelle diete: infatti, 100 g. forniscono ben 598 kcalorie.

L'alchechengi

Posted by Ami on 28 July 2010 at 08:04

L'alchechengi (Physalis alkekengi) e' una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Solanacee e che origina da un rizoma strisciante profondamente interrato.
Il frutto, commestibile quando e' maturo, e' rappresentato da una bacca delle dimensioni di una ciliegia, di colore giallo o rossiccio e privo di nocciolo; e' racchiuso in un involucro leggero, a forma di cuore, colorato in autunno di rosso o di arancio, ed ha un sapore acidulo. Per i suoi caratteristici palloncini rossi e rigonfi, l'alchechengi e' spesso coltivato nei giardini a scopo ornamentale.

E' presente sul mercato da ottobre a gennaio: quando si acquista, si deve fare attenzione che l'involucro esterno sia ben secco e ancora chiuso.

Si conserva in frigorifero per una settimana avvolto in carta da cucina, per evitare il crearsi di umidita' e, quindi, l'insorgere di muffe.

In cucina, dopo averne aperto dall'alto l'involucro esterno rivoltandolo come un ciuffo, si consuma al naturale o candito o, squisitissimo, ricoperto di cioccolato; viceversa, il rizoma e le foglie sono velenose, a causa della solanina che contengono.

Per quanto riguarda le virtu' terapeutiche, l'alchechengi contiene vitamina C (che ha un potere antiossidante e potenzia le difese immunitarie) e tannino, una sostanza astringente per l'intestino; possiede anche proprieta' diuretiche ed antinfiammatorie.

 

 


 

La frutta esotica

Posted by Ami on 23 July 2010 at 08:17

Fino a qualche anno fa la frutta esotica era poco conosciuta in Italia tranne quella più comune ma le varietà sono tantissime e oggigiorno vengono importate direttamente dai paesi di origine. I colori sono sgargianti, le forme originali ed i profumi inebrianti. Ha molte propietà sia nutritive che curative ed un sapore gradevole.
Eccovi l'elenco in ordine alfabetico della frutta esotica che vi consiglio di assaggiare:

- Alchechengi



- Anacardio


- Ananas


- Avocado


- Babaco


- Banana


- Carambola


- Cherimoya


- Dattero


- Durian


- Feijoa


- Frutto della passione


- Guava


- Kiwano


- Kumquat


- Lime


- Litchi


- Mango


- Mangustan


- Noce di cocco


- Papaia


- Pitaya


- Rambutan


- Salak


- Sapodilla


- Tamarindo

 

 






Si riapre!!!

Posted by Ami on 21 July 2010 at 10:42

Le vacanze, purtroppo, sono finite e il blog riapre!

Sono passati in fretta questi 20 giorni e l'unica consolazione è quella di stare di nuovo con voi.

Siete tutti presenti o per qualcuno le vacanze sono appena iniziate?

Un abbraccio a tutti da me, Erika e Mattia

 

click to zoom

Chiuso per ferie!

Posted by Ami on 30 June 2010 at 08:01

Blog chiuso per ferie dall'1/7 al 20/7

 

Si parteee!!!

Posted by Ami on 28 June 2010 at 07:50

Ancora 3 giorni e poi partirò con la famiglia per una vacanza di 20 gg. a S. Felice Circeo. Mi mancherà il blog e la vostra compagnia ma ho bisogno di questa pausa non solo per ritempararmi ma soprattuto per godermi 24 ore su 24 Erika, Mattia e tutti gli altri.

Vi abbraccio tutti con affetto e simpatia ^__^

 

 

Nutellini

Posted by Ami on 22 June 2010 at 11:21

- 200 gr di Wafer alla Nocciola
- 200 gr di
nutella
- q.b. di nocciole tostate
- q.b. di cacao
amaro

 

Preparazione:

 

Tritare i wafer, aggiungere la Nutella e mescolare bene: regolarsi con le dosi, deve venire un composto non troppo “morbido”. Con le mani bagnate prendere circa 20 gr circa di composto alla volta, inserire all’interno una nocciola e formare una pallina. Una volta formate tutte le palline, rigirarle nel cacao amaro e tenerle in frigo qualche ora. Servire i dolcetti nei pirottini di carta.

Fonte: ricettedalmondo.it

 

Nutellini

 

Sarà una reazione alla notizia che ho riportato nel post precedente ma ho voglia di postare solo ricette a base di nutella e questa che ho trovato e sperimentato è veloce ed ottima. Si prepara in mezz'ora e si ottengono cira 25 nutellini (dipende dalla grandezza).

Sorbole che notizia!!!

Posted by Ami on 18 June 2010 at 11:02

Voto della Commissione europea mette a rischio l'industria dolciaria, in pericolo anche la Nutella che potrebbe finire fuori legge. A lanciare l'allarme è stato il vicepresidente del gruppo Ferrero, Francesco Paolo Fulci, dopo il voto del Parlamento europeo con il quale verrebbe lasciata all'Europa la possibilità di decidere se un prodotto può essere pubblicizzato. "Abbiamo perso la prima battaglia ma non la guerra" ha detto Fulci sottolineando comunque che una decisione di questo genere rischia di "mettere fuori legge la Nutella e la stragrande maggioranza dei prodotti dolciari, mettendo in ginocchio l'intera industria, piccola, media e grande". Il consumatore dovrebbe essere lasciato libero di scegliere, mangiando di tutto, senza eccedere e mantenendo un sano stile di vita.La Commissione europea sta definendo, ricorda Fulci, un profilo nutrizionale generale per la grande maggioranza degli alimenti secondo cui "per ogni 100 grammi di prodotto, non ci possono essere più di 10 grammi di zucchero, quattro grammi di grassi saturi e due milligrammi di sale. "Ma non esistono dolci - sbotta Fulci - con meno di 10 grammi di zucchero ogni 100 grammi di prodotto". A questo profilo generale Bruxelles ha fatto una serie di eccezioni per frutta, pesce, miele, chewingum, biscotti e pastiglie per la tosse, dove è accettata una presenza maggiore di zucchero, sali o grassi.La posta in gioco è elevata in quanto se queste soglie dovessero essere introdotte non sarebbe più possibile - in base alla proposta - pubblicizzare con dichiarazioni sulla salute o sulle sostanza nutritive, numerosi prodotti della grande tradizione alimentare europea: dalla Nutella al tradizionale pane nero tedesco che supera la soglia consentita di sale. "La nostra grande preoccupazione - spiega il vicepresidente del gruppo Ferrero - è che oggi ci potrebbero dire di non fare messaggi promozionali, ma domani - e già alcune organizzazioni di consumatori spingono in questo senso - ci faranno scrivere come sulle sigarette: "Attenti è pericoloso, favorisce l'obesita", o magari ci metteranno delle tasse fortissime come previsto in Romania. Questo, "metterebbe veramente in ginocchio l'intera industria dolciaria, piccola, media e grande".Il vicepresidente del gruppo Ferrero tuttavia, "non intende considerare il voto come una sconfitta, ma semplicemente una battuta d'arresto nella battaglia per la difesa della libertà del consumatore di alimentarsi come meglio crede". Il testo passa ora all'esame del Consiglio dei ministri dell'Ue e dovrà poi tornare al Parlamento europeo per una seconda lettura e un nuovo voto. "La prossima volta - conclude Fulci - saremo ben certi che nessuno di quelli che la pensano come noi manchi alla votazione".

 

Ma è mai possibile che la Commissione europea possa imporci certe cose?

Vi confesso che da ieri, quando ho letto la notizia su tiscali, sono in.....to nero e voi?

Finalmente!!!!

Posted by Ami on 16 June 2010 at 08:00

Finalmente posso postare:-)))

Sono stato preoccupatissimo perchè temevo di non rivedere mai più il mio blog e di non poter più comunicare con i miei amici e ho aperto un nuovo blog intitolato: "erikamattiaedio.blogspot.com" che ho intenzione di mantenere per non correre rischi!

Vi saluto tutti con affetto :-)

 

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Lago Achensee

Posted by Ami on 18 May 2010 at 10:32

Il lago Achensee, chiamato anche “Fiordo delle Alpi”, si trova a Jenbach ed è il lago più grande del Tirolo.

Il colore dell’acqua varia da verde smeraldo a blu ultramarino, dipende da come il sole splende sull’acqua - proprio così il famoso lago Achensee si presenta ai visitatori. Grazie all’ottima qualità d’acqua, la vista sott’acqua raggiunge fino a 10 metri. Con una profondità di 133 metri su un’area di 6,8 km² il lago, lungo 9,4 km e largo 1 km, contiene oltre 481 metri cubi di acqua! Il lago Achensee non viene solo chiamato “Fiordo delle Alpi” ma anche il “Mare del Tirolo”, dato che offre condizioni perfette per gli appassionati di vela e windsurf. La temperatura d’acqua è relativamente bassa e non sale sopra i 20°C, soltanto la punta meridionale del lago raggiunge al massimo i 22°C. E proprio qui si trovano anche numerosi bagnanti durante l’estate.

Ad Achenkirch, presso la riva settentrionale del lago, i freddi ruscelli alpini sboccano nel lago. Ulteriori località attorno al lago sono Pertisau che si trova presso la riva occidentale, e Maurach al lato sud-est. La posizione del lago Achensee è veramente unica: Si trova nel cuore dei Monti del Karwendel, la più grande area naturale protetta d’Europa. La valle Achental ed il lago creano insieme il confine naturale dei Monti del Karwendel ad ovest, mentre ad est il lago confina con le Alpi di Brandenberg. E chi vuole godere la bellezza del lago da uno speciale punto di vista, intraprende un’escursione sul monte Bärenkopf…

Grazie a diverese nominazioni e a diverse immagini nel libro di pesca e caccia dell’imperatore Massimiliano, il lago Achensee era noto già attorno il 1500 d.C. E grazie alla presenza e grande quantità di pesci nel lago, già i conti ed i nobili del Tirolo passarono il loro tempo libero nella natura a pescare. L’imperatore Massimiliano I. e l’arciduca Ferdinando II. fecero costruire diverse barche preziose per le loro escursioni sul lago. Verso la metà del 19esimo secolo la valle Achental divenne più turistica e nel 1887 il primo battello che trasportò gli ospiti da una riva all’altra venne inaugurato. Dal 1927 invece dall’acqua del lago viene prodotto anche la corrente elettrica.

Altitudine: 950 m s.l.m.
Superficie: 680 ettari
Profondità massima: 133 m

 

Achensee 2009

 

L’Amichi

Posted by Ami on 4 May 2010 at 13:07
L’amichi sò preziosi come l’oro,
fai nà fatica enorme pè trovalli,
e nun poi fà mai più senza de loro,
perchè tu sai che nun dovrai cercalli!

L’amichi stanno sempre insieme a te,
pure se nun li vedi da nà vita,
è sempre bello scoprì che c’è,
quarcosa de quarcuno dentro te!

L’amico mio ha da esse genuino,
gnente de brutto lo pò cancellà,
basta n’abbraccio,come cò ‘nbambino,
e lo trovi ancora lì vicino!

L’amichi mia sò ‘npò tutti così,
nun me dovranno mai sentì dì:
“Vattene via e nun fatte più sentì!”
Er posto dentro ar core je rimane,
puro si passano tante settimane!

L’amichi mia,quanti n’ho conosciuti,
e quanti e tanti me se sò perduti.
L’amichi mia,nun sò poi manco tanti,
però je vojo bene a tutti quanti!

 

 

Alla mia carissima amica Giuliana nel giorno del suo compleanno.

Er primo pasto

Posted by Ami on 28 April 2010 at 08:55

Quanno mi madre me stacco’ dar petto
e me se presento’ cor semmolino,
buttai per aria tazza e cucchiarino
creando er primo caso de “riggetto”.

Ormai non me sentivo piu’ pupetto,
pe’ via ch’avevo messo gia’ un dentino,
provo’ a ridamme er latte… genuino,
ma protestai co’ un minimozzichetto.

Lei fece un urlo senza intenne er dramma,
ma come la potevo contesta’
si ancora nun dicevo manco mamma?

Mi padre disse: “Soffre de nervetti”.
E quieto quieto comincio’ a magna
‘n’insalatiera piena de spaghetti.

 

Aldo Fabrizi

 

LA DIETA

Posted by Ami on 26 April 2010 at 11:22

Doppo che ho rinnegato Pasta e pane,
so' dieci giorni che nun calo, eppure
resisto, soffro e seguito le cure...
me pare un anno e so' du' settimane.

Nemmanco dormo più, le notti sane,
pe' damme er conciabbocca a le torture,
le passo a immaginà le svojature
co' la lingua de fòra come un cane.

Ma vale poi la pena de soffrì
lontano da 'na tavola e 'na sedia
pensanno che se deve da morì?

Nun è pe' fà er fanatico romano;
però de fronte a 'sto campà d'inedia,
mejo morì co' la forchetta in mano!

 

Aldo Fabrizi

 

 

Pluto

 

 

 


Buon onomastico nonno!

Posted by Ami on 23 April 2010 at 09:23

Ciao nonno Giorgio!

Oggi è il tuo onomastico e ti faccio tantissimi auguri perchè sei un nonno meraviglioso e ti voglio un mondo di bene!

Mattia

 

I bambini imparano ciò che vivono

Posted by Ami on 22 April 2010 at 12:23

I bambini imparano ciò che vivono.

Se un bambino vive nella critica impara a condannare.

Se un bambino vive nell'ostilità impara ad aggredire.

Se un bambino vive nell'ironia impara ad essere timido.

Se un bambino vive nella vergogna impara a sentirsi colpevole.

Se un bambino vive nella tolleranza impara ad essere paziente.

Se un bambino vive nell'incoraggiamento impara ad avere fiducia.

Se un bambino vive nella lealtà impara la giustizia.

Se un bambino vive nella disponibilità impara ad avere una fede.

Se un bambino vive nell'approvazione impara ad accettarsi.

Se un bambino vive nell'accettazione e nell'amicizia impara a trovare l'amore nel mondo.

Doret's Law Nolte

 

 

 

 

E CRESCENDO IMPARI.......

Posted by Ami on 20 April 2010 at 08:22
E crescendo impari che la felicità non e' quella delle grandi cose.
Non e' quella che si insegue a vent'anni, quando, come gladiatori si combatte il mondo per uscirne vittoriosi...
La felicità non e' quella che affanosamente si insegue credendo che l'amore sia tutto o niente,...
non e' quella delle emozioni forti che fanno il "botto" e che esplodono fuori con tuoni spettacolari...,
la felicità non e' quella di grattacieli da scalare, di sfide da vincere mettendosi continuamente alla prova.
Crescendo impari che la felicità e' fatta di cose piccole ma preziose....
...e impari che il profumo del caffe' al mattino e' un piccolo rituale di felicità, che bastano le note di una canzone, le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore, che bastano gli aromi di una cucina, la poesia dei pittori della felicità, che basta il muso del tuo gatto o del tuo cane per sentire una felicità lieve.
E impari che la felicità e' fatta di emozioni in punta di piedi, di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore, che le stelle ti possono commuovere e il sole far brillare gli occhi,
e impari che un campo di girasoli sa illuminarti il volto, che il profumo della primavera ti sveglia dall'inverno, e che sederti a leggere all'ombra di un albero rilassa e libera i pensieri.

E impari che l'amore e' fatto di sensazioni delicate, di piccole scintille allo stomaco, di presenze vicine anche se lontane, e impari che il tempo si dilata e che quei 5 minuti sono preziosi e lunghi più di tante ore,
e impari che basta chiudere gli occhi, accendere i sensi, sfornellare in cucina, leggere una poesia, scrivere su un libro o guardare una foto per annullare il tempo e le distanze ed essere con chi ami.

E impari che sentire una voce al telefono, ricevere un messaggio inaspettato, sono piccolo attimi felici.
E impari ad avere, nel cassetto e nel cuore, sogni piccoli ma preziosi.

E impari che tenere in braccio un bimbo e' una deliziosa felicità.
E impari che i regali più grandi sono quelli che parlano delle persone che ami...
E impari che c'e' felicità anche in quella urgenza di scrivere su un foglio i tuoi pensieri, che c'e' qualcosa di amaramente felice anche nella malinconia.

E impari che nonostante le tue difese,
nonostante il tuo volere o il tuo destino,
in ogni gabbiano che vola c'e' nel cuore un piccolo-grande
Jonathan Livingston.
E impari quanto sia bella e grandiosa la semplicità.
( Anonimo ) 

 

 

 


 

E' scomparso Raimodo Vianello.

Posted by Ami on 15 April 2010 at 13:19

Con lui scompare un mito. Uomo raffinato ed ironico che rimarrà sempre nei nostri cuori per la sua innata simpatia. Non potremo mai dimenticarlo in coppia con la sua adorata Sandra e le sue ironiche battuttitene che le lanciava continueranno a farci sorridere.

Il 7 maggio avrebbe compiuto 88 anni  e, anche se fisicamente non è più con noi, resterà per sempre simpaticamente nei nostri ricordi.

 

Raimondo Vianello (foto Kikapress)

 

 

Aprile colorato

Posted by Ami on 8 April 2010 at 15:38

Aprile mese gentile

adorna i prati di fiori colorati

ove bimbi gioiosi fan mille capriole.

Tenere gemme spuntan sugli alberi

e nel cielo turchino gli uccelli fan festa.

Scorre  lieto il limpido ruscello

donando acqua fresca al mite agnello.

Lieve il vento soffia tra i rami

e rallegra i cuori di tutti gli umani.

 

Amedeo Minghetti

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Buona Pasqua a tutti!

Posted by Ami on 26 March 2010 at 11:53

Con qualche giorno d'anticipo, auguriamo a tutti voi una felicissima Pasqua :-)))

Noi domani mattina partiamo per il Messico dove resteremo una decina di giorni.

Auguriamo ai nostri amici aquilani che possano avere a distanza di un anno dal devastante terremoto una Pasqua più serena e ritrovare un pò di pace e tranquillità.

Vi abbracciamo tutti con grande affetto

Ami   Erika  e  Mattia  

    

 

          

 

 

Il piccolo scoiattolo

Posted by Ami on 25 March 2010 at 09:35

Lo scoiattolo non riusciva
più a dormire…
Schiuse le palpebre, fece
capolino da sotto la gran coda
in cui era avvolto, sbirciò da
uno spiraglio del tettuccio, il sole lo guardava.
Presto presto si strofinò gli
occhietti, arruffò il letto, afferrò
una noce e si pose
a sedere.
Aveva molta fame, ma era
anche ben provvisto: tutto
il nido era foderato di noci.
Ne vuotava una, gettava via
il guscio e ne tirava fuori
un’altra da sotto il letto.
Così, quando nel pancino non
ce ne stettero più, si diede
una lisciata ai baffi e si
mise a fare capriole.
Era arrivata la Primavera.

 

 

 

File:Eastern Grey Squirrel in St James's Park, London - Nov 2006 edit.jpg

Zeppole di San Giuseppe

Posted by Ami on 19 March 2010 at 08:53

 

‘E canuscite ‘e zeppule?

Si pruvenite ‘a Napule

‘a cosa è assaje  probabile.

P’e fà  nunn’è difficile:

acqua e farina, impastale,

e po’ miettele a frijere

pe dint’all’uoglio cavere.

Al finale, c’ea stennere

nu’ velo fatt’e zucchere.

Si nun ce crire, pruovale:

par’o magnà dell’Angele!

E’ vero o no; sti zeppule

nun songo irresistibile?

 

Non conosci le zeppole?

Se non vieni da Napoli

la cosa è assai probabile.

Preparale, ch’è facile:

procurati – è fattibile –

farina ed acqua. Impastale,

e poi nell’olio friggile.

Di zucchero cospargile:

ti mangi anche le briciole!

Se non ci credi, provale,

e poi dirai: ‘ste zeppole,

che gusto irresistibile!

 

Ingredienti per 6/8 persone:

-confettura di amarene o amarene sciroppate

-Olio per friggere

Per la pasta:
-6 uova
-300 gr. di farina
-50 gr. di burro

-1/2 litro di acqua

-zucchero a velo

Per la crema pasticcera:
-50 cl. di latte
-2 uova
-100 gr. di zucchero
-80 gr. di farina
-1 limone

 

preparazione pasta:

1 - Versare in una pentola l'acqua con il burro e il pizzico di sale, accendete il fuoco a fiamma media, quando l'acqua comincerà a fare le prima bollicine, ma non a bollire, versatevi la farina setacciata tutta insieme e mescolare energicamente per 10 minuti con la frusta fino a quando il composto non si staccherà dai bordi della pentola.

2 - Spegnere il fuoco e aggiungere le 6 uova, uno alla volta sempre girando con forza ed eventualmente con una frusta elettrica finchè si sarà amalgamato tutto il composto. Lasciar riposare per 20-25 minuti.

Preparate ora la crema pasticcera:

1 - lavorate in un recipiente lo zucchero con i tuorli di 2 uova fino a ottenere un composto bianco e spumoso. Aggiungere la farina setacciandola con un colino per non formare grumi, il latte e due pezzetti di buccia di limone.

2 - porre il recipiente su fuoco a fiamma media e addensare la crema senza far bollire, mescolando continuamente con un cucchiaio di legno. Togliere le bucce di limone e lasciar raffreddare.

Procedete alla frittura delle zeppole:

1- riempite di olio per friggere una casseruola dai bordi alti, in quanto le zeppole devono essere immerse completamente nell'olio altrimenti non si gonfiano. Mettete la casseruola sul fuoco a fiamma media.

2 - riempite di pasta una siringa da pasticcere con la bocca larga e premete il composto in un piattino da caffè unto di olio, dandogli la forma di una ciambella.

3 - lasciar scivolare una zeppola alla volta nell'olio ben caldo, ma non fumante e cuocerla fino a quando si gonfierà. Alzare leggermente la fiamma per farla colorire, toglierla senza perforarla e appoggiarla su una carta assorbente.

4 - procedere alla cottura di un'altra zeppola e assicurarsi ogni volta che l'olio non sia troppo bollente.

5 - quando le zeppole si saranno raffreddate, cospargetele di zucchero a velo, porre nel mezzo poca crema e mezzo cucchiaino di confettura di amarene o di amarene sciroppate e servire.

 

 

Saint Patrick's Day

Posted by Ami on 17 March 2010 at 09:13

Saint Patrick's Day (in italiano: Giorno di San Patrizio; in irlandese: Lá ’le Pádraig or Lá Fhéile Pádraig), spesso chiamato anche St. Paddy's Day o più semplicemente Paddy's Day, è una festa di origine cristiana che si celebra il 17 marzo di ogni anno in onore di San Patrizio, patrono dell'Irlanda.

Il 17 marzo è festa nazionale nella Repubblica d'Irlanda, mentre è una Bank holiday nell'Irlanda del Nord. Celebrazioni vengono fatte anche nell'isola di Montserrat, in Canada, nel Regno Unito, in Australia, negli Stati Uniti d'America, in Argentina e in Nuova Zelanda; Paesi dove comunque non viene riconosciuta come festa ufficiale.

Il giorno di festa per San Patrizio è stato inserito nel calendario liturgico della Chiesa cattolica già all'inizio del XVII secolo su pressione dello storico, nonché frate francescano, Luke Wadding, nato a Waterford (nell'Irlanda sud-orientale). Il santo missionario veniva però già celebrato in alcune chiese irlandesi da parecchio tempo prima.

Saint Patrick's Day cade spesso durante il periodo della Quaresima. In passato è anche capitato qualche volta che cadesse proprio durante la Settimana Santa. È successo per esempio nel 1940 e allora le celebrazioni in onore di San Patrizio furono spostate al 3 aprile, proprio per evitare che coincidesse con la Domenica delle Palme. E ancora, nel 2008, furono anticipate al 15 marzo per lo stesso motivo. St. Patrick's Day non cadrà più durante la Settimana Santa fino al 2160, quando cioè coinciderà con il lunedì precedente la Pasqua. Nel Nord America, dove buona parte della popolazione ha origini italiane, le celebrazioni per il Giorno di San Patrizio vengono spesso unite con quelle per San Giuseppe, festività che cade due giorni dopo: il 19 marzo.

Il Giorno di San Patrizio viene ormai festeggiato in quasi tutto il mondo e non più solamente da chi abbia discendenze irlandesi. Le celebrazioni sono generalmente incentrate su tutto ciò che abbia a che fare con l'Irlanda e il verde (simbolo dell'isola). In questo giorno infatti si suole mangiare cibo di quel colore e vestirsi della stessa tonalità. In particolare, sui vestiti ad esempio, non può mancare il trifoglio.Questa pratica era diffusa già agli inizi delle celebrazioni in onore del Santo; questo perché la tradizione afferma che egli spiegò la Santa Trinità agli irlandesi pre-cristiani proprio attraverso questa pianta a tre foglie. Di conseguenza vestirsi di verde il 17 marzo e il trifoglio stesso, sono diventati simbolo di quel giorno. Caratteristiche del Paddy's Day sono anche le sfilate per le vie cittadine, soprattutto a Dublino, in Canada e negli Stati Uniti. Ogni anno le acque del fiume Chicago (che scorre nell'omonima città) vengono tinte pure loro di verde.

 

Tantissimi auguri di buon onomastico al nostro carissimo amico Patrick!

 

^__^      ^ . ^      ^_^

 

Ami      Erika     Mattia    

Primavera è sulla soglia

Posted by Ami on 15 March 2010 at 12:24

Primavera è sulla soglia:
verzica l'erba sul prato
e si beve il sole grato
per la pùnta d'ogni foglia.
I monti escono dalla bruma,
peschi e mandorli novelli
sorgon ricchi di gioielli
su la terra nera che fuma.
Primavera è sulla soglia:
Le fontane tintinnano leggiere,
trema il cuore di piacere
e di cantare s'invoglia.
Canta, o cuore! Canta e suona!
E' così bello il creato
col suo mistero e il suo fato
e la vita è così buona.

 

Angiolo Silvio Novaro

 

 

 

 

 

 

DONNA

Posted by Ami on 8 March 2010 at 09:54

Nel tuo esserci l’incanto dell’essere,
La vita, tua storia,
segnata dal desiderio d’essere
semplicemente donna!
Nel tuo corpo ti porti,
come nessun altro,
il segreto della vita!
Nella tua storia
la macchia dell’indifferenza,
della discriminazione, dell’oppressione…
in te l’amore più bello,
la bellezza più trasparente,
l’affetto più puro
che mi fa uomo!

 

Eliomar Ribeiro De Souza

(Poeta brasiliano)

 

 

 

Nel giorno della vostra festa  ripropongo quella bellissima poesia per dire ad Erika e alle donne di tutto il mondo quanto siete importanti non solo oggi ma sempre!

        

 

L' INVERNO E LA PRIMAVERA

Posted by Ami on 2 March 2010 at 10:23

La Primavera e l'Inverno sono due stagioni completamente opposte che non sono mai riuscite a trovare la corretta armonia per andare d'accordo. Fortunatamente esse non devono convivere, infatti, quando compare una deve umilmente ritirarsi l'altro.

Un giorno il signor Inverno si trovò faccia a faccia con la giovane signorina Primavera. L'anziana stagione, con quella sua aria sapiente prese a dire: "Mia cara amica, tu non sai essere decisa e determinata. Quando giunge il tuo periodo annuale, le persone e gli animali ne approfittano per precipitarsi fuori dalle loro case o dalle loro tane e si riversano in quei prati che tu, con tanta premura, hai provveduto a far fiorire. Essi strappano i giovani arbusti, calpestano senza pietà l'erba e assorbono ogni sorso di quel sole splendente che, col tuo arrivo diventa più caldo. I tuoi frutti vengono ignobilmente raccolti e divorati e infine, con il baccano e la cagnara che tutti fanno, non ti permettono neppure di riposare in pace. Invece io incuto timore e rispetto con le mie nebbie, il freddo e il gelo. La gente si rintana in casa e non esce quasi mai per paura del brutto tempo e così mi lascia riposare tranquillo".

La bella e dolce Primavera, colpita da quelle parole, rispose: "Il mio arrivo è desiderato da tutti e le persone mi amano. Tu non puoi nemmeno immaginare cosa significhi essere tanto apprezzati. E' una sensazione bellissima che non potrai mai provare perché con il freddo che porti al tuo arrivo anche i cuori più caldi si raggelano". L'inverno non disse più niente e si fermò a riflettere. Forse, essere ammirati ed amati dagli altri, poteva anche essere una bella sensazione.

Per ottenere rispetto ed amore non serve utilizzare la forza ed incutere paura invece i migliori risultati si ottengono con la bontà a la sensibilità.

favola Esopo

 

 

La leggenda del Piumino d'Oca

Posted by Ami on 18 February 2010 at 15:16

Era rimasto sulla terra, solo, nel punto in cui l'oca si era accovacciata. Si trattava di un piumino non più grande di un'unghia di pollice, candido e morbido, leggero come l'aria .... così leggero che un soffio di vento giovane, che passava di lì per caso, l'aveva raccolto portandolo con sé nell'aria senza confini.
Quanto si erano divertiti! Soffio di Vento giocava sia a sospingerlo in alto, facendogli poi fare delle impetuose scivolate su di un ottovolante d'aria, sia a farlo ciondolare mollemente come fanno le foglie quando si staccano dal ramo e ciondolano poi lentamente verso terra. Quando vedeva Piumino d'Oca stanco, lo faceva riposare un po' su di un morbido cuscino d'aria.
E poi ..... quante cose da vedere! Tutto un formicolio sulle strade: interminabili code d'auto che, viste da lassù, davano l'impressione di tanti rattoppi colorati in viaggio tra un rumore ed una puzza da mozzare il fiato. Una vera e propria babilonia!
Ed il treno, poi? Sembrava un grosso baco senza fine che si snodava in mille curve, galoppando su due guide d'acciaio lucente. Si erano divertiti un mondo e tre quarti a corrergli dietro mentre filava come una freccia, ma poi avevano dovuto lasciar perdere perché, a parte il rumore assordante, sollevava da terra nembi di polvere che impedivano di vedere qualsiasi cosa!
I due amici avevano poi sorvolato laghi, colline, boschi ed il fiume .... ah, il fiume!! Sembrava un grande ed interminabile nastro illuminato che si muoveva adagio facendo increspare la corrente. Insomma, una sorta di coperta celeste dello stesso colore del cielo che rifletteva candidi velieri di nuvole che navigavano anch'essi, spostandosi pigramente da una riva all'altra e cambiando continuamente colore e forma. Una meraviglia da perdercisi dietro!
E la gente, poi? Un andare e venire senza sosta, simile a piccole formiche scure. Tutti correvano o camminavano lesti, sia i giovani sia i meno giovani, ... va un po' a sapere perché! Non avrebbero potuto, anche loro, farsi portare in aria da un gentile Soffio di Vento, dimenticando tutti i loro grattacapi e fastidi anche solo per un momento, godendosi così la gioia profonda e sottile di viaggiare sospesi tra cielo e terra? Eppure, era già tanto quando qualcuno di loro, forse un poeta, si fermava sollevando gli occhi al cielo. In quel momento i suoi occhi cambiavano colore ed espressione, il suo sguardo si faceva teso e nello stesso tempo disteso: forse, in quell'attimo, la sua anima si riempiva di tutte le cose belle e dimenticate che il cielo e la terra sanno offrire ......
I due amici si erano abbassati su di una piccola macchia d'alberi quando, all'improvviso, Piumino d'Oca avvertì un piccolo strappo, trovandosi poi fermo: era rimasto impigliato sull'estremità di un ramo dalle verdi foglie sottili. Istintivamente diede una voce a Soffio di Vento che stava proseguendo per la sua strada: "Aiuto, ... aiuto!".
Per un solo attimo, Soffio di Vento si voltò indietro, senza fermarsi, urlando: "Non posso, ... non posso tornare indietro a riprenderti. Devo sempre proseguire, non posso fermarmi ......".
"Perché? Era cosi bello ..…", rispose Piumino d'Oca.
"Lo so, ma non posso proprio!", disse Soffio di Vento già così lontano che la sua voce si avvertiva appena.
Piumino d'Oca rimase lì, bello e mortificato, in preda a mille timori. Non aveva ancora capito che un gioco, per piacevole che sia, non può durare per sempre. Ed adesso?
Di lì a poco, lo richiamò dalle sue incerte riflessioni un leggero chiacchierio proveniente da un altro ramo, poco discosto dal suo. Un uccellino colorato lo stava guardando con gli occhietti lucenti di gioia. Un momento dopo, saltellando leggero, gli era vicino e lo scrutava attento. Poi, sempre con quel suo ciarlare leggero, lo prese delicatamente col becco trasportandolo proprio sotto la cima dell'albero dove si trovava un minuscolo nido intrecciato con rametti e foglie. In men che non si dica, Piumino d'Oca fu sistemato su di un letto di tiepide pagliuzze che raccoglievano, nel loro cuore, tre minuscole uova grigie picchiettate color cioccolato.
"Finalmente!", cianciò ancora l'uccellino, "Era da un bel po' di tempo che avevo piacere di rifinire il mio nido con un piumino d'oca. È tanto morbido e tiene così caldo! Finalmente sono riuscito a trovarlo. Chissà come staranno bene i miei piccoli quando nasceranno!".
Piumino d'Oca ascoltava pieno di meraviglia, sentendo crescere dentro sé una piacevole sensazione di sollievo. Dunque, non sarebbe rimasto per niente solo: attorno a lui, si stava approntando una famiglia. Con il cuore improvvisamente rallegrato, guardò in alto: dal suo posto di osservazione poteva scorgere una larga fetta di cielo. Come in un sogno, proprio in quel momento stava proprio passando Soffio di Vento che portava al pascolo un piccolo gregge di nuvolette bianche sullo sfondo azzurro. Lo chiamò a gran voce e l'altro, sentendolo malgrado la distanza, abbassò lo sguardo e gli gridò: "Mi sono trovato un lavoro: devo spostare tutte queste belle nuvole! Come vedi, è finito il tempo di pensare soltanto al divertimento. Ora ho trovato un'occupazione utile ...". E così dicendo aveva proseguito la sua corsa senza neppure fermarsi un secondo.
"Anch'io ho un lavoro!", rispose Piumino d'Oca sebbene, ormai, Soffio di Vento non lo potesse più sentire.
Quell'affermazione gli era scaturita dalle labbra prima ancora che il suo cervello avesse avuto il tempo di riflettere e di formularla. Era proprio vero, ora anche lui aveva un lavoro e, con quello, la possibilità di rendersi utile. La sua vita aveva assunto un nuovo significato ....... trascorrere il proprio tempo ad accudire piccole creature, tenendole al caldo! Si, certamente la vita era tornata ad essere, da quel momento, più bella che mai!

 

Mario Cerutti

File:Lesser.snow.goose.white.arp.750pix.jpg

 

File:Gouldian finch.jpg

A Carnevale

Posted by Ami on 16 February 2010 at 13:55

A Carnevale (ed è divertente)
tutto il paese si riempie di gente
stelle filanti, coriandoli in volo
nessun bambino si sente solo.
Passa sui trampoli un saltimbanco
passa una maschera col viso bianco.
Passa Arlecchino con Pulcinella
e Colombina insieme a Brighella.
Passano i carri e siam fortunati
che questa volta non sono armati.
Questa è la festa che più mi piace
molti sorrisi, tantissima pace.
E questo mondo sarebbe ideale
se fosse ogni giorno un bel Carnevale.

 

 

 



Le Maschere di Carnevale

Posted by Ami on 10 February 2010 at 11:22

ARLECCHINO ti presento
tutte toppe ma contento

e BRIGHELLA suo compare,
cosa pensa di brigare?

SCARAMUCCIA faccia buffa
sempre pronto a far baruffa

e TARTAGLIA che non sbaglia,
quando canta non tartaglia.

MENEGHINO che, pian piano,
va a passeggio per Milano

e PIERROT vediamo qui
che è venuto da Paris.

Vuoi sapere chi è costui?
PEPPE NAPPA, proprio lui

PULCINELLA saggio e arguto
che da Napoli è venuto

e GIANDUIA piemontese
che di tutti è il più cortese.

Da Bologna ecco che avanza
BALANZON dalla gran panza.

Tutti insieme fan colazione
e chi paga è PANTALONE!

 

 

carnevale brighella

 

TARTAGLIA

 

 

Meneghino carnevalepierrot carnevale

 

 

 

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gianduia

 

carnevale balanzone

pantalone carnevale

 

I doni della vita

Posted by Ami on 9 February 2010 at 10:35

Un giorno la Vita prese le sembianze di un bel giovane e si mise in cammino per le strade del mondo. Al margine della foresta vide una capanna ed entrò.Vi trovò un povero uomo malato di elefantiasi: tutte le sue membra erano gonfie e deformi tanto che si muoveva a fatica. "Oh,qual buon vento ti conduce da me?" disse il malato. "Chi sei tu?" "Sono la Vita" rispose l’altro. Alcuni mi riconoscono quando vengo ma non quando torno. Io vado e vengo; tornerò da queste parti fra sette anni. "Ma perché gemi tanto?" "Ho una malattia orribile; ha distrutto il mio aspetto umano e mi ha tolto ogni gioia di vivere". "Se vuoi" disse la Vita "Ti guarisco. Ma tu mi dimenticherai" "No!" assicurò il malato. "Chi mi guarirà resterà eternamente nella mia memoria e godrà della mia riconoscenza per sempre." Allora la Vita sparse una polvere misteriosa sul malato e questi guarì per incanto. Ripreso il cammino, la Vita giunse presto alla capanna di un lebbroso. "Oh benedetto, tu che vieni da me!" esclamò il lebbroso al vedere il bel giovane. "Posso sapere il tuo nome?" "Io sono la Vita" disse il nuovo arrivato. "Alcuni mi riconoscono quando vengo ma non quando torno. Vado e vengo. Tornerò da queste parti fra sette anni. Ora ti guarisco, ma tu ti ricorderai di me?" "Non ti dimenticherò finché campo." Disse il lebbroso. La Vita lo guarì e riprese il suo cammino. All’ingresso di un villaggio, ecco un cieco che avanzava cercando la strada col bastone. Sentendo dei passi, il poveretto si fermò e chiese: "Chi è? Attenzione al povero cieco." "Io sono la Vita. Alcuni mi riconoscono quando vengo ma non quando torno." Guarì anche il cieco e scomparve.  Passarono gli anni e a suo tempo la Vita tornò come aveva promesso. Ma questa volta s’era nascosta sotto le sembianze di un cieco. Era sera quando venne alla capanna dell’uomo che aveva guarito dalla cecità e bussò alla porta. Era assente, ma c’era sua moglie. "Pietà per questo povero cieco." Disse la Vita. "Conosco vostro marito, potrei avere qualche ristoro mentre lo attendo? Mi basta un po’ di acqua." "Il mio uomo è proprio uno stolto!" borbottò la donna. "Tira in casa tutti gli straccioni che incontra." Mise un po’ di acqua sporca in una vecchia zucca e la diede al finto cieco con mala grazia. Finalmente giunse il padrone. La Vita andò verso di lui. "Sono di passaggio." Disse "Puoi accogliermi in casa fino a domattina?" L’uomo brontolò qualche parola, poi stese una stuoia in un angolo della capanna e diede al cieco una manciata di arachidi. Quando l’alba spuntò, la Vita chiamò l’uomo e gli disse:"Non ti avevo detto che alcuni conoscono la Vita quando viene e non quando torna? Eccomi qua, e tu non mi hai riconosciuto perché la tua cecità è rimasta nel tuo cuore. Perciò tornerà anche nei tuoi occhi." Così dicendo uscì, lasciando dietro di sé una traccia di polvere. Quell’uomo ritornò cieco come sette anni prima. La Vita raggiunse presto il villaggio del vecchio lebbroso e si coprì di una lebbra orribile tanto che sciami di mosche la perseguitavano. Bussò alla porta, ma quell’uomo visto il lebbroso, rifiutò di farlo entrare e di dargli da mangiare dicendo che era troppo sporco. "Non te lo avevo detto che alcuni conoscono la Vita solo quando viene e non quando torna?" Così dicendo partì lasciando dietro di sé la polvere misteriosa. L’uomo ingrato si trovò di nuovo coperto di lebbra tanto che la sua carne cadeva a brandelli. Giunta alla capanna del malato di elefantiasi, la Vita si gonfiò le membra in modo che a stento poteva camminare.Si affacciò alla porta e disse: "Buon uomo, un po’ di ristoro per carità." "Avanti! Avanti! Entra!" disse l’uomo affrettandosi ad aiutare il finto malato. "Anch’io una volta avevo questa brutta malattia, ma un brav’uomo passando di qua mi guarì. Chissà..". E mentre parlava mise a cuocere un piatto di riso, diede al malato delle noci di kola e una zucca piena di latte fresco, poi preparò un arrosto di montone e prestò al malato ogni cura. All’alba la Vita si presentò per il bel giovane che era e disse: "Tu hai riconosciuto la Vita anche al ritorno. Sei uno che non dimentica i benefici ricevuti e sai soccorrere chi soffre ciò che tu stesso hai sofferto. Perciò resterai sempre sano e godrai di ogni prosperità." L’uomo volle dare alla Vita qualche regalo, delle mucche. Ma il giovane ringraziò dicendo: "Non ho bisogno delle ricchezze. Voglio che ti ricordi una cosa importante: la vita può cambiare e portare oggi bene e domani male, ma spesso dipende da voi renderla migliore o peggiore."

 

Fiaba del Ghana

 

 

 

Di nuovo a casa

Posted by Ami on 8 February 2010 at 10:54

Ieri, verso le 11, sono tornato a casa portandomi dietro il ricordo di gente che aveva negli occhi dolore e sofferenza. Haiti e la sua gente resteranno per sempre dentro di me. Le immagini che avevo visto prima di partire non danno l'idea del disastro che c'è. Nei pochi giorni che sono stato ad Haiti ne ho viste tante di cose brutte che mi hanno lasciato un senso d'impotenza e nessuna voglia di parlarne e non per vigliaccheria ma per non aver potuto fare di più. Nei pochissimi momenti che avevo per me mi è stato molto d'aiuto pensare a tutti voi e soprattuto alla mia famiglia.

Vi abbraccio tutti con affetto e vi ringrazio per la dimostrazione d'affetto che avete dato non solo a me ma ad Erika e Mattia :-)))

 

 

 

Die Strauben

Posted by Ami on 2 February 2010 at 11:31

Sono un dolce fritto a forma di chiocciola  che prende il nome dalla sua forma arrotolata. Straub in lingua tedesca significa arrotolato, contorto, tortuoso, arricciato, disordinato, scompigliato. Si usa quasi sempre la parola al plurale : Die Strauben e quasi mai al singolare Straube che è di genere femminile.

E' un dolce molto usato nella parte tirolese dell'Austria ma anche nel sud Tirolo-Alto Adige in Bavieva e nache nel Trentino dove si chiamano Straboi e in altri modi.

Si usano moltissimo nelle fiere paesane ma a casa mia , queste deliziose frittelle, le facciamo tutto l'anno e anche per il Carnevale sono molto adatte.

Per fare questo dolce fritto si deve fare un impasto composto da farina, latte, burro, grappa, uova. Si versa il composto direttamente nell'olio bollente attraverso un imbuto per dare la forma arrotolata . A fine cottura, cioè quando la grossa frittella è ben dorara da entrambe le parti, viene scolata e l'eccesso di olio fatto assorbire dalla cartapaglia e si mette in un piatto che deve essere appena più grande della frittella e si cosparge con lo zucchero a velo. Noi usiamo metterci su anche un pò di marmellata di mirtilli rossi ma vi potete sbizzarrire come volete.

 

Dosi:

 

farina 200 gr.

latte 250 ml.

burro 25 gr.

grappa un bicchierino da liquore

uova 3 di misura media

sale un pizzico abbondante

zucchero 50 gr.

marmellata mirtilli un cucchiaio da cucina per ogni frittella

zucchero a velo necessario per spolverizare ogni frittella

 

Queste dosi bastano per otto frittelle circa (dipende da quanto sono grandi).

Sono buonissime!

 

Erika  ^.^

 

File:Funnel cake 20040821 172200 1 1655x1275.jpg

 

 

Amedeo è partito per Haiti.

Posted by Ami on 25 January 2010 at 10:10

Amedeo è partito per Haiti con una voglia immensa di aiutare quel popolo così martoriato dal terremoto. Io l'ho lasciato andare con orgoglio e, se non avessi un bambino, ci sarei andata anch'io. Ho letto alcuni commenti su tiscali che mi hanno inorridito. Come si può dire che li avremmo dovuti lasciare al  loro destino e che gli haitiani invece di aspettare aiuti avrebbero dovuto cominciare a sacavare con le mani? Nessun terremoto è paragonabile a quello di Haiti e leggere certe cose mi riempie di rabbia e tristezza. Fare paragoni con il Friuli è pazzesco!

Si rendono conto di quanto sia diverso il Friuli da Haiti?

Chi ha un cuore dovrebbe dare il suo aiuto.

Amedeo è andato sul posto ma ci sono altri modi per rendersi utili e non scrivendo idiozie su un forum o cose simili.

Un abbraccio da Ami a tutti i suoi amici del blog e non.

 

Erika

 

Terremoto ad Haiti

 

Terremoto ad Haiti

 

Terremoto ad Haiti

 

Terremoto ad Haiti

 

Terremoto ad Haiti

 

Terremoto ad Haiti

 

 

Brodo di giuggiole

Posted by Ami on 15 January 2010 at 09:15

Ricetta tipica del Veneto.

 

Ingredienti:

 

1 kg. di giuggiole appassite

1 kg. di zucchero

2 grappoli di zibibbo

2 bicchieri di vino bianco

2 mele cotogne sbucciate e tagliate sottilmente

buccia grattugiata di 1 limone non trattato

1 litro d'acqua

 

Preparazione:

 

Se le giuggiole sono fresche si lasciano appassire un paio di giorni, non si sbucciano ma si toglie il nocciolo, si mettono in una pentola e si ricoprono con acqua.

Si pulisce l'uva e si aggiunge alle giuggiole insieme allo zucchero.

Si cuoce il tutto per 1 ora a fuoco basso e si aggiungono le mele e il vino alzando la fiamma  in modo che il vino evapori.

Verso la fine della cottura, quando si ottiene un composto gelatinoso, si aggiunge la buccia di limone grattuguata e si porta a ebollizione fino ad ottenere uno sciroppo cremoso che deve essere passato e fatto raffreddare. Compiute queste operazioni, mettete lo sciroppo in bottiglie sterili che andranno sigillate,  capovolte e messe al buio in un luogo fresco.

E' un'ottimo digestivo, piuttosto dolce, che ha dato origine al detto andare in brodo di giuggiole" cioè essere felici.

 

 

  

 

Vino Bianco Veronese IGT  

 

 

 

Giuggiole

Posted by Ami on 12 January 2010 at 10:08

Le piante appartenenti alla famiglia delle Rhamnaceae sono a portamento arbustivo, talvolta raggiungono dimensioni e aspetto di piccoli alberelli, spesso sono spinosi.

Le foglie sono semplici e a lamina intera, e presentano delle piccole stipole caduche.

I fiori sono piccoli di colore chiaro, poco appariscenti caratterizzati da un ricettacolo profondamente incavato a forma di coppa, e si trovano riuniti in infiorescenze ascellari di tipo cimoso.

Sono fiori ermafroditi, regolari e con involucro fiorale completo, ed hanno geometria pentamera: petali, sepali, e stami tutti in numero di cinque, questi ultimi sono in posizione opposta ai primi e sorgono al di fuori del ricettacolo.

L’ovario è posizionato alla base della coppa in una posizione apparentemente infera, ed è formato da due-quattro carpelli, con uno-due stili.

Il frutto è una bacca o una cassula.

A questa famiglia appartengono molte piante importanti, soprattutto come piante medicinali quali la frangula e la cascara, mentre l’unica di una certa importanza come pianta alimentare è il giuggiolo.

Descrizione botanica

Il giuggiolo si presenta come una pianta dal portamento arbustivo o come un piccolo alberello, ed è caratterizzato da rami principali con una forma molto particolare, sono infatti piegati a zig-zag ed hanno una corteccia rosso brunastra; poi dai nodi di questi rami partono i rametti secondari, sottili e di colore verde che portano le foglie, alterne in modo regolare tanto da rendere questi rametti fogliati simili a rachidi di foglie composte.

Le foglie sono ad inserzione alterna, lamina obovato-ellittica leggermente asimmetrica, hanno il margine seghetatto e presentano tre nervature principali che nascono assieme alla base, divergono, e poi vanno riunendosi verso l’apice; alla base del picciolo sono presenti due spine, una lunga e dritta, e l’altra corta ad uncino.

All’ascella delle foglie stanno i fiori, che sono riuniti in corte cime in un numero che varia tra tre e cinque; sono fiori piccoli, pentameri di colore bianco.

Da questi piccoli fiorellini si sviluppano a fine estate i frutti: delle drupe molto somiglianti alle olive, di colore rossastro-marrone a maturità, settembre-ottobre, e con polpa giallastra.

Habitat

La zona di origine e diffusione del giuggiolo pare essere la Siria, e attualmente cresce in un areale che va dalla Cina, dove la sua coltivazione avviene da tempi remotissimi ed ha portato allo sviluppo di numerosissime specie, fino alla Spagna, anche se in occidente la sua importanza è sicuramente molto minore.

In Italia si può trovare, oltre che coltivato, qua e là inselvatichito in zone soleggiate, richiede però una discreta quantità d’acqua.

                                            

                                                                  Storia

 

Il giuggiolo è stato introdotto in Europa in tempi antichissimi di sicuro era già presente nel primo secolo dopo Cristo, e sembra che il loto citato già nell’Odissea fosse proprio il giuggiolo; Erodoto ne parla dicendo che per dolcezza assomiglia al dattero e che facendone fermentare la polpa è possibile ottenerne un vino inebriante.

Abbiamo detto che l’area di diffusione del giuggiolo è molto ampia e diverse specie si sono diffuse fino all’India, dove i frutti vengono ritenuti espettoranti e leggeri lassativi.

Interessante è l’utilizzo che ne veniva fatto nei paesi arabi, dove le giuggiole venivano preparate in vario modo, e consumate per ridurre l’ansia e l’insonnia. Un’altra preparazione, probabilmente già conosciuta dagli egizi e dai fenici, e usata dai guaritori islamici consisteva in un decotto di giuggiole, datteri, fichi secchi e uva sultanina fatto bollire fino ad ottenere uno sciroppo denso e molto dolce da bere come rimedio contro malattie delle vie respiratorie dovute a raffreddamenti ed infezioni, preparazione nota nella medicina popolare col nome di preparazione dei “quattro frutti pettorali”. Questa bevanda è arrivata fino ai romani che la servivano più come tale che non a scopo medicamentoso.

In Europa i primi utilizzi come medicamento risalgano solo al ‘500; e sembra che proprio da questo preparato abbia avuto origine il cosiddetto brodo di giuggiole, in seguito usato, se bevuto prima di coricarsi, perché sembrava avere un certo effetto sedativo.

In Italia, fino a qualche decennio fa, si preparava invece una gelatina a base di giuggiole che veniva poi confezionata in cubetti venduti come caramelle, e che venivano detti pasta di giuggiole.

Utilizzi

I frutti del giuggiolo vengono utilizzati sia per scopi alimentari sia per le loro proprietà medicinali riconosciute fin dall’antichità.

Il periodo balsamico è in autunno quando i frutti sono maturi di colore rosso ruggine; e si preparano eliminando i semi e lasciandoli avvizzire per un certo tempo al sole in modo che la polpa diventi più dolce e morbida, dopo di che vengono utilizzati al naturale o tostati.

La giuggiola si può consumare anche bollita e cosparsa con miele e succo di limone, ed è indicata per marmellate e gelatine grazie alla consistenza mucillaginosa della sua polpa; è poi usata in infuso per prevenire e contrastare i sintomi da raffreddamento. I frutti hanno un buon valore nutritivo, infatti contengono acidi organici, sali minerali, e sono estremamente ricchi di vitamina C; hanno proprietà epatoprotettive, ipocolesterolemiche, antipiretiche ed antiinfiammatorie, e per il contenuto in zuccheri e mucillagini sono emollienti ed espettoranti. Il loro decotto è lenitivo per pelle e mucose, dunque usato contro le infiammazioni alla bocca e alle vie respiratorie.

Come medicamento la giuggiola ricopre un ruolo importantissimo soprattutto nella medicina cinese dove si utilizzano sia i frutti sia i semi.

I principi attivi individuati sono: saponine triterpeniche, piccole quantità di alcaloidi, glicosidi flavonoidici, notevoli quantità di polisaccaridi ad elevato peso molecolare.

Il frutto agisce su milza, fegato e polmoni tonificandoli ed è anche attivo contro disturbi di tipo psicologico e nervoso, esempio tipico lo stress, e come sedativo.

Da studi relativi a questa attività si è visto che la giuggiola intensifica e prolunga l’effetto di farmaci di sintesi ad azione ipnotica e sedativa, e aumenta l’intensità del sonno diminuendone la durata; sembra che questo sia dovuto alla presenza nel frutto di adenosina, considerata un potente ipnotico, non si sono rilevati effetti secondari, col passare del tempo, però si è osservata una certa tolleranza e la diminuzione dell’efficacia ipnotica.

Sono stati dimostrati anche effetti anticonvulsivanti e, sul medio o lungo periodo, una azione normalizzante sulla pressione arteriosa che si mantiene nel tempo, e pare che alcuni particolari glucosidi e un flavonoide quercetin-3-o-glucoside siano i responsabili di questa attività.

Anche i semi contengono le stesse saponine presenti nel frutto e vengono anche questi usati per i disturbi nervosi, in particolare irritabilità, insonnia e palpitazioni connesse ad ansietà; sembra poi che abbiano proprietà stomachiche e toniche, e che ridotti in pasta insieme alla polpa siano utili contro le ustioni.

Vengono utilizzate le foglie per produrre colliri e decotti per impacchi palpebrali, la radice e le parti erbacee del fusto contro anemie, nefriti e disturbi nervosi.

 

 

Ziziphus zizyphus foliage.jpg 

 

 

Diplomatici

Posted by Ami on 8 January 2010 at 11:52

Per utilizzare il pandoro avanzato eccovi una gustosa ricetta:

 

Ingredienti:

 

200 gr. di pandoro avanzato

200 gr. di pasta sfoglia

Alchermes (una quantità che basta per bagnare il pandoro)

zucchero a velo

 

Per la crema pasticcera:

 

6 tuorli

150 gr. di farina

200 gr. di zucchero

1  litro di latte

vanillina

 

Preparazione:

 

Stendete la pasta sfoglia in modo da ottenere 2 quadrati molto sottili che vanno punzecchiati, cotti e fatti raffreddare appoggiati su un piano.
Preparate la crema pasticciera mettendo in un pentolino le uova e lo zucchero che monterete bene con la frusta  fuori dal fuoco, aggiungete la farina e incorporate  poco alla volta il latte bollente mescolato alla vanillina. A questo punto mettete il pentolino sul fuoco molto basso e fate cuocere, mescolando sempre, fino a quando la crema non si sarà addensata. Fate raffreddare.
Mettete la crema pasticciera su un quadrato di sfoglia e sopra mettete il pandoro bagnato con l'alchermes, spalmate col resto della crema pasticciera e chiudete con l'altro quadrato di pasta sfoglia. Pareggiate i lati del quadrato e poi con un coltello molto tagliente dividetelo in tanti quadratini di 3 cm. per lato. Per tagliare bene i quadratini è importante che la pasta sfoglia non sia eccessivamente cotta e quindi troppo croccante. Al momento di servire, cospargeteli con lo zucchero al velo.

 

 

Pasticcini Diplomatici

Buonissime Feste a tutti!

Posted by Ami on 23 December 2009 at 12:11

Carissimi amici,

mancano ormai meno di 2 giorni al Natale e poco più di una settimana al nuovo anno. Auguro a tutti voi di trascorrere serenamente queste Feste e che il 2010 sia un anno migliore del precedente per tutti.

Mi sento particolarmente vicino agli amici aquilani che sono stati colpiti dal tremendo e devastante terremoto del 6 aprile.

A tutti loro auguro una ripresa più rapida possibile e di ritrovare un pò di serenità e soprattutto un tetto sulla testa!

Buonissime Feste!

Amedeo

 

 

 

L'albero di Natale

Posted by Ami on 18 December 2009 at 08:14

Mentre i Re Magi si avvicinavano a Betlemme, seguendo le indicazioni della stella che indicava loro il cammino, d'un tratto il cielo si rannuvolò e si accorsero che non potevano proseguire oltre. Disorientati, decisero di fermarsi e lasciar riposare i cammelli. Ciò fu molto saggio, perché, di lì a poco, cominciò a piovere copiosamente, come accade nel deserto, all'improvviso. I doni che i Magi portavano con sé rischiavano di rovinarsi, ma per fortuna riuscirono a trovare riparo sotto una palma molto grande, che con le sue lunghe fronde protesse i Magi, i cammelli e i doni dall'acquazzone. Da allora deriva l'usanza di tenere i doni sotto l'albero, che si è tramutato da palma in abete nella tradizione, perché Santa Claus è di origini nordiche.

 

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Che Vergogna!

Posted by Ami on 15 December 2009 at 10:04

Avevo deciso di non postare nulla sul gravissimo fatto avvenuto domenica a Milano ai danni di Silvio Berlusconi ma non ce la faccio.

Da ieri continuo a leggere su Tiscali i commenti di gentaglia che incita alla violenza e all'odio e la Redazione  non li cancella anzi non pubblica quelli di gente come me che è a favore di Berlusconi.

La cosa più idiota che ho letto è che, secondo gente che definire stolta e inutile è un complimento, sarebbe stata tutta una finzione.

Ma l'hanno visto il suo volto insanguinato o erano troppo occupati a farsi le solite pippe mentali?

Sono disgustato e indignato nel vedere che si permetta di scrivere certi commenti e che ci sia in giro tanta ottusità e mancanza di buon gusto.

Mi vergogno  di come si sia caduti in basso.

Questo post mi porterà sicuramente molta impopolarità ma è una cosa che dovevo assolutamente fare e ne sono orgoglioso.

Forza Silvio Berlusconi, sei un grande e per questo susciti l'invidia di inetti poveri di mente!

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La ghirlanda con l'alce

Posted by Ami on 11 December 2009 at 08:58

Materiale occorrente

  • Una ghirlanda di 24 cm di diametro
  • 5 metri di nastro dorato alto 4 cm
  • Un alce di stoffa
  • Feltro o panno lenci di colori diversi (rosso, arancio, verde chiaro e verde scuro)
  • Perline di legno colorate
  • 3 palline i cui colori si abbinino al feltro
  • Cordoncino dorato
  • Spilli da sarta
  • Ago e filo
  • Forbici
  • Carta bianca

La ghirlanda è molto semplice e si realizza in poco tempo. Potete farvi aiutare anche dai vostri bambini.
Per prima cosa dovete scegliere una ghirlanda in cui potete inserire degli spilli per velocizzare il lavoro; vanno benissimo quelle di spugna o comunque di materiale morbido.
Cominciate ad avvolgere il nastro intorno alla ghirlanda in modo da coprirla perfettamente. All'inizio e alla fine fissate il nastro con degli spilli da sarta sul retro del lavoro lasciando libero l'ultimo lembo.
Posizionate l'alce e fissatelo usando sempre gli spilli.
Preparate il fiore. Disegnate sulla carta bianca 4 sagome di fiori a 5 petali con dimensioni via via sempre più piccole. Ritagliatele e usatele come modello per ottenere il vostro fiore dal feltro. Nello stesso modo realizzate 2 foglie di colori diversi. Sovrapponete tutti i pezzi e uniteli con ago e filo al centro fissando contemporaneamente anche le perline. Il fiore è pronto e può essere attaccato alla ghirlanda con gli spilli.
L'ultima fase riguarda le palline. Legatele insieme con un cordoncino dorato in modo che pendano con lunghezze diverse e fissate il cordoncino alla ghirlanda sempre sul retro.
Per ulteriori particolari osservate con attenzione la fotografia e il suo ingrandimento.
Potete decorare il portoncino d'ingresso, la porta della camera dei bambini o semplicemente una parete.

 

alce di Babbo Natale - ghirlanda

 

E' facilissima da fare,  provateci!

Io l'ho messa in una parete nella cameretta di Mattia ed è carinissima!   

Un bel regalo per i bimbi

Posted by Ami on 9 December 2009 at 11:37

Natale con la Pantera Rosa

 

Questa classica avventura della Pantera Rosa è finalmente disponibile in DVD, con altri due episodi che vedono come protagonista il felino più divertente del mondo!
Siamo a Natale e mentre a New York tutti stanno festeggiando, la Pantera Rosa ha una disavventura dopo l’altra, vestendo i panni di Babbo Natale, spalando neve e persino aiutando la polizia ad arrestare un malfattore – tutto nella speranza di trovare qualcuno di buon cuore e…. una bella cenetta calda!
Alla fine la Pantera Rosa impara il vero significato del Natale e dell’amicizia.
Nelle altre due avventure, in Olym-pinks vediamo il nostro eroe impegnato nei massimi sport invernali, mentre in Pink At First Sight si cimenta con i telegrammi cantati, appena in tempo per San Valentino.

 

Spaghetti con le polpettine

Posted by Ami on 27 November 2009 at 12:12

INGREDIENTI :

 

spaghetti (numero 5) 400 g

  •     carne macinata di manzo 250 g
  •     pomodori pelati 500 g
  •     2 uova
  •     2 cucchiai di pecorino grattugiato
  •     2 cucchiai di grana grattugiato
  •     1 cipolla
  •     2 spicchi di aglio
  •     pangrattato
  •     1 bicchiere di vino bianco secco
  •     prezzemolo fresco
  •     basilico fresco
  •     olio extravergine di oliva
  •     sale
  •     pepe macinato al momento


    Preparazione:

    In una terrina mettete la carne macinata, il prezzemolo ben lavato e tritato finemente, i due formaggi, le uova e una manciata generosa di pangrattato.

    Regolate di sale e pepe e lavorate il composto a lungo, in modo che la carne si condisca bene; con le mani formate delle polpettine che farete rosolare con 4 di cucchiai di olio in una padella. Quando avranno raggiunto un colore dorato, scolatele, asciugando l’unto in eccesso con la carta assorbente.

    Nello stesso olio fate soffriggere sia l’aglio che la cipolla tritati finissimi e quindi rimettetevi le polpette.

    Unite il vino e lasciate evaporare, poi versate i pelati scolati e sminuzzati e lasciate cuocere a fuoco lentissimo per una mezz’ora.

    Salate, pepate e profumate con prezzemolo e basilico.

    Fate cuocere gli spaghetti in acqua salata e conditeli con il sugo, mettete le polpette in cima e servite. 

  •  

    spaghetti con polpette

    Giornata mondiale contro la violenza sulle donne

    Posted by Ami on 25 November 2009 at 13:14

    Ad una donna

     

    Donna, scruto i tuoi occhi di speranza,

    mutati da un passato di paure,

    che ti volle sempre debole,

    sempre schiava, d’un Dio, che era uomo.

    Non fermasti mai il tuo cammino,

    poiché, tu eri anche lì, sola,

    dove lo stesso Cristo esangue,

    decise di spirare a questa terra,

    ma tu, col fardello che ti lasciava,

    continuavi ad adorare, quel viso morto.

    E nessuno, volle ascoltare il tuo messaggio,

    e ancora sola, non t’arrendevi,

    lasciavi una carezza, ad un figlio che moriva,

    baciavi sulla fronte, un marito che partiva,

    e nello strazio, del tuo dolore,

    continuasti a rammendare quel lenzuolo.

    E il tuo pianto, la tua collera,

    a nessuno mai fece pena,

    bruciata come strega in una piazza,

    lapidata, per la rabbia d’un marito,

    violentata da un branco senza volto.

    Non c’è giustizia in questa storia,

    c’è un passato, che nel tempo si tramuta,

    ma non cambia o non vuol farlo.

    E quella donna, che nel buio d’una stanza,

    accarezza sul suo ventre, il suo bambino,

    spera che quel futuro, che porta in grembo,

    sappia sempre da dove è nato,

    poiché egli sappia, che se Dio stesso

    nacque uomo, fu sempre donna il suo passato.

     

    Poesia tratta da: Racconti Oltre

    Testo di Gosefe

     

    Madonna del parto piero della Francesca.jpg

     

    DONNA

    Posted by Ami on 23 November 2009 at 11:22

    Nel tuo esserci l’incanto dell’essere,
    La vita, tua storia,
    segnata dal desiderio d’essere
    semplicemente donna!
    Nel tuo corpo ti porti,
    come nessun altro,
    il segreto della vita!
    Nella tua storia
    la macchia dell’indifferenza,
    della discriminazione, dell’oppressione…
    in te l’amore più bello,
    la bellezza più trasparente,
    l’affetto più puro
    che mi fa uomo!

     

    Eliomar Ribeiro De Souza

    (Poeta brasiliano)

     

    Un avvocato a Roma...

    Posted by Ami on 19 November 2009 at 08:26
    Un avvocato si è appena aperto un ufficio a Roma... è il suo primo giorno di lavoro e prima di entrare nel suo ufficio nuovo comunica al custode:
    "Se viene qualche cliente mi avvisi prima che salga."
    "Va bene, non si preoccupi."
    Dopo un po' suona il citofono... è il custode:
    "Avvocato sta salendo una persona per voi."
    Allora l'avvocato socchiude la porta, si mette dietro la scrivania e fa finta di parlare al telefono per farsi trovare impegnato e darsi una certa importanza.
    Entra la persona e lui fa segno con la mano di accomodarsi, nel frattempo parla di cause risolte con un amico immaginario e si dilunga nel discorso per far sentire al potenziale cliente di cosa lui è capace.
    Dopo un paio di minuti conclude la telefonata dicendo:
    "Ora ti devo salutare che ho qui una persona, ci risentiamo... e fammi sapere per quella causa che aggiusto tutto io, come le altre volte..."
    Quindi, riattaccata la cornetta, l'avvocato si rivolge alla persona e chiede:
    "Prego, mi dica in cosa posso esserle utile?"
    "Dotto'... so er tecnico de 'a Telecom, so' venuto ad attaccà er telefono..."
     
    uomini 45
     

    Il cuoco cinese

    Posted by Ami on 18 November 2009 at 10:59
    In piena stagione, un ristoratore di Viaregggio viene abbandonato dal cuoco e si mette a cercarne un altro, d'urgenza.
    Ma siamo in alta stagione e non se ne trovano.
    Poi si presenta uno, ma è un cinese, col codino, gli occhialoni, i denti in fuori...
    L'oste lo guarda e scuote la testa.
    - No, non posso, qui vogliono la cucina locale.
    E il cinese: - Ma io so fale tutta cucina toscana, libollita, fiolentina, tutto, tutto
    - Mah - fa l'oste, dubbioso - i miei clienti poi vengono in cucina e parlano col cuoco...
    - Oh, ma io parlale benissimo italiano, io abituato.
    - Eh, ma bisogna sapere anche le cose di cultura, i poeti...
    - Io studiato poeti, Nel mezzo del cammin di nostla vita... Chiale flesche dolci acquje... I ciplessi che Bolgheli... Tutto conosce!
    - Ma bisogna anche sapere cose più popolari. I proverbi...
    - Conosce, conosce plovelbi. Tu dile uno e vede che io so!.
    - Tanto va la gatta al lardo...
    E il cinese: - ... che ci lascia lo zampino.... sapele, sapele...
    -Il diavolo fa le pentole...
    - Ma non i copelchi.
    Oste: - La gatta frettolosa ...
    - Fatto gattini ciechi...
    Oste: -- Can che abbaia...
    Cinese: - ... poco cotto!
     
    Gif 270

    Al Ristorante russo

    Posted by Ami on 17 November 2009 at 12:03
    Due amici si recano a Mosca per una gita.
    Durante il viaggio, uno dei due esterna all'altro le proprie preoccupazioni derivanti dall'assoluta ignoranza della lingua russa, l'altro lo tranquillizza:
    "Non ti preoccupare, il russo e' uguale all'italiano, basta aggiungere in fondo asky e osky e non c'è problema!!".
    Difatti la sera vanno al ristorante ed iniziano ad ordinare:
    "Allora: cavialosky per mesky e salmonesky per il mio amicosky".
    Il cameriere torna con  un piatto di caviale ed uno di salmone.
    "Hai visto che funziona?" dice il tizio all'amico.
    "Camerierosky!! Scusisky: due piattosky di storionosky ed un vinosky biancoski!".
    E arrivano lo storione ed il vino bianco.
    "Visto, che ti dicevo, non ci sono problemi con il russo!".
    E continuano ad ordinare; alla fine:
    "Camerierosky!! Il contosky!".
    Il cameriere porta il conto e dice:
    " Ecco il conto! Regà! Si nun ce stavo io cor cazzo che magnavate!!!".
     
    russi 5            russi 1            russi 14

    Adozione di un figlio Cambogiano

    Posted by Ami on 16 November 2009 at 09:16

    Un carabiniere e sua moglie decidono di adottare un figlio.
    Vanno in Cambogia e scelgono un piccolo cambogiano di pochi mesi.
    Tornati in Italia si recano a Napoli dove ha sede l'Istituto di Lingue Orientali e chiedono al Direttore di poter frequentare i corsi di lingua khmer.
    - Come mai? chiede il Direttore.
    E il carabiniere:
    - Abbiamo adottato un piccolo cambogiano. Fra poco incomincerà a parlare e vorremmo capire che cosa dice!

     

    San Martino (Dolce veneziano)

    Posted by Ami on 11 November 2009 at 09:47

    Vi propongo la mia ricetta del dolce veneziano con qualche  modifica.

     

    INGREDIENTI

    Per la frolla:
    • 250 g di farina 00
    • 125 g di burro
    • 2 tuorli d'uovo
    • 100 g di zucchero al velo
    • scorza di limone grattugiata
    • sale q.b.

    PER LA GUARNIZIONE:

    Smarties

    mandorle tritate grossolanamente e granella di nocciola

    50 gr. di cioccolato fondente

     

    PREPARAZIONE:

     

    Per la frolla: amalgamare burro, zucchero, tuorli, limone e sale. Impastare velocemente amalgamando tutti gli ingredienti. Lasciare riposare la pasta per un'ora in frigo coperta da un panno di cotone. Poi stenderla sulla carta forno alta 1 cm. Intagliare un cavallo e un cavaliere. Con la pasta rimasta creare 2 spaghi lunghi e sottili. Attorcigliarli e disporli su tutto il contorno della sagoma cavallo-cavaliere. Cuocere in forno già caldo a 180° coprendo la superficie con carta forno e legumi secchi (poi non più utilizzabili). 20' di cottura dovrebbero bastare. Far raffreddare il cavallo-cavaliere e spennellare le superfici a piacere con il cioccolato fuso a bagnomaria definendo i dettagli con la frutta secca. Usate un po' di cioccolato fuso come collante per attaccare gli  smarties sulla treccina di contorno.

     Il risultato dovrebbe essere più o meno questo!

     

    sanmartinodolce.jpg

     

    Il muro di Berlino (1): la storia

    Posted by Ami on 9 November 2009 at 13:11
    Per 28 anni, dal 1961 al 1989, il muro di Berlino ha tagliato in due non solo una città, ma un intero paese. Fu il simbolo delle divisione del mondo in una sfera americana e una sovietica, fu il simbolo più crudele della Guerra Fredda. Qui si racconta la sua storia.

    Le due Germanie

    a sinistra: Attlee, Truman e Stalin come rappresentanti dei paesi vincitrici della seconda guerra mondiale alla conferenza di Ptotsdam (1945) - la guerra fredda portò alla divisione della Germania.

    Come diretta conseguenza della seconda guerra mondiale e della guerra fredda, la Germania, nel 1949, fu divisa. Sul piano economico la Germania occidentale visse negli anni 50 un fortissimo boom, erano gli anni del cosiddetto "Wirtschaftswunder" (miracolo economico). Aiutata all'inizio dai soldi americani, la Germania Federale riuscì in breve tempo a diventare nuovamente una nazione rispettata per la sua forza economica.

    La parte orientale faceva molto più fatica a riprendersi: era svantaggiata all'inizio per le pesanti richieste economiche fatte dall'Unione Sovietica per riparare i danni subiti nella guerra e per la mancanza di aiuti paragonabili a quelli che riceveva la parte occidentale. Inoltre la rigida struttura di pianificazione nazionale dell'economia non favorì lo stesso sviluppo come nella parte occidentale del paese. Più i due paesi si stabilivano al livello politico, più si facevano sentire le differenze per quanto riguarda lo standard di vita.

    In quegli anni il confine tra est ed ovest non era ancora insuperabile e per tutti gli anni '50 centinaia di migliaia di persone fuggivano ogni anno dall'est all'ovest, per la maggior parte erano giovani con meno di 30 anni e spesso persone con una buona formazione professionale, laureati, operai specializzati e artigiani, che all'ovest si aspettavano un futuro più redditizio e più libero. Questo continuo dissanguamento stava diventando un pericolo serio per la Germania dell'est ed era un'ulteriore causa delle difficoltà economiche di questo stato.

    L'erezione del muro

    Nelle prime ore del 13 agosto del 1961 le unità armate della Germania dell'est interruppero tutti i collegamenti tra Berlino est e ovest e iniziavano a costruire, davanti agli occhi esterrefatti degli abitanti di tutte e due le parti, un muro insuperabile che avrebbe attraversato tutta la città, che avrebbe diviso le famiglie in due e tagliato la strada tra casa e posto di lavoro, scuola e università. Non solo a Berlino ma in tutta la Germania il confine tra est ed ovest diventò una trappola mortale. I soldati ricevettero l'ordine di sparare su tutti quelli che cercano di attraversare la zona di confine che con gli anni fu attrezzata con dei macchinari sempre più terrificanti, con mine anti-uomo, filo spinato alimentato con corrente ad alta tensione, e addirittura con degli impianti che sparavano automaticamente su tutto quello che si muoveva nella cosiddetta "striscia della morte".


    13 agosto 1961: viene eretto il muro di Berlino

    Bloccato quasi completamente il dissanguamento economico dello stato, negli anni 60 e 70 la DDR visse anch'essa un boom economico. Tra gli stati dell'est diventò la nazione economicamente più forte e i tedeschi cominciarono a rassegnarsi alla divisione. Di riunificazione si parlava sempre meno e solo durante le commemorazioni e le feste nazionali.

    La caduta del muro

    Quello che infine, per la grande sorpresa di tutti e nel giro di pochissimo tempo portò alla riunificazione furono due fattori: l'arrivo di Gorbaciov (vedi la foto a sinistra) come leader dell'Unione Sovietica e le crescenti difficoltà politiche ed economiche dei paesi dell'est e specialmente della DDR. Con la "Perestroika", cioè la radicale trasformazione della politica e della economia e con la "Glasnost", che doveva portare alla trasparenza politica, Gorbaciov cominciò a cambiare strada all'Unione Sovietica.

    I dirigenti della DDR videro questo processo prima con un certo imbarazzo e poi con crescente resistenza. Nel corso del 1989, i cambiamenti democratici, le piccole rivoluzioni nell'economia e nella politica in Polonia, in Ungheria e nell'Unione Sovietica riempivano ogni giorno i giornali in tutta l'Europa, solo nella DDR il tempo sembrava essersi fermato, ma molta gente adesso era impaziente e cominciò a protestare e manifestare apertamente.

    Ogni tentativo di lasciare la DDR in direzione ovest equivaleva ancora a un suicidio, ma nell'estate del '89 la gente della DDR trovò un'altra via di fuga: erano le ambasciate della Germania Federale a Praga, Varsavia e Budapest il territorio occidentale dove si poteva arrivare molto più facilmente! Cominciò un assalto in massa a queste tre ambasciate che dovevano ospitare migliaia di persone stanche di vivere nella DDR. Ma il colpo decisivo arrivò quando l'Ungheria, il 10 settembre, aprì i suoi confini con l'Austria. Ora, la strada dalla Germania dell'est all'ovest (attraverso l'Ungheria e l'Austria) era libera! La valanga di fuga stava diventando inarrestabile.


    Anche l'ultimo tentativo da parte del governo della DDR di salvare il salvabile, cioè il cambiamento dei vertici del partito comunista e del governo non servì a nulla. Quando la sera del 9 novembre un portavoce del governo della DDR annunciò una riforma molto ampia della legge sui viaggi all'estero, la gente di Berlino est lo interpretò a modo suo: il muro doveva sparire. Migliaia di persone si riunivano all'est davanti al muro, ancora sorvegliato dai soldati, ma migliaia di persone stavano anche aspettando dall'altra parte del muro, all'ovest, con ansia e preoccupazione. Nell'incredibile confusione di quella notte, qualcuno, e ancora oggi non si sa esattamente chi sia stato, dette l'ordine ai soldati di ritirarsi e, tra lacrime ed abbracci, migliaia di persone dall'est e dall'ovest, scavalcando il muro, si incontravano per la prima volta dopo 29 anni.

     

    Il muro di Berlino (2): foto, dati e fatti

    Qui alcune foto, dati e fatti per capire meglio cosa significava realmente il muro per gli abitanti di Berlino.
    • Cronologia del muro:
      1945
      - fine della seconda guerra mondiale
      1949
      - divisione della Germania
      1961
      - erezione del muro di Berlino, fortificazione del confine tra le due Germanie
      1989
      - caduta del muro
      1990
      - riunificazione della Germania


    13 agosto 1961

    • Numero di persone fuggite dall'est all'ovest prima della costruzione del muro:
      - totale (1949-1961): ca. 2,6 milioni
      - media annuale (1949-1961): ca. 220.000
      - su una popolazione totale della ex-DDR di: 17 milioni
    • Abitanti di Berlino ovest che, fino al 1961, lavoravano ogni giorni all'est: ca. 12.000
    • Abitanti di Berlino est che, fino al 1961, lavoravano ogni giorni all'ovest: ca. 53.000


    Il muro davanti alla porta di Brandeburgo

    • Lunghezza del muro di calcestruzzo: 106 km
    • Altezza media del muro di calcestruzzo: 3,60 m
    • Lunghezza di altri impianti con recinti fortificati e filo spinato: 127,5 km
    • Altezza media dei recinti fortificati: 2,90 m
    • Torri di osservazione al confine intorno a Berlino: 302
    • Larghezza della striscia di territorio all'est (vicino al muro o vicino al confine tra le due Germania) al quale si poteva accedere solo con un permesso speciale: da 40 m a 1,5 km


    Una foto che fece il giro del mondo:
    due giorni dopo l'inizio della costruzione del muro
    un soldato dell'est fugge all'ovest
    in un punto fortificato solo provvisoriamente

    • Persone fuggite da Berlino est a ovest:
      - a piedi, nei primi due mesi nei punti non ancora completamente fortificati:
        ca. 600
      - soldati dell'est fuggiti a piedi, nei primi due mesi: 85
      -
      attraverso dei tunnel scavati sotto il muro (1962/63): 137
      - con automobili preparati per nascondere delle persone: ca. 2.000
      Altri metodi usati: 
      - passaporti diplomatici falsi
      - mezzi militari pesanti, camion rafforzati, navi e locomotive per rompere
        i punti  di passaggi
      - in molti altri modi, anche nei più fantasiosi


    Uno dei tanti che non ce l'hanno fatta...

    • Persone uccise nel tentativo di attraversare il confine da est a ovest:
      - lungo il muro di Berlino: ca. 230
      - lungo il confine tra le due Germanie: ca. 650
    • Persone ferite nel tentativo di attraversare il confine (a Berlino e lungo il confine tra le due Germanie): ca. 850
    • Persone arrestate nel tentativo di attraversare il confine: numero imprecisabile, sicuramente molte migliaia
    • Soldati dell'est uccisi in scontri di fuoco con persone fuggite, soldati americani o polizia dell'ovest: 27

    Tratto da : http://www.viaggio-in-germania.de/muro-berlino2.html

    Fiaba irlandese: Sean e la mucca.

    Posted by Ami on 5 November 2009 at 12:25

    In un piccolo paesino dell’Irlanda vivevano una volta un figlio e una madre molto poveri.
    Sean, che era ancora un ragazzetto, non solo doveva lavorare tutto il giorno ma, per arrotondare, faceva anche delle scope che poi vendeva al mercato. Ogni giorno portava a pascolare l’unica mucca che possedevano e questa dava ogni giorno latte fresco.
    Una bella mattina, Sean decise di raccogliere erica per intrecciare e fabbricare nuove scope e così, seguito dalla mucca, si spinse oltre il bosco. Ad un certo punto, sentendosi stanco, decise di riposarsi in una piccola valletta. Si sdraiò e d’improvviso vide che tutto il prato era pieno di folletti che cantavano e che giocavano allegramente.
    -Beati voi come siete contenti. Io, invece, devo lavorare tutto il giorno e non ho mai tempo per giocare.
    -Vieni, vieni a giocare e ci divertiremo.
    -Oh grazie, rispose Sean e a che cosa giochiamo?
    -A calcio rispose uno dei folletti, tu stai in porta.

    E così cominciarono a giocare. Tutto andò per il meglio finché arrivò una pallonata giusto in faccia al ragazzo che per cinque minuti non poté vedere niente.
    Tutti gli elfi ridevano a crepapelle e se ne andarono correndo per il prato.
    Quando Sean recuperò la vista, non trovò più la sua mucca e subito pensò che si era persa nel bosco.
    Tornò a casa e raccontò quanto era successo alla madre.
    Il giorno dopo madre e figlio andarono subito alla ricerca della mucca e, solo dopo lunghe ore di ricerca, la trovarono morta in un dirupo. La madre si disperò molto e si sentiva perduta senza quella mucca che almeno le dava il latte.
    Passò del tempo…
    Una bella mattina Sean stava intrecciando dell’erica per le scope quand’ecco che scorse due elfi che pascolavano una mucca.
    La guardò e la riguardò e ben presto si accorse che quella era la sua mucca. Si avvicinò, le saltò in groppa e la mucca indispettita cominciò a dimenarsi e a correre su e giù per il prato con i due elfi attaccati alla coda. La mucca correva correva e arrivò nei pressi del lago e sempre più vicino alla riva e sempre più vicino all’acqua …finché non si immersero nell’acqua! Il ragazzo stava dicendo le sue ultime preghiere quando scorse nel fondo del mare un palazzo di cristallo.

    Entrarono e scorsero moltissime dame e cavalieri che erano nella sala principale.
    Subito gli venne incontro il re .
    -Lei si è impossessato della mia mucca disse il ragazzo.
    -No caro ragazzo questa è la mia mucca, l’ho comprata da due elfi.
    Il ragazzo allora raccontò tutta la storia. Il re, che era un uomo buono, propose al ragazzo un borsa piena di monete d’oro in cambio della sua mucca che faceva un ottimo latte.
    -Niente affatto, io sono per le cose giuste, quindi rendetemi la mucca di mia madre e io toglierò il disturbo.
    Il re sbalordito per questo rifiuto disse:
    -Come puoi rifiutare un’offerta del genere? La mucca è indispensabile qui a corte. Con il suo latte macchiamo sempre il te delle sei.
    -E a me sicuramente servirà di più, perché noi lassù siamo molto poveri.
    Il re commosso da tanta onestà gli concedette la mucca e gli regalò un sacchetto pieno di monete d’oro.
    Ma il ragazzo rifiutò: -Penseranno tutti che li ho rubati. Teneteli pure!
    -Mi sento in torto nei tuoi confronti ragazzo per cui ti faccio una proposta: ogni giorno verso le cinque porterai in riva al lago un secchio pieno di latte di mucca e noi lo pagheremo per quanto per noi vale.
    Contento e soddisfatto Sean ritornò a casa e raccontò quello che era successo alla madre che credeva che suo figlio fosse diventato pazzo. Così il ragazzo la dovette portare in riva al lago e quando vide due folletti uscire dal lago con due pacchettini pieni di monete d’oro restò molto meravigliata.
    Così finisce questa storia, Sean si guadagnò sempre onestamente da vivere e visse ancora per molti anni con la sua mamma.

     

    Questa fiaba la raccontano spesso a Mattia i miei  2 amici irlandesi Grace e Patrick che lui chiama affettuosamente zia e zio.

     

    gif animate mucche (53)

    Punch al mandarino

    Posted by Ami on 4 November 2009 at 12:28

    Ingredienti:
    300 g. alcool per liquori a 90°.
    400 g. zucchero.
    La buccia di 3 mandarini non trattati.
    300 g. acqua minerale.

    Ricetta:
    Tagliate a fettine sottili la buccia di mandarino (che deve essere senza parte bianca).
    Mettete l’alcol in un vaso con coperchio e unite la buccia.
    Lasciate in infusione la buccia per due giorni agitando il vaso almeno tre volte al giorno.
    In un tegame, a fuoco basso, sciogliete 350 g. zucchero con l’acqua e fatelo bollire lentamente fino a formare uno sciroppo.
    Caramellate 50 g. di zucchero con un paio di cucchiai d’acqua e unitelo allo sciroppo.
    Lasciate raffreddare lo sciroppo.
    Filtrate l’alcol e unitelo allo sciroppo, mescolate bene e imbottigliatelo, tappando le bottiglie con tappi di sughero.
    Riponete e iniziate a consumare dopo un mese.

     

    Questa ricetta mi è stata data a L'Aquila durante il periodo di volontariato pro terremotati e vi assicuro che è FANTASTICA!

     

    Pingu

    Posted by Ami on 27 October 2009 at 13:53

    Pingu (Pingu) è una serie animata svizzera scritta da Otmar Gutmann.

    Il cartone animato descrive le vicende di una famiglia di pinguini che vive al polo sud composta da Pingu, dalla sorella minore Pinga e dai loro genitori. Il migliore amico di Pingu è Robby, una foca che appare molte volte nei principali episodi del cartone. Altri personaggi compaiono occasionalmente nelle varie puntate.

    Le vicende si svolgono sempre nel Polo Sud. Pingu è realizzato in stile plastilina tramite una tecnica d'animazione denominata Claymation.

    In Italia, va in onda su Rai Due.

     

    Storia

     

    Dal 1986 sono stati prodotti 104 episodi della durata di cinque minuti l'uno. Questi episodi sono stati scritti da Silvio Mazzola e sono stati diretti ed animati da Otmar Gutmann usando la tecnica Claymation presso il Trickfilmstudio in Svizzera. Altre produzioni in Claymation sono ad esempio Wallace e Gromit, Galline in fuga e i due capolavori di Tim Burton Nightmare Before Christmas e La sposa cadavere.

    Uno speciale episodio di venticinque minuti, Pingu alle nozze, fu prodotto nel 1997 e presenta una famiglia di pinguini verdi. In Italia questo episodio è stato inserito nel DVD "Giochiamo con Pingu".

    Tra il 2004 e il 2005 la BBC ha prodotto altri 52 episodi, portando il totale a 156.

    Una delle ragioni del successo internazionale di Pingu è la mancanza di qualsiasi dialogo verbale. Tutti i dialoghi sono infatti in "linguaggio dei pinguini" ("pinguinese"), interpretato da Carlo Bonomi in modo simile a quello de La Linea (anch'essa doppiata da Bonomi).

     

     Episodi

     

    I titoli degli episodi principali dalla serie 1 alla 4 sono stati presi dalla versione ufficiale DVD giapponese e alternativamente da quelle europea. Le serie 5 e 6 solamente dalla versione Europea. Alcuni cambiamenti sono stati effettuati poi per allinearli all'uso comune delle lingue d'uso dei vari paesi (ad esempio spelling e grammatica) ed infine alcuni sono stati aggiunti, modificati ecc... In Italia le 6 serie, sono state ridotte a 3, sempre con i completi 156 episodi.

     

     Lista

    1. Ciao, io mi chiamo Pingu
    2. Pingu cova l'uovo
    3. È nata Pinga!
    4. Pingu va a pescare
    5. Pingu postino
    6. Pingu è geloso
    7. Pingu e la battaglia a palle di neve
    8. Pinga si perde
    9. Pingu gioca a tennis con un pesce
    10. Pingu e la valanga
    11. Pingu gioca a hockey sul ghiaccio
    12. Pingu se ne va di casa
    13. Pingu e Pinga non vogliono andare a dormire
    14. Pingu e la botte
    15. Pingu costruisce un igloo
    16. Pingu prende lezioni di musica dal nonno
    17. Pingu nel ghiaccio
    18. Pingu e la gara di slitte
    19. Il nonno di Pingu è malato
    20. Il sogno di Pingu
    21. Pingu al gabinetto
    22. Pingu va a scuola
    23. Il circo di Pingu e Pinga
    24. Pingu e il suonatore di organetto
    25. Pingu e i suoi amici fanno troppo rumore
    26. I genitori di Pingu vanno al concerto
    27. Pingu dal dottore
    28. Pingu ha un'ammiratrice
    29. Pingu e il natale
    30. Pingu e il gabbiano
    31. Pingu e il surf sul ghiaccio
    32. Pingu e il primo bacio
    33. Pingu e le bocce sul ghiaccio
    34. Musica ghiacciata per Pingu
    35. Pingu grande cuoco
    36. Pingu fa una gita
    37. Pingu e la macchina fotografica
    38. Nessuno ha tempo per Pingu
    39. Pingu e gli imballaggi
    40. Pingu prestigiatore
    41. Il compleanno di Pingu
    42. Pingu al luna park
    43. Pingu baby sitter
    44. Pingu non sa perdere
    45. Pingu aiuta un disabile
    46. Pingu e la bicicletta
    47. Pingu all'ospedale
    48. Pingu e la gita scolastica
    49. Pingu e Pinga al giardino d'infanzia
    50. Pingu e lo straniero
    51. Pingu aiuta la mamma
    52. Pingu costruisce un pupazzo di neve

    Personaggi

    Questi sono i personaggi principali della serie:

    • Pingu: è il protagonista della serie. La sua eta' è verosimilmente tra i 5 e i 7 anni. Solitamente usa la gestura "becco a megafono" e il verso "NUG, NUG" per indicare rabbia, frustrazione, felicità o per attirare l'attenzione.
    • Pinga: è la sorella minore di Pingu. Appare per la prima volta nell'episodio È nata Pinga. Nella maggior parte degli episodi ha un'età di circa 18 mesi. Pingu diventa geloso quando lei rimane a casa mentre lui deve andare a scuola. Spesso però mostra anche l'affetto che ha per lei coccolandola e facendola giocare.
    • Mamma e Papà: il papà di pingu è un postino, infatti ha una motoslitta con la quale consegna la posta e fuma spesso la pipa. La madre di Pingu rimane molto del suo tempo a casa nell'igloo. Mamma e papà si dividono molto il lavoro domestico, ad esempio cucinare, stirare ed altri lavori.
    • Nonno: ovviamente è il nonno di Pingu.
    • Robby: è la foca miglior amica di Pingu. Il suo nome è particolare: "Robbe" è il tedesco di foca.
    • Pingi: è la ragazza di Pingu.
    • Pingo: è un amico di Pingu con un becco lungo. Solitamente spinge Pingu a fare bravate.
    • Pingg: è un altro amico di Pingu.
    • Pongi: è un amico di Pingu che porta gli occhiali.
    • Punki: sempre un amico di Pingu.
    • Perlinga: è la maestra dell'asilo di Pinga.

     DVD Italiani

    In Italia, sono usciti 10 DVD della serie di Pingu; questi i titoli:

    1. 2004 - Giochiamo con Pingu - contiene 8 episodi della seconda serie, fra cui l'episodio speciale di 25 minuti "Pingu e le nozze".
    2. 2004 - Saltiamo con Pingu - contiene i primi 12 episodi della terza serie.
    3. 2005 - Divertiamoci con Pingu - contiene 12 episodi della terza serie.
    4. 2006 - Pingu pasticcione - contiene 13 episodi della terza serie.
    5. 2006 - Pingu ballerino - contiene 13 episodi della terza serie.
    6. 2007 - Pingu pilota - contiene 19 episodi della seconda serie.
    7. 2008 - Hello Pingu! - contiene i primi 13 episodi della prima serie.
    8. 2008 - Suoniamo con Pingu - contiene 13 episodi della prima serie.
    9. 2009 - Buon Compleanno Pingu - contiene 12 episodi
    10. 2009 - Pingu Innamorato - contiene 13 episodi

    Linguaggio dei personaggi

     

    Il linguaggio di Pingu e degli altri personaggi è una mera invenzione dell'ideatore del cartone animato, nonché del suo collaboratore italiano. Pertanto la comprensione dello stesso è possibile solo attraverso lo scorrimento delle immagini. Ciò agevola lo sviluppo delle capacità intellettive dei più piccoli e li proietta verso una comprensione che si basa esclusivamente sull'intuito. Il discorso potrebbe tornare utile nell'approccio a film di lingua non italiana.

     

     

    Titoli di testa del cartone animato
     
     
     
       
     
     
     
     
     

     

     

    I Barbapapà

    Posted by Ami on 23 October 2009 at 12:21

    Barbapapà (Barbapapa) è una serie a fumetti creata da Annette Tison e Talus Taylor, pubblicata in Francia nel 1970; Barbapapà è il nome del protagonista della serie, e per estensione di tutta la sua famiglia (Les barbapapas): il nome del protagonista deriva dall'espressione francese Barbe à papa, che significa "zucchero filato". Dal fumetto è stata successivamente ricavata una serie televisiva giapponese d'animazione, realizzata nel 1974 e uscita in Italia nel 1976.

    La serie ha anche influenzato la lingua introducendo un neologismo assai diffuso: "barbatrucco".

    « Resta di stucco, è un barbatrucco ... »

     

    Storia

     

    Il fumetto di Barbapapà, considerato una delle prime opere portatrici di un messaggio ecologista, nacque dalla fantasia di due autori, l'architetto e designer francese Annette Tison e il professore di matematica e biologia americano Talus Taylor, marito e moglie, che all'epoca risiedevano a Parigi.[1] La loro creazione - avvenuta piuttosto casualmente in un bistrò parigino - viene fatta risalire al 1969, ovvero sull'onda del maggio francese che scosse le coscienze giovanili di un'intera generazione.

    Le serie a fumetti furono pubblicate dapprima in Francia e in seguito tradotte in tutto il mondo. La successiva serie animata (バーバパパ, Baabapapa, di 150 episodi da 5 minuti ciascuno, suddivisi in tre stagioni) fu interamente realizzata in Giappone, frutto di una coproduzione tra la TV olandese Polyscope, la K&S e lo studio Top Craft,[2] noto, tra le altre cose, per aver annoverato tra i suoi ranghi buona parte dello staff del futuro Studio Ghibli.[3]

    In Italia la serie fu trasmessa a partire dal 13 gennaio 1976 da Rai Due, diventando a tutti gli effetti il primo anime giapponese a sbarcare nel nostro paese.[4]

    Una nuova serie, "Barbapapà in giro per il mondo" (バーバパパ 世界をまわる, Baabapapa sekai wo mawaru), è stata realizzata nel 1999 dallo Studio Pierrot, noto in Italia soprattutto per le sue "maghette" (Creamy, Magica Emi) e dalla Kodansha. I 50 episodi di cinque minuti sono andati in onda in Italia su Rai Uno nel 2002.[5]

     

    Le avventure di Barbapapà

     

    Le prime avventure di Barbapapà e della sua famiglia sono narrate nel lungometraggio animato "Le avventure di Barbapapà", del 1973, che raccoglie e riassume il contenuto dei primi quattro albi a fumetti pubblicati sino ad allora. Per quanto indirizzate ad un pubblico infantile, le vicende affrontano temi complessi come quelli della diversità e dell'ecologia.

    Barbapapà - una sorta di grosso ed amichevole blob a forma di pera dal curioso colore rosa - nasce spuntando dal sottosuolo del giardino di una normale casa di provincia. L'arrivo di questo essere alto quanto la loro casa spaventa non poco gli adulti che vi risiedono. Tutt'altra reazione hanno invece i due bambini che vi abitano, Francesco e Carlotta (in originale "François" e "Claudine"), che diventeranno i primi amici di Barbapapà. Dal canto suo il curioso essere sarà per loro uno speciale compagno di giochi: caratteristica principale di Barbapapà è infatti quella di modellare a suo piacimento il proprio corpo, assumendo la forma della cosa o dell'animale più indicato per risolvere una situazione. La trasformazione è sempre accompagnata dalla frase che diventerà il vero e proprio tormentone della serie: "Resta di stucco: è un barbatrucco".

    Barbapapà all'inizio è un emarginato, vittima della diffidenza della società degli adulti, che spesso lo allontanano intimoriti dal suo aspetto inedito e dalle sue dimensioni colossali, anche se nel corso del tempo, la sua versatile peculiarità che gli permette le trasformazioni più disparate, si rivelerà essere preziosa per sbrogliare problemi, salvare vite umane, riacciuffare gli animali fuggiti da uno zoo e tanto altro ancora.

    Guadagnatasi la fiducia del mondo in cui vive, il secondo grave problema che gli si prospetta è quello della solitudine: egli infatti è l'unico essere della sua specie che si conosca. Con l'aiuto degli inseparabili amici Francesco e Carlotta, Barbapapà parte per uno stralunato e poetico viaggio alla ricerca di una "Barbamamma". Incastrato dentro una piccola roulotte trainata dalla bicicletta dei due amici, Barbapapà tocca i principali paesi del mondo. La ricerca si conclude felicemente proprio nella casa dei due bambini: dallo stesso giardino da cui un giorno è misteriosamente spuntato lui, nasce infatti anche la Barbamamma (in francese "Barbamama"), dalle forme più aggraziate, più "femminili", di colore nero e con una vezzosa coroncina di fiori in testa.

     

    La famiglia dei Barbapapà

     

    Barbapapà e Barbamamma decidono dunque di crearsi una famiglia: apprendiamo che i loro piccoli nascono da uova deposte nello stesso terreno che ha dato loro i natali. Dall'unione dei due nascono quindi sette barbabebé, ognuno con una caratteristica ben definita:

    • Barbabella (in originale "Barbabelle"): è viola. È la vanitosa della famiglia : ama i gioielli e i profumi e odia gli insetti.
    • Barbaforte (in originale "Barbadur"): è rosso. È lo sportivo della famiglia: combattivo e ribelle contro i soprusi. Dotato di mantellina e lente alla maniera di Sherlock Holmes, ha anche il pallino di essere un bravo detective, e svolge le sue indagini con il fratello Barbabravo e la cagnetta Lolita.
    • Barbalalla (in originale "Barbalala"): è verde. È la musicista di casa e sa suonare praticamente ogni strumento (a volte si trasforma lei stessa nello strumento che poi suonerà). Ama anche la botanica e l'ecologia come suo fratello Barbazoo.
    • Barbabarba (in originale "Barbouille"): è nero e peloso. È l'artista di casa e la sua pelliccia nera è spesso imbrattata dei colori che usa per dipingere.
    • Barbottina (in originale "Barbotine"): è arancione. Stereotipo dell'intellettuale, porta gli occhiali e ama leggere. Intelligente e ironica, si diverte a stuzzicare il fratello Barbabarba con commenti scherzosi sui suoi quadri.
    • Barbazoo (in originale "Barbidou"): è giallo. È un amante della natura e conosce tutti gli animali e le piante, i vari tipi di clima e i problemi che causa l'inquinamento. In poche parole è un ecologista convinto. È anche dottore e veterinario.
    • Barbabravo (in originale "Barbibul") è blu. È lo scienziato ed inventore della famiglia Barbapapà: a volte però le sue idee sono troppo audaci e i suoi esperimenti finiscono per causare catastrofiche conseguenze.

    L'arca di Barbapapà

     

    La famiglia dei Barbapapà costruisce una casa dove tutti gli animali impauriti dalla caccia e colpiti dall'inquinamento possono trovare un riparo. A causa della presenza sempre più invasiva dell'economia industriale (con il relativo inquinamento), della speculazione edilizia e del traffico, la famiglia e gli animali sono costretti ad abbandonare la Terra con un'astronave, una sorta di versione aggiornata dell'Arca di Noè, abbandonando il pianeta al suo triste destino di grigiore ed inquinamento.

    Quando gli uomini, rimasti soli, si ricredono sul loro comportamento, capendo che la natura va rispettata, i Barbapapà, che non hanno mai smesso di osservare amorevolmente il loro luogo d'origine, rientrano sulla Terra con tutti gli animali.

     

    Le serie TV

    La prima serie

    1. La Nascita
    2. Il Fuoco
    3. La Spiaggia
    4. In Giro
    5. Il Mare
    6. L’india
    7. America
    8. Barbamamma
    9. Il Porto
    10. La Casa Nuova
    11. Il Problema Della Casa
    12. La Casa Di Barbapapà
    13. Il Trenino
    14. Attraverso Il Deserto
    15. Le Uova
    16. Le Arti Più Belle
    17. Sport
    18. Babysitter
    19. La Spremuta & Il Microscopio
    20. Il Treno
    21. Fabbrica Di Ceramiche & Scultore
    22. La Valigia
    23. Africa
    24. La Tosatura
    25. La Tessitura
    26. Il Toro
    27. Il Biberon
    28. La Trasformazione
    29. La Pettinatura
    30. Lo Sci
    31. La Contaminazione Dell’ambiente
    32. Il Bosco
    33. La Regata
    34. Le Pulci
    35. La Vendemmia
    36. Gli Insetti
    37. La Macchina
    38. Fotografie Della Moda
    39. Il Concerto
    40. Il Compleanno
    41. L’alpinista
    42. La Caccia
    43. Pic-Nic
    44. Il Salvataggio
    45. Il Ritorno

    Serie a fumetti

    La serie originale pubblicata in Francia delle storie sui Barbapapà comprendeva i seguenti titoli (tra parentesi l'anno di pubblicazione):

    • Barbapapa (1970)
    • Le voyage de Barbapapa (1971)
    • La maison de Barbapapa (1972)
    • L'arche de Barbapapa (1974)
    • L'école de Barbapapa (1976)
    • Le théâtre de Barbapapa (1978)
    • L'arbre de Barbapapa (1991)
    • Les vacances de Barbapapa (1995)
    • L'hiver de Barbapapa (2004)
    • Barbapapa sur Mars (2005)

     

    Libri illustrati:

    • Barbapapa et les nombres (1996)
    • Barbapapa et les couleurs
    • Barbapapa et les formes
    • Barbapapa et les labyrinthes (1996)
    • Cherchons Lulue avec barbapapa (2004)
    • Barbapapa et les premiers mots d'anglais (2004)

    Serie La petite bibliothèque de Barbapapa:

    • La ferme (1974)
    • Barbapapa baby-sitter (1974)
    • Les puces (1974)
    • La cuisine (1974)
    • Les œufs (1974)
    • La mer (1979)
    • Le jardin (1979)
    • La coiffure (1974)
    • Les animaux (1974)           

         In Italia, nel 2006 la casa editrice Piemme ha ripubblicato in edizione cartonato alcune delle storie sui Barbapapà i cui diritti erano originariamente detenuti da Arnoldo Mondadori Editore:

    • Barbapapà
    • La famiglia Barbapapà
    • La casa dei Barbapapà
    • L'arca dei Barbapapà
    • La scuola dei Barbapapà
    • Il teatro di Barbapapà
    • Le vacanze dei Barbapapà
    • Barbapapà su Marte
    • L'inverno dei Barbapapà
    • L'albero dei Barbapapà

    In Italia, nel 2008 la casa editrice Nord-Sud ha pubblicato in edizione cartonata quattro nuovi libri:

    • Barbapapà. La cucina
    • Barbapapà. Il pic-nic
    • Barbapapà. La fattoria
    • Barbapapà. La barca

     

    Colonna sonora e doppiaggio

     

    La colonna sonora originale fu composta dagli olandesi Joop Stokkermans (musica) e Harrie Geelen (testi) nel 1973 in occasione del primo lungometraggio: "Le avventure di Barbapapà". Le versioni originali erano interpretate dal cantante olandese Leen Jongewaard.[6]

    Nel tema di apertura "Ecco arrivare i Barbapapà" cantano anche Claudio Lippi e Orietta Berti. Lo stesso Claudio Lippi donò la voce a Barbapapà e a tutti i personaggi maschili della serie; ugualmente fece Orietta Berti con i personaggi femminili.[7]

    La traduzione italiana dei testi fu affidata a Roberto Vecchioni, all'epoca forse più noto come autore che come interprete. Il cantautore interpretò alcune delle canzoni assieme al gruppo giovanile Le Mele Verdi, fondato e diretto da Mitzi Amoroso, pubblicando un LP 33 giri di grande successo che raccoglieva gli adattamenti delle canzoni dell'anime. Quello fu il primo importante successo del gruppo.[8]

     

     Il Barbatrucco nelle altre lingue

     

    • Italiano: "Resta di stucco... è un Barbatrucco!"
    • Francese: "Hupla hup... Barba-truc!"
    • Inglese: "Clickety-click... Barba-trick!"
    • Olandese: "Huub Huub, Barbatruc."
    • Tedesco: "RaRoRick Barbatrick"

     

    Copertina del 1° dvd italiano della serie animata
     
     
     
     
             
     
                       
     
         
     

    LE PAROLE DELLA SIGLA ITALIANA
    “MA CHI SONO I BARBAPAPA’?”
    (Testo di Roberto Vecchioni)

    Ecco arrivare i Barbapapà (chi sono poi)
    Barba e Mamma Barbapapà (conigli piccoli e grandi)
    tu li vedi trasformare come gli va
    Barbapapà è tutto rosa, più di una rosa rosa!
    Barbamamma ha un po di nero, più di una rosa nera!
    Barbitulle è giallo giallo.
    Barbalalla è verde come un fico!
    Barbottina piccina ha il colore dell’arancio!
    Barbu il più nero di un corvo!
    e quando dipinge si è certi che si macchia da tutte le parti!
    Barbabella è violetta.
    Barbidu è tutto blu!
    Barbadura grande atleta rosso come il fuoco è! ( e da loro c’è felicità).
    Ecco arrivare i Barbapapà (Barbapapà)
    nella famiglia Barbapapà (vieni con noi dai Barbapapà)
    tu li vedi trasformare come gli va (come gli va)
    (vieni con noi Barbapapa)
    Ci sono Barbapapà, Barbamamma, Barbablu, Barbiuil,
    Barbabella, Barbabarba, Barbottina, Barbidu, Barbalalla!

     

    Gustosissimi!

    Posted by Ami on 21 October 2009 at 10:56

    Bocconcini al Cioccolato

    Ingredienti

    • 300 g di passato di castagne Cuneo
    • un pò di latte
    • due bicchierini di rum
    • 100 g di zucchero a velo
    • 2 cucchiai di zucchero vanigliato
    • cioccolato grattugiato

    Preparazione

     

    Aggiungete al passato un po' di latte, il rum, lo zucchero al velo e quello vanigliato. Omogeneizzate il tutto a fuoco lento e lasciate raffreddare. Fate dei bocconcini sferici, passateli nel cioccolato grattugiato e metteteli per qualche istante in forno in modo che il cioccolato, fondendo, aderisca bene.

    Sono simili alle frolline di castagne, che si preparano a freddo amalgamando il passato con burro, rum e zucchero e passandole poi nel cioccolato. Le frolline si consumano fredde.

     

     

    Tom e Jerry

    Posted by Ami on 15 October 2009 at 08:59

    Ancora un cartone animato per il mio piccolo Mattia   

     

     

    Il cartone animato preferito da Mattia

    Posted by Ami on 13 October 2009 at 16:55

    E' impossibile staccare dalla televisione Mattia quando trasmettono il cartone animato di Willy il Coyote e Bip Bip, rimane estasiato e vorrebbe vederlo sempre. Devo ammettere che sia Erika che io lo guardiamo volentieri insieme a lui e ci facciamo due sane risate. Mattia ha poco più di 2 anni e ci ha chiesto come regalo di Natale (con più di 2 mesi d'anticipo) sia i peluches che un libro con i 2 simpaticissimi animaletti e naturalmente anche il video. Guai a non accontentarlo!

    Per ora gli dedico alcune simpatiche immgini

     

     

     

     

     

    Uva sultanina ricoperta di cioccolato fondente

    Posted by Ami on 8 October 2009 at 14:43

    Ingredienti:


    uva sultanina
    cioccolato fondente

     

    Preparazione:


    Sciogliete il cioccolato fondente a bagnomaria. Immergete nel cioccolato fuso l’uva sultanina. Prendete i chicchi con una schiumarola e poggiateli, separando gli uni dagli altri, su un foglio di carta oleata. Fate solidificare il cioccolato prima di consumare.

     


     

    Cioccolatini alle noci

    Posted by Ami on 7 October 2009 at 08:04
    INGREDIENTI:
    - 100 gr. di noci a pezzettini
    - 85 gr. di zucchero a velo
    - 2 cucchiaini di albume leggermente   battuto
    - 200 gr. di cioccolato fondente
    - 1 cucchiaio di zucchero semolato
    - 30 noci a metà

    Cioccolatini alle noci
      (cioè 15 intere, tagliate a metà)

     

    PREPARAZIONE:

    Macinate i 100 gr. di noci con un cucchiaio di zucchero semolato.
    Aggiungete ad esse lo zucchero a velo e l'albume leggermente battuto in precedenza.
    Lavorate il composto e fatelo raffreddare in frigorifero per 20 minuti.
    Con l'impasto freddo preparate delle piccole palline che schiaccerete leggermente con un dito.
    Sciogliete il cioccolato a bagnomaria.
    Con l'aiuto di una forchettina da pralineria immergete i cioccolatini nel cioccolato fuso, poi adagiateli ad asciugare su un foglio di carta da forno.
    Al centro di ogni cioccolatino fate aderire una mezza noce.
    Una volta asciugati, ponete i cioccolatini alle noci nei pirottini di carta.

    Ottobre (R. Frost)

    Posted by Ami on 6 October 2009 at 13:50

     Ottobre

     

    O silenzioso mite mattino d'ottobre,

    le foglie son mature per cadere;

    il vento di domani, se avrà forza,

    le spazzerà via tutte.

    Chiamano i corvi sopra la foresta;

    domani forse a stormi se ne andranno.

    O silenzioso mite mattino d'ottobre;

    lento comincia le ore di questa giornata.

    Fa' che il giorno ci sembri meno breve.

    Non ci dispiace se tu dolcemente ci illudi,

    illudici nel modo che tu sai.

    Stacca una foglia allo spuntar dell'alba,

    a mezzogiorno stacca un'altra foglia;

    una dai nostri alberi, ed un'altra

    molto lontano.

    Trattieni il sole con nebbie gentili;

    incanta la campagna d'ametista.

    Ma piano, piano!

    Per amore dell'uva, se non altro,

    i cui pampini bruciano nel gelo,

    i cui grappoli andrebbero distrutti

    per amore dell'uva lungo il muro.

    (R. Frost)

     

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    uva

     

    Festa dei nonni 2009

    Posted by Ami on 2 October 2009 at 08:12

     

    Auguri  a tutti i nonni del mondo non solo oggi ma sempre!

     

    Ami  Erika  Mattia

     

     

    Ottobre

    Posted by Ami on 1 October 2009 at 09:00
    Ero sdraiato al suolo, mollemente,
    nell' aperta campagna di Castiglia
    che l'autunno avvolgea nella mantiglia
    dolcegialla del chiaro sol ponente.

    Lento l'aratro, parallelamente,
    dei solchi aprìa la bruna meraviglia,
    mentre l'onesta man, fatta conchiglia,
    alla zolla donava la semente.


    Volli strapparmi il cuore per gittarlo,
    pieno del suo sentire alto e profondo,
    nel grembo della terra, ampio, materno,


    e vedere se alfin, col seminario,
    la primavera avrebbe dato al mondo
    l'albero puro dell' amor fraterno.
     
    Juan Ramòn Jiménez
     
     
     
     

    Torta di Noci

    Posted by Ami on 25 September 2009 at 08:01

    Ingredienti:

    300 g di farina

    200 g di zucchero

    150 g di burro

    300 g di gherigli di noce

    150 g di cacao amaro

    3 uova

    1 bustina di lievito

    1 limone non trattato

    1 pizzico di sale

    1 bicchierino di rum

    burro e farina per la teglia quanto basta

     

    Prepara gli ingredienti

    Frantuma i gherigli di noce e mettili da parte. Lava il

    limone e grattugia la scorza. Dividi il tuorlo dell’uovo

    dall’albume.

    Prepara il composto

    In una ciotola lavora i tuorli dell’uovo con lo zucchero

    e aggiungi il burro ammorbidito a temperatura

    ambiente. Lavora bene il tutto fino ad ottenere una

    crema omogenea. Aggiungi piano piano la farina

    setacciata insieme al lievito e mescola cercando di non

    formare dei grumi.

    Aggiungi al composto anche la scorza del limone

    grattugiato, il cacao e il liquore.

    Monta a neve gli albumi con un pizzico di sale

    ed uniscili al resto del composto mescolando

    delicatamente con un cucchiaio di legno dal basso

    verso l’alto.

    Unisci i gherigli di noce frantumati con la stessa

    delicatezza.

    Inforna la torta di noci

    Imburra e infarina una teglia rotonda da 28 cm. Versa il

    composto e pareggialo.

    Inforna la torta di noci in forno già caldo a 180°C per

    circa 40 minuti. Fai sempre la prova dello stecchino

    per assicurarti della cottura.

    Spegni e lascia la torta qualche minuto a riposare nel

    forno caldo con lo sportello leggermente aperto.

    Leva la torta dal forno e falla raffreddare. Quando

    la torta di noci si sarà raffreddata, spolverizzala con

    zucchero a velo.

     

    Dolce di noci

    Bosco d'autunno

    Posted by Ami on 23 September 2009 at 11:10

    Ha messo chiome il bosco d'autunno.

    Vi dominano buio, sogno e quiete.

    Né scoiattoli, né civette o picchi

    lo destano dal sogno.

    E il sole pei sentieri dell'autunno

    entrando dentro quando cala il giorno

    si guarda intorno bieco con timore

    cercando in esso trappole nascoste.

    (B. Pasternak)

     

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    Equinozio d'autunno 2009

    Posted by Ami on 22 September 2009 at 16:22

    Questa sera alle 22,20 ci sarà l'equinozio d'autunno che sancirà la fine dell'estate.

    La durata del giorno e della notte dovrebbe essere uguale, in effetti il giorno ha una durata superiore a 12 ore.

    L'autunno astronomico nell'emisfero boreale ha inizio il giorno dell'equinozio d'autunno, il 22 o il 23 settembre, e termina il giorno del solstizio d'inverno, il 21 o il 22 dicembre. Avvicinandoci a questo periodo la parte illuminata e le ore di luce diminuiscono. Il 22 o il 23 settembre (in base al giorno dell'equinozio d'autunno) i raggi del sole sono perpendicolari all'equatore e il circolo d'illuminazione passa per i poli.

    L'autunno meteorologico inizia invece il 1º settembre e termina il 30 novembre. Viene quindi considerata come la stagione comprendente i tre mesi di settembre, ottobre e novembre nell'emisfero nord, o quella comprendente i mesi di marzo, aprile e maggio nell'emisfero sud.

    Per me l'autunno è la stagione dalle tinte calde che vanno dal giallo oro al rosso passando per l'arancio, delle castagne e del vino novello ed amo andare in giro ad osservare la natura.

    L'unica cosa negativa della stagione che sta per entrare è che le giornate si accorciano visibilmente lasciando meno ore alla luce e la pioggia che diventa più frequente.

    Ogni stagione ha la sua bellezza ed i colori autunnali non hanno nulla da invidiare a quelli delle altre stagioni.

    Ciao estate, ti rivedremo tra nove mesi!

     

    Ricetta del mese

    Posted by Ami on 15 September 2009 at 09:17

    MACEDONIA SETTEMBRINA

    INGREDIENTI PER 6 PERSONE

    3 banane - 3 mele golden - 1 ananas piccolo
    2 arance - 6 noci- 20 gr. Di uvetta sultanina
    liquore a scelta - 2 cucchiai di succo di limone
    zucchero

    PREPARAZIONE

    Tagliate a pezzetti la frutta e mettetela nelle coppette con le noci e l’uvetta. Aggiungete lo zucchero, il limone e un goccio del vostro liquore preferito.

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    Il nostro saluto a Patrick Swayze

    Posted by Ami on 15 September 2009 at 07:30

    Il grande Patrick Swayze, protagonista dei 2 bellissimi film "Dirty Dancing" del 1987 e "Ghost" del 1991, è scomparso stanotte all'età di 57 in California.

    Nel gennaio del 2008 gli era stato diagnosticato un tumore al pancreas in stato avanzato ma, nonostante la malattia, ha interpretato la serie televesiva "The Beast" e stava lavorando a un libro di memorie con la moglie Lisa Niemi che gli è stata vicina fino all'ultimo giorno.

    Lo ricorderemo sempre con quell'aria da  tenero ragazzino ed allo stesso tempo molto virile.

    Patrick è stato per generazioni l'idolo non solo di ragazzine ma di tutti e la sua prematura morte ci ha lasciato una profonda tristezza.

    Ciao Patrick, il tuo ricordo non si spegnerà mai

     

    Ami ed Erika

     

    patrick swayze dirty dancing

     

    patrick swayze demi moore ghost 1

    Ciao Mike

    Posted by Ami on 9 September 2009 at 08:57

    Resterai per sempre nei nostri cuori e non dimenticheremo mai il tuo proverbiale "Allegria!"

     

     

     

    Er pappagallo scappato

    Posted by Ami on 4 September 2009 at 08:11
    Lei me chiamò e me fece: - Sarvatore,
     
    er pappagallo jeri scappò via
     
    perché nu' richiudeste er coridore;1
     
    eccheve er mese,2 e fôr de casa mia.-
     
    Te pare carità, te pare core,
     
    pe' 'na bestiaccia fa' 'sta bojeria,
     
    mette in mezz'a 'na strada un servitore
     
    che deve portà er pane a la famîa?...
     
    Ma io so tutto: er fatto der tenente,
     
    le visite a Firenze ar maresciallo,
     
    la balia a Nemi... e nun ho detto gnente.
     
    Percui stia attenta a lei, preghi er su' Dio,
     
    ché se me manna via p'er pappagallo
     
    vedrà che pappagallo3 che so' io!
     
    1) Corridoio.
    2) Il mensile.
    3) Che sorta di referendario.

    pappagalli 48

    Frutti di Bosco

    Posted by Ami on 27 August 2009 at 17:42

    Con questo nome vengono raggruppati i frutti a bacca che nascono spontanei nei boschi: lamponi, mirtilli, more, ribes e fragoline di bosco. Sono ricchi di vitamina C, di sostanze antiossidanti per mantenere giovane il corpo e di antociani che gli conferiscono il caratteristico colore che va dal rosso rubino al nero splendente.I frutti di bosco sono apprezzati da soli al naturale a fine pasto o come ingrediente per dolci (crostate, meringhe...), nei gelati, con succo di limone, con miele o conditi con aceto balsamico... Possono anche venire cotti in marmellate o salse oppure conservati sotto grappa, moscato...

    Cenni storici
    I frutti di bosco non hanno mai occupato un posto di primo piano nella storia della cucina, forse perché erano un cibo facilmente reperibile e consumato dalla gente di montagna e collina, ma disdegnato dai più ricchi. Troviamo riferimenti a questi frutti più che altro in trattati di medicina relativi alle proprietà benefiche degli alimenti, come in quello del 1583 redatto da Baldassare Pisanelli (Trattato de' cibi e del bere), in cui si illustrano le qualità delle more. I frutti di bosco (lampone, mirtillo, ribes, mora e uva spina) in Italia vengono coltivati solo sporadicamente, diversamente da ciò che avviene in altre nazioni (come Germania, Olanda, Polonia); in questi paesi il tentativo di meccanizzazione della raccolta di alcune specie ha dato buoni esiti (in particolare con mirtillo, ribes, uva spina).

     

    I principali frutti di bosco
    Il lampone contiene una buona quantità di vitamina C (25 mg per 100 g) e acidi organici (citrico, malico, ossalico, succinico), appartiene alla famiglia delle more e ha forma conica, colore dal giallo al rosso, al nero; si raccoglie da maggio a settembre. L'arbusto può raggiungere i due metri d'altezza. Questa pianta è facilmente coltivabile (quello attualmente in commercio è infatti quasi tutto coltivato) e in Europa è nota da almeno quattro secoli. 

    Il mirtillo è un'angiosperma (Vaccinium myrtillus) che cresce nei boschi di tutta l'Europa e anche in Italia. Si trova fino a 2300 m di quota. Il mirtillo è una bacca dal sapore acidulo che cresce tipicamente nelle foreste di montagna. Contiene acido citrico, malico e succinico. Poiché ha la capacità di sopportare molto bene la surgelazione può essere consumato tutto l'anno. È il classico esempio di frutta dinamica, le cui calorie variano al variare del contenuto zuccherino (da 25 a 42 kcal/100 g). 

    Mora
    , con questo nome si definiscono sia la mora di rovo (rossa e nera) sia la mora di gelso (rossastra). Mentre il rovo cresce spontaneamente nelle nostre campagne e nei boschi, il gelso viene coltivato (le foglie del gelso servono come alimento per il baco da seta); i frutti maturano nei mesi estivi e vanno mangiati appena colti, perché sono difficili da conservare. Le more sono ricche di vitamina C e acidi organici.
     

    Il ribes è un frutto costituito da piccole bacche unite in grappoli di colore rosso, bianco e nero. Ha un sapore dolce e acidulo e predilige il clima temperato freddo; matura fra giugno e agosto. Ci sono tre varietà principali di ribes: quello rosso, quello nero e l'uva spina. Nel nostro paese la varietà più diffusa è la prima. Contiene una buona quantità di vitamina C (36 mg per 100 g).
     

    L'uva spina è una varietà di ribes con acini di colore giallo o verde pallido, dal sapore acidulo. In Italia è poco usata e difficile da reperire, perché il degrado ambientale ne ha limitato la diffusione spontanea. Viene anche detta uva marina, uva spinella, uva dei frati, uva ursina.
    Alimentazione: Frutti di bosco: proprietà  

     

    Tra le varietà di fragole selvatiche la più comune è quella detta "fragola di bosco" che produce frutti dalla primavera all'autunno. Sono piccole, dolci e profumatissime e per questo devono essere lavate poco per non far perdere l'aroma.

     

    Consigli alimentari e valori nutritivi
    In vacanza approfittate dei molteplici benefici che i frutti di bosco donano generosamente. Lamponi, mirtilli, more e ribes, oltre a essere molto gustosi e versatili in cucina, sono una fonte di vitamine e minerali, come si evidenzia dai dati, riferiti a 100 g di frutta.

     

    Lamponi, per la loro naturale bontà, sono molto usati in farmacia per mascherare i gusti sgradevoli dei medicinali. Sono diuretici e lassativi, grazie soprattutto ai semini. Contengono ferro e vitamina C che ne agevola l'assimilazione. 

    Mirtilli
    contengono antiossidanti flavonoidi, come la quercitina, e sono antibatterici naturali. Grazie alle antocianine risultano efficaci soprattutto contro alcuni tipi di infezioni gastrointestinali e di cistiti. Inoltre, gli antocianosidi proteggono i vasi sanguigni, fortificano i capillari e tonificanole vene.
     

    More
    contengono fibra, potassio, manganese, vitamine C ed E, utili per cuore e arterie grazie all'azione antiossidante svolta che difende dai radicali liberi, coinvolti nello sviluppo di malattie cardiovascolari e dei tumori. Inoltre, l'acido folico aiuta a tener bassi i livelli di omocisteina nel sangue, sostanza che, se elevata, è un fattore di rischio cardiovascolare come colesterolo e trigliceridi.
     

    Ribes
    è l'ideale per gli sportivi poiché i suoi acidi organici aiutano a regolare l'equilibrio acido-base del sangue, dopo uno sforzo muscolare intenso o una dieta ricca di carne e povera di vegetali.
     

    Questo mese parliamo di ...Frutti di Bosco - immagine.jpeg

     

    frutti-rossi

     

    All'inferno...

    Posted by Ami on 20 August 2009 at 08:20

    Un uomo muore e va all'inferno. Dopo circa un paio d'ore che se ne sta in disparte a brontolare un diavoletto lo avvicina e gli chiede perchè è cosi triste e sconsolato. L'uomo risponde :" Perchè dovrei essere felice sono all'inferno!" Il diavoletto controbatte:"Qui non è cosi male, a te piace bere?" L'uomo "Certo!" "Allora il lunedi ti divertirai c'è l'open bar, tequila, gin, rum, vodka, birra a volontà e non ti farà male, sei già morto!" "Fico!" "Fumi?" "Si!" "Allora il martedi impazzirai, sigari da tutto il mondo, tabacchi esotici, narghilè, pipe e sigarette a non finire e non ti farà male, sei un fottuto morto!" "Bene!" "Ti piacciono le droghe?" "Certo che si, non sarei qui altrimenti!" "Perfetto il mercoledi c'è il droga party, ecstasy,erba,hashish, trip, eroina, funghi allucinogeni, tutto quello che vuoi e di primissima qualità, e non rischi certo di morire!" "Uno sballo!" "Sei gay?" "No!" "Peccato, allora il giovedi non ti divertirai molto!"

     

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    L'Altra Faccia Della Luna (2002)

    Posted by Ami on 13 August 2009 at 13:48

    Vedi come può
    farci vivere
    e soffiare via
    certe nuvole
    che nascondono
    storie e fantasia.
    Questo Amore che
    non è mai bugia,
    ma è più sù
    di questo Cielo,
    scioglie quel velo e il suo mistero.
    Gira insieme a noi
    che non ci lasceremo mai
    uniti e liberi così
    indivisibili così.
    L'altra faccia della Luna ti direi
    deserti ed ombre
    che non sai
    nessun segreto avremo se
    amarsi è non nascondersi
    e Luna lo sa...
    Vedi come può
    farci crescere
    e restare qui
    sempre giovani
    questo Amore che
    non si ferma più
    che sa dare a chi
    non sa chiedere.
    Va più sù
    dell'infinito
    mille parole oppure muto .
    Gira insieme a noi
    che non ci lasceremo mai,
    uniti e liberi così
    indivisibili così.
    L'altra faccia della Luna
    ti direi
    deserti ed ombre
    che non sai.
    Nessun segreto avremo se
    amarsi è non nascondersi
    e Luna lo sa...
    di Te... di me...
    e Luna lo sa...
    ....di Te...
    ..di me...
    Questo Amore è come pioggia
    su di Noi
    E' immensa quiete dei ghiacciai
    l'estate resta in estasi
    sorpresa lì,
    negli occhi Tuoi.
    L'altra faccia della Luna ti direi.....
    Vedi come può
    svelarsi qui
    scoprirsi qui.
    L'altra faccia della Luna
    siamo noi
    che non ci lasceremo mai
    uniti e liberi così
    indivisibili così.

     

    Amedeo Minghi

     

    L'altra faccia della luna

     

     

     

     

    Fantasie al cocomero

    Posted by Ami on 13 August 2009 at 12:56

    COME SERVIRLO
    Il cocomero non è solo buono… è anche bello!
    Può diventare un "contenitore" davvero speciale dove servire la polpa, macedonie e persino il gelato. La scultura vegetale è un'arte che sta sempre più diffondendosi e consiste proprio nello scolpire verdura e frutta per ricavare originale fiori, animali e contenitori.

     

    La barchetta
    Tagliate una fetta di cocomero e mettete da parte la polpa.
    Con la buccia realizzate delle forme simpatiche oppure dei cuori, anche servendovi delle formine da forno, e mettete in ogni forma uno stuzzicadenti con cui potrete poi inserire la formina nella barchetta di cocomero.



    A lume di... cocomero
    Volete un effetto davvero speciale? Svuotate il cocomero tagliando soltanto le due estremità in modo che resti dritto su un tavolo senza dondolare e praticate con cura dei fori tutto intorno. Prendete una dozzina di spiedini e inseriteli facendo attenzione che non si incrocino gli uni con gli altri, dopo averli così disposti infilate su ognuno la frutta. Dopo aver posizionato una candela non eccessivamente lunga né larga su un piattino, adagiateci sopra il cocomero.

     

     

    Fontanella di cocomero
    Tagliate le due estremità in modo da ottenere due coperchi: uno dovrà essere meno spesso e meno concavo dell’altro.
    Collegate i due coperchi attraverso sei lunghi e resistenti spiedini, (sui quali precedentemente avrete inserito dei chicchi di uva) in modo da formare una sorta di parallelepipedo aperto da posizionare su un tavolo. Il coperchio più concavo sarà la base che poggerà sul tavolo. Qui dentro andremo a mettere tutto il cocomero che vogliamo.

     

    Una strana partita a golf

    Posted by Ami on 6 August 2009 at 16:29

    Ci sono Mose', Gesu' ed un vecchietto con una folta barba bianca che vanno a giocare a golf. Sono alla classica buca con ostacolo d'acqua frontale. Gesù tira e la palla finisce in acqua. Con noncuranza cammina sull'acqua, fa riemergere la palla, tira e la mette a 10 cm dalla bandiera. E' il turno di Mose'. Anche lui spedisce la palla in acqua. Con indifferenza va verso il laghetto e vi si ferma davanti, distende la mazza ed improvvisamente le acque si dividono, facendo cosi' riapparire la sfera. La tira ed anche lui la mette a 10 cm dalla buca. Arriva il vecchietto, prende le mazza e fa un tiro lentissimo rasoterra che si ferma un metro prima del laghetto. Da quest'ultimo esce improvvisamente un rospo che mangia la palla e tenta di scappare, ma sopraggiunge improvvisamente un un falchetto che lo raccoglie con gli artigli e, dopo un breve volo, lo lascia cadere vicinissimo alla buca. Il rospo, scosso dal volo e dalla caduta improvvisa, vomita la palla che casualmente finisce in buca. Allora Mose' esclama, rivolgendosi a Gesu': - Basta! Non è più possibile giocare con tuo Padre!

     

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    Dal medico...

    Posted by Ami on 30 July 2009 at 11:08

    "Dottore, dottore! Sono ammalatissimo. Continuo a credere di essere un cavallo", dice il paziente al suo psichiatra. "Potrei curarla - dice il medico, - ma voglio avvertirla che il costo potrebbe essere molto elevato." "Non si preoccupi - dice il paziente, - ieri ho vinto il Gran Premio."

    Anche i gatti sono mancini, soprattutto i maschi

    Posted by Ami on 28 July 2009 at 10:06
    Anche tra i gatti ci sono dei mancini. I felini domestici, quando devono compiere mosse complicate con le zampe, mostrano la preferenza per l'una o per l'altra zampa. Le femmine sono quasi sempre destrorse, i maschi invece usano la sinistra.
    Lo dimostra uno studio pubblicato sulla rivista Animal Behaviour da Deborah Wells e Sarah Millsopp, della Queen's University di Belfast e riportato da New Scientist.
    Se è vero che gli esseri umani sono i soli che mostrano una spiccata preferenza per una mano o per l'altra, c'é però da dire che prove dell'asimmetria cerebrale sono presenti anche nel mondo animale; per esempio, gli scimpanzé compiono parecchie azioni preferibilmente con la zampa destra.
    I gatti non sono da meno. Infatti, quando gli psicologi irlandesi hanno dato ad un gruppo di 42 gatti scatolette di tonno molto piccole e quindi difficili da mangiare mettendo la testa nella scatola, gli animali si sono aiutati sempre con una sola delle due zampe: tutte le femmine meno una, con la zampina destra, tutti i maschi con la sinistra.
    Ma questa preferenza per l'una o l'altra zampa non si riscontra quando i gatti giocano normalmente. In passato alcuni studi hanno collegato il mancinismo ai livelli di testosterone in utero. E' possibile, dunque, che per questo motivo i gatti maschi siano spesso mancini.
     

    Relazione extraconiugale

    Posted by Ami on 24 July 2009 at 11:03

    Un medico francese ha un'avventura extra coniugale con la sua infermiera. Un giorno lei gli dice che è incinta. Dato che il dottore non vuole far saper niente alla moglie, da un'ingente somma all'infermiera per pagarsi un lungo soggiorno in Italia. L'infermiera gli chiede:
    - Ma come farò a farti sapere che è nato il bambino?
    - Semplice, dice il dottore. Inviami una cartolina e scrivici solo SPAGHETTI.
    Sei mesi più tardi, la moglie del dottore gli telefona in ufficio dicendo che ha ricevuto una strana cartolina dall'Italia. Il dottore le dice:
    - Quando sarò a casa ti spiegherò tutto.
    La sera, appena arrivato a casa, legge la cartolina e cade vittima di un'infarto cardiaco. L'ambulanza arriva immediatamente e lo soccorrono. Poi chiedono alla moglie come è avvenuta questa crisi cardiaca. La moglie spiega che il marito si è sentito male dopo aver letto una cartolina proveniente dall'Italia su cui c'era scritto: Spaghetti, Spaghetti, Spaghetti, Spaghetti, due con delle palline e due senza.

     

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    Il rientro a Roma

    Posted by Ami on 23 July 2009 at 09:23

    Sono tornato a Roma lunedì mattina verso le 7, ho preferito viaggiare di notte per incontrare meno traffico e un'aria più fresca. Il viaggio è andato benone e senza soste durante il tragitto.

    Avrei voluto scrivere subito qualcosa ma tra il rimettere in ordine ed altri impegni non mi è stato possibile.

    Le vacanze sono state davvero molto rilassanti e ritempranti, sia i 10 gg. passati a S. Felice al Circeo sia quelli pasati a S.Candido in alta Val Pusteria.

    Mattia si è divertito moltissimo giocando all'aria aperta, cosa che qui a Roma non sempre è possibile.

    Da quando sono tornato vado almeno un paio d'ore in piscina per sopportare meglio il grtande caldo.

    Mi siete mancati tutti moltissimo e spero di poter aggiornare spesso il blog.

    E voi come state?

    Siete in vacanza o dovete ancora andarci?

    Vi abbraccio tutti con grande affetto

     

    Vado in vacanza!

    Posted by Ami on 24 June 2009 at 14:33

    Sabato mattina parto per il mare, vado a San Felice al Circeo dove resterò 10 gg. e poi vado in montagna a San Candido fino al 19 luglio. Ho bisogno di questa vacanza per distrarmi un pò dopo aver passato 2 mesi a L'Aquila tra gente che, oltre ad aver perso cose materiali, ha perso la serenità e purtroppo anche  in questi giorni è tornata la paura dopo la scossa di 4,6 gradi della scala Richter. Non sarà facile dimenticare quei visi terrorizzati  e li porterò per sempre nel cuore. Voglio godermi ogni minuto Erika e Mattia e il resto della famiglia e spero di trovare un pò di pace e soprattutto riempirmi gli occhi delle bellezze della natura che purtroppo agli amici abruzzesi sono negate. Al mio ritorno spero di trovare una situazione un pò più tranquilla e poter lavorare a L'Aquila per dare un piccolo contributo a chi non ha più niente.

    Tornerò a Roma il 20  e appena possibille tra i terremotati.

    Vi lascio un forte abbraccio ed un sorriso pieno di speranza

     

     

    San Candido - Convento dei Francescani

    TE VOJIO REVETE'

    Posted by Ami on 18 June 2009 at 13:31
    Come 'nu sassu che frizzéa volennu,
     'stu trenu me portea tantu lontanu
    cchiù pass'ju tempu e cchiù passa corrennu
    'stu core se facea cchiù aquilanu.
    Me parea, me dicea, che ss'olea ravvicina'.
    Aquila bbella me'.
    Aquila bbella me'.
    Tu che mi scì vistu 'e nasce,
    tu che mi scì vistu 'e cresce.
    Aquila bbella me'.
    Te vojio revete'.
    Le scampagnate bbelle a Sant'Elia,
    quelle de Pile e quelle 'e San Giulianu.
    ju core è fattu pe' lla nostalgia
    e me fa piagne come 'nu quatranu.
    Me parea, me dicea, che ss'olea ravvicina'.
    Aquila bbella me'. [.]
    Accap'ju corzu ieri so' calatu,
    propetu me parea de sta' a sogna',
    come revenne quann'era sordatu
    la vecchiarella 'e mamma a rabbraccia'.
    E' cchiù bella; è sempre quella,
    che m'ha vistu 'e pazzia'.
    Aquila bbella me'. [.]

    La mia carissima amica Giuliana mi ha inviato il testo di questa bellissima canzone aquilana pregandomi di pubblicarlo nel mio blog ed io lo faccio con immenso piacere e le mando un fortissimo abbraccio ed un grande sorriso

     

     

     

     

    DOMANI 21/4/2009

    Posted by Ami on 18 June 2009 at 12:16
    DOMANI 21/4/2009
    Tra le nuvole e i sassi/ passano i sogni di tutti (Ligabue)
    passa il sole ogni giorno/ senza mai tardare. (Tiziano Ferro)
    Dove sarò domani? (Enrico Ruggeri)
    Dove sarò? (Gianni Morandi)
    Tra le nuvole e il mare/ c’è una stazione di posta (Franco Battiato)
    uno straccio di stella messa lì a consolare (Massimo Ranieri)
    sul sentiero infinito (Max Pezzali)
    del maestrale (Eugenio Finardi)
    Day by day (Zucchero)
    Day by day (Cesare Cremonini)
    hold me/ shine on me. (Zucchero)
    shine on me (Cesare Cremonini)
    Day by day save me shine on me (Zucchero, Carmen Consoli, Mauro Pagani, Cesare Cremonini, Eugenio Finardi)
    Ma domani, domani,/ domani, lo so (Francesco Renga)
    Lo so che si passa il confine, (Roberto Vecchioni)
    E di nuovo la vita (Mauro Pagani)
    sembra fatta per te (Giuliano Palma)
    e comincia (Elio)
    domani (Elio e Le Storie Tese, Vittorio Cosma)
    domani è già qui (Jovanotti)
    rap 1 Estraggo un foglio nella risma nascosto
    scrivo e non riesco forse perché il sisma m’ha scosso (Caparezza)
    rap 2 Ogni vita che salvi, ogni pietra che poggi, fa pensare a domani ma puoi farlo solo oggi (Frankie Hi NRG)
    e la vita la vita si fa grande così (Gianluca Grignani)
    e comincia domani (Giuliano Sangiorgi)
    Tra le nuvole e il mare si può fare e rifare (Claudio Baglioni)
    con un pò di fortuna (Ron)
    si può dimenticare. (Luca Carboni)
    Dove sarò (Baustelle)
    domani? Dove sarò? (Samuele Bersani e Baustelle)
    oh oh oh (coro: Carmen Consoli, Antonella Ruggiero, Alioscia, Pacifico, Mango, Massimo Ranieri, Bluvertigo, Nek, Giuliano Palma, Antonello Venditti, Roberto Vecchioni, Albano)
    rap 3 Dove sarò domani che ne sarà dei miei sogni infranti, dei miei piani/ Dove sarò domani, tendimi le mani, tendimi le mani (Marracash)
    Tra le nuvole e il mare si può andare e andare (Laura Pausini)
    sulla scia delle navi di là del temporale (Carmen Consoli)
    e qualche volta si vede (Nek)
    domani (Antonello Venditti)
    una luce di prua (Nek)
    e qualcuno grida: Domani (Antonello Venditti)
    rap 4 Come l’aquila che vola
    libera tra il cielo e i sassi siamo sempre diversi e siamo sempre gli stessi
    hai fatto il massimo e il massimo non è bastato e non sapevi piangere e adesso
    che hai imparato non bastano le lacrime ad impastare il calcestruzzo
    eccoci qua cittadini d’Abruzzo
    e aumentano d’intensità le lampadine una frazione di
    secondo prima della finee la tua mamma,
    la tua patria da ricostruire,
    comu le scole, le case e specialmente lu core
    e puru nu postu cu facimu l’amore (Jovanotti, J Ax, Fabri Fibra e in chiusura Sud Sound System)
    non siamo così soli (Giuliano Sangiorgi)
    a fare castelli in aria (J Ax e Fabri Fibra)
    non siamo così soli (Giuliano Sangiorgi)
    sulla stessa barca (J Ax , Fabri Fibra)
    non siamo così soli (Giorgia)
    a fare castelli in aria (J Ax e Fabri Fibra)
    non siamo così soli (Giorgia)
    a stare bene in Italia (J Ax e Fabri Fibra)
    sulla stessa barca (J Ax)
    a immaginare un nuovo giorno in Italia (Giorgia, Giusy Ferreri, Dolcenera, Mario Venuti, Jovanotti, J Ax, Fabri Fibra)
    Tra le nuvole e il mare si può andare, andare
    Sulla scia delle navi di là dal temporale (Piero Pelù)
    Qualche volta si vede una luce di prua e qualcuno grida, domani (Morgan)
    Non siamo così soli (Giorgia, Mario Venuti, Giusy Ferreri, Dolcenera, Giuliano Sangiorgi)
    (tromba solo di Roy Paci)
    Domani è già qui
    Domani è già qui (Jovanotti, Marracash, FabriFibra, J Ax)
    (Assolo violino Mauro Pagani)
    Ma domani domani, domani lo so, lo so, che si passa il confine (Gianna Nannini)
    E di nuovo la vita sembra fatta per te e comincia (Elisa) domani (Sud Sound System)
    Tra le nuvole e il mare, si può fare e rifare
    Con un pò di fortuna si può dimenticare (Manuel Agnelli Afterhours)
    E di nuovo la vita, sembra fatta per te (Mango)
    E comincia (Niccolò Fabi)
    (coro finale)
    domani
    E domani domani, domani lo so
    Lo so che si passa il confine
    E di nuovo la vita sembra fatta per te
    E comincia domani
    (Manuel Agnelli, Dolcenera, Zucchero, Niccolò Fabi, Pacifico, Giusy Ferreri, Alioscia, Pacifico, Max Pezzali, Caparezza, Niccolò Agliardi, Luca Carboni, Roy Paci, Tricarico, Ron, Giuliano Sangiorgi, negramaro, Negrita, Giorgia, Francesco Renga, Malika Ayane, Laura Pausini, Morgan, Jovanotti, Massimo Ranieri, Nek, Enrico Ruggeri, Piero Pelù, Antonello Venditti, Roberto Vecchioni, Carmen Consoli, Mango, Cesare Cremonini, Saturnino)
    Domani è già qui, domani è già qui (Jovanotti)

    Autore della canzone è Mario Pagani, produttore artistico del progetto insieme a Jovanotti e a Giuliano Sangiorgi dei Negramaro; la produzione esecutiva è di Marco Sorrentino e la produzione discografica è curata dalla Sugarmusic di Caterina Caselli.

    Sfondo acquila per desktop

    Il ritorno a Roma

    Posted by Ami on 16 June 2009 at 09:25

    Dopo 2 mesi passati  tra gli amici aquilani e 10 gg. ad Innsbruck per riprendere Erika e Mattia, sono tornato a Roma. Il mio cuore è rimasto a L'Aquila dove ho trovato persone fantastiche e soprattutto molto dignitose. Ci vorranno anni per rivedere la città com'era prima del terremoto devastante che l'ha colpita e forse non sarà mai come prima ma la speranza non muore mai. Voglio tornarci presto per ritrovare quei visi speranzosi, a volte pieni di disperazione e sconforto ma che non vogliono arrendersi.

    Vi lascio ancora una testimonianza della distruzione causata dal sisma ed un mio forte abbraccio a tutti.

    Ami

     

     

    La chiesa di Castelnuovo, uno dei paeisi più colpiti dal terremoto del 6 aprile

     

    Onna dopo il terremoto

     

    Onna, il paese distrutto dal terremoto

    Come se non bastasse...

    Posted by Ami on 1 June 2009 at 09:35

    ... il terremoto del 6 aprile, ieri pomeriggio si è abbattuto un violento nubifragio sulle tendopoli di L'Aquila causando notevole disagio agli amici aquilani già tanto provati dal sisma che ha ferito a morte la città. La voglia di riprendere il volo è talmente grande che niente e nessuno potrà fermare i cugini aquilani come noi romani li abbiamo sempre chiamati.

    Un caro saluto a tutti e tantissimi auguri di buon compleanno a mamma che oggi compie 48 anni  ^__^

    Alcune immagini di L'Aquila dopo il terremoto del 6 aprile

    Posted by Ami on 22 May 2009 at 11:16

    Qui la vita riprende lentamente e c'è tanta voglia di ricominciare anche se tra mille difficoltà.

    Per farvi capire l'immane disastro che ha colpito L'Aquila e molti paesi che la circondano vi mostrerò alcune immagini. Conoscevo molto bene la città vicino al Gran Sadsso dove mi recavo molto spesso a sciare e mi assale una profonda tristezza guardandola adesso.

    Vi saluto tutti con affetto

    Ami

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    L'ultima immagine inserita riguarda il palazzo della Prefettura che è vicissimo alla casa della mia carissima amica e lì mi fermavo spesso per parcheggiare la moto o la macchina quando non trovavo posto davanti casa sua.

    Stiamo tutti bene!

    Posted by Ami on 14 May 2009 at 10:54

    Mi scuso con tutti voi per non avervi dato notizie e voglio precisare che non sono aquilano come l'anomino ha scritto ma romano come ho sempre detto. Non ho potuto aggiornare il blog perchè sono partito per L'Aquila il giorno stesso del terremoto con mio padre ed altri medici per dare soccorso agli aquilani e, con grande sollievo, ho saputo che la mia amica Giuliana è sana e salva anche se la sua casa ha grossi danni ed ora è ad Alba Adriatica dove resterà ancora per almeno un paio di mesi.

    Non potete immaginare la situazione a L'Aquila che è ancora peggiore di come si vede in TV.

    Erika e Mattia sono ad Innsbruck e stanno benone.

    Vi ringrazio di tutto e, appena possibile, vi darò ulteriori notizie.

    Un fortissimo abbraccio

    Ami

    Muffin primaverili

    Posted by Ami on 31 March 2009 at 11:56

    Ingredienti:

    260 gr di farina
    2 cucchiaini di lievito in polvere
    1 pizzico di sale
    60 gr di burro
    4 cucchiai di zucchero
    1 uovo
    250 ml di latte
    petali di fiori eduli (primule, roselline, violette)

     

    Necessari:

    frusta
    1 ciotola
    1 setaccio
    pirottini


    Persone: 4
    Preparazione: 10 min.

    Cottura: 25 min.
    Difficoltà: molto semplice

     

    La ricetta permette di ottenere 12-15 muffin.
    Con una frusta lavorare a crema il burro con lo zucchero e unire l'uovo. Setacciarvi farina, lievito e sale, alternando con il latte. Aggiungere qualche petalo. Versare nei pirottini, fino a 3/4. Infornare a 175° per 20-25 minuti. Appena raffreddati, decorare con petali.

     

    Ucraina, cane impara l'uso dei soldi e si compra il cibo

    Posted by Ami on 26 March 2009 at 09:45

    Un cane randagio ha imparato a riconoscere e a usare i soldi per comprarsi il cibo. E' successo a Kharkov, seconda città dell'Ucraina. Secondo quanto riferisce il tabloid Komsomolskaia Pravda l'animale è diventato ormai cliente abituale del negozio di alimentari dove per un anno si era accontentato di qualche pezzo di pane in regalo.


    "Un giorno una persona gli ha dato per scherzo una grivnia - la valuta ucraina, - e il cane si è precipitato al reparto salumi, ottenendo delle fette di salame in cambio della banconota", racconta Irina, una commessa dell'esercizio.

    Da allora molti clienti regalano una banconota per ammirare le prodezze del cane, che ormai manifesta anche le sue preferenze quotidiane tra salsicce, salami e cosce di pollo. Rizhiukha - questo il suo nome per il colore rossiccio del pelo - è diventato non solo un'attrazione ma anche una fonte d'incasso per il negozio, al quale versa da 10 a 30 grivnie al giorno.

     

    Le femmine dei fringuelli possono decidere il sesso della loro prole

    Posted by Ami on 24 March 2009 at 15:41

    23 marzo 2009 - Le femmine di fringuelli considerano il colore della testa del maschio con cui si accoppiano, per decidere il sesso della prole. Uno studio di biologi australiani pubblicato sulla rivista Science, sui comportamenti di riproduzione dei variopinti fringuelli detti diamanti di Gould (Erythrura gouldiae), ha concluso che le femmine producono deliberatamente un eccesso di pulcini maschi dopo essersi accoppiate con un compagno dal colore di testa differente dal loro.

    I diamanti di Gould hanno la testa nera oppure rossa, pur appartenendo alla stessa specie. Gli studiosi dell'università Macquarie di Sydney hanno fatto in modo che 200 femmine si accoppiassero con un maschio con la testa dello stesso colore, o con un maschio con colore differente, in certi casi dopo aver colorato diversamente la testa del maschio.

    E' emerso che maschi e femmine con la testa di differente colore sono geneticamente incompatibili. Quando la femmina è costretta ad accoppiarsi con un maschio incompatibile, o viene indotta a credere che lo sia, produce deliberatamente dei maschi. E i maschi di coppie geneticamente incompatibili hanno probabilità assai maggiori di sopravvivere delle femmine.

    Più dell'80% dei pulcini nascono maschi, quando i padri hanno la testa di colore differente dalle madri. "I diamanti di Gould indossano i loro geni sulla testa, quindi è relativamente facile per una femmina valutare la compatibilità genetica con il compagno", scrive l'autrice della ricerca, Sarah Pyke. "La scoperta suggerisce che nel regno animale le femmine hanno molta più influenza sul sesso della prole, di quanto si sia creduto possibile".

    Una coppia di diamanti di Gould

    Zeppole Di San Giuseppe

    Posted by Ami on 19 March 2009 at 16:43

    230 G Acqua - 50 G Burro - 1 Pizzico Sale - 1 Bustina Vaniglia - 1 Limone (Scorza Grattugiata) - 150 G Farina - 5 Uova - Crema Pasticciera - Ciliegie Amarene

     

    Le "zeppole di San Giuseppe" in Campania vengono preparate per la festa di San Giuseppe. Risaliamo all'origine di questa delizia che è antichissima, intorno al 500 a.C. si celebravano a Roma le Liberalia, le feste delle divinità dispensatrici del 'vino e del grano nel giorno del 17 marzo. In onore a Sileno, compagno di bagordi e <> di Bacco, si bevevano fiumi di rosso nettare e si friggevano profumate frittelle di frumento. Oggi, quasi nello stesso giorno, il 19 marzo, e in occasione di S. Giuseppe si ripete la cerimonia delle frittelle. La pasta per le zeppole di S. Giuseppe si prepara in maniera simile a quella degli choux, detti anche bignè. La differenza è nella minore quantità di burro e nella cottura: le zeppole vanno infatti fritte, mentre i bignè si cuociono in forno. C'è anche da dire che parecchie pasticcerie, onde evitare i già grossi ed irreparabili attentati alle diete, le propongono anche nella maniera"'infornata".

     Scaldate in una casseruola l'acqua con il sale e il burro, fino a quando questo non si scioglierà. Portate a bollore e allontanate dalla fiamma. Aggiungete la farina setacciata tutta insieme e mescolate energicamente Riportate la casseruola sul fuoco e continuate a mescolare per mezzo minuto a calore basso. Mettete quindi la pasta sul marmo unto con un po' d'olio e lasciatela raffreddare. Quando sarà fredda incorporatevi le uova, una per volta, prima il tuorlo e poi l'albume. Per cuocerle preparate due padelle con abbondante olio di semi, una su fuoco lento e un'altra a calore più allegro. Poiché la pasta risulterà molto morbida sarebbe difficile friggere le zeppole senza ricorrere ad un piccolo trucco. Prendete un foglio di carta oleata e praticategli dei fori, mettete la pasta, poca per volta, nell'apposita siringa con l'imboccatura a stella e, premendo lo stantuffo fatela uscire formando delle ciambelle che poggerete direttamente sulla carta che immergerete nell'olio bollente. Attraverso i fori passerà dell'aria, che permetterà alle zeppole di staccarsi facilmente dalla carta oleata; toglietele allora da questa padella e immergetele nell'altra a fuoco più forte affinché si cuociano perfettamente e diventino dorate. Fate sgocciolare le zeppole. come si fa per ogni fritto su una carta e poggiatele poi su un piatto guarnendole con una cucchiaiata di crema coronata da un paio di ciliegine amarene.

     

    Zeppole di San Giuseppe (2)

     

    Per Le Zeppole: - 50 Cl Acqua - 400 G Farina - 6 Uova - 1 Noce Burro - 1 Pizzico Sale - Per La Crema: - 3 Tuorli D'uovo - 3 Cucchiai Zucchero - 3 Cucchiai Fecola Di Patate - 50 Cl Latte - 150 G Marmellata D'amarene

    Mettete in una pentola l'acqua con il burro ed il pizzico di sale e quando bollirà versatevi la farina tutta insieme e mescolate energicamente per circa 10 minuti. Mettete quindi la pasta sul marmo e lasciatela raffreddare. Quando sarà fredda incorporatevi le uova una per volta, prima il tuorlo e poi l'albume. Ungete con olio una zona del piano di lavoro, mettete la pasta poca per volta nell'apposita siringa con l'imboccatura a stella e facendola uscire fatela prendere la forma di ciambelle che poggerete sul piano unto. Di qui le prenderete per friggerle in olio abbondante, a fuoco lento in un primo momento e più forte poi. Se le zeppole saranno molte vi converrà, come fanno le pasticcerie, mettere sul fuoco due padelle, una ad olio non troppo caldo e l'altra ad olio bollente; le immergerete quindi dapprima nella padella meno calda e poi di lì le passerete in quella calda. Fate sgocciolare le zeppole, come tutto il fritto, su una carta e poggiatela poi su un piatto guarnendole con una cucchiaiata di crema ed un paio di amarene.

     

     

     

     

     

    St. Patrick Day

    Posted by Ami on 17 March 2009 at 11:37
    A partire dal 1737, il 17 marzo di ogni anno, il "St. Patrick Day" viene ricordato con cerimonie, parate e canti non solo in Irlanda, ma negli Stati Uniti, in Australia e in ogni luogo dove vi sia una comunità irlandese.

    A Dublino, dove raduna più di 350.000 persone, la festa di san Patrizio è un pretesto per incontri allegri e colorati tra gli irlandesi rimasti in patria e quelli emigrati, che vengono a marciare in file serrate, fanfare in testa, tornando così almeno per un giorno alle origini e riaffermando un'identità che è lungi dall'essere in ribasso come pretendono alcuni.

    La ricorrenza si celebra in casa o al pub con gli amici, indossando un indumento verde (il colore del trifoglio e simbolo della stessa irlanda) o bevendo una pinta di birra verde (tipica per questa occasione). La tradizione vuole che tutti indossino il trifoglio d'Irlanda il giorno di San Patrizio!

    Il 17 Marzo porta fortuna trovare un quadrifoglio (il doppio della fortuna che porterebbe se trovato in un giorno qualunque) e vestirsi di verde (in Irlanda i bambini a scuola imbrattano di verde i compagni non vestiti ad hoc per l'occasione!).
    Per gli irlandesi bastano solo due ingredienti per assicurare una notte di "craic" (divertimento): la musica e il bere. E per chi ha deciso di passare il San Patrizio con loro sa già che questi due ingredienti certo non mancheranno.

    Per essere facilmente 'adottati' ad una festa irlandese di San Patrizio la strada più breve è esibire un distintivo a forma di trifoglio. Potete procurarvene uno presso l'associazione benefica irlandese Goal che li mette in vendita devolvendo i proventi alle popolazioni povere.
    In ogni caso, una volta indossato il badge bisogna 'affogarlo'. Tutto ciò di cui avete bisogno è una bottiglia e alcuni amici. Cercate il pub irlandese più vicino e affogate il vostro trifoglio in una buona pinta di birra. Potreste essere coinvolti in una jam session con i musicisti o, se il bere è buono e la musica vi scorre nelle vene, farne partire una voi!

    Santino, lo scimpanzé previdente che lancia le pietre

    Posted by Ami on 12 March 2009 at 17:08

    10 marzo 2009 - A Santino, un maschio di scimpanzé del Furuvik Zoo di Gavle, Svezia, i visitatori danno fastidio. Lo innervosiscono molto, e lui, per questo scaglia contro di loro i sassi che si è preparato alla bisogna fin dal mattino. E' dal 1997 - scrive la rivista Science nella sua edizione online - che l'animale ha cominciato a manifestare la sua insofferenza verso il pubblico dello zoo tirando le pietre.

    In questi casi mostra di essere molto nervoso, salta da una parte all'altra del recinto, batte i piedi in terra e grida. Osservando il suo comportamento, ci si è accorti che lo scimpanzé non tirava i sassi che gli capitavano a caso, ma già dalla mattina, quando ancora i cancelli dello zoo erano chiusi, coscienziosamente cominciava a cercare pietre e pezzi di cemento e li ammonticchiava in una sorta di deposito munizioni.

    E' questo che ha stupito. Il primatologo Mathias Osvath, dell'università svedese di Lund ha monitorato le osservazioni del personale dello zoo, e da queste sembra evidente che Santino sappia in anticipo che si innervosirà, che scaglierà pietre verso il pubblico, e che per questo si prepara in anticipo. Osvath conclude che, poiché Santino è calmo quando raccoglie le munizioni ma le usa solo quando si agita, il suo comportamento "é chiaramente identificabile come una pianificazione per un futuro stato mentale".

    Il comportamento "nervoso" di Santino è cominciato, per la cronaca, quando l'altro maschio del recito è morto, lasciandolo solo con quattro femmine. A volte scaglia nugoli di anche dieci o più pietre per attacco. Anche se finora nessun visitatore si é fatto male, i guardiani avvertono il pubblico di tenersi a distanza dal recinto fintanto che non richiamano lo scimpanzé nel padiglione, al chiuso.

     

    Gioia di Marzo

    Posted by Ami on 10 March 2009 at 15:31

    Fresca gioia, l'erba nasce
    così lustra e così breve
    dove il sol ruppe la neve
    e l'agnello se ne pasce.
    Anche l'acqua ch'era ghiaccio
    s'incammina dentro il fosso
    con un po' di cielo in dosso,
    mormorando: «Se ti piaccio,
    vieni a bermi così pura
    pria che tocchi la pianura ».
    L'alberello di cotogno
    apre gli occhi e guarda il mondo
    e nel rivo vispo e fondo
    getta l'ultimo suo sogno;
    poi, toccato dal Signore
    sui rametti più lontani,
    come dentro esili mani,
    posa un candido suo fiore
    così allegro che la gente
    dentro l'anima lo sente.

     

    Renzo Pezzani


    gif animate pecore (42)            Cotogno

    La siepe s'è desta

    Posted by Ami on 5 March 2009 at 15:26

    Marzo

     

    Nei boschi, da sera a mattina,
    si schiudono fresche sorprese:
    leggero sui prati cammina
    Marzo, incantevole mese.
    È già non più sonnolento
    il rio, né risuona si dura
    la terra: nel tiepido vento
    già verzica la verzura.
    Ancora non c'è l'usignolo
    ricolmo di note e di trilli,
    ma lungo le prode e nel brolo
    già fremono e ciarlano i grilli.
    E, guarda, la siepe s'è desta
    coperta di fiori, odorosa:
    il pesco s'ammanta di festa
    schiudendo i suoi petali rosa.
    C'è pioggia, c'è vento, c'è sole:
    è marzo, ogni cosa ha un incanto;
    è marzo, che piange e non vuole,
    che mostra il sorriso tra il pianto.

     

    Alfred De Musset

     

     

    Marzo

    Posted by Ami on 3 March 2009 at 15:36

    Marzo: nu poco chiove
    e n’ato ppoco stracqua
    torna a chiovere, schiove,
    ride ‘o sole cu ll’acqua.

    Mo nu cielo celeste,
    mo n’aria cupa e nera,
    mo d’’o vierno ‘e tempesta,
    mo n’aria ‘e Primmavera.

    N’ auciello freddigliuso
    aspetta ch’esce ‘o sole,
    ncopp’’o tturreno nfuso
    suspireno ‘e vviole.
     
    Catarì!…Che buo’ cchiù?
    Ntiénneme, core mio!
    Marzo, tu ‘o ssaie, si’ tu,
    e st’ auciello songo io.

     

    Salvartore Di Giacomo

     

     

                          pioggia 19

    Alta Val Pusteria

    Posted by Ami on 26 February 2009 at 14:44
    Magie di neve

    Una valle incantata dove i boschi sembrano celare allo sguardo umano gnomi e folletti che saltellano tra i verdissimi prati. In alta Val Pusteria, dove la vicinanza all’Austria si fa sentire nell’accento e nei nomi delle località, sorge una zona nota per le antiche cittadine e la verde vegetazione, che d’inverno si copre di bianco facendo la gioia degli sciatori.

    Qui si può scegliere tra discese di ogni livello e ben 200 km di piste di fondo, che in estate si trasformano in verdissimi percorsi ciclabili.

    Incoronati dalle spettacolari cime delle Dolomiti di Braies e di Sesto, le località che abitano la porzione più orientale dell’Alto Adige racchiudono piccoli gioielli di architettura sacra altoatesina e uno staordinario patrimonio naturalistico: dal Parco Naturale Fanes-Sennes-Braines, al Parco Naturale Dolomiti di Sesto, tra San Candido, Sesto e Dobbiaco, al Parco Fauna di Dobbiaco.

    Partendo dalla Valle di Braies, una delle più verdi dell’Alto Adige punteggiata da antichi masi e animali al pascolo, si entra  a far parte di un incantevole paesaggio caratterizzato dal Lago di Braies, che sorge a 1493 m circondato da boschi di abete. Potrete scegliere di percorrere i sentieri attorno allo specchio d’acqua o di attraversarlo con  una più romantica barca a remi.

    Giunti a Villabassa (Niederdorf in tedesco) ecco apparire in mezzo a pascoli e sentieri la settecentesca parrocchiale di Santo Stefano, in cui sono custodite bellissime statue di legno scolpite dagli artisti locali. Si arriva poi a Dobbiaco (Toblach)  che con i suoi 1241 m segna il punto più alto della Val Pusteria, di cui rappresenta uno dei centri più noti e apprezzati grazie all’aria pura e alla natura vergine fin dagli inizi del secolo scorso.

    San Candido (Innichen) annuncia la sua presenza con gli aguzzi campanili delle sue numerose chiese, mentre Sesto (Sexten) può fregiarsi delle tre famosissime cime come emblema, definite la Trinità delle Dolimiti. Non perdetevi la possibilità di attraversare questo paesaggio da favola con la carrozza trainata dai cavalli, una sensazione unica.

    L’artigianato locale è famoso per i suoi oggetti in legno sapientemente forgiati e cappelli e pantofole in feltro.
    Per avere un assaggio completo della valle ecco in tavola il prelibato speck e i formaggi d’alpeggio, prodotti dal latte appena munto nelle malghe d’alta montagna.

    Non rinunciate poi ad una dolce sosta in pasticceria per assaggiare i panforti di cioccolato e il prelibato zelten, dolce caratteristico a base di frutta secca.

    Da Visitare

    Alta Val Pusteria: in poche parole aria pura, natura incontaminata e chiesette dai tetti aguzzi.

    A Valle Braies potrete scegliere tra due allettanti alternative: le escursioni tra la natura rigogliosa del Parco Naturale Fanes-Sennes-Braies e del lago omonimo, o la riposante tappa termale tra le sorgenti dalle proprietà benfiche di Ferrara di Braies.

    Il centro storico di Dobbiaco è impreziosito dalla barocca Parrocchiale di San Giovanni Nepomuceno che conserva stucchi, volte affrescate e dipinti.

    Mentre a San Candido merita una visita la maestosa Collegiata dei Santi Candido e Corbiniano, chiesa romanica nata all’interno di un’antica abbazia benedittina. Da notare i bellissimi bassorilievi romanici del portale laterale e gli ampi affreschi dell’interno.
    Ma la sorpresa più grande è racchiusa nel pittoresco centro storico con la singolare Ausserkirchl, un complesso dal grigio tetto in legno che custodisce afreschi e statue lignee intagliate dagli artigiani locali.

    Non perdetevi infine il fiabesco centro storico cinquecentesco che attornia la Chiesa di San Vito a Sesto, o le meraviglie naturali del Parco Naturale Dolomiti di Sesto, un vero e proprio eden incastonato tra le Dolomiti.

     
     
     
     

    Origini del Giovedì Grasso

    Posted by Ami on 19 February 2009 at 15:16

    A Venezia si festeggiava il Giovedì Grasso in ricordo della supremazia del Doge Michiel su Ulrico di Aquileia. Siamo subito dopo il 1160. I vinti ogni anno erano obbligati a spedire al Doge diversi maiali per commemorare la vittoria contro il patriarca Ulrico.

    Sia il popolo che i nobili festeggiavano mangiando carne di maiale, e divertendosi tra balli, spettacoli e fuochi pirotecnici. Durante questa celebrazione c'era anche, l'ormai noto,
    Volo dell'Angelo o Colombina e, come oggi, una persona scendeva lungo un filo dal Campanile di San Marco attraversando la piazza.

     

                     Gif 15

     

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    Frappe e castagnole

    Posted by Ami on 17 February 2009 at 14:16

    Per preparare delle ottime frappe alla romana:

    Mescolate 200 g. di farina con 50 g. di burro fuso,1 uovo intero e 1 rosso,100 g. di zucchero,un pizzico si sale,la buccia di un limone grattugiata.
    Fate una sfoglia sottilissima e tagliatela a strisce piuttosto lunghe che annoderete su se stesse.
    Per ottenere delle frappe molto leggere e rigonfie bisogna friggerle con abbondante strutto bollente.
    Una volta fritte,sistematele su un piatto piuttosto grande e spolveratele con zucchero a velo e,se vi piace,prima dello zucchero a velo potete mettere del miele che avrete sciolto precedentemente.

    Per le castagnole:

    Mescolate 200 g. di farina con 2 uova,4 cucchiai di zucchero e 50 g. di burro fuso.
    Amalgamate bene il tutto e,per dare la forma caratteristica di piccole palline,versate nella padella un cucchiaino per volta.
    Cercate di mantenere l'olio ad un giusto calore senza farlo scaldare troppo.
    Una volta fritte,sistematele in un grande piatto spolverandole di zucchero a velo e,anche in queso caso,potete mettere prima del miele.

    Per i non astemi si può agiungere all'impasto sia delle frappe che delle castagnole un pò di rhum o altro liquore a piacere.

     

     


     

     

     

    ALLA VITA

    Posted by Ami on 11 February 2009 at 10:36

    ALLA VITA
    di Nazim Hikmet

    La vita non è uno scherzo.
    Prendila sul serio
    come fa lo scoiattolo, ad esempio,
    senza aspettarti nulla
    dal di fuori o nell'al di là.
    Non avrai altro da fare che vivere.

    La vita non é uno scherzo.
    Prendila sul serio
    ma sul serio a tal punto
    che messo contro un muro, ad esempio, le mani legate,
    o dentro un laboratorio
    col camice bianco e grandi occhiali,
    tu muoia affinché vivano gli uomini
    gli uomini di cui non conoscerai la faccia,
    e morrai sapendo
    che nulla é più bello, più vero della vita.

    Prendila sul serio
    ma sul serio a tal punto
    che a settant'anni, ad esempio, pianterai degli ulivi
    non perché restino ai tuoi figli
    ma perché non crederai alla morte
    pur temendola,
    e la vita peserà di più sulla bilancia.

    scoiattoli 30   

     

     

     

     

     

    Eluana Englaro non è morta, è stata assassinata.

    Posted by Ami on 10 February 2009 at 12:01

    Non posso più tacere sul caso di Eluana Englaro. Premetto che non sono credente e tantomeno un bigotto. Eluana era una donna viva a tutti gli effetti e togliendole alimentazione e idratazione non si è fatto altro che portarla ad una morte atroce. Ci sono migliaia di altri genitori che si trovano nelle stesse condizioni di Beppino Englaro ma hanno optato per la vita. Sono profondamente costernato e non riesco a provare la minima solidarietà per il padre di Eluana. Non ce nessuna certezza che Eluana in vita abbia detto che, se si fosse trovata in quelle condizioni, avrebbe voluto morire. Sono medico figlio di medici con nonni e bisnonni medici e vi posso assicurare che non c'è nessuna certezza che Eluana non provasse dolore o emozioni ma più semplicemente non poteva comunicare. Un minimo dubbio avrebbe dovuto convincere chi ha portato Eluana alla morte a riflettere solo per un attimo.

    Non voglio aggiungere altro ma solo il mio saluto ad Eluana.

     

    Quattro chiacchiere in salotto...!

    Posted by Ami on 5 February 2009 at 11:20

    Quattro signore molto pie chiacchierano in salotto davanti a una tazza di the. La prima racconta orgogliosa alle amiche: "Sapete mio figlio e' un prete. Ogni volta che entra in una stanza con altra gente tutti si alzano in piedi e lo chiamano 'padre'". La seconda allora replica: "Mio figlio invece è vescovo e chi lo incontra lo chiama sempre 'Vostra Grazia'". La terza donna allora dice: "Sapete, invece mio figlio è un cardinale e quando incontra qualcuno questo si inginocchia e lo chiama 'Vostra Eminenza'". Intanto, visto che la quarta signora continua a sorseggiare il suo the in silenzio, la prima delle altre tre la incoraggia a raccontare anche lei qualcosa di suo figlio: "Dunque...?". E la quarta allora fa: "Mio figlio è un muscoloso spogliarellista, alto uno e novanta, quando entra in una stanza la gente dice 'Mio Dio...'".

     

    Riccardo Scamarcio nudo alla finestra

     

     

    Ciambelline all'anice

    Posted by Ami on 3 February 2009 at 16:13

    Ingredienti:

  • farina
  • olio extravergine di oliva
  • zucchero
  • vino bianco
  • semi di anice
  •  

    Preparazione:

    15 minuti per la preparazione + 10 minuti per la cottura

    Impastare un bicchiere di farina con un bicchiere di zucchero, un bicchiere di vino bianco e un bicchiere di olio. Lavorare la pasta. Aggiungere i semi di anice.Con dei rotolini di pasta preparare delle piccolissime ciambelline arrotolandole attorno ad un dito. Cuocere a forno non troppo forte, fino a risultare dorate e croccanti.

     
     

    Ciambelline all'anice

     

     

    Sono delle ciambelline tipiche del Lazio che si mangiano principalmente il giorno di S. Biagio ma sono ottime in qualsiasi giorno dell'anno.

    Buon appetito!  ^___^

    Proverbi su febbraio

    Posted by Ami on 2 February 2009 at 09:34

    Alla luna di febbraio, potar si deve.
    A Madonna Candelora dall'inverno siamo fora.
    A san Valentino la primavera é vicino.
    Chi vuole un buon erbaio, lo semini in febbraio.
    Febbraietto, corto e maledetto.
    Febbraio, corto e amaro.
    Febbraio è il mese in cui le donne parlano poco.
    Febbraio nevoso, estate gioiosa.
    In febbraio la beccaccia fa il nido.
    In febbraio la terra è in calore.
    La pioggia di febbraio riempie il granaio.
    Luna di febbraio, madre di vendemmia.
    Non si fa un buon Carnevale, se non c'è luna di febbraio.
    Neve di febbraio, mezzo letamaio.
    Se ci sono le mosche in febbraio, bisogna scaldarsi le orecchie a
    marzo.
    Se nevica il dieci di febbraio, l'invemo si accorcia di quaranta
    giorni.

     

    L'emicrania

    Posted by Ami on 29 January 2009 at 14:39

    Un uomo va dal dottore con una lunga storia di emicrania. Il dottore scopre che il suo povero paziente ha provato praticamente ogni terapia senza nessun miglioramento. "Ascolti" dice il dottore, "anch'io soffro di emicranie e il  consiglio che posso darle non l'ho imparato all'Universita', ma dalla mia propria esperienza. Quando ho un attacco di emicrania, vado a casa, mi infilo in un vasca da bagno bella calda, e sto ammollo per un'ora. Poi mia moglie mi passa la spugna con l'acqua piu' calda possibile intorno alla fronte. Quindi esco dalla vasca, prendo mia moglie e la trascino in camera da letto, e mi sforzo di fare del sesso con lei. Quasi sempre il mal di testa  se ne va immediatamente. Ora, provi anche lei e ritorni fra due mesi". Due mesi piu' tardi il  paziente ritorna con un gran sorriso: "Dottore, ho seguito il suo consiglio e realmente funziona; ho avuto emicranie per 17 anni e questa e' la prima volta che qualcuno mi ha aiutato !". "Allora" dice il medico "sono contento di averla aiutata". E mentre sta salutando il dottore il paziente aggiunge: "Ah, dottore, mi congratulo con lei: lei ha veramente una casa bellissima!".

     

    Gif 65

    Era lei, la neve

    Posted by Ami on 27 January 2009 at 11:02

    E un mattino
    appena alzati, pieni di sonno,
    ignari ancora,
    d'improvviso aperta la porta,
    meravigliati la calpestammo:
    Posava, alta e pulita
    in tutta la sua tenera semplicità.
    Era
    timidamente festosa
    era
    fittissimamente di sé sicura.
    Giacque
    in terra
    sui tetti
    e stupì tutti
    con la sua bianchezza.
    (E. Evtusenko)

    E' scesa la neve

    Posted by Ami on 23 January 2009 at 08:23

    E' scesa la neve,divina creatura,
    a visitare la valle.
    E' scesa la neve,sposa della stella,
    guardiamola cadere:
    Dolce! Giunge senza rumore,come gli esseri soavi
    che temono di far male.
    Così scende la luna,cos' scendono i sogni....
    guardiamola scendere.
    Pura! Guarda la valle tua,come sta ricamandola
    di gelsomino soffice.
    Ha così dolci dita,così lievi e sottili,
    che sfiorano senza toccare.
    (G. Mistral, Opere poetiche)

     

     

     

    E viene il tempo

    Posted by Ami on 22 January 2009 at 09:51

    E viene il tempo
    del corvo nero
    sulla neve bianca.
    Un'isola di ghiaccio
    sopra il fiume
    porta il corvo lontano.
    E il corvo canta - cra -
    io solo sono nero
    in questo mondo bianco.
    D'estate vorrei essere
    bianco come un gabbiano
    sull'azzurro del mare,
    ma su questo mondo candido
    - cra-cra - io solo sono nero.
    (E. Borchers)

    cartoon_blackbird_searching_prey_md_wht.gif (22866 bytes) 

    La terza neve

    Posted by Ami on 21 January 2009 at 09:01

    Guardavamo dalle finestre, là
    dove i tigli
    si stagliavano neri
    nella profondità del cortile.
    sospirammo -
    ancora, la neve non veniva,
    ed era tempo, ormai,
    era tempo.....

    E la neve venne,
    venne verso sera,
    essa
    giù dall'alto dei cieli
    volava
    a seconda del vento;
    e nel volo oscillava.
    A falde sottili come lamine,
    fragili,
    era confusa di se stessa.
    La prendevamo nelle mani,
    e stupivamo:
    dunque, era quella la neve?

    .... Dopo sette giorni
    venne la neve nuova.
    Non venne -
    precipitò.
    Cadeva così fitta,da non potere
    tenere aperti gli occhi,
    a tutta forza
    vorticava in cerchio, mugliando.
    ... ma disperò di sé,
    non resistette
    e si diede per vinta.
    E noi, ansiosi
    sempre più spesso
    scrutavamo l'orizzonte:
    quando quella vera verrà?
    Perché era tempo,
    era tempo....

    Ed un mattino
    era davvero tanta
    ed era davvero bella.
    Cadeva e cadeva
    nel baccano dell'alba
    fra il rombo della macchine e lo sbuffare dei cavalli,
    e sotto i piedi non si scioglieva,
    anzi diventava più compatta.
    Giaceva
    fresca e scintillante
    e ognuno ne restava abbagliato.
    Ed era lei, la neve. La vera.
    L'aspettavamo.
    Era venuta.
    (E. Evtusenko)

     

    Lavorazione dello zucchero, 1955 Stampa artistica di Grandma Moses

    Dolcetti all'arancia

    Posted by Ami on 19 January 2009 at 11:25
    • 100 gr. di bucce d'arancia

    • 150 gr. zucchero di canna

    • 50 gr. di pinoli

    • 50 gr. di mandorle

    - Tagliare a filetti le bucce d'arancia togliendo la parte bianca

    - lasciarle in acqua fredda per 2 ore

    - mettere le bucce d'arancia in un tegame a fuoco moderato finché

      saranno asciutte e frullarle

    - mettere sul fuoco la crema di buccia d'arancia e lo zucchero   mescolando finché sia sciolto (ma non deve caramellare)

    - unire le mandorle tagliate a listarelle ed i pinoli

    - mescolare finché lo zucchero si raggruma

    - togliere il composto a cucchiaini e posarlo a mucchietti su un piatto

      bagnato

    - raffreddare in frigo e servire

     

    frutta 2

     

     

     

    Ciafrichigli con fagioli

    Posted by Ami on 15 January 2009 at 09:40

    Per la pasta:
    kg 1 di farina di grano duro
    acqua
    sale

     

    Per il condimento:

    (Per 6 persone)

    Fagioli freschi: 1 kg

    Pomodori maturi: 6

    Lardo o pancetta tritati: 120 g

    Sedano: 2 gambi

    Cipolla: 1

    Olio di oliva: 50 ml

    Maggiorana: alcune foglie

    Peperoncino: q.b.

    Sale

    Pepe

     

    Procedimento preparazione ciafrichigli:

    Impastate la farina con acqua tiepida e sale, quindi lasciatela riposare coperta da una ciotola o pellicola alimentare.

    Riducete la pasta ad un serpentello sottile (grosso quanto una matita), che tagliate in pezzetti di circa  5 mm.
    Lasciateli asciugare su canovacci infarinati.

     

    Procedimento preparazione condimento:

    Mondare ed affettare sottilmente il sedano

    Sgranare i fagioli

    Lessarli in acqua aromatizzata con il sedano in una ciotola di terracotta

    Lavare i pomodori

    Pelarli, privarli dei semi e sminuzzarli

    Lavare la maggiorana

    Sbucciare e tritare la cipolla

    Farla imbiondire con il lardo nell’olio

    Unire questo soffritto ai fagioli

    Unire i pomodori, la maggiorana e il peperoncino

    Salare, pepare e portare a termine lentamente la cottura

    Servire molto calda

     

    Ho gustato questo delizioso piatto in un ristorante di Castel Del Monte, un delizioso paesino in provincia di L'Aquila a più di 1.300 metri e ne sono rimasto entusiasta. Il ristorante si chiama "Il Gattone"" e mi è stato consigliato da un'amica aquilana. La ricetta che vi ho riportato non è quella del Ristorante  che, per ovvi motivi, non sono riuscito ad avere ma di una vecchietta del paese che mi ha preso in simpatia e mi ha detto come li prepara lei. Io ci ho provato e sono molto simili all'originale. Se vi capita di andare da quelle parti, andate a provarla. Dopo aver sciato sul Gran Sasso è quello che ci vuole per completare una giornata in montagna!

     

     

     

     

    Bevagna

    Posted by Ami on 13 January 2009 at 09:10

    Il nome

     

    Deriva dal gentilizio etrusco Mefana, indizio di una presenza etrusca anteriore a quella degli Umbri.

    Poi Mevania per i Romani.

     

    La Storia

     

    308 a.C.: lo scrittore latino Livio ricorda la battaglia di Mevania in questa data, ma l'episodio è posto in dubbio dagli storici. è certo però che dopo il 295 Mevania con altre città umbre si alleò con Roma.

    774.: gastaldato longobardo nell'ambito del ducato di Spoleto, Bevagna entra a far parte dello Stato della Chiesa, per quanto continui in realtà a dipendere, come l'intero ducato, dai re franchi e poi dagli imperatori del Sacro Romano Impero.

    1187: si hanno le prime notizie certe del libero comune di Bevagna retto da consoli.

    1249: i cittadini sono autorizzati dal Papa ad eleggere liberamente il proprio podestà. Questo accade dopo la distruzione di Bevagna, che parteggiava per la Chiesa (la parte guelfa), ad opera dell'imperatore Federico II.

    1371: dopo esser passata più volte dal dominio imperiale a quello papale e viceversa, inizia la signoria dei Trinci di Foligno (Trincia VII, vicario pontificio, riceve Bevagna in dono da Papa Gregorio IX) che durerà fino al 1439, quando viene restituita al diretto dominio della Santa Sede.

    1567: torna alla Chiesa dopo essere stata alle dipendenze del governatore del ducato di Spoleto e del governo di Perugia, e vi rimane fino al 1860, quando cessa il governo pontificio e anche Bevagna entra a far parte del Regno d'Italia.

     

    La piazza dei ricordi dormienti

     

    Rimasta fuori dalle direttrici di sviluppo industriale della regione, Bevagna ha conservato quasi intatto il suo assetto urbanistico medievale che ricalca in larga parte la pianta della città romana.

    Questa pura solitudine ne ha fatto un simbolo concreto di entità urbana a misura d'uomo. Basta recarsi in piazza Silvestri, sublime nella sua irregolarità, per capire come l'armonia possa nascere dal caos (apparente) di stili, storie, tempi che si mescolano.

    Questa è una delle meravigliose piazze d'Italia. È la piazza dei ricordi dormienti, perché il perenne agitarsi dei poteri, che qui si fronteggiano con i loro simboli, sembra si acquieti nella suprema sintesi della bellezza. Espressione dell'egemonia comunale è il Palazzo dei Consoli (1270) col suo elegante prospetto in travertino e arenaria, ritmato da un duplice ordine di bifore gotiche e con un'ampia loggia (dal 1886 ospita il Teatro Torti decorato da Bruschi e Piervittori).

    Ad esso si contrappone il potere ecclesiastico con ben tre chiese. Quella di S. Michele (sec. XII-XIII) ha la facciata in travertino a coronamento orizzontale e custodisce all'interno un bel crocifisso del XV sec. S. Silvestro è del XII sec. e presenta una facciata incompiuta in blocchetti di travertino nella parte inferiore e in pietra del Subasio in quella superiore; l'interno, di suggestiva semplicità, è diviso in tre navate da robuste colonne con capitelli corinzi.

    Il bel portale fine '300 di S. Domenico (sec. XIII-XIV) aggiunge grazia alla dissimmetrica piazza che fa incetta di altri stili come il finto gotico ottocentesco della fontana e la colonna romana a capitello corinzio che sembra lasciata lì giusto per fare un po' di scena. In realtà fregi e colonne romane si vedono un po' ovunque perché le abitazioni sono costruite sopra i resti del I e II sec. d. C. seguendo la curvatura del teatro che si appoggiava sul pendio dell'altura e si affacciava sulla via Flaminia.

    Dell'epoca imperiale rimangono il fianco e la facciata posteriore del tempio e il frigidarium delle terme formato da nicchie decorate a mosaico a tessere bianche e nere, con un pregevole mosaico del II sec. d.C. ispirato al mondo marino.

    La cinta muraria, ricca di torri e bastioni, è interrotta da porte medievali o da aperture più recenti che consentono l'ingresso al centro storico. Al suo interno Bevagna mostra l'impronta di città medievale, dove è ancora viva la tradizione artigiana delle botteghe che si aprono sulle caratteristiche viuzze.

    Ammirato il settecentesco Palazzo Lepri, sono ancora le chiese a rivelare il bel corpo mistico di questo borgo: quella di S. Maria in Laurenzia, oggi sconsacrata, conserva un bel portale con il rilievo della Madonna del latte; quella di S. Maria della Consolazione è del '700; la chiesa con annesso monastero di S. Margherita custodisce interessanti pitture, così come la chiesa di S. Agostino, fondata insieme all'originario convento nel 1336, i cui affreschi pieni di grazia e luminosità risalgono ai secoli XIV-XVI.

    E ancora: la chiesa e il monastero di S. Maria del Monte; la chiesa di S. Vincenzo con elementi romani nella incompiuta facciata; la chiesa di S. Francesco, con dipinti di Dono Doni e Ascensidonio Spacca; la chiesa di S. Filippo arricchita da un'elegante decorazione a stucco e con affreschi attribuiti a Domenico Valeri.

    Il prodotto del borgo

    Tra i mestieri tramandati di padre in figlio, quello che storicamente ha caratterizzato il territorio è la lavorazione della canapa.

    Un tempo per la lavorazione delle corde veniva impiegata la canapa di scarto, mentre la migliore era usata per la fabbricazione delle tele "Bevagne", apprezzate in tutto lo Stato Pontificio. 

    ll lavoro dei cordai, che resta nei nomi delle vie come largo dei Canapai o nei cognomi dei residenti, è legato anche alla fabbricazione di cesti di vimini ma ormai sta scomparendo per la mancanza di apprendisti.

     

    Il piatto del borgo

    Bevagna è apprezzata per i piatti al tartufo e le specialità della cucina umbra, per l'olio d'oliva di frantoio e per i vini, tra cui il Sagrantino Docg, coltivato anche nel territorio dell'antica Mevania, come attestano Giovenale e Plinio.

     

     

       

     

     

     

    Fidarsi è bene...

    Posted by Ami on 12 January 2009 at 09:40

    Una formica si trova, a causa di una copiosa piovuta, dalla parte opposta di un torrente e non riesce a raggiungere il suo formicaio. Si rivolge ad una zebra: "Devo guadare il torrente! Amica zebra, mi potresti portare sulla tua schiena al di la' del torrente?". "Neanche per idea, ho paura dell'acqua e poi, hai visto che razza di corrente!". La formichina vede poi in lontananza un rinoceronte, si avvicina e gli chiede:  "Amico rinoceronte, saresti cosi' gentile da portarmi sulla tua schiena al di la' del torrente?". "Ma va a farti benedire! Non vedi che sto mangiando!".  La formichina, molto triste, si allontana, ma ad un tratto vede un elefante maestoso ed imponente e gli chiede:  "Amico elefante, saresti cosi' buono e gentile da portarmi sulla tua schiena al di la' del torrente?"."Certo formichina, sali pure". L'elefante con tutta la sua possanza affronta la terribile corrente e porta la formichina sull'altra sponda. "Grazie, grazie amico elefante!". E l'elefante: "Grazie un corno, adesso spogliati!".

     

            gif animate zebra (3)   

     

     

     

     

    Gif 07                      rinoceronti 3

     

     

    Gif 07                        180x230

     

    Vita da cani: nel lusso a Parma, a rischio a Napoli

    Posted by Ami on 9 January 2009 at 08:42

    Vi riporto questo articolo che ho trovato su "Tiscali Animali"  che mi ha molto colpito essendo un vero amico degli animali.

    Spero che la situazione migliori anche nelle regioni a rischio e che in nostri amici possano vivere ovunque in modo dignitoso.

     

    È Parma la città nella quale cani e gatti vivono meglio, hanno più servizi e tutele, e dove per trovatelli e randagi ci sono canili e gattili comunali tra i migliori in tutta Italia. Seguono Milano, Lucca, Firenze, Roma e Novara, mentre agli ultimi posti ci sono le città del Sud dove più alti sono il randagismo e la mancanza di servizi.

    Lo studio - Sono questi i risultati emersi da oltre 1000 interviste fatte dall'Aidaa, Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente, a proprietari di animali domestici, in prevalenza cani e gatti, ai quali sono state poste domande su presenza di servizi e uffici di tutela.
    I dati - Il sondaggio realizzato tra settembre e novembre ha messo in evidenza che nelle regioni del Sud si registra un'alta presenza di randagi liberi, poche cliniche specializzate aperte 24 ore al giorno e un bassissimo numero di canili sanitari. Contro una percentuale del 65-75% di gradimento per le città del Nord e del Centro, si registrano percentuali del 28% a Lecce (28,4) e Taranto, del 21,7% a Caltanisetta del 20% ad Agrigento, fino a sprofondare al 18,6% di Napoli o al 17,9% di Benevento.

    Il comento - "Mi pare evidente - spiega Lorenzo Croce dell'Aidaa - che ci troviamo di fronte a situazioni diametralmente opposte, con delle vere e proprie situazioni di eccellenza a Parma, Milano, Lucca, Novara, Torino e Firenze, e comunque in generale per le regioni del Nord, dove gli animali domestici vivono nella stragrande maggioranza dei casi molto bene. Ma anche i trovatelli ed i randagi hanno, nelle strutture pubbliche e private, un tenore di vita di buona qualità ed una buona aspettativa di vita. Meno positiva la situazione man mano che si va nel sud Italia: poche strutture pubbliche, cioè canili e gattili, alto numero di randagi, la quasi totale mancanza di servizi pubblici come aree cani, uffici comunali o consortili dei diritti degli animali".
    Classifica per regioni - Insomma, per gli animali domestici "la vita è bella" in Lombardia, Toscana, Emilia Romagna e Marche, dignitosa nel Lazio, Abruzzo e Molise; a rischio in Puglia, Calabria e Sicilia, pessima in Campania.
     
    Vita da cani: nel lusso a Parma, a rischio a Napoli
     

    Incontro amoroso

    Posted by Ami on 8 January 2009 at 13:03

    Il signor puzzola, contentissimo, si appresta ad andare ad un appuntamento con la signorina puzzola che rappresenta il sogno della sua vita. Dopo essersi agghindato al massimo delle sue possibilità, prende la macchina e, cantando un allegro motivetto, finalmente giunge davanti alla tana del suo amore. Scende, suona il campanello e, dopo qualche secondo, apre la porta la signorina puzzola.
    Dopo essersi ripreso dalla visione celestiale, il signor puzzola esordisce dicendo:
    - Che buon profumo che hai stasera, cara...

    puzzole 24

     

    Anche questa vacanza è finita!

    Posted by Ami on 7 January 2009 at 11:23

    Dopo aver viaggiato tutta la notte, eccoci di nuovo a Roma!

    E' stata una bellissima vacanza sulla neve che ci ha ritemprati.

    Come è iniziato il nuovo anno?

    Per noi benone e speriamo che continui così!

    Siamo un pò stanchi ma felici di essere qui con tutti voi :-(((

    Buon 2009!

    Ami, Erika e Mattia

     

    foto

     

    Buonissime Feste a tutti!

    Posted by Ami on 23 December 2008 at 08:50

    Tentazione per Babbo Natale...

    Posted by Ami on 19 December 2008 at 10:41

    E' Natale e Babbo Natale è in giro per il mondo per consegnare i regali ai bimbi buoni. Si è infilato nell'ennesimo camino e ha depositato i vari regali per i bambini che vivono in quell'appartamento. Sta per risalire per il camino quando sente una voce calda e suadente che gli dice:
    "Per favore, non andartene"
    Babbo Natale si guarda in giro e vede una bellissima donna, poco vestita, sdraiata seducentemente sul letto. Babbo Natale manda giu' con fatica e dice:
    "Mi dispiace, ma questa notte ho molto da fare. Debbo proprio andare!".
    La donna si slaccia la vestaglia mostrando un corpicino veramente perfetto modellato da un bel reggiseno rosso e da provocanti slip e calze rosse, e poi quasi supplicando gli dice:
    "Per favore, ti prego, Babbo Natale, rimani qui con me!"
    Babbo Natale deglutisce ancora piu' a fatica, si slaccia lo stretto colletto, ma alla fine dice:
    "Mi dispiace, debbo proprio andare. Ho tanti regali da consegnare!"
    La donna con fare molto seducente si toglie il reggiseno e gli slip rossi e poi supplica ancora Babbo Natale:
    "Per favore, rimani qui con me!"
    Allora Babbo Natale, che sta sudando profusamente, guarda la donna, si guarda in basso e dice:
    "Cacchio, mi tocca rimanere! Non riesco piu' a risalire il camino con questo coso cosi'!"

     

    Gif 71

    Babbo Natale e l'Angioletto

    Posted by Ami on 17 December 2008 at 11:07

    Quel 24 dicembre a Babbo Natale tutto quello che poteva andare storto, andava storto. Le renne avevano avuto la dissenteria e avevano ridotto la stalla a un disastro, e aveva dovuto spalare cacca per tutta la notte.
    Aveva caricato la slitta da solo perché gli gnomi erano in sciopero, e aveva dovuto scaricarla perché un pattino era rotto, aveva perso tutta la mattinata a ripararlo e si era anche tagliato malamente un pollice con l'ascia, e quelle maledette renne erano scappate e ci aveva messo una vita a recuperarle.
    Metà dei giocattoli non erano arrivati, e quelli che gli avevano consegnato erano tutti della lista delle consegne dell'anno prima. Gli elfi si erano ubriacati, e aveva dovuto cercarsi i doni giusti in magazzino da solo, e si era ammaccato il naso e un ginocchio quando gli si era rotta la scala.
    Nel mettersi i pantaloni li aveva strappati perché era ingrassato troppo, non c'era verso di trovare il cappello, aveva perso gli occhiali, aveva bruciore di stomaco e quando aveva cercato una birra in frigo l'aveva trovato rotto e comunque la birra era finita.
    In quel momento bussa alla porta un Angelo con un albero di Natale e domanda "Dove devo metterlo, questo abete?"
    Ecco come è nata l'usanza di mettere l'Angelo sulla cima dell'albero di Natale.

     

     

    Il castello di Herrenchiemsee

    Posted by Ami on 16 December 2008 at 09:54

    Mi è stato richiesto dalla mia carissima amica Giuliana, che ci è stata in visita la scorsa settimana, di parlare di questo bellissimo castello che si trova in Germania ed è molto vicino all'Austria e che ho visitato più volte con Erika e anche precedentemente. In inverno, purtroppo, le bellissime fontane sono vuote ma dal 1° maggio si possono ammirare in tutto il loro splendore.

     

     

    Herrenchiemsee è stato costruito da re Ludwig II a partire dal 21 maggio 1878 (posa della prima pietra) in una posizione splendida: il castello sorge infatti in un'isola del lago Chiemsee, la Herreninsel, ed è raggiungibile con un traghetto che parte dal paese di Prien.

    La Herreninsel - "isola degli uomini" - è così chiamata perchè ospitava un convento dei Canonici Agostiniani e si contrappone alla vicina Fraueninsel  - "isola delle donne" - che ospita tuttora una comunità di Monache Benedettine.

    La facciata è una copia esatta di quella di Versailles: Herrenchiemsee si presenta come un inno alla potenza ed alla gloria del Re Sole, Luigi XIV di Francia, e Ludwig, da sempre profondo ammiratore di questa mitica figura storica, decise di erigere un castello che fosse l'esatta copia dell'originale francese.

    Il grande interesse che nutre Ludwig verso il Re sole e la famiglia reale francese va oltre ad una semplice rimembranza storica o ad una passione-venerazione: Luigi XVI di Francia fu il padrino di battesimo di suo nonno, re Ludwig I di Baviera.

     

    La prematura morte del quarantenne sovrano, avvenuta il 13 giugno 1886 in circostante mai chiarite nel lago di Starnberg, non consentì di portare a compimento il progetto. Oggi Herrenchiemsee è infatti costituito solo dal corpo centrale: l'ala di sinistra, incompiuta, è stata demolita nel 1907 mentre quella di destra non ha mai visto la luce.

    La visita nella Versailles bavarese vede tra i primi ambienti lo scalone d'onore. Come modello per Herrenchiemsee, Versailles non corrispondeva sempre all'idea omogenea che Ludwig II aveva della reggia francese e così richiese nuove creazioni nello spirito dello stile dell'Ottocento: la grande scala ricostruisce, sulla base di incisioni contemporanee, la scala degli ambasciatori di Versailles ma ha un'impronta tutta diversa a causa del moderno tetto di vetro.

       

    La sala della guardia è la prima delle sale di parata. Ricca di raffinati stucchi d'oro e preziosi marmi, è adornata dalle alabarde della guardia reale, la cosiddetta Hartschiere.

     

    Nei rivestimenti in legno bianco e oro della prima anticamera sono inseriti dei quadri con scene del tempo di Luigi XIV mentre nel grande affresco del soffitto è raffigurato il trionfo di Bacco e Cerere. Il magnifico armadio con applicazioni in bronzo dorato è lavorato con la tecnica del Boulle.

        

    La seconda anticamera ha finestre in forma ogivale come il "Salon de L'Oeil de Boeuf" di Versailles. I quadri al muro rappresentano Luigi XIV e membri della sua famiglia; la grande statua equestre rappresenta sempre il "Re sole".

      

    Nel cerimoniale di corte la camera da letto di parata era il luogo dell'udienza serale e del mattino: non una semplice camera per dormire e riposare ma addirittura il centro focale del castello. Quella di Herrenchiemsee è qualcosa di straordinario: stucchi, arredi e tessuti sono di una ricchezza che è difficile descrivere a parole!

    La Galleria degli Specchi, con i suoi 98 metri di lunghezza, 52 candelabri e 33 lampadari, è una copia fedele di quella di Versailles, anche se qualche critico d'arte la ritiene superiore all'originale.

      

    La sala da pranzo in forma ogivale, disegnata sul modello di un salone dell'Hotel de Soubise di Parigi, è arredato con i busti di Luigi XV, della duchessa di Lavalliere e delle grandi dame di corte come la contessa Dubarry e la marchesa de Pompadour. Sotto un gigantesco lampadario di porcellana di Meissen c'è un curioso tavolo, il "Tischlein-deck-dich" (tavolo che si apparecchia da sé), direttamente collegato con le sottostanti cucine attraverso uno speciale marchingegno creato per evitare che il re venisse disturbato dai camerieri mentre mangiava.

     

    In alcuni locali del palazzo è allestito il museo di Re Ludwig II, con fotografie, dipinti, lettere, oggetti e arredi originali, molti dei quali provenienti dalla Residenz di Monaco dove il sovrano visse durante i primi anni di regno prima di trasferirsi definitivamente nei suoi castelli. E' una visita obbligatoria in quanto è l'unico museo al mondo dedicato al "re delle favole", nemmeno Neuschwanstein ne ha uno!

     

    Prima o dopo la visita del castello, fate una sosta nell'ex complesso abbaziale dei Canonici Agostiniani, acquistato da Ludwig insieme all'isola nel 1873. All'interno si possono visitare alcuni saloni barocchi, testimonianza del prestigio dei Canonici che abitarono la Herreninsel dal 1130 al 1803, nonché il piccolo appartamento privato del re e la sala dove si riunì nel 1948 la commissione incaricata della stesura della Costituzione della Repubblica Federale Tedesca.

     

    Herrenchiemsee (tra parentesi l'orario di apertura del museo) è aperto dal 1° aprile al 3 ottobre dalle 9 alle 18 (9-18), dal 4 al 31 ottobre dalle 9.40 alle 17 (10-17.45) e dal 1° novembre al 31 marzo dalle 9.40 alle 16 (10-16.45).

    La facciata principale

     

    Giochi d'acqua nel parco

    La Galleria degli Specchi

     

    La casetta di Hansel e Gretel

    Posted by Ami on 4 December 2008 at 14:05
  • Ingredienti : Per il tetto e le facciate : 4 dischi di Pan di Spagna di 25 cm di diametro, da acquistare già pronti.

    Per i 4 muretti di base, potete scegliere fra torrone, croccante, wafers o altri biscotti che siano abbastanza robusti da reggere il peso del tetto.

    Per la glassa : 2 albumi, 400 gr di zucchero a velo, succo di limone + eventuale colorante alimentare.

    Per decorare : scegliete fra pastiglie colorate, gelatine di frutta, biscotti al cioccolato, pastiglie o quadratini di cioccolato, perline argentate, ecc.

  • Per prima cosa, ritagliate nel pan di Spagna 2 rettangoli di 15 x 18 cm per il tetto. Adoperate un coltello ben affilato per ottenere dei tagli precisi. Per le due facciate, tagliate due triangoli isosceli di 15 cm di base e 15 cm di altezza. In uno dei triangoli ritagliate una porta, una finestra ed eventualmente un occhio di bue in alto. Ritagliate anche gli alberelli e il camino. 
  • Preparate mezza dose di glassa : sbattete un albume con una frusta elettrica finché sarà spumeggiante (non montatelo a neve). Unite qualche goccia di succo di limone e, continuando a frustare, incorporate a poco a poco 200 gr circa di zucchero a velo. Dovete ottenere un impasto piuttosto duro che possa però essere spalmato.
  • Spalmate un abbondante strato di glassa sui due quadrati di pan di Spagna e inserite subito nella glassa le decorazioni prescelte. Occorre 1 ora circa perché la glassa indurisca bene ma la superficie tende a rapprendersi dopo pochi minuti. 
  • Per gli alberelli di Natale, prendete una piccola dose di glassa e coloratela di verde. Spalmatela in maniera irregolare sui piccoli triangoli di pan di Spagna e inseritevi subito i pallini di zucchero argentati. Per ottenere degli alberelli più grandi, potete anche adoperare dei coni da gelato.
  • Decorate ora la facciata : incollate con un po' di glassa dei piccoli biscotti sopra la finestra e la porta. Per incollare i pezzi piccoli, è più facile distribuire la glassa con una tasca o una seringa da pasticciere. Inserite una gelatina di frutta nell'occhio di bue. Incollate tutt'intorno dei confetti colorati. Per i festoni, colorate un po'di glassa in rosa e adoperate una tasca da pasticciere. 
  • Preparate la base direttamente su un cartoncino o un vassoio di 20 cm di lato. La base della casetta deve essere un quadrato di 15 cm di lato. Ogni pezzo deve sempre essere incollato con un po'di glassa. Se occorre, preparate un altra dose di glassa. Quando non la adoperate, copritela con un foglio di plastica per evitare che indurisca. 
  • Sistemate davanti alla base degli scalini di wafers in corrispondenza della porta. 
  • Fissate le due facciate sulla base, incollandole con la glassa e dando loro un supporto (per esempio una bottiglia). Lasciate rapprendere per 15 minuti. 
  • Incollate il tetto, sistemando sotto delle "scaffalature" di supporto fatte con dei biscotti che toglierete quando la glassa sarà rappresa. Riempite la cima di glassa e inseritevi eventualmente delle "tegole" di biscotti. Incollate sul tetto il camino. Aggiungete altra glassa sul camino e fissate un comignolo di biscotto. Fissate eventualmente delle persiane alla finestra. Lasciate asciugare il tutto per 1/2 ora circa prima di togliere i biscotti di supporto.

     

  • Leggenda dell'Abete di Natale

    Posted by Ami on 2 December 2008 at 10:44

    In un lontano villaggio di campagna, la notte della Vigilia di Natale, un ragazzino si recò nel bosco alla ricerca di un ceppo di quercia da bruciare nel camino, come voleva la tradizione. Si attardò più del previsto e, sopraggiunta la notte, non seppe ritrovare la strada per tornare alla sua casa. Per giunta incominciò a cadere una fitta nevicata.
    Il ragazzo si sentì assalire dall'angoscia e pensò a come, nei mesi precedenti, aveva atteso quel Natale, che forse non avrebbe mai potuto festeggiare.

    Nel bosco, ormai spoglio di foglie, vide un albero ancora verdeggiante e si riparò dalla neve sotto di esso: era un abete. Sopraggiunta una grande stanchezza, il piccolo bambino si addormentò raggomitolandosi ai piedi del tronco e l'albero, intenerito, abbassò i suoi rami fino a

    far loro toccare il suolo in modo da formare come una capanna che proteggesse dalla neve e dal freddo quel bambino.

    La mattina si risvegliò, sentì in lontananza le voci degli abitanti del suo villaggio che si erano messi alla sua ricerca e, uscito dal suo ricovero, poté con grande gioia riabbracciare i suoi compaesani. Solo allora tutti si accorsero del meraviglioso spettacolo che si presentava davanti ai loro occhi: la neve caduta nella notte, posandosi sui rami frondosi, che l'Abete aveva piegato fino a terra, aveva formato dei festoni, delle decorazioni e dei cristalli che, alla luce del sole che stava sorgendo, sembravano luci sfavillanti, di uno splendore incomparabile.
    In ricordo di quel fatto, l'abete venne adottato come simbolo del Natale e da allora in tutte le case viene addobbato ed illuminato, quasi per riprodurre lo spettacolo che gli abitanti del piccolo villaggio videro in quel lontano giorno.
    Da quello stesso giorno gli abeti nelle foreste hanno mantenuto, inoltre, la caratteristica di avere i rami pendenti verso terra.

    Abete di Natale

    Arance di Natale

    Posted by Ami on 1 December 2008 at 11:59

    Che cosa occorre:
    Fette d’arancia secche
    Un cordino di colore rosso o
    verde

    Come si realizza:
    Prendere un'arancia e tagliarla a rondelle. Quindi lasciare essiccare le fette per almeno 5 giorni. Quando saranno ben asciutte, praticare in cima un piccolo foro nel quale far passare un pezzettino di nastro. Appendere le decorazioni così ottenute all’albero.
    Queste fettine di arancia essiccate oltre ad essere degli addobbi originali, inonderanno tutta la stanza con una fragranza delicata.

     

     

    Barzellettina del giovedì

    Posted by Ami on 27 November 2008 at 09:13

    Il dottore al paziente: "Incredibile, lei ha un testicolo di legno e uno di ferro! Non ha mai avuto problemi?"
    "No, ho due figli stupendi, Pinocchio va a scuola e Mazinga all'asilo!"

     

    Dopo la pioggia

    Posted by Ami on 26 November 2008 at 09:30

    Dopo la pioggia viene il sereno, 
    brilla in cielo l'arcobaleno: 
    è come un ponte imbandierato 
    e il sole vi passa, festeggiato. 
    È bello guardare a naso in su 
    le sue bandiere rosse e blu. 
    Però lo si vede - questo è il male - 
    soltanto dopo il temporale. 
    Non sarebbe più conveniente 
    il temporale non farlo per niente? 
    Un arcobaleno senza tempesta, 
    questa sì che sarebbe una festa. 
    Sarebbe una festa per tutta la terra 
    fare la pace prima della guerra.

     

    Gianni Rodari

     

    Da Mattia per zia Pam

     

     

    arcobaleno 12

     

     

     

    Proverbi per Santa Caterina

    Posted by Ami on 25 November 2008 at 10:49

    Per Santa Caterina (25 novembre) la neve si avvicina.

    Per Santa Caterina (25 novembre) o neve o brina.

    Da Santa Caterina (25 novembre) il freddo si raffina.

    Per Santa Caterina (25 novembre) tira fuori la fascina.

     

    Santa Caterina d'Alessandria, del Caravaggio

     

     

    Greensleeves

    Posted by Ami on 24 November 2008 at 10:18

    Greensleeves è una famosissima melodia folk di tradizione inglese.

    La leggenda narra che a comporre il brano fosse Enrico VIII d'Inghilterra (1491-1547) per la sua futura consorte Anna Bolena. Pare infatti che quest'ultima avesse una malformazione ad una mano e ciò la costringesse a coprirla con delle lunghe maniche (di qui potrebbe derivare il titolo Greensleeves, "maniche verdi"; ma potrebbe anche essere una modifica di un precedente Greenleaves, cioè "foglie verdi"). Anna, la figlia minore del diplomatico Tommaso Bolena, rifiutò la corte di Re Enrico. Sembra che il testo della canzone si riferisca a questo quando parla di "scortese rifiuto" dell'amata ("cast me off discourteously").

    In realtà è più probabile che l'anonimo autore, forse un amante tradito da una donna di facili costumi, abbia scritto questa canzone verso la fine del XVI secolo.

    La canzone circolò (come tutti i canti di tradizione popolare) per molto tempo sotto forma di manoscritto e oralmente. La prima versione registrata ufficialmente risale al 1580, con il titolo di "A New Northern Ditty of the Lady Greene Sleeves", ma oggi non esiste nessuna copia di questo documento. Se ne trova traccia in A Handful of Pleasant Delights (1584) come "A New Courtly Sonnet of the Lady Green Sleeves. To the new tune of Green sleeves". Questo sembra dunque suggerire che il brano fosse antecedente.
    Ne "Le allegre comari di Windsor" di Shakespeare (1602) un personaggio (la Signora Ford) cita ben due volte il brano "Green Sleeves".

     

    Armonia e melodia 'Un

    La melodia del brano è quasi tutta in modo dorico ed è accompagnata da una progressione armonica minore in tempo ternario, nota come "romanesca":

    Strofa ("Alas my love...") La- Do Sol Mi- La- Mi- La- Do Sol Mi- La- Mi7 La-
    Ritornello ("Greensleves was...") Do Sol Mi- La- Mi Do Sol Mi- La- Mi7 La-

     

    Esecuzioni e rielaborazioni notevoli

     

    Il brano è stato eseguito una infinità di volte da numerosissimi artisti, ed è stato usato come base per la creazione di nuovi brani. Ad esempio:

    Testo

     

    Molti testi furono scritti ed elaborati nel tempo per questa canzone, quello riportato è forse la versione più famosa.

    (EN)
    « Alas my love you do me wrong
    To cast me off discourteously,
    And I have loved you oh so long
    Delighting in your company.

    Rit.:
    Greensleeves was my delight,
    Greensleeves was my heart of gold
    Greensleeves was my heart of joy
    And who but my lady Greensleeves.

    ... »
    (IT)
    « Ahimè amor mio voi mi ferite
    Rifiutandomi scortesemente
    Mentre io vi ho amato così a lungo
    Godendo della vostra compagnia

    Rit.:
    Greensleeves era la mia gioia
    Greensleeves era il mio cuore d'oro
    Greensleeves era la mia felicità
    E chi altri se non la mia Signora Greensleeves.

    ... »
    (Versione rinascimentale di "Greensleves")
     
     Curiosità

    Nella parte finale della beatlesiana All You Need Is Love si possono ascoltare le prime battute di Greensleeves.

     

     

    Il mio giovanissimo amico Harry95, nel suo ultimo post, ha detto di aver ascoltato questa canzone e di esserne rimasto colpito e che è stata elaborata anche da Fabrizio de Andrè.

    Io ho fatto una ricerca ma non ho trovato tracce sulla sua elaborazione ma non mi sento di escluderla.

    Qualcuno più informato di me sull'argomento potrebbe smentirmi e darmi notizie più precise?

    Sono certo che, oltre a soddisfare una mia curiosità, farei contento il giovanissimo Harry95. 

    Un viaggio in Terra Santa...

    Posted by Ami on 20 November 2008 at 16:31

    Un tale va in vacanza in Terra Santa con la moglie e la suocera.
    Durante la vacanza la suocera muore! Si reca quindi con la moglie da un becchino del posto il quale spiega loro che possono trasportare il corpo in patria per $5000 oppure seppellirla in Terra Santa per solo $150.
    L'uomo dice "Ce la portiamo a casa".
    E il becchino "Ne siete sicuri??? E' una grossa spesa e potreste fare per molto meno una bella sepoltura qui!"

    L'uomo risponde "Guardi, 2000 anni fa hanno seppellito un tizio qui, e dopo tre giorni questo è risorto!
    Meglio non rischiare!!!"

     

     

     

    Il Frisone occidentale

    Posted by Ami on 19 November 2008 at 12:13

    Il Frisone Occidentale è una delle razze equine più antiche in Europa. Originario dell'Olanda, è famoso per il suo caratteristico mantello sempre morello ed i suoi folti crini spesso ondulati. Cavallo robusto, possente e infaticabile, è stato utilizzato in passato, soprattutto durante il Medioevo, come cavallo da guerra ed al giorno d'oggi è particolarmente apprezzato nel dressage, negli attacchi e negli spettacoli equestri. Se ne distinguono due modelli: quello barocco più robusto e quello moderno più leggero.

     

    Standard di razza

  • Tipo: meso-brachiomorfo
  • Altezza al garrese: 1,53 - 1,66 m
  • Peso: 550 Kg

    Mantello:Morello (completamente nero).

    La testa, a volte leggermente montonina, ha un aspetto nobile e gli occhi intelligenti. Le orecchie sono piccole e attente e sono leggermente inclinate l'una verso l'altra. L'incollatura è un po' curvata, non troppo corta e portata alta mentre la schiena è a volte un po' lunga e termina in una groppa non troppo piccola o inclinata. Le spalle sono lunghe oblique e possenti. Le gambe e i piedi sono robusti, gli avanbracci sviluppati e gli appiombi corretti. I crini sia della coda che della criniera sono folti, possono essere ondulati o lisci e si portano generalmente lunghi. Gli arti sono ricoperti a partire circa dalla metà degli stinchi dal fiocco.

    Le andature sono elastiche, eleganti e rilevate. L'aspetto generale è nobile e fiero. Il Frisone è un cavallo leale che ama il lavoro e molto temperamento. Un'altezza di 1,60 m al garrese all'età di tre anni è considerata ideale. Il colore di mantello più gradito è il morello senza segni bianchi anche se per le giumente è tollerata una piccola stella. È risaputo tuttavia che questa razza raggiunge la maturità verso i sei anni cioè più tardi rispetto agli altri cavalli.

     

    Storia

    Il cavallo frisone discende da una razza arcaica e si è sviluppato in Frisia, regione dell’Olanda in cui sono stati trovati alcuni resti risalenti a circa 3000 anni fa. Le prime testimonianze scritte risalgono all’epoca romana quando l’impero si espanse fino alla costa nord-atlantica dell’Europa: lo storico latino Tacito che ne esaltò il valore e la forza ma anche il suo aspetto particolarmente sgraziato, risultati di una selezione che lo indirizzavano soprattutto al lavoro nei campi. Durante il Medioevo si presentava di diversi colori di manto e fu apprezzato come cavallo da combattimento per la sua frugalità e robustezza che gli consentiva di portare in groppa il cavaliere con la sua armatura. Nel XVI secolo, sotto Carlo V, la dominazione spagnola si estese fino ai Paesi Bassi. Furono quindi importati numerosi cavalli iberici che si incrociarono con i Frisoni dando origine ad un modello più leggero usato per trainare i cannoni o per le cerimonie. Numerosi quadri di pittori fiamminghi dell’epoca confermano l’evoluzione della razza. Nello stesso periodo il Frisone fu anche importato per via sia terrestre che marittima dai porti del Mare del Nord e a sua volta migliorò numerose razze europee quali il Dales e il Fell (la somiglianza salta subito agli occhi), lo Shire, il Wurtemberg e l’Oldemburghese. Nel XVII secolo i Paesi bassi passarono sotto la dominazione francese. Gli ufficiali ne gradirono molto il portamento fiero ed il trotto elegante. Nel XIX secolo giunse in Europa la moda delle corse di trotto così si crcò di migliorare le già buone prestazioni del Frisone nel trotto incrociandolo con cavalli più leggeri come l’Orlov. Fu a causa di ciò che la razza rischiò l’estinzione. Fortunatamente nel 1879 ventidue allevatori si riunirono e determinarono gli elementi caratteristici della razza. Durante la prima guerra mondiale rimanevano solo tre stalloni puri e un centinaio di giumente. Gli allevatori, per preservare il patrimonio genetico esclusero qualsiasi incrocio con altre razze. La seconda guerra mondiale, con la sua scarsità di mezzi di trasporto e carburante, favorì la sua ridiffusione. Alla fine del conflitto, nel 1954 la regina Giuliana dei Paesi Bassi concesse alla società di allevamento del cavallo Frisone il titolo di società reale e ne divenne quindi la protettrice. Una seconda crisi colpì la razza quando si diffuse il salto ostacoli perché la conformazione del cavallo non permetteva la pratica della disciplina se non a bassi livelli. Furono le sue doti per gli attacchi, questa volta a livello sportivo e non più utilitario, a salvarlo una seconda volta. Al giorno d’oggi il Frisone non è più a rischio perché la sua bellezza e caratteristicità gli hanno fatto guadagnare una fama mondiale. I Frisoni hanno l’onore di trainare la carrozza della famiglia reale olandese oltre a quella del celebre grande magazzino inglese Harrods. A partire dal 1980 circa l’allevamento è mirato soprattutto a migliorare il galoppo, punto debole della razza, e a sviluppare il potenziale nel dressage.

     

    Selezione

    Al giorno d'oggi il Frisone è tutelato dall'associazione olandese FPS (Het Friesch Paarden-Stam-boek) che gestisce interamente la razza. Essa ha creato degli standard di selezione particolarmente rigidi.

    Esiste un primo stud-book dei puledri (veulen-boek) al quale sono ammessi solo i soggetti aventi genitori a loro volta certificati. Durante il terzo anno di età vengono sottoposti ad un esame differente a seconda del sesso che assicura che non abbiano difetti di appiombi o ereditari e che abbiano un passo ed un trotto regolari. Quelli che lo superano vengono iscritti allo stud-book (stamboek).

    Le giumente riproduttrici,oltre a possedere le qualità sopra indicate, devono misurare minimo 1,50 m al garrese. A questo punto possono ottenere tre altri gradi di valutazione (qui in ordine crescente):

    • ster se presentano delle andature particolarmente eleganti (solo fra il 25% e il 30% dei candidati) ;
    • model dopo una prova di sella o di attacchi;
    • preferent se riescono a trasmettere le loro qualità ad almeno quattro puledri ster.

    Gli stalloni sono invece sottoposti a prove ancora più selettive. Per entrare a far parte dello stamboek devono misurare minimo 1,59 m al garrese, avere i genitori anche loro iscritti e non avere nessun segno bianco (a proposito di ciò sono controllate anche le quattro generazioni precedenti). La morfologia e le andature devono essere perfette ed eleganti e vongono effettuate anche delle radiografie delle ossa e delle articolazioni per verificare l'assenza di difetti che potrebbero essere trasmessi alla discendenza. Superato questo test, i candidati sono tenuti sotto osservazione durante settanta giorni durante i quali i giudici esaminano il loro comportamento e la loro attitudine alla sella o agli attacchi. Quelli che passano l'esame ottengono un prmesso provvisorio alla monta che è valido durante tre anni. Trascorso questo tempo i loro prodotti vengono esaminati. Se non sono all'altezza l'autorizzazione è ritirata se invece sono conformi, è confermata.

    Tutte queste condizioni lasciano capire come mai nel mondo ci siano solo circa settanta stalloni certificati (di cui tre quarti in Olanda e un quarto in America). Essendoci pochi riproduttori e non essendo ammessi incroci con altre razze possono presentarsi problemi comportamentali, riproduttivi e sensibilità ad alcune patologie. Essi sono evitati tramite un siste ma di calcolo del coefficiente di consanguineità disponibile per ogni cavallo iscritto allo stamboek. In questo modo gli allevatori hanno la possibilità di valutare i rischi che la scelta di un determinato riproduttore può comportare.

     

    Documenti

    Esistono documenti diversi rilasciati ai cavalli di razza Frisone:

    • documenti verdi/gialli: padre e madre iscritti allo stamboek (cavalli autorizzati alla riproduzione);
    • documenti marroni: uno dei due genitori non iscritto allo stamboek (cavalli non autorizzati alla riproduzione);
    • documenti blu: padre e madre entrambi non iscritti allo stamboek (cavalli non autorizzati alla riproduzione)

    Ne risulta che i cavalli Frisoni appartengono ad uno di questi registri:

    • stamboek: stalloni riproduttori, giumente riproduttrici, castroni (tutti al di sopra dei tre anni);
    • veulemboek: puledri (al di sotto dei tre anni) iscritti automaticamente se con genitori appartenenti allo stamboek;
    • bijboek I e II: puledri o adulti che anno almeno un genitore non appartenente allo stamboek. (ma pursempre frisoni al 100%)

     

    foto

  • Il Labrador Retriever

    Posted by Ami on 17 November 2008 at 09:55

    Il Labrador Retriever è una razza canina originaria dell'isola di Terranova, allevata e selezionata a partire dal XIX secolo.

    Cane di stazza media, di buon temperamento, intelligente, socievole, docile e robusto, eccellente nuotatore (anche grazie alla "palmatura" delle zampe), in origine è stato utilizzato soprattutto dai cacciatori come cane da riporto.

    La sua indole buona e il carattere facile all'apprendimento lo rendono adatto ad essere addestrato allo svolgimento di moltissime attività, dall'assistenza ai non vedenti, al soccorso in acqua, alla ricerca di persone. Grazie al suo carattere estremamente docile ed affettuoso è un ottimo cane da compagnia, particolarmente adatto a vivere in una famiglia dove ci siano anche dei bambini.

    Aspetto

    I maschi hanno un'altezza di 56/60 cm ed un peso compreso tra i 25 e i 35 chilogrammi. Le femmine sono di norma pochi centimetri più basse (54/56 cm) e pesano dai 23 ai 32 chili.

    La testa è larga, solida e appuntita, con tartufo ampio e dentatura a forbice. Gli occhi sono marroni o color nocciola. Le orecchie pendono. Il collo è vigoroso, di media lunghezza e senza bargia. Il petto è profondo e largo.

    Il pelo è duro, liscio, molto spesso e lanoso, con sottopelo insensibile all'acqua, di colore nero, marrone ("chocolate") o miele ("champagne"), sempre unicolore. La coda è di media lunghezza, grossa alla base e sottile verso la punta, ricoperta da pelo fitto e corto.

    Attività e temperamento

    Il Labrador è ancora oggi impiegato come cane da caccia. È un eccellente cane da riporto, utilizzato anche nella caccia in palude.

    È spesso presente a bordo delle barche dei pescatori di Bretagna e Normandia, che lo utilizzano per recuperare le reti e gli strumenti di lavoro caduti in acqua.

    Nell'Europa continentale è principalmente allevato come cane da compagnia per il suo temperamento mite, affettuoso e socievole.

    È spesso utilizzato anche come guida per i non vedenti. L'addestramento gli consente infatti di comprendere più di cento parole.

    Di recente viene inoltre impiegato anche come cane di utilità dalle forze dell'ordine e dalla protezione civile. L'eccezionale fiuto gli consente infatti di scovare esplosivi e sostanze stupefacenti occultati, nonché di percepire la presenza di persone sotto neve e macerie.

    Non è invece consigliabile come cane da guardia poiché è un cane amichevole e bendisposto verso tutti.

    Il labrador è un cane tranquillo, intelligente e - soprattutto da giovane - molto attivo. Per tenerlo in forma è quindi necessario farlo camminare e nuotare, attività che ama svolgere in compagnia del compagno umano.

    Da cucciolo è instancabile, giocherellone, sempre pronto a masticare ogni cosa trovi sul proprio cammino.

    A qualsiasi età è bene prestare molta attenzione alla sua alimentazione, in quanto si tratta di un cane piuttosto ingordo e, se troppo nutrito, tende ad ingrassare molto.

    Storia

    Il Labrador è un diretto discendente del Cane di St. John, un incrocio tra una razza autoctona e i cani da caccia importati dall'Inghilterra, allevato dai pescatori inglesi sull'isola di Terranova a partire dal XVII secolo. Le sue radici si intrecciano con quelle del Cane di Terranova.

    All'inizio del 1800, fu importato in Inghilterra a bordo di navi provenienti dalla penisola del Labrador.

    La razza fu quindi allevata e selezionata da alcuni nobili inglesi, tra cui il Conte di Malmesbury, al quale si deve la nascita, nel 1885, di Buccleuch Avon, il primo esemplare di Labrador come oggi lo conosciamo.

    Quattro anni dopo la nascita di Buccleuch Avon, che aveva il manto nero, nacque il primo labrador giallo, Ben of Hyde. La diffusione dei cani dal manto chiaro divenne però significativa solo dopo il 1920. L'allevamento di labrador "chocolate" iniziò invece solo negli anni '30 del XX secolo.

    Per le sue grandi doti di cane da caccia e da riporto, il Labrador conobbe una grande diffusione in Inghilterra, tanto da essere allevato persino da re Giorgio VI.

    Il Kennel Club riconobbe ufficialmente la razza nel 1903.

    Il primo standard della razza è del 1916, e fu in parte modificato nel 1950. Lo Standard della FCI attualmente in vigore è del 1989. Lo standard del Kennel Club americano è del 1994 e si discosta lievemente da quello della FCI. Oggi i Labrador sono tra i cani più diffusi al mondo, in particolare in Inghilterra, nell'Europa occidentale e negli Stati Uniti.

    Salute

    L'aspettativa di vita di un Labrador è attorno ai 12 - 13 anni. I problemi di salute di cui un Labrador può soffrire sono generalmente limitati ai seguenti:

    1. Displasia dell'anca, soprattutto per i cani di maggiori dimensioni. Il difetto non è tuttavia così diffuso come in altre razze;
    2. Infezioni alle orecchie, che si possono però prevenire agevolmente con una pulizia regolare;
    3. Obesità: il Labrador ha un appetito insaziabile e tende ad ingrassare. Nei soggetti obesi possono svilupparsi, soprattutto con l'età, vari problemi di salute, tra cui la displasia all'anca e il diabete.

     Lo Standard internazionale

    Gruppo 8 - Cani da riporto, da cerca, da acqua.

    Standard FCI n. 122 (1989)

     

    Aspetto generale

    Il Labrador Retriever è un cane di struttura robusta, compatto, molto attivo. Il cranio è largo; il petto è largo e il torace profondo; i reni e il treno posteriore sono larghi e forti.

     

    Caratteristiche

    Molto agile e di buon temperamento. L'olfatto è eccellente, la bocca morbida. Molto amante dell'acqua. Adattabile e affezionato compagno.

     

    Temperamento

    Intelligente, entusiasta e docile. Desideroso di compiacere. Di indole buona, senza traccia di aggressività o di eccessiva timidezza.

     

    Testa

    Cranio largo con stop definito. Testa ben modellata, asciutta, senza guance carnose. Mascelle di lunghezza media, potenti e non appuntite. Tartufo largo, con narici ben sviluppate.

     

    Occhi

    Di grandezza media che esprimono intelligenza e buon carattere, di colore castano o nocciola.

     

    Orecchie

    Né larghe né pesanti, portate pendenti vicino alla testa e attaccate un po' arretrate.

     

    Bocca

    Mascelle e denti forti, con chiusura a forbice perfetta regolare e completa: la parte interna degli incisivi è sovrapposta e aderente alla parte esterna di quelli inferiori. I denti sono perpendicolari alle mandibole.

     

    Collo

    Di bella linea, forte, poderoso, inserito tra spalle ben costruite.

     

    Tronco

    Torace di buona larghezza e profondità, con costole ben arcuate "a botte". Linea del dorso dritta. Reni larghi, corti e forti.

     

    Arti anteriori

    Spalle lunghe e oblique. Arti con buona ossatura, diritti dal gomito al suolo, visti sia di fronte che di profilo.

     

    Piedi

    Rotondi, compatti con dita ben arcuate e cuscinetti plantari ben sviluppati.

     

    Arti posteriori

    Ben sviluppati, non inclinati verso la coda; ginocchio ben flesso, garretti bassi. I garretti vaccini sono indesiderati.

     

    Coda

    Costituisce una caratteristica distintiva della razza. Molto grossa verso la base, si assottiglia gradualmente verso la punta, di lunghezza media, senza frange ma ricoperta da pelo corto, fitto e folto, che le dà quell'aspetto arrotondato tipico (coda di lontra). Può essere portata allegramente ma non deve essere mai arricciata sopra il dorso.

     

    Andatura e movimento

    Sciolto, con falcate adeguatamente lunghe; arti dritti e paralleli visti sia di fronte che posteriormente.

     

    Mantello

    Costituisce una caratteristica distintiva della razza. Pelo corto e folto, senza frange e ondulazioni, abbastanza duro al tatto; sottopelo resistente alle intemperie.

     

    Colori

    Completamente nero, giallo o fegato/cioccolato. Il giallo varia dal crema chiaro al rosso volpe. È ammessa una piccola macchia bianca sul petto.

     

    Taglia

    L'altezza ideale al garrese è di 56-57 cm per i maschi e di 54-56 cm per le femmine.

     

    Difetti

    Ogni deviazione dallo standard è da considerarsi un difetto, che va penalizzato secondo la gravità. Nota: I maschi devono avere due testicoli di aspetto normale, ben scesi nello scroto.

     

     

     

    Il gatto Certosino

    Posted by Ami on 14 November 2008 at 10:23

    Corpo

    Robusto, grande e ben proporzionato con spalle larghe e muscolose. Soprattutto nel maschio, la cassa toracica è ben sviluppata e dona un'apparenza di solidità e robustezza.

     

    Testa

    Arrotondata e larga ma non sferica, ha forma a trapezio rovesciato. Il profilo si caratterizza per la presenza di una fronte alta con contorni dolci. Le guance sono piene e la mascella è possente, soprattutto nel maschio adulto. Il naso è dritto e largo, senza stop e con tartufo grigio-blu. L'espressione è dolce e sorridente.

     

    Coda

    Di media lunghezza, è spessa alla base e si assottiglia in una punta ovale. E' flessibile e mobile.

     

    Occhi

    Grandi e arrotondati. Ben distanziati, sono attenti ed espressivi. Il colore può variare dall'oro al rame. Il più apprezzato è l'arancio intenso, profondo, vivido. Il verde comporta la squalifica.

     

    Mantello

    E' denso, compatto e soffice. Può essere più lungo di quello di altri gatti a pelo corto ed è arricchito da un folto sottopelo lanoso. Le femmine hanno un pelo più sottile e setoso rispetto ai maschi. Colori: Ogni sfumatura di blu-grigio, dal cenere all'ardesia. Le punte posso essere lievemente sfumate d'argento. La brillantezza e l'uniformità sono più importanti della tonalità. E' da preferire il blu uniforme con luminosità complessiva lievemente iridescente. Sono ammesse lievi marcature nei cuccioli e tigrature sulla coda nei giovani fino a 2 anni.

     

    Zampe

    Dritte e piuttosto corte, sono muscolose e robuste, soprattutto negli esemplari maschi. I cuscinetti plantari devono sempre essere grigio-blu, così come il tartufo. I piedi sono piccoli e tondeggianti.

     

    Orecchie

    Portate alte sulla testa sono di piccola o media dimensione, poco aperte alla base, hanno punte lievemente arrotondate. Il collo è corto e forte soprattutto nei maschi adulti.

     

    Il colore

    Lo standard accetta tutte le sfumature del grigio-blu, dal blu cenere al blu ardesia; i gatti cenere sono i più frequenti. Un colore chiaro e uniforme è preferito alle tinte scure. Il blu brillante è decisamente la tinta più apprezzata. Il naso è grigio ardesia e le labbra sono bluastre. Gli occhi vanno dal rame dorato all'ambra ma non devono avere tracce di verde. In ogni caso il colore deve essere puro, vivo e non smunto. Infine, alla nascita il Certosino presenta spesso sulla pelliccia leggere tracce di marche tabby che spariscono con l'età.

     

    Il carattere

    Calmo e socievole, il Certosino è buono con tutti. Si sente a suo agio con i bambini purchè lo rispettino. E' molto dolce e mostra raramente gli artigli. Se importunato preferisce allontanarsi, è discreto e miagola poco. Si adatta molto bene alla vita in appartamento ma, se ne ha la possibilità, apprezza le scorribande in giardino dove può sfogare il suo innato istinto di cacciatore inseguendo farfalle e uccellini. E' un gatto affettuso che adora le coccole ma, attenzione... aspettate che sia lui a chiederle, il Certosino si contraddistingue, infatti, per una marcata indipendenza che desidera sia rispettata da chi vive con lui. Amante del gioco, se può uscire si arrampica volentieri sugli alberi ma si accontenta di scaffali e librerie se vive in appartamento. In ogni caso, è un gatto tranquillo rispetto a molte altre razze a pelo corto.

     

    L'alimentazione

    Il Certosino è un gatto robusto che non richiede alcun tipo di alimentazione particolare. Quindi possiamo nutrirlo con cibi freschi o confezionati ma senza dimenticare di mettere sempre a sua disposizione una ciotola di acqua fresca e pulita.

     

    La toelettatura

    La pelliccia spessa e lanosa del Certosino necessita di un colpo di spazzola ogni 3 o 4 giorni. Verso il mese di giugno questo affascinante felino perde la pelliccia invernale e ha bisogno di qualche cura in più: occorre spazzolarlo energicamente ogni giorno per eliminare i peli morti che, se ingeriti, rischierebbero di infastidire molto la sua digestione. Per prepararlo alle esposizioni, bisogna asciugarlo bene per evitare che si raffreddi dopo il bagno e la toelettatura. Infine, una volta alla settimana, le orecchie possono essere pulite utilizzando del cotone imbevuto di una lozione specifica, ricordiamoci di non usare mai i bastocini!

     

    gatto certosino

     

    Asia

    Posted by Ami on 12 November 2008 at 09:07
    Omaggio alla musica di Ryuichi Sakamoto

    (Amedeo Minghi)

    Lontano,lontano,al di là del mare
    oltre questo cielo,oltre il polo
    lontano,lontano,al di là del mare
    ancora più in alto ti raggiungerà
    questo mio sentimento che non conosce frontiere

    Vorrei farti sentire il mio calore
    a te così lontano
    vorrei farti sentire questa mia gioia
    questa felicità che mi invade

    Lontano,lontano,al di là del mare
    con te,insieme,come in un sogno
    ascolta questo mio incontenibile amore

     

    In questa breve ma bellissima canzone Amedeo Minghi ha voluto rendere omaggio al grande musicita giapponese e ascoltandola mi viene in mente la Butterfly  e il lontano paese del Sol Levante.

     

    Madama Butterfly

     

    Martino di Tours

    Posted by Ami on 11 November 2008 at 09:06

    Martino di Tours (in latino: Martinus), (316 o 317Candes, 8 novembre 397, funerali l'11 novembre a Tours), venerato come santo dalla Chiesa cattolica, dalla Chiesa ortodossa e da quella copta, era nativo di Sabaria (Szombathely), in Pannonia (l'odierna Ungheria). Secondo alcune fonti san Martino sarebbe nato a Pannonhalma.

    Suo padre, che era un importante ufficiale dell'esercito dell'Impero Romano, gli diede il nome di Martino in onore di Marte, il dio della guerra. Con la famiglia si spostò a Pavia, e quindicenne, in quanto figlio di un ufficiale, dovette entrare egli stesso nell'esercito. Venne quindi mandato in Gallia; qui, ancora adolescente, si convertì al cristianesimo e divenne un monaco nella regione di Poitiers.

     

    La leggenda del mantello

    Quando Martino era ancora un soldato, ebbe la visione che diverrà l'episodio più narrato della sua vita. Si trovava alle porte della città di Amiens con i suoi soldati quando incontrò un mendicante seminudo. D'impulso tagliò in due il suo mantello militare e lo condivise con il mendicante. Quella notte sognò che Gesù si recava da lui e gli restituiva la metà di mantello che aveva condiviso. Udì Gesù dire ai suoi angeli: "Ecco qui Martino, il soldato romano che non è battezzato, egli mi ha vestito". Quando Martino si risvegliò il suo mantello era integro. Il mantello miracoloso venne conservato come reliquia, ed entrò a far parte della collezione di reliquie dei re Merovingi dei Franchi. Il termine latino per "mantello corto", cappella, venne esteso alle persone incaricate di conservare il mantello di san Martino, i cappellani, e da questi venne applicato all'oratorio reale, che non era una chiesa, chiamato cappella.

    Biografi illustri di Martino sono il suo "primo" discepolo Sulpicio Severo e anche Venanzio Fortunato, autore del poema "Vita di san Martino".

     

    Conversione al Cristianesimo

    Il sogno ebbe un tale impatto su Martino, che egli si fece battezzare il giorno seguente e divenne cristiano. Decise di lasciare l'esercito e divenne un monaco nei pressi della città di Tours, sotto la protezione del vescovo Ilario di Poitiers.

    Martino si adoperò per la conversione alla cristianità della popolazione gallica, facendo molti viaggi per predicare nella Francia centrale e occidentale, soprattutto nelle aree rurali, demolendo templi e altari pagani. Nel corso di questa opera divenne estremamente popolare, e nel 371 divenne vescovo di Tours. Martino si rifiutò di vivere nella città fondando invece un monastero a poca distanza dalle mura, che divenne la sua residenza. Il monastero, noto in latino come Maius monasterium (monastero grande), divenne in seguito noto come Marmoutier.

    Martino lottò contro l'eresia ariana consentendo di vincerla e creando le premesse per il Concilio di Nicea.

     

    Culto popolare

    San Martino di Tours viene ricordato l'11 novembre, sebbene questa non sia la data della sua morte. Nei primi secoli del cristianesimo, il culto reso ai santi spesso si collegava alla data della depositio nella tomba. Questa data è diventata una festa straordinaria in tutto l'Occidente, grazie al numero notevole di cristiani che portavano il nome di Martino. Nel Concilio di Macon, era stato deciso che sarebbe stata una festa non lavorativa.

    Molte chiese in Europa sono dedicate a san Martino. L'11 novembre i bambini delle Fiandre e delle aree cattoliche della Germania e dell'Austria partecipano a una processione di lanterne. Spesso un uomo vestito come Martino cavalca in testa alla processione. I bambini cantano canzoni sul santo e sulle loro lanterne. Il cibo tradizionale di questo giorno è l'oca. Secondo la leggenda, Martino era riluttante a diventare vescovo, motivo per cui si nascose in una stalla piena di oche; il rumore fatto da queste rivelò però il suo nascondiglio alla gente che lo stava cercando. In anni recenti la processione delle lanterne si è diffusa anche nelle aree protestanti della Germania, nonostante il fatto che la Chiesa protestante non riconosca il culto dei santi.

    In Italia il culto di san Martino è legato alla cosiddetta estate di san Martino, all'inizio di novembre.

    San Martino in un affresco di Simone Martini

     

     

     

     

    Addio a Miriam Makeba, il suo ultimo canto per Saviano

    Posted by Ami on 10 November 2008 at 11:47

    Mama Africa, Miriam Makeba, se n'è andata uscendo di scena con un finale ad effetto. Aveva speso tutta la sua vita per l'impegno civile ed è morta "sul campo", a Castel Volturno, un luogo-simbolo della lotta alla criminalità ed alla sopraffazione, dove aveva voluto partecipare a tutti i costi, nonostante le non brillanti condizioni di salute, al concerto anticamorra a sostegno dello scrittore Roberto Saviano. Un infarto l'ha colpita dopo la sua esibizione.

    Mama Africa tra musica e impegno sociale - L'artista di colore, 76 anni, era divenuta famosa in tutto il mondo per essersi battuta vigorosamente contro il regime dell'apartheid che aveva dilaniato il suo Paese, il Sudafrica. Non a caso era diventata delegato delle Nazioni Unite. E non a caso il suo impegno contro la segregazione razziale, ingigantito dalla fama di cantante nota in tutto il mondo, aveva causato la reazione del governo sudafricano che, nel 1963  (in pieno regime di apartheid) l'aveva costretta all'esilio ed aveva messo al bando tutti i suoi dischi. Da alcuni anni, per motivi professionali, la Makeba si era già trasferita in Europa, anche se continuava a frequentare di tanto in tanto il suo Paese d'origine. Dopo che le fu imposto l'esilio, per tornare in Sudafrica, Miriam Makeba dovette attendere quasi 30 anni: soltanto nel 1990, infatti, Nelson Mandela riuscì a convincerla a tornare nella terra dove era nata (sua madre era di etnia Swazi e suo padre, morto quando lei aveva sei anni, era uno Xhosa) e che era stata costretta ad abbandonare.

    Successi mondiali e la scomparsa - Trasferitasi prima in Europa e poi negli Stati Uniti, proprio in quella lunga fase della sua vita, espresse il meglio di sè nel campo artistico. In America Miriam Makeba incise le sue canzoni piu' conosciute: Pata Pata, The Click Song e Malaika. Nel 1968 si sposò con Stokely Carmichael, un attivista per i diritti civili. Il matrimonio scatenò grandi polemiche negli Stati Uniti e la sua carriera ne subì un notevole rallentamento. Si separò dal marito (con il quale si era trasferita in Guinea) nel 1973. Nel 1985, dopo la morte della sua unica figlia, Bongi, tornò a vivere in Europa. Nel 2005 decise di dare il suo addio alle scene e lo fece con un memorabile tour, che toccò  tutti i Paesi del mondo nei quali si era esibita. Ma il destino, per l'addio definitivo, le aveva riservato un altro appuntamento. Quello che domenica 9 novembre l'ha condotta sul palco di Baia Verde, a Castel Volturno, dove un pubblico accorso per una grande testimonianza di impegno civile, le ha riservato l'ultimo indimenticabile applauso.

    Una recente immagine di Miriam Makeba (Ansa)

     

     

     

     

    La mucca bianca e la mucca nera

    Posted by Ami on 6 November 2008 at 16:25

    Un uomo di citta' fa una passeggiata in campagna quando vede un contadino appoggiato alla staccionata con una mucca bianca ed una nera dietro.
    L'uomo chiede al contadino: - Ehi che belle mucche... quanto latte le fanno al giorno? - Ehhh.. quella bianca... tre litri.
    E quella nera? - anche! -
    ...quanti kilometri le fa pascolare al giorno? - Ehhh.. quella bianca.. sette.
    E quella nera? - anche!
    E.. quanto fieno le mangiano? - Ehhh.. quella bianca.. sei chili.
    E quella nera? - anche!
    Scusi.. mai io le sto facendo le domande per tutte e due le mucche... perche' mi risponde prima per quella bianca e poi...
    Ehh.. perche' la mucca bianca e' mia.
    Ah! E quella nera? - ANCHE!

     

    Gif 50

     

     

    Cotognata, la marmellata autunnale

    Posted by Ami on 29 October 2008 at 13:25

    La cotognata è la marmellata di mele cotogne, tipica preparazione autunnale del Centro Italia. La mela cotogna ha un sapore molto acido e poco gradevole, ma è molto profumata: per questo non è adatta al consumo fresco, ma risulta molto indicata per la preparazione di marmellate, conserve e gelatine, anche per l’alto contenuto di pectine e tannini, che servono ad addensare.
    La cotognata ha la consistenza di una gelatina, e si presta ad essere realizzata in mille forme diverse, grazie all’uso di stampi e formine di varie forme e misure.

     

    Ingredienti della cotognata:

     

  • mele cotogne
  • zucchero, metà del peso delle mele
  • limone, almeno uno ogni 10 mele

     

    Preparazione:

     

    Se le mele non sono integre, o sono danneggiate da ammaccature e bruchi, elimina le parti rovinate e tagliale in pezzi di dimensioni uniformi.
    Fai bollire le mele con la buccia, con il limone tagliato a fette, in acqua poco abbondante, fino a che la buccia non si screpola e la polpa si passa facilmente con una forchetta. Il limone serve a non far annerire la polpa, ed è meglio metterne di più che di meno.
    Una volta cotte, scolale, sbucciale e, se non lo hai fatto prima, falle a pezzetti eliminando il torsolo. Passale quindi al passaverdura (o frullale col frullatore a immersione).
    Pesa tanto zucchero quanto è la metà del peso delle cotogne, metti il passato di mele in una pentola, aggiungi lo zucchero e porta ad ebollizione, lasciando cuocere fino a quando la cotognata si addensa.
    Versa la cotognata ancora calda nelle forme, dandole uno spessore di 1-2 cm e lascia raffreddare al sole per circa una settimana, poi toglila dalle forme e fai asciugare completamente ancora per 24 ore.

    Per dare la forma alla cotognata possono essere usati stampi da budino, lisci o scannellati, piccoli stampini da tartellette o formine di vario tipo, purché non di alluminio. La cotognata può anche essere semplicemente tagliata in cubi e passata nello zucchero. Una volta asciutta si conserva in scatole di metallo o barattoli a chiusura ermetica.
    Avvolta in carta velina o cellophane e chiusa in scatole colorate è un ottima idea per un regalo originale e personalizzato.

     

    Cotognata

  • Crema pasticcera alle nocciole

    Posted by Ami on 27 October 2008 at 11:58

    Ingredienti:

    6 tuorli

    200 gr. di zucchero

    40 gr. di farina bianca

    100 gr. di nocciole tritate

    1 stecca di vaniglia

    1 noce di burro

    1/2 lt. di latte

     

    Preparazione:

    Tritate molto finemente le nocciole e immergetele in un bicchiere di latte caldo.

    Montate le uova con lo zuccherro, incorporate la farina bianca, unite il latte restante molto caldo nel quale avrete messo un pò di vaniglia e il bicchiere di latte con le nocciole precedentemente preparato.

    Mettete tutto sul fuoco e continuate a mescolare con una frusta o un cucchiaio di legno fino a quando la crema si addenserà.

    Aggiungete una noce di burro e lasciate sul fuoco per un minuto, poi toglietela e lasciatela raffreddare.

    Questa crema può essere gustata da sola o essere usata per farcire torte e accompagnare altri dolci.

    Essendo piuttosto densa è ottima per preparare i tartufi della "Tartufata Reale".

     

    Carissima Stregagatta ci sono altre ricette per la crema alle nocciole ma Erika ed io abbiamo usato questa perchè rispetto alle altre viene più densa e quindi molto pi adatta a preparare le pallottole.

     

    Buon inizio settimana a te e a tutti gli amici del blog!

     

     

    zucca halloween

    Tartufata Reale

    Posted by Ami on 23 October 2008 at 12:25

    Premetto che questa ricetta l'ho letta ieri sera e con Erika ho provato a realizzarla e non vi nascondo che è stato alquanto difficile ed ha richiesto molto tempo ma alla fine il risultato ci ha premiati! :-))))))))

     

    Quantità per 12 persone:

     

    Per la torta soffice
    4 uova
    125 g di zucchero
    125 g di farina
    una fialetta di essenza di vaniglia
    2 cucchiai di rum
    40 g di burro una bustina di lievito
    300 g di polvere di mandorle
    sale
    Per i cannoli
    75 g di zucchero bruno
    100 g di miele
    100 g di mandorle tritate
    50 g di farina 2 cucchiai di panna
    75 g di burro
    Per la crema di burro
    375 g di burro
    150 g di zucchero a velo
    4 tuorli
    3 cucchiai di Cognac
    150 g di cioccolato fondente da copertura
    Per i tartufi
    200 g di crema di nocciole ben soda
    cacao
    granella di cioccolato
    palline dorate

    Come si prepara
    Per la torta soffice mettete i soli tuorli in una terrina, unitevi lo zucchero, l'essenza di vaniglia, il rum e sbatteteli con la frusta elettrica, fino a che saranno gonfi e quasi bianchi. Montate a neve densa gli albumi rimasti con un pizzico di sale e incorporateli alla crema di tuorli, sollevando la massa dal basso verso l'alto. Mescolate in una terrina la farina con il lievito e la polvere di mandorle, quindi unite il miscuglio al composto precedente, alternandolo con il burro fuso freddo. Amalgamate con delicatezza. Ungete uno stampo rotondo da 20 cm di diametro con bordi alti almeno 8 cm e versatevi dentro il composto. Mettete il dolce in forno già caldo a 180° e cuocetelo per 35 - 40 minuti; levatelo dal forno, fatelo riposare per 10 minuti, poi rovesciatelo su una gratella e fatelo raffreddare. Per i cannoli, mettete il burro, lo zucchero e il miele in una casseruolina e portatela su fuoco dolce: sempre mescolando fate cuocere finché lo zucchero sarà perfettamente sciolto. A questo punto levate dal fuoco, incorporatevi le mandorle tritate, la farina e la panna. Mescolate bene. Foderate la placca del forno con carta speciale e stendetevi sopra delle strisce di composto larghe circa 8 cm e lunghe 10-12; mettete la placca in forno a 180° per 6 minuti. Togliete la placca dal forno, staccate le strisce con una paletta e arrotolatele, formando dei cannoli. Adagiateli su altra carta speciale a rassodare. Procedete nello stesso modo fino all'esaurimento del composto. Dovrete fare da 20 a 24 cannoli, sufficienti a coprire la circonferenza della torta. Ora procedete alla preparazione della crema di burro: mettete quest'ultimo, ammorbidito in precedenza e poi tagliato a pezzetti, in una terrina, lavoratelo a crema con una spatola di legno, unendo lo zucchero a velo. Poi incorporate alla crema i tuorli e continuate a sbattere con la spatola per incorporarli perfettamente. Mettete momentaneamente il composto in frigo. Spezzettate il cioccolato in una piccola casseruola, mettetela a bagnomaria e fatelo fondere su fuoco dolce. Levatelo e fatelo raffreddare, poi incorporate il cioccolato alla crema di burro, amalgamando con cura. Dovrete ottenere una soffice crema marrone che profumerete con il Cognac. Dividete la torta preparata in due dischi, farcite quello di base con qualche cucchiaiata di crema, poi ricomponete la torta e spalmatela tutta con un altro strato sottile di crema. Collocate quella rimasta sulla superficie del dolce, a spatolate che formino dei "picchi" (vedi foto). Ora fate aderire alla circonferenza del dolce i cannoli, mettendoli in piedi e "incollandoli" alla crema sottostante con la pressione della mano.

    Come si presenta
    Con la crema di nocciole preparate delle pallottole poco più grosse di una ciliegia: rotolatene un terzo nel cacao, un terzo nella granella di cioccolato e ricoprite l'ultimo terzo con le palline dorate. Disponete i tartufi sopra i cannoli, alternando uno con la granella e uno con le perline e lasciando tra un tartufo e l'altro un cannolo vuoto. Mettete in frigo per 1 ora prima di servire.

    IL TRUCCO PERCHE' RIESCA Nella tartufata, dopo la cottura delle strisce di pasta per i cannoli, non fate passare troppo tempo prima di arrotolarle: rischierebbero di indurirsi e spezzarsi.

     

    Torta al cioccolato e scorza d'arancia

    Posted by Ami on 22 October 2008 at 09:26

    Ingredienti:

    50 gr. di burro

    8 cucchiai rasi di zucchero

    3 uova

    farina q.b.

    50 gr. di cacao in polvere

    1 bustina di lievito

    buccia d'arancia non trattata

    essenza d'arancia

     

    Preparazione:

    Sciogliere il burro e aggiungere lo zucchero e le uova (una alla volta), quindi mescolare il tutto energicamente.

    Aggiungere la farina necessaria per ottenere un composto morbido, il cacao, il lievito setacciato, la scorza e l'essenza d'arancia.

    Versare in una tortiera imburrata e infarinata e porre nel forno a temperatura media per circa 40 minuti.

    Torta al cioccolato e scorza d'arancio

     

    Heiligenblut

    Posted by Ami on 21 October 2008 at 14:16

    Heiligenblut è un delizioso paesino situato a m. 1301 ai piedi del Grossglokner, la montagna più alta dell'Austria. E' un paradiso terrestre in miniatura molto ben curato dai suoi abitanti e dove regna una pace incredibile. Il suo nome significa "Sangue Santo" e deriva da un'antica leggenda che risale al 1483 e narra di un certo Briccius, soldato di ventura che, dopo la sua conversione al cattolicesimo, volle tornare alla sua terra d'origine portando da Costantinopoli una fiala del sngue di Gesù. Il suo viaggio, purtroppo, finì tragicamente sul Grossglokner con la sua morte per assideramento. Fu sepolto ad Heiligenblut e in suo onore gli abitanti eressero un cappella che fu successivamente trasformata nell'attuale chiesa di Sankt Vinzenz. Heligenblut s'intravede tra gli Alti Tauri e il Parco nazionale. Possiamo ammirare i famosi crocifissi in legno che si trovano attorno alla via principale e alla chiesa situata a strapiombo sulla valle e con un campanile visibile da molti km. Nella navata sinistra della chiesa si può ammirare l'altare della Veronica di impareggiabile bellezza. Sull'altare maggiore spicca una dossale d'oro dell'artista Wolfgang Asslinger che rappresenta l'Incoronazione della Vergine. Da Heiligenblut non potete perdere la Grossglokner Hochalpenstrasse che, dopo una serie di tornanti, vi conduce alla terrazza del Kaiser-Franz-Josef-Haus dalla quale potete ammirare il ghiacciao Pasterze. Non esistono rifugi ma graziose capanne in legno con terrazza dette hutte (si scrive con l'umlaut sulla u). Alla fine di una giornata trascorsa a sciare ci si può rilassare alle terme o in una delle tante strutture wellness dove potete usufruire di numerosi trattamenti distensivi. Per chi non sa sciare ci sono molte altre possibilità come il pattinaggio su ghiaccio o nordic walking e passeggiate sui sentieri innevati. Anche per i bambini non mancano i divertimenti come lo "Snowland" e il "Bobo Kinder Club". Mentre i genitori si dedicano ai propri piaceri invernali, i piccini si divertono con i corsi di sci. Non mancano i campi da tennis o da squash coperti e i campi da curling. Al crepuscolo si può fare una corsa su una slitta trainata dai cavalli o una gara di slittino e per concludere la serata una chiacchierata davanti al camino o optare per una serata musicale. I bambini fino a 10 anni hanno accesso gratuito alle piste da sci. Tutto questo e molto altro ancora ad Heiligenblut am Grossglokner.

     

     

     

     

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    Biscottini di Halloween

    Posted by Ami on 16 October 2008 at 17:55

    Anche se mancano ancora 15 gg. vi propongo questa ricetta che ho sperimentato oggi e che potrete perfezionare ripetendola più volte. A me ed Erika è venuta piuttosto bene ma si può fare ancora meglio!

     

    Ingredienti:

    200 gr. di farina

    110 gr. di margarina

    100 gr. di zucchero di canna

    1 cucchiaino di zenzero in polvere

    100 gr. di melassa

     

    Per la glassa di zuccero:

    200 gr. di zucchero a velo

    1 bianco d'uovo

    succo di limone

    poche gocce di colorante alimentare

     

    Preparazione:

    Accendete il forno a 180° e foderate uno stampo di cm. 20x20 con un foglio di carta oleata. Mescolate in una ciotola tutti gli ingredienti fino a quando si sono bene amalgamati e l'impasto ha assunto un colore omogeneo. Stendete la pasta su una superficie infarinata fino ad ottenere una sfoglia dello spessore di circa 1,5 cm e con le apposite formine con i disegni di Halloween ritagliate i biscottini. Lasciateli cuocere per 20 minuti in modo che assumano un bel colore dorato e la cucina sarà invasa da un profumino molto invitante. Sfornateli e fateli raffreddare. Preparate la glassa con lo zucchero a velo misto all'albume, un pò di succo di limone e qualche goccia di colorane alimentare. Si possono usare più colori e quindi, in questo caso, è necessario dividere la glassa. Mescolatela energicamente in modo che risulti brillante e liscia. Per ricoprire i biscottini fate scendere un pò di glassa sulla loro superficie distribuendola in modo uniforme con una spatola. Ripassatela con la spatola appena inclinata  e con un coltello affilato eliminate gli eccessi dai bordi.

    Per concludere potete dare ai biscottini l'aspetto che desiderate sfruttando la voste fantasia.

    Buon diveertimento!

     

    Biscottini di Halloween

    Spitzbuben mit Zwetschgenmarmelade ("Monelli" con marmellata di susine)

    Posted by Ami on 16 October 2008 at 10:11

    Ingredienti:

    Per la pasta frolla: 300 grammi di farina, 200 grammi di burro, 100 grammi di zucchero, due uova, scorza di limone grattugiata, cannella, marmellata di susine, zucchero a velo.

     

    Preparazione:
    Mettere la farina in un mucchietto sulla tavola lasciando un buco al centro; mescolare lo zucchero, la scorza di limone e la cannella alla farina. Lavorare il burro con la farina e i rossi di uovo e lasciare poi il riposare per una mezz'ora. Stendere la pasta sulla tavola infarinata e con la rotella ricavare due dischi della stessa grandezza (circa 10-12 cm). In uno di essi ritagliare tre piccoli buchi rotondi (circa 1,5-2 cm) in posizione simmetrica. Procedere con altri dischi fino ad esaurimento della pasta. Cuocere al forno i due dischi separatamente, lasciarli raffreddare, cospargere quello senza buchi di marmellata e sovrapporvi quello con i tre buchi. Cospargere di zucchero a velo.

    Consigli:
    Si adatta molto bene anche la marmellata di albicocche.

    Questa ricetta è originaria della Val Pusteria.

    Buon appetito!

     

     

    La gallina...

    Posted by Ami on 14 October 2008 at 08:55

    Una donna cammina in un sentiero di campagna tenendo una gallina sotto il braccio.

    Un uomo la ferma e le chiede:"Me la darebbe per 25 euro?"

    La donna risponde:"Se mi tiene la gallina!"

     

    galline 18

    Cibi tirolesi

    Posted by Ami on 13 October 2008 at 09:40

    Un tempo la cucina tirolese era addirittura più conosciuta di quella viennese grazie anche alla posizione geografica del Tirolo al centro dell'Europa che favoriva gli scambi culturali ed alla linea tirolese degli Asburgo che ai castelli Tirol e Ambras praticò l'arte culinaria con grandi fasti di corte. In particolare la moglie dell'Arciduca Ferdinando II (1529 - 1595), la bellissima Philippine Welser, che redasse anche un prezioso libro di cucina scritto a mano, ricco di accenni dietetici e ricette, tuttora conservato nella Biblioteca Nazionale di Vienna. A quell'epoca sono riconducibili molti degli alberghi e locande borghesi presenti in Tirolo più numerosi che altrove. Accanto a questa cucina nobile fiorì quella rurale, semplice, delle fattorie isolate, degli alpeggi. Una cucina che ha conservato la sua originalità fino ad oggi sempre legata alla produzione locale e che attualmente sta vivendo un autentico revival ed ha trovato posto sui menu di ristoranti scelti e trattorie gourmet.

    "Spinatspätzle", "Speckknödl mit Sauerkraut", "Schlipfkrapfen" e "Gselchtes": non sono scioglilingua ma nomi di tipici piatti della cucina tirolese. Sono sempre più numerosi i ristoranti e le trattorie tirolesi che offrono il menù anche in lingua italiana e speriamo che i nostri ospiti italiani, oltre a sorridere delle traduzioni a volte azzardate, apprezzino questi sforzi. La traduzione, relativamente semplice per i piatti internazionali, risulta spesso alquanto difficile per i piatti tipici tirolesi che, a volte, richiedono un "traduzione" addirittura in tedesco.
    Come in Italia così anche in Tirolo ogni località ha la sua specialità, il suo "piatto forte". L'autentica cucina tirolese, che è anche la più adatta sia per motivi climatici che ambientali per chi soggiorna in montagna, si assapora sicuramente nella trattoria tipica: la Tiroler Wirtshaus.
    Alle origini l'uomo che viveva sulle Alpi era cacciatore e contadino e alcune tradizioni della tavola tirolese ricordano questa origine. Il piatto quotidiano era la minestra, ed essa è il primo piatto più in uso ancora oggi. Sono molte le varietà di zuppe di verdura, molto particolare la minestra con gli gnocchi di semolino (la Griesnockerlsuppe), delicata quella con chicci di orzo brillato e speck (la Gerstlsuppe), nota quella con la pastina (la Nudelsuppe).
    Anche in Tirolo si usa mangiare della buona pasta (contrariamente a quanto si crede), solo che essa è ripiena e si chiama "Schlipfkrapfen" o "Schlutzkrapfen" e non ha niente a che vedere con i dolci krapfen.
    Particolarmente gustosi sono i vari gnocchetti di uova farina e sale, sia agli spinaci (Spinatspätzle) che ai formaggi (Kässpätzle); spesso gli Spatzln vengono serviti come contorno e conditi con il sugo di carne.
    Tirolo vuol anche dire canederli (Knödel) in una varietà quasi infinita. Oltre alla versione "tirolese" con pane speck spezie uova latte e farina (Tiroler Knödl), essi vengono preparati con la carne (Fleischknödl), con il formaggio (Kasknödl), con la ricotta (Topfenknödl), oppure sono dolci con il ripieno di albicocche (Marillenknödl) o di prugne (Zwetschkenknödl). I canederli a pezzi saltati in padella si chiamano Fastenknödl.
    Molto apprezzata è la carne tirolese, proveniente esclusivamente da animali di libero pascolo. Noto l'arrosto di vitellone (Tiroler Rindsbraten), l'arrosto di vitella (Tiroler Kalbsbraten), il fegato (Tiroler Leber). Un piatto caratteristico con origini antichissime è il "Gröstl" ovvero carne a pezzetti e prosciutto rosolati con patate e uova. E' frequente trovare la parola "Pfandl" (=padella): vuol dire che la pietanza viene servita direttamente in una padella molto calda.E "la cotoletta alla milanese" in Austria si chiama "Wiener Schnitzel" (è la preferita dai bambini)!
    Notevoli anche l'offerta di pesce d'acqua dolce: le trote (Forelle) che vengono servite bollite, alla mugnaia, fritte, affumicate, salmonate, alla griglia.
    Squistiti anche i piatti di cacciaggione; il gulash di fungi (Pilzgulasch o Schwammerlgulasch).
    I dolci poi sono una vera tentazione!
    La Sacher, lo strudel alle mele (Apfelstrudel); e tutte le torte con sapori tipici della montagna: alle fragole, ai mirtilli, al ribes, ai lamponi; non si può neanche rinunciare ad assaggiare il dolce preferito dall'Imperatore Francesco Giuseppe, il Kaiserschmarren, una frittata con velo di zucchero accompagnata da marmellatta di mirtilli rossi.
    La regione tirolese è anche un grande produttore di formaggi. Facendo escursioni agli alpeggi è possibile gustarli direttamente dal produttore (Bergkäse = formaggio di montagna). Molto particolare e conosciuto solo in Tirolo è il "Graukäse", un formaggio magro che viene spesso servito condito con olio, aceto e cipolla.
    Non è abitudine in Tirolo accompagnare il pasto con il pane; chi lo vuole deve richiederlo espressamente perchè spesso non fa parte del servizio. Lo stesso vale per l'acqua naturale. Una delle ricchezze del Tirolo consiste sicuramente nella grande riserva d'acqua di eccellente qualità e forse proprio per l'abbondanza di questo bene naturale, sempre a disposizione, non c'è l'abitudine di metterla in tavola, ma basta farne richiesta.
    La bevanda più buona e conveniente in Tirolo è la birra, adattissima a tutti i cibi e di produzione locale. Nel Tirolo austriaco vi è una sola vigna vicino a Zirl, il vino proviene da altre regione austriache o è importato.
    Sono invece di produzione locale e di ottima qualità i distillati di frutta, i vari Schnaps, serviti un po' a tutte le ore.
    Il caffé tirolese è lungo, ottenuto per infusione, e servito con latte o panna liquida. Ma il cappuccino italiano ed il caffé espresso piacciono molto ai tirolesi e sono molti i locali dotati di macchine italiane in grado di servirvi un "vero caffé".

     




    Fantastica Austria

    Posted by Ami on 10 October 2008 at 12:00

    Panorama di Lienz 

     

    Panorama di Lienz

     

      Innsbruck: il tetto d'oro

     

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    Heiligenblut: delizioso paesino ai piedi del Grossglokner

     

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    Salisburgo: città natale di Mozart

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    Vienna: capitale dell'Austria, città del Danubio e del valzer

     

    Valle dei ghiacciai

    Posted by Ami on 10 October 2008 at 09:30

    La più bella valle di ghiaccio del mondo

     

    Immaginate una valle di potenti contrasti: ghiacciai, alpeggi dai dolci pendii
    verdeggianti, ripide rocce, vasti prati, limpidi ruscelli di montagna.
    Un quadro da appendere alla parete o una realtà a pochi chilometri dall'Italia?
    Anche per i più scettici che hanno visto tutto il mondo, questa valle, nella
    parte occidentale dell'Austria, è una realtà rilassante e incantata. Andare in
    Tirolo, oltrepassato il passo del Brennero, vuol dire rallentare i ritmi,
    accettare il silenzio, respirare a pieni polmoni ossigeno e profumi di abeti,
    anche per pochi giorni. Il tempo di un weekend.
    Sparse qua e là come nelle favole che si rispettano, le tipiche casette tirolesi
    in legno, fiori alle finestre e tendine a quadretti. Se si é abbastanza attenti,
    non mancherà nell'aria la fragranza di qualche torta di mele appena sfornata.
    E come dimenticare le braghettone corte di cuoio, il cappello di feltro a cono e
    gli jodler che echeggiano giù per la valle? Anche Innsbruck, il capoluogo,
    conserva un'aria frizzante da città montana a breve distanza da pascoli e foreste.
    Ma il Tirolo non è solo pinete e ghiacciai. Vicino a Innsbruck, nella cittadina di
    Wattens, si apre un altro universo da favola, ma questa volta inventato da un artista.
    E' lo Swarovski Kristallwelten, una spettacolare esposizione immaginata e realizzata
    dall'artista multimediale André Heller, con visite tutti i giorni dalle 9 alle 18.
    Protagonisti sono i famosi cristalli creati alla fine del 1895 da Daniel Swarovski
    con un rivoluzionario sistema di taglio. Topolini e orsacchiotti, orecchini e collier,
    candelieri e orologi, clown e ballerine di cristallo brillano nelle sale del museo per
    la gioia degli appassionati, tanto numerosi da avere fondato un club mondiale.
    All'ingresso un gigante sputa-acqua dagli enormi occhi di cristallo invita allo
    stupore che prosegue nelle sale sotterranee sfavillanti come una camera del tesoro.
    E qui, per mezzo di luce, suoni e architettura, il cristallo diventa vivo e animato
    come un folletto del sottosuolo.

     

    Valle dei ghiacciai

     

     

     

    Carinzia: una regione austriaca da visitare

    Posted by Ami on 8 October 2008 at 10:22

    Una regione che sembra essersi fermata nel tempo, fatta di atmosfere ovattate, case pastello, antichi castelli e un grande senso di ospitalità.
    Un viaggio lungo il Worther See, il lago con acqua "potabile" che bagna la Riviera austriaca e al Faaker See regno degli sport acquatici: due dei duecento laghi che d'estate diventano "caldi" anche per noi mediterranei.
    Lasciando le massicce vette delle Alpi che sfumano in lontananza, troviamo un’alternarsi di boschi e coltivi, nelle tante tonalità di verde, interrotti dalle macchie dei villaggi rallegrati dai gerani rossi d'ogni balcone.
    Andiamo alla scoperta di caratteristici musei come quello della Porche a Gmund, quello degli Armaioli a Ferlach, o quello delle bambole di Elli Riehl a Winklern, di cui è ricca questa dolce e poetica terra in cui tutto è a misura d'uomo, proprio come in una fiaba.
    Durante un viaggio in Carinzia, la regione austriaca "a un tiro di schioppo”dall'Italia, non ci si può assolutamente fermare in una sola località, per bella che sia, perché questo è il territorio dalle mille sfaccettature per eccellenza, ricco di numerosissime tentazioni paesaggistiche, artistiche e culturali. Soprattutto per l'automobilista buongustaio e meno frettoloso di accumulare chilometri sugli itinerari più noti dell'Austria, la Carinzia, "regione degli amici" come la chiamavano i Celti, rappresenta un boccone prelibato.

    Da Tarvisio, passato il confine, si prosegue sull'A2 alla volta di Villach.
    Costeggiando il lago di Worth, ci si inoltra nel mondo austriaco nella maniera più naturale e genuina. Dall'altro capo del lago, a pochi chilometri da Tarvisio, ecco Velden "die Rosevon Worthersee" la rosa del Worthersee, come dice una vecchia dolce canzone, considerata quasi un inno.
    Luogo di ridenti abitazioni, colorate da aiuole fiorite, già questo lago merita una visita da parte di chi è alla ricerca di riposo o di quanti amano le escursioni e vogliono alternare una giusta dose di sport nautici e passeggiate a piedi o a cavallo con relax nei tranquilli e poetici caffé del lungo lago, immersi in un atmosfera di altri tempi.
    Naturalmente, l'estate è la stagione migliore, ma anche l'inverno può regalare sensazioni indimenticabili.
    Circondato da un labirinto di valloni boscosi dove larici, querce, aceri, abeti e faggi crescono fittissimi, il Worthersee, sembra un lago d'alta montagna: invece la sua quota (che è meno di 500 metri) smentisce questa impressione, con prati stupendamente fioriti e un'acqua davvero temperata, simile a quella dei nostri laghi, l'ideale, quindi, per tuffi, nuotate e windsurf.

    Un'amabilissima località costiera di antica tradizione turistica, piena di ristorantini accoglienti, pasticcerie lussuose e sale da tè, in cui si mangia benissimo e si parla spesso italiano.
    Lungo le rive ci si può immergere nella natura più incontaminata, ascoltando il canto degli uccelli che a migliaia convivono con l'uomo nel rispetto reciproco.
    Qui non ci sono monumenti di particolare interesse, se si escludono alcuni insediamenti romani, delle chiese tipiche e qualche castello o fortezza.

    A Friesach, antica cittadina del IX secolo, c'è il castello di Petersberg, nel quale durante l'estate, si tengono i prestigiosi spettacoli del Festival Teatrale; a Gurk, dopo aver superato la cittadina di Strassburg e l'omonimo castello dai grandiosi torrioni, ecco la Cattedrale Romanica, uno dei più prestigiosi monumenti architettonici di tutta l'Austria; quindi St. Veit an der Glan, lantica capitale del ducato di Carinzia (che ha conservato intatto il suo aspetto nobiliare con la pianta rettangolare tipica delle città-fortezza), avvince il visitatore con i suoi monumenti, perfetti esempi di equilibrio tra gotico, barocco e rococò e le stradine pittoresche che costituiscono il vecchio centro storico, chiuse tra siepi e costellate di tabernacoli: una passeggiata da non perdere assolutamente.

    Interessante anche la piazza vecchia di Klagenfurt che costituisce il nucleo più antico della città, risalente al XVI e XVII secolo, da cui si intravede la chiesa parrocchiale di S. Egidio, con la sua torre barocca alta 91 metri e il cinquecentesco Landhaus - sede del governo regionale - che presenta una facciata particolarmente elaborata sul lato del cortile.
    Lo stile predominante è quello settecentesco, barocco e barocchetto, con belle facciate, fontane e stucchi.

    Spostandosi più a nord ecco Gmund, una caratteristica cittadina medievale che merita una sosta. Circondata da monti e parchi naturali rappresenta un vero punto nevralgico della zona.
    Nell'aria c'è un’atmosfera artistica, infatti dovunque si possono vedere svettanti verso il cielo grandi palloni a pois bianchi e rosa che segnalano i punti d'arte più interessanti.
    Dall'alto del vecchio castello ben restaurato, ma che conserva intatto il suo stile originale, si osservano i tetti della la cittadina con la Torre Civica.
    Al di sotto, un vero palcoscenico d'arte moderna, sede continua di mostre che si tengono nei palazzi storici, il Pankratium, il castello di Lodron, il sorprendente atelier aperto e giardino di sculture metalliche di Fritz Russ.
    Ma da qualche anno Gmund è famosa anche per il Porsche Automuseum: questa è la cittadina dove l’ing. Ferdinand Porsche, tra il 1948 e il 1950, realizzò la prima vettura sportiva "Porsche", la leggendaria 356.
    Grazie all’entusiasmo e alla passione dell'antiquario Helmut Pfeifhofer, che visse la sua fanciullezza accanto alla famiglia Porsche, oggi nel museo si possono ammirare oltre 25 modelli tra i quali la "Porsche 365", una Volkswagen con finestrini a ciambella, un'altra con finestrini a tinozza, assemblate interamente a mano, con carrozzeria in alluminio. Inoltre, le prime Porsche vincitrici, Austro-Daimler, Steyr e Wolkswagen e un fornito archivio di videofilm e documentazioni storiche: un vero spaccato della storia di Gmund, in cui il visitatore viene riportato agli anni 1944-50, quando ancora imperversava la guerra.
    Porche, già dal 1944, dopo l'evacuamento da Stoccarda, poté portare in salvo dai disordini della guerra, la famiglia, i propri dipendenti e il suo parco macchine, per proseguire il proprio lavoro.
    A Ferlach gli amanti della caccia potranno godersi il Buechsenmachermuseum, una mostra impressionante sull'influenza che la caccia ha avuto nella cultura dell'uomo. Il museo, nelle prestigiose sale del castello di Ferlach, racconta la storia degli armaioli attraverso una vastissima esposizione sulle più elaborate armi da caccia, mirabilmente intarsiate dai maestri armaioli della cittadina, realizzate nei secoli a partire dal 1631.
    Ricchissimo di trofei esclusivi di animali familiari, noti o poco conosciuti, donati dalla collezione Horten, fondata dal grande cacciatore Helmut Horten, illustra i vari tipi di caccia, le innovazioni degli armaioli nella produzione di armi da caccia, tutte di altissima qualità, e l'influenza che la caccia ha avuto nella lingua stessa, attraverso splendide immagini di caccia nella pittura, nella letteratura e nella musica.
    Particolarmente interessanti, due sculture in avorio di mammut, vecchie di 32.000 anni ed un laboratorio di armaioli in cui, dal vivo, si vede nascere un fucile, ammirando il lavoro artistico dell'incisore.
    Verso la fine del 17° secolo a Ferlach iniziò il calo della produzione di armi in genere, dovuto alla crescita di altri stabilimenti sparsi per l'Austria e soprattutto ai nuovi sviluppi della tecnologia. Ciò nonostante gli armaioli della cittadina non si scoraggiarono, anzi con rinnovato entusiasmo, fondarono una cooperativa che esiste ancor oggi, specializzandosi nella produzione artigianale di raffinatissimi fucili da caccia.
    Oggi, il grosso del lavoro viene effettuato con i macchinari, mentre il resto si esegue manualmente nelle singole officine di questi maestri artigiani, ormai apprezzati in tutto il mondo. Qui vengono personalmente ad ordinare i loro fucili da caccia anche i regnanti o i nobili che conservano intatta questa passione.
    Passando a Winklern ,dalle parti di Treffen, non dimenticare di effettuare una visita al "Museo delle Bambole" di Elli Riehl: il santuario di Casa Berger, semisommerso dai fiori e dal verde, che offre al visitatore una singolare collezione di pupazzi di stoffa, realizzati in 25 anni di continuo lavoro. Essi sono la riproduzione fedele di numerosi abitanti di questi luoghi, immortalati mentre svolgevano le loro occupazioni quotidiane, i loro giochi, i mestieri della vita contadina.
    Nacquero così le prime figure di bimbi, di boscaioli, di contadinelle nelle quali Elli Riehl colse espressioni umane, veramente palpitanti, che solo un'artista estremamente sensibile e accorta poteva cogliere.
    "I miei bambini", come soleva dire, forse perché non ebbe mai figli, divennero lo scopo principale della sua vita.
    L'8 settembre 1977, la Riehl si spense dopo aver sfruttato il suo talento per la gioia di tanta gente che ancora oggi viene qui, nel suo museo, a rivivere i momenti indimenticabili trascorsi insieme a lei.
    Ecco perché spesso si osservano visitatori - oggi uomini e donne maturi - col naso schiacciato sui vetri delle teche e gli occhi arrossati dalla commozione: sono quei "bambini", un tempo immortalati da Elli.

     

    Worthersee

     

    Friesach

     

    Gmund

     

     

    Seefeld in autunno

    Posted by Ami on 3 October 2008 at 10:35

    Seefeld è un delizioso paese nel cuore del Tirolo a circa 20 km. da Innsbruck ad un'altitudine di 1200 m. e molto famoso per l'ospitalità dei suoi 2800 abitanti che vivono essenzialmente di turismo.

    Importante e conosciuta stazione sciistica, è da visitare in qualsiasi stagione dell'anno. L'aria purissima vi ritemprerà dalle giornate trascorse nel traffico delle vostre città immerse nello smog.

    Seefeld è circondata da monti e da boschi di conifere che in autunno hanno colori fantastici con i larici che assumono tonalità che vanno dal giallo arancio al rosso e spiccano tra il verde intenso dei pini.

    In questa stagione potete godere di un cielo limpido e trasparente che non potrete dimenticare.

    Non mancano i divertimenti di ogni genere che vanno dal casinò alle 32 piscine coperte.

    La piscina pubblica, invece, è un grandissima vasca circolare all'aperto e con acqua riscaldata dove potrete beatamente immergervi tra il vapore e da lì  ammirare un fantastico scenario costituito da monti innevati e un pò più giù da boschi incantevoli.

    I tramonti che potrete godervi, sempre immersi tra i vapori della vasca, sono un qualcosa che non potrete mai più dimenticare.

     

    Erika e Amedeo

     

     
     

    Auguri a tutti i nonni del mondo

    Posted by Ami on 2 October 2008 at 08:41

     

    Amedeo, Erika e Mattia

    Bon bon di castagne

    Posted by Ami on 1 October 2008 at 13:59

    Questo dolcetto è un poco complesso in quanto richiede 700 g di passato semplice cremoso (ottenuto da 400 g di castagne cotte con 250 g. d’acqua, 50 g di latte ed un pizzico di sale) , 50 g di zucchero, 100 g di mandorle macinate, 50 g di burro, 50 g di cacao amaro, 2 cucchiai di Kirsch.
    Mescolare bene in casseruola zucchero e mandorle; aggiungere il passato cremoso freddo, poi il burro, poi il cacao amaro, poi il liquore. Preparare delle palline di 2 cm,  passarle in cacao in polvere e porle con cura in pirottine di carta.  Abbellirle con un poco di zucchero a velo e servire.

     

    frutta 62                frutta 62               frutta 62                      frutta 62

     

     

     

     

    Er pupone allo zoo

    Posted by Ami on 30 September 2008 at 10:46

    Totti va allo zoo. Vede un nero in bocca ad un coccodrillo ed esclama:"Anvedi sti neri! Nun cianno gnente da magnà ma cianno er sacco a pelo de la coste!!!"

    coccodrillo 80

     

     

     

    29 Settembre

    Posted by Ami on 29 September 2008 at 09:49

    Seduto in quel caffe'
    io non pensavo a te....
    Guardavo il mondo che
    girava intorno a me...
    Poi d'improvviso lei
    sorrise
    e ancora prima di capire
    mi trovai sottobraccio a lei
    stretto come se
    non ci fosse che lei.
    Vedevo solo lei
    e non pensavo a te...
    E tutta la citta'
    correva incontro a noi.
    Il buio ci trovo'
    vicini
    un ristorante e poi
    di corsa a ballar sottobraccio a lei
    stretto verso casa abbracciato a lei
    quasi come se non ci fosse che,
    quasi come se non ci fosse che lei.
    Mi son svegliato e
    e sto pensando a te.
    Ricordo solo che,
    che ieri non eri con me...
    Il sole ha cancellato tutto
    di colpo volo giu' dal letto
    e corro li' al telefono
    parlo, rido e tu.. tu non sai perche'
    t'amo, t'amo e tu, tu non sai perche'
    parlo, rido e tu, tu non sai perche'
    t'amo t'amo e tu, tu non sai perche'
    parlo, rido e tu, tu non sai perche'
    t'amo, t'amo tu, tu non sai perche'.

    Lucio Battisti

     

     

    Rotolo al cioccolato e mandarino

    Posted by Ami on 26 September 2008 at 09:38
    • 4 uova
    • 150g di zucchero
    • 90g di farina setacciata + il necessario per lo stampo
    • 1/2 bustina di lievito in polvere
    • 2 cucchiai di cacao amaro
    • sale
    • mandarini
    • cioccolato fondente
    1. Rompete le uova e separate gli albumi dai tuorli, che poi batterete con lo zucchero. Utilizzate un frullino elettrico e lavorate finché il composto apparirà chiaro e spumoso
    2. Mescolate la farina, il lievito e il cacao in una ampia terrina. Versateli a pioggia sul composto di uova e zucchero, continuando a battere con il frullino
    3. Montate gli albumi a neve con un pizzico di sale e uniteli delicatamente al composto creato
    4. Versate l'impasto in uno stampo rettangolare precedentemente foderato con la carta da forno
    5. Mettete nel forno già scaldato a 150° per circa 20 minuti. Sfornate il dolce ancora caldo e adagiatelo su un panno inumidito arrotolandolo su se stesso
    6. Montate la panna con un frullino, unendo lo zucchero a velo e quello vanigliato continuando a girare
    7. Sgocciolate i mandarini in un colino, conservatene qualche spicchio per guarnire e tagliate il resto a pezzettini. Tagliate a scaglie il cioccolato
    8. Srotolate la pasta biscotto, conservate un po' di panna per decorare e versate il resto in una ciotola unendo i pezzetti di mandarino. Utilizzate il composto per farcire la pasta che poi si dovrà arrotolare nuovamente su un piatto da portata
    9. Aiutandovi con una sacca, decorate il dolce con la panna montata avanzata; guarnite con gli spicchi di mandarino e con le scaglie di cioccolato. Infine, spolverizzate con lo zucchero a velo

    Rotolo al cioccolato e mandarino

    Tartufata

    Posted by Ami on 25 September 2008 at 17:37
    Per 4 persone
      Per la pasta biscuit:
    • 6 tuorli
    • 100gr di zucchero
    • 50gr di farina
    • 25gr di cacao in polvere
    • 5 albumi
    • 120gr di nocciole
    • 120gr di burro fuso
    • Per la crema al cioccolato:
    • 200ml di panna da montare
    • 370gr di cioccolato fondente amaro
    • 70gr di burro
    • 100ml di rum
    • 100ml di acqua
    • 100gr di zucchero
    • crema pasticcera per guarnire
    1. Con la frusta da cucina lavorate a crema i tuorli e lo zucchero finché otterrete un composto spumoso e di colore chiaro, incorporate la farina e il cacao passati al setaccio e amalgamateli con cura
    2. Tostate le nocciole e unitene la metà alla crema al cacao
    3. Incorporate il burro, poi gli albumi montati a neve e mescolate
    4. Ungete di burro la tortiera e cospergetela di farina, versate nella tortiera e cuocete in forno per 20 minuti a 180°, fate raffreddare a temperatura ambiente
    5. Nel frattempo scaldate la panna in una casseruola, unite il cioccolato a pezzetti e fatelo sciogliere a fuoco lento mescolando con un cucchiaio di legno
    6. Unite il burro e continuate a mescolare fino a quando la crema si sarà ispessita, quindi fatela raffreddare e versatela in una sacca da pasticceria
    7. Portate a ebollizione l'acqua, unite lo zucchero e fatelo sciogliere a fuoco lento, tagliate il dolce in 3 dischi di uguale spessore e irrorateli con lo sciroppo al rum
    8. Ponete uno stampo ad anello attorno alla prima fetta e ricopritela con la crema al cioccolato e le nocciole tostate
    9. Ripetete gli strati nello stesso ordine, terminando con la crema al cioccolato, decorate la superficie del dolce con un coltello a lama seghettata e ponetelo a indurire nel frigorifero per 4 ore
    10. Servite la tartufata su un letto di crema pasticcera

    Tartufata

    Impiego socialmente utile

    Posted by Ami on 25 September 2008 at 08:40

    Ohhh,...che sbadata...!!!

    Posted by Ami on 24 September 2008 at 09:00

    Palline di noci al cioccolato

    Posted by Ami on 23 September 2008 at 11:27

    Ingredienti:

    250 g. di noci

    250 g. di cioccolato fondente

    250 g. di zucchero

    cacao in polvere

    1 bicchierino di nocino

     

    Preparazione:

    Tritate grossolanamente le noci insieme allo zucchero in modo che risultino ben amalgamati e formate tante palline.  Mettete il cioccolato fondente in un pentolino e fatelo sciogliere a bagnomaria. Quando il cioccolato sarà completamente fuso, toglietelo dal fuoco, unite il bicchierino di nocino e mescolate bene. Immergete le palline precedentemente preparate. Fate scolare il cioccolato in eccesso e passate le palline nel cacao in polvere in modo che siano ricoperte   omogeneamente e ponetele nei pirottini. Quando saranno pronte tutte, mettetele un paio di ore in frigorifero in modo che si raffreddino e prendano la giusta consistenza.

    Buon appetito!  ^___^

     

    le noci      Un blocco di cioccolato immerso nel cioccolato fuso

     

    Foglie gialle

    Posted by Ami on 22 September 2008 at 08:48

    Ma dove ve ne andate,
    povere foglie gialle
    come farfalle
    spensierate?
    Venite da lontano o da vicino
    da un bosco o da un giardino?
    E non sentite la malinconia
    del vento stesso che vi porta via?
    (Trilussa)

     

    foglie 36

     

     

    Impegni improrogabili

    Posted by Ami on 19 September 2008 at 08:30

    Piccioncini...

    Posted by Ami on 18 September 2008 at 08:28

    Buona notte!

    Posted by Ami on 17 September 2008 at 10:39

    Pan pepati

    Posted by Ami on 16 September 2008 at 16:25

    Ingredienti 4px
     
    • 1 kgr. di frutta secca spezzetata (noci, nocchie e mandorle)
    • 100 gr. di uva passa
    • 100 gr. di pinoli
    • 1 buccia di arancia a pezzettini
    • 1 cucchiaino da caffè di pepe macinato
    • 1/2 kgr. di miele
    • 150 gr. di cioccolato extra-fondente
    • 250 gr. di farina
     
     
    Preparazione 

    Mettere il miele in una pentola e portare a ebollizione. Poi aggiungere la frutta secca e farla cuocere girando continuamente con un mestolo di legno. Dopo 10 minuti aggiungere tutto il resto tranne la farina, che si aggiungerà dopo avere spento il fuoco. Quando l'impasto avrà raggiunto la giusta consistenza, versarlo sulla spianatoia o marmo e continuare ad impastarlo. Poi si dovranno fare dei pani di circa 400 g ciascuno che bosgnerà lasciare riposare e cuocerli il giorno successivo in forno preriscaldato a 150°C per 45 minuti circa. 
     
     
     Presentazione
     
    Per preparare i pani aiutarsi bagnando le mani con dell'acqua per evitare che l'impasto si appiccichi troppo sulle mani.

     

    Cercasi fantasista...

    Posted by Ami on 15 September 2008 at 10:44
    Al circo di città il fantasista si dimette all'improvviso perché ha trovato un altro lavoro più redditizio. Il direttore, preso dal panico perché lo spettacolo serale verrebbe a mancare della principale attrazione, mette immediatamente un annuncio sul giornale per la ricerca di un nuovo fantasista e si mette vicino al telefono della roulotte ad aspettare le chiamate. Dopo diverse chiamate inconcludenti, squilla di nuovo il telefono:
    - Pronto, mi scusi, è lei che ha messo l'annuncio...
    - Si certo, lei che sa fare? - Risponde il direttore senza tanti preamboli.
    - Io so fare il salto mortale triplo in avanti e triplo all'indietro.
    - E poi?
    - Lo so fare anche, ma semplice, a destra e a sinistra.
    - E poi?
    - So fare l'equilibrista, sulla sbarra, sulla corda tesa, sul pallone, sul motociclo...
    - E poi?
    - Faccio volteggi al trapezio, con aggancio a vite doppia e tripla...
    - E poi?
    - Faccio giochi di prestigio, con le carte, con i fazzoletti, con il cilindro, con lo spago...
    - E poi?
    - So imitare attori, cantanti, politici, personaggi vip...

    - E poi?
    - Faccio giochi di abilità con le palle, i piatti, le clave, i bastoncini...
    - E poi?
    - Ma come ...e poi?
    - Dico, - incalza il direttore - e poi cos'altro sai fare?
    - Cos'altro so fare?!? Ma che cazzo pretendi da un cavallo???


    cavalli 220

    I caramba e il pinguino...

    Posted by Ami on 12 September 2008 at 08:53

    Un negoziante trova un pinguino  che vaga sperduto nel raccordo anulare e, per evitare che le auto lo investano, lo raccoglie e lo porta nel suo negozio. Chiama i carabinieri e consegna loro il pinguino pregandoli di portarlo allo zoo. A tarda sera, quando sta per chiudere il negozio, vede arrivare i militi con il pinguino....Stupito chiede loro come mai avessero ancora il pinguino e se l'avevano portato allo zoo.
    I caramba, con l'aria stanca e tirata, replicano: - Gome da aggordi verbali indergorsi, noi allo zoo lo bordammo, bure il gelado e le noggioline gli gombrammo e anghe alle giosdre lo facimmo salire.....ma adesso ghe lo zoo ghiuse, dove gazzo lo bortiamo?!!

    Gif 42

     

    Pinocchio cresce...

    Posted by Ami on 11 September 2008 at 11:06

    PINOCCHIO A GEPPETTO:-PAPA'... HO UN PENE TUTTO GOBBO E RUVIDO E NON RIESCO A COMBINARE NIENTE CON LE RAGAZZE.
     -SAI FIGLIO MIO, NON ME NE SONO OCCUPATO MOLTO DI QUESTO DETTAGLIO, MA NON E' UN PROBLEMA.... VAI IN CANTINA, PRENDI LA CARTA VETRATA E SISTEMATELO.
    DOPO QUALCHE GIORNO GEPPETTO CHIEDE:
    -ALLORA FIGLIO MIO COME VA CON LE RAGAZZE?
     -PAPA'.... FINCHE' C'E' LA CARTA VETRATA ...CHI SE NE FREGA DELLE RAGAZZE..?!!

     

    Suore e camionisti

    Posted by Ami on 10 September 2008 at 09:11

    Due suore partono dal loro monastero in Brianza per andare a trovare le
    sorelle del monastero di Pescara.
    Stanche di andare a piedi decidono di fare l'autostop. Il primo che si
    ferma per dare loro un passaggio è un camionista.
    Intimidite dall'aria rude dell'uomo decidono di fare un po' di
    conversazione.
     - Come ti chiami fratello? -  chiede una di loro sorridendo.
     - Mi chiamo come quella cosa che vorreste tenere in mano tutto il giorno,
    sorelle...
    -  risponde prontamente il camionista. Le suore arrossiscono e
    decidono di passare il resto del viaggio in silenzio.
    Arrivate però a destinazione si girano verso il camionista e sussurrano a
    voce bassa:
     - Bè, allora grazie, signor C...o!
     - Ma quale c...o e c...o??? -  esclama il camionista, - Mi chiamo Rosario!!!  

     

    religiosi 6           religiosi 6

     

     

    Un camionista guida felice il suo gigantesco TIR su un'autostrada e canta:
     - Sono Cisonte e guido 'sto bisonte!
    Ad un certo punto vede una suora che fa l'autostop e decide di caricarla. Dopo un pò di tempo ( un minuto!)  chiede alla sorella:
     - Sorellina bella, me la daresti ?
     La suora:
     - Eh no, non posso, è consacrata...
    Dopo un altro po':
     - Senti sorella, il c..o, almeno, me lo puoi dare?
    La suora:
     - Uhm...si', va bene, quello non e' consacrato...
    I due fanno i loro comodi, dopodiche' il camionista riprende a cantare, più felice che mai:
     - Sono Cisonte e guido 'sto bisonte!.
    E la suora:
     - Sono gay, sono Renato e vado a un ballo mascherato!

     

    religiosi 54

    Tartufini al cioccolato

    Posted by Ami on 9 September 2008 at 11:16

    Ingredienti:

    250g. cioccolato fondente

    250g. mandorle fresche pelate

    250g. zucchero

    1 tazzina di caffè amaro

    1 bicchierino da liquore di rhum (o altro liquore secondo i gusti)

     

    Preparazione:

    Sciogliete il cioccolato in un pentolino a bagnomaria.

    Tritate le mandorle avendo cura di aggiungere lo zucchero in modo che non si attacchino al tritatutto.

    Lasciate da parte un pò di zucchero che vi servirà per ricoprire i tartufini.

    In una grande terrina mettete il cioccolato sciolto ancora caldo, le mandorle tritate con lo zucchero, la tazzina di caffè amaro e il bicchierino di rhum. Impastate il tutto con le mani avendo cura di mescolare bene gli ingredienti. Formate tante piccole palline che rotolerete nello zucchero che avete lasciato (se preferite un gusto più amaro rotolatele nel cacao) e disponetele una ad una nei pirottini su un vassoio. Lasciate raffreddare in frigorifero per un paio di ore.

    Sono ottimi per compleanni e in qualsiasi altra occasioni e facili da preparare.

     

    Ricetta dei Tartufi al caffé

     

     

     

     

    La Croda Rossa e la principessa delle marmotte

    Posted by Ami on 8 September 2008 at 11:23
    In una grotta sotto la montagna oggi chiamata Croda Rossa viveva un’anguana, circondata dalle marmotte. Un giorno, una donna del posto che si era recata in terre straniere ritorna con una figlia appena nata, e subito muore. L’anguana adotta la bambina, che cresce assieme alle marmotte: Moltina. Essa apprende i modi e la lingua delle marmotte, fino ad essere in grado di trasformarsi in una di loro.

    Un giorno il principe dei Landrines la vede e se ne innamora. I due decidono di sposarsi, nonostante i dubbi dei familiari del principe. Moltina afferma che non solo le marmotte, ma anche la montagna stessa partecipa della sua felicità. Dopo le nozze, Moltina vive serena al castello.

    Un giorno c’è un raduno di regine ed a ciascuna viene proposto di raccontare la storia dei propri antenati. Moltina non ne ha, e se ne vergogna mortalmente. La situazione viene salvata da un prodigio: la montagna di fronte, partecipe dei sentimenti di Moltina, è diventata rosso sangue come il suo volto. Moltina approfitta della confusione per trasformarsi in marmotta e fuggire sui suoi monti. Il principe la raggiunge e, visto che la moglie non vuol tornare al castello, decide di restare con lei. Una notte si sente rumore di armi. Sono i Fanes che fanno esercitazioni belliche, senza possederne i minimi rudimenti. Il principe acconsente ad istruirli e poi a guidarli in battaglia; riporta la vittoria, e viene nominato re. Da lui e Moltina prende avvio la dinastia reale dei Fanes, cui l’anguana predice gloria e grandezza. I Fanes si insediano sugli altopiani che ancor oggi portano il loro nome, ed il re fonda una roccaforte sulle Conturines. Ma la Croda rimarrà rossa per sempre.

     

    La Croda Rossa

    Anna (Aperitivo)

    Posted by Ami on 5 September 2008 at 16:39

    Ingredienti:

    Dosi per 1 persona.
    3/6 di Vermouth dry
    2/6 di Gin Beefeater
    1/6 di Triple sec
    q.b. di gocce di Kiwi mixybar
    1 fettina di Kiwi
    Ghiaccio

     

    Preparazione:

     

    Versate gli ingredienti in un bicchiere old fashion, girate bene con un cucchiaino, decorate con la fettina di kiwi, quindi servite.

     

    kiwi

    Il lago di Braies

    Posted by Ami on 3 September 2008 at 16:29

    Il Lago di Braies (ted. Pragser Wildsee) è un piccolo lago alpino situato in Val di Braies (una valle laterale alla Val Pusteria) a 1496 m s.l.m nel comune di Braies (BZ), a circa 97 Km da Bolzano.

    Il lago giace ai piedi dell'imponente parete rocciosa della Croda del Becco (ted. Seekofel, lad. Sass dla Porta m. 2810) e si trova all'interno del Parco naturale Fanes - Sennes e Braies.
    Ha una lunghezza di 1,2 km ed una larghezza di 300-400 metri. È uno dei laghi più profondi della provincia di Bolzano, con ben 36 metri di profondità massima.

    Il lago è di origine franosa, in quanto la sua creazione è dovuta allo sbarramento del Rio Braies per una frana che si è staccata dal Sasso del Signore.

    Il lago è una frequentatissima meta turistica, che attira per il suo colore blu intenso delle acque limpide e per l'incantevole scenario naturale in cui è immerso. In effetti il lago è circondato su tre lati da delle bellissime cime dolomitiche, tra cui la Croda del Becco.

    Il Lago è il punto di partenza dell'Alta via n° 1 delle Dolomiti detta la classica che arriva a fino a Belluno ai piedi del Gruppo dello Schiara.

    Per raggiungere il lago, si prende lo svincolo per la Val di Braies, tra i paesi di Monguelfo e Villabassa in Alta Pusteria. Dopo aver percorso alcuni chilometri si incontra l'unico bivio, e si prende la strada in direzione del lago. Dopo aver passato i villaggi di Ferrara e San Vito, si arriva al parcheggio (a pagamento nella stagione turistica), dove si trova un grande albergo-ristorante.

    È possibile effettuare un giro attorno alle rive del lago. Questo percorso è sulla sponda occidentale, piano e largo, mentre sulla sponda orientale è ripido e stretto, con alcune scalinate. Nonostante ciò questa bella passeggiata che porta ai piedi della Croda del Becco, è affrontabile da chiunque.

     

    Il Lago di Braies

     

    Il lago di Braies ghiacciato

     

    Il lago di Braies ghiacciato.

     

    Il lago di Braies e sullo sfondo la Croda del Becco


    Il lago di Braies e sullo sfondo la Croda del Becco.

    Il lago di braies visto da sud

     

    Il lago di Braies visto da Sud.

     

    La chiesetta attorno al lago

     

    La chiesetta attorno al lago.

     

     

     

    L'albergo attorno al lago

     

    L'albergo attorno al lago.

     

    Peperoni giallorossi con uvetta e pinoli

    Posted by Ami on 2 September 2008 at 11:35

    Ingredienti:

    2 peperoni rossi

    2 peperoni gialli

    1 cipolla grande

    1 manciata di uvetta

    1 manciata di pinoli

    1 pizzico di sale

    olio extravergine d'oliva

    aceto

     

    Preparazione:

    Fate imbiondire la cipolla tagliata sottile nell'olio extravergine d'oliva ed unite i peperoni giallorossi tagliati a listarelle. Dopo circa 5 minuti unite i pinoli e l'uvetta che avete lasciato rinvenire in acqua per almeno 2 ore. A metà cottura aggiungete uno spruzzo d'aceto ed un pizzico di sale.

    A cottura ultimata mettete il tutto in un piatto da portata e lasciate raffreddare leggermente.

    Il gustoso piatto è pronto per essere messo in tavola.

     

    L'aceto rende i peperoni più facilmente digeribili.

     

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    Un gustoso aperitivo

    Posted by Ami on 29 August 2008 at 16:02
    Honey green moon   (Aperitivo)
    Ingredienti:
    Dosi per 1 persona.
    1/6 di Vodka
    5/6 di Midori( liquore di melone verde)
    1/2 fettina d’Arancia
    1/2 fettina di Limone
    1 Ciliegina
    1 Lime spremuto( o 1/2 Limone spremuto)
    Ghiaccio a cubetti
    Preparazione:
    Versate gli ingredienti nello shaker, mescolate per alcuni secondi, quindi, servite in un bicchiere old fashion, senza ghiaccio, e decorate con la ciliegina e le fettine di limone ed arancia.

     

    Oltre a portare il nome del mio splendido cagnolone non è ninente male!

    Poesia di Trilussa dedicata a mars

    Posted by Ami on 27 August 2008 at 11:05

    Er sogno bello

    I


    - Macchè! – je disse subbito er dottore -
    Qui nun se tratta mica d’anemia!
    E’ gravidanza, signorina mia:
    soliti incertarelli de l’amore! -

    Pe’ Mariettina fu ‘na stretta ar core:
    - So’ rovinata! Vergine Maria!
    Madonna santa, fate che nun sia!
    Nun potrei sopportà ‘sto disonore! -

    Ma appena vidde ch’era proprio vero
    corse da Nino. – Nun è gnente! – dice -
    Se leveremo subbito er pensiero.

    Ce vo’ la puncicata. Domattina
    te porto da ‘na certa levatrice
    che già l’ha fatto a un’antra signorina. -

    II

    La sera Mariettina agnede a letto
    coll’occhi gonfi e con un gnocco in gola,
    e s’anniscose sott’a le lenzola
    pe’ piagne zitta, senza da’ sospetto.

    Poi pijò sonno e s’insognò un pupetto
    che je diceva: "Se te lascio sola,
    povera mamma mia, chi te consola
    quanno t’invecchierai senza un affetto?"

    E, sempre in sogno, je pareva come
    se er fijo suo crescesse a l’improviso
    e la baciava e la chiamava a nome...

    Allora aperse l’occhi adacio adacio
    e s’intese una bocca, accanto ar viso,
    che la baciava co’ lo stesso bacio.

    III

    Era la madre. – Mamma, mamma bella! -
    E se la strense ar petto. – Amore santo!
    Che t’insognavi che parlavi tanto
    e facevi la bocca risarella?

    Però ciai l’occhi come avessi pianto...
    Dimme? che t’è successo? – E pe’ vedella
    più mejo in faccia, aprì la finestrella
    e fece l’atto de tornaje accanto.

    S’intese un fischio. – Mamma! questo è lui
    che sta aspettanno sotto l’arberata...
    Dije che vada pe’ li fatti sui.-

    Anzi faje capì che se l’onore
    se pò sarvà con una puncicata
    preferisco de dajela ner core.

     

     

     


     

    La vera storia di Cappuccetto Rosso riveduta e corretta da me medesimo

    Posted by Ami on 26 August 2008 at 11:46

    C'era 'na vorta 'na regazzina che portava sempre 'na mantella cor cappuccio rosso.

    Un giorno su madre je disse:"Cappuccetto va da tu nonna a portaje sto cesto co' a roba da magnà. Nun te fermà a parlà co' nessuno."

    Cappuccetto Rosso partì cor cesto e attraversò er bosco pe' annà da su nonna ma er lupo, che nun magnava da giorni, co' 'na scusa se fece dì 'ndò annava e se mise a corre pe' arrivà prima de lei. Quanno arrivò se magnò a nonna co' 'n boccone e se mise li vestiti sua.

    Cappuccetto bussò a la porta de su nonna e sentì 'na voce che je disse:"Entra, entra regazzì che nun me posso arzà pe' apritte!"

    Cappuccetto che era 'n pò tonta, nun s'accorse der lupo travestito e cominciò a fajie 'n sacco de domande. Er lupo che s'era stufato d'arisponne je disse:"Nun me rompe li cojioni" e se la magnò senza tanti complimenti...

    Er cacciatore c'aveva de mejio da fà e nun passò a sarvà a regazzina e su nonna e er lupo se ne annò sazio e contento!

     

     

     

     

     

    Mo che faccio?!?

    Posted by Ami on 25 August 2008 at 08:39

    L'autista di un autobus che trasporta un gruppo di sordomuti è malato, e allora chiama un suo amico, Gianni, perché lo sostituisca in un viaggio.
    Gianni accetta e gli viene comunicato il codice usato dai passeggeri sordomuti: se battono tutti quanti le mani sulla bocca significa che devono andare in bagno, e se invece si mettono tutti ad applaudire significa che hanno fame. L'autista comunque rassicura Gianni dicendogli che lui era disponibile per qualsiasi problema.
    Il giorno dopo l'autobus di sordomuti parte per la gita; a un certo punto Gianni nota che i passeggeri stanno battendo le mani sulla bocca e allora si ferma al più vicino autogrill e li fa andare in bagno.
    Circa un'ora dopo l'autista sente che stanno applaudendo allora si ferma e li fa mangiare.
    Dopo un po' di strada l'autista nota che i passeggeri stanno tutti con la bocca aperta e barcollano un po'; allora, non sapendo cosa fare, chiama il suo amico: "Pronto?"
    "Ciao, sono Gianni."
    "Ah, ciao Gianni, come va?"
    "Tutto bene fino a pochi minuti fa ..."
    "Perché?"
    "Ora tutti i passeggeri si sono messi a testa alta con la bocca aperta ... cosa significa?"
    "Bè, Gianni, lasciali cantare!"

     

    Che affarone!!!

    Posted by Ami on 21 August 2008 at 08:24

    "Maresciallo, la mia auto ha 200mila chilometri e tutti la valutano 0 come usato"
    "Riduci il chilometraggio a 150mila!"
    Il giorno dopo: "Mi danno 50 euro!"
    "Portala a 100mila chilometri!"
    "Mi danno 100 euro!"
    E giu giu fino a 10000 chilometri.
    "Maresciallo, mi dicono che potrei venderla a 3000 euro"
    "Beh, allora te la compro io" - dice il maresciallo.
    "Eh no!, adesso che è quasi nuova non la vendo più"

     

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    Il Grossglockner

    Posted by Ami on 20 August 2008 at 16:31

    Con i suoi 3.798 m il Grossglockner non è solamente la montagna più alta dell’Austria ma anche una delle vette più elevate delle Alpi Orientali. Davanti al Grossglockner (“grande campanaro”) dalla forma piramidale, è situato il Kleinglockner (“piccolo campanaro”) lievemente più basso (3.770 m). Tra le due vette vi è la cosiddetta Glocknerscharte (“forcella del campanaro”).

    La prima ascensione venne realizzata nell’anno 1800. Successo e fallimento accompagnarono però anche altre spedizioni. Il canale Pallavicini fu battezzato così in ricordo del conte Alfred Pallavicini, che vi trovò la morte nel 1886.

    Dal 1918 il Grossglockner, unitamente al ghiacciaio Pasterze, è divenuto proprietà del Club Alpino Austriaco.
     

    Oskar Kühlken, autore de “Il libro del Glockner” descrisse nel 1951 il mito di questa montagna con le seguenti parole: “Il Grossglockner è molto di più della montagna più alta dell’Austria, da essa emana il fluido di una personalità straordinaria. Chi giunge nella sua sfera di influenza, ne viene catturato.”


    Con la costruzione della Strada Alpina del Grossglockner questa maestosa vetta ha raggiunto una nuova dimensione. Quale meta escursionistica preferita è divenuta per molte persone l’essenza di un’esperienza naturalistica di grandissimo impatto: qui i concetti di grandezza e potenza divengono percepibili, qui si soggiace al fascino dei ghiacci eterni e della forza primigenia della natura.

     

    La strada alpina del Grossglockner

    Questa famosissima strada alpina Vi conduce nel cuore del Parco Nazionale degli Alti Tauri, ai piedi della più alta montagna dell‘Austria, il Grossglockner (3798 m), e del suo ghiacciaio, il Pasterze. I suoi 48 chilometri e 36 tornanti ed il dislivello di 2.504 metri offrono un percorso automobilistico e naturalistico assolutamente straordinario! Attraversano un territorio di alta montagna unico nel suo genere, contornato da pascoli in fiore, profumati boschi di montagna, possenti pareti di roccia e nevi perenni, fino a giungere ai piedi del Grossglockner, alla Quota-Imperatore-Francesco-Giuseppe.

     

    Con Murmi sulla strada alpina del Grossglockner

    Godetevi questo percorso d’alta montagna unico al mondo, vivete il contatto con la meraviglia della Natura. Questo viaggio sarà un’esperienza indimenticabile anche per i vostri bambini. La piccola mascotte MURMI, ovviamente una vera marmotta del Glockner (che non teme gli uomini ed è sempre pronta a giocare), vi accompagnerà e vi inviterà a giocare, scoprire e capire, suscitando l’entusiasmo dei vostri figli.

    La designer carinziana Michaela Fink ha strutturato con grande creatività 4 parchi gioco a tema dai nomi accattivanti "I cercatori d’oro", "La costruzione della strada", "Rotoliamoci nella neve all’Hochtor" e "Dall’uovo alla farfalla".

    Mentre i bambini cercano allegramente l’oro, si adoperano nella costruzione della strada, siedono nei vecchi mezzi da costruzione, osservano le marmotte nel loro ambiente o svolazzano qua e là come farfalle, i genitori hanno tutto il tempo per ammirare lo splendido panorama e prendersi un caffè. In tutti i parchi gioco si possono trovare gli adesivi Murmi da collezionare – un divertimento da non perdere, per grandi e piccini...

     

     

     

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    San Candido (Innichen)

    Posted by Ami on 5 August 2008 at 16:37

    San Candido (in tedesco Innichen) è un comune di 3.136 abitanti della Provincia Autonoma di Bolzano, nell'Alta Pusteria, situato a 1173 m.

    La sua popolazione si è dichiarata in maggioranza di madrelingua tedesca.

    San Candido è situato al di là dello spartiacque alpino, poiché attraversato dal fiume Drava, immissario del Danubio. San Candido e la vicina Sesto sono quindi tra i pochi comuni italiani non facenti parte dell'Italia in senso geografico perché appartenenti al bacino idrografico del Danubio.

    San Candido fu un monastero costruito dal vescovo di Frisinga per contrastare gli slavi, allora ancora pagani. Per secoli la dipendenza dal punto di vista ecclesiastico rimase alla diocesi di Frisinga, la più antica della Baviera. Gli antichi legami con Frisinga hanno portato nel 2007 a stabilire un gemellaggio tra le due località.

    Nella spartizione, nel 1918, del Tirolo fra Austria e Italia, San Candido sarebbe teoricamente dovuto rimanere all'Austria, ma, per ragioni militari, fu assegnato all'Italia e vi furono costruite due grandi caserme: la Cantore e la Druso, la prima ancora affidata al 6º Reggimento Alpini.

    La presenza del confine nella frazione di Prato alla Drava determinò anche la presenza di una nutrita schiera di funzionari italiani: Guardia alla Frontiera (oggi non più esistente), polizia di frontiera, ufficiali doganali, una stazione di Carabinieri, un Commissariato di Pubblica Sicurezza, una sezione della Guardia di Finanza e vario personale governativo.

    San Candido ha costituito per anni il capolinea della linea ferroviaria che risaliva da Fortezza, mentre i 6 chilometri di linea fino al confine, pur trovandosi in territorio italiano, erano gestiti dalle ferrovie austriache. Fino a che vi è stato un rigido controllo doganale, era caratteristica la presenza di treni-corridoio che univano Lienz, nel Tirolo orientale, con Innsbruck, capoluogo del Tirolo.

    Il successivo sviluppo è stato prevalentemente turistico: quello invernale legato alle piste di sci dei Baranci e del Monte Elmo e lo sci da fondo con piste per Sesto e Dobbiaco, e da lì a Cortina e a Monguelfo (val Cassies) e Valdaora (Anterselva).

    D'estate, oltre che come punto di partenza per escursioni ai Tre Scarperi o alle Tre Cime di Lavaredo, San Candido è diventata famosa per l'escursionismo in bicicletta, con la pista ciclabile per Lienz (Ciclabile Dobbiaco - Lienz) che ha una discesa di 600 metri di dislivello, accessibile ai più, senza alcun particolare sforzo. La presenza della linea ferroviaria permette il ritorno in treno. Inoltre è possibile discendere sempre in bici, ma in direzione opposta, la Val Pusteria, attraverso la Ciclabile della Pusteria.

    L'attività economica è stata vivacizzata dalla presenza e dalla crescita di Senfter, azienda leader a livello mondiale per la produzione di speck. Quest'ultima realtà oggi multinazionale con filiali e siti produttivi sparsi per il mondo, era fino agli anni cinquanta poco più della classica macelleria a gestione familiare nella piazza principale del paese.

    Lo stabilimento di imbottigliamento di acque minerali (Kaiserwasser) tiene viva la gloriosa tradizione delle Wildbald (fonti del bosco) di San Candido. L'imperatore Francesco Giuseppe, era solito recarsi in villeggiatura a San Candido per degustare l'acqua di queste fonti che è tutt'ora chiamata Kaiserwasser, per l'appunto, acqua dell'imperatore.

    Secondo un'altra ricostruzione è stato invece l'imperatore Carlo, ultimo sul trono austriaco, ad avere una preferenza per l'acqua di San Candido.

    Il paese, assieme al vicino paese di Dobbiaco, sono dotati di una unica centrale di teleriscaldamento, alimentata dalla combustione degli scarti delle segherie, con un grande vantaggio dal punto di vista ambientale.

    Il complesso della Collegiata di San Candido ha origine in un monastero benedettino fondato nel 769 per convertire gli slavi allora insediati nella zona. È considerato il più importante monumento romanico del Tirolo. Della costruzione originale non restano tracce architettoniche certe. La Collegiata è comunemente e impropriamente chiamata duomo, fu interamente ricostruita a partire dal 1140. A tale fase costruttiva, di cui oggi restano le mura esterne, pilastri, absidi e la cripta, ne seguì una terza ricostruzione, cominciata nel 1240: appartengono a questa edificazione le volte della cripta e della navata, il transetto, la cupola della crociera con gli affreschi raffiguranti la storia della creazione, scoperti sotto l'intonaco durante il restauro del 1969. Al termine di questa fase la chiesa fu consacrata ai santi Candido, partono della Collegiata e Corbiniano, patrono della Diocesi Frisinga.

    La grande torre campanaria fu eretta tra il 1323 e il 1326. Un meticoloso restauro nel 1969, ha ripulito la chiesa di tutte le sovrastrutture barocche e ci ha restituito la cripta. Dentro la cripta si trova una struttura lignea duecentesca raffigurante San Corbiniano (o San Candido, secondo altre tesi).

    All'esterno della collegiata, lato nord, si trova un tabernacolo a pilastro affrescato nel XV secolo, e a pochi metri da quest'ultimo, si trova il Granaio del Capitolo: è una delle case più antiche dell'Alta Pusteria, sede attuale del Museo della Collegiata.

    Il convento è affacciato sul Rio Sesto, consacrata a San Leopoldo e costruita a fine '600. Con annesso chiostro. La costruzione della chiesa e del convento è fatta risalire, al seguito dell'arrivo dei primi frati francescani, nel 1691. Più precisamente vennero costruiti tra il 1693 e il 1697, quando avvenne la consacrazione delle chiesa e la consegna ufficiale all'Ordine.

    Nei tre secoli di storia il convento ha ospitato fino a 20 frati nei momenti di maggior splendore, e ha dovuto affrontare anche alcune alluvioni del rio Sesto, e alcuni incendi come nel 1945, a seguito di un'incursione aerea che aveva come obiettivo la vicina stazione ferroviaria, che bombardò il paese con bombe incendiarie.

    Attualmente il convento rischia la chiusura nel 2010, in quanto sono presenti soltanto 3 frati.

     

    • La Chiesa Parrocchiale di San Michele, del XII secolo, più volte distrutta; oggi della chiesa originale rimane solo il campanile cilindrico. Nel '700 la parrocchia fu adeguata allo stile barocco e poi al rococò.
    • La Cappella di Altòtting e del Santo Sepolcro, a ridosso della linea ferroviaria, edificata dal 1653 dall'oste Georg Paprion dopo un pellegrinaggio in Terra Santa, come una copia in miniatura del Santo Sepolcro sul Calvario di Gerusalemme, armonizzata ad un edificio precedentemente costruito, che era a sua volta copia della Cappella delle Grazie di Altötting.
    L'oste dopo il suo primo viaggio riportò come ricordo un osso di Sauro preistorico, che è appeso sul muro dell'ingresso principale, lato interno.

    Presso il paese di San Candido si trovano seriazioni rocciose profonde, costituite da filliadi quarzifere, conglomerati, basici, arenarie della Val Gardena e strati di Bellerophon. Da questi ultimi, nei boschi ai piedi della Rocca dei Baranci, a sud del paese, scaturiscono le sorgenti sulfuree e minerali dei Bagni di San Candido (ted. Wildbad Innichen). I Bagni risultano frequentati sin dall'antichità ed appaiono per la prima volta in documenti del XVI secolo. Attorno ai Bagni, nel 1591 vi fu costruita una cappella dedicata a San Salvatore, ancora oggi consacrata. La cappella era collegata ad un eremo, che fu soppresso nel 1786 dall'Imperatore Giuseppe II.

    Nel 1856 il Dottor Johann Schreiber lì ingrandì. Successivamente sua figlia con il suo marito, il conte Beckers, accrebbero i Bagni fino a farli diventare un grande complesso alberghiero. Dopodiché i bagni divennero famosi, tanto che vi soggiornarono gli imperatori tedeschi Guglielmo e Federico e quello austriaco Carlo. Dopo che l'Alto Adige passo all'Italia, a seguito della Prima Guerra Mondiale, lo stabilimento andò in declino. Fu messo all'asta nel '30. Oggi è rimasta solo la struttura esterna dei Bagni, mentre l'interno del complesso si trova in pessimo stato.

    Le sorgenti in realtà sono 4, ognuna con un sapore diverso: una particolarmente sulfurea, ed una particolarmente ferrosa.

     

    Ossario di San Candido

    Pochi metri fuori dal paese, in direzione di Versciaco, si trova sulla destra un monumento ai caduti, di forma circolare, a ricordo dei soldati morti per il paese.

     

    Molte esposizioni, incontri e concerti vengono tenuti periodicamente al Centro Culturale Josef Resch. Presso il Dolomithos (presso il Residence Alpenheim Wachtler) vi è una mostra permanente di fossili e minerali che rievocano la storia geologica delle Dolomiti, i protagonisti della loro scoperta scientifica e le leggende locali legate alle rocce di questa regione. A sud del paese di trova sopra ad una collinetta un bellissimo parco giochi, ricco di giostre e altre strutture ludiche, immerse in un bellissimo lariceto.

    Il territorio di San Candido rappresenta l'ultima punta (ad occidente) di diffusione dell'harpfe, un caratteristico essiccatoio del fieno costituito da due pali verticali congiunti da pali orizzontali.

     

    La leggenda dei giganti Huno e Hauno

    Il nome in tedesco della Rocca dei Baranci, Haunold, deriva probabilmente dal cognome di un signore, certo Hunolt, proprietario dei boschi sotto la montagna. Tuttavia esiste una leggenda che fa risalire il toponimo alla lotta titanica tra giganti. Il gigante Hauno era capo di una orda che devastò la Pusteria e prima di andarsene a razziare altrove, lasciò un manipolo di truppe presso Sillian a costruire il castello di Hunnenfels (probabilmente l'attuale castello Heimfels). In soccorso dei pusteresi apparve dai boschi un gigante chiamato Huno, che si dichiarò pronto ad aiutare i valligiani ed a espugnare il castello. La guerra fu cruenta e si risolse in una lotta tra i due giganti, da dove uscì vincitore Huno. Egli si stabilì sotto la Rocca dei Baranci, costruì il monastero di San Candido. Dopodiché il gigante fu ucciso dai valligiani con uno stratagemma, a causa delle sue esose richieste di cibo.

    Questa leggenda è molto cara agli abitanti locali, tanto che è possibile trovare traccia di raffigurazioni dei due giganti, in alcune delle loro case.

     

    Panorama di San Candido

     

    Il campanile della Collegiata di San Candido

     

    Il convento dei frati Francescani a San Candido                

     

                   

     

    Immagine:Drava a San Candido.jpg

    Auguri auguri auguri zio Reinhard!

    Posted by Ami on 4 August 2008 at 09:09

    Oggi i nostri auguri vanno a zio Reinhard che compie 25 anni, un quarto di secolo mica si scherza!

    Zio Reinhard è il fratello di mamma Erika ed io gli voglio tanto bene anche se non lo vedo tutti i giorni perchè vive ad Innsbruck.

    Ora è qui a Roma con noi perchè è venuto per festeggiare il mio primo compleanno.

    La sua torta avrà tante candeline colorate ed io lo aiuterò a spegnerle tutte!

    Tanti  tanti tanti auguri zio Rein!

    Il tuo nipotino Mattia

     

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    La prima candelina per Mattia

    Posted by Ami on 1 August 2008 at 11:44

    Sono passati già 12 mesi dal bellissimo giorno che sei nato alle 7 del mattino!

    Ti abbiamo tanto desiderato e, quando finalmente sei arrivato, eri proprio come ti avevamo immaginato!

    Quanta emozione al tuo primo vagito!

    Eravamo tutti intorno a te ad ammirarti!

    Sei cresciuto in fretta e sei nostra più grande gioia!

    Ora dici già tante parole, cammini svelto e nuoti come un pesciolino.

    I tuoi più cari amici  sono gli animali e il tuo gioco preferito è il cavallino a dondolo che tanto tempo fa è stato di nonno Giorgio e poi del papà.

    Oggi siamo tutti qui  pronti ad aspettare il soffio sulla tua prima candelina e il magico momento dei regali.

    Tanti tanti auguri piccolo Mattia da mamma e papà, dai nonni, dai bisnonni, dai trisavoli, dallo zio, da Paquita e da tutti gli amici di mamma e papà che sono per te tanti zii.

    Buon compleanno Mattia!

    Mamma Erika e papà Ami

     

     

                    

    Arrivano i nonni e zio Reinhard

    Posted by Ami on 30 July 2008 at 13:15

    Tra  poche ore arrivano i nonni  e zio Reinhard per festeggiare dopodomani il mio primo compleanno. Sono felicissimo ed eccitato perchè non vedo l'ora di rivederli. Loro abitano ad Innsbruck che è molto lontano da  Roma e non possiamo vederci tutti i giorni come con i nonni paterni che vivono con noi. Tra qualche giorno andremo tutti insieme a San Candido che si trova in alta Val Pusteria ed è vicino ad Innsbruck la città di mamma Erika, dei nonni e di zio Rein. Lì ci sono delle bellissime montagne e tanto verde e potrò divertimi a correre sui prati. Che bello!!!

    A casa siamo tutti in fermento e contiamo i minuti che mancano per l'arrivo. Sicuramente per l'occasione Paquita ha preparato cose buonissime e sento già l'acquolina  in bocca!

    Ciao ciao a tutti!

    Mattia

     

     

    Insalata di frutta esotica

    Posted by Ami on 29 July 2008 at 15:46
    Per 4 persone:

    • ½ melone
    • ½ ananas
    • 1 mango
    • 1 papaia
    • 4 nespole
    • ½ limone
    • 1 lime
    • 5 baccelli di vaniglia
    • 2 cucchiai di zucchero di canna

    Sbucciare il melone e dividerlo in spicchi. Pulire l’ananas togliendo la buccia. Spellare le nespole, eliminare i semi e irrorarle con una parte del succo di limone. Tagliare il mango a metà, eliminare il nocciolo e sbucciarlo. Tagliare a metà la papaia, eliminare i semi e sbucciarla. Tagliare tutta la frutta a pezzetti non troppo piccoli, radunarla in una ciotola e irrorarla con il restante succo di limone.
    Lavare il lime, spremerlo. Incidere un baccello di vaniglia e prelevare tutta la parte interna. Versare in una ciotola il succo del lime, la parte interna della vaniglia, lo zucchero e mescolare con cura, finché gli ingredienti sono ben amalgamati.
    Versare lo sciroppo ottenuto sulla macedonia e mescolare. Mettere la ciotola in frigo almeno per un quarto d’ora. Distribuire la frutta in bicchieri e completare decorando ciascuna porzione con un baccello intero di vaniglia.

     

    meloni 7      ananas 7              Image papaia                    Nespola - Nespole

    limoni 7              limoni 1      ..:: Vaniglia ::..

     

    Zucchero di canna

     

    L'Isarco e l'Adige

    Posted by Ami on 29 July 2008 at 08:21

    ..in questa antica terra di montagne,due fiumi gareggiavano fra loro per scoprire quale era il più importante.

    Uno diceva:"Sono io il più importante,nasco dal Brennero e le mie acque hanno dissetato molti imperatori".

    "Il più importante sono io",replicava l'altro,nasco da un passo importante come il tuo e sono anch'io fiume imperiale".

    Per questa contesa le acque quasi strariparono e la gente fuggì terrorizzata.

    Allora una ninfa di nome Vodia,regina di tutte le acque,comandò:"Tu Isarco sei il fratello più piccolo,chiedi all'Adige di prenderti in braccio e di portarti fino al mare."

    Da quel momento,le acque di questi due fiumi,scorrono pacifiche una nell'altra fino all'adriatico.


    (www.altoadige-suedtirol.it)

     

     


     

    La leggenda del Rosegarten - Il giardino delle rose

    Posted by Ami on 25 July 2008 at 09:58

    Laurino era il re dei nani e aveva il suo regno sulle montagne delle Dolomiti.
    Di lui si innamorò nascostamente la valchiria Sittlieb, che era al suo servizio come cavaliere e per lui creò nel suo giardino il più bel roseto che mai si fosse visto.
    Ma Laurino si era innamorato di Similde, una fanciulla nobile, così bella, che per darla in sposa il padre indisse un torneo, al quale re Laurino fu escluso perché era un nano.
    Laurino non potendo rinunciare alla donna che tanto amava, indossò il cappello dell'invisibilità e la rapì. La condusse nel suo castello e la rinchiuse nel bellissimo roseto colmandola di attenzioni.

    Sittlieb saputa l'intenzione di Laurino di sposare un'altra donna, fuggì col cuore infranto e si recò da una maga per farsi fare un sortilegio e poter diventare come un uomo, ma la magia prevedeva che non sarebbe mai più potuta tornare nel giardino da lei creato o avrebbe perso la vita.

    Mentre Similde era prigioniera nel roseto di Laurino, Hartwig, il cavaliere che l'aveva protetta nel bosco una volta che lei si era persa e che di lei era innamorato, partì alla volta del giardino per liberarla. Al suo ingresso trovò delle ninfe che gli dissero che solo un bambino o un giullare sarebbero potuti entrare nel giardino e si aspettavano da lui un canto. Il giardino, infatti, era circondato da un sottile filo di seta, e chiunque l'avesse sfiorato, avrebbe fatto accorrere tutta la guardia di re Laurino. Egli declamò la poesia per Similde e gli fu detto il vero motivo per il quale era stata rapita.

    Non essendo in grado di fare nulla per lei, decise di tornare dal suo padrone e raccontare la verità, che Similde sarebbe stata liberata, qualora a Laurino fosse stato dato modo di partecipare al torneo con l'imparzialità che si doveva ai cavalieri.

    Nel frattempo Sittlieb era entrata a far parte della corte di Re Teodorico come guerriero del re. La magia e il fatto che ella non si non toglieva mai l'elmo le permisero di non essere riconosciuta come la valchiria che aveva lavorato per il re dei Nani.

    Il Conte, padre di Similde, sdegnato, non aveva comunque voluto accettare la partecipazione di Laurino al torneo, e Hartwig si vide costretto a chiedere l'aiuto di Re Teodorico per liberare Similde. Teodorico accettò, considerando una facile l'impresa di penetrare nel regno dei nani per liberare la fanciulla, pur sapendo che Laurino era in possesso di arti magiche, quali una cintura che gli dava la forza di dodici uomini, una corazza impenetrabile e il cappello che lo rendeva invisibile, grazie al quale aveva appunto rapito la fanciulla.

    La via d'accesso per i monti del Rosengarten era nota per essere inaccessibile, ma il cavaliere con l'elmo disse di esserci già stato. Re Teodorico decise che sarebbe stato lui a guidarli, e lo obbligò anche quando il cavaliere si mostrò contrario predicendo la propria morte.
    Giunti al roseto, Teodorico, tagliò il filo di seta che lo circondava, e subito gli apparve davanti re Laurino in persona che iniziò con lui un duello cruento.
    Re Laurino si fece invisibile e si avvantaggiò, ma Re Teodorico riuscì ad afferrarlo, e togliendoli cintura, cappuccio e armi, lo sottomise.

    Liberata Similde, ella disse che re Laurino era di nobile animo e che l'aveva trattata sempre con cura e amore. Chiese così a Re Teodorico di non umiliarlo oltre e di lasciarlo andare. Questi allora tese la mano a Laurino e gli offrì la pace. Fu organizzato un grande banchetto nel salone nella cavità delle montagne.
    Ma dopo la mezzanotte, quando tutti erano andati a dormire, un minatore svegliò Laurino, perché un cavaliere del re Teodorico si aggirava per il roseto con l'intento di penetrare nelle montagne con intenti malvagi.
    Subito i nani lo fronteggiarono, ma i rumori destarono Re Teodorico che pensò ad un tranello e fece brandire ai suoi le armi. Laurino pensò allora ad un'intesa tra Teodorico e il cavaliere contrario alla pace e quindi si riaprirono le ostilità.

    Ancora una volta gli uomini di re Teodorico avevano avuto la meglio, ma il cavaliere con l'elmo pretendeva la libertà di re Laurino arrivando a sfidare lo stesso re Teodorico a duello. Ferito, gli venne tolto l'elmo e si scoprì che era una donna, la valchiria Sittlieb, che rimasta fedele a re Laurino stava morendo a causa del sortilegio.
    Nel frattempo Hartwig aveva portato al sicuro Similde, promettendole di difenderla per sempre, proposta che Similde accettò e visse così il resto della sua vita felice accanto al cavaliere che l'aveva salvata.
    Terminò così la guerra nel roseto e re Laurino fu condotto prigioniero da re Teodorico.

    Dopo un lungo periodo Laurino riuscì però a liberarsi e a tornare alle sue montagne ove, colto da profonda tristezza, e non trovando più

    i suoi, fece pietrificare il roseto intero e pronunciò una formula magica in forza della quale le rose non potevano essere più viste né di giorno, né di notte. Ma dimenticò il crepuscolo, perciò da allora ad ogni tramonto, riappaiono tutte le rose tingendo di un meraviglioso rosa l'intera montagna, chiamata appunto Rosengarten.
    E' questa l'"Enrosadira": il momento magico del giardino delle rose.

     

     

    Rosengarten/Catinaccio

     


    Rosengarten/Catinaccio

     


    Rosengarten/CatinaccioRosengarten/Catinaccio

    Macedonia estiva

    Posted by Ami on 24 July 2008 at 12:45
  • Mezza anguria
  • 1 melone
  • 1 grappolo d'uva nera
  • 3 pesche
  • 4 cucchiai di zucchero
  • cocco grattugiato
  • succo di un limone
  •  

    1. Tagliate a tocchetti l'anguria, il melone e le pesche e metteteli in una grossa ciotola
    2. Aggiungete l'uva
    3. Irrorate la frutta con il succo di limone e lo zucchero
    4. Mettete in frigo per 15 minuti
    5. Prima di servire cospargete la macedonia con il cocco grattugiato

            Macedonia estiva

    Attenti agli imprevisti!!!

    Posted by Ami on 24 July 2008 at 08:56

    Un cane molto furbo

    Posted by Ami on 23 July 2008 at 09:56

    La storia si svolge in Africa. Un abitante di un piccolo villaggio si dirige verso la cittadina più vicina con il suo cane. Durante il cammino, il cane si divincola, spezza il guinzaglio e scappa nella jungla. Mentre sta cercando il suo padrone, vede un leopardo che si avvicina con il chiaro intento di mangiarselo. Il cane va in panico, ma in una frazione di secondo vede a terra delle ossa. Allora si mette di schiena al leopardo e comincia a succhiare un osso mentre attende l'arrivo del felino. Quando il leopardo è a portata di orecchio, il cane dice:" Mamma mia quanto era buono questo leopardo! Chissà se qua intorno ce ne saranno altri...". Il leopardo impaurito si dà alla fuga e scappa nel bosco. Da un albero lì vicino una scimmia aveva assistito alla scena e decide di sfruttare questa informazione a suo vantaggio nei confronti del leopardo. Si reca alla tana del leopardo e gli racconta tutto sperando che lui diventi il suo protettore. Il leopardo dice:"Portami da questo cane! Mi ha ridicolizzato sul mio territorio! Monta sulla mia schiena e conducimi da lui e ti renderò questo servizio. Il leopardo e la scimmia si dirigono verso il cane. Il cane però aveva intuito qualcosa quindi si mette di nuovo con la schiena verso i due animali che stavano arrivando ed esclama:"Vedi a fidarsi delle scimmie...Lo sapevo che non le dovevo dire niente! E' mezz'ora che l'ho inviata a cercare un altro leopardo e non è ancora ritornata!!"

                                                                                                               

             

    Zuppa ai frutti di bosco

    Posted by Ami on 22 July 2008 at 12:00

    Per 6 persone

     

  • 2 pesche gialle mature
  • 125gr di lamponi + 300gr per la salsa
  • 100gr di zucchero
  • succo di 1/2 limone
  • qualche fogliolina di menta
  • 250gr di fragole
  • 125gr di mirtilli
  • 125gr di more
  • 125gr di ribes rosso
  • 125gr di ribes nero
  •  

    1. Passate velocemente tutti i frutti di bosco sotto l'acqua corrente, poi asciugateli con carta assorbente da cucina
    2. Sbucciate le pesche, tagliatele a pezzetti e metteteli nel recipiente del mixer con i 300gr di lamponi, lo zucchero e il succo di limone
    3. Azionate l'apparecchio e frullate, poi passate il tutto in un colino a maglie fitte per ricavare la salsa di frutta
    4. Tritate finemente le foglioline di menta e mescolate il trito alla salsa di frutta
    5. Tagliate le fragole a metà o in quarti, mettetele in una insalatiera e aggiungete i lamponi, i mirtilli, le more, e i due tipi di ribes
    6. Versate la salsa sui frutti di bosco e mescolate delicatamente
    7. Servite la vostra zuppa di frutti di bosco ben fredda, dopo averla lasciata in frigorifero per 2 ore

            Zuppa di frutti di bosco

    La barza per Giorgio

    Posted by Ami on 22 July 2008 at 09:32

    Due giovani sposi stanno giocando a golf, quando durante un tiro di avvicinamento ad una buca la moglie sbaglia completamente il colpo e manda la palla a rompere il vetro di una villa lì vicino. Preoccupati i due si avvicinano con cautela alla casa e rimangono stupiti di quanto sia bella. Intimoriti per il danno che la palla potrebbe avere provocato e preoccupati per un eventuale risarcimento, decidono comunque di suonare alla porta. Non avendo risposta e notato che l'uscio è aperto, lo varcano piano piano. Entrati nello splendido salone notano una antica bottiglia rotta vicino alla finestra. All'improvviso un distinto signore di mezza età, vestito in modo molto arabeggiante, si presenta loro dicendo: - Grazie per avermi liberato. Erano 5000 anni che vivevo rinchiuso in quella bottiglia. Ora posso esaudire tre desideri: due li lascio a voi, uno a testa, ma il terzo spetta a me! Il marito senza neanche pensarci dice: - Voglio uno stipendio da 100.000 euro al mese per il resto della vita! La moglie lo segue: - Voglio una casa di mia proprietà in ogni stato del mondo! Ed il genio: - E sia! Il mio desiderio invece è quello di fare sesso con la signora... sapete com'è... dopo 5000 anni di astinenza... Marito e moglie convengono che con tutto quello che ci guadagnano, vale la pena di sacrificarsi un po', così lei si apparta con il genio... Due ore dopo, finito il tutto, il genio, accesa la sigaretta comodamente adagiato tra le lenzuola, si rivolge alla donna: - Quanti anni ha tuo marito? - 35... perché? - E tu? - 33, ma perché? - Non vi sembra che alla vostra età sia il caso di smettere di credere ai geni delle bottiglie?

     

     

    L'usignolo del Sassolungo

    Posted by Ami on 21 July 2008 at 10:46
    C’era una volta, ai piedi del Sassolungo, un magnifico castello abitato da una principessa di rara bellezza. Oltre ad essere molto graziosa, la fanciulla aveva la straordinaria capacità di trasformarsi, a proprio piacere, in usignolo. Tale privilegio, però, sarebbe svanito con la morte di una persona misteriosa. Spesso la principessa s’era domandata chi poteva essere questo sconosciuto, ma mai aveva trovato una risposta.

    Un giorno, mentre la nobile donzella volteggiava nell’aria sopra la foresta di Vallenosa, notò un vecchio castello che pareva disabitato. Colta dalla curiosità vi si avvicinò cautamente e posatasi su un ramo di betulla si mise a cantare. Di lì a poco, un possente cavaliere apparve alla finestra della torre attratto dall’incantevole melodia e rimase ad ammirarla fino al tramonto. Compiaciuta dell’interessamento del castellano, la principessa usignolo iniziò a dedicarli frequenti visite.

    Ma com’erano tristi e malinconiche, però, le giornate del prode cavaliere quando il grazioso uccellino non l’allietava col suo canto. Non riusciva proprio a darsi pace. Così infine decise di andare nella foresta per trovare un amico salvàno e confidargli le sue pene. Il salvàno gli rivelò che, in realtà, quell’usignolo era una principessa e che lui se ne era innamorato profondamente. Il cavaliere, quanto mai confuso, fece ritorno al castello ed ecco riudire il dolce cinguettio. Colto dall’ardore, il castellano confessò il suo amore per la fanciulla, ma lei, spinta dalla paura, spiccò il volo e fuggì via.

    Passarono molti giorni prima che la ragazza trovasse il coraggio di tornare alla rocca di Vallenosa e quando lo fece era ormai troppo tardi. Infatti il prode signore era morto di crepacuore e giaceva immobile al centro del cortile. Da quel giorno la principessa mantenne le spoglie dell’usignolo, ed ancora oggi si può udire, nei pressi del Sassolungo, la sua incantevole melodia.

    L'animale da compagnia...

    Posted by Ami on 18 July 2008 at 08:32

    Una signora entra dentro un negozio di animali. Sta cercando un animale da compagnia. La donna si avvicina al venditore e gli dice in tono confidenziale:"Ho lasciato da poco l'uomo con cui vivevo da tempo e penso che non vivrò più per molto tempo con un altro uomo. Vorrei prendere un animale da compagnia, però non mi piacciono nè i cani nè i gatti e detesto gli animali con le piume. Cosa mi consiglia?". Il negoziante riflette per qualche minuto e all'improvviso ha un'idea:"Ho esattamente quello che fa per lei! Si tratta di un ranocchio. Le dico subito che non è un ranocchio normale...(si avvicina alla donna e le dice all'orecchio) le farà dei cunnilingus...meglio di un uomo! "La donna, divertita, acquista subito il ranocchio. Una volta rientrata a casa, vuole verificare subito se il negoziante le ha detto il vero. Si spoglia, si mette sul letto e mette il ranocchio in "posizione"...Niente! Nè un movimento nè un CRAC! La donna, infuriata, prende il telefono e chiama il negoziante:"Siete un bugiardo! Il vostro ranocchio non fa proprio niente!" ed il negoziante:"Ah...lo so io perchè non fa niente. Deve essere regolato. Vengo subito". L'uomo chiude il negozio, prende la macchina e arriva dalla signora. Si dirigono insieme in camera e l'uomo, prendendo il ranocchio nella mano, dice:"Allora non capisci proprio niente! Questa è l'ultima volta che ti faccio vedere come si fa!"

     

    BRILLANTE WEB - BLOG 2008

    Posted by Ami on 17 July 2008 at 11:35

     

    Cosa è Brillante WebBlog?


    È un Premio che viene assegnato a siti e Blog che risaltano per la loro brillantezza, sia nel contenuto che nel design; lo scopo è di promuoverli nella Blogsfera mondiale.


    Ecco le regole:

     

    Al ricevimento del premio bisogna scrivere un post mostrando il Premio, il nome di chi ti ha premiato e il suo link corrispondente.
    Scegliere 7 (minimo) Blog o siti che ritieni siano brillanti per i temi trattati ed il design; indica il loro nome e il loro link ed avvisali che hanno ottenuto il "Premio Brillante WebBlog".

     

    Ringrazio di vero cuore la simpaticissima ser_winnie che ha intuito le mie straordinarie doti assegnandomi il premio (se non l'avesse fatto le avrei torto il collo!!! :-DDDD)

     

    Nomino in rigoroso ordine alfabetico i miei web-blog preferiti:

     

    Campanellino http://scampanellino.blogspot.com/

    Faraluna http://speranzadivita.blog.tiscali.it/

    Hellcat http://hellcatxx.blog.tiscali.it/

    Ivi phoenix http://donotpanichereiam.blog.tiscali.it/

    Pam http://ilsensodelviaggio.blog.tiscali.it/

    Uaz http://uazzi.wordpress.com/

    Vento http://windwings.blog.tiscali.it/

     

    Naturalmente il mio premio è assegnato anche a ser-winnie  non perchè lei lo ha dato a me ma perchè trovo il suo blog semplicemente fantastico!

     

    ser-winnie http://ser_winnie.blog.tiscali.it/

     

     

     

     

     

    Una barza al giorno toglie il medico di torno!!!

    Posted by Ami on 17 July 2008 at 09:12

    Un balbuzziente incontra un suo vecchio amico in una piazza. IL BALBUZZIENTE: "eeeei ccciiaao cocome ststai?" L'AMICO: "ciao! io molto bene ora ho un lavoro bellissimo !lavoro in parlamento guadagno un sacco di soldi!anche in famiglia tutto bene ... tu che mi racconti?" IL BALBUZZIENTE: "iiio aaancche hhoo unun lalavorro!ststo aal cocomumune, sosolo che ll'alaltra vovolta mimi è successsa ununa cocosa momolto brubrutta, stastavo dandando dada mangiare aalle gagalline, sosolo cheche peper fafarle uusciire dadalla gagabbia devvo didire "co co co co" e loro eescocono e peper fafarle eentratrare dedevo didire "ci ci ci ci" a a uun cecerto punto dodopo avergli dadato da mamangiare cocomincio a fafare "ci ci ci ci ci" entrano tutte tratranne una aallora cocomincio a a insinseguirla e a fafare "ci ci ci ci" e nonon entrava dopo un po mimi scappa un "e che co co co co... glioni!" e sosono ririuscscite tutte!!!!!

     

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    Di nuovo a Roma!

    Posted by Ami on 16 July 2008 at 10:46

    Le vacanze sono finite e stamattina alle 10 circa siamo tornati a Roma.

    Il tempo è volato ed eccoci qui!

    Siamo stati benone e ci siamo divertiti moltissimo.

    Mattia ha fatto molti progressi ed ha imparato a camminare sulla sabbia come un fulmine. Oggi compie 11 mesi e mezzo ma sembra molto più grande.

    Ci siete mancati tutti tantissimo e anche in vacanza vi abbiamo pensato!

    A voi come va?

    Grazie a tutti per essere passati a salutarci nel blog durante la nostra assenza e per averci dimostrato la vostra simpatia :-)))

    Ora si ricomincia!!!

    Bacioni a tutti da Ami, Erika e Mattia

     

     

    San Felice Circeo

    Posted by Ami on 27 June 2008 at 09:48

    San Felice Circeo è una meta molto ambita, con le sue spiagge incontaminate caratterizzate per una parte da scogliera e l'altra da fondo sabbioso adatta per bambini. Inoltre è priva di correnti marine quindi offre una balneabilità sicura.

    Le origini di S. Felice Circeo sono documentate dall'acropoli e dalle mura ciclopiche dell'antica Circe che si fanno risalire al IV-VI secolo a.C.

    La statua del Cristo del Circeo ha compiuto il 25 aprile 2002 il suo 10° anniversario del suo inabissamento.

     

    Il Monte Circeo

     

    Su tutto il paesaggio si erge maestoso il Monte Circeo il cui caratteristico profilo assume le sembianze di Circe, Maga incantatrice che da millenni avvolge nel mistero il territorio pontino. Il Monte Circeo è caratteristico anche per le sue grotte carsiche, marine ed intermedi e, come quelle della Maga Circe, delle Capre e la Guattari, nella quale nel 1939 il paleontologo Alberto Carlo Blanc rinvenne il teschio di un uomo neanderthaliano vissuto circa 50 mila anni fa.

    Nelle grotte del Circeo è stata, quindi, scritta una pagina importante della storia sull'uomo. Una parte dei fossili animali e degli utensili ritrovati nelle grotte del Circeo sono esposti nella mostra permanente Homo sapiens e habitat, al piano superiore della torre dei Templari.Il promontorio del Circeo può essere visitato sia a piedi che in macchina. In cima si trova un osservatorio dotato di caffetteria dove potrete godere di una vista mozzafiato...

     

     

     

     

     

     

    Le  Isole

    Dal Porto del Circeo, Formia e Terracina è possibile raggiungere le isole attraverso collegamenti con motonavi e aliscafi.
    Ci sono diversi orari e tipi di traghetti che offrono il servizio.
    Altre isole raggiungibili da Ponza sono Ischia e Zannone.
    Le isole Pontine si articolano in due gruppi: PONZA (Comune) , PALMAROLA , ZANNONE , GAVI (disabitate) a NW e poi VENTOTENE (Comune) e S. STEFANO (disabitata) a SE.

    Sono di origine vulcanica, ricche di colori straordinari, di ambienti magici e di un’architettura che nelle abitazioni dai tenui colori pastellati riproduce i tipi mediterranei..

     

    Questi sono i bellissimi luoghi della mia vacanza che inizierà domani mattina e terminerà il 16 luglio.

    Auguri a tutti voi un magnifico fine settimana e per chi parte una vacanza da sogno e tanto sole!

    Bacioni da me, Erika e Mattia

    :-******

    A presto :-)

    Mariti vs mogli

    Posted by Ami on 26 June 2008 at 10:46

    I naufraghi

    Posted by Ami on 25 June 2008 at 08:38

    Un giovane durante una crociera naufraga su di un'isola deserta. Nessun abitante e per cibo solo banane e noci di cocco. Dopo alcuni mesi, mentre è disteso sulla spiaggia, stanco e disperato, vede avvicinarsi una canoa con a bordo una donna bellissima e sensuale. Incredulo il ragazzo le chiede da dove arrivi e come abbia fatto ad arrivare fino a lì. "Vengo da un'isola vicina dove sono naufragata alcuni mesi fa". "Sei stata veramente fortunata a trovare una barca" le dice il ragazzo. E la donna: "Oh questa? L'ho fatta con materiali che ho trovato sull'isola: i remi sono i rami dell'albero della gomma, ho intrecciato la parte inferiore con i rami delle palme, ed i lati e la chiglia li ho fatti da un albero di eucalipto". "Ma è impossibile" balbetta lui "non avevi attrezzi a disposizione". "Oh, quello non era un problema. Sull'isola ho trovato uno strato di roccia ricco di ferro. Ho scoperto che dandogli fuoco e portandolo ad una certa temperatura, si trasforma in duttile ferro forgiabile. Ho usato quello per costruire gli attrezzi, e gli attrezzi per procurarmi il materiale per la barca". Il ragazzo è sbalordito. "Remiamo fino al mio posto" dice la donna. Così, dopo pochi minuti, attraccano ad un piccolo molo, e, con fare da marinaio esperto, la donna lega la barca con una corda di canapa intrecciata, mentre il ragazzo a momenti non cade in acqua dallo stupore. Infatti, oltre al molo, di fronte a lui c'è un sentiero in pietra che porta ad un delizioso bungalow dipinto in blu e bianco. Una volta entrati, la donna dice con malizia: "Non è molto, ma io la chiamo casa. Perchè non ci sediamo e prendiamo un drink?". "Oh no, grazie -risponde stizzito- non ne posso assolutamente piu' di altro latte di cocco". "Ma non è cocco. Ho un alambicco con cui preparo dei liquori! Cosa ne dici di una pina-colada?". Provando a nascondere il sempre maggiore stupore ed imbarazzo, l'uomo accetta di buon grado. Quindi iniziano a parlare, ed una volta che si sono raccontati le loro storie la donna annuncia provocante: "Vado a mettermi qualcosa di più comodo. Perchè non vai di là a farti una doccia ed a raderti? C'è un rasoio nell'armadietto". Senza fare altre domande, l'uomo si reca nel bagno, dove oltre ad una doccia, trova anche il rasoio, fatto con un manico in osso e un pettine artigianale ma funzionante. "Questa donna è incredibile, meravigliosa. Chissà quale sarà la prossima sorpresa!". Quando ritorna, la donna è stesa sul letto, praticamente nuda e coperta solo di fiori profumati. Lei lo invita a sederle accanto: "Dimmi, siamo stati qui in isole deserte per molto tempo. Tu sei stato solo, io sono stata sola. Sono sicura che c'è qualcosa che vorresti fare adesso, e che non hai potuto fare per tutti questi mesi. Adesso puoi..." ed una luce brilla nei suoi occhi. Il ragazzo non può credere a quello che sta sentendo. Il suo cuore incomincia a battere forte, si sente veramente fortunato: "Vuoi... vuoi dire che ... dopo tutto questo tempo... vuoi dire che posso realmente... controllare la mia e-mail da qui?"

     

    isole 10                            isole 2

    Il burino arricchito

    Posted by Ami on 23 June 2008 at 09:55

    Un burino arricchito è a cena in un lussuosissimo ristorante del centro.Ad un certo punto della cena si scusa con i suoi commensali,si alza e si avvicina al maitre:-Scusa...'ndo sta er cesso?
    Il maitre con flemma inglese:-Guardi,prenda quel corridoio e salga i gradini.Sulla terza porta a destra c'è scritto"SIGNORI",ma lei non ci faccia caso,entri pure!

    foto

    Quando i desideri si avverano...

    Posted by Ami on 20 June 2008 at 09:14
    Un religioso va a fare visita al curato:"Padre, ho un problema con due pappagalli che ho in parrocchia. Sono delle femmine e sanno dire solamente questa frase ingiuriosa:" Siamo delle prostitute, vi volete divertire?". Ed il prete:"E' inammissibile! Forse, però ho una soluzione: Partatemi le vostre pappagalline, le metterò con i miei due pappagalli maschi a cui ho insegnato a leggere la Bibbia ed a pregare il Signore. In questo modo le due pappagalline ritorneranno sulla retta via". Il giorno seguente il prete porta le due pappagalline dal curato, il quale le mette nella gabbia con i suoi due pappagalli. Le due pappagalline cominciano la conversazione dicendo:"Siamo due prostitute, vi volete divertire?". Uno dei due pappagalli dice all'altro:"Chiudi la Bibbia, le nostre preghiere sono state esaudite!!!"
     
      pappagalli 39                                 pappagalli 71                                       pappagalli 40

    CERCASI AIUTO

    Posted by Ami on 19 June 2008 at 09:23

    Un'azienda locale sta cercando un aiuto in ufficio. Attaccato alla finestra c'è un cartello che dice:

    CERCASI AIUTO: deve saper scrivere a macchina, deve sapersela cavare con un computer e deve essere bilingue.

    Poco tempo dopo, un cane appare trottando verso il cartello attaccato alla finestra, lo guarda, entra e comincia a fissare l'uomo dietro al bancone. Poi scodinzola un po', torna al cartello, abbaia un paio di volte e torna a fissare l'uomo dietro al bancone che non aveva niente da fare e che capisce cosa ha in mente l'animale:
    - Mi spiace cane, ma stiamo cercando qualcuno in grado di digitare al computer.
    Il cane si dirige al computer affianco al bancone e scrive una lettera parecchio lunga.
    - Notevole! Ma abbiamo bisogno di qualcuno che sappia usare un computer.
    Il cane torna al compuer e comincia a far correre un programma complicatissimo, senza inceppi.
    - Ma che razza di cane sei? Mi hai sorpreso, bravo. Ma c'è un ultimo problema, il cartello dice che abbiamo bisogno di qualcuno che sia bilingue.
    A questo punto il cane, calmo, va di fronte al commesso e fa:
    - Miaooo... 

     

    Barzellettina del martedì

    Posted by Ami on 17 June 2008 at 09:07

    Due amici s'incontrano dopo molti anni.

    Uno è veramente mal combinato ed ha un'aria molto depressa.

    " Mario, come stai? Ti vedo depresso...".

    " Depresso? Ti ricordi mia moglie Evelina? E' scappata con un rappresentante di commercio e m'ha svuotato il conto in banca".

    L'amico lo abbraccia: " Non te la prendere... in fin dei conti hai i tuoi figli...".

    " I figli? Mia figlia fa la squillo e non la vedo da 3 anni... mio figlio è gay...".

    L'amico comincia a diventare imbarazzato: " Ma allora sei solo a casa?".

    " Casa? Quale casa?! Mi hanno sfrattato perchè sono disoccupato e non pagavo l'affitto...".

    " Beh, direi che hai ragione ad essere incazzato...".

    " Incazzato... certo che lo sono... pensa che oggi un gatto nero mi stava tagliando la strada... mi ha visto... si è fermato... e si è toccato le balle!!!".

     

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    Le Verdi Cattedrali Della Memoria

    Posted by Ami on 16 June 2008 at 09:46

    Sembrava una farfalla
    o un fiore?

    Ma sulle labbra mi ricordo il bacio.
    E poi,
    volò una stella
    e noi
    ci innamorammo ormai,
    scoperti al Cielo.

    Fu una cattedrale
    e sai, furono mattoni,
    memoria dell'Amore.
    Alzammo cattedrali noi,
    un'aquilone memoria di noi.
    T'amerò,
    per ciò che scorderai.
    I pini nel Cielo
    era alta la Luna.

    E poi antichi amori, e Dèi
    e riti perduti in noi.
    Io,
    ti rammenterò , piccola noce.
    Una cattedrale memoria dell'amore.
    Ma non collego il viso tuo,
    tu,
    soffia il tuo nome e poi
    dimmi chi sei.
    T'amerò,
    per ciò che scorderai.
    Stai con me.
    Per ciò che scorderai.
    I pini nel Cielo,
    era alta la Luna e poi
    antichi amori e Dèi,
    riti perduti in noi.
    Piccola noce, no.
    Io ti rammenterò.

    Stai con me.
    Per ciò che scorderai.
    Sembrava una farfalla o un fiore ?
    Ma io ricordo il bacio sulle labbra.
    E poi, volò una stella
    e noi..
    ci innamorammo al Cielo......

     

    Amedeo Minghi

     

    Ladri Di Sole

    Posted by Ami on 13 June 2008 at 10:03

    Cristalli di sale sulla pelle
    vicino al mare,
    mentre tramonta il sole
    sulle nostre labbra.
    Che bruciore,
    che fiamma
    scotta il dolore
    sulla tua pelle in amore.
    Ma vuoi ricordare gli uomini
    da dimenticare:
    tu credi, il nostro,
    un tradimento ai tuoi pensieri di sempre.
    Aspetta!!!
    Io,
    davvero io non mento.

    Io!
    Come potrei se dico
    aspetta che brilli la Luna
    che dall'alto la Luna ci spii,
    che sul mare, appaia una strada.
    Nell'argento noi possiamo nuotare.
    Aspetta che un'onda
    ci bagni il corpo, le mani,
    le labbra.
    Labbra bruciate d'amore,
    da un'onda di sale.
    Aspetta !
    E non ti fermare,
    lo sai,
    saremo un miracolo noi insieme,
    amica mia.

    Se aspetti vedrai
    se mi ascolti tu,
    capirai che
    d'amore si può anche volare
    se tu cancelli il dolore
    e la paura.
    Perchè il piacere è
    in fondo al cuore.
    Se non mi credi,
    perchè allora tu
    sei ancora con me?
    Legata da una catena al cuore,
    un'altalena in Cielo
    ai desideri più belli,
    a questa notte stellata :
    e non capisci se
    è il mare o il cielo intorno a noi.
    Se le lampare sono stelle,
    o voliamo tra Cielo e mare. Ora
    senti,
    il vento soffia a cuore.
    Ora
    siamo Angeli
    ora
    che voliamo più in alto,
    ora,
    che dici : " Ti amo "
    ed io, di più.
    Ora ,
    che crolla il pudore dell'anima
    al nostro cuore.
    Ora,
    che è nudo il suo cuore
    e la paura si spegne mentre
    la Luna ci spia,
    mentre portiamo via
    il Sole
    noi angeli.

    Amedeo Minghi

     

     

     

    foto

     

    cartoline baci, spiaggia, rena, sabbia rossa, mare, calmo, sereno, nuvoloso


    Visto che il tempo non migliora...

    Posted by Ami on 12 June 2008 at 12:15

    ...vi lascio una ricetta tirolese non proprio estiva!

     

    GULASCH ALLA TIROLESE
    (TIROLER SAFTGULASCH)

     

    INGREDIENTI:

    1 kg. di carne di manzo
    cipolle
    paprica
    1 bicchiere di vino rosso
    acqua tiepida
    olio
    sale

     

    PREPARAZIONE:

    Rosolate nell'olio le cipolle finemente tritate, aggiungete la carne tagliata a dadini, la paprica, salate e rosolate. Annaffiate poi con il vino rosso  lasciandolo evaporare, allungate con un pó d'acqua tiepida e laciatelo stufare per un'ora e mezza ca. nel proprio sugo (aggiungete acqua solo se fosse necessario), finchè non vi sembrerà tenero e con un sughetto consistente.
    Servitelo con la polenta.

     

     
    Buon appetito!

     

    Serenata

    Posted by Ami on 12 June 2008 at 09:03
    Sciocca luna,
    se la goda Lei
    le stelle facili.
    Io,
    non le guardo
    non le guardo se non vedo Te
    che non ti svegli mai
    e fiamme in sogno crei,
    scese a dirmi che non ci sei.
    E sciocchi sogni,
    stupidi viavai
    di malinconici
    in fondo all'acqua
    nella quale son chiamato anch'io.
    E vagamente mi muoverei,
    forse ti sfiorerei,
    come un'alga ti ondeggerei
    da vicino anch'io.
    Capisco tutto di Te
    E non so nulla di Te.
    Sciocco mare,
    se li goda lui
    gli amari e naufraghi,
    dispersi amori
    Io non muoio se non vedo Te
    che non ti svegli ma togli il sonno
    anche alle barche.
    ed io come un'ancora
    il cuore mio
    l'ho perso in Te.
    E qui,
    parlo d'amore con me
    parlo d'amore con me
    Mi fai sentire così.....
    Che qui
    parlo d'amore con me
    solo e lontano da qui.......
    Mi fai sentire così
    che solo per compagnìa
    parlo d'amore con me
    parlo d'amore con me
    E così non finiremo mai.
    e i giorni passano
    ma non la notte
    nella quale stai dormendo.
    Ed io
    lotto coi sogni tuoi,
    Che Tu più accesi crei,
    scesi a dirmi che non ci sei....
    ...(Ma) Devi dirmelo Tu
    ...Mi piacerebbe vedere Te
    piena di sonno che
    vieni a dirmi che non ci sei,
    ci crederei.....
    Ma qui
    parlo d'amore con me
    parlo d'amore con me
    Mi fai sentire così
    Che qui
    parlo d'amore con me
    solo e lontano da qui
    Mi fai sentire così
    che solo per compagnìa
    Parlo d'amore con me
    Parlo d'amore
    e non so nulla di Te
    Sciocca notte, se la goda lei
    il sonno inutile
    Io non ci dormo se non vedo Te.
    Che non ti svegli mai
    e fiamme in sogno crei
    incendiando la notte e me

    Amedeo Minghi

    Ricetta tirolese

    Posted by Ami on 11 June 2008 at 12:56

    HERRENGRÖSTL

     

    INGREDIENTI:

    1 cipolla
    160 g di burro
    600g fettine di vitello
    1 1/2 kg di patate
    2 foglie di alloro
    maggiorana
    sale e pepe
    brodo
    prezzemolo

     

    Preparazione:

     

    Tritate finemente le cipolle e fatele dorare nella metà del burro. Aggiungete poi la carne tagliata a fettine sottili e fatela rosolare. In una seconda padella rosolate con il burro le patate lessate tagliate a fettine, quando avranno acquistato un bel colore dorato aggiungetele alla carne. Insaporite il tutto con delle foglie di alloro, la maggiorana, il sale ed il pepe e bagnatelo con del brodo.
    Servite la pietanza cosparsa di prezzemolo tritato.

     

    I 3 negozianti...

    Posted by Ami on 6 June 2008 at 09:27

    re negozianti discutono su chi fra loro sia il più bravo nelle vendite: "pensate...io ho venduto uno stereo ad un sordo!".
    Un altro interviene e fa: "Robetta! pensa che io ho venduto una racchetta da tennis a un monco!".
    Il terzo, con aria da vincitore: "Beh...io ho venduto un orologio a cucù a un carabiniere!".
    "E cosa c'è di strano?".
    "Che gli ho venduto anche un quintale di mangime per l'uccello!"

     

    orologi 10

     

     

    Come l'anno scorso...

    Posted by Ami on 5 June 2008 at 10:19

    Il rododentro

     

    Il fiore

    Pianta arbustiva (Rhododendrom spp. - Ericaceae) fra le più belle della flora alpina,due sole specie,fra le 750 esistenti,sono diffuse nelle Alpi:il rhododendrom ferrugineum e il rhododendrom hirsutum,conosciuti anche come rose delle Alpi.

    I rododentri sono arbusti con foglie lucide,coriacee,sempreverdi,con fiori di splendido color rosso purpureo per il rododentro ferrugineo e di color roseo sbiadito per il rododentro irsuto.Il rododentro ferrugineo è il più robusto,con rami lunghi e con foglie color ruggine nella pagina inferiore,mentre il rododentro irsuto è il più gracile,più piccolo (al massimo 1 metro) con rami brevi e numerose foglie meno coriacee,ciliate sui margini.

    Il primo prevale nella fascia centroalpina ed è specie vigorosa che occupa aree che vanno dal sottobosco delle foreste di conifere agli ambienti aspri e contesi,alle rocce fino a 2700 metri.
    Il rododentro irsuto lo sostituisce invece sulle pendici calcaree prealpine,nella zona orientale della provincia di Brescia e intorno al lago di Garda.

    La boscaglia di rododentro ha spiccate preferenze ambientali,predilige i versanti a nord,dove le nevi si accumulano e più tardi si sciolgono,perchè cerca nella copertura della neve una protezione dai geli per le giovani foglie appena germogliate.

    Fioritura : Giugno - Luglio
    Potenziale mellifero : Molto buono


    Esiste tuttavia una terza specie di rododentro quasi sconosciuta,si trova esclusivamente a Pescara ed è il rhododendrom annorum meglio conosciuto come rododentro anna (specie di bassissimo valore) che ha le spine al posto delle classiche foglie ed è altamente velenoso (molto meglio evitarne il contatto)...

    foto

    Un gran bel giorno

    Posted by Ami on 4 June 2008 at 09:12

    Oggi è un giorno molto importate per me per 2 motivi: è il compleanno di Erika che compie 23 anni e un anno fa ci siamo sposati in Campidoglio. Ricordo come fosse oggi l'emozione che provavo. Ci siamo svegliati tutti alle 5 senza bisogno di caricare le sveglie e, dopo una veloce colazione preparata dalla carissima Paquita, ci siamo messi a chiacchierare allegramente dato che era ancora prestissimo. Il matrimonio era fissato per le 11,30 e noi eravamo già prontissimi alle 10 tanto che siamo arrivati in Campidoglio con mezz'ora d'anticipo.

    A mezzogiorno eravamo già sposati che le fedi che luccicavano ai nostri anulari. Ricordo il magnifico pranzo in una villa nei pressi di Frascati e tutti i festeggiamenti compresi i fuochi d'artificio organizzati dai miei amici. Un anno è passato velocemente ed ora c'è anche Mattia a rallegrare la famiglia. Il nostro gioiello ha solo 10 mesi ma è un bimbo precocissimo e già ha imparato a camminare e dice alcune parole. Oggi gli faremo vedere il filmino del nostro matrimonio e cercheremo di spiegargli in modo semplice quanto sia stato bello ed importante quel giorno per la sua mamma ed il papà.

    A te, mia dolce Erika, Mattia ed io facciamo i nostri più affettuosi auguri di buon compleanno con la speranza che la vita continui ad essere sempre generosa con te  

     

    gatti 51        compleanno 19

     

     

     

    Flick e Flock

    Posted by Ami on 3 June 2008 at 10:51

    Questo brano è certamente il più antico e conosciuto fra le marce Bersaglieresche. Esso si identifica con la fanfara stessa: era il suono con cui si identificavano i Bersaglieri.
    E’ una delle poche musiche le cui parole sono nate molto tempo dopo. Compositore della musica fu uno dei primi trombettieri dei Bersaglieri, rimasto anonimo, che la suonava d’istinto . Si può dire sia stata la prima marcia d’ordinanza del “Corpo”.
    Suo titolo originale è “La fanfara dei Bersaglieri”. Il motivo, caratteristico modo di annunciarsi dei bersaglieri fu ben presto conosciuto in tutta Italia.
    L’incalzare travolgente del ”Flik Flok” (il brano è oggi conosciuto universalmente con questo nome), dà la netta sensazione della prorompente giovinezza del Bersagliere.


    Quando passano per via
    Gli animosi Bersaglieri,
    sento affetto e simpatia
    pei gagliardi militari.
    Vanno rapidi e leggeri
    Quando sfilano il drappello,
    Quando il vento sul cappello

    Fa le piume svolazzar.

    L’Italia in mezzo secolo
    Copertasi di gloria,
    fu adotta alla vittoria
    dal prode Bersaglier.
    Lo stuolo di La Marmora
    Sui campi di Crimea
    La foce Eridanea
    Ritolse allo stranier

    Splende al sol d’Italia
    Del bersagliere la carabina:
    dalle giogaie alla marina
    è chiuso il varco all’invasor.

    Dove gemono i dolori
    Primo accorre il bersagliere
    Che dà al misero i tesori
    Di bontade e di fortezza. (1)
    Marcia a capo delle schiere
    Ordinate per l’assalto,
    non discende dallo spalto
    finchè il fuoco cesserà.


    Caduto in riva all’Adige,
    Risorto a Solferino,
    Pugnando a S. Martino
    L’ingiuria vendicò.
    L’Italia, come fulmine,
    Percorse vincitore,
    Spiegando il tricolore,
    Univa il Tebro al Po.

     

    Per la mia carissima amica Hell :-)

     

     

    Il coniglio e le carote

    Posted by Ami on 29 May 2008 at 12:18

    Un coniglio va dal droghiere:
    - Ce l' hai le carote?
    E il droghiere:
    - No.
    Il giorno seguente:
    - Ce l'hai le carote?
    - No!
    Il giorno dopo ancora:
    - Ce l'hai le carote?
    Il droghiere spazientito:
    - Ti ho già detto di no!!!
    E infine, il mattino successivo:
    - Ce l'hai le carote?
    - Senti... se entri un'altra volta a chiedere le carote prendo
    martello e chiodi e ti appendo per le palle al muro!!!
    Alché il coniglio, il giorno successivo:
    - Ce l'hai i chiodi???
    - No!
    - ...e le carote???

     

     


    La prima avventura sessuale di un tenero micetto

    Posted by Ami on 28 May 2008 at 13:14

    Un bel gattone cammina in un vicolo, con andamento deciso, da gatto che sa il fatto suo.
    Incontra un altro gatto, leggermente più piccolo, che gli chiede:
    - Dove vai?
    - Vado a scopare!!!
    - Vengo anch'io!
    E tutti e due si incamminano con movenze sicure. Incontrano un terzo gatto, ancora più piccolo, ma anche lui in gamba che chiede:
    - Dove andate?
    - Andiamo a scopare!!!
    - Vengo anch'io!
    E tutti e tre si incamminano verso questa agognata meta. Poco prima di arrivare incontrano un gattino piccolo piccolo, con un campanellino al collo. Il micetto con voce sottile chiede:
    - Dove andate?
    E gli altri tre in coro:
    - Andiamo a scopare!!!
    - Posso venire anch'io?
    I tre altezzosi lo guardano con l'aria supponente di chi sa tanto poi, un po' a malincuore:
    - E va bene, vieni pure tu!

    Tutti e quattro i gatti si mettono in fila davanti ad una villa dove, evidentemente, c'era una gatta che la "dava" e cominciano ad emettere il classico miagolio dei gatti in amore.
    Si apre una finestra e dalla stessa parte una scarpa - tutti la evitano meno il gattino piccolo - che un pò intronato si rialza e ricomincia a miagolare come gli altri.
    Si apre ancora una finestra e dalla stessa parte un'altra scarpa - ancora una volta tutti la evitano meno il gattino piccolo - ancora più intronato si rialza e ricomincia a miagolare come gli altri. Stavolta dalla finestra parte addirittura un vaso che, come sempre, viene evitato da tutti e che, come al solito, prende in pieno il gattino.
    Il gattino, pieno di lividi - ammaccature - ferite - molto intronato - stavolta si alza e dice:
    - Lo sapete che vi dico? Io scopo ancora cinque minuti e poi me ne vado!

    gatti 410                              gatti 279

    Immagine n° 559                         gatti 1378

         

    Immagine n° 154

                                                       

    Rosa

    Posted by Ami on 27 May 2008 at 16:21
    Vire tu 'comme sì
    tu ruorme ma nun me fai rurmì che te pò ffà.
    Nun te pò ffà niente
    l'ammore a te.
    Ce vulesse mò 'stu fesse 'e mare se putesse arrevutà
    ma nunn'òffà.
    nunn'ò pote fà.
    Adda suspirà
    nun pò lacremà...
    Pur'io sto a cantar
    a suspirà...
    E rance vanne e venene pè stuorte fosse voce chesta sciorte,
    nu giardinielle 'e purtualle,
    io ch'arrepose 'ind'a 'stu suonne,
    'sti ffronne
    e tu vuò bbene a chi rorme e che a' e suonne ce crere
    e tutte 'e vote è accussì
    si sveglia più nel sonno che nel cuore il desiderio dell'amore.
    Si fosse tutto 'overe me scetasse pè durmì matine e sera
    sò comm'o mare, Rosa.
    Viente 'nguolle a me
    si m'arrepose sonne 'e te che te pò 'ffà
    chistu mare a te,
    addà suspirà
    nun te pò tuccà..
    ...Rosa,
    'sti mmane,
    Rosa me scete addò stanne 'sti rose, 'sti mmane,
    e tutte 'e vote è accusì:
    ci prende più nel sonno che nel cuore il rapimento dell'amore.
    tutto il malore dell'amore
    'sti suonne...
    Rosa me scete e so suonne 'sti rose,'sti mmane,
    e tutte 'e vote è accussì
    abbraccia forte forte tutto il cuore il dolore dell'amore
    nun fa sciatà.
    Galleggia più sui sogni che nel cuore la barchetta dell'amore
    à varchetella dell'amore.
    E tutte 'e vote è accussì:
    galleggia più sui sogni che nel cuore, à varchetella dell'ammore..
    à varchetella dell'amore..
    Rosa...

    St. Michel

    Posted by Ami on 26 May 2008 at 11:30

    Muschio sul cancello
    del giardino abbandonato
    "Corriamo fino al mare",
    ti chiamavo:
    io cadevo in bicicletta
    e tu ridevi.
    E il tuo fazzoletto bello
    al mio ginocchio,
    ferito da un relitto sotto il sale,
    il tuo sguardo strano
    e un bacio al vento dell'estate:
    l'Amore cresce come la marea.
    St.Michel,un'isola,
    un'onda di guglie e torri,
    oggi è festa come un anno fa,
    è di nuovo estate
    è sempre Amore.
    Il tuo vestito nuovo ed i libri.
    A casa mi aspetti
    per correre insieme
    insieme,
    in bicicletta a St.Michel.
    Il mare,che ci unisce
    e ci divide.
    Come la sua marea che copre
    e poi
    regala stelle di mare.
    Ed una strada dalla Francia
    emerge a St.Michel.
    E' come un capriccio in mare aperto
    St.Michel..
    Poi ti ho detto:
    "Guarda,amore,
    il mare è come sale,è difficile
    tornare alle nostre case,tornare
    al porto,senza barca e senza vela."
    Se le biciclette fossero gabbiani,
    voleremmo via nel Cielo,
    nel Cielo più a Sud.
    E di notte l'estate qui
    è tanto fredda,
    stringiti a me,Amore mio.
    Oggi è festa,
    come un anno fa,
    è di nuovo estate
    è sempre Amore.
    Il tuo vesito nuovo
    ed i libri....
    A casa mi aspetti
    per correre insieme
    in bicicletta a St.Michel.
    Il mare che ci unisce
    e ci divide,
    con la sua marea
    che copre e poi regala stelle di mare.
    Ed una strada dalla Francia
    emerge a St.Michel.
    E' come un capriccio in mare aperto
    St.Michel.....
    Muschio sul cancello
    del giardino abbandonato...
    intorno solo mare,
    io,
    ti amavo.
    Ti stringevo piano
    e tu,
    ...........sorridevi.
    E il tuo fazzoletto bello
    al mio ginocchio ferito,da un relitto sotto il sale,
    la nostra prima notte
    ed un bacio,
    al vento dell'estate.
    L'Amore,
    forte come la marea.

     

    Amedeo Minghi

     



    A Mattia

    Posted by Ami on 23 May 2008 at 11:32

    M io tenero

    A ngioletto

    T esoro mio

    T anto amato

    I nsieme nella vita

    A ndremo sempre, tu, io e lei che in grembo t'ha portato

     

     

    Mi piace sorprenderti

    Posted by Ami on 22 May 2008 at 16:13

    Artista: Amedeo Minghi
    Album: 40 Anni Di Me Con Voi

     

    Mi piace sorprenderti
    anche a te
    ti piace sorprendermi come sai
    di piú non si puó
    ti sveglierai con me
    trovandomi accanto a te
    che poi ti diró
    mi piace sorprenderti

    Notte cadi giú
    parlo piano e tu
    ora mi ascolterai
    per non sentire piú
    la lontananza che c'é fra noi

    mi chiedi l'amore cos'é
    ti difenderai solamente perché
    tu non vuoi vedere mai
    un'alba desolante con te
    lama sottile pensiero invadente
    se ti nascondi da me


    io vengo a riprenderti
    dove sei
    divoro chilometri sono li
    ti raggiungeró
    dolce ossessione mia
    sono la tua mania e mi piace cosi
    giocare a sorprenderti

    notte scendi giú
    filo di voce tu
    adesso cadi insieme a lei
    per non sentire piú
    quel nodo alla gola che sale in noi

    ti chiedo l'amore cos'é
    ma che mai sarei
    senza l'odore di te
    amaro fiume ti scenderei
    un mare impossibile ormai
    lama sottile pensiero invadente
    cosa vuol dire fidarsi di noi
    cosa vuol dire sfidare la mente
    se ti nascondi da me
    lama sottile pensiero invadente
    cosa vuol dire fidarsi di noi
    cosa vuol dire sfidare la mente
    se ti nascondi da me

    ti piace sorprendermi
    anche a me
    mi piace sorprenderti sono qui

     

    foto


     

    Peperoni al curry

    Posted by Ami on 22 May 2008 at 13:28

    Ingredienti per 4 persone: 3 peperoni di diverso colore, 1 cipolla, 20 g. di pinoli, 30 g. di uvetta passa lasciata ammorbidire nell'acqua, 1 cucchiaio di curry in polvere, olio e sale.

    Lavare i peperoni, privarli dei semi e tagliarli a listarelle. Affettare la cipolla finemente e metterla a cuocere con un poco d'olio d'oliva per qualche minuto. Aggiungere i peperoni e farli saltare a fuoco vivace per circa 10 minuti, quindi abbassare la fiamma ed unire l'uvetta, il curry ed i pinoli. Lasciare coperto per una ventina di minuti ed aggiungere un pizzico di sale.


    Questa è un ricetta gustosissima, provare per credere!

     

    peperoni 25                 Immagine n° 10            cipolle 11

     

     

    Immagine n° 8

     

     

    Pinoli         

     

     

    Cibo per cani

    Posted by Ami on 22 May 2008 at 09:44

    MAGGIO

    Posted by Ami on 21 May 2008 at 09:17

     

    Nel mese di maggio fai pascolare le pecore per tempo, appena finita la mungitura. (Calabria)

    Acqua di maggio, capelli come travi. (L'acqua di maggio è efficace contro la caduta dei capelli). (Calabria)

    Maggio, fa' come ti piace.(Al dolce clima di maggio, ogni precauzione per la salute è superflua). (Puglia)

    Maggio, dove ti corichi trovi il posto adatto.(Puglia)

    Maggio mese dei pazzi e dei somari. (Di maggio gli asini vanno in amore).(Romagna)

    Maggio mese degli acquazzoni. (Romagna)

    Maggio in fiore, in cuore l'amore.(Bologna)

    Se piove ai primi di maggio, noci e fichi fanno buon viaggio (cresceranno abbondanti). (Bologna)

    A maggio nascono i ladri. (Piemonte)

    Di maggio si mette la rocca sui rovi (non è più il tempo di filare, bensì di badare ai campi). (Bologna)

    Maggio, tutti giorni un tino (di pioggia). (Bologna)

    Chi di maggio non fa la terza aratura finisce col penare e non godere. (Roma e Lazio)

    Maggio è il mese dei somari e degli innamorati. (Roma e Lazio)

    Maggio va adagio. (Trentino)

    Un bel maggio rallegra la gente.(Trentino)

    Maggio ortolano molta paglia e poco grano.(Trentino)

    Maggio è il mese dei fiori. (Trentino)

    Maggio ventoso, anno d'abbondanza. (Milano e Lombardia)

    Chi ha denari nel mese di maggio, ne ha tutto l'anno. (Sicilia)

    Nel  maggio non si fanno nozze.(Friuli)

    Maggio, del letto poco ne assaggio, dato il lavoro che c'è da fare.(Fabriano, Marche)

    Maggio bagnato (piovoso) t'impoverisce (poco grano), maggio asciutto t'arricchisce.(Fabriano, Marche)

    Maggio, in feste e fiori me ne vado. (Abruzzo)

    Maggio fresco, buona trebbiatura. (Abruzzo)

    Maggio ventoso, contadino contento. (Abruzzo)

    Nel mese di maggio le feste vengono fitte fitte. (Abruzzo)

    Nel mese di maggio gli asini ragliano.(Sardegna)

     

                                pecore 107

     

     

                      Ih-Oh

     

     

                                                                                     

    Ananas all'indiana

    Posted by Ami on 20 May 2008 at 15:50

    Ingredienti per 6 persone

     

    1 ananas fresco

    500 gr. di fragole

    100 gr. di zucchero

    succo di lime

    rhum(facoltativo)

     

    Procedimento

     

    Tagliate la parte superiore dell'ananas, togliete la polpa con l'aiuto di un cucchiaino ed eliminate la parte centrale che è quella più dura. Mescolate i pezzetti di ananas con le fragole ben lavate, cospargete con lo zucchero e bagnate con il succo di lime e, se volete, con un pò di rhum. Fate macerare al fresco per almeno 2 ore e, al momento di servire, riempite l'ananas svuotato con la frutta macerata.

     

    Ananas all'indiana                        ananas 7            

    fragole 11                    

    Immagine n° 1

     

     

     

    Un sogno svanito

    Posted by Ami on 19 May 2008 at 11:36

    Ieri il sogno dei romanisti di superare l'Inter è durato fino ad una mezz'ora prima della fine delle partite. Il primo goal dell'Inter è stato un pugno nello stomaco ed il secondo la fine di un'illusione. Come se non bastasse c'è stato il pareggio del Catania e per noi il bel sogno è definitivamente svanito :-(

    Secondo me, la Roma meritava di vincere lo scudetto più dell'Inter che non ha un bel gioco.

    Pazienza!

    Speriamo che il prossimo anno sarà nostro!

     

    Anguria al kirsch

    Posted by Ami on 16 May 2008 at 11:48
    Ingredienti:
    • 1 anguria
    • 2 dl. di Kirsch
    • 1 melone retato
    • 1 melone giallo
    • zucchero
    • 1 ananas
    • 400 gr. di fragole

    Preparazione:

    Tagliate una calotta all'anguria e con la polpa formate delle palline con l'apposito attrezzo; cercate di pulire bene le pareti dell'anguria e poi mettetela in frigo ben svuotata. Tagliate i meloni a metà, togliete i semi, i filamenti e dalla polpa ricavate delle palline. Sbucciate l'ananas e tagliate a dadini la polpa. Unite tutta la frutta comprese le fragole senza gambo e mescolatela con lo zucchero e il kirsch; mettete in frigo per 2 ore. Mettete tutto questo composto dentro all'anguria svuotata e rimettete in frigo per 1 ora o fino al momento di servire.

    meloni 2       frutti vari 21                 ananas 6

    fragole 16

     

    Riciclaggi...

    Posted by Ami on 15 May 2008 at 10:11

    Un canadese sta consumando il suo petit dejuner (caffè, croissant, pane, burro e marmellata) quando un americano, masticando la sua immancabile gomma, si siede accanto a lui.
    Il canadese lo ignora, ma nonostante tutto l'americano lo apostrofa:
    "Voi gente del Canada il pane lo mangiate tutto?"
    Il canadese risponde, di malumore:
    "Certamente."
    L'americano fa un bel palloncino con la gomma:
    "Noi no. In America noi mangiamo solo la mollica, la crosta la raccogliamo in un contenitore, la ricicliamo, la trasformiamo in croissant e la vendiamo in Canada", prosegue, con una smorfietta insolente.
    Il canadese resta in silenzio.
    L'americano insiste:
    "Ci mette la marmellata, sul pane?"
    Il canadese: "Ovviamente."
    L'americano, rigirando la gomma tra i denti e ridacchiando, fa:
    "Noi no. In America a colazione mangiamo la frutta fresca, mettiamo tutte le bucce e gli scarti in un contenitore, li ricicliamo, ne facciamo marmellata e li vendiamo in Canada."
    Il canadese allora chiede:
    "Voi americani fate sesso?"
    L'americano risponde: "Ma certo!" con un gran sorriso.
    "E cosa fate coi preservativi usati?", prosegue il canadese.
    "Li gettiamo via, naturalmente."
    "Noi no." Conclude, "in Canada li mettiamo in un contenitore, li ricicliamo, li trasformiamo in gomma da masticare e li vendiamo in America..."

     

    Immagine n° 37
     
    pane 6
    burro 2
     
    Marmellata di arance
     
     

    Prima e dopo

    Posted by Ami on 14 May 2008 at 08:17

    PRIMA DELLE NOZZE:
    Lei: Ciao!
    Lui: Finalmente! Da quanto tempo aspettavo questo
    momento!
    Lei: Vuoi che vada via?
    Lui: NO! Come ti viene in mente? Solo a pensarci,
    rabbrividisco!
    Lei: Mi ami?
    Lui: Certamente! A tutte le ore del giorno e della
    notte!
    Lei: Mi hai mai tradito?
    Lui: NO! MAI! Perché me lo chiedi?
    Lei: Vuoi baciarmi?
    Lui: Sì, ogni volta che ne ho l'occasione!
    Lei: Saresti mai capace di picchiarmi?
    Lui: Sei impazzita? Lo sai come sono io!
    Lei: Posso fidarmi di te?
    Lui: Sì!
    Lei: Tesoro ...


    SETTE ANNI DOPO LE NOZZE:
    Basta leggere il testo dal basso in alto

     



    Cibo per neonati...

    Posted by Ami on 13 May 2008 at 09:56

    Una signora telefona preoccupata al dottore:
    "Dottore, dottore, mio figlio di sei mesi non fa altro che piangere!"
    "Da quanto tempo?"
    "Da oggi a pranzo."
    "Sarà qualche problema di alimentazione. Cosa gli avete dato da bere?"
    "Un po' di vino bianco ... ma solo due dita!"
    "COSA? Del vino?? A quell'età dovete dargli solo del latte!!"
    "Eh? LATTE?? Con le cozze???"

     

                vino 26

     

    latte 9                  

     


    Il pic nic

    Posted by Ami on 12 May 2008 at 09:15

    Alcune tartarughe vanno a fare un pic nic. Cammina, cammina dopo 2 mesi arrivano sul prato prescelto. Si accingono a bere un aperitivo per iniziare, ma si accorgono di aver dimenticato il cavatappi a casa. Allora una dice: -"Vado io a casa a prendere il cavatappi, però voi non dovete mangiare finchè non arrivo! OK?" Le altre tartarughe accettano e attendono di buon grado l'arrivo della compagna. Passa il tempo... 2 mesi... 6 mesi... 1 anno... e sto' cavolo di tartartuga non arriva. Allora le altre, affamatissime, stanno per buttarsi sul cibo, ma salta fuori la tartaruga da un sasso e dice: -"E no, eh... se fate così non ci vado mica a casa a prendere il cavatappi!"

     

    Le lumache

    Posted by Ami on 9 May 2008 at 08:29

    Gino viene mandato dalla moglie al mercato a comprare delle lumache.
    Per questo viene svegliato una mattina molto presto e va al mercato, rimbambito dal sonno e anche molto incavolato, e compra le maledette lumache.
    Mentre sta per tornare a casa trova una sua vecchia compagna di scuola.
    Dopo un'ora di rimembranze la conversazione si sposta su temi piu' intimi, si parla di
    vecchi amori propri e degli ex compagni di scuola.
    Alla fine i due scoprono che si erano sempre piaciuti e la donna invita Gino a casa sua per vedere le vecchie foto dei tempi della scuola.
    Gino va e... finiscono a letto.
    Finito di fare l'amore Gino guarda l'ora e si accorge di aver fatto molto tardi (e' ormai sera).
    Immaginando le ire della moglie si riveste, corre a casa, suona al campanello.
    La moglie apre con un'espressione di ira e ringhia: "Ma dove cavolo sei stato fino ad ora brutto ...".
    Gino guarda per terra e facendo con le mani un gesto di esortazione dice "Su, su, lumachine, ancora due metri e siamo a casa!".

     

     

     

    Barzellettina pomeridiana

    Posted by Ami on 8 May 2008 at 15:06
    Intorno alla mezzanotte squilla il telefono:
    - Pronto!
    - Parlo con il Dott. Rossi, veterinario?
    - Sì, cosa c'è?
    - Il mio cagnolino si stava accoppiando con una bella barboncina ma è rimasto attaccato e non si stacca più, cosa devo fare?
    - Provi a gettargli addosso un secchio d'acqua fredda!
    - Grazie.
    Poco dopo... DRIINNN!!!
    - Sì?!?
    - Dottore sono sempre io, l'acqua non ha funzionato, che devo fare?
    - Provi a spaventarlo con dei rumori improvvisi, tante volte la paura procura delle contrazioni e...
    - Grazie mille dottore!
    Poco dopo suona di nuovo il telefono.
    - E' ancora lei???
    - Sì, nemmeno lo spavento ha funzionato, che devo fare?
    - Gli dica che lo chiamano al telefono!
    - Ma come?!? Pensa proprio che funzioni?
    - Sicuro! Con me ha già funzionato tre volte, brutto stronzo!!!

          

    Cuoriosità di un piccolo indiano...

    Posted by Ami on 8 May 2008 at 09:37

    Ma fidarsi delle apparenze...!

    Posted by Ami on 7 May 2008 at 08:35

    Accoppiamento impossibile: foca assale pinguino

    Posted by Ami on 6 May 2008 at 11:02

    L'amore non può avere confini neanche razziali, questo deve avere pensato un maschio di foca che, in Antartide, ha assalito un pinguino reale, non si sa se maschio o femmina, tentando in tutti i modi di sedurlo. In realtà più che di coccole fra animali si è trattato di un vero e proprio tentativo di stupro ai danni del pennuto che ha pure rischiato la pelle sotto il peso del corpulento mammifero.

    Testimoni increduli - Gli studiosi che hanno assistito allo straordinario fenomeno non credevano ai loro occhi, ma fortunatamente erano dotati di una videocamera e hanno documentato tutto. Il resoconto dell'evento è comparso nella scientifica Journal of Ethology che riporta la testimonianza di alcuni ricercatori dell'Università sudafricana di Pretoria che hanno osservato i brutali tentativi di un giovane maschio di foca di accoppiarsi con un pinguino reale.

    L'aggressione - Il misfatto è avvenuto in una spiaggia di Marion Island, un'isola vicino all'Antartide in cui si trovano numerose colonie di foche e di pinguini reali, e dove gli studiosi stavano conducendo ricerche sui leoni marini. A un certo punto un maschio di foca si è avventato sul pinguino reale. Tutti hanno pensato che lo volesse mangiare, invece il pinnipede di circa 100 chili di peso si è sdraiato sul pinguino, che di chili ne pesa solo 15, e ha cominciato a muoversi sul malcapitato con l'evidente intento di penetrarlo.

    Tre quarti d'ora di paura - Secondo quanto riporta la rivista scientifica il povero pennuto tentava di divincolarsi e fuggire sbattendo le ali, ma non riusciva a liberarsi. Dopo circa 45 minuti di tentativi a vuoto il maschio di foca se n'è andato ributtandosi in mare e il pinguino è fuggito, apparentemente illeso.

    Fenomeno unico - I testimoni di questo tentato stupro sono rimasti di sale perché, se è pur vero che numerose specie di animali non disdegnano i "matrimoni misti", le unioni anomale interessano in genere specie simili. Prima d'ora mai era stato documentato un tentativo di accoppiamento tra un mammifero e un uccello.

     



     

    Quando l'estate verrà

    Posted by Ami on 5 May 2008 at 09:03

    Quando l'estate verrà e
    quando il Sole entrerà
    più presto nella mia stanza,
    profumerà di caffè quel vento caldo
    di un mare dove io ti devo portare.
    Perchè già bambini
    sognammo questo Amore per noi
    strizzando gli occhi al Sole
    Quando l'estare verrà...
    quel vento caldo ci porterà
    la sabbia nelle lenzuola
    e tanto Amore nel cuore
    troppo,
    per farci dormire.
    Dormire pensando che sto con Te
    il mio ritardo con Te,
    dico il tempo fra noi perdonerai,
    un capriccioso contrattempo
    al nostro appuntamento
    trascurabile ritardo.
    E l'estate verrà...
    potremo andare a ballare così...
    e l'estate verrà...
    con noi,
    in quel posto carino che sai.
    Di notte andremo a nuotare
    vicino alle lampare,
    oppure a fare l'amore
    per tutto il tempo che c'è fra noi.

    Quando io già sognavo di Te
    ed eravamo bambini,
    pulcini dei pulcini...
    O forse anche cattivi
    a volte lo sono con Te,
    quando non riesco a dormire
    per tanti e tanti strani pensieri
    che mi fai venire e
    non voglio pensare,
    sognare di Te.
    E non mi importa se poi
    c'è fra noi
    qualche lacrima in più...
    perchè l'estate verrà...
    il tuo sorriso illuminerà
    e l'estate verrà...
    il vento caldo del mare.
    Io,
    ti voglio portare
    a pensare ad un bambino
    che voleva già te,
    Amore,
    con il pensiero spiegato a quel vento,
    che porta la sabbia nel letto
    e nel cuore...
    Io ti voglio portare
    in quel posto di mare,
    dove volevo già Te,
    ed eravamo bambini.
    A quel vento,
    che porta la sabbia
    nel letto e nel cuore
    e non ti fa dormire.
    sognare.

     

    Amedeo Minghi

     

    foto

     

     



    L'esploratore in Africa

    Posted by Ami on 2 May 2008 at 09:25

    Un esploratore parte per l'Africa a bordo di un aereo, questo per una causa inspiegabile precipita in mezzo alla foresta. Dopo due/tre mesi, non vedendolo più ritornare, partono le spedizioni di soccorso. Finalmente lo trovano, anche se ridotto in condizioni pietose, e lo riportano a casa. Dopo che si è ristabilito un amico lo va a trovare: -"Allora... cosa ti è successo durante questi mesi nella foresta?" -"Guarda questo non l'ho detto a nessuno, ma lo dico a te perchè sei il mio migliore amico..." -"Che c'è? Parla!" -"Eh, vedi... nella foresta c'era un gorilla che... mi ha... beh... non so come spiegartelo... mi ha... violentato!" -"Caspita! E lo dici così? Beh stai sicuro che non lo dirò a nessuno, rimarrà un segreto fra noi due!" -"Grazie... sei proprio un amico..." Tre mesi dopo i due si rivedono: -"Ciao, allora come va?" -"Eh, sai... ripenso ancora al gorilla..." -"Ancora con stà storia? Ma dai, te l'ho detto l'altra volta: di me ti puoi fidare, che non lo dico a nessuno... il gorilla non parla..." e l'altro, sospirando: -"Eh appunto, non parla, non scrive, non telefona... manco una cartolina!"

     

    gorilla 4

    Nella giungla...

    Posted by Ami on 2 May 2008 at 08:29

    Un tedesco e un italiano si ritrovano nella giungla inseguiti da un leone. Ad un certo punto l'italiano si ferma ansimante ed estrae dalla borsa un paio di scarpe da ginnastica... al che il tedesco gli chiede: -"Ma coza fai? Zperi ti correre più feloce ti leone?" e l'italiano risponde: -"Più veloce del leone no... ma di te si!"

     

    Gnocchi al sugo di papera

    Posted by Ami on 30 April 2008 at 10:50

    Ingredienti

    per gli gnocchi: un chilo di patate, 150 gr di farina, un uovo, formaggio grana, sale per il sugo: una anitra da un chilo, una carota, una costa di sedano, una cipolla media, 500 gr di salsa di pomodoro, 30 gr di conserva di pomodoro, un bicchiere di vino bianco, 100 gr di formaggio grana, olio d'oliva, pepe e sale

    Preparazione

    lessare le patate in acqua salata, pelarle e farle raffreddare. quindi sfarrarle e impastarle con la farina, l'uovo, il formaggio grattugiato e sale. l'impasto, che dovrà risultare morbido e liscio, va ridotto in tanti salamini dello spessore di un dito. quindi ricavare dai salamini dei pezzetti di circa 2 cm di lunghezza e scavarli con i rebbi della forchetta. mettere a cuocere gli gnocchi in acqua bollente salata e, al primo bollore, estrarli e condirli con il sugo. preparare un soffritto con olio, cipolla, sedano e carota tritati. unirvi l'anitra fiammeggiata, pulita e tagliata a piccoli pezzi e farla rosolare. aggiustare di sale e pepe e versarvi il vino. quando questo sarà evaporato, aggiungere la salsa di pomodoro e la conserva diluita in acqua calda. portare a cottura e condire gli gnocchi col sugo e il formaggio grana grattugiato.

    Ricetta dedicata ad anna.

     

    nonna papera

    Nel traffico di Roma...

    Posted by Ami on 29 April 2008 at 09:37

    Due macchine nel traffico di Roma: quella dietro comincia a suonare ritmicamente a quella davanti che non procedeva perché stava aspettando che dei pedoni finissero di attraversare. Dopo circa 10 secondi risuona con il clacson svariate volte ancora. Alla fine, dopo aver udito una marea di strombazzate ritmiche, l'uomo che guidava la macchina davanti tira giù il finestrino, si sporge verso quello dietro e grida: "Aoh, ma 'ndo l'hai presa a patente, ar conservatorio?"

     

    automobili comiche 27                      automobili comiche 23

    Buon onomastico nonno Giorgio!

    Posted by Ami on 23 April 2008 at 08:15

    Questo è il tuo primo onomastico che passiamo insieme ed io, che sono ancora piccolino, ho bisogno dell'aiuto di mamma e papà per scriverti questa letterina per farti gli auguri. Sei un nonno fantastico e ti voglio tanto tanto bene.

    Buon onomastico nonno Giorgio!  ^__^

     

    I dubbi di un serpentello...

    Posted by Ami on 22 April 2008 at 15:46

    Un serpentello chiede alla sua mamma:
    - Mamma, ma noi siamo velenosi?
    - Certo, piccolo mio!
    - Oh noooooo! Mi sono appena morsicato la lingua!

     

    Il pappagallo volgare

    Posted by Ami on 22 April 2008 at 09:47
    Un ragazzo ha preso un pappagallo da poco tempo. Questo pappagallo non la smette mai di parlare, ma il vero problema è che , quando parla, dice sempre delle parolacce e delle volgarità. Un giorno il ragazzo era talmente esasperato che prende il pappagallo per il collo e urla:"SMETTILA DI DIRE PAROLACCE!!!". Il pappagallo continua a dire volgarità più di prima. Il ragazzo allora prende il pappagallo e lo rinchiude in un armadietto ma, non ottiene risultati: il pappagallo grida ingiurie a più non posso. Preso dall'esasperazione estrema, il ragazzo prende il pappagallo e lo rinchiude nel congelatore. Dopo qualche minuto di silenzio, il ragazzo apre lo sportello del congelatore e vede uscire il pappagallo che sale con tranquillità sul suo braccio e dice:"Sono terribilmente desolato per quello che ho combinato..."Il ragazzo è stupefatto...Sempre con molta calma il pappagallo chiede:"Giusto per sapere...che aveva fatto il pollo?"
     
                       

    Trionfo al cioccolato

    Posted by Ami on 21 April 2008 at 09:38

    CIOCCOLATO

    Difficoltà: media
    Tempo:
    1 ora e 30 minuti
    CALORIE: 715 a testa
    OCCORRENTE PER 8 PERSONE

    Per la pasta:
    6 uova
    100 g di burro più quello per ungere
    75 g di farina
    75 g di fecola
    50 g di cacao amaro
    50 g di cioccolato fondente
    200 g di zucchero
    poco latte
    una punta di lievito
    un pizzico di sale
    Per la farcitura e la copertura
    150 g di burro
    150 g di zucchero a velo
    150 g di cioccolato fondente
    kirsch per spennellare

    Come si prepara
    Sgusciate le uova in una capace terrina, unitevi lo zucchero e montatele con la frusta elettrica fino a che saranno gonfie, spumose e quasi bianche. Mescolate la farina con la fecola, il cacao, il lievito e setacciateli sulla crema di uova, mescolando dal basso verso l'alto fino a ottenere un composto marrone chiaro. Unitevi il burro fuso freddo, amalgamandolo bene e, per ultimo, il cioccolato fuso a bagnomaria. Ungete uno stampo a cerniera da 22 cm di diametro e mettetevi il composto dando dei piccoli colpi al recipiente, sul tavolo, per farlo ben assestare. Mettete in forno caldo a 180° e cuocete il dolce per 40 minuti. Toglietelo dal forno e sganciate il cerchio facendo scivolare la torta su una gratella e fatelo raffreddare. Nel frattempo preparate la crema per farcire e coprire la torta. Spezzettate il cioccolato fondente e fatelo sciogliere a bagnomaria, su fuoco dolce, quindi levatelo dal bagnomaria e fatelo un poco raffreddare. Mettete il burro morbido a pezzetti in una terrina prima scaldata con acqua bollente e ben asciugata; lavoratelo con una spatola fino a che diventerà cremoso. Setacciate lo zucchero a velo sopra il burro, poi incorporatelo sempre con la spatola per ottenere un composto leggero e spumoso. Versate il cioccolato fuso nella crema di burro sbattendo energicamente con una frusta a mano: lasciatela riposare per un quarto d'ora. Dividete a metà la torta ormai pronta e fredda, spennellate le due parti tagliate con un po' di kirsch, poi mettete il disco di base su una gratella, spalmatelo con uno strato di crema e ricomponete il dolce.

    Come si presenta
    Rovesciate la crema rimasta nel centro della torta e stendetela con una spatola, ricoprendo tutta la superficie e i fianchi in modo che il composto risulti distribuito a spatolate irregolari. Disponete quindi il dolce su un piatto da portata e servite.

    IL TRUCCO PERCHE' RIESCA Il Trionfo al cioccolato è molto buono servito anche dopo averlo lasciato in frigo per circa mezz'ora. In questo modo la crema al cioccolato si rassoderà creando un piacevole contrasto tra la morbidezza della pasta e la crema diventata leggermente più compatta.

    Buona colazione!

    Posted by Ami on 18 April 2008 at 08:50
    MARITOZZI

    MARITOZZI Regione : Lazio
    Vino Consigliato :
    Cannellino

    Ingredienti per 4 persone :

    - 400 g di farina
    - 3 uova
    - 130 g di uvetta passa
    - 80 g di pasta da pane
    - 80 g di zucchero
    - 80 g di scorza di cedro o d'arancia candita
    - 80 g di pinoli
    - 4 cucchiai di olio d'oliva
    - sale

    Per la piastra :
    - 1 cucchiaio di olio d'oliva

    Preparazione : I maritozzi soprattutto nella regione di origine, si accompagnano spesso con la panna montata. Tempo di preparazione 1 h più il tempo di ammollo dell'uvetta e quello di lievitazione Tempo di cottura 20'. Mettete l'uvetta in ammollo a rinvenire in acqua tiepida per 20 minuti. Disponete la farina a fontana sulla spianatoia e sgusciatevi nel centro 2 uova; incorporatele alla farina lavorando prima con la forchetta, quindi con le mani. Incorporatevi anche la pasta da pane, aggiungendola a poco a poco e a piccoli pezzi, quindi 2 cucchiai di olio e una presa di sale. Lavorate energicamente per 15 minuti; quando l'impasto sarà liscio e omogeneo, ricavatene una palla, mettetela in una terrina, copritela con un panno da cucina ripiegato più volte e fatela lievitare in luogo tiepido per 4-5 ore. Sgocciolate l'uvetta e asciugatela accuratamente con carta assorbente da cucina. Tritate grossolanamente i pinoli e la scorza di cedro. Trascorso il tempo di lievitazione mettete l'impasto sulla spianatoia leggermente infarinata, formate un incavo nel centro, rompetevi l'uovo rimasto, unite gli altri 2 cucchiai d'olio e lo zucchero, quindi impastate energicamente per 15 minuti aggiungendo di tanto in tanto poca acqua tiepida, in modo che l'impasto risulti piuttosto morbido. Unite la scorza candita, i pinoli tritati e l'uvetta e amalgamate bene il tutto. Quando la pasta si presenterà come un composto omogeneo con i canditi e la frutta secca ben distribuiti, formate tanti panini allungati, disponeteli, abbastanza distanziati su una piastra da forno leggermente unta con l'olio e lasciateli lievitare 6 ore. Mettete in forno caldo a 180°C e fate cuocere per 15-20 minuti.

    Amaretti romaneschi

    Posted by Ami on 17 April 2008 at 22:49

    Un dolce semplice e buono tipico della cucina di Roma.

    per 4 persone:

    • 250 g. di mandorle dolci
    • 50 g. di mandorle amare
    • 350 g. di zucchero a velo
    • 5 bianchi d’uovo
    • 1 bustina di vaniglina
    • olio e farina quanto basta


    Ammorbidisci le mandorle in acqua bollente e spellale. Asciuga le mandorle in forno, falle tostare e pestale, tritandole bene, in un mortaio di marmo.
    Prendi una ciotola e unisci le mandorle, lo zucchero, la vaniglina e gira il tutto.
    Monta a neve i bianchi delle uova e uniscili agli altri ingredienti poco alla volta girando con un cucchiaio di legno dal basso verso l’alto.
    Prendi una teglia, ungila con poco olio e infarinala.
    Quando l’impasto è ben amalgamato, inseriscilo in una tasca per dolci con il beccuccio e forma gli amaretti direttamente sulla teglia infarinata.
    Inforna in forno caldo a 180°C e quando gli amaretti sono dorati e croccanti spegni il fuoco e falli raffreddare.

    Biscotti al cioccolato

    Posted by Ami on 17 April 2008 at 22:03

    Ingredienti

    140 g farina
    100 g cioccolato fondente
    80 g zucchero
    80 g burro
    50 g mandorle
    50 g zucchero a velo
    1 bustina vanillina
    1 tuorlo
    sale q.b. 

    Preparazione

    Tostate le mandorle già spellate in forno; lasciatele raffreddare e poi frullatele fino a ridurle in polvere. Ammorbidire a temperatura ambiente 60 g di burro.
    Tagliate il cioccolato a scaglie e fatelo fondere a bagnomaria.
    Setacciate 120 g di farina e mettetela in una ciotola. Unite lo zucchero, le mandorle polverizzate, la vanillina e 1 pizzico di sale. Aggiungete il burro a pezzetti, il tuorlo e il cioccolato, che dovrà essere ancora morbido, e mescolate bene.
    Lavorate tutti gli ingredienti fino a ottenere una pasta omogenea. Stendetela in uno spessore di circa 1 cm e ritagliatene dei biscotti, servendovi di stampini con la forma che desiderate.
    Imburrate e infarinate la placca del forno e mettetevi a cuocere i biscotti a 190 ° per 15 minuti. Levateli.
    Consigli

    Lasciateli raffreddare, spolverizzateli con lo zucchero a velo e serviteli.

     

    Sono squisiti ma mi hanno scombinato ben 3 ricette precedenti!!!!


     

    Biscotti_al_cioccolato

    AIUTOOO!!!!!!!!!!!!

    Posted by Ami on 17 April 2008 at 16:34

    Aiutooo ragazzi!!!

    Potete aiutarmi a rimmettere i post in ordine?

    Io non ci capisco più niente e non vorrei peggiorare la situazione.

    Se qualcuno pensa di potermi aiutare, posso anche dargli la password.

    Grazie in anticipo!

     

    Ih-oh asinello amico di Winnie Pooh

    Crostata al cioccolato

    Posted by Ami on 16 April 2008 at 16:27

    50 minuti Facile
    Per 8 persone

    Ingredienti
    pasta frolla:

    350 g di farina
    170 g di burro
    2 uova
    20 g di cacao
    150 g di zucchero
    1 bustina di vanillina

    per la farcia:
    100 g burro morbido
    200 g di cioccolato fondente e al latte
    120 g di zucchero a velo
    100 g di mandorle tritate
    25 g di farina
    2 uova
    25 g di cacao

    per decorare:
    zucchero a velo

    Preparazione
    • Pasta frolla: impastate velocemente tutti gli ingredienti per la frolla, formate un panetto, avvolgetelo con pellicola e ponetelo in frigo per 30 minuti. Farcia: fondete i due cioccolati a bagnomaria, allontanate dal calore e fate raffreddare. Montate il burro con lo zucchero e incorporate le uova. Aggiungete poco alla volta il cioccolato. Setacciate sul composto la farina e il cacao, poi aggiungete le mandorle.
    • Stendete la frolla dello spessore di 4/5 millimetri e rivestite lo stampo unto e infarinato. Dalla pasta rimasta ritagliate delle strisce e tenetele da parte. Versate la farcia, livellate, poi sovrapponete le strisce incrociandole. Infornate a 175° per 25 minuti, più altri 15 con calore solo dal basso.
    • Decorazione: ritagliate delle strisce di carta grandi come quelle di frolla e incrociatele sulla crostata ponendole solo sulla pasta. Spolverizzate la superficie con lo zucchero a velo.

    Crostata al cioccolato

     

    Biscotti primavera

    Posted by Ami on 15 April 2008 at 14:38

    Preparazione 50 minuti
    cottura 15 minuti
    per 4/5 persone
    tagliapasta a fiore
    Ingredienti
    300 g farina
    1 pizzico di sale
    170 g burro
    1 uovo
    100 g zucchero
    1 cucchiaino di aroma anice
    per decorare:
    100 g di cioccolato spalmabile

    granella di nocciole

    Preparazione
    Pasta frolla: in una capace ciotola setacciate la farina con il sale.
    Aggiungete il burro freddo a pezzi, lo zucchero, l’uovo e l’anice.

    Lavorate velocemente la frolla, preparate un panetto, proteggetelo con pellicola e fatelo raffreddare in frigorifero per 30 minuti. Trascorso il tempo necessario, con il matterello stendete la pasta frolla dello spessore di 6 mm e, con il tagliapasta infarinato, incidete i biscotti.
    Cuocete i biscotti a 180° per 15/17 minuti, poi, dopo averli sfornati, fateli raffreddare su una gratella.
    Decorazione: preparate un conetto di carta e riempitelo con la crema di cioccolato spalmabile, poi disegnate un cerchio al centro di ogni fiore.
    Completate con la
    granella di nocciole.

     

    Un ottimo rimedio...

    Posted by Ami on 15 April 2008 at 09:50

    Due amici si incontrano al bar. Ad un certo punto uno dei due vedendo l'altro sofferente chiede cosa stia succedendo. Il secondo, con fare un po' imbarazzato, spiega che ultimamente ha continui dolori alla pancia nonostante tutti i suoi tentativi per guarire. L'amico saggio si fa sorridente e dopo un attimo d'esitazione esclama: "Tu non ci crederai, ma io avevo il tuo stesso problema e sono riuscito a risolverlo sostituendo la classica borsa dell'acqua calda con il mio gatto appoggiato sulla pancia per un po' di tempo. PROVA, anche tu hai il gatto... tentare non costa nulla!" Di tutta risposta l'altro risponde: "Ormai le ho provate tutte, compresi i rimedi della nonna, dall'olio di ricino alla borsa dell'acqua calda, proverò anche questa!" E si salutano. Dopo una settimana, i due si ritrovano al Bar, ma quello che aveva problemi alla pancia è pieno di "graffiate" su tutto il corpo. Incuriosito l'amico saggio chiede l'accaduto all'altro che prontamente risponde: "Arrivato a casa, ho seguito il tuo consiglio... non ho esitato ad andare alla ricerca del gatto... L'ho trovato come al solito sulla poltrona, mentre dormiva placidamente. L'ho accarezzato e l'ho preso in braccio. Emanava un tiepido calore e faceva le fusa. Andava tutto bene... Ma quando ho cercato di riempirlo con l'acqua calda... E' STATO UN MACELLO!"


     

     

    Cos'è la politica?

    Posted by Ami on 14 April 2008 at 10:46
    Un bambino va dal padre e dice: Papà cos' è la politica? Il padre ci pensa e poi dice: Guarda te lo spiego con un esempio: io che lavoro e porto a casa i soldi sono il capitalista, tua madre che li amministra è il governo, la donna delle pulizie è la classe operaia, tu che ormai hai qualche voce in capitolo sei il popolo, tua sorella che è appena nata è il futuro.Il bambino va a dormire, ma alle due di notte la sorella comincia a piangere; il bambino va a cercare qualcuno.Va dal padre ma non lo trova, va dalla madre la quale lo manda via perché ha sonno, va dalla donna delle pulizie e la trova a letto col padre e allora torna dalla sorella e le dice: Guarda ho propio capito cos' è la politica: i capitalisti fottono la classe operaia, il governo dorme, il popolo non lo ascolta nessuno e il futuro stà nella m***a.
     

    Buchteln

    Posted by Ami on 11 April 2008 at 13:56

    Ingredienti
    20-25 g di lievito
    40 g di zucchero
    120-140 ml di latte
    40g di burro fuso
    3 tuorli d'uovo
    450 g di farina
    1 bustina di zucchero vanigliato
    1 presa di scorza di limone grattugiata
    1 pizzico di sale
    3 C di rum

    Altro
    marmellata di albicocca per riempire burro per ungere

    Versare la farina in una grande ciotola e formare al centro la fontana.

    Mescolare il latte tiepido con il lievito sbriciolato e lo zucchero e versare il composto nella fontana.
    Far riposare poi per 20 minuti coperto in un luogo caldo.

    Sciogliere il burro, unirlo insieme agli altri ingredienti (uova, zucchero vanigliato, scorza di limone e sale) alla farina e impastare bene il tutto. Cospargere la pasta con un po' di farina e farla riposare in un luogo caldo coperta per 20 minuti.

    Stendere la pasta, ritagliarla in cerchietti. Mettere un cucchiaino di marmellata su ogni cerchietto e coprirlo bene con la pasta.

    Spennellarli con olio e cuocere nel forno.

    Temperatura di cottura : 180 gradi - Tempo di cottura: 35-40 minuti

     

    Vi lascio questa ricetta tirolese così potete sbizzarrirvi a prepararla durante il week end.

    Bacioni a tutti

    Erika

     

    L'anziana signora e la gattina Minou

    Posted by Ami on 11 April 2008 at 09:27

    Un'anziana signora è preoccupata perché la sua gattina è ingrassata a dismisura, gioca di meno ed è meno vivace del solito. Così chiama il veterinario che fa la sua diagnosi:
    - Nulla di preoccupante, signora, la sua Minou sta solo aspettando dei micini!
    - Non è possibile! La mia gattina non può aspettare dei piccoli, deve trattarsi di qualcos'altro!
    - Signora, le ripeto: è incinta...
    - E io le ripeto che non è assolutamente possibile! La mia Minou sta sempre in casa con me e qui non circolano altri gatti.
    - Ah sì? E quello cos'è? - chiede il veterinario indicando un gattone che sonnecchia sul termosifone.

    - Quello? Ma non dica eresie, quello è suo fratello!!!

                            

    Il ventriloquo e il pastore sardo

    Posted by Ami on 10 April 2008 at 10:59

    Un ventriloquo sta compiendo un tour in agosto nei villaggi vacanze più esclusivi della Sardegna. Un giorno doveva andare da Alghero a Olbia. Prende la strada dell'entroterra e si avvia verso le 11:30. Caldo terribile, no autogrill, no acqua, no cibo insomma il nulla.
    A un certo punto sulla destra scorge un ovile con animale e pastore annesso. Si accosta e scende dalla macchina:
    - Buon uomo non avrebbe un bicchiere d'acqua, lo pago anche volentieri, sono molto assetato.
    - Preggo preggo si accommoddi pure. Si ffiguri, se vuolle anche del vino, qui c'e' pecorrino non si preoccuppi, faccia facci ppure!
    L'ospite in quella (splendida) terra, come tutti ben sanno, è sacro!
    L'artista, dopo essersi risollevato dal tremendo caldo voleva in qualche modo sdebitarsi col pastore per la sua generosa ospitalità:
    - Lei è stato fin troppo gentile, vorrei sdebitarmi in qualche modo, sa io faccio l'artista e riesco a far parlare gli animali, e vorrei farle vedere qualche cosa, le va bene?
    - Certo, ma io non ci credo, impossibbile è, ci ho pprovvato anche io qualche vvolta ma impossibbile è!!!
    - Beh ora guardi: coniglietta con chi fai l'amore tu?
    Il ventriloquo con una voce sottile sibila:
    - Con il coniglietto!
    - Porco boia!!! Ma come ha fatto, impossibbile, ma lei è proprio bravo!!!
    - Vuole che provo con la gallina?
    - Ma la gallina non parla, anch'io ci ho provvato tante volte ma non fa, capito mi ha.
    - Guardi e ascolti: gallinella, con chi fai l'amore te?

    Sempre il ventriloquo, sfruttando le sue doti:
    - Con il gallo!
    Il pastore sempre più meravigliato:
    - Ma come diavolo fa, porca boia. E' proprio bravvo llei!!!
    - Se vuole lo chiediamo anche alla pecora...
    Il pastore diventando tutto rosso:
    - No, no!!! Che quel la BUGGIARDA è!!!

                                                  

    Brontolo e il pinguino

    Posted by Ami on 9 April 2008 at 13:50

    I sette nani vanno in Vaticano e vengono ammessi ad un'udienza con il Papa. Dopo i convenevoli di rito,
    il Papa chiede se i nani hanno domande.
    Allora Brontolo, un po' imbarazzato chiede:
              - Sua Santita', ci sono suore nane in Vaticano?
              Il Papa, un po' sorpreso, esita e poi risponde:
              - No figliolo, niente suore nane in Vaticano.
              A questa risposta gli altri nani cominciano a ridacchiare. Brontolo li zittisce con un'occhiataccia e poi chiede:
              - Ma scusi, Santita', ci sono suore nane in Europa, da qualche parte?
              Il Papa, sempre piu' sorpreso, risponde:
              - Temo di no, caro, niente suore nane in tutta Europa.
              Alche' gli altri nanetti scoppiano a ridere piu' forte. Brontolo li incenerisce con lo sguardo, e ricomincia:
              - Ma Eminenza, ci sara' pure qualche suora nana nel mondo!
              Ed il Papa a lui:
              - Mi spiace figliolo, niente suore nane nel mondo, che io sappia.
             A questo punto i nani, sghignazzando e trattenendo a stento le lacrime cominciano a cantare in coro:
              - Brontolo si e' fatto un pinguino... Brontolo si e' fatto un  pinguino... 

     


     

    Mojito

    Posted by Ami on 8 April 2008 at 14:52

    Ingredienti

    - 6 cl di Rum bianco
    - 2 cl di succo di lime
    - 1 cucchiaio di zucchero di canna
    - 4-5 foglie di mentuccia fresca
    - 4 cl di soda water

    Preparazione

    Versate in un tumbler medio un cucchiaio di zucchero, il succo di lime e le foglie di mentuccia fresca. Schiacciate il tutto con un piccolo pestello, riempite il bicchiere di ghiaccio, aggiungete il Rum bianco e la soda water mescolando il tutto delicatamente. Decorate con un rametto di menta e servite con cannuccia.

    Consiglio

    Attenti a non spappolare troppo le foglie di mentuccia: basta una leggera pressione che permetta l'estrazione degli olii aromatici.

    Quando berlo

    Rinfrescante, dal grado alcolico moderato, ha proprietà digestive grazie al distillato ottenuto dal succo di canna.

     

    Mojito

    Il miglior amico dell'uomo!

    Posted by Ami on 8 April 2008 at 11:16

    Lamentele a parte... è molto educato!

    Posted by Ami on 7 April 2008 at 08:33

    Un leone un pò confuso...!

    Posted by Ami on 4 April 2008 at 10:41

    Un fidanzato troppo vecchio...

    Posted by Ami on 3 April 2008 at 09:07

    L'orso, il coniglietto e la rana magica...

    Posted by Ami on 2 April 2008 at 08:52

    Chiudo il blog

    Posted by Ami on 1 April 2008 at 15:40

    Con mio grande dispiacere sono costretto a chiudere, almeno per il momento, il blog. E' stata una decisione molto sofferta ma inevitabile. In un primo momento avevo deciso di farlo gestire, provvisoriamente, da Erika ma anche lei è troppo impegnata con Mattia e le sarebbe stato difficile curare un blog. Spero di tornare presto in questo mondo meraviglioso che mi ha dato tanto e mi ha fatto trovare tantissimi amici.

    Vorrei dirvi ancora tante cose ma sono troppo commosso per farlo e mi limito ad abbracciarvi tutti fortissimo anche se solo in modo virtuale.

    Bacioni :****

     

    Dal dottore

    Posted by Ami on 31 March 2008 at 10:36

    - Sa dottore, non è per me, ma per mio marito, sembra che perda colpi, non riesce più a concludere niente. Mi aiuti... non so più cosa fare!

    - Si spogli signora.

    - Ma... è per mio marito non per me!

    - Non si preoccupi signora... farò diventare suo marito un TORO!!!

    - Mi fa molto piacere dottore... ma... perchè mi devo spogliare io?

    - Signora cara... lo vuole far diventare un toro? E allora tanto per cominciare gli facciamo le corna...

     

     

     

    Il cavallo del cowboy

    Posted by Ami on 28 March 2008 at 14:19

    Un gruppo di indiani catturano un cowboy e se lo portano al campo per incontrare il capo. Il capo dice al cowboy: - Stai per morire ma ci sentiamo dipiaciuti per te, così ti daremo un desiderio al giorno, per tre giorni, al tramonto del terzo giorno, morirai. Qual'è il tuo primo desiderio? Il cowboy risponde: - Voglio vedere il mio cavallo... Gli indiani gli portano il cavallo. Il cowboy gli afferra l'orecchio e ci bisbiglia qualcosa, quindi gli da una pacca sul posteriore. Il cavallo parte a razzo. Due ore più tardi il cavallo è di ritorno con una bionda, nuda. Lei salta giù dal cavallo ed entra nel teepee con il cowboy. Gli indiani si guardano tra loro in modo significativo: - Tipico uomo bianco... riesce a pensare solo a una cosa... Il secondo giorno, il capo gli chiede: - Il tuo desiderio di oggi qual'è? Il cow boy dice: - Voglio vedere di nuovo il mio cavallo! Gli indiani gli portano il cavallo. Il cowboy si piega verso il cavallo e gli bisbiglia qualcosa nell'orecchio, quindi gli da una pacca sul posteriore. Due ore più tardi, il cavallo è di ritorno con una rossa, nuda. Questa scende e va nel teepee con il cowboy. Gli indiani scuotono la testa: - Tipico uomo bianco... domani morirà e riesce a pensare solo a una cosa...Arriva l'ultimo giorno, e il capo chiede: - Quello di oggi è il tuo ultimo desiderio, uomo bianco. Che cosa vuoi? Il cowboy risponde: - Voglio vedere di nuovo il mio cavallo! Gli indiani gli portano il cavallo. Il cowboy lo afferra per entrambe le orecchie, gliele torce con forza e grida: - C***o, leggimi bene le labbra! FUGA, dannazione, ho detto F -U - G - A!!!

     

    Cane antifurto...!

    Posted by Ami on 27 March 2008 at 12:15

    Moglie e marito, stufi di subire furti nella loro villetta, decidono di acquistare un cane da guardia che azzanni chiunque provi ad entrare. Il mariro, quindi, si reca in un negozio di animali e spiega le proprie esigenze al commesso che, passato nel retrobottega, torna dal cliente con un grazioso batuffolo con le orecchie penzoloni e uno sguardo dolce dolce. Visto il cagnetto, il signore, stupito, dice: " Non ci siamo capiti, io voglio una belva feroce in grado di azzannare e distruggere qualunque cosa gli capiti a tiro !!! " " Stia tranquillo - dice il commesso - e guardi con i suoi occhi ... Fufi : tavolo!!!! " e ........ ZZZZZIIIIIINNNNNG ........ in quattro secondi due chili di segatura!!! " .... Fufi : sedia !!!! " e ........ ZZZZZIIIIIINNNNNG ........ in due secondi un chilo di segatura !!! " Soddisfatto, il marito acquista il cagnolino e torna a casa dalla moglie che, vedendo il grazioso batuffoletto, si incazza a turboelica. " Tranquilla e guarda con i tuoi occhi - dice il marito - .... Fufi : tavolo !!!! " e ........ ZZZZZIIIIIINNNNNG ........ in quattro secondi due chili di segatura !!! " Fufi : sedia !!!! " e ........ ZZZZZIIIIIINNNNNG ........ in due secondi un chilo di segatura !!! Stupefatta, la moglie esclama : " ..... c***o .... Fufi !!!! " e ........ ZZZZZIIIIIINNNNNG ........ in mezzo secondo un etto di macinato fresco !!!

     

    Siamo tornati!

    Posted by Ami on 26 March 2008 at 10:09

    Buonissima giornata a tutti!

    Siamo tornati stamattina a Roma dopo aver viaggiato tutta la notte per evitare il forte traffico.

    La vacanza è andata benone e Mattia ha portato tanta gioia tra i parenti di Erika e si è diverito molto sulla neve!

    E voi avete passato bene la Pasqua?

    Grazie per essere passati durante la mia assenza :-))))))

    Stamattina sono doppiamente felice perchè ho ritrovato un'altra amica del vecchio blog, la dolce skiddypink che non sentivo da moltissimo tempo :-))))))

    Si ricominciaaa!!!!!

    Bacioni a tutti :-*************

     

     

     

     

    Buona Pasqua!

    Posted by Ami on 18 March 2008 at 09:19

    Oggi è il mio ultimo giorno sul blog prima di Pasqua.

    Domani mattina, verso le 5, partiamo per Innsbruck dove resteremo una settimana. Da moltissimi anni ho sempre passato le vacanze pasquali in Messico a casa di Paquita, la mia governante, ma per quest'anno, che Mattia è ancora piccolissimo, abbiamo deciso di andare più vicino e la città di Erika e della sua famiglia ci è sembrato il posto più adatto.

    Erika, Mattia ed io vi auguriamo una felicissima Pasqua che vi porti tanta gioia e serenità e vi mandiamo tanti bacioni :-*******

    A presto :-)

     

    I Leprechauns e la pentola dell'oro

    Posted by Ami on 17 March 2008 at 10:13

    Il leprechaun è il più popolare folletto d'Iralanda, noto anche come Leith Bhrogan. Per lui molti lasciano un bicchiere di latte sul davanzale della finestra. Il suo ritratto c'è in tutte le botteghe ed i negozi, ed è proprio la sua maschera ad aprire le sfilate nel giorno di San Patrizio. E' un folletto ciabattino ( in irlandese Leith Bhrogan, ovvero ciabattino di una sola scarpa) e, quando non lavora, si dedica solo a fare scherzi. Si burla soprattutto degli avari e costruisce trappole geniali per i ladri. I Leprechauns sembra vivano in solitudine e custodiscano una pentola piena d'oro nascosta alla base dell'arcobaleno. Le leggende hanno reso questo folletto uno dei simboli più diffusi del St. Patrick's Day.

     

    Al mio carissimo amico Patrick nel giorno del suo onomastico.

     

     

     

     

    Sognami

    Posted by Ami on 14 March 2008 at 13:14

    Sognami,

    il sogno è,

    un appuntamento per noi.

    E poi....

    Cercami

    toccami.

    Sognami Amore

    che sono lontano

    in mezzo al mare io.

    E se mi trovi,

    allora

    amami come vuoi,

    col viso del tuo grande amore.

    Sognami,

    che sto lontano dal tuo viso

    e dal tuo cuore,

    e solo in sogno noi

    possiamo stringerci.

    Sogno d'estate che

    muove le lenzuola

    sopra le gambe.

    Il tuo seno

    Tu puoi volare fino a me,

    fai l'amore,

    oh!

     

    Passerina in mezzo al cielo.

    Tu

    sognami

    sognami,

    come il peccato più nascosto che hai.

    Sognami.

    Cattura il vento in un veliero 

    e ritorna da me

    che sogno solo questa mia nostalgia.

    Un'astronave

    che taglia il firmamento

    solo per noi,

    che siamo atomi lontani

    qualsiasi sogno

    che ti potri a me..

    sognalo a bracia aperte verso il Cielo.

    Con le tue dita

    carezzati,

    toccami,

    come se fosse il centro del desiderio,

    il mistero.

    In fondo in fondo ai sogni

    godi cioò che sogni di me

    come una donna

    od una bambina?

    Non sò

    ma sò,

    mi sognerai,

    in fondo all'amore i tuoi segreti

    o più giù,

    mi amerai....

    Sotto una pioggia che non sai,

    o nel ricordo che

    Tu hai di me.

    Sognerai,

    i nostri occhi sognerai.

    L'amore, le mani, il mio sudore

    le mie promesse sognerai

    perchè

    troverai le mie parole

    in fondo al cuore

    e vicino a me.....

    ti sentirai.

     

    Amedeo Minghi

     

     

     

     

     

     

     

    Sottomarino

    Posted by Ami on 13 March 2008 at 15:36

    Quante stelle stanno al mare

    come il cielo al profondo,

    al blu.

    La risacca alle tue gonne,

    l'orizzonte allo sguardo mio.

    Ma la luna è argento qui,

    alle tue caviglie l'argento

    della schiuma.

    Mare d'Amore sopra di me,

    Ondina mia.

    Mare di ferro sopra di me,

    Ondina mia.

    E quante miglia nel mio cuore,

    un abisso una burrasca

    tutte le conchiglie del mare

    strette all'anima mia,

    ma le perle e i rami di corallo

    collane che io lego per Te,

    mare a questa spiaggia

    quante onde all'Amore, e

    che stella all'orizzonte.

    Una stella accende il mare

    Ondina,

    buongiorno,

    perchè il tuo cielo è blu

    ma la schiuma sui miei sogni.

    E il mare,

    tra il coraggio e Te:

    quanti cuori sotto il mare,

    è tempo di partire per me

    è tempo di affondare

    è tempo di cacciare.

    Ondina, dimmi:

    quante navi stanno in mare,

    se il sottomarino le dovrà colpire.

    Se la risacca è di ferro,

    Ondina,

    tornerò a questa spiaggia

    sopra questo mare

    mare d'amore sopra di me

    Ondina mia.

    Mare d'amore sopra di me

    Ondina mia.

     

    Amedeo Minghi

     

     

     

     

     

     

     

    DEDICATA

    Posted by Ami on 12 March 2008 at 13:28

    Lei

    che dimentica di notte la sua età

    così alta su quei tacchi

    troppo grande la città

    che nasconde la sua storia

    la sua vera indentità

    ma era tanto grande

    importante

    quell'amore ingannato ormai

     

    Lei

    mille facce mille corse mille idee

    ogni giorno una battaglia

    per un uomo un altro in più

    che non ha per lei parole

    solo mani e fantasie

    e com'è distante

    differente

    quell'amore che hai perduto ormai

    ma non c'è

    nessuno

    che abbia voglia di guardarti dentro

    ormai

    nessuno

    che aprirebbe la tua porta

    per vedere come sei

    che stringerebbe adesso

    fra le mani quelle tue

    ma era tanto grande

    importante

    quell'amore che ti manca ormai

     

    Lei

    il colore dei suoi occhi non lo sai

    e se chiederai alla gente

    per le strade di città

    di quel corpo adolescente

    ti diranno "non li ha"

    ed invece piange

    che si sente

    sola come non è stata mai

    ma non c'è

    nessuno

    che abbia voglia di guardarti dentro

    ormai

    nessuno

    aprirebbe la tua porta per vedere come sei

    chi stringerebbe adesso

    fra le mani quelle tue

    ma era tanto grande

    importante

    quell'amore che ti manca ormai

    ma verrà

    qualcuno

    che avrà voglia di guardarti dentro

    ormai

    qualcuno

    che se aprisse la tua porta

    per vedere come sei

    ti stringerebbe adesso

    fra le mani quelle tue

    sarai tanto grande

    importante

    forse come non lo sei stata mai

     

    Dedico questa canzone di Amedeo Minghi a tutte quelle ragazze che ogni giorno sono costrette a vendere il loro corpo e vengono sfruttate da uomini senza scrupoli. Vorrei che ogni uomo capisse che, per pochi minuti di piacere, distrugge la vita di giovani donne che per vivere devono prostituirsi e che la maggior parte dei loro guadagni va a finire nelle tasche dei loro protettori.

     

     

     

    La Casa Lungo il Tevere

    Posted by Ami on 10 March 2008 at 10:35

    Tira tramontana

    come un'onda che

    scompiglia il volo alto

    dei gabbiani,che dal mare

    lungo il fiume,cercano la città.

    E i tuoi capelli spettinati,

    al vento di marzo.

    I platani si piegano e

    le foglie un mulinello.

    E c'è freddo alla tua pelle,

    tra la seta del vestito

    e le mie braccia intorno a Te.

    Ma se guardi più lontano

    c'è la casa che sta

    lungo il Tevere

    apposta per noi:

    ed al tramonto i vetri sono rossi,

    sono specchi alle cupole d'oro

    mentre sfavilla il Sole

    come un miraggio d'inverno,

    splende l'oro

    ai tuoi polsi sottili

    come un miraggio d'inverno

    nella casa che sta lungo il Tevere,

    apposta per noi.

    Gli Angeli del ponte all'alba

    asciugano le lacrime

    e sono perle,

    sopra il marmo.

    Perchè stelle,sul fiume non brillano,

    non brillano più.

    S'accendono nei tuoi occhi

    quando pensi alla notte.

    La notte,

    che è tanto fredda

    e ci sorprende stretti stretti

    in una stanza,

    ai confini del Cielo.

    La Luna corre al fiume

    perchè la Luna passa di qui.

    Che brivido,Amore mio

    nella casa che sta lungo il Tevere

    apposta per noi.

    E la Luna porta

    una canzone sull'avorio del mio pianoforte,

    una lettera d'amore,

    come un miraggio d'inverno

    scritta sui muri rossi del mio cuore

    come un miraggio d'inverno

    nella casa che sta lungo il Tevere

    apposta per noi.

    E' come un miraggio d'inverno

    la casa lungo il Tevere

    Va pensiero....

    Come un miraggio d'inverno

    al tramonto i vetri sono rossi,

    come un miraggio d'inverno.

    Sono specchi alle cupole d'oro

    mentre sfavilla il sole.

    Come un miraggio d'inverno

    splende l'oro

    ai tuoi polsi sottili...

    Come un miraggio d'inverno

    nella casa che sta lungo il Tevere

    apposta per noi.

     

    Amedeo Minghi

     

     

    L'Amore è un sentimento sublime,Amore fatto di semplici sguardi,Amore fisico e non semplice sesso, Amore cn la A maiuscola.Non mi stancherò mai di ripetere che l'Amore senza sentimento non è vero Amore.L'Amore ha bisongno di essere alimentato da tenerezze e parole dolci.Amore significa non vergognarsi di mostrare la dolcezza.Baci e carezze sono il suo nutrimento.

     

     

     

     

     

     

    Il Profumo del Tempo

    Posted by Ami on 6 March 2008 at 15:10

    Cosa vola,

    un fiocco di neve o

    un ricordo di Te.

    Sembra già Natale

    in questa canzone che parla di Te.

    Guarda,

    vola mi porta lontano,

    mi porta via da qui,

    e adesso il camino è acceso.

    Quanti visi

    e quanti giorni chiari e dolci in me.

    E il tempo torna indietro

    e mi dà la mano.

    Sento il suo profumo.

    Quando mio Padre regalava

    carezze di tabacco e lavanda

    e i dolci di Natale,

    l'alcool sul ginocchio

    che fa tanto male.

    Se io, giocando a corda,

    sbagliavo,

    e cadevo sul mondo.

    Ed il tempo apre il mantello,

    getta via i quaderni

    e ci porta al mare.

    Con i vestiti di lino e cotone,

    il cuore è un grande aquilone.

    E il tempo lo soffia in alto

    e poi quasi bruciò

    nel sole e in me.

    Asciugala,

    questa è la mia prima lacrima d'amore.

    E il tempo torna indietro

    e mi dà la mano

    sento il suo profumo.

    Le caldarroste, la pioggia

    era Ottobre, era già

    il primo amore.

    E' grande come il Cielo

    questo piccolo ombrello:

    ci ripara dal buio.

    E tutte le stelle sono

    nella mia mano,

    e sul mio primo anello.

    Ed il tempo,  

    volta il viso

    e poi è grande il suo sorriso

    in me.

    Cosa vola?

    E' un fiocco di neve

    o un ricordo di Te,

    che mi porta via,

    che mi  porta via

    mi porta via

    con Te.

     

    Questa canzone fu presentata, fuori gara, a Sanremo 1985. Amedeo Minghi la cantò con la Ricciarelli. Io, all'epoca, avevo circa 6 mesi e non posso ricordare quel giorno ma ho potuto riviverlo attraverso un filmato e vi assicuro che per me è stata un'emozione grandissima!

    Un Minghi molto giovane che non sfigurava affatto accanto ad una grande cantante lirica con una voce fantastica. Ebbero tantissimi applausi e fu un vero successo.

    Sono talmente belle le parole che ho voluto farvela conoscere, anche perchè questo tempo strano mi fa più pensare all'autunno e all'inverno che alla primavera in arrivo.

    Spero che piaccia anche a voi e che vi regali qualche emozione come le regala a me ed Erika.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Al botteghino del teatro...

    Posted by Ami on 6 March 2008 at 08:47

    Un cavallo va al teatro. Si mette in fila e, quando arriva il suo turno al botteghino, dice educato: "Per cortesia, un biglietto per me!" E il bigliettaio: "Che cosaaaaa? Un cavallo che parla?" "Prometto che dentro starò in silenzio!"

     

    Il gorilla e il leone

    Posted by Ami on 5 March 2008 at 12:06

    Nella jungla c'è il gorilla in calore... ma non trova la sua gorillessa. Per calmare i bollenti spiriti decide di andare a rinfrescarsi al fiume. quando arriva vede il leone, Re della Foresta, che si sta abbeverando in una posizione abbastanza "stimolante" per il gorilla. Il gorilla non ce la fa più e approfitta del leone dando sfogo ai suoi istinti pur sapendo a cosa andava incontro. Subito si dà alla fuga. Il leone, particolarmente furioso e dolorante, lo insegue. Il gorilla corre fortissimo ma comincia a stancarsi, però il leone è sempre dietro di lui. Non sa come fare...Ad un certo punto vede ai piedi di una palma un giornale ed un paio di occhiali. Il gorilla decide di fermarsi: indossa gli occhiali e fa finta di leggere il giornale. Arriva il leone, si ferma, dolorante, lo guarda stranito e chiede: "Scusi..ha mica visto passare un gorilla?" Ed il gorilla travestito: "...ma quale? Quello che si è fatto il leone?" Ed il leone: " ...azz...è già sul giornale?!?"

     

     

     

                                                                                  

     

     

     

                                                                                         

     

     

    Il limoncello

    Posted by Ami on 4 March 2008 at 15:08

    Per digerire il pranzo e non solo...

    Ricetta dedicata alla mia amica Elisa.

    Funziona anche con le delusioni amorose!

     

    Ingredienti:

     

    10 limoni grandi possibilmente verdognoli e non trattati

    100 cl alccol a 95°

    100 cl acqua

    500 gr. di zucchero

     

    Preparazione:

     

    Sbucciare delicatamente i limoni asportando solo la parte gialla della buccia (la parte bianca conferisce un sottofondo amarognolo). Mettere in infusione nell'alcool a freddo in un barattolo chiuso. Tenere in infusione alla luce per circa 3 settimane agitando di tanto in tanto. Passato questo tempo, filtrare accuratamente l'infuso. Nel frattempo preparare uno sciroppo con l'acqua calda e lo zucchero. Quando lo sciroppo sarà ben freddo (altrimenti il liqure rimane torbido), unirlo all'infuso e lasciare riposare per altri 10 giorni. Filtrare di nuovo e imbottigliare.

    Servire molto freddo.

     

     

    Il sesso del computer

    Posted by Ami on 4 March 2008 at 10:14

    Le 10 ragioni da cui si evidenzia il sesso femminile del computer:

     

    1) Una volta acquistato ci spendi sopra milioni di euro in "accessori".

    2) Incominci a passarci le serate tralasciando i divertimenti e gli amici.

    3) Pur sforzandoti per capire, esegue, a volte, "procedure" che proprio non riesci a comprendere.

    4) Sei tu che ti devi adattare al suo funzionamento, non il contrario.

    5) Si dice che non può sbagliare, è infallibile! Non è vero, ma nessuno lo dice!

    6) Si ricorda sempre di tutto quello che hai fatto fin nei minimi particolari.

    7) Se sei imbranato, "non cavi un ragno dal buco".

    8) Con gli amici parli spesso di argomenti "attinenti".

    9) Ha il potere di farti sentire uno stupido, sembra sempre che ne sappia una più di te!

    10) Quando sbagli qualcosa, rischi di perdere tutto! E spesso non puoi tornare indietro!

     

    Le 10 ragioni per cui il sesso del computer non può essere femminile:

     

    1) Ha un pulsante "spegni".

    2) Ne puoi utilizzare più di uno contemporaneamente, in rete, per aumentare le "prestazioni", e nessuno si scandalizza.

    3) Puoi non usarlo per mesi ma, quando ne hai bisogno, è pronto a servirti.

    4) Con una semplice password puoi evitare che altri lo utilizzino e dormire tranquillo.

    5) Possiede parti "rigide" (hard disk).

    6) Lo cambi, senza troppe spese, quando diventa obsoleto e non all'altezza delle tue pretese.

    7) Pur avendo una (scheda) madre, non esiste una (scheda) suocera.

    8) Tutte le fessure che ha sono sempre in senso orizzontale.

    9) Puoi tranquillamente averne uno a casa e uno in ufficio senza dover mantenere segreti.

    10) Spesso sei tu che dici..."no, non ora...ho il mal di testa!!!"

     

             

     

        

     

     

     

     

     

    Come educare il vostro cane...

    Posted by Ami on 3 March 2008 at 11:49

    Un pò di buonumore!

    Posted by Ami on 28 February 2008 at 11:17

    Un tizio entra in un bar, si siede al banco e tira fuori un topo, una lucertola e un piccolo pianoforte. In quel momento il topo inizia a suonare le note di "Yesterday" mentre la lucertola canta. Ad un tratto il tizio seduto accanto gli dice: "Sai che potresti fare soldi?" E il tizio:"Si accorgerebbero del trucco". "Quale trucco?" "Non è la lucertola che canta, è il topo che è ventriloquo!"

     

              

     

     

    L'Amichi

    Posted by Ami on 26 February 2008 at 12:19

    L'amichi so' preziosi come l'oro,

    fai 'na fatica enorme pe' trovalli

    e non poi fa' mai più senza de loro,

    perchè tu sai che nun dovrai cercalli!

     

    L'amichi stanno sempre insieme a te,

    pure se nun li vedi da 'na vita,

    è sempre bello scoprì che c'è,

    quarcosa de quarcuno dentro te!

     

    L'amico mio ha da esse genuino,

    gnente de brutto lo po' cancellà,

    basta n'abbraccio, come co' 'nbambino,

    e lo trovi ancora vicino!

     

    L'amichi mia so' 'npò tutti così,

    nun me dovranno mai sentì dì:

    "Vattene via e nun fatte più sentì!"

    Er posto dentro ar core je rimane,

    puro si passano tante settimane!

     

    L'amichi mia, quanti n'ho conosciuti,

    e quanti e tanti me se so' perduti.

    L'amichi mia nun so' poi manco tanti,

    però je vojio bene a tutti quanti!

     

     

     

     

    Io al lavoro...

    Posted by Ami on 26 February 2008 at 09:48

    X Azzurra 95

    Posted by Ami on 25 February 2008 at 09:06

    Qualche giorno fa mi hai chiesto come fare per inserire nel tuo blog gli animaletti virtuali come i miei. Ho provato a risponderti più volte ma non trovo dove lasciare il commento. Ti ho lasciato messaggi anche da me ma non credo che li hai visti.

    Io non posso esserti di grande aiuto perchè a me li ha inseriti il mio amico Lian Dyer.

    Puoi provare a vedere se è disposto a spiegartelo.

    Sicuramente, se ha tempo, te lo dice!

    Thenika mi ha detto che è disposta ad aiutarti, se vuoi, puoi rivolgerti a lei.

    Ciao!

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    L'Inverno e la Primavera

    Posted by Ami on 25 February 2008 at 09:04

    La Primavera e L'Inverno sono due stagioni completamente opposte che non sono mai riuscite a trovare armonia per andare d'accordo. Fortunatamente esse non devono convivere, infatti, quando compare una deve umilmente ritirarsi l'altro.

     

    Un giorno il signor Inverno si trova faccia a faccia con la giovane signorina Primavera. L'anziana stagione, con quella sua aria sapiente, prese a dire: "Mia cara amica, tu non sai essere decisa e determinata. Quando giunge il tuo periodo annuale, le persone e gli animali ne approfittano per precipitarsi fuori dalle loro case o dalle loro tane e si riversano in quei prati che tu, con tanta premura, hai provveduto a fiorire. Essi strappano i giovani arbusti, calpestano senza pietà l'erba e assorbono ogni sorso di quel sole splendente che, con il tuo arrivo, diventa più caldo. I tuoi frutti vengono ignobilmente raccolti e divorati  e infine, con il baccano e la cagnara che tutti fanno, non ti permettono di riposare in pace. Invece io incuto timore e rispetto con le mie nebbie, il freddo e il gelo. La gente si rintana in casa e non esce quasi mai per paura del brutto tempo e così mi lascia riposare tranquillo".

     

    La bella e dolce Primavera, colpita da quelle parole, rispose: "Il mio arrivo è desiderato da tutti e le persone mi amano. Tu non puoi nemmeno immaginare cosa significhi essere tanto apprezzati. E' una sensazione bellissima che non potrai mai provare perchè, con il freddo che porti al tuo arrivo, anche i cuori più caldi si raggelano". L'Inverno non disse più niente e si fermò a riflettere. Forse, essere ammirati ed amati dagli altri poteva anche essere una bella sensazione.

     

    Per ottenere rispetto ed amore non serve utilizzare la forza ed incutere paura, invece, i migliori risultati si ottengono con la bontà e la sensibilità.

     

    Favola di Esopo

     

     

     

     

     

     

    Buon week end a tutti! ^___^

    Posted by Ami on 22 February 2008 at 08:25

     

    Una dolcissima coccinella!

    Posted by Ami on 21 February 2008 at 15:31

    Una dolcissima coccinella, ieri pomeriggio, è volata da me posandosi leggera sul mio blog! Quale sorpresa stamattina vederla così graziosa e scoprire che non si è dimenticata di me!

    Benvenuta mia dolcissima Coccinella!    

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Casalinga frustrata...

    Posted by Ami on 20 February 2008 at 10:29

    Una casalinga confida all'amica, incontrata al mercato, le proprie frustrazioni: - Sai, con mio marito non è che vada poi così male, ma lui è sempre svogliato e soprattutto, ormai, non mi guarda quasi più. Figurati che, quando torna a casa la sera, tutto quello che sa dirmi è: "Aò! Che se magna stasera?" - Sai, Piera, gli uomini sono tutti un pò uguali, così infantili e prevedibili. Anch'io avevo il tuo problema, ma sono riuscita a risolverlo in un modo semplicissimo... - Davvero, Fausta? Ma come? Dimmi tutto, che ci voglio provare anch'io! - Guarda, comprati un completino nero un pò "aggressivo" e soprattutto una maschera nera! Gli apri la porta vestita così e... l'effetto è assicurato! - Non mi dire! Basta così poco? Beh, provo... tanto per quello che mi costa... Dopo una settimana, si rivedono al mercato: - Allora, Piera, com'è andata? - Vuoi proprio saperlo? Beh, è tornato... gli ho aperto la porta e lui mi fa: " A Zorro... che se magna stasera?"

     

    Cammina cammina

    Posted by Ami on 19 February 2008 at 17:48

    Cammina cammina

    Divieni via via più vicina

    Sorride e affianca il mio passo

    Che impervia è la strada ma non è sbagliata restiamo vicini

    La vita è una sfera che corre e che va

    E' la meglio che c'è

    Per me

    Per me che vivrei tutto il tempo a parlare di te

    A parlare di te

    Cammina cammina

    Divieni via via più vicina

    Io sono con te per la vita

    Lo stesso che penso di te

    Se potessi indovinare il tuo dolore

    Non soffriresti mai

    Ogni volta che ti trema troppo il cuore

    Con me respirerai

    Io ti difenderei

    Io ti difenderei

    Ti difenderei

    Sai che lo farei

    Cammina cammina

    Sei qui con la testa e ti sento

    Non conta più niente che noi siamo il resto

    La nostra è una storia che è fatta d'amore

    Andremo lontano non è un'avventura

    Se sono con te

    La mia memoria diventa per sempre così

    Quella meglio che c'è

    Per me

    Per me che ho passato la vita a pensare di te

    A pensare di te

    Cammina cammina

    Divieni via via più vicina

    Io sono con te per la vita

    Lo stesso che penso di te

    Se potessi cancellare tutto il male

    Tu non sapresti mai

    Non importa s'è domenica o natale

    Con te mi troverai

    Io ti difenderei

    Io ti difenderei

    Ti difenderei

    Lo sai che lo farei

    ...sei verso di me

    Cammina cammina...

    Se potessi cancellare tutto il male

    Tu non sapresti mai

    Non importa s'è domenica o natale

    Con te mi troverai

    Io ti difenderei

    Io ti difenderei

    Ti difenderei

    Sai che lo farei

    ...sei verso di me

    Cammina cammina...

     

    Questo è il testo della canzone che Amedeo Minghi presenterà a Sanremo. Fino a stamattina non era ancora disponibile e poco fa la sorpresa. Oggi è la mia giornata!        

    Chiedo scusa se c'è qualche errore ma non è dovuto a me!

    Cosa ne pensate?

     

     

     

     

    Mati, un'altra amica ritrovata!

    Posted by Ami on 19 February 2008 at 15:09

    Una dolce e simpaticissima amica marchigiana, Mati, è venuta a trovarmi qui grazie a Campanellino che mi ha fatto sapere che mi aveva cercato nel suo blog.

    Mi ha fatto molto piacere sapere che anche lei non mi ha dimenticato

    Ero rimasto piuttosto deluso dal fatto che alcuni amici non mi avevano seguito e continuavo a chiedermi dove avevo sbagliato.

    Avrei, forse, dovuto avvertire tutti del mio trasferimento passando blog per blog e invece mi sono limitato a scrivare un post.

    Due care amiche che avevo perso di vista sono state finalmente ritrovate e spero che altri si facciano sentire.

    A tutti auguro una felice giornata ^__^

     

     

     

    Sono felicissimo!!! :-))))))))

    Posted by Ami on 18 February 2008 at 16:50

    Stamattina sono felicissimo e lo sono per 2 motivi!

    Uno perchè, malgrado il freddo intenso, Erika, Mattia ed io abbiamo passato 2 giornate fantastiche sulle piste da fondo e l'esperimento del seggiolino è riuscito alla perferzione!  :-))))))

    Poi perchè stamattina, anche se sfiduciato, sono passato nel vecchio blog ed ho trovato 2 brevi ma importantissimi commenti della mia amica FUNKEE che, dopo molti mesi, è tornata nel blog!

    Una doppia gioia che mi ha messo tanta euforia addosso!!! :-)))))))

    Buon inizio settimana a tutti!  ^___^

     

    Si avvicina il week end!

    Posted by Ami on 14 February 2008 at 12:57

    Domani pomeriggio Erika, Mattia ed io partiamo per il week end  che, come al solito in questo periodo, passeremo in montagna sulla neve.

    Questa volta abbiamo deciso per il fondo così possiamo stare insieme senza essere costretto a lasciare Erika e Mattia con il bob mentre io faccio qualche discesa con gli sci o un pò di snowboard.

    Ci siamo ingegnati e porteremo Mattia con un comodo seggiolino da mettere dietro le spalle. E' la prima volta che facciamo così e ci auguriamo che funzioni!

    Poco più di 24 ore e via si parte!!!

     

     

     

    Il vero amore non lascia tracce

    Posted by Ami on 14 February 2008 at 09:41

    Come la bruma non lascia sfregi

    Sul verde cupo della collina

    Così il mio corpo non lascia sfregi

    Su di te e non lo farà mai

     

    Oltre le finestre nel buio

    I bambini vengono, i bambini vanno

    Come frecce senza bersaglio

    Come manette fatte di neve

     

    Il vero amore non lascia tracce

    Se tu e io siamo una cosa sola

    Si perde nei nostri abbracci

    Come stelle contro il sole

     

    Come una foglia cadente può restare

    Un momento nell'aria

    Così come la tua testa sul mio petto

    Così la mia mano sui tuoi capelli

     

    E molte notti resistono

    Senza una luna, senza una stella

    Così resisteremo noi

    Quando uno dei due sarà via, lontano

     

    (Leonard Cohen)

     

    Ad Erika con tutto il mio Amore.

     

     

     

     

    Soddisfazioni e delusioni...

    Posted by Ami on 13 February 2008 at 08:32

    Ieri per me è stata una bellissima giornata perchè ho ricevuto una grande dimostrazione d'affetto da alcune amiche che mi hanno assegnato il "Premio D eci e Lode". Sono soddisfazioni che ti riempiono il cuore di gioia   

    Nella stessa giornata ho avuto, però, anche una delusione dagli amici del vecchio blog. L'altro ieri, poco prima del pranzo, ho scritto un post intitolato "Nostalgia..." nel vecchio blog perchè sentivo più del solito la mancanza di alcuni amici che non mi hanno seguito qui. Quando me ne sono andato da tiscali, ho scritto un post per avvertire che mi sarei trasferito altrove e in molti mi hanno seguito qui ma di altri ho perso le tracce e avrei voluto che si fossero fatti vivi ma fino a stamattina il mio post è rimasto senza commenti.

    Forse la colpa è mia che non ho avvertito uno per uno del trasferimento ma gli altri mi hanno seguito leggendo il post dove avvertivo del nuovo blog. Perchè non tutti sono venuti a trovarmi qui? Ho sbagliato a cercarli ora? Ditemi voi e siate sinceri!

    Buona giornata a tutti! 

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Il mio 2° "Premio D eci e lode"

    Posted by Ami on 12 February 2008 at 13:42

     

    Grazie 1000, Krystall, per avermi assegnato il 2° premio della giornata e questa volta come miglior amico e personaggio dell'anno! :-)))))))))))))))))

     

    E' davvero un piacere immenso per me ricevere da parte di 2 carissime amiche tanta considerazione e tanta dimostrazione d'affetto e simpatia!     

     

    Sei stato nominato!

    Posted by Ami on 12 February 2008 at 11:39

     

    Grazie Ser  per il premio e per la nomina a papà e marito più amabile del blog!

    Ho iniziato le pratiche per adottarti insieme con Fury così è contento anche Black Devil!

     

    Io nomino:

    Uaz per la sua solarità e per avermi sempre dimostrato la sua amicizia;

     

    Tutti gli altri amici del blog indistintamente per la loro continua dimostrazione d'affetto e amicizia.

     

    Mi rendo conto che dovrei precisare i nomi ma sarebbe troppo lungo, siete tantissimi!

     

    Le regole:

     

    1. Esporre il logo del "Premio D eci e lode", che è il premio stesso, con la motivazione per cui lo si è ricevuto. E' un riconoscimento che indica il gradimento di una persona amica, per cui è di valore;

    2. Linkare il blog di chi ha assegnato il premio come doveroso ringraziamento;

    3. Se non si lascia il collegamento a questo post già inserito nel codice html del premio provvedere a linkare questa pagina;

    4. Inserire il regolamento;

    5. Premiare almeno un blog aggiungendo la motivazione.

     

    Queste regole sono obbligatorie soltanto la prima volta che si riceve il premio per permettere la sua diffusione, ricevendone più di uno non è necessario ripetere l'operazione ogni volta, a meno che si desideri farlo.

    Ci si può limitare ad accantonare i propri premi in bacheca per mostrarli e potersi vantare di quanti se ne siano conquistati.

     

    Si ricorda che chi è stato già premiato una volta può assegnare tutti i " Premio D eci e lode" che vuole e quando vuole (a parte il primo), anche a distanza di tempo, per sempre. Basterà dichiare il blog a cui lo si vuole assegnare e la motivazione. Oltre che, naturalmente, mettere a disposizione il necessario link in caso che il destinatario non sia ancora stato premiato prima!

     

    Precisazioni:

    Io che sono imbranato non ho praticato il copia e incolla per il regolamento ma voi che sicuramente siete esperti potete farlo benisimo!!!

    Ma che fatica!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

           

     

    Ingenuità infantile...

    Posted by Ami on 11 February 2008 at 08:20

    CARNEVALE... VECCHIO E PAZZO

    Posted by Ami on 5 February 2008 at 09:28

    Carnevale vecchio e pazzo

    S'è venduto il materasso

    Per comprare pane, vino

    Tarallucci e cotechino.

     

    E mangiando a crepapelle

    La montagna di frittelle

    Gli è cresciuto un gran pancione

    Che assomiglia ad un pallone.

     

    Beve, beve all'improvviso

    Gli diventa rosso il viso

    Poi gli scoppia anche la pancia

    Mentre ancora mangia, mangia.

     

    Così muore il Carnevale

    E gli fanno il funerale:

    Dalla polvere era nato

    E di polvere è tornato.

     

    (Gabriele D'Annunzio)

     

     

     

     

     

     

    6 mesi fa...

    Posted by Ami on 1 February 2008 at 10:01

    Nascevi tu, Mattia, il nostro piccolo gioiello, che ci ha portato tanta felicità! :-))))

    Oggi sei un bimbo sano e vispo e già ti sono spuntati alcuni dentini e mangi, oltre al latte materno, le prime pappine e cerchi di pronunciare le prime parole.

    Ti piace tanto giocare con i peluches, il cavallo a dondolo e tutti gli altri giochini che mamma, papà, i nonni, zio Rein e tutti gli amici ti portano quando vengono a trovarti.

    I tuoi amici preferiti sono, però, Romeo, Honey e Mozart.

    Quando andiamo in campagna, rimani estasiato a guardare Black Devil, forse ti domandi come mai è così grande rispetto agli altri amici a 4 zampe!

    Ricordiamo ancora con la stessa emozione di allora la mattina dell' 1 agosto, alle 7, quando hai emesso il tuo primo vagito, eri bellissimo e già cosi perfetto!

    Tanti auguri da mamma e papà!  ^.^   ^__^

     

     

     

    Giovedì Grasso

    Posted by Ami on 31 January 2008 at 12:47

    C'erano almeno mille maschere tutt'intorno... e i coriandoli, e le stelle filanti... Mille colori, mille persone... era bel-lis-si-mo.

    - Renato, non ti allontanare! - gli raccomandò sua madre! Ma lui la udì appena.

    Si aggirava tra la folla con un sorriso fino alle orecchie; in fondo era Carnevale, no?

    Tempo di risate, di divertimento. Renato si rivolse verso i suoi: eccoli laggiù, dietro una muraglia di gente. Mamma, papà e , in mezzo a loro, Susetta. Uff! Che viso che faceva, però! C'era il Carnevale e la sua sorellina di tre anni era spaventatissima. "Sciocca come sempre!" si disse Renato.

    Ci saranno stati oltre cento bambini nella piazza del paese, alcuni erano vestiti da cowboy, altri da Batman, da Superman, da Uomo Ragno... E le bimbe: chi con il costume da fatina - proprio come Susetta -, chi con travestimenti indefinibili.

    Lui, Renato, era un fiero Zorro. Come a volerlo ricordare a se stesso (e agli altri) sguainò la sua spada di plastica.

    - Ehi, sta' un pò più attento! - lo ammonì un omaccione a cui aveva inavvertitamente punto una gamba.

    In un'altra occasione Renato avrebbe ribattuto: "Mi scusi, signore, non l'ho fatto apposta" ma quel giorno era Giovedì Grasso e tutto era permesso. Perciò, superò lo sconosciuto tenendo il naso e il mento all'insù, come si addice a ogni eroe. I carri sfilavano una cinquantina di metri più avanti. Lui affrettò il passo.

    - Renato, Renato! - udì nel fracasso generale. Tornò a girarsi: dietro di sé , un muro compatto di corpi. Alcune di quelle persone quasi lo travolsero.

    - Mamma? Papà? - Oddio, li aveva persi! No, un momento. Era lui ad essersi perso. Smarrito. Tutto solo nella folla! E adesso?

    Con un brivido di paura, cercò di risalire la fiumana di gente, ma fu spintonato da tutte le parti. Un urto più forte lo mandò a ruzzolare per terra. Si tirò a sedere sul freddo asfalto. La sua spada... era qualche metro più in là, e veniva sospinta da tanti piedi... Ma Renato non aveva tempo di curarsene, adesso. - Mamma? Papà? - ripetè , cercando di risollevarsi. Non era certo facile, però, con quegli stinchi e quelle ginocchia che gli sbattevano sulle guance, sulla testa... - Aiut...!

    - Che cosa c'è, ragazzo? - disse una giovane donna.

    - Renato sollevò la sua maschera di Zorro fino ai capelli e urlò, con aria terrorizzata:

    - I miei genitori... dove sono? -

    - Oh, poverino! - disse la giovane, chinandosi su di lui. E, così facendo, lo riparò dallo schiacciasassi di corpi umani che continuavano a procedere spalla a spalla dietro ai carri. - Senti, sai che facciamo? - gli propose la sconosciuta. - Ora cerchiamo un vigile, va bene? -

    Renato non seppe che dire. Riflettè brevemente, poi esclamò: - No, non voglio un vigile! I miei genitori! - Per infine borbottare: - La mia spada... dov'è? "Un vigile?" pensava intanto. "E se mi fa la multa? Papà e mamma non me lo perdonerebbero mai. Non mi daranno più la mancetta..."

    - Renato!

    Si volse di scatto: era stata la sorellina a individuarlo. Puntava un ditino su di lui, a cinque metri di distanza, e, pur piccola com'era, trascinava il padre dietro di sé.

    Renato rise di gioia. - Eeeh! - fece.

    - Insomma! - lo sgridò la mamma. Renato la scorse che si apriva un varco verso di lui. - Te lo avevo detto di stare sempre insieme a noi, no?

    - Non faccia così - cercò di rabbonirla la giovane donna. - I bambini sono tutti uguali. Sempre vivaci...

    "Dev'essere la fatina buona" si disse Renato guardando quella splendida apparizione che aveva deciso di difenderlo atutti i costi. "Strano però che non abbia nessun costume addosso, né quello di una fata né un altro!"

    Si sentì tirare via: sua madre lo aveva acchiappato per una mano e, con fare energico, lo riconduceva ora verso papà e Susetta.

    - Meno male che tua sorella ti ha visto!- esclamò papà. - Altrimenti chissà se ti avremo mai ritrovato!

    - Voleva chiamare un vigile! - raccontò Renato tutto d'un fiato.

    - Chi? - gli chiese il padre.

    - Parli di quella ragazza, vero? - indovinò la madre.

    - Ho perso pure la spada, uffa! - sbottò Renato.

    Papà lo tranquillizzò: - Te ne compreremo un'altra, piccolo!

    - Oh, grazie! - disse lui.

    In realtà, non era alla spada che pensava: stava guardando pensoso la sorella.

    Susetta... lo aveva salvato! "E' lei la fatina buona" risolse ammirato.

    Ma subito dopo rise tra sé e sé: "Macchè! Guarda che faccia! E' la bambinella stupida di sempre!" Si abbassò la maschera sul volto e, facendo volteggiare la sua cappa nera, tornò a scattare in avanti, nella confusione del Giovedì Grasso.

     

    Peter Patti

     

     

               

     

     

    VALORE DI UN SORRISO

    Posted by Ami on 29 January 2008 at 18:59

    Un sorriso non costa nulla e rende molto.

    Arricchisce chi lo riceve,

    senza impoverire chi lo dona;

    non dura che un istante,

    ma il suo ricordo è talora eterno.

    Nessuno è così ricco da poterne fare a meno,

    nessuno è così povero da non poterlo dare.

    Crea felicità in casa; negli affanni è sostegno,

    dell'amicizia è sensibile segno.

    Un sorriso dà riposo alla stanchezza,

    nello scoraggiamento rinnova il coraggio;

    nella tristezza è consolazione,

    d'ogni pena è natural rimedio.

    Ma è un bene che non si può comprare,

    né prestare, né rubare perchè esso ha valore

    nell'istante in cui si dona,

    siate generosi e date il vostro

    poichè nessuno ha tanto bisogno di un sorriso

    come colui che ad altri darlo non sa.

     

    (P. Faber)

     

    Dedicato ad Elisa affinchè molto presto riesca a ritrovare il suo sorriso! :-)

     

     

    Filastrocca di carnevale

    Posted by Ami on 29 January 2008 at 16:22

    Son di legno, son piccini,

    colorati i vestitini,

    sempre buoni ed obbedienti,

    svegli, allegri e sorridenti,

    son delizia dei bambini.

    Che invenzione i burattini!

    Quando alcun non li molesta,

    dormon tutti in una cesta:

    se ne stanno in compagnia

    tutti, in pace ed armonia,

    come tanti fratellini.

    Che gioia i buratini!

    Pulcinella ed Arlecchino,

    Stenterello e Meneghino,

    con Brighella e Pantalone,

    Colombina e Balanzone,

    fanno ridere i bambini.

    Viva, viva i burattini!

     

               

     

     

     

                                      

     

                 

     

             

     

     

     

     

    I giorni della merla

    Posted by Ami on 28 January 2008 at 08:59

    Sono diverse le leggende legate agli ultimi 3 giorni di gennaio considerati tradizionalmente i più freddi dell'anno. Protagonista è il merlo che in un lontano passato era coperto da un bianco piumaggio. Un tempo gennaio contava solo 28 gelidi giorni. Un merlo, giunto l'ultimo giorno del mese, uscì dal suo riparo. Era allegro, pensava che il peggio fosse passato e disse: " Più non ti curo Domine, che uscito son dal verno". Gennaio offeso si rivolse al fratello febbraio. Si fece prestare 3 giorni nei quali scatenò freddo e gelo al punto da costringere il merlo e i suoi merlottini a rifugiarsi in un comignolo. Il fumo scurì il loro piumaggio. Quando uscirono, i primi giorni di febbraio, erano diventati irrimediabilmente neri. Così, da quel giorno il nero divenne il colore dei merli.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    L'oroscopo di Blaise

    Posted by Ami on 25 January 2008 at 13:48

    GEMELLI:

    Adorabile mattacchione, vi dona spensieratezza.

    E' un giocherellone dall'argento vivo addosso, e non vi dico da cucciolo cosa può arrivare a fare, lo scoprirete o l'avete già sperimentato da voi. Da adulto le cose migliorano ma resta sempre un'energia e una vivacità sorprendenti. Intelligente e allegro, furbo e disobbediente, ha il dono però di essere molto comunicativo con sguardi e con abbaiate, che non lesina ogni volta che ha intenzione di rispondervi o di farvi capire quello che gli serve. Se avete dei bambini è un cane perfetto poichè ama moltissimo giocare, non si sconvolge se viene disturbato, è sempre disponibile a pazze corse.

    Per farlo felice: non fategli fare una vita monotona e, soprattutto, non fate l'errore d'ignorarlo.

     

    Il miglior padrone del cane GEMELLI è la persona che cambia spesso umore e crea sempre situazioni impreviste attorno a lui: il CANCRO, la BILANCIA o l'ACQUARIO appaiono perciò ideali. Il TORO si adatta per gli impulsi vivaci e generosi, il LEONE per la sua esuberanza, i PESCI per la dolcezza delle sue maniere. Del tutto sconsigliato è il padrone del CAPRICORNO, che è troppo introverso e ama la quiete.

     

    Dedicato alla mia carissima Cristina e al suo delizioso cucciolotto Blaise.

     

     

     

     

    Il gatto

    Posted by Ami on 25 January 2008 at 09:16

    Vieni, mio bel gatto, sul mio cuore amoroso;

    Trattieni le unghie della tua zampa,

    E lasciami sprofondare nei tuoi occhi belli,

    Misti di metallo e d'agata.

     

    Quando le mie dita accarezzano a piacimento

    La tua testa ed il tuo corpo elastico,

    E la mia mano s'inebria del piacere

    Di toccare il tuo corpo elettrico,

     

    Vedo la mia donna. Il suo sguardo,

    Come il tuo, amabile animale,

    Profondo e freddo, colpisce e taglia come un dardo;

     

    E dai piedi alla testa,

    Attorno al tuo corpo bruno,

    Fluttua un profumo sottile, un pericoloso effluvio.

     

    (Charles Baudelaire, "I fiori del male")

     

    Inserire le immagini con l'URL

    Posted by Ami on 24 January 2008 at 17:25

    Chi di voi può spiegarmi come devo fare per inserire nei post le immagini con l'URL?

    Io ci ho provato più volte ma al posto dell'immagine scelta appare un quadratino con una crocetta rossa, dove sbaglio

    Per favore, aiutatemi o mi spunteranno i primi capelli bianchi!!!

    Grazie!!!

     

     

     

    Mi avete convinto!

    Posted by Ami on 24 January 2008 at 14:24

    Grazie a tutti voi mi sono convinto a restare in questa piattaforma.

    Mi avete dato una grande prova d'affetto e simpatia che mi ha commosso.

    Non pensavo di essere così importante per voi!

    Vi abbraccio fortissimo e vi mando un grosso bacio :-*

     

     

    Post senza immagini...

    Posted by Ami on 22 January 2008 at 15:04

    Con mia grande sorpresa, stamattina ho scoperto di non avere più spazio disponibile per inserire le immagini nei miei post. Ho scritto ben 2 volte a chi di dovere per avere informazioni su come fare per ripristinare lo spazio senza avere avuto risposta pur usando la posta "urgente". E' mai possibile che devo cancellare le immagini ai vecchi post per riavere la possibilità d'inserire immagini?

    Lo spazio concesso da questa piattaforma mi sembra davvero poco.

    Ho aperto il mio blog da soli 5 mesi e già mi trovo a non poter inserire immagini e questo non mi sembra giusto!

    Devo cambiare un'altra volta piattaforma?

    E' mai possibile che per un motivo o per un altro mi trovi costretto a cambiare pur trovandomi bene?

    Non riesco a darmi una risposta e a prendere una decisione :-(

    Una cosa è certa: non cancellerò le immagini dai vecchi post per recuperare lo spazio.

    Scusate il mio sfogo ma non potevo farne a meno o scoppiavo!

    Frappe e castagnole

    Posted by Ami on 22 January 2008 at 14:12

    Per preparare delle ottime frappe alla romana:

     

    Mescolate 200 gr. di farina con 50 gr. di burro fuso, 1 uovo intero e 1 rosso, 100 gr. di zucchero, un pizzico di sale, la buccia di un limone grattuggiata. Fate una sfoglia sottilissima e tagliatela a strisce piuttosto lunghe che annoderete su se stesse. Per ottenere delle frappe molto leggere e rigonfie bisogna friggerle con abbondante strutto bollente. Una volta fritte, sistematele su un piatto piuttosto grande e spolveratele con zucchero a velo e, se vi piace, prima dello zucchero a velo potete mettere del miele che avrete sciolto precedentemente.

     

    Per le castagnole:

     

    Mescolate 200 gr. di farina con 2 uova, 4 cucchiai di zucchero e 50 gr. di burro fuso. Amalgamate bene il tutto e, per dare la forma caratteristica di piccole palline, versate nella padella un cucchiano per volta. Cercate di mantenere l'olio ad un giusto calore senza farlo scaldare troppo. Una volta fritte, sistematele in un grande piatto spolverandole di zucchero a velo e, anche in questo caso, potete mettere prima del miele. Per i non astemi si può aggiungere all'impasto sia delle frappe che delle castagnole un pò di rhum o altro liquore a piacere.

    Buon appetito!  ^___^

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

           

     

     

     

      

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

      

     

     

     

               

    Zeppole

    Posted by Ami on 21 January 2008 at 08:08

    Ingredienti per 4 persone:

     

    Per i bignè:

    250 gr. di farina

    5 uova

    50 gr. di burro

    1 pizzico di sale

    1/2 litro d'acqua

     

    Preparazione:

    Mettete in una pentola l'acqua con il burro e un pizzico si sale. Quando inizia a bollire versate la farina tutta insieme e mescolate continuamente fino a quando la pasta inizia a staccarsi dalla pentola. Toglietela dal fuoco e lasciatela raffreddare. Incorporate le uova intere e continuate a mescolare fino ad ottenere un composto morbido. Inserite il composto in una siringa per dolci e formate delle ciambelle di pasta da porre su carta oleata. Preparate una padella con abbondante olio, scaldare sino a bollore e versate le ciambelle. Quando saranno ben dorate, toglietele ad una ad una con la schiumarola e ponetele su carta assorbente. Serviltele guarnite di crema e di amarene e buon appetito!

     

    Canederli tirolesi

    Posted by Ami on 17 January 2008 at 15:45

    Tempo: 1,05

     

    Ingredienti per 4 persone:

     

    200 gr. di pane bianco raffermo

    150 gr. di speck a fette sottili

    150 gr. di salame

    100 gr. di lardo in una sola fetta

    150 gr. di farina

    3 uova piccole

    1,6 litri di brodo

    3 dl. di latte

    un mazzetto di erba cipollina e uno di prezzemolo

    noce moscata

    sale, pepe

     

    Preparazione:

     

    Sbattere leuova in una capace ciotola con il latte e una macinata di pepe; unire il pane a cubetti e lasciare riposare per alcuni minuti mescolando di tanto in tanto per fare ammorbidire tutto il pane.

    Aggiungere 70 gr. di speck tagliato a listarelle e poi tritato grossolanamente, il salame ridotto a dadini, metà dell'erba cipollina tagliuzzata, il prezzemolo tritato fine, un pizzico di sale e una grattatina di noce moscata; mescolare e incorporare poco alla volta la farina: si deve ottenere un impasto non troppo umido.

    Con le mani inumidite, ricavare dal composto tante palline grandi come una noce; man mano che sono pronte, tuffarle nel brodo in ebollizione e farle cuocere per 12 minuti.

    Intanto, tagliare a dadini il lardo e a listarelle lo speck rimasto e farli rosolare separatamente (prima il lardo e poi lo speck) in una padella antiaderente calda.

    Scolare i canederli dal brodo di cottura con un mestolo forato, lasciarli sgocciolare un istante in un colino e disporli in un largo piatto da portata caldo; condirli con il lardo, lo speck e l'erba cipollina.

    Servirli subito.

     

    Buon appetito a tutti e soprattutto alla nostra carissima amica Uaz!

     

     

     

     

     

     

     

    ER LEONE RICONOSCENTE

    Posted by Ami on 15 January 2008 at 15:35

    Ner deserto dell'Africa, un Leone

    che j'era entrato un ago drentro ar piede,

    chiamò un Tenente pe' l'operazione.

    - Bravo! - je disse doppo - Io t'aringrazzio:

    vedrai che sarò riconoscente

    d'avemme libberato da 'sto strazzio;

    qual'è er pensiero tuo? d'esse promosso?

    Embè, s'io posso te darò 'na mano... -

    E in quela notte istessa

    mantenne la promessa

    più mejo d'un cristiano;

    ritornò dar Tenente e disse: - Amico

    la promozzione è certa, e te lo dico

    perchè me so' magnato er Capitano.

     

    Trilussa (Carlo Alberto Salustri)

    1873-1950

     

    La spiga

    Posted by Ami on 15 January 2008 at 10:32

    Un giorno un chiccolino

    giocava a nascondino.

    Nessuno lo cercò

    e lui s'addormentò!

     

    Dormì sotto la neve

    un sonno lungo e greve

    infine si svegliò

    e pianta diventò. 

     

    La piata era sottile

    flessibile, gentile

    la spiga mise fuor

    d'un esile color.

     

    Il sole la baciava

    il vento la cullava

    di chicci allor s'empì

    pel pane d'ogni dì.

     

     

    Al mio piccolo Mattia affinchè, quando crescerà, capisca l'importanza del pane, un bene prezioso che non tutti possono avere.

     

     

     

     

    Il motociclista e il passerotto

    Posted by Ami on 14 January 2008 at 10:36

    Un motociclista sta percorrendo un tratto di autostrada a folle velocità a bordo della sua potentissima Honda 750. A un certo punto, vede da lontano che un passerotto sta venendo contro di lui, sono proprio in rotta di collisione...allora comincia a rallentare, sperando di evitarlo...anche il passerotto, accortosi del pericolo imminente, fa del tutto per schivare il motociclista...ma questi è troppo veloce e l'impatto avviene...Il passerotto cade a terra, tramortito e piuttosto malconcio...allora il motociclista s'impietosisce, si ferma e raccoglie il povero passerotto con l'intenzione di portarlo a casa per curarlo. Arrivano a casa, lo mette in una gabbietta dove sistema per lui anche una ciotolina con l'acqua e un piattino con alcune briciole di pane. Giunta la sera, il motociclista va a dormire sperando che il passerotto si riprenda. Passa la notte, al mattino presto il passerotto, ancora un pò stordito, apre gli occhi e si guarda intorno...vede le sbarre...la ciotolina con l'acqua...le briciole di pane...ed esclama: "Cavolo!!! Ho ammazzato il motociclista!"

     

    Week end sulla neve

    Posted by Ami on 11 January 2008 at 10:34

    Subito dopo pranzo partiremo per il week end sulla neve. Andremo sul Gran Sasso che da Roma si raggiunge in poco tempo e per 2 giorni potrò sciare e fare snowboard mentre Erika e Mattia si divertiranno con il bob.

    Aspettateci piste che tra poco arriviamooo!!!

     

     

     

     

     

    Tra innamorati...

    Posted by Ami on 10 January 2008 at 15:03

    - Cara - dice un ragazzo ad una ragazza - sai che la mattina io non faccio colazione?

    - Perchè?

    - Perchè penso a te! E non pranzo nemmeno.

    - Perchè?

    - Perchè penso a te! E non ceno nemmeno.

    - Perchè?

    - Perchè penso a te! E di notte non dormo.

    - Perchè pensi a me?

    - No, perchè...ho una fame da morire!

     

    Due fidanzati seduti su una panchina al chiaro di luna, teneramente abbracciati.

    - Non trovi, Ambrogio, che i miei occhi brillino come stelle?

    - Si, cara...

    - E non trovi che i miei capelli sembrino raggi di luna?

    - Si, cara...

    - E la mia bocca una rosa appena sbocciata?

    - Si, cara...

    - Oh, Ambrogio...che cose poetiche sai dirmi!

     

     

     

    Amedeo Minghi tra i Big a Sanremo

    Posted by Ami on 8 January 2008 at 10:56

    Amedeo Minghi, il mio cantautore preferito, parteciperà tra i Big al prossimo Festival di Sanremo, che si terrà dal 25 febbraio all'1 marzo, con la canzone "Cammina cammina".

    Per me è una notizia bellissima che mi ha riempito di gioia e spero che si piazzi almeno tra i primi tre perchè è un grande artista che merita tutto il successo possibile!

    W Amedeo Minghi!

     

     

     

    Siamo tornati!

    Posted by Ami on 7 January 2008 at 11:32

    Dopo una lunga vacanza trascorsa per i primi giorni a Roma, poi a San Candido e Innsbruck, eccoci nuovamente a Roma!

    Ci siamo divertiti moltissimo sulla neve e Mattia guardava tutto con grande meraviglia!

    La mattina dell'1 gennaio, verso le 10, come tutti gli anni, mio padre ed io siamo usciti  fuori dalla baita in costume da bagno e Reinhard si è unito a noi, gli altri, compresa Erika, in jeans e maglietta, un modo originale per dare il benvenuto al 2008!

    E voi come avete passato le Feste?

    Da oggi si ricomincia!!!!!

    Bacioni a tutti :-************

    Ami, Erika e Mattia

     

     

    Buone Feste!

    Posted by Ami on 21 December 2007 at 09:20

    Un felicissimo Natale ed uno strepitoso 2008 che vi porti tutto ciò che desiderate!

    Che anche la Befana sia generosa con tutti voi!

    Da domani inizia una lunga vacanza che ci riporterà sul blog il 7 gennaio 2008.

    Buone Feste a tutti!

    Bacioni :*********

    Ami, Erika e Mattia

     

                            

     

     

    La rosa di natale

    Posted by Ami on 20 December 2007 at 14:05

    La figlia piccola di un pastore era intenta ad accudire il gregge del padre in un pascolo vicino Betlemme, quando vide degli altri pastori che caminavano speditamene verso la città. Si avvicinò e chiese loro dove andavano.

    I passtori risposero che quella notte era nato il Bambino Gesù e che stavano andando a rendergli omaggio portandogli dei doni.

    La bambina avrebbe tanto voluto andare con i pastori per vedere il Bambino Gesù, ma non aveva niente da portare come regalo. I pastori andarono via e lei rimase da sola e triste, così triste che cadde in ginocchio piangendo.

    Le sue lacrime cadevano nella neve e la bimba non sapeva che un angelo aveva assistito alla sua disperazione. Quando abbassò gli occhi si accorse che le sue lacrime erano diventate delle bellissime rose di un colore rosa pallido. Felice, si alzò, le raccolse e partì subito verso la città.

    Regalò il mazzo di rose a Maria come dono per il figlio appena nato.

    Da allora, ogni anno nel mese di dicembre fiorisce questo tipo di rosa per ricordare al mondo intero del semplice regalo fatto con amore dalla giovane figlia del pastore.

     

    Merry Christmas

    Posted by Ami on 19 December 2007 at 09:09

    Ancora tornerà Natale

    ognuno lo vedrà.

    La stella che lo benedice

    su tutti brillerà.

    Per chi non ha mai voce

    e chi, non l'ascolterà.

    Chi segnerà la pace

    per tanta umanità.

    E' questo

    il giono

    se vuoi

    che unisce

    lenisce

    se vuoi.

    Ancora tornerà Natale

    spero ritroverà

    una speranza da sognare

    chiunque lo vorrà.

    Per chi si cerca al sole

    della serenità

    si accenderà una luce

    che non si spegnerà.

    E quando finirà Natale

    forse ci resterà

    un mondo che sarà migliore

    così si canterà:

    "Merry Christmas"

    Per tutti Buon Natale

    senza diversità.

    Dovunque sia Natale

    fermi le avversità.

    "Merry Christmas"

    Per tutti Buon Natale

    senza diversità.

    Dovunque sia Natale

    fermi le avversità.

    Per chi non è Natale

    vita comunque avrà.

    Ritornerà Natale

    stella ti aspetterà

    ..."Merry Christmas"

     

    Amedeo Minghi

     

     

     

    Il pettirosso

    Posted by Ami on 18 December 2007 at 09:29

    Nella stalla dove stavano dormendo Maria, Giuseppe e il piccolo Gesù, il fuoco si stava spegnendo. Presto ci furono soltanto alcune braci e alcuni tizzoni ormai spenti. Maria e Giuseppe sentivano freddo, ma erano così stanchi che si limitavano ad agitarsi inquieti nel sonno. Nella stalla c'era un altro ospite: un uccellino marrone; era entrato nella stalla quando la fiamma era ancora viva; aveva visto il piccolo Gesù e i suoi genitori, ed era rimasto tanto contento che non si sarebbe allontanato da lì neppure per tutto l'oro del mondo. Quando anche le ultime braci stavano per spegnersi, pensò al freddo che avrebbe patito il bambino messo a dormire sulla paglia della mangiatoia. Spiccò il volo e si posò su un coccio accanto all'ultima brace. Cominciò a battere le ali facendo aria sui tizzoni perchè riprendessero ad ardere. Il piccolo petto bruno dell'uccellino diventò rosso per il calore che proveniva dal fuoco, ma il pettirosso non abbandonò il suo posto. Scintille roventi volarono via dalla brace e gli bruciarono le piume del petto ma egli continuò a battere le ali finchè alla fine tutti i tizzoni arsero in una bella fiammata. Il piccolo cuore del pettirosso si gonfiò d'orgoglio e di felicità quando il bambino Gesù sorrise sentendosi avvolto dal calore. Da allora il petto del pettirosso è rimasto rosso, come segno della sua devozione al bambino di Betlemme.

     

    Rosalpina la pecorina zoppa

    Posted by Ami on 17 December 2007 at 10:29

    E' la notte del 24 dicembre. Il vento fischia trascinando con sé per le strade del paese un pulviscolo farinoso. Con dita di ghiaccio ha strappato dagli alberi le stelline d'argento che ora giacciono ammucchiate sui marciapiedi in gomitoli tremanti. Solo qualche lampadina fora l'oscurità disegnando, nel buio senza dimendioni, aloni gialli. Nella casa c'è un tepore dolce. Profumi antichi sfuggono borbottando dalle pentole sui fornelli. Gli abitanti sono usciti per la Messa e il silenzio avvolge, come un manto, le stanze.

    In un angolo del soggiorno s'allunga, con le sue casette di cartone, un Presepe. E' un Presepe all'antica: verde di muschio, bianco di farina. Con un sognante cielo stellato contro il quale si stagliano le montagne violette. Una cascata precipita con il suo getto di carta stagnola nel laghetto di vetro. C'è un'atmosfera irreale, come se il tempo si fosse arrestato e ogni persona bloccata nel suo andare. Le statuine di terracotta rimandano ad un mondo scomparso: la vecchia filatrice con il suo fuso d'ovatta ingiallita; un pescatore, coperto da una pelle d'agnello, che tira su un pesciolino. E poi tanti pastori di terracotta. Assonnati, alla fioca luce dei lampioncini, si affollano lungo un sentiero che attraversa il prato macchiato di neve. Un angelo vestito d'azzurro, poggiato su una sporgenza rocciosa, richiama tutti, suonando la tromba, alla grotta. Ogni pastore ha con sé il suo piccolo gregge di pecore. In un angolo, affondata nell'ombra, sola e triste, c'è una pecorina. E' carina come le altre con il suo vello d'ovatta ricciuta e il musetto appuntito ma, poverina, ha solo tre zampette.

    "Questa è brutta", hanno sentenziato i bambini, "guasta il Presepe. Nascondiamola all'angolo, vicino ai cespugli".

    E lei se ne sta lì, come in castigo. Sa di essere difettosa e non degna di avvicinare la grande stella che splende sopra il Mistero.

    Gesù, appena nato, nella mangiatoia, s'agita e vagisce: è vero che è il Figlio del Signore ma è anche un bambino che all'improvviso è passato dal caldo nido materno al freddo ostile della notte. L'Amore l'ha spinto a lasciare il suo mondo di luce per intraprendere un cammino che lo condurrà alla solitudine della Croce.

    Inutilmente il Bue e l'Asinello si affannano a scaldarlo con il loro fiato.

    Ora, tutti gli antichi personaggi del Presepe gli sono attorno solleciti.

    Qualcuno soffia nelle zampogne le note di "Tu scendi dalle stelle", e il Bimbo Santo s'acquieta. Gira sul paesaggio di cartone gli occhi ancora umidi e, sotto quello sguardo divino, i cuori di terracotta tremano d'emozione.

    Gesù, ad un tratto, scorge la pecorina, sola e triste, avvolta dall'ombra densa. La fissa stupito, poi le sue labbra si schiudono in un sorriso così tenero e dolce che, per qualche attimo, il velluto della notte s'accende d'un argenteo chiarore.

    "Perchè quella pecorina è stata messa in disparte? Non sapete che io sono sceso al freddo e al buio soprattutto per stare vicino agli esseri come lei?"

    Alza la manina e un lampo di luce attraversa il paesaggio, mentre una musica soave avvolge le statuine in un caldo abbraccio.

    Quando i bambini, al ritorno dalla messa di Natale, accorrono al Presepio, scorgono stupiti, accanto a Bimbo appena nato, la pecorina zoppa.

     

     

    Rudolph la renna con il naso rosso

    Posted by Ami on 14 December 2007 at 11:23

    Rudolph era una renna con il naso rosso e luminoso, tutte le altre renne la prendevano in giro per questo motivo e lei ne soffriva molto e spesso piangeva di notte. Una notte, un fata, vedendola piangere, le si avvicinò e le chiese il motivo del suo pianto. Rudolph raccontò alla fata che tutte le altre renne la prendevano in giro per il suo piccolo naso rosso luminoso. La fata rispose: "Vieni con me Rudolph, questa sera sarai tu a guidare la slitta di Babbo Natale". C'era una fitta nebbia in quella notte che rendeva la visibilità molto scarsa impedendo alle altre renne di volare. Babbo Natale mise Rudolph davanti alla slitta e potè partire in quella magica notte di Natale. Rudolph guidò la slitta di Babbo Natale tutta la nottte portando doni ai bambini in tutto il mondo e tutte le altre renne la invidiarono molto. Quando la notte di Natale vedi nel cielo una piccola luce rossa è il naso di Rudolph che annuncia l'arrivo di Babbo Natale.

     

    Un coniglietto un pò diverso

    Posted by Ami on 13 December 2007 at 16:38

    Questa è la storia di un gattino dal mantello tigrato convinto di essere un coniglietto come i suoi fratelli adottivi con i quali conviveva.

    Anche questi piccoli la pensavano come lui, poichè non avevano mai visto un gatto. La loro madre coniglia l'aveva trovato una mattina tutto tremante vicino alla sua tana. Alla vista di questo batuffolino di pochi giorni non ci pensò nemmeno un secondo a prenderlo delicatamente in bocca e portarlo al calduccio fra i suoi sei neonati figlioletti.

    Avrà di certo pensato: allattarne sei o sette che differenza fa? Dopo alcune settimane i suoi figlioli si erano ricoperti di una soffice pelliccia e le loro orecchie si erano allungate.

    Il gattino guardava ammirato questo miracolo e pensò che anche a lui stava avvenendo questo mutamento.

    Uscì timoroso dalla tana e curioso, come lo sono tutti i gatti, andò a specchiarsi in una pozza d'acqua. La delusione della sua immagine riflessa fu traumatica e il povero gattino cadde in una profonda depressione.

    A nulla valsero l'attenzione, la cura e l'amore di tutta la sua famiglia adottiva, il povero gattino dalla vergogna giurò che non sarebbe mai più uscito dalla tana.

    L'estate passò. L'autunno vide sempre più accentuarsi le differenze fra di loro, adesso i sei coniglietti erano diventati dei grossi conigli. Anche su di lui erano avvenuti dei cambiamenti, infatti, da gattino si era trasformato in una piccola tigre dai lunghi baffi e dalle unghie taglienti come rasoi.

    La bellezza del suo pelo lucido era ben evidenziata da una magnifica coda.

    Adesso la differenza era più evidente.

    Venne l'inverno che portò neve e gelo e mamma coniglia non sempre riusciva a trovare sotto questa cibo per tutti.

    Più passavano i giorni e più il cibo scarseggiava per cui mamma coniglia si doveva allontanare sempre più dalla sua tana. Prima di uscire non si dimenticava mai di raccomandare al gatto di controllare che nessuno, uomo o animale, si avvicinasse alla tana.

    Durante una di quelle mattine in cui lei era uscita alla ricerca di cibo, una volpe affamamata passando vicino alla tana sentì l'odore selvatico dei conigli e silenziosamente si avvicinò ad essa.

    Già si leccava i baffi convinta che fra poco avrebbe fatto un bel pranzetto, ma non sapeva, povera volpe, che dentro vi era vigile e in guardia un generoso e forte gatto, pronto anche a sacrificarsi pur di salvare la sua famiglia.

    La volpe si sdraiò davanti alla stretta imboccatura della tana e mise una zampa dentro con l'intenzione di catturare una preda, invece, ricevette una violenta e inaspettata zampata dal gatto che con i suoi taglienti artigli le procurarono una brutta ferita.

    La volpe, dal dolore e dallo spavento, fuggì nella foresta urlando a tutti di stare attenti, perchè in quella tana vi erano dei conigli magici che, se assaliti, potevano trasformarsi in bestie feroci.

    La mattina dopo, tutti gli abitanti della foresta per timore, ma anche per curiosità andarono a rendere omaggio e a chiedere protezione a questa famiglia di conigli, portando loro in dono erba fresca e tanta carne.

    Al festeggiato, non restò che uscire dalla tana insieme ai suoi sei fratelli conigli per farsi ammirare e ricevere l'omaggio da tutti gli abitanti della foresta.

    Adesso di certo non si vergognerà più della differenza che lo distingue dai suoi amati fratelli conigli.

     

     

     

    La leggenda dei pini

    Posted by Ami on 13 December 2007 at 14:39

    Molto tempo fa, un piccolo uccello si ruppe un'ala proprio all'arrivo dell'inverno e, non potendo volare verso sud, cominciò a saltellare nella foresta alla ricerca di un riparo.

    Per iniziare chiese aiuto ad una betulla:

    "Splendida betulla, ho rotto un'ala e bisogna che mi trovi un riparo per restare al caldo. Mi faresti rimanere fra i tuoi rami fino a quando arriverà la primavera?"

    "Certamente no", rispose la betulla: "Ho già abbastanza problemi con le mie foglie durante l'inverno. Non ho tempo per occuparmi di te.

    Il piccolo uccello saltellò fino ad una immensa quercia.

    "Potente quercia" chiese educatamente, "mi lasceresti vivere fra i tuoi rami fino a primavera?"

    "Sicuramente no" rispose la quercia, "conosco quelli della tua specie, ti mangeresti tutte le mie ghiande. Vattene!!!"

    Il povero uccellino arrivò fino ad un salice:

    "Gentile salice" implorò l'uccellino, "potrei vivere fra i tuoi rami fino a primavera?"

    "Tu scherzi" rispose il salice, "può darsi che qualche albero accetta degli estranei. Io, no di certo. Vattene!!!"

    Debole e respinto, l'uccellino comincò a vagare non sapendo dove andare.

    "Dove vai piccolo uccellino?" chiese una voce preoccupata.

    L'uccellino si voltò e vide uan picea (abete rosso) che aveva un'aria amichevole.

    "Non lo so" ripose tristemente, "la mia ala è rotta e io non posso volare verso sud e ho bisogno di un riparo al caldo per passare l'inverno".

    "Vieni a vivere fra i miei rami" disse la picea, "sarei contenta di avere compagnia durante l'inverno".

    L'uccellino svolazzò con gratitudine verso un ramo basso.

    Si stava sistemando quando un pino lì accanto gli disse:

    "Benvenuto piccolo uccellino. Mi dispiace che tu sia ferito. Io ti aiuterò proteggendo te e la picea dai venti gelidi dell'inverno".

    "Anch'io" disse una piccola voce, era un piccolo ginepro. "io ti aiuterò dandoti i miei frutti da mangiare per tutto l'iverno".

    "Voi siete molto gentili" rispose l'uccellino. "Grazie tante!"

    "Lo rimpiangeremo" dissero sospirando la betulla, la quercia e il salice.

    Il mattino dopo, Jack il Gelo, fece uscire i suoi bambini per portarli a giocare.

    "Noi toccheremo tutte le foglie degli alberi della foresta così vedremo a cosa somigliano quando non hanno più le foglie e sono nudi! Possiamo papà? Possiamo papà?" chiesero i bambini di Jack il Gelo saltando per la gioia.

    "Un momento!" disse Jack, che aveva fatto un giro durante la notte ed aveva visto quel che era successo al piccolo uccellino, "non dovete toccare gli alberi che sono stati gentili con l'uccellino".

    Essendo dei bravi ragazzi, i figli di Jack il Gelo obbedirono al loro papà.

    Ecco perchè la picea, il pino ed il ginepro rimangono verdi tutto l'anno.

     

    (Leggenda della regione di Vancouver Canada)

     

    L'airone pauroso

    Posted by Ami on 11 December 2007 at 16:05

    C'era un tempo non molto lontano, un airone di un bel colore azzurro, sempre molto solo. Era così pauroso che aveva paura di spiccare il volo come facevano i suoi simili e quindi spesso rimaneva a digiuno perchè non era in grado di procacciarsi la preda.

    A volte qualche amico pietoso divideva il cibo con lui, ma l'airone rimaneva sempre emarginato e mesto.

    Un giorno, mentre era presso la palude, vide in mezzo ad essa una stupenda stella alpina che, sopraffatta dal vento e dalle intemperie, era precipitata giù nel fango della palude.

    Essa gridava: "Aiutatemi, vi prego! Lo stagno mi inghiotte!".

    Istintivamente, quasi senza rendersene conto, colpito dal candore della stella, l'airone si alzò in volo e, quando fu sull'acqua paludosa, con il suo lungo becco prese delicatamente il fiore e lo sollevò; dopo lo adagiò con delicatezza a terra.

    La stella alpina, dapprima stordita, si accorse poi del suo salvatore e lo ringraziò dicendo:

    "Grazie airone buono, a te io dovrò sempre la mia vita".

    L'airone rimase doppiamente contento: aveva salvato la vita di un altro essere vivente, grazie al suo coraggio.

     

    Morale: "Dalle necessità spesso scaturisce il coraggio".

     

     

     

    La leggenda del vischio

    Posted by Ami on 11 December 2007 at 09:47

    C'era una volta, in un paese tra i monti, un vecchio mercante.

    L'uomo viveva solo, non si era mai sposato e non aveva più nessun amico.

    Per tutta la vita era stato avido e avaro, aveva sempre anteposto il guadagno all'amicizia e ai rapporti umani. L'andamento dei suoi affari era l'unica cosa che gli importava. Di notte dormiva pochissimo, spesso si alzava e andava a contare il denaro che teneva in casa, nascosto in una cassapanca.

    Per avere sempre più soldi, a volte, si comportava in modo disonesto e approfittava dell'ingenuità di alcune persone. Ma tanto a lui non importava, perchè non andava mai oltre le apparenze.

    Non voleva conoscere quelli con i quali faceva affari. Non gli interessavano le loro storie e i loro problemi. E per questo motivo nessuno gli voleva bene.

    Una notte di dicembre, ormai vicino a Natale, il vecchio mercante non riusciva a dormire e, dopo aver fatto i conti dei guadagni, decise di uscire a fare una passeggiata. Cominciò a sentire delle voci e delle risate, urla gioiose di bambini e canti. Pensò che di notte era strano sentire tanto chiasso in paese. S'incuriosì perchè non aveva ancora incontrato nessuno, nonostante voci e rumori sembrassero molto vicini. A un certo punto cominciò a sentire qualcuno che pronunciava il suo nome, chiedeva aiuto e lo chiamava fratello. l'uomo non aveva fratelli o sorelle e si stupì.

    Per tutta la notte, ascoltò le voci che raccontavano storie tristi e allegre, vicende familiari e d'amore. Venne a sapere che alcuni vicini erano molto poveri e che sfamavano a fatica i figli; che altre persone soffrivano la solitudine oppure che non avevano mai dimenticato un amore di gioventù.

    Pentito per non aver mai capito che cosa si nascondeva dietro alle persone che vedeva tutti i giorni, l'uomo cominciò a piangere.

    Pianse così tanto che le sue lacrime si sparsero sul cespuglio al quale si era appoggiato.

    E le lacrime non sparirono al mattino, ma continuarono a splendere come perle.

    Era nato il vischio.

     

    Fiaba del Trentino

     

    La letterina di Natale...

    Posted by Ami on 10 December 2007 at 10:19

    Poco prima di Natale nell'Ufficio postale di un paesino gli impiegati trovano nella cassetta una lettera con la scritta "Per Babbo Natale".

    Decidono di aprirla e di leggerla:"Caro Babbo Natale, sono un bimbo di 7 anni di nome Marco e vorrei chiederti un regalo. La mia famiglia è povera, perciò invece dei giocattoli ti chiedo di inviarmi 1.000 euro, così anche noi possiamo passare le Feste con gioia". Gli impiegati delle poste, commossi, fanno una colletta e, raggiunta la somma di 500 euro, la spediscono al'indirizzo del povero bambino. L'anno successivo, nello stesso periodo, nello stesso Ufficio Postale, gli impiegati trovano un'altra busta "Per Babbo Natale". La aprono e la leggono:"Caro Babbo Natale, sono Marco, il bimbo che ti ha scritto l'anno scorso. Vorrei chiederti lo stesso regalo, 1.000 euro. Grazie per aver esaudito il mio desiderio lo scorso anno, ma quest'anno mandami un assegno non trasferibile, perchè l'altra volta quei ladri delle poste m'hanno fregato 500 euro!"

     

    Il primo Natale con Mattia!

    Posted by Ami on 4 December 2007 at 16:35

    Mancano solo 3 settimane al nostro primo Natale con Mattia che per noi è il regalo più bello che ci è stato donato.

    Nella nostra casa c'è già un bellissimo albero di Natale e in ogni angolo c'è qualcosa che ci parla di questa festa che è attesa in tutto il mondo.

    Tante luci colorate e i primi doni sotto il grande albero. Una gara tra parenti ed amici per festeggiare nel miglior modo possibile il piccolo Mattia.

    Vi sembrerà molto strano che noi, che non siamo credenti, festeggiamo la nascita di Gesù ed abbiamo fatto anche il presepio ma per Mattia ci deve essere tutto ciò che si fa per il Natale, il suo primo Natale. Lui ha solo 4 mesi ma è già attratto dalle luci e dai colori e dal rumore dell'acqua del ruscello che scorre nel presepe.

    Fra i doni spicca un grazioso cavallino a dondolo di legno che è stato mio e prima ancora di mio padre e, nonostante gli anni, è ancora intatto.

    Per il Natale arriveranno da Innsbruck anche i genitori di Erika e suo fratello Reinhard e per qualche giorno anche gli altri parenti austriaci e poi ci trasferiremo tutti prima a Innsbruck e poi a S.Candido.

    Dopo tanti anni è la prima volta che abbiamo deciso di trascorrere  il Natale a Roma. Siamo sempre partiti per S.Candido prima delle feste e ci siamo rimasti fino alla Befana. La decisione di cambiare le nostre abitudini è stata improvvisa ma unanime.

    Piccolo dolce Mattia per tutti noi sarà il Natale più bello di tutti perchè tra noi ci sei tu!

    Buon Natale tesoro da mamma, papà, i nonni, zio Reinhard e da tutti gli altri parenti ed amici

     

     

    Mattonella nocciola,cioccolato e amaretto

    Posted by Ami on 4 December 2007 at 09:23

    Cercando la ricetta di una mousse al cioccolato per la mia amica stregagatta,ho trovato questa deliziosa mattonella ai tre gusti di gelato che preferisco. Ieri pomeriggio ho provato a farla e vi assicuro che è squisita!Spero piaccia anche a voi!

     

    Ingredienti semifreddo alla nocciola:

    1 tuorlo (la ricetta originale ne prevede 3)

    0,5 dl. di acqua

    70 gr. di zucchero

    60 gr. di nocciole tostate

    15 gr. di cacao

    150 ml. di panna

    1 cucchiaio di brandy (facoltativo)

     

    Ingredienti semifreddo al cioccolato:

    1 tuorlo (la ricetta originale ne prevede 3)

    0,5 dl. di acqua

    70 gr. di zucchero

    100 gr. di cioccolato fondente

    150 ml. di panna

    1 cucchiaio di brandy (facoltativo)

     

    Ingredienti semifreddo all'amaretto:

    1 tuorlo (la ricetta originale ne prevede 3)

    0,5 dl. di acqua

    70 gr. di zucchero

    60 gr. di amaretti

    150 ml. di panna

    1 cucchiaio di liquore all'amaretto (facoltativo)

     

    Per la decorazione:

    30 gr. di cioccolato fondente

    1 cucchiaio di granella alle nocciole

    3 amaretti

     

    Preparazione della base per i 3 semifreddi:

    (per ridurre i tempi di preparazione):

    Portare ad ebollizione in un pentolino 1,5 dl. di acqua con lo zucchero (210 gr.) e fare cuocere per 8 minuti,fino ad ottenere uno sciroppo abbastanza denso e trasparente.Lavorare in un tegame i tuorli con una frusta finchè saranno chiari e ben montati.Porre il recipiente sul fuoco a bagnomaria,versarvi lo sciroppo a filo,mescolare rapidamente e fare cuocere finchè la crema sarà raddoppiata di volume.Allontanare la crema dal fuoco,lasciare intiepidire e travasare il tutto in una terrina larga e bassa a raffreddare.Intanto pestare gli amaretti per ridurli in polvere,tritare finemente le nocciole nel mixer e sciogliere a bagnomaria il cioccolato fondente.Infine montare la panna ed incorporarla delicatamente al composto.

     

    Montaggio dei 3 strati:

    Suddividere la massa in 3 parti uguali ed amalgamare alla prima la polvere di amaretto,profumandola con il liquore all'amaretto;versarla sul fondo dello stampo e riporre in freezer per una mezz'oretta circa (il tempo che inizi il congelamento).Unire alla seconda parte il cioccolato fuso ed il brandy;travasare in un contenitore idoneo al congelamento e passare in freezer.Quando inizia ad assumere una consistenza semigelata (mezz'oretta),prelevarla e spalmarla sul semifreddo all'amaretto.Nel frattempo aggiungere alla terza parte le nocciole tritate ed il liquore;conservare in freezer e,dopo una mezz'oretta,prelevarla e stendere un ultimo strato sul semifreddo.

     

    Per la decorazione:

    Fondere a bagnomaria il cioccolato e spatolarne uno strato sottile su carta da forno.Lasciare consolidare un pò,ritagliare delle monete con un taglia biscotti a forma tonda e conservare in frigo fino al loro utilizzo.Sformare la mattonella su un piatto da portata e decorare la superficie:collocare al centro una fila di amaretti alternandoli alle monete di cioccolato e cospargete la parte restante con la granella di nocciola.Il successo è assicurato se fate attezione ai tempi di scongelamento.

     

     

     

     

     

     

     

    Porcospino

    Posted by Ami on 30 November 2007 at 10:16

    Ingredienti:

    6 tuorli d'uovo

    300 gr. di margarina

    150 gr. di zucchero a velo

    12 cucchiai di caffè + liquore a piacere

    pan di spagna o pavesini

    100 gr. di mandorle tagliate a lamelle e poi tostate

     

    Preparazione:

    Lavorare i tuorli con lo zucchero, aggiungere la margarina ammorbidita e amalgamare bene. Aggiungere uno alla volta i cucchiai di caffè freddo e farlo assorbire bene alla crema. Bagnare il pan di spagna o i pavesini con il caffè, cospargere sopra la crema e formare un porcospino. Infilare sopra tutte le lamelle di mandorle tostate (come aculei) e con dei chicchi di caffè o cioccolato disegnare occhi e bocca.

     

    Buon compleanno mitica Uaz!

    Posted by Ami on 29 November 2007 at 08:25

    Allegra, simpatica, solare e spumeggiante, così sei tu!

    Buon compleanno mitica Uaz!

    Ti auguriamo che la vita ti sorrida sempre e ti doni tutto ciò che desideri e che ogni tuo desiderio diventi realta!

    Bacioni :-******

    Ami, Erika e Mattia

     

            

    Gli omini di pan di zenzero

    Posted by Ami on 28 November 2007 at 10:44

    Ingredienti:

    450 gr. di farina

    250 gr. di miele

    75 gr. di zucchero

    25 gr. di burro

    cannella

    zenzero

    noce moscata

    chiodi di garofano in polvere

    1/2 bustina di lievito in polvere

    1 uovo + 1 albume

    100 gr. di zucchero a velo

     

    Preparazione:

    Fondere miele, zucchero, burro e spezie rimestando con cura. Togliere dal fuoco, unire la farina e il lievito. Aggiungere l'uovo e impastare. Lasciar riposare l'impasto in frigorifero almeno 4/5 ore. Stendere la pasta con il matterello e ritagliare le forme desiderate. Infornare a 175° per circa 15 minuti.

    Decorare con la glassa (zucchero a velo e metà del bianco d'uovo).

     

    Il pescatore ateo...

    Posted by Ami on 27 November 2007 at 08:24

    Un ateo sta tranquillamente pescando su un lago della Scozia quando all'improvviso la sua barca è attaccata dal mostro di Loch Ness. In un attimo la barca va a pezzi e lui vola in alto. Mentre sta cadendo verso il basso, cioè verso le fauci spalancate del mostro, ha la forza di gridare:"Oh, mio Dio, aiutami!" Così in un attimo la scena viene bloccata e l'ateo rimane a mezz'aria, mentre una voce tonante viene giù dalle nuvole:"Io pensavo che tu non credessi in Me!" E l'uomo:"Ti prego, aiutami. Del resto due minuti fa anch'io non credevo che esistesse il  mostro di Loch Ness!"

     

    Kaiserschmarren

    Posted by Ami on 26 November 2007 at 11:18

    Ingredienti necessari:

     

    Burro 40 gr.

    Uova gallina 6

    Farina 150 gr.

    Uvetta 60 gr.

    Latte 1/2 litro

    Zucchero 50 gr.

    Marmellata di mirtilli rossi

     

    Presentazione:

     

    Il kaiserschmarren è uno dei dolci più tipici della tradizione Altoatesina e, al contrario del nome, un pò difficile da pronunciare, la ricetta di preparazione è molto semplice e simile all'impasto per le crepes.

    Questo dolce, molto semplice e allo stesso tempo molto gustoso, è una sorta di "brutto ma buono" poichè si presenta come una crepe tutta rotta da servire però con ottima marmellata di mirtilli rossi e cosparsa di zucchero.

    Dietro a questo aspetto "strapazzato" si nasconde però una storia completamente regale che si potrebbe intuire anche dal nome stesso: kaiserschmarren, infatti, significa frittata dolce dell'imperatore (kaiser).

    La storia narra che una sera, l'imperatore Francesco Giuseppe, non avendo tempo di partecipare al solito pranzo serale, avesse ordinato al suo cuoco una crepe da servire nel suo studio.

    Il povero cuoco, preso alla sprovvista e impegnato a preparare la cena per l'esigente famiglia reale, si scordò della crepe e la lasciò troppo sul fuoco facendola leggermente bruciare; in più al momento di girarla questa si ruppe.

    Poichè non aveva tempo di prepararne un'altra, il cuoco spezzettò del tutto la crepe, non potendola più farcire, mise la marmellata al bordo del piatto e coprì le bruciature con abbondante zucchero.

    L'imperatore, vedendosi presentare quella nuova pietanza, l'assaggiò e gli piacque talmente tanto che da quel giorno fu la sua preferita.

     

    Preparazione:

     

    Per prima cosa preparate la pastella unendo i tuorli d'uovo, la farina e il latte quindi, a parte, montate le chiare a neve molto solida e aggiungetevi lo zucchero.

    Una volta che lo zucchero si sarà amalgamato per bene, aggiugete un pò alla volta anche la pastella amalgamando ancora una volta il tutto.

    A questo punto, prendete una padella con il diametro di almeno 25 cm., cospargetela di burro, fatela scaldare e versateci dentro la pastella che cospargerete con l'uvetta.

    Fate cuocere il tutto con un coperchio per almeno 5 minuti a fuoco basso e, quando questa si sarà cotta nella parte inferiore, tagliatela in 4 parti e giratela con una spatola per terminare la cottura anche dall'altra parte.

    Quando anche la seconda parte sarà cotta, tagliate il vostro kaiserschmarren in più parti con l'aiuto di una forchetta e servitelo ancora caldo con a parte la marmellata di mirtilli rossi e spolveratelo con dello zucchero.

     

    Consiglio:

     

    Se durante la cottura la vostra crepe si dovesse attaccare alla padella, fate scivolare un pò di burro nella padella sollevando leggermente i bordi della crepe.

    Al posto dell'uvetta potete mettere anche le mele tagliate a fettine sottili o a pezzetti molto piccoli e magari fatti precedentemente caramellare con un pò di zucchero. 

    Volendo, per spolverare il vostro kaiserschmarren, potete utilizzare dello zucchero a velo al posto dello zucchero normale.

     

    Curiosità:

     

    Nella preparazione di questa ricetta molti aggiungono anche 1/2 bicchierino di rhum prima di tutto per dare più sapore alla ricetta e poi perchè sostengono che la ricetta originale lo prevedesse.

     

    Buon diverimento!  ^___^

     

     

     

     

    Biscottini natalizi di pasta frolla

    Posted by Ami on 22 November 2007 at 15:28

    Ingredienti:

    250 gr. di farina bianca

    100 gr. di burro

    100 gr. di zucchero

    1 bustina di vanillina

    1 uovo intero

    mandorle

    1 uovo

    zucchero a velo

    codette colorata

    coloranti alimentari

     

    Preparazione:

    Con la farina, il burro, lo zucchero, la vanillina e l'uovo intero preparare la pasta frolla come da ricetta base.

    Dopo averla fatta riposare almeno 30 minuti in frigo, tirarla sulla spianatoia all'altezza di circa 1/2 cm.

    Preriscaldare il forno a 180°.

    Con degli stampini a forma di stella, stella cometa ed albero di Natale, ritagliare dalla pasta i biscotti che andranno adagiati su placche da forno coperte con carta forno.

    Sbattere con una forchetta l'uovo tenedo da parte un poco di albume.

    Mescolare a quest'ultimo un poco di zucchero a velo ed unire qualche goggia di colorante per alimenti verde.

    Con questo composto spennellare gli alberelli.

    Tritare grossolanamente le mandorle.

    Con l'uovo sbattuto spennelare gli altri biscotti. Su alcuni mettere un poco di mandorle tritate premendole leggermente per farle aderire, su altri distribuite la codette colorata. Lasciarne qualcuno senza nulla.

    Cuocere in forno per circa 10 minuti.

    Sfornarli e farli raffreddare.

    Spolverare quelli bianchi con zucchero a velo.

     

    Note:

    Con uno stampino molto piccolo o in mancanza con la punta di un coltello praticare un forellino ad una estremità dei biscotti.

    Cuocere i biscotti.

    Nei forellini fatti ai biscotti far passare un nastrino colorato.

    Appenderli ad un alberello natalizio o ad una ghirlanda come se fossero decorazioni per la gioia dei bimbi!!!

     

    Ecco il risultato!

     

     

     

     

    Torta di Linz (Austria)

    Posted by Ami on 22 November 2007 at 14:46

    Tipico dolce natalizio austriaco con soffice impasto alle mandorle e marmellata di lamponi.

     

    Ingredienti :

     

    200 gr. di farina

    200 gr. di mandorle in polvere

    120 gr. di zucchero

    190 gr. di burro

    80 gr. di cioccolato fondente

    la scorza grattuggiata di 1/4 di limone non trattato

    un pizzico di cannella e chiodi di garofano in polvere

    3 tuorli d'uovo sodi

    un tuorlo d'uovo

    250 gr. di marmellata di lamponi

    qualche lampone fresco

    sale

     

    Preparazione :

     

    Disponete la farina a fontana  e unitevi la polvere di mandorle, il sale, lo zucchero, le spezie, i tuorli sodi passati al setaccio, un tuorlo crudo, 180 gr. di burro, la scorza grattuggiata del limone. Impastate rapidamente gli ingredienti, alla fine unite il cioccolato grattuggiato e formate una palla. Avvolgete la palla in uno strofinaccio e fatela riposare in frigo per circa 1 ora. Allungate 3/4 della pasta, lo spessore deve essere di pochi millimetri, foderate il fondo e le pareti di uno stampo da crostata e distribuitevi sopra la marmellata. Con la pasta avanzata fate delle striscioline e disponetele sulla torta in modo da formare un disegno a rete. Fate cuocere in forno a 180° per circa 50 minuti. Toglietela dal forno, lasciatela raffreddare, sformatela e decoratela con qualche lampone.

     

    Buon divertimento!

     

     

     

                Linzertorte

     

    Zelten

    Posted by Ami on 20 November 2007 at 16:07

    Tempo di cottura : 1 ora

    Difficoltà : ***

    Ingredienti, dosi per 6/8 persone

     

    sale

    uova : 3

    burro : 100 gr.

    pinoli : 100 gr.

    zucchero : 80 gr.

    grappa : 2 bicchieri

    latte : 1/4 di litro

    mandorle : 130 gr.

    uvetta : 100 gr.

    farina bianca : 650 gr.

    lievito di birra : 30 gr.

    gherigli di noci : 130 gr.

    cedro candito : 100 gr.

    fichi secchi : 100 gr.

    grani di coriandolo

    scorza di arancia

     

    Preparazione :

     

    Mettere 200 gr. di farina in una zuppiera, unire il lievito e sbriciolarlo mescolandolo alla farina; aggiungere poco alla volta tanto latte tiepido quanto basta per ottenere una pasta piuttosto morbida. Con la pasta fare una palla e con un coltello incidervi una croce, poi metterla nella zuppiera infarinata,coprirla con un tovagliolo e lasciarla in luogo caldo per farla lievitare. In acqua bollente scottare le mandorle, pelarle e tritarne finemente una parte mentre lasciarne intera un'altra e metterla da una parte. Tritare anche le noci mettendo da parte alcuni gherigli e tagliare a fettine molto sottili il cedro ed i fichi. Mettere il tutto in una terrina con l'uvetta lavata, i pinoli, la grappa ed i coriandoli macinati. Lasciare la frutta a macerare per 1 ora. Quando la pasta sarà lievitata, raddoppiando il suo volume iniziale, mettetela sulla spianatoia, aggiungervi altri 200 gr. di farina e lavorare energicamente la pasta unendo tanto latte tiepido quanto basta per ottenere una pasta morbida. Poi rimetterla nella zuppiera infarinata, coprirla con un tovagliolo e tenerla al caldo a lievitare una seconda volta. Con un cucchiao di legno lavorare 80 gr. di burro e unirvi, mettendone uno alla volta, 2 tuorli e lo zucchero. Mettete poi la pasta lievitata sulla spianatoia lavorandola un poco, incorporarvi il burro precedentemente preparato, un poco di sale, il rimanente latte e 100 gr. di farina. A questo punto fare nuovamente una palla con la pasta e rimetterla a lievitare per la terza volta. Mettete 100 gr. di farina sulla spianatoia aggiungendovi la scorza grattuggiata dell'arancia e la frutta ben scolata dal liquore. Appena la pasta sarà lievitata per la terza volta, appoggiarla sulla spianatoia e lavolarla bene sbattendola con forza sull'asse. Poi unirla alla farina e alla frutta continuando a lavorarla fino ad avere la farina amalgamata per bene. Dividere la pasta in 2 parti dando ad ogni pezzo la forma di una mandorla. Mettete i 2 pezzi di pasta sopra una placca da forno unta e decorarli con le madorle tagliate in 4 e i gherigli di noce. Lasciare riposare al caldo la pasta per l'ultima lievitatura (20/30 minuti); al momento che è pronta pennellarne la superficie con un tuorlo sbattuto. Mettete il dolce in forno già caldo (180°) per circa 1 ora. Si serve tagliato a fettine molto sottili.

     

    Buon divertimento!  ^___^

     

     

     

     

     

    Dal veterinario...

    Posted by Ami on 19 November 2007 at 11:01

    Ci sono 2 cani, un bassotto ed un alano, che s'incontrano dal veterinaro e, mentre aspettano il loro turno, scambiano qualche "parola" . L'alano chiede al bassotto: " Come mai sei qui? " Il bassotto risponde: " Sai, noi bassotti, non siamo grossi come voi ma, quando abbiamo voglia, non ci sappiamo più contenere così l'altro giorno, mentre ho visto una bellissima Yorkshire, mi sono fatto coraggio e le sono saltato addosso. Siccome quella cagnetta era di una collega del mio padrone, lui s'è arrabbiato molto così ha deciso di farmi castrare: ecco perchè sono qui. E tu?" L'alano risponde: " Sai...per lo stesso problema...anch'io non mi sono saputo trattenere. L'altro giorno c'era la mia padrona che stava facendo la doccia così, mentre l'ho vista nuda, m'è venuta una voglia incredibile. Quando è uscita e s'è chinata di spalle per prendere l'asiugamnano che le era caduto, non ho più saputo resistere e le sono montato sulla schiena da dietro..." Ed il bassotto: " E così ti ha mandato qui per farti castrare..." " No, no...mi fa dare solo una spuntatina alle unghie!"

     

     

     

                                                                        

     

     

    Caccia al titolo e all'autore...

    Posted by Ami on 6 November 2007 at 16:56

    Alcuni mesi fa, quando ero ancora un blogger di Tiscali, la mia amica Federica Leva postò una canzone chiedendo se conoscevamo il suo titolo e l'autore ma, dopo tante ricerche soprattutto da parte mia, non ne siamo venuti a capo.

    Sono rimasto con la curiosità e chiedo a tutti voi, miei nuovi amici, se potete svelarmi il mistero!

     

    Francesco so che ci credeva

    credeva in quello che faceva

    lui è un romantico perdente

    ed anche un fiero combattente

    Militante illuminato

    un uomo troppo innamorato

    ci assomigliamo molto in questo

    ed è un amore un pò indigesto

    Ma come fanno gli aquiloni allora

    se non c'è vento per volare

    non vanno su non vanno su

    proviamo un pò a soffiare basterà.

    E due gemelli incorreggibili

    con due bilance incontenibili

    che soffian forte più de vento

    che sono sempre uno sgomento

    e non ci siamo più incontrati

    se non per gelidi minuti

    ma ascolterai questa canzone

    e capirai la mia emozione

    Ma come fanno gli aquiloni allora

    se non c'è vento per volare

    non vanno su non vanno su

    proviamo un pò a soffiare basterà.

     

    Ve l'ho riportata esattamente come l'aveva scritta Federica e spero tanto che riuscirete ad aiutarmi e a soddisfare la mia curiosità!

     

     

     

     

     

    La talpa

    Posted by Ami on 6 November 2007 at 09:46

    Caserma dei carabinieri in campagna. Un giorno il maresciallo deve assentarsi per andare in città e lascia all'appuntato le varie mansioni per la giornata. (...)

    "Ah, un'altra cosa appuntato..., se hai un pò di tempo, vedi se riesci ad eliminare in qualche modo la talpa che c'è nell'orto: lo sta distruggendo tutto."

    "Non si preoccupi, maresciallo, ci penso io."

    Il maresciallo parte. A tarda sera rientra in caserma e chiede:

    "Appuntato, tutto a posto?"

    "Tutto tranquillo, maresciallo, non è successo nulla e sono riuscito a sistemare la talpa!"

    "Bravissimo! Come hai fatto? Con il veleno?"

    "No, no, marescià, di più."

    "Dai, esagerato, non le avrai mica sparato?"

    "No, no, marescià, di piùùù...l'ho sotterrata VIVA!"

     

                          

     

                        

     

                  

                            

    4 giorni a Innsbruck...

    Posted by Ami on 5 November 2007 at 10:09

    ...per la gioia di nonna Julia, nonno Heinrich, zio Reinhard e di tutti gli altri parenti che sarebbe troppo lungo elencare!

    Mattia ha portato tanta felicità e allegria alla famiglia di Erika che attendeva con ansia il nostro arrivo.

    Sono stati 4 giorni di festa e tutti facevano a gara per coccolare Mattia che è stato felicissimo della calorosa accoglienza.

    Il tempo è stato dalla nostra parte ed abbiamo potuto girare per la città e dintorni senza problemi.

    Peccato solo che il tempo è passato in fretta e siamo dovuti tornare a Roma ma le vacanze natalizie sono prossime e potremo restare più a lungo :-)))))

    Buon inizio settimana a tutti!

    Ami, Erika e Mattia

     

    Samhain (capodanno celtico)

    Posted by Ami on 31 October 2007 at 11:53

    La festa di Samhain cadeva nel mese lunare di ottobre/novembre e portava il nome di Samonios, il tempo della fine dell'estate. Samhain segnava la fine dell'anno vecchio e l'inizio di quello nuovo e perciò era simbolo di morte e di rinascita contemporaneamente.

     

    Ricordiamo che per i Celti il sacro permeava ogni aspetto della vita ed essi ritenevano che la notte della vigilia, il 31 ottobre, fosse magica. In quella sera, al calar del sole, la terra entrava nella metà oscura dell'anno e le porte dell'altro mondo si aprivano per mettere in comunicazione il regno dell'aldilà con quello terreno.

     

    Il "capodanno celtico" era un giorno al di fuori del tempo e dello spazio nel quale, secondo la tradizione, s'incontrvano gli avi defunti, gli uomini viventi, i discendenti che sarebbero nati  e le creature non umane quali fate, demoni, elfi e gnomi.

     

    La festa di Samhain era caratterizzata da grandi banchetti e solenni bevute.

     

    Un detto caratteristico di Samhain recitava:

    "carne, birra, salsicciotto, e quanto spetta a Samhain, fuoco da campo gioioso sulla collina, latte burrificato, pane e burro fresco."

     

    Per i Celti la carne di maiale, la birra, il vino e l'idromele erano vettovaglie legate ai mondi spirituali e davano accesso all'eternità e spesso gli incontri in occasione di Samhain si trasformavano in colossali ubriacature e banchetti pantagruelici.

     

    Durante questa festa era usanza predire il futuro. I druidi facevano spegnere tutti i fuochi, quindi accendevano ritualmente un nuovo fuoco in un luogo elevato dal quale apparivano i messaggeri che portavano la nuova fiamma in tutte le case e i luoghi di riunione.

     

    Anche sul monte Antares, il Monte Altare di Vittorio Veneto, ove si trovava uno dei più importanti santuari celta/paleoveneti , si celebravano i riti sacri a cui faceva seguito , di norma, l'iniziazione dei giovani guerrieri.

     

    Tali suggestive cerimonie, valicato il silenzio dei secoli, tornano a rivivere nella notte di Samhain grazie all'associazione Undicigradi.

     

                                          

     

                                     

     

     

                    

     

     

     

    I dolci di Halloween

    Posted by Ami on 30 October 2007 at 10:42

    Biscotti di zucca

     

    Ingredienti:

     

    1600 gr. di farina

    150 gr. di fecola

    6 tuorli e 2 albumi

    500 gr. di zucca

    700 gr. di burro

    800 gr. di zucchero

     

    Come procedere:

     

    Sbucciate la zucca e lessatela. Schiacciatela con una forchetta in modo da ottenere una purea.

    Disponete la farina a fontana su una spianatoia e aggiungete tutti gli ingredienti fino a ottenere un impasto omogeneo lavorando con cura con le mani.

    Una volta che l'impasto sarà pronto, realizzate dei bastoncini e sistemateli in una teglia imburrata. Spennellateli, quindi, con gli albumi montati a neve, lasciate cuocere nel forno per 30 minuti a 150°. Lasciate raffreddare e servite.

     

     

     

    Bianchi spettri fantasmatici

     

    Ingredienti:

     

    10 albumi

    500 gr. di zucchero a velo

    un pizzico di sale

    frutta candita o caramelle tipo Smarties per le decorazioni

     

    Come procedere:

     

    Montate a neve gli albumi utilizzando uno sbattitore elettrico o una frusta. Affichè l'operazione riesca perfettamente, le uova dovranno essere freschissime e a temperatuta ambiente (tiratele, quindi, fuori dal frigo almeno mezz'ora prima di cominciare la loro lavorazione).

    Quando gli albumi risulteranno montati, aggiungete lo zucchero a velo e un pizzico di sale e continuate a lavorare gli ingredienti fino a che saranno perfettamente amalgamati tra loro e il composto risulterà sodo, "fioccoso" e lucido.

    Utilizzando, quindi, una sacca da pasticcere disponete il composto su una placca da forno ben imburrata, decorate con i canditi o i confetti colorati in modo che questi sembrino piccoli occhi variopinti e cuocete in forno a temperatura non troppo elevata (massimo 80°) per 3/4 ore.

    Sfornate e disponete i vostri fantasmini su un piatto da portata. Servite a temperatura ambiente.

     

     

     

    Brownies

     

    Ingredienti:

     

    250 gr. di zucchero

    90 gr. di cioccolato fondente

    2 uova

    90 gr. di farina

    125 gr. di burro

    150 gr. di noci

    essenza di vaniglia

    un pizzico di sale

     

    Come procedere:

    Sciogliete a bagnomaria il cioccolato a pezzetti con il burro e fatelo a fuoco lento. Una volta sciolto, toglietelo dal fuoco e mescolatelo energicamente con una frusta in modo da amalgamarlo perfettamente.

    Unite, quindi, lo zucchero, un pizzico di sale, le uova (una per volta) e la vaniglia. Infine, aggiungete la farina e le noci tritate a pezzetti non troppo piccoli.

    A questo punto, imburrate uno stampo rettangolare, versateci l'impasto, ricoprite con una pellicola trasparente e lasciate riposare in frigo per almeno 2 ore.

    Nel frattempo, scaldate il forno a 175° e cuocete l'impasto per 45 minuti circa fino a quando si sarà formata una specie di crosta (uno stuzzicadenti vi permetterà di controllare la cottura).

    Lasciate raffreddare e, infine, tagliate a quadretti regolari.

     

     

     

     

     

     

     

     

    La pecora nera...

    Posted by Ami on 29 October 2007 at 10:23

    Un missionario viene mandato in un paese sperduto nel bel mezzo dell'Africa a vivere in mezzo ad una tribù. Passa anni con questa gente, insegnando loro a leggere, scrivere ed i modi cristiani dell'uomo bianco. Una cosa sottolinea particolarmente: il male causato dal peccare facendo sesso. Non si deve fornicare o vivere nell'adulterio...
    Un giorno, la moglie di uno dei nobili del villaggio dà alla luce un bambino bianco. Il villaggio è sotto choc e la gente manda il loro capo a parlare con il missionario.

    "Tu ci hai insegnato la malignità del sesso depravato, ma qui c'è una donna nera che dà alla luce un bimbo bianco. Tu sei l'unico uomo bianco che abbia mai messo piede nel nostro villaggio e non ci vuole un genio per capire cosa sia successo..."

    "No, no, mio caro amico, ti stai sbagliando...Quello che abbiamo qui è un fenomeno naturale - quello che si chiama albinismo: Guarda qui nel campo. Ci sono un mare di pecore bianche e tuttavia tra loro ce n'è una nera, la natura fa di questi scherzi ogni tanto..."

    Il capo riflette un attimo e poi dice: "Sai cosa? Tu non dici niente della pecora ed io non dico niente del bambino..."

     

                                         

       

       

                                                   

    Sciopero in Paradiso...

    Posted by Ami on 26 October 2007 at 09:59

    C'è sciopero in Paradiso e Gesù sostituisce S.Pietro all'ingresso. Ad un tratto Gesù vede avvicinarsi un arzillo vecchietto: "Benvenuto buon uomo, qual'è il tuo nome?". "Mi chiamo Giuseppe, ma ho vari soprannomi". "E che lavoro facevi Giuseppe?". "Il falegname". "E dimmi: hai avuto prole?". "Ho avuto un figlio ma per miracolo, non so neanch'io comè potuto accadere". "Ah sì?!" (diventando pensieroso). "E...cosa faceva questo figlio?". "Eeeeh! Mi dava un sacco di grattacapi. Era sempre via insieme a persone sconosciute. ma io lo sapevo che un giorno o l'altro lo avrebbero tradito!".  Gesù sussulta un attimo, poi gli fa ancora una domanda: "E...senti, com'era il suo rapporto con...la gente?". "Mah, qualcuno gli voleva bene, altri no. Ha avuto problemi con le forze dell'ordine...Eppoi, tutta quella gente che lo voleva mettere sempre in croce!". Gesù, con gli occhi pieni di lacrime, alza le braccia al cielo e grida: " Papà!". E il vecchietto: "Pinocchio!".

     

    Romanità

    Posted by Ami on 25 October 2007 at 16:20

    Un giorno una Signora forastiera,

    passanno còr marito

    sotto l'arco de Tito,

    vidde una Gatta nera

    spaparacchiata fra l'antichità.

     

    - Micia che fai? - je chiese e je buttò

    un pezzettino de biscotto ingrese;

    ma la Gatta, scocciata, nun lo prese

    e manco l'odorò.

    Anzi la guardò male

    e disse con un'aria strafottente

    - Grazzie, madama, nun me serve gnente;

    io nun magno che trippa nazzionale!

     

    Trilussa

     

     

            

    Futuri pediatri...

    Posted by Ami on 25 October 2007 at 09:41

    All'esame di specializzazione in pediatria uno studente poco preparato deve rispondere alle domande di un lungo test riguardante la corretta crescita del neonato. Tra le varie domande, una in particolare imbarazza lo studente:

    "Indicare 4 vantaggi del latte materno rispetto al latte in confezione."

    "Che cosa posso scrivere?", dice lo studente fra sè sospirando. Gira nervosamente la penna fra le mani e, con grande fatica, riesce a metter giù 3 stiracchiati motivi:

    1) Non ha bisogno di essere bollito;

    2) Non va mai a male;

    3) E' disponibile ogni volta che serve.

    A questo punto si blocca e non riesce a scrivere più nulla. Il tempo per consegnare il test sta per scadere ma lui, pur disperandosi, è incapace di trovare l'ultima risposta.

    In quel momento si alza la prosperosa ragazza vicino a lui che ha finito e va a consegnare il foglio; improvvisamente il suo viso s'illumina, afferra la penna e scrive:

    4) E' disponibile in attraenti contenitori di varia forma.

     

    Zuppa inglese

    Posted by Ami on 24 October 2007 at 13:17

    40 minuti

    per 8/10 persone

    coppe monoporzione

     

    Ingredienti:

    1 litro di latte

    8 tuorli

    200 gr. di zucchero

    100 gr. di farina setacciata

    150 gr. di cioccolato fondente tritato

    2 bacche di vaniglia o 2 bustine di vanillina

    2 pacchetti di savoiardi

    alchermes q.b.

     

    Preparazione:

     

    In una casseruola portare a bollore il latte con le bacche di vaniglia, tagliate a metà longitudinalmente, e 100 gr. di zucchero. Lasciate in infusione per 30 minuti.

    Filtrate e conservate a parte.

    In una ciotola montate i tuorli con lo zucchero rimasto e unite poco per volta la farina.

    Versate a filo il latte, rimettete sul fuoco e addensate la crema.

    Dividete il composto in 2 ciotole e ad una aggiungete il cioccolato tritato mescolando bene.

    Inzuppate i savoiardi nell'alchermes e rivestite il fondo delle coppe.

    Distribuite la crema al cioccolato (conservatene a parte 150 gr.), poi ricoprite con altri savoiardi completando con la crema gialla. Trasferite la crema al cioccolato in una sac à poche e arricchite le coppe con un grosso ciuffo.

    Completate con pezzetti di savoiardi. Riponete in frigorifero per 60 minuti prima di servire.

     

     

     

     

     

     

    La storia dei colori

    Posted by Ami on 24 October 2007 at 11:58

    Tanto tempo fa, il pappagallo non aveva colori; era tutto grigio, le sue piume erano corte come quelle di una gallina bagnata. Uno dei tanti uccelli giunti chissà come nel mondo.

    Gli dei litigavano perchè il mondo era assai noioso con 2 soli colori. ed era motivata la loro ira, perchè solo 2 colori si alternavano nel mondo: 1 era il nero che comandava la notte, l'altro era il bianco che camminava di giorno, il terzo non era un colore era il grigio che dipingeva sera e mattina affinchè non si scontrassero troppo. Ma questi Dei erano litigiosi ma molto sapienti. In una riunione giunsero all'accordo di rendere i colori più lunghi perchè fosse allegro il camminare e l'amare di uomini e donne. Uno degli Dei prese a camminare per pensare meglio, e tanto pensava, che sbattè contro una pietra ferendosi la testa da dove ne uscì il sangue. Il dio, dopo aver strillato per un bel pezzo, guardò il suo sangue e vide che era di un altro colore, diverso dai 2 colori e andò dagli altri Dei, mostrando loro il nuovo colore che chiamarono "rosso", era il terzo che nasceva. Un altro degli Dei cercava un colore per dipingere la speranza. Lo trovò dopo un bel pezzo e lo mostrò all'assemblea degli Dei che gli misero nome "verde", era il quarto colore che nasceva. Un altro cominciò a grattare forte a terra. "Che fai?" gli chiesero gli altri Dei. "Cerco il cuore della terra" rispose rivoltando la terra da ogni lato.

    Dopo un pò trovò il cuore della terra, lo mostrò agli altri Dei che lo chiamarono "caffè" era il quinto colore. Un altro dio salì in alto. "Vado a guardare il colore del mondo" disse, e si mise a scalare e scalare fino alla cima. Quando arrivò ben in alto, guardò in giù e vide il colore del mondo, ma non sapeva come fare a portarlo. Allora rimase a guardare un bel pò, finchè il colore non gli si attaccò agli occhi. Discese come potè, a tentoni, e andò all'assemblea degli Dei. "Porto nei miei occhi il colore del mondo" e "azzurro" chiamarono il sesto colore. Un altro dio stava cercando colori quando sentì un bambino che rideva; si avvicinò con cautela e gli prese la risata, lasciandolo piangente. Per questo si dice che i bambini improvvisamente ridono e improvvisamente piangono. Il dio portò la risata del bambino e misero nome "giallo" al settimo colore. A quel punto gli Dei, che erano ormai stanchi, andarono a dormire, lasciando i colori in una cassetta buttata sotto un albero. La cassetta non era chiusa bene e i colori uscirono, cominciarono a far chiasso e festa. Così nacquero tanti nuovi colori. Quando tornarono gli Dei si accorsero che i colori non erano più 7 ma molti di più e guardarono la cassetta. "Tu hai partorito i colori, tu ne avrai cura, così dipingeremo il mondo. E salirono sulla cima del monte e da lì cominciarono a lanciare i colori, così l'azzurro rimase parte nell'acqua e parte nel cieloil verde cadde sugli alberi e sulle piante, il caffè, che era più pesante, cadde sulla terra, il giallo, che era una risata di bambino, volò fino a tingere il sole, il rosso giunse sulla bocca degli uomini e degli animali che lo mangiarono, colorandosi così di rosso. Il bianco e il nero già esistevano. Gli Dei lanciavano i colori senza fare attenzione a dove finivano ed alcuni di essi spruzzarono gli uomini; per questo vi sono di diversi colori e diverse opinioni. Allora, gli Dei, per non dimenticarsi dei colori e perchè non si perdessero, cercarono un modo per conservarli; stavano pensndo come fare quando videro il pappagallo. lo presero e gli attaccarono i colori e gli allungarono le piume affinchè ci stessero tutti. E così il pappagallo prese tutti i colori. Ancora oggi se ne va in giro, nel caso che gli uomini si dimenticassero che molti sono i colori e le opinioni e che il mondo potrebbe essere allegro se tutti i colori e tutte le opinioni avessero il proprio spazio.

     

     

    Madeleine alle castagne

    Posted by Ami on 23 October 2007 at 14:04

    Tempo 30 minuti 

    Per 6 persone

    Stampo a impronte da madeleine

     

    Ingredienti:

     

    120 g. di zucchero

    120 g. di farina

    3 uova

    120 g. di burro morbido

    2 cucchiaini di lievito

    1 bustina di vanillina

    2 pizzichi di sale

    75 g. di crema di marroni

     

    Per decorare zucchero a velo

     

    Preparazione:

     

    In una ciotola montate le uova con lo zucchero fino a renderle gonfie e spumose. In un'altra ciotola lavorate a crema il burro morbidissimo con la purea di castagne.

    Senza smettere di mescolare , incorporate la battuta di uova al burro, poi la vanillina.

    Setacciate sulla massa la farina con il  lievito e il sale.

    Versate l'impasto nello stampo a impronte imburrato e infarinato e infornate a 170° per 10/12 minuti.

    Sfornate e formate i biscotti e fateli raffreddare su una gratella.

    Spolverizzateli con zucchero a velo.

     

    FASI

     

    1. Lavorate a crema il burro con la purea di castagne.

    2. Distribuite la massa nello stampo a impronte.

     

     

     

     

     

     

    Tartufi di castagne

    Posted by Ami on 23 October 2007 at 12:24

    Ancora una gustosa ricetta per chi non ha problemi di linea...

     

    Dosi per 4 persone:

     

    1 kg. di marroni, 200 gr. di cioccolato fondente, 200 gr. di zucchero a velo vanigliato, 2 cucchiai di panna, 3 cucchiai di rhum, latte, cacao amaro, 40 gr. di burro.

     

    Preparazione:

     

    Togliete la prima buccia alle castagne e lessatele per 20 minuti. Togliete anche la seconda pellicina e mettetele in una casseruola. Copritele a filo di latte e cuocetele finchè il liquido si sarà assorbito. Scolatele bene perchè non resti traccia di liquido e passatele allo schiacciapatate. Unite lo zucchero alla purea, la panna e il rhum mescolando bene. Sciogliete a bagnomaria il cioccolato e il burro, poi unitelo al composto mescolando sempre accuratamente per amalgamare gli ingredienti. Mettete tutto in frigorifero per un'oretta. Formate delle palline che rotolerete nel cacao amaro.

     

    Buon divertimento!!!

     

    Irish chocolate cake

    Posted by Ami on 22 October 2007 at 12:34

    Dopo la ricetta per una colazione da leccarsi i baffi, ecco a voi quella di uno squisito dolce irlandese insegnatomi dai carissimi amici Grace e Patrick:

     

    Ingredienti:

     

    Per il pan di Spagna

     

    175 g. di farina con lievito in polvere

    1/2 cucchiaino di sale

    50 g. di cioccolato fondente

    110 g. di burro

    175 g. di zucchero raffinato

    80 g. di patate lesse schiacciate

    2 uova battute

    4 cucchiai di latte

     

    Per il ripieno

     

    110 g. di cioccolato fondente

    125 ml. di panna molto densa

    50 g. di zucchero a velo

    3 cucchiai di crema di liquore irlandese

     

    Preparazione:

    Preriscaldare il forno a 190° e ungere 2 stampi per dolci da 20 cm.

    Setacciare farina e sale in una terrina.

    Far sciogliere il cioccolato a bagnomaria.

    In una ciotola diversa mescolare burro e zucchero fino a renderli un composto soffice, poi unire il cioccolato e le patate schiacciate.

    Poco alla volta, aggiungere le uova e la farina. Unire la restante farina e il latte.

    Dividere l'impasto tra le 2 teglie e infornare per 25-30 minuti o finchè la superficie non sia soda ma duttile al tatto.

    Togliere dal forno e dopo qualche minuto rovesciare 2 dischi di pasta su una superficie a far raffreddare.

    Mentre il pan di Spagna si raffredda, preparare il ripieno.

    Far sciogliere il cioccolato a bagnomaria, come prima.

    Setacciare gli altri ingredienti e mescolare per bene.

    Usare la crema ottenuta in mezzo ai due dischi di pan di Spagna e per ricoprire la superficie e i lati della torta completa.

     

    Questo adorabile dolce è veramente "Irish" non solo grazie al meraviglioso liquore usato nel ripieno, ma anche grazie a un certo ingrediente, molto irlandese, nella mescolanza del dolce, che contribuisce alla sua umidità.

     

    Bicerin di Cavour

    Posted by Ami on 22 October 2007 at 09:12

    Ingredienti:

     

    1 tazzina di caffè bollente zuccherato

    70 gr. di cioccolato fondente

    1/4 di litro di latte

    1/2 cucchiaino di fecola

    2 cucchiaini di zucchero

    panna montata

     

    Prepararazione:

     

    Preparate la cioccolata calda sciogliendo a fuoco lento il cioccolato a pezzetti con il latte, lo zucchero, la fecola e facendola sobbollire per 1 minuto.

    Versate in un bicchiere, meglio se a calice in vetro spesso, il caffè zuccherato.

    Aggiungete la cioccolata calda e completate con una bella spruzzata di panna montata.

     

    Una curiosità : Cavour ne era grande estimatore e spesso si concedeva una pausa sorseggiandolo in uno degli allora famosi caffè torinesi.

     

     

    8 fatti...

    Posted by Ami on 19 October 2007 at 13:32

    Raccolgo l'invito di Ser Winnie e vi racconto, con la collaborazione preziosa di Black Devil, gli 8 fatti...

     

    Regolamento del gioco:

    Regola n. 1 : postare il regolamento.

    Regola n. 2 : parlare di 8 fatti a caso che non si sono mai raccontati sul blog, in un post apposito.

    Regola n. 3 : scegliere altre 8 persone da incatenare e dire loro che sono state incatenate.

     

    1) Ero a passeggio in campagna, in un bel giorno di primavera, quando vedo una delziosa immagine davanti ai miei occhi rimasti incantati : una splendida cavallina nera come me che mi strizzava maliziosamente i dolci occhioni...Vi lascio immaginare il seguito... (Black Devil)

     

    2) Avevo 5 anni quando entrai in prima elementare e mi innamorai perdutamente della maestra. Ogni mattina le portavo un mazzolino di fiori o i cioccolatini e la disegnavo sempre sul quaderno.

     

    3) Ora la splendida cavallina incontrata quel meraviglioso giorno è diventata l'inseparabile compagna della mia vita e stiamo seriamente pensando di mettere al mondo un puledrino... (Black Devil)

     

    4) Ho incontrato la mia maestra mentre ero a passeggio per il centro di Roma con Erika e Mattia e abbiamo ricordato con grande emozione di quando le portavo i regalini. Ne è passato di tempo!

     

    5) Il mio padrone Ami viene molto spesso in campagna dove vivo nel casolare dei nonni paterni a trovarmi e mi fa fare delle lunghe passeggiate soprattutto quando le giornate sono belle e insieme ammiriamo la natura che ci circonda. (Black Devil)

     

    6) Quando ho incontrato per la prima volta Erika con suo fratello Rein, che era già mio amico, sono rimasto folgorato dalla sua bellezza ma non me ne sono innamorato immediatamente come, invece, è successo a lei, ma ho imparato ad amarla conoscendo anche le sue qualità interiori.

     

    7) La mia dolce metà, quando le ho detto che voglio un puledrino da lei, si è commossa ed ha nitito di gioa! (Black Devil)

     

    8) Mi sono sposato di lunedì al Campidoglio e poi siamo andati a mangiare in una splendida villa a Frascati e a mezzanotte c'è stato anche un piccolo fuoco d'artficio.

     

    Black Devil ed io vi abbiamo raccontato 4 fatti inediti della nostra vita  ciascuno per un totale di 8 e lasciamo liberi tutti gli amici di fare il simpatico giochino

     

     

     

     

    Amarsi è

    Posted by Ami on 19 October 2007 at 11:31

    Amarsi è come avere accanto  

    un angelo al tuo fianco              

                            

    e camminarci accanto.

    Tu,

    col nasino freddo

    chiuso nel cappotto.

    Io sulla schiena ho il vento,

    è come un senso di proteggersi dal mondo

    e da quel lungo inverno.

    Amarsi è quel maglione che mi lascio addosso

    come il tuo profumo.

    Amarsi è farlo qui,

    dove le stelle sono da guardare in due,

    ma due,i tuoi occhi,

    sono stelle solo mie.

    Ed in un abbraccio

    ci scambiamo noi

    l'amore tuo col mio.

    Vedi Amore mio

    il tempo è incolore

    e muove come il mare

    la vita intorno a noi.

    A volte è quello che

    hai fermato in una foto,

    tu in primo piano

    e dietro un cielo scolorito.

    Ed io vicino ad un'espressione

    come dire:

    "Non ti lascio più,io non ti lascio più,

    non ci lasciamo più"

    Se amarsi è

    respirare in due in un respiro,

    ma come hai fatto quando io non c'ero.

    Tu punti un dito

    sul mio petto a fare un giro

    e disegni un cuore,

    il cuore tuo sul mio.

    Amarsi è come un ballo lento

    ed è la vita la musica che suona

    è questa danza di noi anime intrecciate

    a sete di lenzuola.

    E' i tuoi capelli che mi asciugano la fronte

    è:"Come stai Dudu?"

    Amarsì è dire sì,

    è quelle scene con la Chiesa in fondo

    ed un velo bianco che ti viene incontro,

    è un volo di cicogne

    sopra un campo

    è:"Ninna nanna oh"

    Vedi Amore mio

    lascia che il tempo cambi tutto intorno

    e che rimanga sempre

    come il primo giorno

    solo tra di noi.

    Se amarsi è respirare in due

    in un respiro,

    ma come hai fatto Amore

    quando io non c'ero.

    Tu,

    punti un dito sul mio

    petto a fare un giro

    disegni un cuore,

    il cuore tuo sul mio.

    E mille stelle,

    mille da guardare in due,

    ma due,i tuoi occhi,

    sono stelle solo mie.

    E in mille abbraccci ci scambiamo noi

    l'Amore tuo col mio.

    Amarsi è tra di noi.

     

    Amedeo Minghi

     

    Test

    Posted by Ami on 18 October 2007 at 14:24

    Faccio questo test per farmi conoscere meglio da tutti voi!

     

    Nome vero : Amedeo

    Scuola : specializzazione in ortopedia

    Da grande sarò...: medico ortopedico

    Età : 23

    Età che vorresti avere : quella che ho

    Sei fidanzato? : felicemete sposato con Erika

    Innamorato? : immensamente

    A quante persone hai detto ti amo? : pochissime prima di trovare Erika

    Cosa cambieresti in questo momento? : le cose brutte nel mondo

    Ti ritieni diverso dagli altri? : sotto alcuni aspetti...

    Per cosa faresti follie? : per le persone che amo

    Con che lettera inizia la tua password? : W

    Fumi? : ho fumato pochissimo, ora non più

    E' vero che è una grandissima c.....a fumare? : certamente

    Ti metti il casco? : sempre

    Numero di scarpe : 47

    Perchè stai perdendo tempo per fare questo test? : per farmi conoscere

    Ti sei lavato questa mattina? : lo faccio ogni mattina e anche di più...

    Sei uno che ama conquistare o essere conquistato? : entrambe le cose

    Con quante ragazze sei stato? : non molte prima di conoscere Erika

    Il nome dell'ultima ragazza che hai baciato? : mia moglie Erika

    Hai il suo numero? : indubbiamente

    L'hai mai chiamata con il numero privato per sentire la sua voce? : no

    Ti sei mai fatto una canna? : solo 2 volte, a 13 e a 18 anni

    Sei mai scappato di casa? : qualche volta

    La storia più importante che hai avuto? : quella attuale con Erika

    I tuoi occhi sono? : verdissimi

    Una cosa che gli altri ti invidiano? : la mia allegria e l'altezza

    Quanti figli avrai? : per il momento ne ho uno, poi si vedrà...

    Hai mai fatto le corna? : rarissimamente prima di conoscere Erika

    Hai successo con le ragazze? : moltissimo

    Il tuo cartone animato preferito? : gli Aristogatti

    Hai mai rubato? : no

    Ultimo libro che hai letto? : un testo universitario

    Film per cui hai pianto? : La vie en rose

    Canzone preferita? : tutte quelle di Amedeo Minghi

    Usi prodotti per i brufoli? : no, non li ho mai avuti

    Sei deciso o indeciso nelle cose che fai? : abbastanza deciso

    Ti conosci bene? : certamente

    Credi nel destino? : molto

    Nel tuo oroscopo? : non in quello giornaliero, solo alle caratteristiche...

    In Dio? : sono ateo

    Che ascolti? : tutta la buona musica sia moderna che classica

    Quanti cd hai? : tantissimi ma non li ho mai contati

    L'ultimo cd che hai comprato? : non me lo ricordo

    Come vedi il tuo futuro, bello o difficile? : bello

    Che squadra tifi? : la mitica Roma

    Colore preferito? : non ne ho uno in particolare ma quelli allegri

    Stagione preferita? : tutte, ognuna ha il suo fascino

    Concerto o discoteca? : assolutamente concerto

    Preferisci regalare o ricevere regali? : regalare

    Carne o pesce? : assolutamente carne, non mangio pesce

    Sei felice? : immensamente

    Montagna o mare? : entrambi con una preferenza per la montagna

    Non vedi l'ora di crescere o  vorresti rimanere per sempre a questa età? :

    non mi sono mai posto il problema, cmq crescere fa parte della vita

    Esiste l'amicizia tra maschio e femmiona? : certamente

    Cinema o teatro? : cinema

    Bagno o doccia? : doccia  o bagno con l'idromassaggio

    Segno zodiacale? : Leone

    Ridere o piangere? : e me lo chiedete?!?

    Stereo a tutto volume? : no, mi piace ascoltare la musica dolcemente

    La tua camera è ordinata o disordinata? : maniacalmente ordinata

    Natale o capodanno? : nessuna delle 2, ma sono sempre in vacanza!!!

    "Ti voglio bene" a quante persone lo dici? : a tutte quelle che amo...

    Nutella o patatine fritte? : mi piacciono moltissimo entrambe con una preferenza per Nutella

    Associ alcune canzoni a persone? : sempre

    Sei timido? : prima moltissimo ora non più

    Carezze o baci? : carezze, baci e tantissime coccole

    Saluta come fai di solito : ciao!

     

     

    Palle di Mozart casalinghe

    Posted by Ami on 18 October 2007 at 12:22

    Ingredienti:

     

    Per 20 cioccolatini

    200 g. di marzapane (anche già pronto, in vendita nei supermercati)

    50 g. di pistacchi, sgusciati e non salati

    crema di nocciola

    300 g. di cioccolato fondente

    zucchero a velo q.b.

    spiedini lunghi di legno

    base di oasis (in vendita dai fioristi, in alternativa patate crude)

    carta oleata o da forno

     

    Procedimento:

     

    Frullate nel mixer i pistacchi sgusciati e privi della loro pellicina con un cucchiaino di zucchero a velo, aggiunto poco alla volta; se necessario aggiungetene altro, in modo da ottenere una crema densa.

    Impastate il marzapane con la crema al pistacchio e amalgamate perfettamente i 2 ingredienti.

    Dividete il marzapane al pistacchio in 20 parti  e formate delle palline.

    Infilzate ogni pallina all'estremità di uno spiedino di legno e infilate l'altra estremità dello spiedino sulla base di oasis o in mezza patata.

    Versate in una coppetta profonda la crema alla nocciola (sceglierene un tipo abbastanza denso per poter lavorare meglio) e fate ruotare una pallina di marzapane nella crema in modo da ricoprirla completamente.

    Nel caso la crema alla nocciola fosse troppo liquida aggiungete zucchero a velo.

    Riponete nuovamente la pallina nella base di oasis e continuate con le altre fino a esaurimento.

    Spezzettate il cioccolato e fondetelo a bagnomaria.

    Toglietelo dal fuoco e lasciatelo intiepidire mescolando spesso.

    Intingete ogni pallina nel cioccolato fuso e riponete nuovamente le palline nella base per far rafreddare la copertura di cioccolato.

    Ripetere l'operazione almeno un paio di volte.

    Quando il cioccolato sarà completamente asciutto togliete lo spiedino dalla pallina.

    Costruite un piccolo cono con la carta oleata, versate un pò di cioccolato ancora liquido e riempite il buchino del ciocolatino.

    Fate asciugare completamente e servite i cioccolatini nudi o avvolti da carta stagnola.

                                        

                                                

                                        

                                    

    Viaggio di nozze...

    Posted by Ami on 17 October 2007 at 10:43

    Viaggio di nozze per Carmela e Salvatore.

    Partiti dalla Sicilia arrivano a Genova.

    Carmela, accarezzando il petto villoso di Salvatore, esclama :

    "Domani, Salvatore, andiamo a Rapallo?"

    "E pecchè, non ti piace peluso?"

     

    Cioccolatini al peperoncino

    Posted by Ami on 16 October 2007 at 16:06

    Ingredienti:

     

    gr. 100 di cioccolato fondente 

    peperoncino secco non eccessivamente piccante 

     

    Preparazione:

     

    Tagliate il peperoncino a pezzetti e farte sciogliere il cioccolato fondente a bagnomaria portandolo ad una temperatura di 45°.

    Fatelo raffreddare velocemente per amalgamarlo portandolo a 29°.

    Riscaldatelo di 2° e attendete 2 minuti per farlo rapprendere.

    Stendetelo su una teglia foderata con carta da forno e cospargetelo di peperoncino.

    Intaccate con un coltello il cioccolato formando dei quadratini,prima che diventi solido.

    Una volta rappreso,toglietelo dalla teglia e tagliatelo lungo le intaccature.

    Prima di consumarlo abbiate cura di staccare la carta da forno.

     

    Una semplice ricetta per rendere la giornata più allegra  ^___^

    Buon appetito!

     

     

    Di giorno in giorno

    Posted by Ami on 15 October 2007 at 12:26

    Quante volte

    ormai ho già creduto

    fosse un gioco.

    Questa vita mia

    sembrava niente

    e non è poco.

    Se affondo

    i miei pensieri verso Te

    un nuovo desiderio sopravviene.

    E mentre il tuo stupore intorno a me

    che dubbi non ne hai,

    ti voglio bene.

    Ti porterò rose,

    le sceglierò

    chiuse,

    prometterò

    cose,

    non ti dirò

    le frasi in uso,

    non cercherò

    sponde

    di giorno un giorno

    ancora...

    Ho aperto le finestre

    al Sole aspro del mattino,

    strappato quella lista delle scuse

    non mi serviranno più.

    E via,

    con Te 

    che sei la decisione mia,

    con Te

    io lego i miei frammenti ai tuoi.

    Solo con Te

    domani.

    La vita è da sorridere così.

    Solo per Te

    Amore,

    costringerò la Luna quando è giorno

    a far salire la marea.

    E qui alla nostra riva

    che magìa,

    un fiume spinge in piena l'allegria.

    Solo con Te

    l'Amore

    adesso sì

    mi riconosce.

    Solo per Te,

    mi fermo qui,

    senza più scuse,

    non cercherò

    sponde

    di giorno in giorno

    ancora...

    E basta con gli inganni,

    con le lacrime in Amore.

    E chiudo

    con gli affanni del passato

    dei passati amori miei.

    E via,

    con Te

    che sei la contentezza mia,

    che fai sopire i miei fermenti e i tuoi.

    Che resta ormai

    di ieri,

    deserti quei percorsi che passai.

    Che resta qui,

    silenzi

    di voci e confusioni tra le bocche

    già dimenticate ormai.

    Ho sovrapposto i tuoi ricordi

    ai miei,

    sfiniti quei tormenti vanno via...

    Solo per Te

    Amore,

    l'Amore è da sorridere con Te.

    Solo con Te

    domani...

     

    Amedeo Minghi

     

     

    Ad Erika con tutto il mio Amore che cresce di giorno in giorno...

     

     

     

     

     

     

    E' questo il vivere

    Posted by Ami on 12 October 2007 at 10:19

    Stringila,

    la tua vita stringila.

    E' una foglia che leggera va,

    volteggiando libera.

    Unica l'esistenza è unica.

    Non pensarla anonima e

    dalle anche l'anima poi

    ognuno è una storia in più,

    fra noi.

    Limpida,come l'acqua scivola,

    ti disseterà,berrai da lei

    la sua fonte è vivida.

    Semplice non lasciarla offendere,

    da quel cielo scuro di

    piogge che cadono giù,

    bagnandoti anche se non vuoi.

    E' questo il vivere per me.

    Come ebbrezza su una giostra

    un altro giorno,un'altra corsa

    insieme e poi...

    ti abbraccio forte vita mia.

     

    Gira ancora intorno al mondo

    fino a quando mi innamorerò.

    Di cuore in cuore capirai,

    giocare il tempo non si può.

    Ride la vita,

    e fugge via che di certezze

    non ne dà.

    Femmina,vita malafemmena,

    la corteggerai si negherà,

    allotra tu lusingala.

    Trepida

    vestirà bellissima e

    ti sedurrà tra inebrianti profumi

    così resistrerle non vorrai,non vuoi.

    E' questo il vivere per me.

    Come brezza sulle vele

    in mare aperto a navigare

    insieme e poi...

    tu soffia dolce vita mia.

    Và lontano sulle onde,

    non importa dove arriverai.

    Di cuore in cuore capirai,

    giocare il tempo non si può.

    Ride la vita e fugge via

    che di certezze non ne dà.

    Scrivila,

    la tua vita scrivila.

    E' un romanzo che

    ti lascerà un segno indelebile.

    Vivila,

    la tua vita afferrala,

    e non devi arrenderti mai

    ricordandoti che

    c'è un senso profondo in te,

    se vuoi...

    Stringila,

    la tua vita afferrala...

     

    Amedeo Minghi

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Roma

    Posted by Ami on 11 October 2007 at 11:30

    Te ne 'mporta assai de mè,

    e io,

    m'accoro assai pe' ttè.

    Te sto appresso

    e tu?

    Ma che guardi?

    'Ndo' te perdi tu,

    che butti er core un pò de qquà,

    e 'npo de là,

    a che pensi?

    A te,te 'mporta assai de mè

    che m'addoloro assai pe' ttè.

    Sai so' storie vere

    solo quelle 'ndove toppa er core,

    e sbatte l'ali e tu me pari matta e scordarella,

    che si bella Roma

    perchè tu

    sei bella ancora?

     

    Mettemo caso ce se rinnamora,

    che sei bella Roma

    perchè tu sei bella ancora.

    Pe' fa' soffrì,

    pe' fa' sentì,

    che cielo ce stà in cielo a Roma

    ner cielo acceso rosso foco d'oro rosso,

    core d'oro rosso

    de sta Roma mia.

    Te 'mporta assai de noi,

    cresciuti sotto l'occhi tuoi,

    co' la pioggia e cor sole,

    pe' li prati co' le scarpe nove

    e sotto i cornicioni

    e l'Angioloni e i Papi tristi

    e i Papi boni,boni...

    e le fioriste e i cascherini

    e facce toste....

    e metti pure che eravamo regazzini,

    Roma

     

    Amedeo Minghi

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    La scimmia e la lucertola...

    Posted by Ami on 10 October 2007 at 12:32

    Una scimmia sta seduta su un albero e si fa una canna. Una lucertola passa lì sotto, guarda in alto e dice:

    "Ehi! Che stai facendo?"

    La scimmia le risponde:

    "Sto fumando una canna, sali e fatti un tiro!"

    Così la lucertola sale, si siede accanto alla scimmia e si fanno un pò di canne.

    Dopo un pò la lucertola dice di avere la bocca asciutta e va la fiume a bere.

    La lucertola è così fuori che si sporge troppo dalla riva e cade nel fiume.

    Un coccodrillo vede la scena, nuota fino alla lucertola e l'aiuta a raggiungere la riva, poi le chiede:

    "Ma che stai a fa'?"

    La lucertola gli racconta che stava sopra un albero a farsi le canne con una scimmia, si è sballata troppo ed è caduta in acqua mentre beveva.

    Il coccodrillo, che non vede di buon occhio il consumo di sostanze psicotrope, va allora nella giungla, trova l'albero dove la scimmia si sta finendo l'ennesima canna, guarda su e dice:

    "Hei, tu!"

    La scimmia guarda giù e fa:

    "Caaaaazzo... da pauuuuraaaa... ma quanta acqua hai bevuto?!?"

     

     

     

    Me batte forte forte er core...

    Posted by Ami on 9 October 2007 at 11:24

    Me batte forte forte er core 

    quanno te senno Amore mio!

    L'occhi me se illumineno

    e brilleno come stelle 'n cielo!

     

    Le gambe me tremeno e nun me reggheno,

    er respiro me manca 'npetto,

    la tu voce me fà sentì 'nparadiso,

    me sembra de toccà nuvole rosa!

     

    Nun vorrei smette mai de parlà co' Te,

    ma er tempo vola

    e stemo lì quasi mezz'ora

    a decide chi pe' primo deve appenne!

     

     

    Ho dedicato questa breve poesia in romanesco ad Erika 2 anni fa quando eravamo ancora lontani e passavamo ore al telefono per sentirci più vicini. 

     

     

     

    Ottobre

    Posted by Ami on 8 October 2007 at 08:54

    Piove e tira vento,

    er cielo è tutto 'ntormento,

    l'acqua scenne a catinelle,

    e fà accapponà la pelle.

     

    Er vecchietto nella stalla,

    guarda fisso ar cielo e molla,

    senza manco fà la stura,

    un gran pacco de sciagura.

     

    "Piove sempre quanno cambia,

    è così che gira er monno!"

    Io lo guardo,nun s'arrabbia,

    l'anno prossimo pe' lui,

    nun c'iavrà che giorni bui.

     

    Er somaro nella stalla,

    magna carmo tanta paja,

    puro lui è persuaso,

    er padrone cià raggione,

    nun se deve mette er naso,

    si nun credi all'opinione,

    lui stà zitto,nun se 'mpalla,

    e va avanti a ruminà!

     

    Ecco Ottobre,è presto fatto,

    frà 'ngoccetto all'osteria,

    Pater nostro e ave Maria,

    verrà presto sotto ar tetto!

     

    Anche 'n povero uccelletto

    che s'è perso nella pioggia,

    s'aripara sotto ar tetto

    è mo qui che lui s'appoggia!

     

    Lui stà lì e nun se sloggia,

    finchè dura questa pioggia,

    tornerà er tempo bello?

    Chi lo sà,caro fratello!

     

    Cambia a Luna su ner cielo,

    presto tornerà er sereno,

    e ariporterà ner cielo

    l'uccelletto ristorato!

     

     

     

     

     

    Delegazione animali...

    Posted by Ami on 5 October 2007 at 09:16

    Un gruppo di animali, non contenti del proprio aspetto fisico, decide di ribellarsi e, per tale motivo, invia una delegazione a discutere direttamente con Dio.

    La delegazione, composta da una giraffa, un elefante ed una gallina, arriva in Paradiso ed aspetta di essere ricevuta.

    Finalmente entra la giraffa.

    "Dio"

    "Cara giraffa, cosa ti spinge fin qui?"

    "Signore, mi sento brutta e strana con questo collo lungo, è proprio vergognoso, non è che potrebbe rivedere il mio aspetto fisico?"

    "Creatura ingrata, metti in dubbio l'operato del Signore? Io c'ho studiato prima di crearti, tu sei la perfezione. Guardati bene e ragiona:

    "quel collo lungo ti serve per andarti a mangiare il cibo più prelibato e per respirare l'aria più pulita."

    "Hai proprio ragione, Signore, non ci avevo pensato, che stupida che sono stata!"

    La giraffa esce contenta e tutta arzilla, entra l'elefante.

    "Dio"

    "Anche tu qui, non mi dire che ti vuoi lamentare?!!"

    "Ma Signore, è possibile che io debba avere un naso così lungo e delle orecchie così grandi?"

    "Ingrato!!! Tu sei il sibolo della perfezione, sei una creatura completa di optionals, quelle orecchie ti servono per rinfrescarti quando fa caldo e con quel naso puoi bere senza chinarti. Gli altri pagherebbero oro per avere quello che tu hai. Pussa via e vergognati!"

    "L'elefante, convinto,esce tutto felice, al che la gallina li fulmina:

    "Ma fateme capì, semo venuti qua pe' lamentacce e pe' facce fa più belli e, invece, voi uscite tali e quali e pe' di più contenti?"

    Giraffa:

    "E certo! Non vedi che io sono perfetta? Posso mangiare il cibo più buono e respiro l'aria più buona, Te piacerebbe esse' come me!!!"

    Elefante:

    "Pure io, non vedi come so' bello, sono un animale condizionato, Mi riesco a rinfrescare quando è caldo e riesco a bere senza sporcarmi, te piacerebbe esse' come me!!!"

    La gallina incassa ed entra decisa da Dio.

    "Dio"

    "Anche tu ingrata a lamentarti?!! Tu sei la perfez...."

    "Nun te 'nventà 'n cacchio. O l'ovo più piccolo o er c..o più grosso!!!"

     

                                        

     

     

     

     

     

    8 cose che non sapete di me!

    Posted by Ami on 2 October 2007 at 10:15

    1) Ho il brevetto di bagnino

    2) Ho giocato da dilettante a rugby e basket

    3) Ho la fobia per tutti gli insetti e per i ragni in particolare

    4) Detesto i formaggi,il pesce,i legumi e le verdure

    5) Mi piace molto vestirmi di bianco in estate

    6) Ogni anno l'1 gennaio esco fuori casa in costume da bagno anche se a S.Candido in Alta Val Pusteria,dove sono solito trascorrere le vacanze  invernali,ci sono parecchi gradi sotto zero

    7) Ho fatto per un breve periodo volontariato presso un centro per tossicodipendenti per poi passare al volontariato con gli anziani che,    quando posso,faccio anche adesso   

    8) Ho studiato canto privatamente.

     

    Sono stato invitato a fare questo giochino dalla mia amica Nadia ed ora dovrei passare il testimone ad altri 8 bloggers ma preferisco che siate  voi a farlo spontaneamente appena trovate un pò di tempo.Vi assicuro che è divertente e veloce da fare.

     

    Regolamento:

     

    a) Raccontare 8 episodi che hanno te come protagonista oppure 8 cose apparentemente nascoste di te.

    b) Invitare altri 8 bloggers a fare la stessa cosa.

     

    The Haka

     

     

    The Haka è una danza maori che gli All Blacks fanno prima di ogni partita per intimorire gli avversari.

    Questa sono io...

    Posted by Ami on 2 October 2007 at 09:29

    Ciao a tutti!

    Mi chiamo Erika e sono nata il 4 giugno 1985 ad Innsbruck,sono dei gemelli.

    Ho i capelli biondissimi,lisci e molto lunghi e gli occhi blu.

    Sono piuttosto alta per essere una ragazza infatti sono 1,93 m. e porto sempre scarpe basse.

    Sono stilista ed ho lavorato fino a qualche mese fa nel negozio di famiglia con i miei genitori e mio fratello Reinhard che ha quasi 2 anni più di me essendo nato il 4 agosto del 1983 ed è alto 2,03 m.

    Mio fratello ed io ci assomigliamo moltissimo ed andiamo molto d'accordo.Nel negozio di abbigliamento sportivo lui si occupa della parte contabile ed io mi tenevo aggiornata sulla moda dell'anno e disegnavo anche alcuni capi.

    Come mio fratello e i miei genitori amo moltissimo gli animali ed ho un cane che si chiama Mozart e  mi è stato regalato da Amedeo ed  è il figlio del suo Honey.Ad Innsbruck sono rimasti i gatti che ora sono curati da mio fratello e dai miei genitori.

    Amo molti sport ed in particolare il nuoto sincronizzato che pratico da piccolissima ed il pattinaggio sul ghiaccio che ho imparato da quando avevo 3 anni e mio fratello è stato il mio insegnante.

    Dal 4 giugno sono la moglie del mio dolcissimo Amedeo e l'1 agosto siamo diventati genitori del piccolo Mattia,un bimbo stupendo che assomiglia al suo papà.Ha gli stessi capelli nerissimi e folti,la carnagione scurissima,per ora gli occhi sono blu ma,probabilmente,finito l'allattamento diventeranno verdissimi come quelli del papà.

    Spero di diventare vostra amica e che mi accoglierete bene come avete fatto con Amedeo o Ami come lo chiamano ormai tutti.

    Tra non molto Ami sarà occupato con la specializzazione ed avrà meno tempo per il blog ed io,Mattia permettendo,cercherò di fare del mio meglio per tenerlo aggiornato.Ami mi darà una mano nel tempo libero ad inserire i post.

    Credo di avervi detto quasi tutto di me ma mi conoscerete meglio con il tempo.

    Grazie a tutti! ^.^

     

     

     

    Il canguro allo zoo

    Posted by Ami on 2 October 2007 at 08:10

    Una notte un canguro fugge dal suo recinto allo zoo e viene catturato dopo un lungo inseguimento.

    Il direttore dello zoo fa alzare la staccionata del recinto da 2 m. a 3 m. ma, il mattino dopo, il canguro è di nuovo in giro; altra caccia, altra cattura e la staccionata viene portata a 5 m.

    Il mattino dopo il canguro esce di nuovo e, quando viene catturato e riportato nel recinto, la staccionata viene portata a 7 m.

    Un gorilla dalla gabbia osserva tutto il movimento e fa al canguro:" Ma scusa, fino a che altezza devono alzare il recinto per impedirti di scappare???"

    "Ah, non basteranno 100 m., se continuano a lasciare aperta la porta..."

     

                                

    Auguri Mattia! ^__^

    Posted by Ami on 1 October 2007 at 08:26

    Oggi compi 2 mesi e mamma e papà ti augurano di crescere sano e felice e che la vita ti sorrida sempre.

    Ci sembra solo ieri che ti aspetavamo con ansia e cercavamo d'immaginare come saresti stato.

    Alle 7 del mattino dell'1 agosto finalmente sei arrivato,bellissimo e vispo, per la gioia di tutta la famiglia e dei nostri carissimi amici che per te sono come tanti zii.

    Auguri auguri auguri piccolo Mattia!   

     

    Buon week end a tutti! ^___^

    Posted by Ami on 28 September 2007 at 11:59

    "La bruschetta"

    Posted by Ami on 27 September 2007 at 15:46

    ...pija 'na fetta de pane campagnolo

    e mettela sur foco

     

    Quanno s'è fatta d'oro e abbruscatella

    strofinece un pò d'ajo,poco poco,

    poi intignela du' vorte drent'all'ojo

     

    Così odorosa,unta e scrocchiarella

    me dirai si quer pane nero e tosto

    nun è gustoso e tenero

    mejio d'un pollo arrosto!

     

    (da una poesia di A.Jandolo)

     

    Dedicata al mio nuovo amico Giorgio che ne è stato anche l'ispiratore involontario!

     

    ^___^

    Posted by Ami on 27 September 2007 at 15:25

    - Maria! Maria! Come si chiama quel tedesco per cui ho perso la testa? -

    - Alzheimer, Alzheimer, nonna! -

     

    Gara tra pipistrelli

    Posted by Ami on 26 September 2007 at 09:57

    Tre giovani pipistrelli decidono di sfidarsi...vince chi succhia più sangue.Allora parte il primo e vola.Al ritorno è tutto sporco di sangue e dice:" La vedete quella fattoria? Io da lì ho succhiato il sangue al contadino,alla contadina e agli animali". Parte il secondo.Al ritorno è tutto sporco di sangue e dice:" Lo vedete quell'ospedale? Io ho succhiato il sangue all'infermiera,al dottore e ai pazienti".Parte il terzo,torna completamente rosso di sangue e dice:" La vedete quella chiesa?...,lo vedete il campanile affianco?...,IO INVECE NO!!!!!!!!"

     

     

                                   

    Cappucetto Rosso

    Posted by Ami on 25 September 2007 at 09:34

    Cappuccetto Rosso sta per uscire di casa e la mamma le chiede:

    "Dove vai cara?"

    "Dalla nonna..."

    "In bocca al lupo!"

     

     

    Sentiero in autunno

    Posted by Ami on 24 September 2007 at 11:53

    Cammino solitario in un sentiero in una limpida giornata d'autunno,sono assorto nei miei pensieri che mi portano lontano.Il rumore dei miei passi è la mia unica compagnia.Il mio sguardo contempla la natura mutata,la sua veste si tinge d'arancio,di oro e di rosso fiamma.Estasiato da tanta bellezza,mi fermo a goderne il profumo...poi riprendo il mio cammino senza meta e i miei passi si perdono lontano...

     

    La merenda...

    Posted by Ami on 21 September 2007 at 09:20

    Una balia sta baciando il fidanzato su una panchina nel parco.Ad un tratto l'uomo le mette una mano sul seno.Immediatamente il bimbo che sta nella carrozzina si alza gridando arrabbiatissimo:"Ehi,giù le mani dalla mia merenda!"

     

          

    Adamo ed Eva

    Posted by Ami on 20 September 2007 at 16:57

    Dopo una dura giornata nel Paradiso terrestre Adamo torna a casa e vede Eva che strofina un sasso su una foglia di fico. La domanda gli sorge spontanea:

    "Eva...ma che stai a fa'?"

    "Ma come Adamo...te sto a stirà le mutande!!!"

     

    Incendio a Milano...

    Posted by Ami on 20 September 2007 at 10:02

    In un quartiere popolare in cui vivono immigrati: scoppia un incendio ed un napoletano in piedi su una finestra, disperato, grida:

    "Aiuto,aiuto! O san Gennaro aiutami tu!"

    I pompieri non sono ancora arrivati; si sente una voce dal cielo:

    "Pasquale, Pasquà so' san Gennaro buttati che ti salvo io, abbi fede Pasquà!"

    Titubante Pasquale esita e la voce si ripete.

    E, fattosi coraggio, Pasquale si butta e si sfracella al suolo.

    In cielo si sente tuonare la voce di san Pietro:

    "A sant'Ambrogio la voi piantà de ammazzamme li meridionali???"

     

     

     

     

    Il topolino furbetto!

    Posted by Ami on 19 September 2007 at 09:44

    Un topino cade in una botte di vino e sta per affogare.

    "Aiuto! Aiuto! Qualcuno mi aiuti!"

    Un gatto lo sente ed accorre.

    "Io potrei pure salvarti,però in cambio voglio mangiarti!"

    Dice al topo boccheggiante.

    "Qualunque cosa...ma non voglio morire affogato..."

    Il gatto lo trae in salvo,ma il topo riesce a fuggire e s'infila in un piccolo foro del muro.

    "Non hai tenuto fede alla tua parola.Avevi promesso che ti potevo mangiare." gli dice arrabbiato il gatto.

    E il topo dal suo nascondiglio:"Io ho promesso? Dovevo proprio essere ubriaco!"

     

    Se saprai...

    Posted by Ami on 18 September 2007 at 09:31

    Se saprai conservare la testa,quando intorno a te

    tutti perderanno la loro e te incolperanno;

    se crederai in te stesso,quando tutti dubiteranno,

    ma saprai intendere il loro dubbio;

    se saprai aspettare senza stancarti dell'attesa

    o essere calunniato senza calunniare,

    o essere odiato senza dare sfogo all'odio,

    e non apparir troppo bello,né parlar troppo saggio.

     

    Se saprai sognare e non rendere i tuoi sogni padroni;

    se saprai pensare e non fare dei pensieri il tuo fine;

    se saprai incontrare il Trionfo ed il Disastro

    e trattare questi due impostori nello stesso modo;

    se saprai sopportare di sentire quello che hai detto di giusto

    falsato da ribaldi per farne trappole ai crudeli;

    o veder le cose per cui hai dato la vita,spezzate

    e curvarti e ricostruirle con utensili logori.

     

    Se saprai fare un mucchio di tutte le tue vincite

    e rischiarle in un giro di testa e croce,

    e perdere,e ricominciare da capo

    e non fiatar verbo sulle tue perdite;

    se saprai forzare il tuo cuore e i nervi e i tendini

    per aiutare il tuo volere,anche quando sono consumati;

    e così resistere quando non c'è più nulla in te

    tranne la volonta che dice loro "reggete":

     

    Se saprai parlare con la folla e mantenere le tue virtù,

    o passeggiar coi Re e non perdere la tua semplicità;

    se né nemici,né prediletti amici avranno il potere di offenderti

    se tutti gli uomini conteranno,ma nessuno conterà troppo;

    se saprai riempire il minuto che non perdona

    coprendo una distanza che valga i sessanta secondi,

    tuo sarà il mondo e tutto ciò che contiene

    e,ciò che conta,sarai un uomo o figlio!

     

    Rudyard Kipling

     

    La tartaruga scalatrice!

    Posted by Ami on 17 September 2007 at 09:49

    Una tartaruga si dirige verso il tronco di un albero e comincia a scalare,scalare e scalare,finchè,dopo un'ora,raggiunge un ramo abbastanza alto dal quale decide di buttarsi a pancia in giù.La tartaruga atterra su una montagnola soffice di foglie secche e non si fa niente,ma non contenta si dirige nuovamente al tronco dell'albero e ricomincia a salire,salire e salire,finchè,raggiunto il ramo di prima,si butta a terra sulla montagnola di foglie secche.Non contenta ripete l'operazione un'altra volta e un'altra colta ancora.Da in cima all'albero,due passeri stanno osservando la scena.Ad un certo punto,impietosito,uno dice all'altro: - Tesoro,non ti sembra arrivato il momento di dirgli che è stato adottato?

     

    Cavalli...e motore!

    Posted by Ami on 14 September 2007 at 12:21

    Un uomo sta camminando per una strada di campagna a bordo della sua automobile quando, ad un certo punto,puff...poff...puff...il motore di ferma!

    Il tale scende dall'auto,apre il cofano e comincia ad armeggiare intorno al motore.

    Ad un trato sente nitidamente una voce che gli suggerisce: - Controlla le candele!

    Alza la testa,si guarda intorno...non vede nessuno!

    - Mah,sarà la stanchezza!

    E ricomincia ad esaminare il motore.Dopo un pò sente ancora: - Controlla le candele!

    Si alza e stavolta vede uno stupendo cavallo nero con una macchia bianca sulla fronte,lo fissa meglio e il cavallo ripete: - Si...ho detto: - Controlla le candele!

    - Aaarrggggh! Un cavallo che parlaaa!!!

    Avendo ormai perso del tutto il controllo,il tale inizia a correre all'impazzata in mezzo alla campagna fino ad incontrare una casetta di contadini.Si precipita dentro ed urla: - A-a-aiuto! U-un cavallo che pa-parla! Stavo aggiustando il motore della mia auto e l'ho proprio sentito dire " CONTROLLA LE CANDELE! "

    Il contadino lo guarda pensoso e dopo un pò : - Mmh...per caso era un cavallo nero?

    - Si! Proprio nero!

    - Aveva una macchia bianca alla fronte?

    - Proprio lui!

    - Ah,allora non gli dia retta,di motori non ci ha mai capito nulla!

     

    Felicità

    Posted by Ami on 13 September 2007 at 08:34

    C'è un'ape che se posa

    su un bottone de rosa:

    Lo succhia e se ne va...

    Tutto sommato, la felicità

    è una piccola cosa.

     

    Trilussa   

     

    Il palloncino

    Posted by Ami on 12 September 2007 at 09:14

    Un giorno un palloncino

    sfuggito dalla mano di un bambino

    in alto se ne andò.

    Volò sul nel cielo

    sui tetti delle case

    su su sempre più su.

    Volò sopra le nuvole

    ma non si accontentò

    ancora più su se ne andò

    fin quando non scoppiò

    e a terra ritornò.

     

    Breve storia di un palloncino dedicata a tutte quelle persone troppo ambiziose e spocchiose che,non curanti dei rischi che corrono,ricadono miseramente a terra.

     

     

     

     

     

    Il pescatore

    Posted by Ami on 11 September 2007 at 08:42

    Un passante nota un pescatore sulla riva del fiume.

    Ripassa dopo 2 ore e vede il pescatore sempre lì.

    Incuriosito si ferma e gli chiede:"Mi scusi ma questo fiume è buono per il pesce?"

    "Direi di sì - risponde il pescatore - ci ho provato da 3 giorni e nemmeno uno si è convinto ad uscire fuori!!!"

     

    Curiosità di bimbi...

    Posted by Ami on 10 September 2007 at 10:34

    Ora di cena a tavola:mamma,papà,3 figli e la nonna che sferruzza sulla poltrona.

    Uno dei bambini a un certo punto chiede;

    - Mamma come sono nato io?

    La mamma un pò imbarazzata improvvisa:

    - Sai,un giorno è arrivata una bella e grande aquila  e ha poggiato un fagottino sulla finestra,ed eri tu!

    La nonna continua a sferruzzare e alza un sopracciglio.

    Allora il secondo bambino incuriosito chiede:

    - E io,come sono nato?

    La mamma prosegue con lo stesso tema:

    - Tu invece sei stato portato da un grande condor!

    La nonna continua sempre a sferruzzare e alza l'altro sopracciglio.

    Il terzo bambino ovviamente vuole sapere anche lui com'è nato.E la mamma:

    - Un giorno è arrivata una bellissima cicogna e ti ha depositato sul davanzale della finestra!

    La nonna smette di sferruzzare e bisbiglia sottovoce:

    - Mi pareva infatti che fossero 3 uccelli diversi!

     

     

     

     

     

    Nella giungla..

    Posted by Ami on 7 September 2007 at 09:35

    Un piccolo coniglio corre nella giungla quando vede una giraffa intenta a rollarsi una canna.

    Il piccolo coniglio si ferma e dice alla giraffa:

    - Giraffa,amica mia,non fumare questa canna,vieni a correre piuttosto con me per rimanere in forma!

    La giraffa riflette un minuto e alla fine decide di getare via la sua canna e di seguire il piccolo coniglio.

    Corrono insieme,quando vedono un elefante che si prepara a sniffare una pista di cocaina. Il piccolo coniglio si avvicina all'elefante e dice:

    - Amico elefante,smetti di sniffare la coca e vieni a correre con noi per mantenere la tua forma fisica!

    Lui ci pensa un attimo,fa dondolare il suo speccio e la sua paglia e alla fine convinto li segue.

    In strada,i tre animali incontrano un leone pronto ad iniettarsi di eroina ed il piccolo coniglio gli grida:

    - Leone,compagno,non ti bucare più,vieni a correre piuttostocon noi.Finiscila di farte del male e vieni a farti del bene!

    Il leone si avvicina al coniglio e gli molla un enorme schiaffine sul muso che lo lascia completamente stordito.

    - Ma come ti sei premesso? Perchè l'hai fatto? Questo piccolo coniglio cercava solamente di aiutarci!!!

    Ed il leone risponde:

    - Questo stronzo mi obbliga sempre a correre come un deficiente nella giungla ogni volta che prende l'ecstasy!!!

     

       

     

     

    Dio ti guarda...

    Posted by Ami on 6 September 2007 at 12:24

    Notte fonda.Un ladro entra di soppiatto in un casa.

    Attraversa quatto quatto il salotto quando,improvvisamente,sente rintronare una voce possemte:

    - Attento! Dio ti guarda!

    Poi, silenzio.

    Il ladro,impietrito,comincia a sudar freddo.Ora,però,sembra che tutto sia tranquillo.Il ladro ricomincia a muoversi quatto quatto.Ma,improvvisamente,ecco di nuovo quella voce:

    - Attento! Dio ti guarda!!!

    Il ladro adesso suda copiosamente e si guarda intorno terrorizzato.In un angolo scuro vede però una gabbia e nella gabbia c'è un pappagallo.

    - Ahhh,bastardo! Ma allora eri tu a dirmi che Dio mi guarda!!!

    - Sì...- risponde il pappagallo con noncuranza.

    Il ladro tira un sospiro di sollievo e,ormai tranquillizzato,gli chiede:

    - Come ti chiami bastardo d'un pennuto?

    - Fiorenzo...

    - Ma che nome del cavolo è Fiorenzo per un pappagallo?!? - sghignazza il ladro - Chi è l'idiota che ti ha chiamto così?

    - Lo stesso idiota che ha chiamato "Dio" il pittbull...

     

     

     

    Vorrei saziarmi...

    Posted by Ami on 5 September 2007 at 10:41

    Vorrei saziarmi dei tuoi baci e abbracci,

    delle carezze e tenerezze tue,

    stringerti forte al mio petto e

    sentir battere il mio cuore insieme al tuo

    uniti in un palpito d'amore!

    Vorrei sentire il tuo respiro sulla mia pelle

    mentre le tue mani l'accarezzano dolcemente

    e le mie labbra cercano le tue!

    Vorrei respirare l'odore dei nostri corpi

    uniti nell'amore!

    Vorrei saziarmi di Te.

     

     

    A caccia con la moglie

    Posted by Ami on 4 September 2007 at 11:25

    Sabato mattina Jack,un cacciatore appassionato,si sveglia prestissimo per andare a cacciare il primo cervo della stagione.Entra in cucina per prendersi un caffè e,con sua grande sorpresa,trova la moglie Alice ad aspettarlo seduta,vestita da capo a piedi con la mimetica verde.Jack,incredulo,le chiede:

    - Che cavolo fai?

    La moglie sorridente:

    - Non vedi? Vengo a caccia con te...

    Jack,amante delle passeggiate nei boschi in solitudine,decide di portarla con se a malincuore.Arrivano sul luogo di caccia dove Jack fa salire la moglie su un albero:

    - Tu stai ferma qui sopra e non ti muovere per nessun motivo.Potrebbe essere molto pericoloso.Quando vedi un cervo,prendi bene la mira e spara.Appena sento il tuo sparo torno qui di corsa.

    La moglie fa cenno di si con la testa e il marito se ne va,convinto che la moglie non riesca a cacciare nemmeno un elefante.Non  passano nemmeno 10 minuti che Jack ode una serie di spari.Corre indietro velocemente e,non appena si avvicina alla zona dove aveva lasciato la moglie,la sente urlare:

    - Stai lontano dal mio cervo!!!

    Allora corre più velocemente verso la moglie e la sente di nuovo urlare,con più forza:

    - Ti ho detto di stare lontano dal mio cervo!!!

    Seguito da un'altra rapida serie di spari.

    Arrivato in prossimità dell'albero,Jack è sorpreso di vedere un cowboy ritto in piedi con le mani in alto.

    A quel punto il cowboy urla disperato:

    - Okay signora!!! Può tenersi il suo cervo! Mi lasci solamente riprendere la sella...

     

                                           

    Un bellissimo inizio settimana! ^__^

    Posted by Ami on 3 September 2007 at 09:01

    Buon inizio settimana a tutti! ^__^

    Il mio è davvero bellissimo!

    Stamattina ho scoperto,con immensa gioia,che altre 3 amiche della vecchia piattaforma sono venute a trovarmi.

    E' bello sapere che non mi hanno dimenticato e che mi vogliono bene :-))))

    Bacioni a tutti :-*****

     

    In questa calda e piovosa giornata di fine agosto...

    Posted by Ami on 31 August 2007 at 08:26

    In questa calda e piovosa giornata di fine agosto ripenso ai 3 anni di blog passati in un'altra piattaforma, ai tanti amici conosciuti e alle ore bellissime passate con loro. Nel tempo qualcuno si è perso per strada, altri non erano veri amici e molti lo sono ancora e a loro, che mi sono rimasti affezionati,  va il mio pensiero

    In questo nuovo blog già sono venute a trovarmi 3 carissime amiche ma sono certo che,  con il tempo, non resteranno le uniche. Molti amici non sanno ancora del mio trasferimento qui.

    Anche in questa nuova piattaforma ho trovato 3 amiche che mi hanno accolto e spero che anche loro non resteranno le uniche!

    Un bacione :-*

    Doppio whisky!

    Posted by Ami on 29 August 2007 at 08:34

    Un bambino entra in un bar e chiede: "Un doppio whisky!"

    Il barista lo guarda con tanto d'occhi e allora il bambino lo rassicura: "Non si preoccupi, non è per me, è per il mio fratellino che mi aspetta fuori in carrozzina. Io, quando guido, non bevo mai!"

    L'agnello infurbito

    Posted by Ami on 27 August 2007 at 09:19

    Un lupo che beveva in un ruscello

    vidde, dall'antra parte de la riva,

    l'immancabbile Agnello.

    - Perchè nun venghi qui? - je chiese er Lupo -

    L'acqua, in quer punto, è torbida e cattiva

    e un porco ce fa spesso er semicupio.

    Da me, che nun ce bazzica er bestiame,

    er ruscelletto è limpido e pulito... -

    L'Agnello disse: - Accetterò l'invito

    quanno avrò sete e tu nun avrai fame.

     

    Trilussa

     

    Questione de razza

    Posted by Ami on 24 August 2007 at 09:18



     

     

    - Che cane buffo! E dove l'hai trovato? -

    Er vecchio me rispose: - è brutto assai,

    ma nun me lascia mai: s'è affezzionato.

    L'unica compagnia che m'è rimasta,

    fra tanti amichi, è 'sto lupetto nero:

    nun è de razza, è vero,

    ma m'è fedele e basta.

    Io nun faccio questioni de colore:

    l'azzioni bone e belle

    vengheno su dar core

    sotto qualunque pelle.

     

    Trilussa

    Buon pomeriggio ^__^

    Posted by Ami on 23 August 2007 at 15:01



     

    Buon pomeriggio! ^__^

    Venite a trovarmi in tanti,sono nuovo e mi sento molto solo,ho ricevuto la visita di 3 sole amiche ed una in particolare mi ha molto aiutato,grazie Mars!

    Volete che io mi senta ancora così?

     

    Test

    Posted by Ami on 23 August 2007 at 11:37

    Test

     



    Il mio oroscopo in romanesco

    Posted by Ami on 23 August 2007 at 08:13

    Rigala, ospita, invita, presta, vede, dirigge, ordina, comanna, pretènne, è tutto lui, arza la cresta, s'offènne, s'arisente, nun domànna. Se crope d'oro addosso e ne la vesta, magna a quattro parmenti e poi tracanna; pò esse inzonne si ce sta 'na festa si nò crolla de botto e fa la nanna. E' commodone e vòle vive 'n pace ma a chi lo scoccia o ie mette fretta, puro s' in fin dei conti je diapiace, lo pò azzannà e fanne 'na porpetta. Soffre de còre e abbrucia ch'è 'na brace: co'r mal de schiena spesso ce s'alletta.

     

    Ninna nanna per Mattia

    Posted by Ami on 22 August 2007 at 10:22

    Dormi dormi mio piccino

    mentre guardo il tuo bel visino.

    Sogni d'oro  mio angioletto

    mentre la pioggia batte sul tetto.

    Nel tuo lettino

    dormi sereno mio piccolino,

    mamma e papà ti sono vicino,

    dormi dormi tesorino.

     

    Per te

    Posted by Ami on 22 August 2007 at 09:38

    Un dolce sorriso illumina il tuo viso

    quando il mio sguardo si posa su di te.

    Le mie dita sfiorano i tuoi soffici capelli

    e si posano leggere sulle tue labbra.

    Ti stringo a me e sento il tuo calore,

    il dolce profumo della tua pelle mi inebria

    e mi sembra di vivere in un sogno...

     

    Il nostro angolo di Paradiso

    Posted by Ami on 22 August 2007 at 09:16

    Ti voglio portare nel nostro angolo di Paradiso,

    rubare alle tue labbra un dolce sorriso,

    perdermi per sempre nel tuo bel viso.

     

    Dolce naufragio,il mio,nel blu profondo dei tuoi occhi.

    Un fremito mi assale mentre Tu mi tocchi.

     

    Un vento lieve carezza la nostra pelle,

    mentre nel cielo brillano le stelle.

     

    Notte d'Amore,notte d'incanto

    nel nostro angolo di Paradiso.

     

    Erika

    Posted by Ami on 22 August 2007 at 08:30

    Hai rubato al sole l'oro dei tuoi lunghi capelli

    Hai rubato al mare il blu profondo dei tuoi occhi

    Hai rubato alle rose il velluto delle tue labbra

    Alle perle lo splendore del tuo dolce sorriso

    Ad un angelo il tuo bel viso

    All'usignolo il dolce suono della tua voce

    Ad un cigno il tuo collo sottile

    A Venere il tuo corpo armonioso

    A me hai rubato l'Amore...

    Ciao a tutti!

    Posted by Ami on 21 August 2007 at 17:14

    Ciao a tutti!

    Mi chiamo Amedeo Minghetti,sono di Roma ed ho 23 anni.

    DAll'1 agosto sono diventato papà di un bel bambino che si chiama Mattia

    Mia moglie è austriaca di Innsbruck ed ha 22 anni.

    Avevo un blog con lo stesso nome in un'altra piattaforma che non mi piace più  ed ora eccomi qui con la speranza di trovare nuovi amici.

    Grazie a tutti in anticipo

    Erika e Mattia

    Posted by Ami on 21 August 2007 at 08:52

    Sono i miei due più grandi amori che mi danno la gioia di vivere e riempiono le mie giornate.Cosa sarebbe la vita senza amore?

    Mattia ha solo 20 giorni e già sono impazzito d'amore per lui :-))))

    Erika ed io lo abbiamo tanto desiderato ed ora passiamo intere giornate a vedere come cresce e ogni suo minimo progresso ci rende immensamente felici e ci sforziamo di essere dei buoni genitori per lui e ci auguriamo che cresca sano e felice come ogni bimbo dovrebbe


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