Una protesta che ha coinvolto molte famiglie con diverse modalità
operative: alcuni rifiutarono integralmente di pagare; altri mandarono
i propri figli ca scuola con cibi preparati in casa; altri ancora
scelsero di non pagare l'aumento previsto.
In un confronto nella Circoscrizione di Albano centro tra gli assessori
ed i cittadini emersero da parte dell'amministrazione due elementi:
necessità dell'aumento per presunte migliorie nella qualità dei cibi;
presa d'atto che l'incidenza dei buoni pasto nei redditi familiari
poteva essere gravosa anche per famiglie con entrambe i coniugi
lavoratori. Con tale presa d'atto si giunse così ad un consiglio
comunale dove il Sindaco mantenne fermo l’aumento previsto ma allo
stesso tempo prese l'impegno di trovare soluzioni per limitarne
l'impatto sui redditi delle famiglie.
La protesta delle famiglie ebbe come risultato la delibera di giunta
n.154: - Integrazione deliberazione di Giunta Comunale n. 11 del
06.02.2006 "Approvazione soglie I.S.E.E. Anno 2006"-.
Si prevedeva cioè la possibilità per le famiglie di ottenere il
rimborso dell’aumento attraverso l'attestazione I.S.E.E. Ottenuto il
risultato terminò la protesta dei genitori, i quali si riportano nella
"legalità" pagando o integrando quanto previsto. In primavera quanti
avevano presentato l'attestazione I.S.E.E. furono convocati
dall'ufficio scolastico comunale per presentare la documentazione (i
Bollettini originali dei versamenti all'Albalonga). Alla richiesta di
sapere con certezza quando ci sarebbero stati i rimborsi previsti fu
assicurato che essi sarebbero avvenuti entro l'estate... ma a tutt'oggi
nessuno degli aventi diritto ha ancora potuto recuperare quanto versato
( mentre le peripezie burocratiche dei cittadini, tra richieste del
Comune e di Albalonga, sono giunte al limite del surreale).
Sono singolari gli uomini che governano ad Albano. Per loro lo Stato è
un vampiro assetato di tasse, che li obbliga insieme alla regione Lazio
a tartassare i cittadini. Poi sul territorio che governano non attuano
quelle modalità di rimborso ai cittadini che essi stessi, con l'aiuto
della spintarella della protesta, hanno deciso.
Ma la cosa più singolare è che essi si affidano nel governo della città
alla saggezza dei proverbi popolari: “Passata la festa, gabbato il
santo”.
Infatti per ottemperare alla decisione presa nel 2006 in favore dei
cittadini fu emanato un apposito bando pubblico, facilmente visibile
nelle strade del comune.
Quest'anno invece ancora non si ha sentore di questo bando. Delle due
l'una: o i nostri amministratori se ne sono dimenticati ed in tal caso
è lecito domandarsi se a palazzo Savelli esiste un'Opposizione; oppure
i nostri amministratori ritengono inutile mantenere gli impegni ed i
provvedimenti presi in favore dei cittadini (che oggi non protestano
perchè non si accorgono del furto di diritti che stanno subendo).
Se fosse vero quest'ultimo caso sarebbe un obbligo per i Consiglieri di
opposizione battersi affinchè il Sindaco mantenga gli impegni presi in
Consiglio Comunale di fronte alla protesta dei cittadini.
Un ultima domanda ai nostri amministratori. Se la scuola è un dovere,
se esiste un diritto all'istruzione, se tale dovere e tale diritto
prevedono l'obbligo di mangiare a scuola anche in assenza della
richiesta dei genitori. Perchè le famiglie devono pagare quei pasti che
già hanno pagato con le tasse versate al Comune?
Marco Bizzoni
Consigliere Circoscrizionale Albano Centro